Quattro parole: Marta Lugli parla di sorellanza, tempo e casa
Giorgio Bernardini intervista Marta Lugli, la più giovane consigliera regionale del Partito Democratico. Attraverso quattro parole chiave - sorellanza, tempo, casa e sistema - emergono i valori politici di una generazione che crede nella femminista e nella democrazia partecipativa.
Capitoli
- 00:00Introduzione e presentazione di Marta Lugli
- 00:30La parola sorellanza e il legame con la sorella Maria
- 03:00Il significato politico della sorellanza femminista
- 05:40La seconda parola: tempo e studi universitari
- 06:00La liberazione del tempo dal lavoro e dalla performatività
- 09:00Questioni generazionali sul tempo
- 10:20La terza parola: casa come diritto e privilegio
- 13:00Battaglia per la casa in Italia e in Europa
- 14:10La quarta parola: sistema e scardinamento delle ingiustizie
- 14:50Chiusura e appuntamento prossima puntata
Trascrizione 28 passaggi
quattro parole lì a tu per tu di Giorgio Bernardini. Buongiorno ancora da Controradio, sì eh Giorgio Bernardini che vi parla in questa mattinata di Controradio la prima volta di quattro parole un eh programma pensato per raccontare eh le persone che stanno dietro le personalità e i personaggi insomma che consideriamo eh rilevanti e uno sguardo molto personale che vogliamo cominciare eh con un ospite un ospite che è una consigliera regionale, si chiama Marta Lugli che voglio subito ringraziare, grazie di essere con noi
Marta. Buongiorno e onore grazie a voi per l'invito. Buongiorno consigliera regionale, scusami, del Partito Democratico, dico subito che ti darò del tu perché ci conosciamo se non altro abitiamo nella stessa città insomma Prato, siamo entrambi pratesi in qualche modo, quindi qua essendo un programma personale non fingeremo di non conoscerci come non fingerò insomma di dare una confidenza che non ho agli ospiti che verranno tutti i giorni vedi a quest'ora, d'ora in poi darò del lei a quelli che non conosco bene magari sperando di dare del tu alla fine della trasmissione perché siamo entrati un po' più sul personale quattro parole, lo diciamo subito
per gli ascoltatori, lo dico anche a te Marta per due motivi il primo è che ce le scambiamo cerchiamo di capire che cosa c'è insomma dietro quello che fai chi sei veramente e il secondo motivo è perché giriamo intorno a quattro parole tre te le propongo io se sei d'accordo e una alla fine me la proponi tu. Va bene, proviamo Allora, la prima parola che propongo a Marta Logli, che è la più giovane consigliera regionale, insomma, in questa consigliatura, 26 anni, pratese, lo dico anche per chi non la conosce così bene anche dal punto di vista del profilo istituzionale, è sorella. Perché? Perché si configura un po', dimmi se sbaglio, la tua anche azione politica
e personale, insomma, nel nome di una sorellanza, spesso, e insomma, ti chiedo subito, voglio anche... rendere chiaro a coloro che ci ascoltano che è tua sorella, si chiama Maria Maria Luglia, anche lei fa politica spesso vi scambiano a Marta o Maria succede mai questa cosa anche se non siete gemelle, siete magari gemelle come percorso avete una distanza di pochi anni ti chiedo che sorella sei e che sorella è per te Maria? Che domanda bellissima intanto grazie Giorgio e tu sei assolutamente pratese per me, nel senso che sei pratese perché hai scelto di essere pratese
e oltre a te ringrazio grazie anche la direttrice per questa opportunità. La parola sorella è una delle parole più belle e toste secondo me che che io sento nel corpo perché la sorellanza credo che sia una dei insomma uno dei valori fondanti della della nostra azione politica proprio perché appunto mi ha insegnato a dire nostra cioè che capire che il tuo corpo è un corpo che ha una visibilità ehm significa anche avere la responsabilità di dire e di fare certe cose non soltanto per te stessa
ma per un mondo, per me è un mondo che deve essere un mondo femminista e quindi la parola sorellanza si sviluppa in quel senso, cioè renderti conto che da soli il mondo inteso come un mondo individualista le cose non le cambi e quindi sorellanza vuol dire questo vuol dire essere in connessione con le fragilità con le ingiustizie e avere una guida che è condivisa e lo fai con tua sorella questo? la Maria per me, a parte appunto Maria Marta e Maria, i miei anche se non sono cattolici
hanno scelto questi nomi infatti non sono semplici, ci scambiano continuamente la Maria è colei cambia una consonante, è una vocale esatto, è colei che mi ha permesso di scoprire la meraviglia della sorellanza e della politica perché quando eravamo giovani io avevo 13 anni, lei ne aveva 17 abbiamo cominciato a fare associativismo studente e da lì abbiamo scoperto che il mondo, anche provare a cambiarlo, lo rendeva molto più bello perché non eravamo più da sole, quindi c 'è questo legame umano, di stima, fortissimo ma è anche tanto politico, nel bene e nel male, cioè che le litigate
L'hai mai tradita politicamente? Ho paura a volte di averlo fatto, cioè sinceramente, essendo per me lei una delle persone davvero più capaci che abbia mai visto al lavoro, quando era assessora io vedevo l'impegno quotidiano il deludere non tanto se stessa ma le persone che rappresentava che erano per esempio davvero le persone più fragili anche per la sua delega all'integrazione e mi rendo conto che lei politicamente come dire è richiedente io mi sono fatto l'idea che hai una bella idea della sorellanza proprio perché è una bella idea
dell'essere sorella anche sentendo di parlare quindi questo farà sicuramente piacere a Maria, ti propongo se per te non è troppo presto se non volevi dire su di lei una seconda parola posso? Certo. La mia seconda parola che voglio proporti è tempo perché tu sei molto giovane sei arrivata molto presto al consiglio regionale presto ovviamente rispetto ai canoni della politica italiana abbiamo insomma altre figure giovani come Bernard Dica insomma nel consiglio regionale che fa il sottosegretario però insomma ha un altro percorso anche rispetto al tuo e comunque tu sei la più giovane
ecco io mi chiedo subito questo se domani tu dovessi di fare politica a proposito di tempo che cosa faresti? Che mestiere faresti? Faresti qualcos'altro? Il desiderio più grande sarebbe diventare un insegnante o comunque una persona che lavora nel mondo della scuola perché se la parola sorrellanza mi ha permesso di capire la meraviglia della politica, poi la politica secondo me il succo, il nodo è proprio quello all'interno della scuola cioè il mondo cambia quando cambierà la scuola e quindi io farei finirei il mio percorso di studi
filologia moderna e poi magari fare qualche concorso. Come sei messa? Quanti esami ti mancano? Mi mancano, ho fatto l'anno scorso quattro esami a Roma 3, adesso sto facendo il trasferimento, me ne mancano otto per fare la magistrale, quindi credo che lavorerei nel mondo della scuola, se non facendo un insegnante, boh, puntando a un concorso al ministero per lavorare all'interno e capire come funzionano le cose. Però la parola tempo secondo me, al di là del mio tempo, è forse la questione generale più di rilievo perché noi interpretiamo la vita come una somma di cose da fare e invece secondo me la liberazione del tempo che sembra un termine rivoluzionario,
marxista, in realtà secondo me è anche molto umano e quotidiano, cioè liberare il tempo dal lavoro, dal dovere, dalla performatività vorrebbe dire vivere e quindi ad oggi è molto difficile che le persone riescano proprio a vivere ma devono lavorare, produrre, spostarsi a fare commissioni e non c'è il tempo della vita. Certo, se fosse diciamo la solita trasmissione solo giornalistica ti chiederei come si traducono queste cose in politica, però non lo farò perché mi piace invece indugiare su quello che pensi rispetto diciamo a un
sviluppo della personalità e spero di farlo anche con gli altri ospiti che prescinde anche da quello che fanno, ma riesci a studiare e lavorare insieme? Come si fa? Cioè lavorare intendo dire il tuo lavoro di consigliere regionale. In questo momento priorità al lavoro di consigliere regionale perché mi rendo conto che devo imparare ancora tantissimo, però devo dire che volendo una persona sia molto organizzata e quindi se hai il tempo il famoso tempo che dicevamo, per quello che ti chiedevo sì, ce la puoi fare ovviamente ci metti un po' più lungo il percorso, però secondo me fai bene anche a fare qualcosa soltanto per te avere uno spazio in cui
ti coccoli e quindi studi delle cose che ti fanno bene anche perché per fare la consigliere regionale immagino bisogna studiare tantissimo non ci sono degli esami veri e propri tantissimo però perché ci sono tanti atti che produciamo tante possibilità appunto cioè la regione comunque è una struttura che ha un bilancio di 13 miliardi a noi arriva solo il botta e risposta insomma che è quello mediatico però è chiaro che c'è insomma dietro anche molto molto di più capisco tantissimo è interessante quello che dicevi sul tempo tu dicevi che è generazionale
tutto questo ma in realtà credo che anche le altre generazioni stiano capendo l'importanza del liberare il tempo questo tu che ti confronti anche con persone molto più grandi di te visto che sono quasi tutti più grandi di te anzi senza quasi sono tutti più grandi di te, te la rendi conto è una cosa che la generazione tua è riuscita a passare a quella più grande? questo non lo so, lo sto scoprendo forse parlandone con loro devo dire che secondo me la questione del tempo è arriva alla generazione ancora prima cioè a quelli un pochino più grandi che si rendono conto che il tempo per loro può quasi essere un problema, averne troppo
e quindi è paradossale e noi da giovani ci lamentiamo di non averne abbastanza e le persone più anziane cioè la terza età, diciamola così il terzo tempo di vita ne hanno troppo e non sanno a volte come utilizzarlo e quindi c'è questo paradosso forse sarebbe bello parlare con i 40 50 anni di come lo vivono il loro tempo se hanno un desiderio rispetto al loro tempo se vorrebbero vivere Sarà una domanda che mi porterò avanti Allora nelle prossime puntate Intanto vi ricordo che state ascoltando Quattro parole su Contro Radio E se volete potete come al solito
Scriverci al 342-8104-111 Su Whatsapp Ovviamente se avete curiosità Anche rispetto alla conversazione Che stiamo tenendo con Marta Lugli Hai parlato di questione generazionale Di tempo da liberare Però c'è un'altra questione Piuttosto generazionale Che diciamo ci sta prendendo Insomma in questo periodo Ovviamente non solo per i fatti Che riguardano la cronaca ovviamente ma anche per quello che è diventato un dibattito che va diciamo oltre tutto quello che ha a che fare con il campo internazionale ovviamente c 'è una questione che è quella della casa, la mia terza parola che ti
propongo è casa e vorrei capire proprio in queste ore in cui ci sono delle grandi diciamo anche manifestazioni in molti paesi che riguardano la casa, tu te ne sei sempre occupata? La cosa è per te la casa? Per me la casa è la sicurezza, intesa come assenza di preoccupazioni, il senso buono della sicurezza e ho la fortuna di averla, è una casa in cui sto bene. Forse dal Covid è stato introdotto il tema dell 'abitare anche da un punto di vista di sicurezza di vita perché le persone che erano costrette da una pandemia a vivere in casa non sentivano semmai la sicurezza e la serenità. Da lì poi si è sviluppato il
tema. delle tende, del costo della vita del costo degli affitti del fatto che il mercato non si autoregola e quindi cresce e le persone che hanno uno stipendio normale non si possono permettere nemmeno di andare in affitto e senza una casa non si può vivere anche perché la casa per come la intendiamo noi è lo strumento tramite il quale entri in una città cioè te la tua città la conosci se ti vivi bene la sua casa che è anche collegata ai servizi e via dicendo quindi secondo me al di là di una questione di classe di strumenti, di costo la casa è proprio lo spazio in cui
tu devi stare bene perché ti devi rigenerare in qualche modo per essere connesso alla società tu credi che in Italia questa battaglia sia meno potente che in altri paesi, lo dico al tramonto di una vita che è quella di Marie Carmen Abascal che ha generato la protesta che è in Spagna e poi vediamo la protesta degli stessi ragazzi anche in Francia anche se ha a che fare con molte più cose, però c'è il tema della casa è fortissimo anche tra i più giovani ecco ti chiedo, in Italia siamo un po' meno reattivi su questo? Destra e sinistra?
Sì, purtroppo anche se c'è una fetta di mondo che si mobilita, io per esempio penso a ma quale casa, quella bellissima Pdl che però non ha raggiunto le 50.000 firme Diciamo perché la Pdl è proposta di legge Scusate, sì Perché non l'ha raggiunta? Secondo me umilmente suggerisco che oggettivamente noi abbiamo un problema con la questione di possesso e proprietà, cioè come per dire tu la casa se non ce l'hai è perché non te la meriti in qualche modo perché hai commesso qualcosa nella vita per cui, o hai ereditato una colpa
per cui la casa non hai il diritto ad averla in realtà io penso che lì sia proprio una questione di privilegio perché non ci sono ragioni perché una persona possa o non possa averla quindi ti senti una privilegiata? lo sono, tantissimo, certo anche perché ce l'ho anche bella e ci sto bene non ti pesa fare politica sinistra da privilegiata? dicono mai che sei una radical chic? Sì, a volte mi ci sento, devo dire la verità perché oggettivamente ho delle possibilità che il resto del mondo non ha e quindi ti fai questa domanda e pensi è utile mettere a servizio del mondo il mio privilegio? Questa cosa con mia sorella, con Maria è stata molto discussa
E ritorniamo alla sorellanza, è molto bello questo filo Ci scrivono su ovviamente il numero di Whatsapp Buongiorno, Diop è la più giovane, ha 23 anni ed è vicepresidente dell'assessore, certo Diop Mia Diop, ovviamente stiamo parlando della vicepresidente della regione toscana e ovviamente la più giovane, sì parlavamo del consiglio ovviamente regionale dove Marta è la più giovane, Diop fa parte del governo appunto di questa regione, Diop non interviene molto Marta, spero di non essere con questa domanda, di non metterti in difficoltà, però la comunicazione secondo te è importante, tu per esempio sei subito intervenuta molto spesso
in consiglio, secondo te è una parte? della politica, adesso ci hai parlato della sorrellanza, dell'impegno, è una cosa che secondo te va studiata anche quella? Sì, va studiata, devo dire che però è molto difficile perché comunque l'esposizione e lo dico da sorella e sanno anche compagna di mia stimandola molto, l'esposizione è faticosa da sostenere, cioè anche rispetto alla questione di tempo cioè noi siamo nati in un tempo in cui la politica ci è stata trasmessa come una roba difficile in cui devi saper rispondere, essere appunto la mia generazione forse da questo punto di vista
è giustamente più fragile e sta peggio nell'essere esposta ed è l'unico motivo per cui i boomer vi prendono in giro, te lo dico anche sulla rete prendere in giro una fragilità si può chiamare in altri modi in questo periodo, però non abbiamo molto tempo è stata una chiacchierata per me molto interessante perché ho saputo, nonostante io ti conosca delle cose di te molto ora più precise abbiamo un minuto la tua parola, che parola mi dici? La mia parola è sistema, sistema nel senso che proprio per quello che abbiamo detto, mettere a servizio il proprio privilegio, secondo me io non devo
stare qua e essere brava per me stessa, anzi questa è una cosa difficile, ma per scardinare un sistema che tiene fuori tantissime persone e magari un giorno tera fuori anche una persona come me e va benissimo, se in quelle stanze siederanno le persone che davvero il sistema ma lo subiscono e quindi dico sistema. La retorica dell'antisistema però non è un po' populista secondo te anche se tu non hai detto antisistema No, no, anzi noi dobbiamo stare nel sistema per fare in modo che diventi sempre più largo, non va buttato giù io credo nella democrazia rappresentativa
se no credo nei partiti nella loro forza, però dobbiamo allargare, allargare, allargare perché altrimenti raccontiamo solo noi stessi e questa cosa non va bene Grazie davvero tantissimo alla mia prima ospite Quattro parole, Marta Lugli è stata trasparente Ci ha raccontato di sé molte cose che erano oggetto di curiosità Ma è andata oltre Quindi questo era proprio il senso che vogliamo dare al programma Sono contentissimo Quattro parole, torna, lo voglio dire, giovedì prossimo Tornerà tutti giovedì a quest'ora
Con un altro ospite che ovviamente rimane misterioso Fino all'ultimo minuto, grazie ancora Marta Lugli Grazie a voi, è stato molto bello Quattro parole Parole, lì a Tu per Tu, di Giorgio Bernardini.