Cultura della legalità e beni confiscati alle mafie - Intervista all'assessora Mia Diop

3 luglio 2026 · 16 min

L'assessora regionale Mia Diop illustra le politiche della Regione Toscana per il contrasto alla criminalità organizzata attraverso la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie. Si parla del viaggio nei territori toscani, dei progetti di riqualificazione e restituzione alla comunità, e delle iniziative di formazione rivolte ai giovani per diffondere la cultura della legalità.

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Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:28Beni confiscati e nuova vita
  3. 02:20Valorizzazione degli spazi recuperati
  4. 04:44Viaggio nei territori toscani
  5. 07:25Formazione e cultura della legalità
  6. 09:28Campi antimafia e progetti per i giovani
  7. 11:41Prossimi passi e nuove sfide
  8. 13:34Risposta dei giovani alle iniziative
Trascrizione 28 passaggi

La Toscana in radio, informazioni ed opportunità per i cittadini della nostra regione, le agevolazioni e i contributi destinati a giovani, famiglie e imprese. Iniziativa realizzata con il sostegno di Regione Toscana, bando per la concessione di contributi alle imprese di informazione 2024. Ben trovati, ben trovate per un Nuovo approfondimento della Toscana in radio. Oggi parliamo di cultura della legalità, beni confiscati alle mafie, politiche regionali per il contrasto alla criminalità

organizzata e valorizzazione del territorio. Lo facciamo salutando subito l 'ospite che ci ha raggiunto in studio, Mia Diop, assessora regionale con delega alla cultura della legalità e vicepresidente della regione Toscana. Ben trovata, buongiorno. Grazie, buongiorno, grazie per l'inviso. Un viaggio che sta proseguendo. in maniera molto intensa sui territori proprio per raccontare i territori, i beni confiscati alla mafia, la nuova vita e anche in qualche modo un presidio di legalità che nella concretezza si manifesta attraverso tante progettualità. Esatto, proprio in questi mesi abbiamo iniziato

questo impegno di supervisione e soprattutto in realtà di conoscenza di quelli che sono i beni sottratti all'organizzazione criminale nel nostro suolo toscano che vedano... proprio delle progettualità che le restituiscono proprio alla comunità andando proprio a rispondere a quelli che sono i bisogni e le problematiche del territorio quindi è un percorso che ci sta dando molta soddisfazione perché vediamo proprio che riescano a rispondere alle esigenze proprio della comunità e delle persone quindi diciamo che proprio da un simbolo di potere criminale

di sopraffazione vediamo la trasformazione invece in uno luogo di diritto. convivenza di socialità molto spesso di solidarietà quindi è un messaggio molto importante proprio della volontà politica di non fermarsi solo diciamo alla repressione delle organizzazioni criminali ma anche di trasformare quello che di brutto hanno fatto di quello che hanno tolto alla comunità di trasformarlo in qualcosa che dia opportunità proprio al territorio. Nella precedente puntata di questo format abbiamo parlato di cultura diffusa disseminare sul territorio e valorizzare

e dare voce, cosa significa da un punto di vista dei beni recuperati per la Regione l'impegno che sta mettendo di valorizzazione di questi spazi? Sicuramente è un atto di giustizia, vero e proprio, ma oltre a questo pensiamo che voglia dire sicuramente riconoscere da una parte il valore di una comunità, a questo è stato sottratto qualcosa proprio da queste organizzazioni, riconoscere i bisogni della comunità, del territorio tramite le progettualità che andiamo... poi a finanziare, a supportare e l 'altro è proprio quello di rafforzare la presenza delle istituzioni nel territorio che purtroppo in passato sono stati colpiti dall'organizzazione criminali,

quindi è proprio un rafforzamento della presenza delle istituzioni, oltre che proprio la creazione di presidi di vera e propria legalità proprio anche nei quartieri. La regione è un po' pionieristica in questo lavoro, in questo impegno, spesso i comuni si trovano da soli, fanno fatica, bisogno di creare rete di legalità. Esatto purtroppo proprio per l 'iter che va seguito per la riqualifica e l'assegnazione dei beni confiscati purtroppo molto spesso passano anni perché bisogna chiaramente aspettare tutto l'iter giudiziario quindi il terzo grado di giudizio e vi ci viene che

molto spesso passano anche decenni questi stati molto spesso vengono anche lasciati stati di grande disagio la legge 109 del 96 la legge che diciamo indirizza proprio la nostra azione politica, è una legge rivoluzionaria, anche per il tempo si parla già di 30 anni fa, utilissima chiaramente, che però si rifà e regola solo l 'assegnazione, quindi per quanto sia importante manca la parte finanziaria, quindi noi come regione toscana possiamo essere orgogliosi e orgogliose di essere una delle poche se non l'unica regione in Italia che investe proprio in maniera strutturale fondi al bilancio

proprio per la ristrutturazione e la riqualifica di questi beni. L 'assessora e vicepresidente Mia Diop ha visitato in questi mesi molte realtà, il caso di Altopascio, Bugiano, Bagnoarripoli, Monterone, Darbia, tante esperienze, tante comunità. Che cosa le hanno restituito anche in termini proprio di impegno che stanno mettendo i territori e con loro la stessa regione per questo? Sicuramente la volontà anche proprio di una regione, di un tessuto sociale di non arrendersi. l 'influenza e le infiltrazioni mafiose e proprio invece di creare una rete, quindi

anche proprio di rafforzare gli anticorpi che abbiamo come regione, come toscani, come comunità civile, come associazioni contro le organizzazioni criminali ed è proprio bello vedere in ogni progettualità, in ogni territorio, vedere proprio che c 'è una rete di associazioni, di cittadini. Quando andiamo ad esempio dopo dei percorsi alle inaugurazioni, come abbiamo fatto, ci eravamo già stati. appena ci hanno dato la delega. Siamo ritornati per il momento dell 'inaugurazione a Castaneto Carducci e è stato bellissimo vedere che la strada era piena di persone, di cittadini, di associazioni

da Libera, Caponnetto, Sentinelle Nonnonino, ma anche proprio tra l 'altro anche scolaresche quindi c'erano anche dei giovanissimi, penso delle elementari più o meno come target e quindi proprio la volontà intergenerazionale, c 'era proprio persone di tutte le età, di tutte le generazioni che erano lì appunto per inaugurare quello che poi a livello simbolico e pratico è un po' la legge del contrappasso, una comunità a cui è stato tolto qualcosa in qualche modo dall 'organizzazione criminali, in quel caso poi specifico si trattava di distruzzinaggio e distruzzini, quindi proprio anche l 'ambito dell 'usuraio, quell 'ambito lì che

sfrutta le persone e che va a ledere sulla pelle dei più fragili e quindi vedere questa comunità, questa rete che invece poi ha deciso di andare lì a festeggiare questa restituzione, è stato veramente qualcosa di potente, di prezioso. Una rivalsa civile, democratica, che fa bene a tutti, sicuramente alla collettività. Ci sono anche state situazioni difficili che ha vissuto, ha percepito di recupero di anticorpi, che il lavoro è ancora tanto da fare sui territori.

Esatto, in questi mesi io ho potuto avere anche proprio l 'occasione di vedere anche il coraggio da parte delle amministrazioni locali che durante magari anche la riqualifica, la riconfisca, tutti i literi giudiziari si sono trovati magari faccia a faccia anche con atti più o meno diretti anche di intimidazione o comunque con pezzi di territorio che purtroppo erano comunque anche loro vittime di queste infiltrazioni e quindi sicuramente in uno stadio iniziale hanno trovato anche... proprio dei muri e delle barriere e penso però che anche proprio questi beni confiscati siano in

realtà proprio dei presidi di legalità che servano anche oltre alle progetti che seguono che molto spesso non hanno a che fare nello specifico con l'antimafia e la legalità e però sono proprio presidi vivi che ci ricordano anche effettivamente l 'alternativa alle organizzazioni criminali a quanto possano promettere magari a un giovane e quindi è un po' un promemoria vivente e strutturato. All 'interno dei contesti scolastici ma non solo è forte l 'impegno della regione per quanto riguarda la cultura della legalità sostegno ai campi antimafia ci sono stati due bandi da 150 mila euro peraltro partecipatissimi quali

strumenti anche successivi verranno messi in campo? Allora noi siamo partiti innanzitutto da voler essere a conoscenza ecco di prendere consapevolezza e conoscenza anche più o meno delle cose. della visione che i più giovani hanno della cultura alla legalità, dell 'attivismo in questo settore. Quindi quest 'anno noi ogni due anni facciamo la presentazione del report fatto da IRPET Regione Toscana sulle infiltrazioni criminali, quest 'anno abbiamo deciso proprio di rivolgerlo ai più giovani e di fare proprio uno studio scientifico, un sondaggio proprio nelle scuole rivolte ai giovani

sulla loro percezione. I dati che sono usciti fuori ci hanno... reso palese che serve lavorare di più sulla conoscenza anche delle stragi avvenute proprio qua in Toscana, penso alla strage di Via dei Gergofili di 33 anni fa, tra l 'altro ora a ridosso c 'è stato il trentatriesimo dalla scomparsa della famiglia Lencioni e Capolicchio e quindi per noi è stato anche un modo per spingerci in maniera propositiva a lavorare

di più anche proprio sulla consapevolezza dei più giusti. giovani per quanto riguarda la memoria storica della presenza mafiosa, quindi proprio per questo abbiamo deciso di impegnarci in questa direzione. A marzo abbiamo approvato proprio una delibera per stanziare dei finanziamenti che vanno innanzitutto su più canali, innanzitutto la formazione ai funzionari, amministratori, anche grazie a Danci, proprio per riconoscere avere appunto gli anticorpi di cui parlavo prima contro le infiltrazioni e la presenza presenza mafiosa dall 'altra dei progetti proprio da portare nelle scuole rivolti ai più giovani

quindi proprio i più giovani che entrano nella dimensione della cultura alla legalità e poi come ha detto anche lei proprio i bandi antimafia che ogni anno sono partecipatissime da centinaia e centinaia di giovani che in molti casi tra l 'altro vengano svolti proprio nei beni confiscati quindi anche un lato simbolico in questo e riescano anche loro insomma a fare diverse attività Per quanto riguarda la formazione e la costruzione della cultura, la legalità. La cultura della legalità ha sicuramente tra gli elementi essenziali la cittadinanza attiva.

Certo. In questo modo un giovane ha contezza attraverso la concretezza della condivisione del risultato di quello che si può fare. Anche il singolo all 'interno di una rete di consapevolezza può attivare insomma un risultato di cui beneficiano tutti. Questo è il messaggio che portate avanti? Assolutamente, noi quando abbiamo l 'occasione di parlare con i più giovani, ma giovanissimi, una cosa che diciamo sempre è che la cultura, la legalità non è qualcosa che può o deve riguardare solo le istituzioni o le forze dell 'ordine, quello sicuramente, ma è qualcosa che riguarda

anche tutti e tutti noi, proprio nel nostro piccolo, nel nostro specifico, partendo anche dalle scelte quotidiane. Quando parliamo con i più giovani noi lo diciamo, diciamo la cultura, la legalità e il rispetto. rispetto degli altri passa proprio anche da come ci comportiamo a livello scolastico, quindi con il proprio compagno, la propria compagna di banco, con la maestra, dal fatto di non voltarsi magari davanti a un 'ingiustizia ma invece prendere il coraggio di denunciare, quindi anche fargli entrare proprio in una dimensione che in qualche modo siamo tutti responsabili della costruzione di questa cultura alla legalità e nel nostro piccolo possiamo tutti e tutti fare la nostra parte.

Quali saranno i prossimi passi? di questo viaggio non solo insomma territoriale ma politico in generale? Sicuramente continuare l'impegno della regione toscana per quanto riguarda la riqualificazione proprio dei beni confiscati alla mafia, la restituzione quindi sarà qualcosa che puntiamo a continuare a fare assolutamente, un altro settore che vorremmo iniziare a valutare e a rafforzare perché la regione in passato aveva già fatto dei lavori di questo tipo alla consapevolezza ad esempio verso le truffe finanziarie. e purtroppo anche le truffe che riguardano un po' i giovani verso il mondo finanziario, penso bitcoin,

un po' quel mondo lì che è poco conosciuto e andare magari verso quei target che purtroppo sono più vulnerabili a questo genere di truffe, ma le truffe anche banalmente che sentiamo che purtroppo cercano di attecchire su più anziani, quindi le truffe che ogni tanto ci capita di vedere, quindi ecco una campagna di formazione proprio per... per tutelare le persone magari che rischiano di essere più fragili e più esposte, vorremmo iniziare a valutarla. Perché anche la cultura della legalità deve adeguarsi all 'evoluzione dei tempi anche in termini di quelli che possono essere rischi che attraverso altri canali, come

lei diceva, il dark web piuttosto che i social, piuttosto che andare a colpire quelle fragilità generazionali. trovano terreno fertile e anche spesso nell 'invisibilità e nella solitudine, quindi in qualche modo un 'implementazione della cultura al passo con i tempi. Esatto, piuttosto proprio investire sulla consapevolezza delle persone, soprattutto quelle che magari in alcuni casi vivono situazioni di ricattabilità e quindi

appunto sono proprio più... prese di mira proprio dalle organizzazioni criminali, grandi o piccole che siano, questo è qualcosa che pensiamo che sia particolarmente importante, continueremo ovviamente a investire sulla formazione dei più giovani, nel farli conoscere le stragi mafiose che danno proprio l 'idea di quanto effettivamente la criminalità leda a una comunità intera e poi ovviamente delle formazioni e la consapevolezza sulla cultura della legalità puntata all 'oggi, quindi all 'attualità. Ultima domanda, sempre riferita ai giovani, che risposta trova quando incontra gli studenti, le studentesse?

C 'è attenzione verso questo tema? Allora, noi abbiamo fatto, tra l 'altro per la commemorazione dei 33 anni della strage di Vege e Ergofili, abbiamo deciso anche di fare un 'iniziativa proprio per i giovani, quindi abbiamo riempito il teatro della compagnia con 400 studenti e studentesse, non volava foglia, c 'era proprio un silenzio. Tra l'altro comunque... con personaggi di spessore, con panel insomma comunque alti, con linguaggi magari che possono sembrare anche in qualche caso complicati e invece c 'era una grandissima attenzione che denota secondo me che da parte dei giovani

c 'è effettivamente la voglia di capire meglio di andare a approfondire queste tematiche. Noi un po' di tempo fa eravamo a San Vincenzo ad esempio a una scuola media quindi si parla di un target di giovanissimi. Scuola media media Mascagni, istituto comprensivo Mascagni, abbiamo parlato un po' con i giovani che erano tutti in silenzio ma ci ascoltavano, erano veramente interessate e abbiamo avuto un intervento in particolare di un ragazzino, quasi un bambino, Diego, che ci ha quasi commosso

perché proprio ci ha parlato, infatti ci ha lasciato tutti e tutte a bocca aperta, ci ha parlato di quanto le persone che magari vengano lasciate sole non hanno opportunità alternative magari dopo la scuola quando si perde un lavoro rappresentano delle fragilità che sono purtroppo più esposte proprio alle organizzazioni criminali e io vabbè ci hanno fatto commuovere poi l 'ha spiegato ovviamente a parole sue però anche lì ci ha dato molto la cognizione di quanto in realtà i giovani per quanto vengano descritti come disinteressati che pensano sempre ad altro

a niente in realtà è magari in silenzio i loro ragionamenti le loro posizioni, le loro idee in realtà ce l 'hanno e bisogna invece investire affinché appunto si possano rafforzare e che possano avere più che altro gli strumenti per crearsele. Gli strumenti e anche gli spazi per poter manifestare la loro voce, i loro pensieri, molto interessante questo ricordo che pone al centro il valore della testimonianza e della partecipazione, due elementi chiave nella lotta alla mafia e per sensibilizzare rispetto alla cultura. della legalità che è stata il tema protagonista di questa puntata della Toscana

in radio. Con noi lo ricordiamo e la ringraziamo la vicepresidente e assessora Mia Diop. Grazie a voi.