Abito in community, Insieme, comprendere come abitiamo
Un viaggio attraverso i progetti di housing sociale a Firenze, dall'Osteria Social Club al Village di Sesto Fiorentino. Testimonianze di abitanti, educatori e attivatori di comunità raccontano come questi spazi favoriscano inclusione, relazioni e autonomia. Storie di rinascita, integrazione e progettualità condivisa che ridefiniscono il concetto di abitare.
Capitoli
- 00:00Introduzione - Il concetto di abitare
- 00:46Abitare come comunità e relazioni
- 01:49Prendersi cura di sé e degli altri
- 02:21Osteria Social Club - Attivatore di comunità
- 04:02Il bisogno come elemento di connessione
- 06:07Rifugio Universo - Arte e partecipazione
- 07:43Il teatro entra nelle case
- 09:20Il ruolo del facilitatore sociale
- 11:40Village Sesto Fiorentino - Storia di Elvira
- 15:14Integrazione e multiculturalità
- 16:12Casa domotica e autonomia
- 19:08Iris e la vita che sboccia
- 21:20Conclusione - Oltrepassare la soglia
Trascrizione 37 passaggi
Grazie a tutti. abitare è un concetto che non riguarda solo la dimensione domestica, ma che ha a che fare con le relazioni che siamo in grado di costruire con le persone nella nostra comunità. È un concetto che si definisce passando attraverso le ragnatele di significati che ogni giorno intessiamo con i nostri vicini.
Comprendere come abitiamo significa dunque prendere in considerazione sia la sfera del quotidiano sia il reciproco interagire fra l 'organizzazione. l'azione spaziale e l'azione umana. Sono convinto che il modo e il luogo in cui la gente abita definiscano un ambito nel quale si può costruire la propria identità e cultura. L'abitare rappresenta l'azione propria dell'uomo che riflette e non si assoggetta semplicemente alla vita.
L'essere umano abita la casa. quando non si limita a subire l'esistenza e le fatiche del vivere. In questo modo, abitare assume il senso del prendersi cura di sé e degli altri. Lausin sociale Non è solo un insieme di case, ma un luogo di incontro e progettazione collettiva.
Attorno a questi spazi si intrecciano nuove relazioni tra vicini, abitanti, gruppi e associazioni. Qui abitare. significa vivere pienamente lo spazio e trasformarlo attraverso il dialogo e la collaborazione. È così che, passo dopo passo, si costruiscono nuovi brani di città. Ma che cosa ti piace di questo luogo e perché sei qui? Ho scoperto forse il mio lavoro dei sogni, forse si esplica nell 'attivatore di comunità,
che alla fine appunto è quello che stiamo facendo qui. Quindi porsi come facilitatore per interpretare i bisogni della popolazione, di una data comunità, eccetera, e far sì che ognuno possa trovare un metodo per rispondere ai propri bisogni nel modo più... sinergico possibile per il contesto. Insomma la parola insieme sembra la chiave di volta di questo percorso. La collettività alla fine è il tema, è l'unico modo per riuscire a starci dentro nel modo più Il più benefico possibile è che ci sia collaborazione e
da quel che ci è stato raccontato secondo me questo è uno spazio che lo racchiude per quanto magari appunto in un momento ancora in essere. e ha bisogno di esplicarsi nella sua massima espressione. Quale potrebbe essere per te una parola chiave o comunque qualcosa da attivare fin dall 'inizio per poter creare nelle persone un medesimo interesse e avvicinare? Penso che la chiave per un innesco di condizioni sinergiche e favorevoli sia proprio quello del bisogno.
elemento in primis personale, cioè che ognuno ascolta i propri bisogni e poi è capace di poterli esprimere, possono essere messi in qualche modo a sistema e presi tutti in considerazione perché ogni volta c 'è un bisogno inascoltato. è lì che si crea una frattura, che si crea distanza. I cortili, le sale comuni, le aree condivise diventano luoghi in cui sguardi diversi si incrociano. Il fare insieme prende forma attraverso il fare insieme. Una merenda, una visita guidata, un corso di ginnastica,
lo scambio di libri, abiti e ricette, spettacoli teatrali e mille, mille altre cose ancora. Viaggio bello e a tratti complesso, perché così è la vita. Così siamo noi. Donatella, come hai visto crescere questo posto? Come è cambiato da quando sei venuta? Dall 'inizio si sembrava molto tutti uniti, ovviamente poi c 'è le problematiche di ogni famiglia, quindi vengono fuori le difficoltà.
dinamiche familiari, quindi c 'è stato un unimento, un staccarsi tutti e poi un riavvicinarsi, come ho sempre detto. È un bel posto, ovviamente le persone fanno anche il posto, ci sto bene. Sono assolutamente d 'accordo con te, sono le persone a fare i luoghi, ma in questo caso forse il luogo può fare anche le persone. Ci sono molti spazi comuni. Le ragazze di Social House ci hanno aiutato abbastanza.
Inizialmente ovviamente era finito il lavoro per loro, ci siamo trovati un pochino così allo sbaraglio. Adesso si è riformato e ricompattato il tutto. Avete dato al comitato il nome del Peter Pan. Come mai? Chi l'ha scelto e perché? È il comitato nuovo. Penso che il Peter Pan appunto si dice da solo. Non so, ma la parola. Ogni persona ha il suo bambino interiore ed è bene volare via con la fantasia ogni volta che si può. Peter Pan è volato ad Osteria Social Club, trovando anche qui una comunità
presente, viva, ricca di fantasia. Stiamo facendo il luogo di... dicono dai balconi e nelle piazze interne. Stiamo abitando, insieme! Siamo qui con Lisa Gelli, una delle artiste della Street Levels Gallery di Firenze e a lei è toccato dare un vestito. Un vestito davvero magico a questo spazio condiviso ad Osteria Social Club. E come l 'ha fatto? L 'ha fatto illustrando, disegnando, pitturando le pareti di un anfiteatro in uno spazio condiviso qui alle piagge.
E dandogli veramente un vestito particolare e l 'ha chiamato Rifugio Universo. Rifugio Universo è questo intervento che ho fatto in questo spazio condiviso. Viso è nato da un processo partecipato insieme agli abitanti dei condomini di questo spazio. Ho avuto un sacco di input per lavorare e per far partire così il mio processo creativo. Partendo sempre dal macro concetto di teatro, che era l 'idea della Galleria della Committenza
di evidenziare che questo spazio potesse diventare sempre di più uno spazio dedicato a dei bambini. eventi, spettacoli teatrali ed altro. Quindi, scusami se ti interrompo, la condivisione e la partecipazione sono davvero le parole chiave del tuo lavoro, così della vita in questo luogo e così anche della tua opera. Questa volta Nicola porta il teatro lì dove forse non era mai entrato, in una casa comune, a Osteria Social Club. Sì, sono diventate la nostra casa e il luogo anche di ispirazione, di stimolo, perché qui abbiamo...
Le antiche spiagge dell'Arno, questo ci dà un piacere. Poi il nostro moto è quello di vivere la periferia, la consapevolezza che questa è una bella periferia. Vai dentro le case. Quasi, questo è un grande cortile e ti accorgi che dentro le case le persone si avvicinano forse per la prima volta al teatro, per cui da qui ci fa piacere poi se d 'inverno, nell 'autunno. Ci raggiungono nel nostro teatro, che è qui poco distante, il nostro teatro delle spiagge. Cosa vedremo?
Nel cortile di un condominio trovare una tribuna vera, con uno spazio che ha un boccascena, per cui ti restituisce il... Senso del teatro, un teatro a cielo aperto, per cui noi stasera porteremo la vita di Bartali. E poi ci sono i momenti bui. Le difficoltà lontano dall'isola di Peter. Possono sembrare montagne invalicabili, ma c'è chi è pronto a indicarci la strada, a facilitare il dialogo, a stimolare la parte migliore di noi,
aiutandoci a comprendere. che l'inclusione è la risposta, perché nessuno resti indietro. Queste persone fondamentali sono tante e sono sempre presenti. Ora è già formato e ti chiedo subito che cosa consiste questo ruolo? È un ruolo che consiste nel cercare di trovare delle connessioni, dei rapporti con le persone. che abitano un certo contesto abitativo
e lì cercano di sviluppare con queste persone delle progettualità che possono essere semplici. ma anche più complesse, poi dipende un po' anche dal singolo caso, dal singola esperienza. E ovviamente cerchiamo di supportare queste persone nel recuperare alcuni strumenti che poi magari... si possono perdere per l 'esperienza, per il vissuto e recuperare anche un po' di autonomia e cercare di affrontare la vita nel modo migliore possibile, nonostante tutte le varie difficoltà che si possono incontrare.
Possiamo dirlo che questo modello abitativo di housing sociale in qualche modo favorisce questo recupero? Io credo di sì, nel senso che poi non abbiamo la bacchetta magica ovviamente, è un contributo che diamo. Un piccolo contributo, un piccolo pezzettino di un processo più complesso che riguarda poi tanti altri attori, la parte pubblica e sicuramente anche le stesse persone che vivono in queste realtà che devono metterci anche del loro per arrivare a stare. La parola insieme, il motore di tutto questo, è l 'obiettivo o la partenza?
Ma io penso che diciamo sia entrambe le cose, nel senso che alla fine puoi lo stare in Insieme, mettere insieme le persone con i vari soggetti privati e poi anche la parte pubblica sia molto importante perché poi tutti insieme si può cercare di costruire una società migliore. rinascere grazie a un nuovo contesto abitativo a una comunità multiculturale agli educatori perché come canta fiorella mannoia anche se la paura fa tremare non ho mai
smesso di lottare e così si torna a credere. Sì, anche in una possibile autonomia si torna a vivere, ancora una volta, insieme. Village Housing Sociale di Sesto Fiorentino e siamo all 'interno di una casa, ho conosciuto solo pochi minuti fa Elvira, ha già un passato molto importante, Elvira e anche... Una vittoria, una vittoria che è proprio fuori da questa porta, ma che ha potuto conquistare proprio grazie a quest 'ultimo step abitativo.
Finalmente ce l'ho fatta ad andare in autonomia perché... La mia storia parte da 2009 in cui mi sono sposata, un matrimonio combinato in Albania e ho dovuto lasciare i parenti per amore, mi sono trasferita qua nel 2010. Dopo nove anni di matrimonio ho partorito due bambine, due meravigliose bambine, dopo una serie di problemi con mio ex marito in cui usava violenza verso di me. diversi tipi non ce l 'ho fatta più ho dovuto lasciare
la casa coniugale con due bambine con le nuce e varie cose mi sono appaggiata all'associazione artemisia Grazie a loro, perché grazie a loro è stato un gran sostegno sia economicamente, legale, psicologa e tutto il resto. Da una soglia all 'altra, in base a disponibilità abitative, abbiamo cambiato tante case, scuola bambini e questa era l 'ultima. Finalmente, dopo tanta fatica, tanto lavoro, tanto impegno...
Vengo da parte mia come mamma sola a crescere due figlie e un calvario a lungo di ostacoli, ce l'ho fatta a acquistare un appartamento per conto mio. Perché è possibile farcela? possibile farci come ce l 'hai fatta tu sì è possibile basta volere ripartiamo da qui dalla sua forza di volontà e anche da un punto di riferimento importante perché la casa importante tu l'hai menzionata più volte purtroppo è dovuto conoscere varie situazioni abitative però questa è l 'ultima e anche forse questa è la migliore
perché non è solo struttura ma è una mini casa, qui siamo trovati benissimo, è un ambiente tranquillo si sta bene. Sei riuscita a integrarti? Sì, sì, con i vicini, abbiamo conosciuto diverse persone, anche la scuola della bambina l'ho trasferita qua nelle vicinanze, era comodissima. La biblioteca giù, c 'è sala che fanno i compleanni, che si poteva anche partecipare, se aveva bisogno c 'è spazio, fanno sempre feste, attività, c 'è stato un aiuto completo.
nel periodo di scuola in cui due volte settimana venivano due maestre per aiutare i bambini per me è stato perfetto. Questo è un bel progetto perché per chi stava come me o ancora per come ero io ha potuto contare su delle risorse umane è un bel progetto e io spero che si sviluppa ancora di più che fanno più strutture più posti perché la gente che ha bisogno di un appoggio. possiamo dire subito salam alec l'ho detto bene
iniziamo bene e credo che abbia iniziato Ha iniziato bene anche Rashid, da che è venuto qui ad abitare con la sua splendida famiglia. Che mondo hai trovato qui a stesso tempo? Io mi trovo benissimo, mi trovo veramente bene, mi trovo benissimo, i bambini si trovano bene, il lavoro sono qua e tutti c'è qua. I giardini ci sono per i bambini, sto bene. Questa è casa? Questa è casa. Anche se ho per un breve spazio di tempo questa è casa? Io lo chiamo così. L'housing sociale guarda anche al futuro. Lo fa integrando tecnologie innovative come le... case domotiche per migliorare la qualità della vita.
Avevamo detto organizzazione spaziale e umana. Tutto deve camminare all'unisono, uomini e abitazioni. È un sistema di relazioni che insieme a prendersi cura di sé, degli altri e dell'ambiente che ci circonda. Allora Letizia, Letizia è la coordinatrice di questo progetto che si è attivato grazie ai fondi del PMRR. Un primo lancio verso l 'autonomia, verso il futuro di questi ragazzi parte proprio da qui, da Monteluco Fiorentino, grazie a voi.
C'è una rete ovviamente di figure che sostengono questo tipo di avviso. Io ho l'autonomia, ecco in che cosa consiste e come si presenta questa casa domotica. È una casa che nasce per sei persone, quindi a seguito, a verso settembre arriveranno anche altri ragazzi, però la casa intanto è iniziata con loro tre. E siamo quelli attualmente più pronti a iniziare il progetto, progetto che è stato con loro chiaramente condiviso, perché comunque i ragazzi si sentivano pronti di fare questa esperienza, pronti di provare, perché la parola chiave...
di questo progetto è l 'indipendenza, provare a essere autonomi, provare a stare per conto proprio. Cosa hai provato nel momento in cui hai messo piede in questo primo esperimento all 'interno del Lux Living? Sono molto contento con questo primo passo che abbiamo fatto, avevamo già delle idee chiare all 'inizio, quando ci siamo conosciuti. questi ragazzi, a parte uno lo conoscevo, diciamo, ha un primo passo importante, ha un primo passo
però, diciamo, Sono stato molto contento in tutti i sensi, io con questi ragazzi a ristruirli un po' in qualcosa penso che loro... possono fare di tutto, possono crescere insieme a te, crescere insieme e avere un buon rapporto in tutti i sensi. soli e si esce insieme, rafforzati, piano.
Il futuro, insomma, dipende in gran parte da noi. E allora possiamo lavorare insieme per apportare miglioramenti alla nostra città. affinché diventi un reale modello di prossimità in cui poter contare sul sostegno reciproco allora oggi incontriamo iris qui all'osteria social club iris hai un nome che mi fa pensare a qualcosa Che sboccia, di fatto la tua vita è sbocciata qui nel 2020, sei stata forse la prima coinquilina. Beh è stato molto bello perché arrivavamo appunto da un 'epoca che era il 2020, piena pandemia, non c 'era ovviamente.
nessun tipo di socialità e arriviamo in un contesto così che c 'era una bella piazza dove accoglierci tutti con i giochi per i bambini e appunto un progetto di abitazione. comune. Il tuo primo ricordo qui? All 'epoca ero ancora col pancione, quindi per il mio secondo figlio, quindi avevo bei ricordi insomma per il futuro di tutti noi. Quindi la vita è davvero sbocciata? È stato il primo nato appunto nella comunità dell 'Osteria perché è nato a novembre 2020, eravamo entrati da un mese insomma, quindi
è stato molto bello. realtà insomma particolare a Firenze perché ci conosciamo bene o male tutti e facciamo oltre appunto ad abitarci viviamo proprio questo posto quindi facciamo delle feste, tutte occasioni. Appunto per riunirci, laboratori creativi, abbiamo da poco anche il corso di cucito che più che il corso appunto vero e proprio è anche una scusa per riunirsi e fare due chiacchiere. può fare un po' quello che crede tra ricamo, cucito o altro.
Le donne sono sicuramente un traino in tutto questo. Senti, come vedi il futuro qui? Allora, lo vedo sempre comunque insieme. in una realtà abitativa molto comune, che i bambini crescono insieme, che è una cosa molto bella, che ricorda un po' anche il passato, il giocare per strada con giochi anche di fortuna. Una volta perché hanno 3 .000 giochi in casa, però preferiscono magari giocare sotto casa a palla. Qui ce ne sono.
Ci si protegge, ci si barrica, le porte bloccano e separano. La porta rompe lo spazio, lo scinde, vieta l 'osmosi, impone la compartimentazione. Da un lato ci sono io e casa mia, il privato, il... domestico, lo spazio sovraccarico delle mie proprietà, il mio letto, la mia mochetta, il mio tavolo, la mia macchina da scrivere, i miei libri, i miei numeri spaiati di La
Nouvelle Revue Francaise. altro ci sono gli altri, il mondo, il pubblico, il politico. Non si può andare dall 'uno all 'altro lasciandosi scivolare, non si passa dall'uno all'altro né in un senso. nell 'altro. Ci vuole una parola d 'ordine. Bisogna oltrepassare la soglia. Bisogna farsi riconoscere. Bisogna comunicare. Bisogna abitare. Grazie a
tutti Come on!