Lorenzo Falchi: Dai conti alla politica, un percorso tra numeri e giustizia
Intervista a Lorenzo Falchi, consigliere regionale e ex sindaco di Sesto Fiorentino. Falchi racconta il suo percorso dalla carriera nel Monte dei Paschi al mondo della politica, passando per il movimento contro la globalizzazione e il social forum di Firenze, riflettendo su ingiustizia, impegno civile e il senso del dovere verso le nuove generazioni.
Capitoli
- 00:00Introduzione e presentazione di Lorenzo Falchi
- 00:42La storia professionale e il ruolo di consigliere regionale
- 01:57La transizione dai conti alle parole e l'importanza dei numeri
- 03:00L'innamoramento della politica e il social forum di Firenze
- 05:00Genova 2001 e il punto di cesura nella consapevolezza politica
- 06:00Il confronto tra la generazione di Falchi e i giovani di oggi
- 07:00La noia positiva e il rapporto con il tempo libero
- 08:00La libertà economica come prerequisito della politica
- 10:00Il rimpianto di non aver scelto storia all'università
- 12:00L'ingiustizia come valore fondamentale e ispiratore
- 13:00Il film Il pane e le rose di Ken Loach come riconoscimento dei valori
- 14:00Chiusura e ringraziamenti
Trascrizione 26 passaggi
quattro parole lì a tu per tu di Giorgio Bernardini Buongiorno ancora, buongiorno e bentornati a questo appuntamento sempre tutti giovedì poco dopo le nove con quattro parole la trasmissione che cerca di conoscere le persone dietro i personaggi alla quale potete partecipare. ve lo ricordo sempre anche voi non solo ascoltandoci ma mandandoci un messaggio se volete al 342 8104 111 in realtà oggi diciamo così le prime domande le farò io e le farò alla persona che ringrazio di essere qua un consigliere
regionale eh che è anche una storia particolare che io cercherò oggi di indagare parlando con lui eh intanto saluto e dico buongiorno a Lorenzo Falchi. Ciao Giorgio e buongiorno a chi ci ascolta. Buongiorno e grazie di aver accettato il nostro invito e Insomma, Lorenzo Falchi, per quei pochi che non lo conoscono, oltre ad essere consigliere regionale, è stato a lungo sindaco di Sesto Fiorentino, ma non solo di politica, anzi non di politica parleremo oggi, almeno ci proverò. Prima domanda, ti candidi in Parlamento? No, non sappiamo nemmeno quando votiamo.
Scherzo, scherzo. Se me la chiedi tre o sei mesi ti rispondo con sincerità. Per sgombrare il campo da queste voci insistentissime per sapere se intervisteremo un futuro parlamentare. dal 2018 che mi dicono il mio candidato esatto, però una volta ti sei candidato fuori dal tuo comune ed è stato per le elezioni regionali non è andata male va bene, ora fai il capogruppo di AWS ma io voglio andare proprio veramente in profondità La prima parola che ho scelto per te delle quattro parole che si alternano oggi è la parola conti perché insomma intorno a questa parola si possono fare bilanci e si può anche cercare
diciamo un significato sui conti che tornano Cosa voglio dire? Voglio dire che tu all'inizio della tua vita professionale, dopo l'università, ma dimmi se sbaglio, hai fatto, insomma, come dire, hai lavorato nell'ufficio bilancio del grande Monte dei Paschi di Siene così? Sì, in realtà no, perché io mi sono la Nel 2005 ho cominciato il primo anno e mezzo con lavori interinali, tre mesi, sei mesi, sempre ufficio, sempre bilancio, sempre la parte amministrativa, ho cambiato più aziende. Ho farmaceutica, poi Publiacqua, poi Reno Italia, insomma ho cambiato un bel po'. Poi ho vinto
il concorso all'Alloria Consumit, la società di reddito al consumo del Monte De Paschi e lì sono rimasto fino a che non sono andato in aspettativa. Sono ancora dipendente del Monte De Paschi. Come si fa a passare così dai conti, perché lo facevi anche nella prima parte della tua carriera professionale, alle parole mi verrebbe da dire, sono davvero così distanti come la nostra scuola, la nostra cultura? ci aveva diciamo così propinato ma no in realtà no io credo che se tu vuoi leggere la realtà provare a capire quello che succede intorno a te non puoi farlo solo con le parole
hai bisogno anche dei numeri che misurano possano sembrare un po' aridi e sterili i numeri, ma in realtà ti danno gli elementi per interpretare quello che c'è intorno a te. E io l'ho sempre intesa così, poi ovviamente ci sono anche altri motivi per cui ho studiato economia, però insomma... Certo, ma la critica invece... diciamo così, di affidarsi troppo alle parole nella parte politica a cui appartieni. È una critica che ti fa male, oppure credi che sia sostanzialmente qualcosa che va incontro a quello che hai appena detto? No, credo che sia vero, ma non solo per la mia parte politica. C 'è l 'abitudine di affidarsi esclusivamente alle parole, che è giusto, perché se vuoi interpretare
l 'esistente e provare a cambiarlo, senza parole non lo fai, anzi ce ne sono anche tante di parole, però hai bisogno anche dei numeri, perché senza numeri ti sfugge quello che c 'è intorno a te. Quando è che ti sei innamorato della politica? È vero? Come si legge nelle biografie che è stato il social forum di Firenze a farti prendere consapevolezza? Oppure è una semplificazione? No, no, non è una semplificazione. In realtà è stato prima. Io ho iniziato l'università... Nel 99 e il passaggio dalle superiori all 'università per me è stato un grosso cambiamento anche dal punto di vista dell 'interesse verso quello che avevo intorno a me, superiori diciamo non avevo grande interesse per la politica.
Era proprio un salto. Erano gli anni ovviamente del social forum, del movimento contro la globalizzazione, di Genova. Nel 2001 io volevo andare a Genova, poi per una serie di imprevisti non sono stato a Genova. ha pesato tantissimo quella di non essere nel luglio 2001 a Genova e ha rappresentato per me un punto di cesura sul prima e sul dopo da lì ho capito che era necessario fare qualcosa, impegnarsi di più e da lì poi la parte partecipazione al social forum a Firenze, i collettivi all'università e poi la prima candidatura in consiglio monale a sesto nel 2004, a me sembra ieri ma in realtà sono
22 anni fa. Esatto, sono passati giusto 4 lustri e mezzo. Però la seconda parola che voglio portarti è proprio questa, fuori. Quando è che ti sei sentito escluso? Sia nella vita che insomma anche in quello che ti è successo. Beh, non lo so se mi sono mai sentito... veramente escluso nella vita. Forse sì, nella fase che ti dicevo prima, Genova 2001, più che escluso mi sono sentito messo in disparte, mi sono sentito vittima di un 'ingiustizia. La mia generazione, chi chiedeva di cambiare il mondo, veniva bastonato, manganellato,
messo in un angolo, additato come dei pericolosi, violenti, estremisti, quando in realtà dicevamo cose che sono a distanza... di 25 anni erano giuste allora e sono giuste ora però esatto stavo per dire se tu togli la parte del social forum insomma quella con cui iniziavi la tua risposta sull'esclusione è perfettamente applicabile ai giovani doggia e ce la lasciamo perdere ovviamente mentre la violenza, le manganellate sono state la spartiacca ovviamente anche più importante dal punto di vista culturale però ecco, questi giovani di oggi vogliono essere ascoltati allo stesso modo e allo stesso modo vengono spesso definiti marginali
o violenti e basta. Qual è la sovrapposizione fra la tua generazione e questa? Ma non voglio dire una cosa banale, ma a me sembra che la generazione di ora sia ancora più avanti rispetto a quando avevo la valore fa. Io sono stato una decina di giorni fa in un paio di licei, uno di sesto, l 'Agnoletti durante l 'occupazione, un 'assemblea bellissima, mi sono divertito tantissimo, abbiamo parlato a Prota Libera un paio d'ore di tutto e devo dire interventi caspita. o tanto di cappello, interventi di ragazzi e ragazzi preparati, interessati a quello che c 'era intorno a loro,
magari un po' acerbi sulla politica, su alcune questioni, ma che se lo percepisci subito e sentono sulla loro pelle l 'ingiustizia... Per la loro generazione, per quello che succede a loro, per quello che succede al loro vicino di casa, per quello che succede a chi sta anche lontano di casa rispetto a loro. E alla fine questa cosa ti mette un elemento di fratellanza, sentire la giustizia degli altri. ne ha perso? La mia generazione sicuramente ha perso un 'occasione, è stata quella di Genova, del movimento entro la globalizzazione, di trasformare quelle parole d'ordine in un cambiamento politico, da quel punto di vista lì ha perso.
chiedi mai scusa ai tuoi figli per questo ne parlate di queste cose? sì, ne parliamo, non è ovviamente facile perché il mio figlio più grande ha 12 anni quindi insomma 12 anni è ancora un po' difficile però si comincia a interessarsi a quello c'è intorno a lui e provo a spiegargli con parole insomma adatte al ragazzo di 12 anni molto maturo per la sua età che cosa è stato per me l 'impegno come ho cominciato a interessarmi a quello che c'era intorno a me di quello che faccio tutte le mattine quando mi alzo e provo nel mio picco a far qualcosa che migliori il mondo, nel piccolo, ne ho ben presente.
Insomma, poi il piccolo può diventare grande, questo è anche il sogno della politica, lo vediamo anche spesso in una politica che guardiamo anche... da fuori con fastidio certe volte però arrivano invece delle storie interessanti ecco questo invece mi porta la mia terza parola insomma vorrei capire anche da te ti vedo sempre molto organizzato hai sempre un link a quello che fai dal punto di vista del tuo impegno umano e politico, parli di alzarsi la mattina, appunto, io ti conosco anche personalmente dal punto di vista della cronaca politica,
quindi so che sei uno sempre molto impegnato, ma non c'è spazio. per la noia nella tua vita. Sai cosa c 'è? C 'è poco spazio per il tempo libero, la noia magari, la noia, io mi ricordo la noia da bambino, le stati lunghe, a me era una cosa che piaceva la noia, adesso non la provo più, o meglio, la noia... dal non avere niente da fare, la noia per fare qualcosa che non ti piace, quella però è un altro tipo di noia, quello è un po' più il fastidio. La noia è proprio il non sapere che cosa fare, avere il tempo davanti che passa e non sapere dove occuparlo. gli dai un'accezione positiva a quella negativa
in commissioni non ti annoi mai nelle commissioni o durante questi infiniti discorsi delle istituzioni a cui si deve assistere ma magari mi fastidisco magari mi spallo ma l'annoio è un'altra cosa l'annoio è una cosa bella non riesco a dargli un'accezione negativa e mi ricordo da bambino mi ricordo da bambino l'estate, i tempi lunghi i tanto tempo libero no, non è noia quella è fastidio, spallamento chiamiamola un altro modo torneresti davvero al tuo lavoro o faresti qualcos 'altro se diciamo il tuo amore per la politica finisse ma senti io penso questo vengo da una famiglia che non è mai
stata ricca che ha sempre vissuto del proprio del proprio lavoro i miei genitori di estrazione popolare, operai e quindi per me fare politica doveva per forza avere un prerequisito avere una condizione economica che ti consentisse la libertà perché se tu fai politica di lavoro e non hai un qualcosa dietro che ti aspetta, sei in qualche modo, non voglio dire ricattabile, però non ti puoi sentire libero, cioè prendi delle scelte in base a quello che dovrai fare dopo. Io ho sempre voluto... ed è per questo poi dopo aver fatto economia
ho fatto il concorso al Monte dei Paschi avere la possibilità di avere la libertà che ti aspetta in qualche modo sapere che se da un giorno all'altro non ti piace più quello che fai più una cosa utile, non ti fa più star bene hai la possibilità di tornare a fare quello che facevi prima. Torneresti a studiare? A studiare sì, io una cosa che mi piacerebbe tantissimo, lo dico sempre poi non lo faccio mai io ho finito l'università, volevo In realtà ricominciare è un 'altra facoltà che a me piace la storia tantissimo e non l 'ho fatta proprio perché avevo paura poi di non avere gli
errori che si fanno in gioventù. Io ero molto centrato dal ragazzo e pensavo che dovevo fare qualcosa all'università che mi desse la possibilità di trovare un lavoro facilmente, perché avevo voglia di avere indipendenza economica. Quindi ho messo da parte un po' di passioni per scegliere la strada. che all'epoca mi sembrava più giusto e più semplice però io ricomincerei subito a studiare storia ecco posso dirti questa cosa io ho questa impressione di un uomo della sinistra ovviamente la sinistra toscana tra i più riconoscibili forse in Italia eccetera però con un'educazione quasi militare ecco ti vedo molto concentrato
magari mi sbaglio cosa dicono i tuoi genitori di te? ma sono sempre stato molto quadrato questo è vero sono sempre stato molto militare no, non mi piace no, lo so che non riesca a definirci è una provocazione però sì molto preciso molto attento al futuro a quello che avrei dovuto fare anche troppo se uno tornasse indietro una cosa mi direi Lorenzo Guarda proprio di goderti il momento invece di pensare al dopo, questo sì. Quindi quando è che non ti sei goduto il momento? Poi ti lascio la tua ultima parola.
Ma sicuramente quando ho fatto la scelta di fare economia all'università, ecco, lì... io avrei dovuto godermi il momento e dire cosa mi piace mi piace storia, bene, studio storia poi dopo vedremo poi ho trovato cose molto interessanti studiando economia, quindi sono contento anche di quello però tornassi indietro mi direi guarda, studia quello che ti piace e non pensare a quello che dovrai fare dopo questo è un consiglio che lascia anche alle persone che oggi vivono questa scelta ma sì, anche perché la vita è talmente strana uno per quanto possa provare ad organizzarla a immaginarsi, a costruire
che lo verrà dopo, poi c'è sempre qualcosa che la scombina, nel bene e nel male purtroppo. Certo, non si sa neanche quando sono le elezioni politiche, quindi figurati. Che parola ci lasci, Lorenzo? Ma senti, ti lascio questa parola, ingiustizia, che per... Per me è stata una cosa che fin da bambino e fin da ragazzo l 'ho sentita vicina, l 'ho sentita vicina non tanto su quello che subivo io, ma sull 'empatia verso chi subiva un 'ingiustizia, fin da bambini. è una delle cose che mi ha sempre c'è un episodio che ti ricordi che è su questo? perché tu dici fin da bambini
quindi qualcosa un ricordo ce l'hai beh si da bambino sai le ingiustizie sono piccole cose quando c'è il bullo a scuola che ruba la merenda il tuo amico che vedi che non riesce a reagire o a farlo come dovrebbe, no? Anche quella è un'ingiustizia. Poi che scendono le ingiustizie sono altre, ad esempio mi viene in mente un bellissimo film di Ken Loach, Il pane e le rose. I primi anni 90, primi anni 2000, non mi ricordo esattamente era l 'anno in cui è uscito, e il pane alle rose in cui c 'è proprio, almeno per me è stato proprio il riconoscere quello che io sentivo, cioè la necessità di avere empatia verso le ingiustizie, provare a stare dalla parte di chi subisce le ingiustizie e vederlo in un film.
che è una cosa stupenda hai citato un maestro assoluto che ci ha raccontato anche le difficoltà sociali mentre arrivano ovviamente messaggi di incoraggiamento evidentemente hai anche oltre agli abitatori anche degli estimatori non mi metto a leggerli tutti quanti io voglio ringraziare Lorenzo Falchi per essere stato con noi è stato un quarto d'ora è passato molto in fretta ma abbiamo capito un po' dietro che cosa c'è quest'uomo non volevo certamente offenderlo parlato di educazione militare ma era ovviamente una provocazione insomma
che viene dal fatto che c'è un avversario politico all'estremità dell'altro campo che insomma si vanta di esserlo e quindi insomma era anche per capire l'auspicio di poter avere altri approfondimenti con Lorenzo di questo tipo, perché vedo che ha tantissime cose da lasciarci e soprattutto un consiglio importantissimo, scegliere sempre nella vita anche quella che è la propria inclinazione. e poi anche la parola che ci ha lasciato è bellissima in giustizia quindi lo voglio ringraziare tantissimo, grazie Lorenzo Falchi grazie Giorgio e grazie Ponte Radio grazie e ci vediamo il prossimo
giovedì sempre alla stessa ora con quattro parole quattro parole lì a tu per tu di Giorgio Bernardini Grazie a tutti.