Alessandro Tomasi: musica, politica e la ricerca del futuro - Quattro Parole
Intervista a quattro mani con Alessandro Tomasi, portavoce dell'opposizione toscana e ex sindaco di Pistoia. Si parla di musica giovanile dai Clash ai Green Day, della partecipazione politica nelle scuole, del significato di sconfitta e della visione per il futuro tra battaglie sociali e rivoluzioni culturali.
Capitoli
- 00:00Introduzione e presentazione di Alessandro Tomasi
- 00:46La musica come sottofondo della giovinezza
- 04:00Esperienze agli stadi e partecipazione giovanile
- 07:23Il figlio che sei stato e i conflitti familiari
- 11:05La prima tessera politica e la reazione dei genitori
- 14:30La parola sconfitta e l'esperienza elettorale
- 16:15La tesi universitaria su cattolici in Terra Santa
- 18:59Il futuro e le battaglie sociali da affrontare
Trascrizione 36 passaggi
quattro parole lì a tu per tu di Giorgio Bernardini Buongiorno buongiorno a tutti bentornati a quattro parole qui su Controradio, sì Controradio e il cross mediale quindi potete vedere e rivedere quello che stiamo facendo, questa rubrica anche insomma sui nostri canali tutti anche queste chiacchierate che facciamo con i personaggi della Toscana per scoprire le persone che ci sono dietro, vi ricordiamo che potete sempre mandare durante la nostra trasmissione un messaggio al 342 8104111
ovviamente sul canale di Whatsapp e siamo stati diciamo introdotti da I FAD Law dei Clash insomma a 1990 1767, qualche anno prima, quattro anni prima del loro concerto a Firenze, di cui il mio ospite ha voluto una copia, ha voluto una copia di quella locandina, di quel concerto a Firenze, dei Clash. Saluto, buongiorno Alessandro Tomasi. Ciao, buongiorno a tutti. Grazie Giorgio. Grazie a te, per chi non lo conosce bisogna sempre fare questa introduzione per capire
chi è il personaggio. Il personaggio è il portavoce dell'opposizione toscana in consiglio regionale, il personaggio è l 'ex sindaco di Pistoia e poi insomma molte altre cose che sono accadute perché insomma Laura si formasse intorno a lui però ecco noi oggi andiamo ad indagare la persona partiamo proprio dai clash da questo da questo pezzo che abbiamo messo da questa locandina la mia prima parola che ti propongo è musica qual è stata il sottofondo qual è stato il sottofondo musicale della tua giovinezza questa sicuramente perché volevo quella locandina
perché c'è la copertina secondo me di uno dei più grandi album del rock che è Sandinista in cui c'è una canzone Lost the Skin, non so se la conoscete che secondo me è una delle canzoni più belle dei Clash e quindi il rock, tutto passando dall'UQ ricordo di averli visti a Verona nel 2007 la sera in cui si scrutinava il ballottaggio del comune di Pistoia dato un amico e io andavo verso Verona a vedere il concerto degli U, si mise a piovere all 'arena
di Verona e praticamente loro scapparono dal palco e si infilarono in mezzo al pubblico diciamo nel percorso che c 'è dentro l 'arena di Verona e quindi li incontrammo di persona, tutti i fan passarono attraverso la gente e quindi quel rock e poi ricordo le prime scoperte diciamo da giovane sulla musica cito due gruppi il primo è Green Day perché è il mio primo cd che ho comprato a Firenze mi sembra in via degli Alfani
il primo Duchi forse non era il primo ma il primo cd basket case che diventò famoso e poi è nascito un altro che mi ha fatto appassionare siamo i Blind Melon che è grandissimo, hanno fatto due album il primo in particolare hai citato tre generi insomma che sono il rock deve essere morto il cantante dopo aver urinato dal palco di un concerto
l'ultimo ricordo che ho di lui è questo poi deve essere morto giovane purtroppo è morto, poi ho attraverso tanti generi poi ci torniamo su questa cosa perché insomma mi hai citato dei gruppi che sono sempre associati almeno nella nostra cultura musicale a una partecipazione che viene definita come di sinistra, invece tu sei di destra però questa è una dicotomia che racconteremo forse più avanti nella nostra discussione e poi non voglio portare troppo politica dentro, però dimmi questa cosa I for the law and the law won, hai combattuto mai la legge?
Sì, nel senso che Hai avvento la legge? Sì, grazie a Dio sì, nel senso che diciamo da giovane Sì, grazie a Dio anche io le occupazioni ho fatto le proteste di autogestione nelle scuole ecco mai spaccando nulla devo dire questa cosa che non toglierlo dico fuori da dai denti e quindi da giovane e poi sono cresciuto anche in curva e quindi credo sia stato un ambiente del calcio e comunque talvolta purtroppo in alcuni casi sei mai stato arrestato multato a deliciato no
non ho multato sì e naturalmente ho vissuto i momenti allo stadio molto concitati dove ci sono stati anche... mi sono trovato nei casini però erano i primi anni del 2000. Allora scusa come funziona? La violenza dei tifosi va bene? Quella dei ragazzi no? No no no non va mai bene infatti dicevo secondo me il movimento ultras è un movimento molto importante nel senso che le curve sono gli ultimi luoghi di grande aggregazione giovanile. diciamo che non guarda in faccia né all'età, né al ceto
né alla provenienza e insieme coltiva una passione collettiva durante la settimana che è lo striscione, la forma di protesta talvolta politica, talvolta politica, poi ci sono le degenerazioni naturalmente anche lì quando sfasciano e ecco per esempio delle manifestazioni che ricordo io dove ho vissuto io, quindi parlo della Toscana naturalmente negli anni sempre diciamo partecipate, però, ecco, non ricordo attimi di violenza distruttiva, oppure gruppi all 'interno, forse più corretto, che approfittavano delle manifestazioni e hanno spaccato tutto, ecco,
erano anni anche di partecipazione, oppure quando durante l 'occupazione delle scuole fosse distrutto, ecco, non andavo io con gli altri, non ho mai visto spaccato nulla. L 'idea che essere giovani oggi sia più difficile che essere giovani ieri, forse c 'è meno speranza, forse c 'è più, forse ci sono troppi più pensionati che richiedono. Sì, ne parlavamo prima, sì sicuramente è da una parte più difficile, non c 'è l 'idea del futuro o della speranza, però ecco ti dico anche che vedo tra i giovani, quando
ho avuto modo di incontrarli come sindaco così, che magari in silenzio nascosti ce ne sono tanti veramente in gamba che se lo coltivano, cioè da solo il futuro oppure costruiscono. gli anticorpi ai problemi dell'oggi quindi innovano sfidano aprono aziende a vent'anni partono e vanno all'estero oppure si impegnano studiano il lavoro ecco si vedano meno però sicuramente c'è una maggioranza silenziosa che probabilmente più è più però non è che sono i buoni e cattivi no no no no assolutamente parte di questa
maggioranza partecipa anche alle manifestazioni quindi diciamo è scambiabile beh quindi diciamo la domanda è hanno meno visione del futuro hanno un mondo più complesso sicuramente sì, però ti dico che forse là dove nasce il pericolo c'è ciò che ci salva, cioè nel senso stanno sviluppando degli anticorpi tanti per cui sapranno reagire ai problemi dell'oggi e del futuro lo speriamo, è una visione ottimistica, la mia seconda parola che voglio proporti riguarda proprio questo ed è la parola figlio
perché ho Ovviamente tu hai dei figli, ovviamente la tua famiglia, però mi piacerebbe capire che figlio sei stato. Un po' l 'ho fatti dannare i miei genitori, sicuramente da ragazzo, perché poi ho iniziato a fare politica a scuola e quindi naturalmente nel periodo dell 'istituto tecnico -industriale non me ne sono persa una. Cioè è reattivo? È reattivo, dalle assemblee alle occupazioni, alle autogestazioni. Come si gestiva in Toscana l 'Assemblea Occupazioni con una popolazione o una cultura fortemente di sinistra?
Io non lo so nel senso che insieme a me quando sono stato elettore al Presidente di Sudo c 'erano anche dei ragazzi di sinistra e già questa dicotomia c 'era. Naturalmente non era ancora impegnato in un movimento giovanile, però sapevano benissimo che ero di destra e quindi riuscivo comunque a vincere in una scuola che era di centro -sinistra. L'istrotecnia era particolare perché eravamo tutti uomini, c'era una rara presenza. quattro cinque ragazze quindi erano alcun mondo a parte e però il confronto era con le altre scuole erano tutti di sinistra naturalmente tra l'altro con alcune amicizie che conservo e ti dico una cosa di più con un'auto analisi che ho fatto io le prime occupazioni che ho vissuto
facevo ragazzi di quinta che erano di sinistra tra l'altro molti sono rimasti anche impegnati in politica chi nel sindacato e quindi qualche cosa forse ho preso anche da loro e quando parlavo gli altri rappresentanti sono di sinistra però anche con loro sono rimaste amicizie poi con un po' da marcord si pensa ai tempi passati e beh non so bastava essere anche molto concreto nel senso perché all'epoca di problemi nelle scuole forse ce n'era di più devo dire in termini strutturali in termini ora diciamo ce ne sono ancora tanti
però ecco negli ultimi anni paradossalmente grazie anche al PNRR un po' di lavoretti si sono fatti, ce ne vorrebbero tanti diciamo che poi c'è una partecipazione giovanile che va anche molto oltre la struttura scolastica ma anche come viene gestita la struttura società, no? Probabilmente quello invece è diventato più problematico ma non per altro, ma per assenza forse di speranza come dicevamo prima, non scappare dalla domanda che figlio sei stato, cioè come litigavi con i tuoi genitori? Ti lasciavano fuori casa? Dimmi un po'. No, no, no, litigavo spesso, ma diciamo
anche quando poi ho iniziato a fare politica cioè, poi dopo capisci che si incazzavano e litigavano perché erano preoccupati anche se fossi stato come dire dei giovani se fossi stato un giovane di sinistra sarebbero stati preoccupati lo stesso secondo me meno nel senso ma non per una questione culturale perché sapevano che a Pistoia comunque spormi politicamente a destra alla fine poteva precludermi delle strade quindi avevano questa preoccupazione poi avevano un forno, un'attività economica
quindi anche c'è stato clienti che non sono più venuti perché sapevano che facevo politica e poi andavano naturalmente allo stadio e questo li creava preoccupazioni e li faceva arrabbiare perché poi anche loro avevano una visione appunto del mondo dello stadio talvolta fatto solo di violenza e poi anche loro devo dire come io mi sono ricreduto nel senso che le loro incazzature erano perché mi volevano bene, erano preoccupati perché tanti amici che mi sono fatto allo stadio, in politica ora frequentano casa mia, sono amici loro e quindi
hanno capito che poi alla fine tutto quello che ho fatto mi ha portato poi a fare cose buone e a conservare amicizie. Mi racconti del primo giorno in cui hai detto a tuo padre, a tua madre, voglio sapere se gli hai detto insieme o separatamente che avevi preso una tessera di partito. Il primo giorno gli ho detto insieme e era a cena e quindi ho detto che ero con il mio migliore amico, era andato a fare questa tessera. e non è passata nemmeno un'ora io ero nel letto che tessera era del movimento sociale era al fronte della gioventù e appena tornato a letto mio padre entrò in camera
e si incazzò dicendo che domani la vai a riportare la devi quelli sono fascisti non ci deve andare e quindi giorno dopo o due giorni dopo messamente tornavi politica però bisogna che vi renda la testa se no non rientra un casa e quindi era uno sfogo anche perché aveva idee diverse ma secondo me scopro ora più di preoccupazione rispetto poi si sono convertiti e ti hanno votato immagino ma penso di sì ma le politiche votano a sinistra
penso di sì ora sono piuttosto liberi di sinistra ma sono liberi di scegliere nei partiti poi votare il sindaco è più facile possa mettere la croce su Alessandro ma poi il partito possa votare Ti fa più incavolare quando ti dicono che sei un fascista o quando ti dicono che potresti benissimo essere un riformista del Partito Democratico? No, il primo nel senso che alla fine lo dicano sempre perché vogliano non è
un'accusa legata ad un atteggiamento che ho avuto, almeno spero e credo, o nel governo le cose, nel fare o nei rapporti è soltanto denigratorio e per dire tu non puoi parlare tu non hai diritto e soprattutto spesso quello che me lo dice stride con il comportamento che hanno invece di chi ha un approccio probabilmente fascista, antidemocratico sono proprio quelli che lo usano e denigrano e poi naturalmente io sono nato in una nuova cultura da ragazzo
mi hanno insegnato nei momenti giovanili poi con questa logica del fascismo e l'antifascismo si sono messi in piazza l'uno contro l'altro generazioni di giovani dove ci sono stati morti di qua e di là. Io piango anche i miei per cui alcuni ragazzi sono stati uccisi soltanto con l'idea che era un fascista e magari come stagione a me gli era un ragazzo che portava un volantino in una scuola voleva fare politica e tutt'altro che che un fascista o di un violento. Oggi si è trasformata grazie a Dio quello quella violenza sembra sembra ma bisogna stare attenti passata per te lo dicono perché devi stare zitto
non hai diritto di parola oppure per alimentare la logica del nemico per cui chi ti sta ascoltare cioè un po' manco sentire se dice una cosa che è detta bene ecco. Mi è piaciuto questo passaggio quando ho detto sembra che bisogna stare attenti perché vuol dire che tu comunque hai a cuore il tema anche insomma come dire di quello che si trasforma in violenza e lo stai dicendo dall'inizio ci mancherebbe. Senti la terza parola che io volevo proporti è questa perché tu hai una storia di successo la detto prima insomma hai sfidato anche insomma un po' il contesto sociale hai vinto da subito nella tua scuola hai vinto anche quando
perdevi perché facevi il consigliere comunale ma non era era scontato che tu perdessi in quel momento però insomma sei arrivato hai vinto quando sei diventato sindaco nessuno se lo aspettava questo io mi ricordo c'ero e però ecco non è non ho ancora avuto modo non abbiamo ancora avuto modo e la mia terza parola è questa la parola sconfitta di chiederti Che cosa hai imparato dalla sconfitta? Perché sei stato sconfitto forse per la prima volta in maniera... No, è stata dura sicuramente affrontarla perché appunto venivo da due vittorie e io per primo
ma anche tutte le persone che erano intorno a me hanno conosciuto la sconfitta. Poi pensavo di aver fatto anche una campagna elettorale al massimo delle nostre possibilità anche in crescendo, quindi è stata dura e quindi... i primi mesi è stata dura ti sei sentito solo dimmi la verità no non del tutto da alcune persone sì ho sentito che poi quando passi da perdere ti abbandonano o altro mentre molte altre sono state vicine sono ancora vicine con me quindi e penso lo passino tutti
no poi lì si distingue appunto l 'amicizia però diciamo tanti amici della comunità politica tanti amici apprezzano mi sono rimasti e sono vicini e anche poi quando è sbollita la cosa anche persone magari mi hanno ferito oppure ci siamo litigate poi tutti con la calma si torna a prevalere rapporti umani, altri sono purtroppo venga meno. Qual è la sconfitta della tua vita che non ha a che fare con la politica? Ci sarà una volta in cui ti sei sentito sconfitto, è un rimpianto insomma che non riguarda la politica? So che la politica è tutta la tua vita, è molta della tua vita, però ci sarà
qualcosa al di fuori insomma di questa eh azione politica che ti ha fatto sentire sconfitto perdente una volta nella tua vita. Ma tante cose nel senso non non lo so più che altro ecco hai dei rimpianti però che non sai mai no eh se col senno del poi se si potevano realizzare per esempio sono contento del mio percorso universitario però eh per dire avrei voluto magari continuarlo eh quindi quindi poteva essere una strada. Io sono laureato in scienze politiche.
Ma l'hai detto sgranando gli occhi, non ci credo eh? Si si, no no, sono delle scienze politiche. No poi per esempio lì con gli impegni della politica, io lavoravo, ci ho messo qualche anno in più, poi quando sono arrivato a fare la tesi mi è piaciuta e lì di sporca... Su cosa hai fatto la tesi? Io l'ho fatta sui cattolici in terra santa, l'ho fatta a Gerusalemme. Gerusalemme. Sono andato fisicamente a Gerusalemme a fare ricerca a Roma per capire la storia dei cattolici in Terra Santa perché andavano via, perché
il rischio è che Gerusalemme diventi un museo, c'è l'aperto per i cristiani e cattolici. Sono andato lì e ho parlato con il clero, sono andato a Betelèmme, a Gerusalemme, ma la cosa più figa di questa cosa è che il mio relatore di tesi, lo voglio citare, non so se ci ascolterà mai, Paolo Pieraccini che all'epoca era l'unico che aveva scritto anche per il mulino libri sulla terra santa sui cattolici andava spesso aveva rapporti con tutti ma non riusciva a diventare professore ordinario all'università di Firenze perché perché è un mondo come
sappiamo molto complicato complicato e molto chiuso e faceva il vigile urbano a Firenze e ora ora so che sto cercando di rintracciarlo c'è un appello per salutarlo perché so che ora poi a lavorare a Roma, penso lavori forse in qualcosa nei rapporti con la Terra Santa, Gerusalemme e Israele, perché la professoressa diceva che l'unica scientifica di queste cose è lui, è la storia perciò, la cercheremo, comunque magari... Paolo Beraccini ha scritto tantissimo e in questi momenti in cui si parla di Palestina, guerra, Gerusalemme, ecco, qualche libro suo lo consiglio
perché è veramente uno storico, un ricercatore e uno che è andato sul campo veramente. Voglio pensare che ci stia ascoltando e... se non lo fa comunque poi insomma come dire c'è la nostra rubrica lo sappiamo anche sostanzialmente sul web lo troviamo sul sito di Controradio e quindi manderemo sicuramente la puntata è un passaggio interessante tocca a te Alessandro, proponemi tu una parola finale, una parola insomma che ti rappresenta o di cui vuoi parlare per un minuto orca miseria difficile non me l'avevi detto l'intervista di questi attuali
per tutti i quattro parole sono alla cieca e quindi a me piace sempre mi piace parlare del futuro di quello che vorrei fare e quindi ora mi sto riadattando a questo nuovo ruolo e come ti dicevo prima sto capendo che quello che voglio fare è come orientare le battaglie e secondo me c'è tante battaglie da fare anche sociali su cui secondo me vale la pena spendersi. Io sono rimasto molto colpito dal tuo discorso iniziale da sindaco
perché ci tasti fra gli altri ovviamente anche Ceghevano, questo mi colpì tantissimo è ora di fare la rivoluzione? Ma io diciamo non violetta ma un po' di rivoluzione andrebbe fatta ecco nel senso perché vedo alcune dinamiche in cancrenirsi, vedo che chi sta male continua a stare male e non si affronta a problemi seri parlavo dei ragazzi disabili trasporto dei disabili, i ragazzi non riescono ad andare o devono pagare per andarsi a curare, il tema della casa, quindi secondo me è un po' sì, e anche culturale. Ragazzi, cultura, scuola,
grazie davvero per essere stato con noi ed Alessandro Tomasi, ci vediamo ovviamente come ogni giovedì, il prossimo giovedì qui a Quattro Parole, ascoltateci se volete i nostri canali crossmediali, riascoltateci. Alla prossima giovedì, grazie. quattro parole lì a tu per tu di Giorgio Bernardini