Il benessere della cura - Concita De Gregorio e Gian Paolo Cerri a Villa Bardini per Elogio dell'Umano

14 maggio 2026 · 24 min

Concita De Gregorio presenta il suo libro 'La cura' nel primo appuntamento di Elogio dell'Umano a Villa Bardini, Firenze. Si discute di fragilità, malattia, relazioni e dell'importanza della cura reciproca nella società contemporanea. Un incontro che affronta temi di grande attualità sociale con Gian Paolo Cerri del CESVOT.

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Capitoli

  1. 00:00Introduzione da Villa Bardini
  2. 01:10Presentazione ospiti e tema della cura
  3. 02:21La cura e le relazioni umane
  4. 04:21Fragilità e società performante
  5. 06:21Tutti abbiamo bisogno di cura
  6. 08:21Malattia e linguaggio colpevolizzante
  7. 10:21Esibire le ferite
  8. 12:21Caregiver e questioni di genere
  9. 14:21Lettura generazionale della cura
  10. 16:21Cultura e mondo del volontariato
  11. 18:21Chiusura e prossimi appuntamenti
Trascrizione 40 passaggi

Grazie a tutti elogio dell 'umano letteratura ricerca sociale giornalismo per un mondo migliore le quindici passate da tre minuti siamo in diretta da villa bardini

siamo a firenze e siamo a raccontare dell'elogio Dell 'umano, letteratura, ricerca sociale, giornalismo per un mondo migliore, il tempo è quello che è, per fortuna non piove, c 'è molto vento, questo ci disorienta, ci fa dire le 15 invece che le 17. che è l'ora in cui i miei ospiti mi hanno subito richiamato all'ordine però siamo distratti anche dallo scenario alle nostre spalle che è un punto di vista su Firenze veramente di bellezza straordinaria Con Cita De Gregorio è con me oggi, buongiorno, bentrovata. Buongiorno e grazie, buongiorno agli ascoltatori.

Giornalista, scrittrice, autrice della cura, accenneremo a questo libro per raccontarvi di questo primo appuntamento dell'elogio dell'umano, Gian Paolo Cerri, il capo di di vita ben trovato ben trovato e ben trovati agli ascoltatori il primo di tre appuntamenti ad ingresso gratuito qui a villa bardini a firenze organizzati dal cesvot con la regione toscana con il supporto del gabinetto di sé per raccontare appunto dell 'umano intorno ad alcuni concetti ci saranno molti ospiti primo appuntamento questo giovedì e poi il 21 e

il 28 giovedì successivi gli altri due appuntamenti oggi si parte proprio dal benessere della cura un grande tema che riguarda tutti che può sembrare in partenza astratto ma che ritrova concretezza quando poi ci troviamo a doverci confrontare con delle esperienze di vita. Poi parleremo anche di che cosa è questo elogio ad umano. Però Gian Paolo aiutami a entrare in questo tema, in questo tema della cura, oggi così importante. discusso è importante perché noi ci stiamo

sempre più abituando a delle figure degli influencer spesso che raccontano delle loro vicissitudini le loro malattie Ecco, qui si vede che l 'ha fatto una giornalista, perché il potere della parola nel entrare dentro una malattia, ma soprattutto quello che c 'è intorno... Soprattutto spiegare al lettore, pagina dopo pagina, che l 'unica cura possibile è la relazione. Ecco, questo libro bellissimo è la storia di tante relazioni raccontate una dietro l 'altra.

insomma qui siamo abitato con città de gregorio importante farlo importante esserci perché in questo momento il problema della della cura in italia è che presa Chi lavora, chi fa la cultura, è sempre più in difficoltà. Ci sono strutture, RSA, ospedali che non trovano i medici, gli os, gli educatori. di drammatica attualità bisogna aver cura di chi si prende cura di noi

è un tema complesso che poi diventa concretissimo in certi momenti della vita è molto semplice Tutti abbiamo bisogno di cura e non è una esigenza legata solo alla malattia perché è legata alla fragilità e tutti siamo fragili, tutti, tutti, io, te, queste persone che ci sono. guardano mentre parliamo le persone che ci ascoltano tutti abbiamo da qualche parte una rottura che sia un danno fisico che sia una questione psicologica che sia una difficoltà

difficoltà relazionale, familiare, economica, professionale, tutti abbiamo una fragilità. Il problema è che siamo abituati per cultura e anche un po' per come è andata evolvendo la società a nasconderlo. La fragilità è considerata un handicap, non la devi mostrare perché siamo in una gara, è una corsa, la società è performante, tu devi essere sano, devi essere efficiente. essere veloce, ma questo non accade mai perché nessuno, guarda io

faccio queste presentazioni, mi rivolgo alle platee anche di migliaia di persone e chiedo proprio alzate la mano chi si sente sano, alzi la mano non alza mai nessuno Nessuno l 'alza perché tutti abbiamo un danno. Allora intanto dare un nome alla fragilità e riconoscerne la legittimità significa dare casa a tutti quelli che si sentono tra virgolette sbagliati, si sentono che non sono adeguati. adeguati alle esigenze invece tutti siamo così poi le malattie quelle più diciamo vistose ed evidenti ti costringono a uno stop e lì dentro capisci

quello che tu dicevi cioè che nella relazione perché è un libro relazione che avviene la guarigione, perché è un libro di storie e non della mia storia, ma è un libro delle storie degli altri che io ho incontrato in questi anni e che mi hanno reso più facile e più bella la vita. Perché in una società che ti invita a chiudere, Chiuderti continuamente, chiuderti te stesso, un 'altra grande malattia di questo tempo è la solitudine, no? La solitudine è un male endemico. La società per come è fatta ti invita, pensa ai ragazzi, a chiudersi davanti a uno schermo, a chiudersi in cameretta. A chiudersi, a scrollare il telefono, a non uscire perché sennò ti denunciano,

ti arrestano, fatti i fatti tuoi e non ti impicciare. Quindi è un invito a stare da soli, a chiudersi, invece la cura consiste… nel dischiudersi, sempre, sempre, cioè nel non chiudere il petto, ma allargare il petto, è così che il respiro passa, non mettere le mani in tasca, ma tendere la mano, perché è così che qualcosa accade. Non andare più veloce e pazienza per quelli che restano indietro, ma fermarsi e vedere chi è rimasto indietro. È così che nella relazione con le altre persone, pensa l 'altro giorno Mattarella parlava degli infermieri, il presidente Mattarella parlava degli infermieri.

Io ho conosciuto delle persone nella sanità pubblica magnifiche che hanno concorso la cura, tanto quanto i farmaci, compagni di sala d 'attesa, persone straniere, persone italiane. La malattia è molto democratica, forse è la cosa più democratica che c 'è, non vede ricchi, poveri, nord, sud, uomini, donne, sono tutti uguali, quindi è un mondo di sotto, come quel fondale marino. che rappresenta perfettamente il mondo di sopra e lì capisci che il male di questo tempo è la chiusura, è la diffidenza

ed è un 'esaltazione alla fiducia. concorrono a questa chiusura ad esempio nella nostra società di retaggio ovviamente di un certo tipo anche religioso la malattia è un rimosso la malattia è stata a lungo anche una sorta di col è una cosa di cui non si doveva parlare, non si poteva parlare, è nell 'open source della malattia, nella condivisione. Perché la malattia è considerata una colpa? Ma talmente tanto lo è che nel linguaggio... comune si dice cosa ho fatto per meritarla ma non è così perché

non dipende da noi non dipende da noi quello che ci accade se ci crolla la casa in testa se ci perdiamo qualcuno che amiamo qualcuno ci lascia un disamore, un guasto, un male, non dipende mai da noi, da noi dipende come reagire a quello che ci succede, però non è colpa tua se ti ammali, ci mancherebbe solo questo. Il fisico guerresco associato alla malattia ha combattuto, è stato coraggioso, è in trincea, è stato sconfitto. È un equivoco colpevolizzante.

sotterranea per chi per chi è fragile perché non solo sei fragile ma è anche colpa tua cioè non solo sei fragile magari appunto c 'è un disturbo alimentare una malattia autoimmune sai quante sono le malattie autoimmune dalla sclerosi multipla fino è colpa mia, è colpa mia se muoio, non ho combattuto abbastanza, sarebbe così giusto se ci fosse una battaglia per aumentare i finanziamenti alla sanità pubblica, alla ricerca. Ora sì, lì si combatte, ma se mi dici che sono io che devo combattere, allora è come dirmi che se muoio non ho combattuto abbastanza,

non sono stata brava nel combattimento, non è così. Dobbiamo essere performanti anche quando siamo ammalati. All 'Arsi ci vuole un ufficio stampa, tra le altre cose, perché uno non riesce a stare dietro a tutto e a tutti. Però l'attituto è esibire le ferite, bisogna cominciare a esibire le ferite. Sai quando Bianca Balti è andata a Sanremo senza parrucca e... senza capelli, quando hai una cicatrice e anziché nasconderla, metterti le maniche lunghe la mostri, quando hai la conseguenza di qualcosa che ti è successo che non devi camuffare. Perché esibire le ferite significa sì, mi è successo questo.

Io sono questo e la relazione si basa su questo, sulla capacità di non camuffarsi. Sì, assolutamente, mi veniva in mente quando appunto... con città di gregorio ricordava questa tragedia che si è diffusa del fatto che sia colpa no dei malati per cui la guerra la retorica militarista nelle pagine del libro i lettori troveranno il bellissimo punto in cui un compagno di sale d 'aspetto, un insegnante che ha la sclerosi multipla

descrive benissimo con parole accorate, vibranti questa... cosa e questo è un libro anche anche un libro politico nel senso che appunto non è un rifugio diciamo nella privatezza del dolore anzi cioè attraverso queste tante storie un libro anche ironico, c 'è un passaggio bellissimo in cui Concitta De Gregoria racconta il suo fastidio verso un certo mondo onco, cioè la onco cucina, la onco... Lei giustamente dice io sono cresciuto a Livorno e quindi mi fa un 'espressione molto precisa,

ma poi da quello nasce, ora voglio spoilerare perché la gente è bene che lo legga davvero, perché ne cresce. Si troverà arricchita, poi nasce un dialogo stupendo con la psicologa, è un colloquio necessario a cui non si può sottrarre, lì nascono delle pagine stupende. Un'altra storia, un altro rapporto, un'altra relazione che contribuisce a questo rapporto. Anche perché prima Gianpaolo Ceri tu facevi riferimento ad esempio a Caregiver, a chi si prende cura in questo momento storico.

Noi non siamo preparati a prenderci cura, non ce l'ha insegnato nessuno. Noi ci ritroviamo con il famoso genitore anziano, non sappiamo da dove girarci, ci sentiamo soli, ci sentiamo impreparati, ci sentiamo inadeguati. Sì, tra l'altro c'è un passaggio nel libro molto bello che tratta... anche della drammaticità di quando queste vicende si abbattono su delle relazioni già infragilite e ci sono poi gli interlocutori dei reparti di cure palliative che le dicono, le raccontano.

ma guarda qui sono tanti ex che tornano a cudire le persone ammalate perché magari spesso l 'altro ha lasciato e c'è un passaggio bellissimo nella sua drammaticità di un marito che ha scritto alla moglie, che la lascia con parole gelide e assurde e le augura anche poi di star bene. Per dire che questo libro... Lui non se la sente, la moglie in qualche modo lo giustifica, io non gliene faccio una colpa, lui non se la sente di star dietro a una persona malata

e quindi lo capisco e c 'è uno studio scientifico, poi il libro è pieno anche di notazioni di cronaca, perché io ho continuato sempre a lavorare, non mi sono mai fermata, quindi mentre questo succedeva, succedeva anche la mia vita quotidiana e quindi ogni giorno scrivevo. A un certo punto mi sono imbattuta in una ricerca che è una ricerca pubblicata su una rivista scientifica in America, che racconta come osservando il decorso delle relazioni nel corso di alcuni anni, le persone malate, due malattie gravi, tumori e...

sclerosi multipla, se la malata è la donna c 'è stato il 6 % di incidenza di separazioni, se il malato è l'uomo 0. Questo è senza giudizio, è una statistica, quindi nel 6 % dei casi, che non sono tanti ma non sono neanche pochi, lui non se l 'è sentita e su questo non se l 'è sentita si fa questa signora che mi... parla, che mi racconta, mi fa tutto un discorso culturale sul fatto che la cura in fondo spetta

le donne, ma non è così, è culturalmente così, ma non è che gli uomini non siano in grado di rifare un letto o di… appunto di farti una cosa calda e portartela non è che non sono in grado infatti il libro si apre con questa lettera ai miei figli maschi che non trovano mai le cose io dico ragazzi non è che voi non trovate le cose perché avete occhi da maschi, voi dovete solo girare la testa e le troverete, cioè è un movimento rotatorio che ti consente di trovarle, è una questione di educazione, i caregiver sono prevalentemente donne,

quasi sempre donne, ma questo... Perché non c 'è una formazione fin dalla prima infanzia all 'accudimento, all 'ascolto reciproco, all 'aiuto reciproco e anche con l 'unismo, pensa quanto sarebbe utile. imparare ad aiutare le persone, i bambini, insegnare ai bambini ad aiutare quelli che non ce la fanno in qualche modo. Dal bullismo alle questioni di genere, il tema della cura veramente ci permetterebbe di andare avanti. a lungo come voi per fortuna farete tra poco qui a Villa Bardini per questo

primo appuntamento dell 'elogio dell 'umano tra pochissimi minuti che è un tema veramente di una grandissima trasversalità Se una donna si prende cura è un atto dovuto, se lo fa un uomo è un eroe straordinario che ha fatto un capolavoro, questo lo vediamo tutti i giorni. È un tema che taglia le nostre vite in maniera trasversale quello della cura e che... pone le nostre vite in una posizione diversa, in una prospettiva diversa. E' quello che il consigliere De Gregorio racconta quando dice io oggi vivo la mia vita in maniera diversa da come la vivevo prima,

è più bella, è più facile, è più felice. Assolutamente, ma se vuoi aggiungo Raffaele anche una lettura generazionale perché c 'è un passaggio molto bello in cui Concita ricorda come la nostra generazione, siamo del 63, entrambi. Il refrain fosse non fare la vittima, non fare la vittima, sì, appunto mi sono ritrovato tantissimo in questo libro, perché non fare la vittima e la nonna del concito diceva, spera che non torni la guerra, più o meno. Spera che non torni la guerra. Questo poi ha generato qualche problema e anche il

mancato accudimento dei maschi e figlio di un certo mondo, di un certo tempo, è un libro che ci fa fare tante considerazioni. ci fa fare sicuramente un passo avanti di consapevolezza. Che lo faccia il CESWOOD lo trovo molto positivo perché come Raffaele ha accennato è una serie e quindi l'elogio dell'umano facciamo l'elogio al CESWOOD. Il CESW fa promozione, documentazione, però sta facendo cultura, trattando temi sociali con questa profondità, con questa accuratezza, sta anche facendo cultura.

mondo ecco dico è significativo che questo succeda come non sempre succede è bello anche l 'ultimo numero di maggio di vita che è proprio social workers e perdono loro perdiamo tutti dedicato un po anche a questi La guerra è tornata e i modelli dominanti nei media, nei social, Trump, la tv, le immagini, la narrazione è quella invece della performance, altro che cura. Sì, c'è anche un certo disegno. incanto da parte delle generazioni più giovani c 'è stato, qualcosa sta cambiando, qualcosa sta cambiando perché c 'è stato, insomma sarebbe lunghissima

la storia da raccontare, parte dal G8 di Genova, comunque alcune generazioni… Le azioni hanno avuto sempre di più la sensazione di non avere parte in commedia in questo mondo con uno scacchiere in mano ai matti, poi diciamoci la verità, in mano ai matti, per usare una... Siamo in Toscana si può dire, ci siamo capiti, abbiamo capito, per non dire criminali, se fosse stata in una situazione politica avrei detto criminali, però invece i ragazzi adesso mi sembra che stiano tornando. a riempire le piazze e questo è il corpo sociale che guarisce, stare insieme per

le cause concrete, per guarire, per risolvere un problema, per guarire un male. per guarire il corpo sociale bisogna farlo insieme nessuno si salva da solo e anche individualmente è così nessuno si salva da solo vi rimandiamo alla lettura del libro di concilia De Gregorio La cura un'ultima battuta Capodattore di vita Gian Paolo Cerri, a proposito di quello che dicevamo all 'inizio, tre appuntamenti, la felicità degli italiani, con Serena Bortone e Enrico Finzi il 21 maggio,

con la nostra Chiara Abrilli, Domenico Iannacone, il 28 maggio tra pochissimi minuti qui a Villa Bardini il benessere della cura con con Cida De Gregorio e con te per questo elogio dell'umano un flash a chiudere su questo Gian Paolo ma appunto è che sono occasioni davvero imperdibili perché non è semplice, non è facile parlare di felicità, parlare di cura, parlare di interità come faranno Iana Cone e la vostra direttrice. Siamo a Firenze e vorrei dire un po' Don Milani diceva

sortire insieme dai problemi un problema è anche la consapevolezza di come siamo, di che paese siamo di che problemi viviamo questo è un sortire insieme che fa sempre bene grazie a voi tra pochissimo qui inizia il primo appuntamento dell'elogio dell'umano organizzato dal CESVOT con la regione Toscana e il gabinetto di VSE a Villa Bardini per il momento è tutto Torna allo studio. Grazie a

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