Diana Toccafondi: memoria, curiosità e amore dietro il potere

15 ottobre 2026 · 16 min

Intervista a Diana Toccafondi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, storica e archivista. Quattro parole per esplorare la memoria, la curiosità verso il passato, la responsabilità del potere come servizio e l'amore che sostiene ogni azione.

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Capitoli

  1. 00:00Introduzione e presentazione di Diana Toccafondi
  2. 01:06La memoria: cosa conservare della propria vita
  3. 03:30Il ricordo e la memoria stratificata
  4. 04:15Le giornate che cambiano la vita
  5. 05:01La curiosità e gli incontri che trasformano
  6. 06:30La letteratura russa e Datini come maestri
  7. 08:02Quale personaggio storico viverebbe bene oggi
  8. 09:08La responsabilità e il potere come servizio
  9. 11:00L'esperienza nella fondazione di Prato
  10. 12:02Il potere come catalizzatore di forze diverse
  11. 13:32La quarta parola: l'amore alla base di tutto
  12. 14:22Gratitudine e progetti per il futuro
  13. 15:00Chiusura e appuntamento settimanale
Trascrizione 30 passaggi

quattro parole lì a tu per tu di Giorgio Bernardini. Buongiorno bentornati bentornati a quattro parole l'appuntamento che ogni giovedì eh vi trova qui la mattina su Controradio eh per raccontare le persone che stanno dietro i personaggi ringrazio immediatamente chi ha accettato oggi il nostro invito sono veramente eh orgoglioso avere qui Diana Toccafondi che eh è la presidente della fondazione Cassa dei Risparmio di Prato ma è anche una storica archivista eh anche un insomma una persona eh che ha tante sfaccettature dietro dietro insomma il suo lavoro istituzionale

ed è questo il motivo principale per cui sono felice eh di averla di averla qui oggi. La prima parola da cui voglio partire ricordando sempre gli ascoltatori che possono eh mandare un WhatsApp se vogliono al tre quattro due otto uno eh zero quattro uno uno uno uno e è praticamente proprio una domanda che riguarda una parola importante forse per Toccafondi che voglio ringraziare di essere qui ed è la parola memoria voglio chiedere subito a Diana Toccafondi appunto la memoria racconta appunto da dove veniamo ecco, siccome lei

ha un rapporto importante con gli archivi anche nello studio eccetera, se potesse conservare in un archivio le chiedo subito una sola giornata della sua vita, una giornata da rendere accessibile che verrà dopo di noi quale sceglierebbe? Grazie Giorgio grazie dell'invito e non grazie di questa domanda è una domanda molto difficile perché quando ho sentito la parola memoria naturalmente il mio la mia memoria è andata a tutto il lavoro che ho fatto durante tutta la vita tutela della memoria devo dire

che si è sempre accompagnata dentro di me anche però a una considerazione a a cui spesso penso, ma che non ha ancora trovato un modo di sciogliersi, cioè come mai una persona come me che si è occupata di conservare la memoria degli altri non conserva la propria. Io sono una sorta di cupio di solvi. Che cosa vuol dire che non conservi la tua memoria? Non lascio quasi tracce. Hai molte foto in casa? Pochissime, quasi niente.

Non ho documenti, non ho foto, sono quelli necessari per le... vita. Come mai questa cosa? Eh, forse proprio perché, come dire, l 'operazione, almeno personalmente, io l 'ho vissuta questa attitudine alla conservazione memoriale, l 'ho vissuta sempre in una dimensione, passami il termine, oblativa, cioè di qualcosa che si occupava degli altri, ma che non riteneva a se stesso un oggetto così importante da dover poi lasciare in memoria. E per

anche per una secco, questa sembra una cosa così buona, in realtà c'è anche una considerazione maligna dietro. Ovvero? O c 'è che alla fine il peso della memoria che si lascia è forte e che forse bisogna alleggerire anche la memoria degli altri, quello che si lascia, bisogna alleggerirle, non gravarli della propria memoria e questo mi ha sempre accompagnato. Questo è molto interessante perché mi fa capire che c'è anche una differenza ricordo e memoria memoria evidentemente insomma sicuramente, in realtà io come vedi

ho evitato anche la risposta diretta qual è la giornata diciamo intanto c'è da fare una considerazione che le giornate che si imprimono nella nostra memoria, quindi nel ricordo in questo senso, in realtà non sono sempre le più belle quelle che si imprimono, che lasciano più traccia l'impressione forte sono spesso diciamo insomma che uno vorrebbe anche rimuovere forse fa anche qualche processo interiore per cercare di rimuovere e invece è più difficile valutare, valorizzare

e tenere belle vive le memorie e i ricordi perché ricordi stratificandosi creano la memoria la memoria è qualcosa di più complesso che non il singolo di ricordi assolutamente anche questa è la memoria beh sì potrei dire sicuramente quando ho partorito per esempio le mie figlie quelle sono due giornate o due figlie che io mi ricordo perfettamente mi ricordo perfettamente tutte le sensazioni durante il parto immediatamente dopo insomma queste sono cose che cambiano la vita di una persona

e quindi sicuramente queste potrei metterle in questa in questa ideale archivio in questo ideale archivio per restituire i posti e in qualche modo era quello stesso un restituire i posteri insomma proprio su una famiglia volevo andare a cadere in realtà la seconda domanda che ho scelto la seconda parola in realtà che ho scelto riguarda la curiosità che ha molto a che fare con il tuo mestiere e anche su come si guarda il mondo appunto la cosa che mi viene da chiedere

è qual è la cosa che hai imparato fuori dal tuo chiedere campo di professione, di impegno professionale, e se c 'è un autore, un libro, un incontro che ha cambiato il tuo modo di guardare il mondo, qualcosa che credevi di conoscere? Sì, questo mi trovi più pronta, perché effettivamente ci sono cose e incontri che ti cambiano la vita.

Devo dire che certe volte penso che sono incontri che tante volte avvengono non fisicamente, sono incontri che avvengono nei libri, che avvengono nei contatti spirituali quasi, che uno sente con qualcuno che magari è vissuto chissà quanto tempo prima. Tra l'altro, questo è un aspetto che entra in gioco in questa domanda. Ho sempre vissuto anche questo, secondo me, per un 'attitudine mia personale che non so dove venga, come in una sorta di, ho sempre vissuto la sensazione che tra la vita fisica

personale che viviamo e quelle diciamo che sono vissute, quindi tra, passami il termine, i vivi e i morti, almeno in me non ci sia quasi separazione. Io ho sempre vissuto in contemporanea, ma anche con le persone che ho conosciuto e che sono scomparse, per me sono ancora qua. Empatizzate. viti, ma è capitato di empatizzare con le lettere che studiavi, che ne so, di datini assolutamente, assolutamente sì sì, fortemente, come se appunto io conoscessi queste persone e le vite degli altri che venivano fuori dagli

archivi, per me erano vite ancora vive, una volta una persona, accompagnavi una persona in un deposito d'archivio e mi rimase, ero un medico di Prato che mi fece tanto pensare perché mi disse, ma li sei senti come gridano ancora, guardando questi faldoni, io dissi ma questo ha capito tutto, ha capito tutto, senti ancora la vita che pulsa dentro le carte, così come dentro i libri, insomma, questi incontri che per esempio per me sono stati fondamentali, sono stati

incontri con autori, penso a per esempio nella mia formazione di adolescente, la letteratura russa per me è stata incontri con autori, è stato determinato. non l'ho mai abbandonato Nori ha scritto un libro sanguina ancora per me sanguina ancora come quei libri gridano ancora vedo che sei particolarmente predisposta a questa coesistenza anche col passato evidentemente anche per questo fai con passione il tuo lavoro l'hai sempre fatto con lavoro e insomma lo diciamo per chi non lo sappia viene riconosciuto ovviamente universalmente

però spesso viene fatta la domanda banale avresti vissuto in un'epoca storica in quale epoca storica Io ti faccio una domanda al contrario, provo con te a fare una cosa più difficile, come oggi mi sono prefissato di fare cose difficili e fuori dal percorso. Quale personaggio che tu hai studiato della storia viverebbe bene oggi? Un personaggio che viverebbe bene oggi? Intanto in quale oggi, bisognerebbe dire, perché anche oggi è un tempo complesso dentro il quale ci sono tanti tempi.

Però, diciamo, anche nel nostro. tempo, quello che conosciamo nel nostro ambiente. Ma sì, prima tu hai citato Datini. Penso che Datini avrebbe avuto un buon rapporto con la modernità e con la contemporaneità. Un mercante avrebbe avuto... Ma perché non era solo un mercante, era un mercante che si metteva in gioco, in modo duro anche, nei confronti della realtà, ma sempre avendo presente che coesistono più tempi contemporaneamente. quello del quotidiano a cui deve rispondere

ma anche quello di un'eternità che ti porti dentro e questo credo che avrebbe avuto forse avrebbe avuto anche qualcosa da dire di positivo davvero bellissimo e poi questa è la vera contemporaneità quando si riesce ad essere appunto insomma trasversali rispetto anche ai tempi la terza parola che ho scelto è responsabilità ovviamente una parola immensa come le altre due che ho scelto però lo dico soprattutto anche rispetto al ruolo di potere che svolgi ora, no? Potere può essere può essere appunto declinato in tanti modi, ecco

io vorrei chiederti che cosa ti mette più in difficoltà prendere una decisione oppure accettare che quella decisione possa scontentare qualcuno si cerca sempre di essere ben voluti, questo è un fatto come dire di sentirsi amati, sentirsi ben voluti fa bene a tutti, certe volte non lo si può fare no? si può fare e bisogna secondo me non tanto prendere delle decisioni contro qualcuno ma a favore di qualcun altro ecco e questa è la responsabilità ti dà fastidio scontentare

quando fai a favore di qualcuno qualcosa qualcun altro, ti dispiace quando protestano le persone? mi dispiace nel senso che vorrei convincerle della buona motivazione che porta a questo, però so che non è possibile sempre, quindi non è che Per me sta al primo punto la scontentezza, però l 'incontro dialogico in cui spieghi il perché è importante, rimane importante anche con chi non è d 'accordo, certe volte dispiace, la critica può essere vissuta come ingenerosa, però magari uno ci pensa bene, a me è successo più volte dire, però forse

tutti i torti non ce l 'hanno, devo forse rivedere il mio atteggiamento, magari la mia attitudine. certe volte a prendere decisioni un po' così senza consultarmi questo credo che anche la posizione per esempio nella fondazione in questi ultimi anni fondazione Casse di Risparmio di Prato è stata veramente un banco di prova e anche una scuola che a quest'età non avrei pensato una volta

di vivere forma così quasi di discepolato, cioè di comprendere, intanto comprendere una città in cui ho sempre vissuto, che forse non avevo capito fino al fondo, comprendere le ragioni degli altri, comprendere le sfaccettature. E se non l 'avevi capita tu che hai avuto modo di studiarne il passato e insomma avevi avuto modo anche di viverla in diversi modi però con questa sfaccettatura interessante, infatti mi interessava anche, volevo capire se era più difficile, hai fatto rispetto.

diciamo la ricercatrice, posso dire così, passami questo termine, tutta la vita e quando uno ricerca un po' subisce il potere, non so, anche organizzativo, invece adesso che ti sei trovata, diciamo così, ad amministrarlo, cosa ti sei portata di quello che avevi subito? Ah beh, c 'è una cosa che dico sempre e che prima di tutto l 'ho pensata con meraviglia quando me ne sono accorta, cioè che nel momento in cui ho assunto questa responsabilità per tornare anche alla parola precedente, pensavo che fosse una responsabilità come dire di tipo anche politico se vuoi perché

insomma ti confronti con la città con le sue componenti nel senso più nobile del termine nel senso proprio più nobile del termine del confronto con la polis poi mi sono resa conto che era molto simile alla responsabilità che avevo quando ero superintendente agli archivi per esempio perché la soluzione di tanti problemi aveva veniva nel momento in cui ti mettevi a fare da catalizzatore di forze diverse ecco, quindi il potere in questo caso, tra virgolette insomma non è questo gran potere

ma comunque era quello di riuscire a far incontrare persone, soggetti politici, associativi che ti devo dire, enti, culture, eccetera intorno a un tavolo, intorno a un tema e dire ma guarda quante cose insieme possiamo fare e questo è stato vero il potere come verbo servile non come esercizio della forza sempre come servizio questo devo dire chi ha fatto il mio mestiere credo che l'aveva probabilmente

già come portato suo ma poi lo ha verificato e lo ha praticato il potere come servizio questo sempre non ne vedrei altra motivazione Diana Trocafondi qual è la parola che ci lasci, prima di chiudere la quarta parola di quattro parole che scegli tu di che cosa ti piacerebbe parlare in ultima istanza, in questi pochi secondi che ci separano dalla fine di questa trasmissione mi piacerebbe dirti d'amore ma questa è una parola bellissima non me l'aspettavo questa è la parola, di tutto

perché? che sta alla base di tutto sta alla base di come uno svolge la propria attività, di tutte le parole che ci siamo dette dall'inizio dalla responsabilità alla memoria al ricordo tutto quanto se non c'è l'amore sotto sotto sopra intorno e se non c'è questo come dire liquido amniotico per tornare al parto non c'è niente serve niente utile. Ti è mai mancato nella vita? Ci sono stati momenti in cui ti è mancato te ne sei accorta dopo e non insomma non ricevuto o non dato da te quindi

qualcosa andava storto? Devo Devo dire che io sono stata molto fortunata, io sento di essere sempre stata tutto sommato, di aver avuto molto da questo punto di vista e che fosse forse anche immeritato per certi versi, per cui non posso esprimere che è gratitudine insieme alla parola amore, mettere quella di gratitudine. Bellissimo, perché poi è anche l 'amore che si restituisce, questo è forse molto importante. Progetti per il futuro? il futuro è un futuro breve

il tempo è breve il progetto per il futuro è quello di vivere gli ultimi anni della mia vita quella che mi verrà data con questa sensazione di pacificazione nei confronti della mia memoria nei confronti di quello che ho fatto nei confronti di chi mi circonda Beh, insomma, dire pacificazione in questo momento, anche storico, visto che prima abbiamo parlato dell 'oggi, è comunque una sensazione molto importante, ha un intendimento molto importante, soprattutto perché parliamo molto spesso delle cose che riguardano

l 'individuo come oggi, perché abbiamo cercato di descrivere una persona dietro a un personaggio, ma poi ci siamo resi conto anche dalle parole di Anto Caffondi che tutto quello che descriviamo di noi stessi ha a che fare molto con la collettività e più lo capiscono. sappiamo e forse eh meglio è siamo in chiusura io voglio ringraziare tantissimo eh Diana Toccafondi di essere stata oggi con noi spero che abbiate potuto intendere come era capitato a me insomma che dietro alcuni personaggi anche importanti anche di potere inteso come verbo servile eh c'è anche stesso un percorso personale eh molto importante

un percorso d'amore eh questo l'abbiamo scoperto oggi ancora meglio e do appuntamento ovviamente tutti gli ascoltatori eh sui nostri canali cross mediali come sempre ogni giovedì mattina potete riascoltare la puntata e io ve lo consiglio soprattutto ovviamente per le risposte di Dianto Caffondi eh su contro radio punto it vi ringrazio vi do appuntamento giovedì prossimo con quattro parole. Stai ascoltando contro radio. Non perdere niente di ciò che accade contro radio è trasmediale. Grazie a tutti.