il Viaggio della Costituzione

9 luglio 2025 · 32 min

Un'analisi approfondita del concetto di sovranità e libertà nella Costituzione italiana, partendo dal confronto con il regime fascista. Il professore illustra come la Carta costituzionale abbia rovesciato il paradigma dello Stato etico, ponendo l'individuo e le sue libertà al centro, in una logica di piramide rovesciata dove lo Stato è al servizio dei cittadini e non viceversa.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione: la mostra Retroscena e l'arte sotto il fascismo
  2. 04:40Sovranità fascista vs sovranità costituzionale
  3. 08:14Libertà di manifestazione del pensiero e democrazia
  4. 13:06Il concetto di cittadinanza e diritti
  5. 18:44Sistema delle libertà: chiuso o aperto?
  6. 22:28Le libertà civili nella Costituzione
  7. 26:21Diritto di agire in giudizio e responsabilità dei funzionari
  8. 30:00Proprietà privata e funzione sociale
Trascrizione 55 passaggi

Allora, professore, ci troviamo nello spazio della mostra retroscena qui al Museo del Novecento, che è una mostra in cui vengono esposti quadri di artisti collezionati da Alberto della Ragione che avevano uno spirito, un 'indole, una proposta non conforme al regime e che pertanto naturalmente dovevano esprimere la... la propria libertà tra le righe o addirittura sul fronte retro di un quadro. Questo perché avevano a che fare con un'idea di sovranità che è completamente diversa da quella che oggi abbiamo.

Come cambia l'idea di sovranità nel passaggio tra il fascismo e la repubblica costituzionale e democratica in cui viviamo? La sovranità fascista è una sovranità etica. Lo Stato fascista è uno Stato etico, lo Stato fascista ha una sua dottrina. Questa dottrina si identifica nella dottrina del Capo dello Stato e il Capo dello Stato non a caso è il Duce. Questo modello etico viene completamente rovesciato dalla

Costituzione. La Costituzione ha alla sua base un'idea di fondo. Questa idea di fondo è che lo Stato non può essere portatore di alcuna verità. Le direi che forse il tratto essenziale del nostro testo costituzionale è che il testo della Costituzione non considera in alcun modo l 'idea di verità. E questo lei lo capisce abbastanza bene da alcune norme. La prima di queste.

è l 'articolo 19 in rapporto all 'articolo 21. L 'articolo 19 quando parla di fede dice ciascuno professa la sua fede e questa è una libertà individuale, ogni individuo può credere in ciò che ritiene meglio e può praticare i culti della sua religione nella misura in cui questi non siano contrari al buon costume. Viceversa l 'articolo 21 quando... parla di opinioni esprime l 'idea del manifestare e questo il verbo che caratterizza la libertà di

manifestazione del pensiero e ovviamente come lei in questo momento può manifestare una opinione altrettanto è quello che io sto facendo quindi nel testo della costituzione la verità è un qualche cosa che sta al di fuori è l 'oggetto di una ricerca individuale che può esserci come può non esserci. Nella libertà di professare una fede c 'è anche la libertà di non professare alcuna fede. Questo a mio avviso è

particolarmente evidente nell 'articolo 82 della Costituzione dove si parla del potere di inchiesta parlamentare. Il potere di inchiesta parlamentare è quel potere con cui il Parlamento si interroga sul senso di alcuni fenomeni che possono anche avere una consistenza storica. Pensiamo alla grande inchiesta parlamentare guidata dall 'onorevole Tina Anselmi sulla loggia P2, oppure pensiamo all 'inchiesta, anche quella straordinaria, sugli anni del

terrorismo. Questa inchiesta è l 'oggetto di un potere parlamentare, questo potere parlamentare è costruito in maniera da rispecchiare l 'articolazione in gruppi parlamentari del Parlamento stesso. Noi, se pensiamo a qualche cosa di lontano dall 'idea di verità storica, è una verità che si costruisce a maggioranza. Perciò la nostra Costituzione è del tutto allergica all 'idea di verità al punto da considerare

l 'unica verità costituzionalmente ammissibile oggetto del principio maggioritario. È a maggioranza che decidiamo se il terrorismo aveva un senso o aveva un altro senso, se era la deviazione di alcuni apparati dello Stato o se era il conflitto di classe che esasperava le contraddizioni insite nelle dinamiche sociali. e questo invece durante il fascismo l 'avrebbe deciso il capo oppure qualcuno

demandato da lui no questo durante il fascismo sarebbe stato oggetto della dottrina dello stato e di conseguenza oggetto di una decisione che le direi in questo caso non sarebbe avvenuta nel circuito parlamentare ma sarebbe avvenuta direttamente attraverso l'intermediazione tra il capo e la massa. Questo già ci rende conto di una rivoluzione copernicana, no? Volevo tornare un attimo sull'articolo 21 perché è un articolo particolare

in cui c 'è l 'enunciazione di un grande principio, ma è anche molto analitico, no? È molto tecnico, è un articolo in cui si stabilisce esattamente i temi. i modi del sequestro eventuale questo significa che la libertà di pensiero la libertà di espressione estrettamente collegata con con la democrazia sicuramente l 'articolo 21 individua la libertà di manifestazione del pensiero come una libertà individuale

cioè non è collegata alla democrazia questo ci tengo a sottolinearlo, non perché nei fatti non ci sia un collegamento tra libertà di manifestazione del pensiero, diritto ad essere informati, diritto di cronaca, pluralismo nell 'informazione e sistema democratico. Questo collegamento indubbiamente c 'è e indubbiamente è fortissimo e magari ci torniamo anche sopra. Però il punto di partenza della nostra riflessione

essere un altro. La libertà di manifestazione del pensiero è prima di tutto un diritto individuale e quindi è un qualche cosa che riguarda direttamente la persona, perché nella nostra Costituzione le singole libertà non servono a dare allo Stato il valore degli individui che lo abitano, serve direttamente a valorizzare. gli individui. Quindi la libertà di manifestazione del pensiero diventa uno strumento della democrazia

ma perché ha al suo centro come finalità la piena espressione di una persona. Questo secondo me è il punto centrale delle libertà e la vera inversione rispetto al modello che ha preceduto la Costituzione. Nel nostro modello non è l 'individuo in funzione dello Stato, ma è lo Stato in funzione dell 'individuo

e lo Stato è tanto più forte quanto più ciascun individuo è libero di affermarsi come persona. Quindi quando lei esercita il diritto di cronaca, cosa che fa quotidianamente, non lo fa allo scopo di realizzare il pluralismo. Quello è il fenomeno, è quello che accade. Lei lo fa perché in questa maniera realizza la sua dignità, realizza la sua personalità. Ed è perché lei realizza la sua personalità che il nostro è uno Stato

democratico. C'è un nesso incendibile tra le libertà e la democrazia. e non è un nesso utilitaristico. Parlando di libertà civili, naturalmente è uno dei cardini della Costituzione. Quali sono gli elementi fondamentali del percorso che fa la Costituzione all'interno di questo principio di piramide rovesciata, che caratterizza poi per l 'appunto il circuito delle libertà nella Carta Costituzionale? L 'immagine di Aldo Moro e anche di Costantino Mortati ritorna abbastanza spesso.

negli atti della Costituente. L 'idea di fondo è che se lo Stato normalmente viene individuato con l 'immagine di una piramide al cui vertice vi è il sovrano e alla cui base vi sono i cittadini, il nostro modello è un modello in cui lo Stato e quindi la sovranità non è ciò che sta all'inizio. di sopra dei cittadini ma è ciò che serve i cittadini ed è un 'idea tipicamente di aldo

moro e di quella frazione di democrazia cristiana che lo seguiva in costituente quindi penso alla pira penso a dossetti penso anche se la personalità è più complessa costantino mortati e rispetto a invece la parte diciamo più social comunista come si pone? Come si pose? Per la parte social comunista le libertà individuali sono uno strumento che esaspererà il conflitto

sociale. Per la parte social comunista proclamare i diritti significa fare delle promesse che saranno inesorabilmente tradite da un modello di Stato e di società che considera inevitabilmente borghese e che di conseguenza non potrà che accelerare il conflitto di classe questa visione palesemente tattica del processo costituente all 'interno di una dinamica storica molto più ampia ma non possiamo pensare che in quel momento la

parte social comunista non fosse dogmatica e che la dogmatica non fosse rivoluzionaria ed è questo punto degli elementi che ci riportano a quello di cui discutevamo nel primo podcast, cioè il fatto che la Costituzione poi permette una storicizzazione, un 'interpretazione il più possibile legata ai tempi. Sì, io credo che tutto sommato serva a poco, se non agli appassionati di storia, capire quale era il pensiero dell 'un costituente o dell 'altro.

Quello che serve a noi è interpretare queste parole, questi lemmi e dare a loro il significato che oggi hanno. Ad esempio, se noi riflettiamo sul concetto di sovranità, che è un po' il trait d 'union delle riflessioni che stiamo svolgendo in questo momento, è inevitabile avere in mente la copertina del Leviatano di Hobbes e quindi questo mosso... fatto di tanti uomini, ciascuno dei quali è collegato all 'altro da un vincolo di fedeltà e di obbedienza

che si esprime attraverso lo stato assoluto. Ecco, lei pensi che questo modello cambia di senso nel momento in cui noi non siamo più collegati gli uni agli altri da un vincolo di fedeltà, e di obbedienza, ma siamo collegati gli uni agli altri da delle libertà individuali che permettono a ciascuno di noi di diventare pienamente persona. E qui vi è un ulteriore spazio in cui

noi possiamo collocare l 'espressione piramide rovesciata. Prima l 'abbiamo definita come uno Stato che serve i cittadini. E ora possiamo riflettere su questa definizione in rapporto al concetto di cittadinanza e di libertà. Nella tradizione costituzionale continentale alla quale noi apparteniamo, che è la Costituzione che si dipana a partire dalla Costituzione francese, le libertà appartengono ai cittadini. Uno dei momenti più critici della

rivoluzione francese Il piano internazionale è il rapporto con la colonia di Haiti, quando nella colonia di Haiti si sviluppa un movimento rivoluzionario che rivendica l 'applicazione della dichiarazione dei diritti e dell 'uomo anche all 'interno di quella colonia. E la rivoluzione francese in quel momento è ferrea nel negare questa applicazione, i diritti dell 'uomo. sono del cittadino metropolitano sono di

colui che abita la francia non possono essere attribuiti ai cittadini di quella lontana colonia dove può continuare legittimamente a praticarsi la servitù ecco noi non conosciamo a mio avviso questa idea di cittadinanza non si è titolare di diritti e di libertà perché si è cittadini, ma si è cittadini perché si è titolari di diritti e di libertà. C 'è completamente un 'inversione di logica,

che è un 'inversione di logica molto significativa. Quando noi leggiamo che la prima parte della Costituzione è intitolata diritti e doveri dei cittadini, la prima cosa che ci viene in mente è quella di dire, è l'impostazione del 1000. 1789. No, è esattamente il contrario dell 'impostazione del 1789, perché quei diritti e quelle libertà caratterizzano ciascun uomo e ciascun uomo può essere un cittadino nel momento in cui si appropria di quei diritti e di quelle libertà. Allora

il dovere di fedeltà alla Repubblica non è più semplicemente un prestare osservato. a uno Stato persona cui si deve obbedienza, è un appropriarsi quotidianamente dei diritti e delle libertà che consentono di essere cittadini di quello Stato. Lei è un cittadino nel momento in cui esercita il diritto di cronaca. Perché esercita il diritto di cronaca? E non esercita il diritto di cronaca perché è un cittadino. Ragionando finalmente,

Sulla storicità dei concetti, che poi diventano norme, anche la libertà e il concetto di libertà evolve. Oggi siamo in una fase storica in cui c 'è molta tensione sul tema delle libertà. Sappiamo che è uno degli argomenti che dividono maggiormente il panorama politico. Da questo punto di vista, che cosa ci insegna? la Costituzione, verso cosa ci strada la Costituzione? Prima di tutto, secondo me, si deve riflettere sul significato delle libertà.

Come accennavo prima, classicamente le libertà si declinano secondo quelle che sono le riflessioni di John Stuart Mill. La libertà serve perché lo Stato ha bisogno di persone di valore e solo delle persone libere possono. essere persone di valore e quindi le libertà servono per costruire l 'impero per noi la logica è completamente diversa le libertà servono per costruire le persone e lo stato è forte perché

è composto di persone persona è un 'espressione abbastanza forte utilizzata molto spesso dalla Costituzione, pensi all 'articolo 2 della Costituzione, il principio personalista. Questa espressione ha un 'etimologia che viene dall 'Etrusco, dove Fersum era la maschera ed era quella particolare maschera che usavano gli attori teatrali per impersonare quel personaggio

e far sentire la loro voce. perché amplificava la voce dell'attore. Allora le libertà che cosa sono? Sono ciò che permette a ognuno di noi di diventare se stesso, di indossare la sua maschera, non la maschera di un altro, e di far sentire la propria voce. Le libertà hanno come scopo costruire dei cittadini che siano se stessi.

e che si facciano ascoltare. Quindi ampliare lo spettro delle libertà significa rafforzare lo spirito della Costituzione, cioè incarnarlo nella contemporaneità. Io credo che su questo si debba di nuovo approfondire la nostra riflessione. Le libertà sono un sistema chiuso o un sistema? aperto? Questa è la domanda che i costituzionalisti si fanno almeno dai primi anni 70. Da una

parte vi è chi dice sono un sistema chiuso perché la prima libertà è il principio di massima libertà e ogni libertà declinata nel senso del diritto positivo non può che costituire una limitazione delle altre libertà e dal l 'altra parte chi invece dice le libertà sono mutevoli e sono mutevoli perché cambia la dimensione

nella quale ciascuna persona è chiamata a vivere e quindi non possiamo bloccare il sistema delle libertà è evidente che le libertà in questi anni sono cresciute, si sono modificate, alcune libertà non hanno sicuramente più il senso che avevano prima, lei pensi all 'articolo 21 della Costituzione, poche norme sono vecchie

come una norma che occupandosi di libertà di manifestazione del pensiero si preoccupa del sequestro della corrispondenza e non negli anni 70. pluralismo dell 'informazione radiotelevisiva o oggi del pluralismo all 'interno della rete. Allora il vero tema è capire come il concetto di libertà si evolve e quali sono gli strumenti per gestire in maniera coerente, equilibrata,

prudente anche, l 'evoluzione del sistema. della libertà. Qui secondo me gran parte dello spazio è occupata dalla giurisprudenza costituzionale che dal 1956 si interroga incessantemente sul significato delle singole libertà e le fa evolvere. Il concetto di ambiente che abbiamo appena accolto in Costituzione in maniera esplicita è affermato dalla giurisprudenza costituzionale. meno dal 1987. Qui c 'è un quadro

molto significativo che è esposto al contrario, che è la tela di Guttuso, in cui sostanzialmente Guttuso dà una professione di antifascismo sul retro, perché ovviamente davanti non poteva, a proposito di maschere, non poteva, perché lei abbia stato 100 anni. E in tutte queste opere della mostra retroscena gli artisti esprimono sotto delle categorie non immediatamente percepibili la propria ribellione al regime.

In che modo oggi la Costituzione metterebbe Guttuso in grado di presentare la faccia vera del quadro e di non aver affermato? di non dover affermare nel retroscena la propria libertà ma sotto questo aspetto io credo che il vero problema di gottuso come il vero problema di qualsiasi artista sia quello di far sentire la sua voce e sotto questo aspetto oggi

noi non avremo alcun problema nel poter scrivere sul fronte del quadro invece che sul retro del quadro 25 luglio 1943 fine del fascismo il nostro problema è trovare uno spazio per esporre quel quadro il nostro problema è trovare qualcuno che ascolti la nostra voce ecco io credo che vi sia ancora oggi molta strada da fare e che riguardi questa strada l 'affermazione del pluralismo dove un

tempo il pluralismo era manifestare la propria opinione ed era essere costretti a nascondere le proprie idee. Oggi il problema del pluralismo è essere ascoltati in un mondo nel quale vi è sempre più rumore e nel quale è sempre più difficile far sentire il peso delle proprie parole. Dal punto di vista dei diritti civili cosa possiamo tirar fuori dalla lettura della Costituzione? Io credo che sia molto significativo il fatto che la seconda parte della

Costituzione, quella intestata ai diritti e ai doveri dei cittadini, parta con un elenco che non è solo un elenco delle libertà in senso classico. La Costituzione in questo segue... una struttura direi estremamente consolidata. La prima libertà è la libertà personale, la libertà personale è la libertà dallo Stato, è la libertà contro l 'ingiusta detenzione. Il nostro è un modello che prima di tutto protegge l 'individuo

dallo Stato. Io ho il diritto di non essere oggetto di... una pressione indebita da parte dello Stato. Questo lei lo trova con grande chiarezza sia nell 'articolo 13 che nell 'articolo 23 della Costituzione che è quella norma che vieta le prestazioni patrimoniali o personali imposte. Poi vi è la libertà di domicilio, ciascuno ha diritto alla proiezione nello spazio della propria personalità. che è la libertà che caratterizza non tanto e

soltanto la propria abitazione, ma ad esempio il cassetto nel quale un adolescente custodisce i propri segreti. Quello è il suo domicilio all 'interno della casa familiare. Poi vi è una libertà, secondo me, straordinaria, che è la libertà di corrispondenza. che non è certo la libertà di scrivere una lettera e di chiuderla in una busta per inviarla, ma è la libertà di poter parlare con chiunque senza che nessuno ci ascolti.

È la libertà di poter avere dei rapporti individuali che sono liberi perché sono segreti, perché ciascuno ha il diritto alla segretezza nelle proprie comunità. interpersonali poi viene libertà di circolazione qui siamo all 'interno di una mostra e le mostre sono il luogo perfetto per un flaner persona che semplicemente passeggia la nostra è una costituzione che libera l 'individuo che

desidera vagabondare perché in questa maniera si forma un'idea l'idea che mi può fare osservando i quadri raccolti da Alberto della Ragione. Poi straordinaria la libertà di riunione, come passeggio mi posso fermare e posso formare dei raggruppamenti insieme ad altre persone per discutere insieme o per protestare o per qualsiasi altra cosa. Lei pensi a come è

lontano il concetto di riunione dal concetto. di adunanza. Nel periodo fascista si sarebbe detto diritto di adunanza. Abbiamo il diritto di riunirci in uniforme, di schierarci e di ascoltare quello che ci viene detto. No, noi non abbiamo questo diritto. Noi abbiamo il diritto di passeggiare, incontrarci con altre persone e conversare, che è tutt'altra cosa. Quella che noi stiamo facendo adesso è sicuramente una riunione. La dimensione collettiva dei diritti è evidente nella libertà

di associazione che è tutto ciò che io da solo non posso riuscire a fare e che posso riuscire a fare soltanto se mi unisco insieme ad altre persone, una libertà che poi troveremo nel suo più complicato sviluppo parlando delle organizzazioni sindacali e ne abbiamo già parlato. nel secondo dei podcast che abbiamo realizzato assieme o parlando dei partiti politici di cui un po' abbiamo già parlato nel primo podcast e un po' dovremo parlare ancora, poi quelle libertà di cui abbiamo già parlato,

la libertà di manifestazione e pensiero, la libertà di professare una fede e poi infine una libertà che a me affascina molto che è il diritto di agire in giudizio, il rapporto tra l 'individuo e lo Stato quando l 'individuo subisce un torto che deve essere intermediato dalla funzione giurisdizionale e lì lei vede la sacralità dello Stato, lo Stato è colui

che realizza la solidarietà attraverso il diritto come strumento di composizione dei conflitti e lo fa vietando a se stesso fatti specie penali che non siano previste dalla legge e magari parleremo anche un po' della riserva di legge, magari parleremo del collegamento tra la prima e la seconda parte della Costituzione che sta proprio nell 'idea di legge, però tutto questo non... perché lei trova alla fine dei diritti civili, ed è interessante,

l 'articolo 28 che è quello che declina la responsabilità del pubblico funzionario. Io posso essere sottoposto all 'imperatività dell 'azione amministrativa solo perché chi esercita un potere autoritativo è responsabile di fronte alla legge per ciò che sta a fare. facendo. Lo Stato esercita l 'autorità nei confronti dei cittadini perché i suoi funzionari sono sottoposti alla legge e debbono risarcire

nel caso in cui violino la legge in danno dei cittadini. E questa è l 'unica maniera nel quale lo Stato può vessare, mi consenta questa espressione, i suoi cittadini come nel caso in cui espropri un determinato bene, che forse è il momento nel quale lo Stato è più severo nei confronti del cittadino perché lo chiama a perdere il diritto di proprietà

in favore di uno scopo superiore. E questo sacrificio non può essere gradito a nessuno. Però è un sacrificio che è ammissibile perché è previsto dalla legge. E è ammissibile perché il funzionario che applica quella legge è responsabile per gli errori che dovesse commettere. Questo principio lo troviamo anche nell'articolo che parla della proprietà privata. Questo principio lo troveremo anche nell'articolo che parla della proprietà privata. e che giustifica l 'esproprio solo in cambio di un giusto indennizzo.

Però lì lei trova forse qualche cosa di ancora più forte, il fatto che la proprietà privata esista in funzione di un interesse superiore. Noi quando parliamo di proprietà privata siamo abituati a un 'espressione latina che si fa risalire a bordo. partilo da sasso ferrato, quindi 1200, salvo errore perché su queste cose non sono affatto particolarmente ferrato, lo ius utendi ac abutendi quatenus iure permettitur,

il diritto di usare e di abusare nei limiti di ciò che è consentito dal diritto e il diritto l 'unica cosa che non consente e l'abuso del diritto. il diritto in danno di qualcun altro, per noi non è così, per noi la proprietà non è il diritto di utilizzare e di abusare, è il dovere di utilizzare quel determinato bene per uno scopo che sia nell 'interesse di tutti e la proprietà privata per antonomasia nella Costituzione è la casa di abitazione, che

il motivo per il quale l 'articolo 47 protegge il risparmio. Il risparmio serve, ma non serve per mettere il mucchio delle monetine da parte e poi utilizzarle come si desidera. Serve perché ognuno ha diritto alla casa e serve perché la casa divenga un diritto grazie al salario, perché il salario a questo punto ha uno scopo. che è assicurare un 'esistenza libera e dignitosa, e questa esistenza libera e dignitosa si manifesta anche in quello spazio nel quale quella famiglia

manifesta la propria personalità. Nel concetto di proprietà, ciò che davvero secondo me è straordinario nel tessuto costituzionale è l 'idea di funzione sociale.