Fukuoka e l'agricoltura naturale: il non fare come rivoluzione interiore
Giannozzo Pucci e Geremia Zampini approfondiscono il pensiero rivoluzionario di Masanobo Fukuoka e il metodo dell'agricoltura naturale basato sul non fare. Partendo da 'La rivoluzione del filo di paglia', discutono come liberare la mente dai concetti scientifici per instaurare un rapporto diretto con la natura e l'ascolto consapevole della terra.
Capitoli
- 00:00Introduzione e presentazione degli ospiti
- 05:40L'incontro con Fukuoka e La rivoluzione del filo di paglia
- 18:20I principi dell'agricoltura naturale di Fukuoka
- 30:00Le seedball: le bombe di semi
- 40:50Come applicare oggi il metodo di Fukuoka
- 53:40Liberarsi dalla mente scientifica e ascoltare la natura
- 1:04:30Agricoltura artigiana e sostenibilità
- 1:15:20Iniziative formative e Rete per l'Agricoltura Naturale
- 1:22:50Il principio della biodiversità e della comunità vivente
Trascrizione 45 passaggi
Buongiorno. E con lui Geremia, Geremia Zampini. Ciao Geremia. Buongiorno e grazie. Ha un bel confronto, un bel dialogo, un momento di riflessione, lo abbiamo intitolato intorno al pensiero di fuoco e all'agricoltura del non fare, abbiamo già presentato Giannozzo Pucci ma il nostro pubblico lo conosce e lo segue, editore, scrittore, politico, ecologista, traduttore, attivista, animalista, ora le dico tutte, Giannozzo ideatore e organizzatore di eventi come la fierucola, insomma stiamo parlando
del primo mercato dell'agricoltura biologica in Italia, ma soprattutto è qui per aiutarci a conoscere ancora di più quello che è il pensiero di Masanobo Fukuoka. Vogliamo ricordare Giannozzo l'importanza di questo pioneristico studio di Fukuoka che a partire insomma dagli anni Ottanta è Grazie a te anche il nostro pubblico, il territorio italiano, è venuto a conoscenza di questa teoria, di questa visione, grazie anche alla rivoluzione.
del filo di paglia che è stata l 'opera principale che ha introdotto tutto questo in cui tu in una prefazione dell '83 riflettevi proprio su come poteva essere politico un filo di paglia questione quanto mai attuale. Sorride Giannozzo. Sì, certo, come poteva essere politico, perché in realtà quella è stata una rivoluzione. L 'agricoltura è stata una rottura diciamo culturale profonda con l 'agricoltura industriale che a quel tempo
sembrava l 'unica agricoltura. d 'agricoltura. E invece no, da lì è iniziato tutto un percorso per cui si sono formate dalle idee di Foucault e altre successive, si sono formate. altre forme di agricoltura che noi adesso chiamiamo artigiana proprio per distinguere nettamente dall 'agricoltura industriale. Artigiana nel
senso che ha l 'essere umano al centro come come soggetto principale e non ha la macchina infatti uno degli ultimi libri usciti dalla libreria editrice come casa editrice dedicata a questo è proprio liberare la terra dalle macchine ed è anche quello un complemento essenziale a questa E lo spunto di questo momento di incontro e di confronto anche radiofonico è sempre pubblicato dalla libreria editrice Fiorentina Lezioni
Italiane di Fukuoka. curato proprio da Giannozzo Pucci che raccoglie e trascrive queste preziose conversazioni inedite con Fukuoka. Ecco, Geremia, rispetto a questo celebre botanico, filosofo, pioniere dell 'agricoltura naturale... Come e quando ti sei avvicinato e perché? Allora, la prima volta che lessi La Rivoluzione del Filo di Paglia avevo più o meno 18 anni e ne rimasi subito molto affascinato, è stato per me un libro fondamentale. si può dire, perché come diceva prima Giannozzo, da
dopo la rivoluzione del filo di paglia c 'è un grande stacco. L 'agricoltura non è più solo industriale, quindi non si occupa solo di produrre... del profitto ma rimette al centro l 'uomo, i valori della convivialità, i valori insomma di abitare un microcosmo e viverlo nella sua pienezza, l 'armonia con i cicli naturali Questo io lo sentivo forte dentro di me perché comunque per la mia storia personale, io sono nato e cresciuto in campagna con un forte contatto con la terra, mi ritrovavo in questi valori, i principi e gli ideali della...
della rivoluzione del filo di paglia, quindi è stato un po' questo. Stiamo parlando dei tuoi 18 anni, ora ne hai 24, in tutto questo ognuno di noi si è trovato in un contesto sociale di forte riflessione su... come tornare a una sostenibilità anche dell'agricoltura. Esattamente esattamente. E proprio grazie al libro La rivoluzione del filo di paglia che io sono per esempio entrato sono diventato collaboratore della libreria editrice fiorentina perché mi sono appassionato così tanto che sentivo così forti questi valori, questi ideali che non
ho potuto fare altrimenti, si direbbe. Quindi sì, esatto, è la rivoluzione del Il filo di paglia, al di là del modello culturale della tecnica agricola, è proprio una rivoluzione interiore, si potrebbe dire. Pucci fu il primo a intuire questa portata, tanto da invitare il maestro giapponese nell '81 in Italia e quelle registrazioni di quegli incontri, di quei dialoghi sono rimasti...
custodite per tanto tempo, fino ad oggi. Com'è stato riattivare tutta quella memoria e quella riflessione oggi con lezioni italiane di Fukuoka? Beh, è venuto spontaneo. Dopo un po', perché c 'era qualcuno che mi diceva, ma tu avevi le registrazioni, dovresti scrivere qualcosa, eccetera. Allora ho recattato dalle registrazioni le cose che potevano servire di più e soprattutto... quelle un po' più originali, ma non le ho potute sottoporre a Fukuoka perché desse il suo timbro, diciamo, e quindi
le ho pubblicate. A nome mio, diciamo, infatti. E lì è stato quel periodo che Foucault è stato in Italia, quando siamo andati in giro insieme e sono venute fuori varie cose da lui. Per cui ho voluto testimoniare il più possibile, insomma, e quindi nelle elezioni italiane c 'è questo complemento alla rivoluzione fila di Patti. Una visione del nostro territorio, delle nostre origini agricole, produttive,
forestali. Che impressione ha avuto in questo viaggio il maestro giapponese? Ma senti, lui ci ha chiesto una delle problematiche. prima cosa ci ha chiesto di andare in qualche posto dove la natura è rimasta il più vicino possibile alle origini, per cui siamo andati per esempio nella riserva naturale di Sassofretino, Però lì erano boschi che erano rimasti tali quasi da millenni, da diversi secoli perché non erano lavorabili.
che erano talmente in pendenza, cose così, che non erano lavorabili. Poi siamo andati a vedere un altro posto fra Firenze e il mare, dove ci sono delle... delle piante rimaste dal tempo quasi preistorico eccetera in modo che si rendesse conto anche di questo e niente quindi questo gli ha dato un 'impressione della nostra terra del nostro paese eccetera per cui quando tutte le cose che ha trasmesso in
quelle elezioni italiane più o meno sono anche influenzate da questo e quando tu Attivavi tutte queste riflessioni che poi ti avevano visto anche protagonista nel confronto e nel percorso anche fisico rispetto all 'oggi, che ulteriori riflessioni hai maturato? Allora, la riflessione principale è questa, che ognuno ha la sua cultura di base, per cui Fukuoka è partito dalla sua cultura giapponese e anche da un certo tempo.
tipo di, come dire, di buddismo zen, diciamo, e quello non è la nostra cultura, però noi Da noi la rivoluzione che ha indotto quel libro lì e quelle riflessioni sue dell 'agricoltura e del non fare, hanno prodotto diverse agricolture, diverse ricerche. che adesso stanno avvenendo, è un po' testimone anche di Remia, e quindi da lì, come dicevo
prima, inizia una svolta rispetto al coltivo. Una ricerca di un 'agricoltura se non del non fare, del fare molto meno, di fare insieme alla natura, di fare in collaborazione con la natura e non contro la natura. A questo proposito Geremia davvero viene da chiedersi cosa ti ha affascinato di più di questo non fare come viene tradotto oggi anche insomma tra i tuoi coetanei si dice tanto noi giovani questa voglia di tornare alla terra, ma la terra come? L 'agricoltura del non fare
è un po', come ha già detto, un po' delle sfumature già nozze, però è anche del non fare industriale e scientifico, ovvero cercare di fare il meno possibile. in un mondo in cui i modelli agricoli spingono tendenzialmente sempre a aggiungere operazioni, a aggiungere prodotti, quindi ogni problema che ci può essere, Serena Agricoltura ha dieci soluzioni prettamente scientifiche, quando nelle sue sperimentazioni Foucault, ma anche chi è venuto dopo, le varie scuole di agricoltura, poi che sono venute dopo,
hanno dimostrato che le risposte possono essere sì scientifiche si potrebbe dire che seguano modelli possano venire fuori anche da una in cui c 'è una forte armonia tra l 'agricoltore e la natura, la natura tendenzialmente si riequilibria, trova i suoi equilibri e le soluzioni avvengono. Facciamo qualche esempio di pratica che Fuoca ha introdotto, innovando in termini di semina, che vengono applicate ancora oggi, se
ne è scoperto davvero il valore. La prima regola dell 'agricoltura naturale di Fukuoka è non lavorare il terreno, non lavorare il terreno in profondità che si è visto anche in ambito accademico, ci sono documenti scientifici. quindi condivisi anche dalle università e dai vari poli scientifici, dimostra il fatto che se l 'aratura, se fatta in maniera troppo profonda, troppo aggressiva, danneggia il suolo. Quindi si espone la terra agli acenti atmosferici,
quindi si degrada il suolo, quindi si desertifica il terreno e questo è un grande problema. queste eh questi semi introdotti in delle palline di argilla come le definisce? Le le seedball, le palline, le bombe, le bombe di semi, le famose bombe di semi sono questo metodo che usava lui che eh lui Mette si limitava a seminare e a raccogliere, quando ormai il suo podere aveva raggiunto un 'armonia tale che lui poteva permettersi di seminare e raccogliere, lui racchiudeva tutti i semi.
di una maggior varietà possibile di semi in queste palline di argila i semi erano protetti dagli animali selvatici e dalle forti intemperie e i semi trovavano poco il passare delle stagioni, la loro libera possibilità di germinare, era quella la sua idea. Se un seme germina e riesce a crescere e poi diventa albero, diventa ortaggio, diventa quello che diventa, è perché ha trovato in quel... luogo, in quell'ambiente in quel momento
la possibilità di germinare ecco in situazioni di estremo climatico come possono essere i deserti per esempio questa è una risorsa preziosissima Infatti il metodo delle palline di semi è utilizzatissimo per rinverdire i deserti, in un ambiente in cui non ci sono più le erbe, le piante spontanee. Non trovano più la possibilità di germinare e di crescere e di tornare a un bosco o almeno a una macchia che possa...
ma arricchire i vari terreni è veramente necessario e utile nel contrastare questo fenomeno. Questo anche per dare visione al nostro pubblico. O di alcuni degli esempi di sperimentazioni e scoperte di Fukuoka in un contesto però Giannozzo Pucci lo ricordiamo che era un 'isola del Giappone in cui lui è rimasto sostanzialmente gran parte della vita. Anche con una situazione di sperimentazione fallimentare all 'inizio, i mandarini che aveva di famiglia furono azzerati con la sua teoria e poi ci
sono voluti anni. Sì. Però Chiara, quello che volevo dire, la base di tutto, è che Foucault reintroduce un rapporto con la natura diretto. Cioè dire liberati la mente da tutti i concetti scientifici, liberati la mente da tutte le teorie, le cose eccetera e abbia un rapporto liberato. Cioè pulito con la natura, in modo che la tua base,
come si dice, noi nasciamo finché non si va a scuola, eccetera, nasciamo tutti. come si dice senza scrittura senza lettura analfabeti nasciamo analfabeti però al posto nell'analfabetismo abbiamo un rapporto diretto con le cose e impariamo dalle cose a interagire con loro. Quindi l 'ascolto anche della natura e di se stessi, cioè il porsi in questo dialogo.
un ascolto libero della natura fa effetto dirlo e sentirlo dire oggi perché in una società così performante in cui tutto deve avere un'altra un metodo, un iter e siamo inondati di RIL su come piantare, coltivare, seminare e riprodurre. Ecco, questo ascolto e questo tempo anche che però è necessario per poter recuperare questa origine, sembra la sfida più ardua, ma forse anche la più semplice.
Sì, ritrovare la semplicità, ritrovare la capacità. capacità analfabeta di interagire con le cose, perché noi nasciamo analfabeti e nasciamo con la capacità di imparare dalle cose, dalla natura. Poi la perdiamo perché ci riempiamo la testa di regole, di cose scientifiche, eccetera, eccetera. E quindi si perde questo rapporto diretto. Tutto deve passare dalla mente, deve passare dalla mente.
passare da quello che abbiamo imparato eccetera Geremia ma quando tu senti e ascolti Giannozzo Pucci, leggi, Fukuoka quali sono le principali contraddizioni o i cortocircuiti che rispetto alle difficoltà l 'oggi ti viene da porre anche come richieste di ma come possiamo fare noi rispetto a un contesto così produttivo, agricolo massificato, un fabbisogno di cui comunque che impone certe dinamiche anche meccaniche, industriali, che domande ti fai e fai a Giannotto Pucci?
È una domandona si direbbe, però ecco da Fukuoka nascono i principi Ci sono i principi. Poi ovviamente viviamo in un contesto, tante persone abitano in città e quindi c 'è bisogno di regolamentare queste persone. esempio anche le coltivazioni, però appunto partendo dai principi di Foucault ci sono molte scuole che portano avanti questi nuovi modelli di agricoltura.
molto più sostenibili, molto più... Facciamo degli esempi anche. Per esempio tutte le scuole di agricoltura sinergica, permacultura, oppure insomma ci sono... varie scuole che quello che volevo dire è un po' partire, è un 'agricoltura che cura quella di... Cura le persone, cura l 'uomo, quindi anche in un grande modello che può essere standardizzato, magari più efficiente, più moderno,
lo possiamo definire come... ci pare recuperare questa dinamica di cura, cura verso la terra e cura dell 'uomo. Foucault diceva sempre l'agricoltura è un mezzo sì per coltivare ma soprattutto per coltivare l'uomo, è molto importante questa. Abbiamo pochi minuti, sono le nove e ventuno, però è inedito, insomma, in un contesto di palinsesto mattutino, di frenesia informativa, cronaca, poter prenderci del testo. tempo per riflettere su queste
tematiche che però sono di estrema attualità e di estremo bisogno anche sulle quali dobbiamo interrogarci. C'è un messaggio sonoro che a scatola chiusa la condividiamo. No, non riusciamo a mandarlo in onda. Vediamo se proviamo. C 'è chi invece ci scrive inapplicabile oggi tutto ciò. Come rispondere a questo disfattismo? rispetto alla che è anche comprensibile Giannozzo
cosa dire anche agli agricoltori di oggi cosa auspicare anche rispetto a un'innovazione che possano intraprese anche come giovani agricoltori o giovani che si avvicinano a questo mondo se si avvicinano per passione a loro lo capiscono se si avvicinano con uno scopo di di diciamo di produttivo, di profitto eccetera eccetera, allora non lo capiscono perché rientrano nell 'agricoltura industriale, purtroppo quello è il linguaggio del profitto
economico. Però in realtà il messaggio di Fukuoka tradotto in italiano va nella direzione di ridurre se non eliminare i costi. Quindi fa un 'agricoltura che eliminando i costi, la produzione che fa è una produzione pulita, cioè che è solo quella produzione lì, non ha costi e questo è molto importante. E' importante di andare in questa direzione anche perché adesso tutta la concentrazione va sulla salute di quello che si produce,
non possiamo produrre basso. con tutti i danni che sono stati fatti all 'ambiente, alle persone, eccetera. Dobbiamo produrre, avere dall 'agricoltura prodotti sani, è quello che tutti cercano. E quindi questa è la direzione. Cioè prodotti che non hanno costi economici, ma nemmeno costi ambientali. Invece siamo nella situazione in cui i prodotti più sani sono quelli più costosi in questo momento. accessibili. C'è il messaggio che
dicevamo, sentiamo di, vediamo se riusciamo a proporlo. Buongiorno, sono Sara, io penso che questo concetto meraviglioso che sta esponendo il professore ora si può potrebbe allargare anche alla sanità, al corpo, cioè liberare la mente dai concetti scientifici e cominciare ad ascoltare anche il nostro corpo, paragonato alla natura, e secondo me potremmo trovare delle cose veramente. veramente meravigliose. Grazie a questa ascoltatrice ci scrivono poi ehm contro radio gli agricoltori devono
riappropriarsi della capacità di osservare i propri terreni e trovare soluzioni. senza delegare ad altri queste scelte e responsabilità. Ci fanno i complimenti e poi ci mandano una foto in pochi metri, fagioli rampicanti, peri e uva che ci cresce sopra, soluzioni di convivenza. messaggio questo, questo fatto di osservare i propri terreni, tornare insomma a mettersi in dialogo come diceva. Sì. Sorride guardando sorride guardando eh Geremia
Perché queste sono riflessioni che naturalmente voi fate comuni. Esatto, esatto. È un principio proprio base, quello di svuotarsi la mente, entrare nel proprio microcosmo, nel proprio... giardino nel proprio orto e tramite l'osservazione pura, libera, capire poi insomma quello che è innato anche nell'essere umano, il capire i bisogni di una pianta e... recuperare e cercare di recuperare questa sensibilità, che forse la potevano avere i nostri nonni, che noi l 'abbiamo un po' persa.
Allora, ci sono due vestaggi opposti, credo. È importantissima la filosofia di Fukuoka, per iniziare a modificare il metodo di coltivazione familiare, sarebbe bello poterlo insegnare cominciando a insegnarlo a tutti i contadini degli orti sociali comunali, questo potrebbe essere un bel proposito. Però, però, e con questo andiamo verso la conclusione, ma Giannozzo come mangia? La teoria è bella, certo, ma non facile da applicare, ci scrivono. Beh, se...
Avendo io iniziato questo mercato contadino che è la fierucola, ho un rapporto diretto con diversi che coltivano direttamente, no? E quindi cerco di... da loro, sapendo che cose producono e che loro sono la garanzia di quello che producono, sono le persone. Nata la ferucola, ricordiamolo, nell '84, quando insomma il chilometro zero... come teoria non era ancora stato declinato e allora in conclusione
però voglio anche un'informazione di servizio, se un giovane volesse avvicinarsi a queste riflessioni, a questi contenuti Fate anche delle iniziative, Geremia Ontignano. Allora, facciamo delle iniziative, sì, con questo gruppo di agricoltura per l 'agricoltura artigiana, organizziamo delle giornate di formazione sui vari ambiti contadini, dagli eventi di formazione sull 'agricoltura naturale e poi quello che ne viene, insomma anche potatura degli olivi per esempio, cura della campagna in generale e riconoscimento delle erbe spontanee.
Se invece qualcuno è interessato proprio sull 'agricoltura naturale, in Italia c 'è una grande rete che si chiama Rete per l 'Agricoltura Naturale che porta in Italia... In tutte le regioni più o meno d 'Italia dei laboratori in cui appunto viene praticata in atto pratico i metodi di Foucault e racchiude anche un insieme di orti. di persone che si sono messe a coltivare seguendo questi metodi
Giannosso Pucci, in conclusione vuoi aggiungere qualcosa? Sì, c'è un altro principio base che è quello di mescolare il maggior numero di piatti insieme, riprendendo quello che è stato un po' uno dei principi della laudatossi dell 'enciclica, che siccome nella natura c'è una specie di comunità, vivente, bisogna cercare di ricrearla il più possibile anche dove si coltiva e si fanno delle scoperte nuove in questa direzione. Si scopre come
si possono a coltivare diverse cose insieme e come la produzione può aumentare così, no? Mi ha subito da pensare, insomma, non ci si salva da soli, non si cresce neanche da soli. Ieri parlavamo della valorizzazione delle... differenze, non dell 'inclusione, in cui uno subordina l 'altro. Quindi tutto va tenuto insieme, non stiamo parlando solo di agricoltura, come avete ben capito, però lo abbiamo voluto fare a partire da lezioni italiane di futuro. libro curato da Giannozzo Pucci e pubblicato dalla libreria editrice Fiorentina.
Grazie davvero per essere stato con noi. Grazie a voi per averci invitato. E grazie a Geremia Zampini. riascoltabile sui nostri canali adesso linea popolare. Buongiorno le notizie delle