Piano Olivetti per la Cultura: intervista al presidente Villanacci
Il dottor Gerardo Villanacci, presidente della Scuola Nazionale del Patrimonio delle Attività Culturali, illustra il piano Olivetti per la cultura del Ministero, che mira a superare i confini tradizionali dei luoghi culturali e raggiungere le periferie, le aree interne e i piccoli comuni. Discussione su accessibilità culturale, formazione, dialogo internazionale e il ruolo della stampa nel dibattito pubblico.
Capitoli
- 00:00Introduzione e benvenuto al dottor Villanacci
- 00:56Piano Olivetti per la cultura: obiettivi e prospettive
- 02:30Il concetto di periferie culturali
- 04:03Cultura accessibile e sinergie pubblico-privato
- 05:04Formazione e ruolo della Scuola Nazionale del Patrimonio
- 07:00Dimensione internazionale e parità di dialogo
- 08:00Cultura e stampa: terza pagina e dibattito pubblico
- 10:00Unità valoriale in Europa e conflitti globali
- 11:12Conclusioni: ottimismo consapevole e importanza del dialogo
Trascrizione 22 passaggi
Grazie a tutti. Il programma Lubec.it Ben ritrovati da Lubec, dal Real Collegio. Luca per questa seconda diretta e saluto subito il mio ospite il dottor Gerardo
Villanacci presidente della Scuola Nazionale del Patrimonio delle Attività Culturali. Buongiorno. Buongiorno a lei. Allora vorrei riprendere il filo da una prospettiva importante interessante dal mio canto che è quella che richiama l 'esperienza e il pensiero di Adriano Olivetti più volte citato tra l 'altro in mattina. e oggi al centro anche del piano Olivetti per la cultura del Ministero della Cultura che punta a fare che cosa? A superare i confini tradizionali dei luoghi culturali e delle modalità di fruizione con
particolare attenzione alle periferie, alle aree interne, ai piccoli comuni e alle accessibilità. Io partirei proprio da qui, dottor Villanacci, cioè il piano Olivetti per la cultura non è un progetto come tanti e mira a costruire che cosa? Soprattutto pensando a una politica di lungo periodo che mette in relazione le istituzioni culturali, ma anche i luoghi forse più decentrati, le persone. Certamente, tutte le cose che lei ha pensato... sottolineato io mi soffermerei in particolar modo al tema delle periferie
che è come dire centrale per il piano di vetti per evidenziare che con lo stesso piano di vetti si intende chiarire che le periferie non sono i luoghi che geograficamente vengono sistemati o individuati nelle periferie specifiche geografiche delle città, ma luoghi dove necessita un intervento. istituzionale per rafforzare alcune tematiche, alcune problematiche dovrebbero essere smussate e quindi per implementare quei profili valoriali che per l 'appunto
siamo tutti Noi chiamati, in particolar modo il MIC, il Ministero della Cultura, è chiamato a poter far crescere. La periferia può trovarsi per esempio all'interno. di una grande città per dire nel centro storico di quella città. Ci sono tante città italiane che noi potremmo facilmente riconoscere in quello che io ho provato a dire ed è lì che bisogna intervenire. venire attraverso una serie di iniziative che sono per esempio la possibilità di facilitare l 'apertura di biblioteche, gli archivi che devono essere riconosciuti e che
molte volte vengono allocati nei posti. più impervi delle strutture che li ospitano, gli archivi si trovano nei sotterrani, nei sottotetti, sono quelli che subiscono il piacere. primi e più importanti danneggiamenti e invece gli archivi rappresentano la memoria del nostro paese devono essere preservati se posso dire con una battuta allochiamoli nel salotto buono Assolutamente, cioè la cultura sostanzialmente, se ho capito bene, deve riuscire a essere
meno elitare e divenire più accessibile a tutti gli strati della società. Raggiungere questo traguardo attraverso un mixité di pubblico privato, due sfere che abbiamo sempre pensato separate ma che adesso devono trovare una sintesi, forse anche legislativa, forse non siamo ancora a quel punto. nonostante la nostra Costituzione ci sostenga in quella direzione. È molto importante la formazione, la competenza che si richiede per raggiungere questa finalità.
Dunque i giovani, la scuola... Da dove bisogna partire? La scuola nazionale, che ho il piacere e anche l 'onore di presiedere, ovviamente si occupa di formazione. in maniera chiara e forte proprio perché non è un merito che posso ascrivere a me stesso. Io sono presidente della Scuola Nazionale soltanto da pochi mesi, ma è certamente un ente... formativo, forse il primo ente formativo italiano nel mondo della
cultura e del patrimonio culturale, quindi certamente è chiamata a svolgere un ruolo importante sia sotto il profilo formativo. che sotto l 'altro aspetto non meno importante è quello delle attività culturali, sostenere e addirittura in qualche modo essere essa stessa prua delle iniziative culturali, delle attività culturali. La nostra scuola è una scuola che ha un 'estensione anche internazionale, abbiamo realizzato solo negli ultimi mesi una serie di convenzioni con molti paesi africani.
Ci sono collegamenti con tanti paesi dell 'intero globo e noi cerchiamo in qualche modo di esprimere loro quali sono le prerogative italiane e così come siamo pronti a recepire le loro In un dialogo di assoluta parità non c 'è nessun intendo di sovraordinarsi a qualcun altro, bensì quello di raccogliere anche le esperienze degli altri per provare. a sintetizzare dei valori comuni. Concordo nel senso che trovo giustissimo non imporre nessun tipo di modello
culturale perché questo si forma dalle tante esperienze. Siamo in un momento storico piuttosto difficile, non meno di qualche ora fa il ministro Giorgetti perché lei ha usato una metafora di navigazione e pensa di veleggiare verso... Sono orizzonti poco rosei, quindi anche la cultura dovrà trovarsi a sfide importanti. Ora, il piano Mattei per la cultura, il piano Olivetti per la cultura,
Vuole, insomma mira a superare questi gap e cerca di farlo anche in un settore del quale in questo caso io oggi sono anfitrione ma trovo lei collega. Per il Corriere della Sera, quindi parliamo di giornalismo, parliamo di terza pagina. Mi preme riportarla qui perché la terza pagina ormai, non vorrei scrivere un episcedio in memoria della terza pagina, ma quella che era la terza pagina... Pagina pensata da Bergamini con i giornali d 'Italia, insomma, quella ha fatto storia, ormai forse non c 'è più.
Allora mi chiedo e le chiedo se recuperare, come dire, la terza pagina, sostenere i quotidiani... In questo senso significa attivare un pensiero critico, rigenerare, per usare il titolo di Lubeck di questa edizione, rigenerare una massa critica attraverso la stampa oppure... si tratta solo come dire di resistenza culturale no io devo dire che sono molto lieto ovviamente di essere opinionista del Corriere della Sera
come lei ha ricordato ma purtroppo non sono che un professore universitario e quindi non posso certo freggiarmi anche di essere un giornalista cosa che mi manca però ho piacere di partecipare ovviamente in un ruolo in un ruolo assolutamente marginale al dibattito E' questo, in fondo, prima di ogni altra cosa che è chiamata a svolgere la terza pagina dei giornali, quello di alimentare il dibattito pubblico. Il dibattito pubblico viene alimentato attraverso un maggiore coinvolgimento. su tematiche che sono di vario titolo e
questioni certamente importanti per le quali noi oggi ci troviamo a dibattere. incontrarci quando soltanto forse pochi anni fa non si pensava che dovesse succedere almeno su questi argomenti. Certi conflitti sono quelli più evidenti, nel senso che chi poteva supporre che io solo qualche anno fa che a pochi passi dal nostro paese c 'è un cruento conflitto così come gli altri che sono in giro, purtroppo non sono pochi nel mondo.
Non è solo quello, il tema è veramente provare in qualche modo a fare sintesi su alcuni aspetti che prescindono dai temi ideologici e che possono essere universalmente. e riconosciuti. Noi oggi scontiamo in qualche modo i lati negativi, poi ce ne sono tanti positivi, della globalizzazione che evidentemente non abbiamo saputo gestire al meglio. Questo è senz 'altro un tema importante. Poco fa è emerso nel dibattito che abbiamo fatto in questo bellissimo luogo e
in questa straordinaria iniziativa che per me è molto importante. perché si autodeclina come cantiere, cioè un 'evoluzione culturale che viene riconosciuta già nella premessa, la cultura è dinamica e noi dobbiamo... in qualche modo essere al passo per poter poi cogliere gli aspetti evolutivi anche sotto il profilo antropologico oltre che culturale, economico eccetera, bene in questo luogo poco fa è emerso che Manca un coinvolgimento, un 'unità valoriale. Il
mio modo di vedere manca nel nostro paese come nell 'Unione Europea perché la Costituzione europea che poteva essere varata non lo è stato e quindi noi siamo sì legati ovviamente a dei trattati importanti, ne riconosco la validità, ma non è la Costituzione Europea. La Costituzione Europea sarebbe ancora oggi molto utile per la condivisione dei valori e dei principi e che probabilmente avrebbe svolto un ruolo non secondario nell 'arginare ciò che purtroppo sta accadendo.
per quanto concerne i conflitti in essere. Concludo con una domanda che ho rivolto anche al Presidente Scognamiglio e che si riferisce a quanto detto stamani da Professor Cassese. Molto ottimista sulla sopravvivenza di un 'Europa della cultura rispetto a tutti questi contesti che lei ha citato. Lo è anche lei? Sì, anch'io lo sono, però non vorrei che venisse interpretata in maniera... Era piuttosto semplicissima questa valutazione ottimistica del futuro, nel senso che si è parlato, come ho sentito, anche di un ottimismo più temperato.
Io rientro, diciamo così, nel corner, cioè... di coloro che sono ottimisti ma hanno consapevolezza che ci aspettano giorni difficili, che bisogna impegnarsi molto per tentare in qualche modo. appunto di far prevalere la ragione rispetto ad alcune attività che hanno piuttosto un sapore distinto a volte diciamo così questo accade
quando si ritiene superfluo il dialogo, il dialogo è fondamentale e non si può ritenere nessuno è in grado di poter sostenere di avere una supremazia. identitaria, ideologica rispetto ad altri, nessuno la ringrazio e ringrazio davvero chi ci ha ascoltato do appuntamento alle 17.30 per l'ultimo collegamento Restituisco la linea ai miei colleghi e grazie per l 'ascolto e un buon proseguimento di ascolto sulle frequenze di contro radio.
Lubec 2026 Rigenerazioni Culturali. Info e programma lubec .it