Florence Biennale 2025

24 ottobre 2025 · 16 min

La quindicesima edizione della Florence Biennale celebra Tim Burton con il prestigioso premio Lorenzo il Magnifico alla carriera. Il regista e artista presenta la mostra personale Light and Darkness, attirando centinaia di fan da tutta Italia. Le interviste ai visitatori rivelano come il suo immaginario visionario parli a diverse generazioni sul tema della diversità e dell'accettazione.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione alla Florence Biennale
  2. 01:18Intervista al direttore Jacopo Celona
  3. 02:53Tim Burton riceve il premio
  4. 03:22Progetti futuri della Biennale
  5. 04:34Interviste ai fan: Sofia, storica dell'arte
  6. 06:04Maria da Pistoia: la formazione attraverso Burton
  7. 09:43Leonardo da Ferrara: libertà creativa e animazione
  8. 13:29Diletta: seguire Tim Burton in Europa
  9. 16:04Il discorso di ringraziamento di Tim Burton
Trascrizione 28 passaggi

Dopo il primo weekend da record in termini di pubblico e partecipazione, la quindicesima edizione della Florence Biennale, in corso la fortezza da basso di Firenze fino al 26 ottobre, è entrata nel vivo con un evento di rilevanza internazionale. Martedì 21 ottobre, Tim Burton, regista e artista tra i più iconici e innovativi del nostro tempo, ha ricevuto dalle mani del direttore della manifestazione, Jacopo Celona, il prestigioso premio Lorenzo il Magnifico alla carriera. era, conferitogli il riconoscimento del suo eccezionale contributo all'arte visiva, che per Florence Biennale si è proposta sotto forma di mostra personale dal titolo Tim

Barton Light and Darkness. Per questa speciale occasione sono accorsi centinaia di fan da tutta Italia, giovani e meno giovani che cellulare in mano hanno atteso pazientemente di poter immortalare il regista noto per il suo stile visionario, sempre in bilico tra luce e oscurità, tra sogno e giovani. incubo. Abbiamo raccolto le loro voci e chiesto al direttore Celona di farci un bilancio di questa edizione. Ben trovati di nuovo da Sandra Salvato qui dalla Florence Biennale alla Fortezza d 'Abbasso di Firenze, terzo giorno di questa bellissima rassegna dedicata all 'arte contemporanea e al design. Siamo in compagnia del direttore della Florence Biennale Jacopo Celona, buongiorno.

Buongiorno a tutti. Allora innanzitutto la domanda è d 'obbligo, qual è il bilancio di tre giorni, tante persone abbiamo visto entrare e partecipare attivamente. Siamo molto felici, una grandissima presenza di pubblico, siamo molto contenti anche perché ovviamente abbiamo un ospite d'onore d'eccellenza che è Tim Burton che ha richiamato tantissimi giovani e quindi siamo riusciti anche in questo modo a far avvicinare, a far appassionare ancora di più i giovani all 'arte contemporanea e questo ovviamente per noi è una cosa molto bella e molto interessante. Ha menzionato Tim Burton oggi riceverà il premio.

Lorenzo il Magnifico alla carriera, un momento importante che perché suggella la crescita di questo festival anche all'insegna di personalità importante del mondo dello spettacolo. Siamo molto contenti anche perché lui ha tenuto a dire in questi giorni anche a noi direttamente che è molto felice di ricevere un premio in quanto artista, ha ricevuto tanti premi ovviamente anche come regista ma era molto orgoglioso di ricevere questo premio come artista e noi siamo molto felici di aver potuto avere l 'occasione di darglielo. So che il teatro è pieno. che sta straripando di fan e quindi noi adesso ci dirigiamo proprio in quella direzione. Quando finirà il 26 questa rassegna? Come calerà il sipario?

Ma in realtà alla Biennale non cala quasi mai il sipario, nel senso che finisce ovviamente i giorni di manifestazione ma noi iniziamo subito a lavorare per la prossima edizione e comunque sarà, è vero, fra due anni ma è un lavoro molto lungo, molto impegnativo e la selezione di tutti gli artisti che partecipano ad ogni edizione è una cosa che ci fa. molto piacere perché è uno dei nostri principali obiettivi, quello di portare artisti a tutto il mondo. Quest 'anno abbiamo 550 espositori da 85 paesi del mondo, per cui tutti e cinque continenti rappresentati e quindi è una Biennale che poi in realtà anche con progetti futuri, a gennaio avremo la mostra dei vincitori della Biennale presso l 'Accademia delle Arti del Disegno in Piazza San Marco, quindi è una manifestazione che in realtà ha tanti altri momenti

nel corso del tempo, da qui poi al 2027, quando sarà la sedicesima edizione, ci saranno altre puntate. Quindi arrivederci con la Florence Biennale molto presto. Esatto, grazie. Siamo fuori dal teatro dove è atteso Tim Burton, siamo qui con due fan, Salvatore e Ann. Che cosa vi piace di Tim Burton? La regia sicuramente, o comunque l 'estro anche delle opere che abbiamo visto, il modo che ha di vedere, il cinema ma non solo, l 'arte figurativa. Proseguiamo il nostro viaggio all 'interno di questo variegato universo di Tim Burton, sono tante

le persone davvero accorse qui alla Florence Biennale, c 'è anche chi non l 'ha vista ancora la mostra inedita di Burton, però sembra promettere bene, è vero? Sì, sembra promettere molto bene la Biennale di Firenze, non delude mai, è veramente una ricorrenza che mostra una panoramica di artisti inestimabili. Sono molto curiosa di vedere appunto la parte anche su Tim Burton che è stata molto pubblicizzata e tutti ne parlano benissimo. Allora ricordaci come ti chiami e da dove vieni?

Sofia da Firenze. E sei una? Storica dell'arte. Quindi sei proprio nel tuo posto. Che cosa ti suggerisce questo personaggio? Che cosa ti lascia attraverso i suoi film? Lascia un immaginario che sicuramente è inconfondibile. C 'è un 'impronta che è tutta sua e che ha... ispirato successivamente sia artisti che la regia, è un qualcosa che tende a non esaurirsi mai proprio perché ha una carica creativa che non smette mai di stupire, c 'è soltanto da guardare, imparare e trovare nuovi spunti e la mostra di oggi ce lo dimostra con questo

contrasto tra luce ed ombra. Mi piace molto il fatto che tu abbia sottolineato che c 'è una linfa che non si esaurisce mai di fatto perché l'immaginazione è anche quella più visionaria. tradistingue che è la cifra stilistica di Tim Burton insomma promette sempre qualcosa di nuovo che cosa ti aspetti da questo momento? Sicuramente sarà un momento speciale perché è un personaggio che appunto crea curiosità in tutti noi in una maniera diversa, penso che parli a varie generazioni in maniere diverse e soprattutto è un momento di emozione proprio perché sappiamo

bene che trovarlo a Firenze è qualcosa di molto raro. Se tu potessi fargli una domanda, che cosa gli chiederesti? Gli chiederei da dove è partito tutto e qual è stata la prima ispirazione. C 'è sempre qualcosa che fa scaturire un pensiero, un 'idea e sono sicura che la risposta non sarebbe banale, ma sarebbe qualcosa di probabilmente stimolo per molti. Ti ringrazio molto, buono spettacolo. Siamo con Maria, vent'anni da Pistoia.

e la troviamo qui perché è una grandissima fan, ci ha rivelato addirittura da quando era bambina di Tim Burton. Sì, esattamente da quando ero all 'elementari, anche al cinema sono andata a vedere alcuni dei suoi film che ora sono i suoi più grandi capolavori, ho visto da quando ero piccina, ho sempre visto Nightmare Before Christmas, Frankie Winnie, La sposa cadavere, ho avuto una panoramica completa da quando sono piccina. perché effettivamente ci ha colpito molto il tuo look, ci ricorda questo universo di luci e ombre

che in maniera molto gotica mette sempre in scena il nostro Tim Burton, credo che insomma se ti vedrà tra tutta questa folla oceanica potrà insomma, ecco sì magari, che cosa potresti chiedere al tuo regista preferito? Allora onestamente non ho pensato a cosa avrei potuto chiedere, mi ero portato un libro da faro. fotografare in caso avessi potuto magari, non lo so, anche lontanamente cercare di, non so, incontrarlo, avevo portato Frankenstein, perché comunque uno dei film che mi ha più formato anche della sua, insomma, fra i suoi film era Frankie Guini, perché mi ricordo che mi colpì

tantissimo da piccina, quindi gli avrei chiesto di farmi fotografare appunto Frankenstein, però di domanda onestamente non lo so, io in lui mi sono sempre rivista molto, perché da quando sono piccolina che, insomma, mi sono sempre... presentita un po' diversa, magari di avere anche una profondità magari diversa dal resto delle persone che mi circondavano e mi sono sempre piaciute le cose strane, cioè le cose anche disturbanti, non lo so, insomma paurose a me non mi hanno mai fatto, mi hanno sempre intrigato, mi sono sempre piaciute anche cose che convenzionalmente non piacciono e io quindi in lui mi sono rivista quando sono piccola e quindi mi hanno sempre affascinato tutti i suoi lavori

e appena ho sentito che vicino a casa mia c'era una mostra piccolo ha detto no devo andare. Hai preso il treno e sei venuto. Esatto. Quindi mi sembra di capire che la tua personalità, il tuo carattere, i tuoi gusti si siano un po' forgiati alla luce di questa grande passione per Tim Burton che si è cibato, si è nutrito di molta letteratura tipo Mary Shelley oppure Irving, insomma di Bram Stoker, quindi tutte a letteratura.

che immagino contribuisca anche a formare il tuo bagaglio. Sì, esatto. In particolare poi questa mostra mi è piaciuta anche proprio per il titolo Lights and Darkness, perché in realtà in me questa dualità c'è, all'apparenza sono in un determinato modo e anche il mio carattere è in parte così, però dall'altra parte c'è anche un po' di luce, quindi mi è sempre piaciuta l'idea del contrasto e in questa mostra ho visto molto il contrasto anche nelle desche. condizioni, vita, morte, luce, buio, insomma, felicità, oscurità, insomma, è una mostra

che mi è piaciuta molto anche per questo tema del contrasto, quindi ho detto, mi sono sentita proprio di dover venire qua. Tu conoscevi questo aspetto inedito di Tim Burton, cioè di lui come artista, non solo Sì, avevo anche visto un corto che però non ho visto citato qua, che sarebbe il suo primo lavoro che è Vincent, che mi ero recuperata tempo fa su YouTube, però ammetto di essere anche per proprio approfondire questo aspetto perché io ho sempre guardato più che altro film animati o non e sono venuta anche proprio per vedere cose inedite tipo taccuini o anche insomma lavori che sono un po' meno famosi

ecco quindi ho voluto un po' approfondire anche altri aspetti di questo regista grazie a Maria e buona visione grazie a voi qui fuori dal teatro abbiamo incontrato anche Leonardo che ci confessa essere arrivato qui da Ferrara, in realtà è qui a Firenze per motivi di studio, ma il suo luogo d 'origine è Ferrara e da sempre è appassionato di Tim Burton. Che cosa ti colpisce di Tim? Chiamiamolo così, prendiamoci questa licenza amichevole.

Va bene, io specifico studio animazione, cinema d 'animazione qui a Firenze, perciò sono sempre stato appassionato anche a quel lato del cinema di Tim Burton, ma... più in generale proprio del suo modo di prendersi libertà creativa. Mi affascina proprio il suo concetto di libertà, libertà legata ovviamente al ruolo degli emarginati, a tutte queste figure che popolano la sua mente e i suoi film, che poi come ho potuto anche vedere durante la mostra, non tutte le sue idee sono poi state sviluppate in film,

però rimangono comunque molto molto affascinanti da... da guardare e anche da non comprendere per forza, è questo che mi piace di lui, il fatto che spesso anche la struttura narrativa delle sue opere non sia per sua stessa missione messa in primo piano ma un pretesto sono le sue storie per dare per l 'appunto libertà a queste figure che popolano la sua immaginazione, questo mi affascina molto di lui. Ci fa riflettere Leonardo su una cosa importante? cioè che un 'opera d 'arte contemporanea ma un 'opera in generale non necessariamente deve

essere compresa deve arrivare, deve poter ispirare e il mondo di Tim Burton senz 'altro è un mondo capace di generare altrettanta fantasia e mi colpisce, non so se sei d 'accordo, il fatto che nei suoi film e così nelle sue opere d 'arte c 'è questo dualismo luce e oscurità ma non è mai un mondo negativo quello che viene offerto alla visione degli spettatori si sono d 'accordo e proprio per questo mi affascina anche da appassionato di mostri e tutto ciò che non rientra in quello

che di base viene ritenuto ordinario e il fatto che trovi spazio che trovi non sempre un lieto fine nelle sue storie però un motivo per farlo arrivare e creare empatia tra il pubblico Queste sue figure normalmente associate all 'oscurità è un grande punto di fascinazione, secondo me, della sua poetica. Visto che studia animazione, un mondo che lui conosce molto bene, ha lavorato anche con gli stop motion,

ad esempio la sposa cadavere, la tua penna ti porta in quella direzione oppure sei qui perché è ispirato? un altro immaginario? Sicuramente qualche punto in comune, chiaramente lontano dal suo genio, io lo ritrovo perché come ho detto prima sono appassionato di tutto ciò che viene ritenuto al di fuori dell'ordinario ma che secondo me trova in questo proprio il suo punto di forza. Se tu avessi la possibilità di avvicinarti e fargli una domanda che cosa gli chiederesti?

Probabilmente gli chiederei in questi tempi anche di incertezza del settore cinematografico. del settore artistico in generale, in certezza dovuta a tante cose che stiamo conoscendo nell 'ultimo periodo, che cosa lo spinge a rimanere ancorato alla sua arte, in realtà all 'arte in quanto tale? Che cosa lo spinge a continuare a creare, ad immaginare e a mettere su carta anche quello che ha in testa? Diletta ci ha detto che è andata persino a Parigi in tempi non troppo recenti.

ma insomma lo segue da molto tempo. Che effetto ti fa Tim Burton? Come mai ti appassiona così? Perché Tim Burton ha un animo un pochino scuro, un po' dark e io l 'ho amato fin dall 'inizio per i suoi disegni, perché con i suoi disegni riusciva ad esprimere ciò che provava, come si sentiva, era un bambino solitario, era un bambino che si sentiva... diverso dagli altri e quindi io mi sono sentita come quel bambino, da quel momento l 'ho amato alla follia, mi sono ritrovata a fare recensioni

cinematografiche sui suoi film e adesso sono qui nella speranza di vederlo, lo inseguo, l 'ho seguito a Luca Comics, lo seguo un po' da tutte le parti, prima o poi spero di riuscire ad avere una piccola dedica su uno dei film. suoi libri bellissimi dei suoi disegni. Allora prendo in prestito la parola diverso perché è un light motive che è ricorso spesso in queste nostre interviste perché insomma evidentemente Tim Barton sa intercettare e comunicare, creare un ponte con tutte quelle persone

che forse hanno un mondo dentro e a volte spesso non riescono a esternarlo e che si sentono come hai detto tu anche un po' sole. Questi tempi offrono un osservatorio importante su questi due aspetti, solitudine, diversità, quindi credo che Tim Burton possa parlare molto bene a queste nuove generazioni, oltre che alla nostra, diciamolo. Il messaggio fondamentale che lui dà nei suoi film è della diversità e di come anche cerchi.

con i suoi film, di far vedere che anche il diverso poi alla fine viene accettato, cerca di fare sempre dei finali felici in cui il diverso viene accettato anche dalla comunità, anche se all 'inizio con molta difficoltà e quindi è certo un messaggio positivo, è difficile da comprendere all 'inizio ma chi lo ama da sempre sa che questa è una cosa importante. Cosa gli diresti se tu avessi... la possibilità di incontrarlo così vis-à-vis. Ti ringrazio per i tuoi disegni, perché mi fanno sognare molto.

Un riconoscimento come artista mi rende davvero felice. Vi ringrazio di cuore. Grazie, grazie a tutti.