Il consenso nella relazione: educazione all'intimità e al rispetto

14 settembre 2026 · 23 min

Terza puntata di Cambia Uomo Cambia dedicata al consenso nella relazione come strumento di educazione all'intimità e al rispetto reciproco. Andrea Bagni e Barbara Santoni affrontano il tema attraverso la narrazione, il linguaggio verbale e non verbale, evidenziando come l'educazione sessuale affettiva possa prevenire la violenza di genere già dalle scuole secondarie.

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Capitoli

  1. 00:00Introduzione e presentazione ospiti
  2. 00:54Il tema del consenso e il contesto legislativo
  3. 02:00L'importanza dell'attenzione nella relazione
  4. 05:02Clip dal film Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni
  5. 10:50Il consenso nel linguaggio verbale e non verbale
  6. 13:02Le testimonianze anonime delle ragazze
  7. 15:03La consapevolezza collettiva tra maschi e femmine
  8. 18:04I risultati dell'educazione sessuale affettiva
  9. 20:22Consigli per gli adulti e approccio narrativo
  10. 22:57Chiusura e ringraziamenti
Trascrizione 40 passaggi

Cambia uomo cambia una trasmissione a cura del comitato civico impariamo a dire noi del circolo arci 25 aprile per il contrasto della violenza maschile sulle donne sostenuto da fondazione cr firenze cambia uomo cambia è uno spazio di confronto per riflettere sulla cultura patriarcale e promuovere l'educazione al rispetto nove passate da sette minuti a anche su Controradio TV e naturalmente i Newsline, salutiamo subito gli ospiti di questa terza puntata

di Cambia Uomo Cambia, la prima della nuova stagione informativa di Controradio, Andrea Bagni già docente di letteratura, membro del Comitato Civico impariamo a dire noi, ben trovato grazie e Barbara Santoni che ritorna qui nei nostri studi psicologa, nei consultori dell'area di Firenze Asla Toscana Centro ciao, buongiorno a tutti il consenso nella relazione Il tema di questa puntata che bagna, avevamo già pensato nello strutturare il percorso, ma diventa quanto mai necessario. Naturalmente c 'è un contesto legislativo, un disegno di legge sul reato di violenza sessuale che attualmente si trova in una fase di stallo ed esame

presso la Commissione Giustizia in Senato dopo che era stato approvato all 'unanimità alla Camera nel novembre 2025, ma lo scontro politico poi si è innescato in Senato a seguito della presentazione dell 'emendamento. cosiddetto buongiorno che ha sostituito il concetto di consenso appunto con quello di dissenso o volontà contraria. Una forte opposizione politica dell 'opposizione ma anche delle realtà che si occupano di violenza di genere e dei tanti cittadini e cittadine che sono scesi in piazza in questi mesi perché? Perché qual è un po' l 'elemento cardine, lo spostamento in debito

del focus sul comportamento della persona offesa? creando davvero ancora una volta una vittimizzazione secondaria e costringendola a dimostrare come ha detto no anziché concentrarsi sull 'aggressore. Ma al di là di questa cornice, di questo contesto legislativo, oggi vogliamo puntare sul consenso nella relazione in termini di riflessione sull 'intimità, sulle emozioni, sull 'approccio che a partire dai giovani deve essere conosciuto. Come viene fatto attraverso Barbara Santoni, poi ce lo racconterà.

Perché impariamo a dire noi, e soprattutto alla luce anche di quanto si riflette in queste ultime settimane rispetto al femminicidio di Lorena Isceri, il consenso deve essere conosciuto, cosa vuol dire, come ci si approccia rispetto ai sentimenti e alle volontà di una donna? Ma noi siamo rimasti ovviamente sconvolti da quello che abbiamo sentito. visto in questi ultimi giorni, a noi sta a cuore questo tema del consenso perché in

realtà mette al centro la relazione, mette al centro la capacità di essere veramente dentro una relazione, di essere in due, in un rapporto e di essere attenti a tutto quello che è il linguaggio verbale e soprattutto non verbale dentro una relazione, dentro un rapporto. secondo noi riflettere su questo è in qualche modo qualcosa che ti mette in contatto con la dimensione più profonda di se stesso e dell 'altro o dell 'altra, è qualcosa che ti fa

essere veramente presente con tutto se stesso, non solo con i tuoi desideri o con i tuoi bisogni. e nemmeno per i maschi i centomila occhi di altri uomini con cui devi misurarti, con cui devi competere io ricordo un mio compagno di scuola che mi diceva io quando sto con una ragazza mi domando sempre ma un altro sarà durato più di me nel rapporto sessuale io che all'epoca non avevo nemmeno l'ombra di rapporti sessuali per me era un problema che non si poneva

però mi colpiva che ci fosse questa specie di come competizione con una platea maschile rispetto alla quale dovevi fare bella figura e l 'altra era qualcosa che in qualche misura era secondario. Invece secondo me bisogna ragionare su questo, su questa importanza dell 'essere presenti in due, presenti con la testa, presenti con la propria volontà, non avere bevuto.

non essere incapaci in quel momento di sapere veramente che cosa si vuole e allora questo per noi è il tema, quello che mette al centro la cura, l 'attenzione alla relazione con l 'altra persona Attenzione alla relazione e dunque conoscere la propria volontà, riuscire a capire la volontà dell 'altro e anche poi elaborare un'eventuale ipotesi di rifiuto Santoni Sì, infatti questo è quello su cui lavoriamo tanto noi quando parliamo con ragazzi e ragazzi e anche ascoltando ora Andrea e ripensando al caso, a me torna in mente quanto manca

un 'educazione a fare questo e tutti questi casi ci ricordano sempre quanto c 'è bisogno di lavorare su questo e quindi di riflettere insieme su sia come si fa a comunicare i miei bisogni, quindi riconoscerli e poi saperli comunicare, ma anche tutte le volte che siamo in una situazione... così intima come un rapporto sessuale, una relazione sentimentale, sapere ascoltare e riconoscere come si sente l 'altro o l 'altra, di cosa ha bisogno e capire nel fare questo quanto se impariamo a fare questo si aumenta il benessere di tutti e di tutte, non è solo una questione di prevenire la violenza o di salvare

le donne, è una questione di imparare un modo di fare l 'amore, di avere rapporti sessuali. e sentimentali in cui siamo più felici e per fare questo però evidentemente tutti questi casi secondo me ricordano quanto siamo poco allenati a fare questo, quanto manca proprio una riflessione collettiva su come si impara a comunicare e questo è quello che cerchiamo di fare con l 'educazione sessoaffettiva. Lei dentro di sé come psicologa appunto avendo a che fare con i giovani su queste

tematiche si è domandata in queste settimane chissà come reagire Chissà che effetto farà un giovane una notizia, un 'evoluzione anche della narrazione di questa notizia su elementi che magari si innestano di educazione, all 'affettività, alla relazione? Può minare, può far tornare indietro? Ma secondo me ha tanti effetti. È difficile rispondere con un effetto singolo perché questi casi secondo me da una parte possono anche far pensare ad altre persone che hanno esperienze.

Chiaramente meno gravi ma di violenza, di relazioni tossiche che è una situazione che anche altre persone hanno e quindi aumentare la consapevolezza del bisogno di parlarne e quindi avere anche un effetto di maggiore sensibilità. Dall 'altra naturalmente può portare a tante emozioni, rabbia, paura, indignazione o senso di impotenza che credo che siano emozioni che provano i giovani ma anche gli adulti quando sentiamo queste notizie. Prima di tornare a parlare e riflettere con i nostri ospiti di questa tematica all 'interno di Cambia Uomo Cambia, facciamo un riferimento cinematografico, peraltro insomma Cambia Uomo Cambia

porta con sé anche una chiave di lettura culturale in ambito cinematografico con la rassegna alla compagnia, ma Bagni abbiamo scelto un estratto di tutto quello che vuoi, un film del 2017 che però ha da dire ancora molto. Eh sì, è una bella storia di... educazione di un film di Francesco Bruni dove un vecchio poeta ha bisogno di essere accompagnato e si farà accompagnare da un giovane borgataro romano, naturalmente il rapporto fra i due

diventa un rapporto di educazione, un rapporto di formazione per i giovani e a un certo punto l'anziano, il vecchio poeta lo porta a Pisa a vedere passare una signora che è il grande amore della vita del vecchio poeta, a cui non si è mai dichiarato e da lì i due cominciano a parlare, il ragazzo comincia a chiedere che ha una ragazza con cui ha un rapporto, diciamo, a lui lei piace ma non ha il coraggio di dirlo, non sa se lei

accetterà o meno. Lui chiede come si fa a riconoscere quando c 'è accordo, quando c 'è un desiderio comune E il poeta un po' glielo spiega e magari si può sentire Sentiamolo e poi sentiamo anche la parte conclusiva di questo estratto In cui il poeta sarà venuto a mancare ma non il seme di questa riflessione che rimarrà nel ragazzo Come se va? dopo, cioè quando gli piace a una persona. È semplice

si ride molto quando è con te sei su una buona stanza. E a quel punto che si fa? Si bacia? Prima devi chiedere il permesso si dice posso e poi eventualmente si bacia. Posso? Sì, però posso adesso fare un pisolino? Eh sì, grazie. No, è una storia lunga, sta un funerale. Mi dispiace? No, non ti preoccupa. E chi è morto? Giorgio Gelarducci. E chi era? Come chi era? Poeta. Mai sentito. Mai sentito. Ma che vi insegnava all'università? Era un poeta molto importante. Tipo che ha scritto? La prima

raccolta l'ha scritta nel 50 e lui non c'aveva manco vent'anni penso. Lungarni si chiamava perché praticamente lui stava a Pisa, no? Poi si è trasferita a Roma e ha scritto altri tre raccorti. Ha vinto praticamente il sacco di premi. Pensa che era pure amico del Presidente della Repubblica. Ma mi... Proprio la dici? Ma... Non stai più in giro? Presidente della Repubblica. Perché ridi? Vabbè, mi stai prendendo per il culo. Vabbè, non me lo aspettavo, però. Te lo aspettavi? No, queste cose che erano duci, qua... Ma adesso invece... Ti sei offeso?

Ma non me lo so. Però sei carino. Te lo faccio ridere? Almeno te lo faccio ridere. E in questo momento... Lui chiede quel famoso posto per poterla baciare dopo aver avuto il segnale che lei rideva, ma questo posto non necessariamente deve essere verbalizzato, però ci dice... Appunto, lì è buffo, lei ragazza dice che cosa, perché chiaramente non è che la domanda uno la deve mettere per iscritto e aspettare una risposta

scritta, è che però quella domanda la devi avere dentro, la deve essere nella tua testa, essere nel tuo cuore, devi sempre domandarti se l'altro lo desidera, se l'altro, l'altra lo desidera, se è con te, non conta in un rapporto magari matrimoniale, non conta se tua moglie lo deve fare, non conta se prima ha voluto altre volte e perché questa volta no,

sempre il diritto di, bisogna sempre sempre stare attenti a quello che passa fra le due persone, a quello che succede negli scambi. Intanto mi viene in mente un passaggio del giovane Holden di Salinger, quando Holden Coffield spiega perché lui non ha ancora mai avuto rapporti sessuali, mentre i suoi amici sì, lui dice che i suoi amici quando una ragazza dice no, loro capiscono che lei dice che non vuole assumersi la responsabilità di quello che succederà, ma in fondo sotto sotto

vuole. E lui invece ci crede e si ferma. Ecco, bisogna crederci e fermarsi, perché questa idea, questo stereotipo, di nuovo, che la donna deve essere forzata... Ma anche semplicemente una donna se dice no vuol dire sì, no? C 'è questa ironizzazione che però può lasciare credito, può capitare. Santoni che questa concezione si diffonda e i messaggi vengano malinterpretati

purtroppo capita, capita tantissimo questo è uno dei falsi miti diciamo che sta dietro poi alle moleste alle violenze, c'è l'idea che è stata trasmessa tantissimo dalla nostra cultura, che le donne dicono di no ma in realtà vogliono, è una di quelle che legittima certi tipi di atteggiamenti e che diminuisce invece proprio l'attenzione e la sensibilità a capire cosa veramente l 'altro e l 'altra vuole. A noi nel lavoro capita tantissimo in un 'attività che facciamo su questi temi con biglietti anonimi di ragazze che ci raccontano in modo anonimo esperienze di questo tipo, nel senso di

dire tipo stavo facendo l 'amore con il mio ragazzo per la prima volta, all 'inizio avevo voglia di farlo, avevamo deciso insieme di farlo, ma mentre lo facevamo non mi piaceva. diceva stavo male, provavo dolore, ho cercato di far capire che volevo smettere e lui è andato avanti fino a un fondo, questo è un esempio purtroppo comune di un tipo di esperienza dove dietro a volte c 'è anche questo tipo di mentalità, queste idee che appunto creano il contesto che favorisce un certo tipo di atteggiamento per cui noi lavoriamo sul ragionare sul contrario, come si

fa invece? sei in una relazione intima con un ragazzo o con una ragazza a capire come sta se gli piace, se sta cambiando idea cioè avere l'attenzione a come si sente l'altro e l'altra durante tutto la relazione e quindi l'attenzione appunto alla comunicazione non solo verbale come diceva Andrea ma anche non verbale Quali sono altri spunti che da questo prezioso contributo di anonimato ma di bigliettini che comunque manifestano una serie di casistiche giovani vivono eh insomma vi colpisce? Ci colpisce la

quantità di mi viene da dire denunce anonime che arrivano con questi bigliettini anonimi tanto che le le prime volte che abbiamo fatto questa attività io e l'altra operatrice che siamo andati in classe siamo rimaste anche un pochino diciamo spiazzate sul momento perché non ci aspettavamo così tanta violenza e adesso ci siamo abituate e ce lo aspettiamo sono alla fine una conferma solo che quando lo senti raccontare in prima persona dalle ragazze fa un altro effetto, quello che ci colpisce è anche la lettura in classe di questi bigliettini, nel senso che vediamo i ragazzi che ci raccontano,

ci dicono proprio anche apertamente che loro rimangono molto spiazzati, quindi è un 'attività molto emozionante in cui i maschi prendono coscienza capendo che sono esperienze delle compagne di classe. e che sono così comuni di quanto è diffuso e importante questo tipo di esperienza, questa situazione e quindi sviluppano un atteggiamento di attenzione e le ragazze che noi appunto eravamo anche un po' preoccupate che fosse un po' troppo forte emotivamente come impatto invece ci dicono proprio nel questionario anonimo

che facciamo alla fine del progetto che è la loro attività preferita perché la trovano liberatoria cioè il poter raccontare e condividere In uno spazio protetto, in quel tipo di incontro, vedere anche i ragazzi che si rendono conto e capire anche quante altre ragazze fanno esperienze di questo tipo, forma proprio una coscienza collettiva che sentono come terapeutica. Una coscienza collettiva e un 'unione anche di genere, no? È fondamentale che questa cosa avvenga insieme? Sì, è fondamentale. Questo ci ha fatto molto piacere quando è successo che poi in questi questionari anonimi qualcuno ci ha proprio...

scritto che questo tipo di lavoro ha aiutato maschi e femmine a sentirsi insieme perché questo è l'obiettivo cioè di appunto prendere coscienza insieme che è una questione che ci riguarda tutte e tutti e su questo appunto abbiamo una condivisione importante con il comitato impariamo a dire noi perché è proprio lo stesso tipo di obiettivo culturale e lo vediamo avvenire cioè basta creare le condizioni per fare un dialogo su questi argomenti un certo modo che i ragazzi e le ragazze si avvicinano e sentono che è una battaglia comune e questo è una trasformazione.

Infatti noi insistiamo sempre nel non presentarsi come gli uomini buoni che devono fare lezioni o dare spiegazioni su come si deve essere, noi cerchiamo di mandare il messaggio che in realtà ho rapporti diversi. Anche questo del consenso, stare attenti all 'altra, è stare attenti a se stessi, è autorizzare anche se stessi ad avere le proprie fragilità, le proprie paure, è qualcosa che ci fa scoprire con

questa fragilità l 'appartenere ad una comune umanità, ci può far sentire in qualche modo insieme e ci autorizza ad essere quello che siamo. a non essere prestazionali, a non avere l 'ansia della prestazione, a accettare quello che siamo perché accettando l 'altro si accetta anche se stesso. Ecco, creare le condizioni, diceva Santoni, per far sì che questo incontro e conoscenza reciproca di se stessi avvenga è fondamentale, in qualche modo è un richiamo che viene fatto sul tema anche della

violenza. di genere creare le condizioni creare spazi in cui si possa davvero creare un unione un aiuto aiutiamoci insieme in qualche modo e tutti noi anche dal punto di vista informativo ce lo diciamo ma il percorso che voi fate da un punto di vista di di asla toscana centro dovrebbe essere molto più diffuso insomma nella società sappiamo quante resistenze ci sono, però dà risultati in termini poi di cambiamento culturale? Tantissimi, secondo me dà tantissimi risultati, nel senso che noi li osserviamo in diretta.

Il primo risultato evidente che osserviamo in diretta è che quando andiamo in delle scuole superiori, ora parlo soprattutto delle superiori, svolgiamo il nostro progetto specifico sulla violenza di genere, spesso, finito il progetto, ci sono delle ragazze che vengono al consultore. territorio per riparlare della loro esperienza, quindi intanto intercettano delle situazioni, fanno venire allo scoperto, diciamo, un fenomeno che sappiamo che il primo problema è che è sommerso e si vede che parlandone si trova poi il coraggio di venire a parlare, a chiedere

aiuto e più persone fanno questo, più naturalmente questo si diffonde. E poi l 'altro processo che vediamo è quello che dicevo prima, più collettivo, con la classe, questo anche con le terze medie, perché noi lavoriamo anche con le terze medie che sono ancora piccoli rispetto a pochi di loro magari hanno già rapporti sessuali però prevenzione significa proprio questo prima, mentre sono in formazione si inizia a ragionare già quando succederà di avere un'esperienza di questo tipo come faccio a capire se c'è il consenso e quindi vedi anche ragazzini di 13-14 anni

che iniziano a ragionare su come faccio a riconoscere nel corpo se l'altra persona sto bene e il fatto che lo facciamo tutti insieme e che ne ragioniamo in quell'atmosfera ti fa sentire che questa cultura si può cambiare insieme alle insegnanti questa cultura si può cambiare si può cambiare insieme siamo in conclusione di questa terza puntata ma chiedo ad entrambi anche un aiuto in una sorta di cassetta degli attrezzi che stiamo componendo via via con impariamo a dire noi dal punto di vista degli adulti che si approcciano a una giovane generazione

in termini di consenso a cosa dobbiamo stare attenti noi per poterli incanalare in un percorso di consapevolezza qui si apre un argomento molto grande sarà difficile rispondere velocemente gli adulti devono anche loro secondo me sicuramente fare una riflessione su quanto loro rispettano il consenso intanto con quanto genitori, qui magari in un'altra occasione si potrà parlare del digitale c'è tantissima letteratura esperienza clinica oggi che ci dice dice che i genitori devono ricordarsi che appunto c 'è bisogno del consenso dei figli, per esempio per postare le foto, sapete che c 'è tantissimo una discussione su questo,

se i genitori per primi non sono attenti al consenso dei propri figli, passano un messaggio sbagliato, poi è inutile fare tante riflessioni con loro se con il comportamento si fa l'opposto. Io sto attento soprattutto a evitare prediche. e a partire sempre da un approccio il più possibile narrativo, anche della mia esperienza personale di adolescenza e autorizzare i loro racconti, perché dai racconti, mentre se uno fa una predica in classe è una cosa che non si sconta con un muro, perché magari i ragazzi, le

ragazze hanno le idee confuse ma non vogliono che qualcuno entri nella loro testa a chiarirgliele, insomma, se si parte. dalla narrazione, dai racconti dalle proprie esperienze, anche nostre di adulti secondo me succedono delle cose allora, rimaniamo cristallizziamo e riflettiamo su quanto ci siamo detti oggi per poi insomma approfondire l'argomento nel frattempo ci stanno scrivendo ringraziandoci per la trasmissione e quindi a nostra volta noi ringraziamo impariamo a dire noi che appunto su Controradio porta avanti

questa progettualità scuola media negli anni scorsi su otto sezioni ci scrivono attivato solo io una professoressa in una terza per i timori di tutti gli altri relativamente al percorso perché poi c'è anche questo aspetto e ci chiedono la citazione il titolo del film tutto quello che vuoi diretto da francesco bruni insomma abbiamo dato tutte le informazioni del caso ci risentiamo nella prossima puntata di cambia uomo cambia però sono tutte riascoltabili e condivisibili in podcast su contro radio punto it Grazie Andrea Bagni, grazie Barbara Santoni.

Grazie, grazie a voi. Tra poco il GR di Popolare Network, rimanete su Controradio. Cambia Uomo Cambia, una trasmissione a cura del Comitato Civico Impariamo a Dire Noi del Circolo Arci 25 Aprile per il contrasto della violenza maschile sulle donne. Sostenuto da Fondazione CR Firenze, Cambia Uomo Cambia è uno spazio di confronto per riflettere sulla cultura patriarcale e promuovere l'educazione. Grazie a tutti.