Rigenerazioni Culturali: Lubec 2025

14 ottobre 2026 · 11 min

La ventiduesima edizione di Lubec (Luca Beni Culturali) si intitola Rigenerazioni Culturali ed è un appuntamento di rilevanza nazionale organizzato da Promo PA Fondazione. La direttrice Francesca Velani illustra come la cultura rappresenta un motore di innovazione e sviluppo dei territori, affrontando temi cruciali come il partenariato pubblico-privato, il welfare culturale e il ruolo strategico della cultura nel paese.

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Capitoli

  1. 00:00Introduzione e benvenuto a Lubec 2025
  2. 00:20Tema Rigenerazioni Culturali
  3. 01:40Coprogettazione e formazione
  4. 02:30Alleanza pubblico-privato
  5. 04:40Crisi sociali e ruolo della cultura
  6. 06:05Investimenti e priorità del paese
  7. 08:00Professionalization della governance culturale
  8. 09:30Welfare culturale e pratiche esperienziali
  9. 10:15Percorsi per target specifici e sguardo al futuro
Trascrizione 20 passaggi

Buongiorno a tutte e a tutti, ben trovati dal Real Collegio di Lucca per la ventiduesima edizione di Lubec, Luca Beni Culturali, questo appuntamento direi di rilevanza nazionale che torna come motore di innovazione. di sviluppo dei territori, di crescita del paese, organizzata, come sapete, da Promo PA Fondazione. Questa edizione particolare di Lubec si intitola Rigenerazioni culturali. Saranno due giornate di confronto tra istituzioni, studiosi, imprese e territori per interrogarsi sul valore strategico della cultura, della sua capacità di generare

appunto trasformazioni economiche, ma anche dal punto di vista... sociale e ambientale. Dal rapporto con l 'Europa, la necessità di investire naturalmente nel settore che attraversa le piliere produttive, al wealth, al culturale, all 'intelligenza artificiale. L 'Ubeke propone davvero una riflessione a 360 gradi che tiene insieme visione, direi, e concretezza. E perché le politiche culturali non devono esaurire in assoluto nella conservazione del patrimonio, ma devono tradursi in concorso.

competenze, in servizi, in partecipazioni e quello che è molto importante direi nuove opportunità per le nuove generazioni. Tutto questo parliamo con la direttrice di Lubec Francesca Velani a cui diamo subito il benvenuto. Buongiorno. Buongiorno, benvenuti a voi. Grazie mille per la partecipazione, per essere qui. Sappiamo che deve inaugurare e tagliare il nastro di questa prima giornata quindi saremo brevissimi. Intanto che cosa ci aspetta in queste due giorni? Sono due giorni di lavoro. collettivo di coprogettazione, di formazione e di pensiero. Abbiamo bisogno di fermarci,

pensare, confrontarci con altre persone che come noi lavorano tutti i giorni, in questo caso nel mondo della cultura, del sociale, anche del turismo e che insieme per sviluppare nuove soluzioni, nuove opportunità, capire a che punto sono arrivati gli altri per non ripartire sempre da capo. Anche questo è uno dei grandi temi di Lubeck. ispiriamoci vicendevolmente, quelli che chiamiamo modelli replicabili, vuol dire impariamo dagli altri e poi ripartiamo per noi, per la nostra realtà. Il tema portante è sempre quello di tenere insieme il mondo pubblico e quello privato,

perché oggi più che mai dobbiamo camminare insieme, il pubblico è in grado di indicarci la strada, creare infrastrutture sia materiali che immateriali, creare politiche naturalmente anche visionarie, quando si parla di visione significa traiettorie dove vogliamo andare, però il privato ha la capacità di sentire quello di cui hanno bisogno le persone in maniera più veloce e di arrivarci più velocemente, allora l 'unione, l 'alleanza tra pubblico e privato può veramente fare la differenza in questo momento in cui ognuno di noi

sta vivendo dentro una grande trasformazione, una trasformazione economica, una trasformazione sociale, ci sono sempre... Sempre più disagi, sempre più difficoltà, ma c 'è anche tanta voglia di capire dove tenere la barra, dove sono i valori, dove è l 'altro, dove è l 'altra persona, come faccio a rientrare in contatto con l 'altra persona. Il Covid ha creato una frattura immensa tra le persone, tra le comunità, all 'interno delle imprese, tra i giovani, adesso si sta sentendo tanto. Ci sono grandi crisi che ancora oggi poco percepiamo.

Una, per esempio, che noi ancora non ci rendiamo conto di quanto sia forte è la paura dei ragazzi nei confronti dei temi dell 'ambiente, cioè dove andremo, come possiamo intervenire. Allora anche in questo la cultura può far tanto, intanto perché rende più resilienti le persone, più capaci di parlare tra di loro. Noi identifichiamo nella cultura un campo di confronto, perché nel momento in cui tu ti poni... anche lo sguardo dell 'arte, uno sguardo diverso da quello a cui siamo abituati. Ecco tutto questo

e molto altro è l 'UBE, che sono questi due giorni. Sono due giorni a cui si può partecipare sia ascoltando, sia lavorando insieme e facendo formazione, i famosi laboratori, ma anche provando alcune esperienze. Mi sembra che abbia toccato appunto i fondamentali. come appunto rigenerare anche le stesse generazioni, dare loro una spinta, un pushing, come si dice. Nello stesso tempo l 'importanza di questo

partenariato pubblico privato e un sistema di alleanze necessario, direi, anche una dimensione orizzontale, cioè non verticale, no? Verticistica per cui ci sono le istituzioni da una parte scollate invece le persone dall'altra. Però è anche che non sempre il riconoscimento del valore della cultura si traduce in opportunità, in competenze, in investimenti adeguati. Allora come colmare questa distanza tra il peso strategico della cultura e le risorse a disposizione? Ma io credo che fondamentalmente l 'investimento

in cultura riguarda una priorità del Paese, cioè dobbiamo decidere dove vogliamo andare. Dobbiamo decidere non tanto. Il problema non è tanto nella quantità di risorse ma in come le spendiamo. Sicuramente i dati ormai ci dimostrano che l 'investimento in cultura attiva tutta una serie di filiere che vanno ben al di là di quella del patrimonio culturale. Quindi rendersi conto in maniera piena di questa attivazione. banalmente, la cosa che ci viene più facile è quella del made in Italy, vuol

dire riconoscere veramente alla cultura un ruolo prioritario nelle agende del paese o se non vogliamo prioritario almeno comprimario a quello degli altri comparti economici. Naturalmente perché questo avvenga vuol dire che anche il mondo della cultura deve cambiare i suoi modelli, deve evolvere i suoi modelli di gestione, i suoi modelli quelli che si chiamano. i modelli di governance, deve avere figure direttoriali, imprenditoriali, professionali e competenze che gli permettano di dialogare con gli altri comparti produttivi e naturalmente

con le istituzioni. Questo vuol dire anche che le istituzioni devono nominare professionisti alla guida delle istituzioni culturali perché sicuramente una particolarità forte rispetto agli altri ad altri. settori del mondo della cultura e che c 'è uno sistema pubblico molto forte quello degli enti quello che conosciamo tutti dei musei delle biblioteche degli archivi delle grandi fondazioni teatri del fondazione di ricosinfoniche che ha una forte naturalmente partecipazione pubblica

ecco in parte la sfida della cultura si vince nel momento in cui rafforziamo questi soggetti dal punto di vista del punto di comando attraverso competenze, competenze che naturalmente poi a cascata devono essere forti in tutta la struttura, perché loro sono i grandi interlocutori anche del sistema produttivo privato della cultura e quindi nel momento in cui un sistema imprenditoriale, un sistema aziendale si parlano in maniera professionale e naturalmente diciamo attento ai bisogni di oggi del pubblico, il

sistema può crescere tutto insieme e dare delle risposte concrete. Diversamente c 'è fatica a farsi riconoscere come un sistema che produce. Poi la cultura è un sistema che produce sì sicuramente benefici economici ma soprattutto benefici sociali, benefici di competenza e conoscenza. Su questo la voglio proprio richiamare i benefici immateriali, quei valori di cui abbiamo molto bisogno. Che possiamo misurare però. Assolutamente. bene, misurabili, poi ne parleremo anche nel corso della nostra mattinata. A proposito di far dialogare, mettere in contatto e anche appunto di coinvolgere parti diverse,

il welfare culturale in azione quest 'anno a Lubec ha un ruolo importantissimo. Sì, quest 'anno abbiamo fatto un passo in più, abbiamo portato le pratiche di welfare culturale a Lubec, quindi in qualche sala ci saranno i convegni, i laboratori. in altre invece delle esperienze. Cosa vuol dire? Vuol dire che si farà teatro, si ballerà, si costruirà una scatola della memoria, si lavorerà col patrimonio con sette pratiche

su due giorni, sono più di 50 appuntamenti in tutto quest 'anno. Queste pratiche si potranno proprio provare per capire qual è l'impatto, il cambiamento che chi... Chi partecipa, il pubblico che partecipa normalmente a questi progetti culturali prova e perché quindi è così importante e perché si dice che la cultura ha un 'azione trasformativa e di prevenzione sulla salute.

Quindi lo potremo capire, naturalmente l 'abbiamo organizzato con soggetti che sono fortemente accreditati a livello nazionale e internazionale. Quindi sono soggetti, si dice, maturi, che hanno un'esperienza di lungo corso, che nel tempo hanno anche sviluppato metodi di valutazione e restituzione degli impatti e quindi del cambiamento generato sulle persone, sull 'emotività, sulla malattia, sul sentirsi disorientato o sul sentirsi isolato addirittura. Ecco, e quindi avremo percorsi per chi ha demenza.

adolescente per gli over 65 che sono un mondo immenso perché è il mondo che traina in questo momento economicamente il paese sappiamo che la fascia 50 70 oggi sta trainando economicamente il paese quindi noi dobbiamo capire veramente come questo welfare culturale può diventare un servizio cioè a cui tutti dobbiamo poter accedere dobbiamo essere sereni che nella nostra città andando alla casa della salute oppure dentro un museo

o in una biblioteca troviamo ogni settimana un'esperienza che possiamo fare come andare in palestra. Assolutamente concluderei così lasciamo libera anche la dottoressa Velani di inaugurare questa prima giornata di Lubeck una domanda e una risposta secca se possibile come lo vede il futuro culturale di questo paese date anche insomma i presupposti. erose di questi tempi vedo che ci sono tante persone che hanno voglia di lavorare perché questo futuro sia un futuro positivo bene mi sembra un 'ottima come dire un ottimo avvio per

questa giornata grazie per adesso ci risentiamo naturalmente intorno alle 13 e 15 un buon proseguimento sulle nostre frequenze Grazie a tutti.