8 marzo 1944: deportazioni da Firenze a Mauthausen - Ricordo e memoria di pace
Nell'ottantaduesimo anniversario delle deportazioni dell'8 marzo 1944, si ricorda la partenza del treno da Firenze verso Mauthausen. Laura Piccioli racconta la storia dello zio Mario, deportato sedicenne, e del giardino a lui intitolato. Vera Paggi presenta il libro 'E poi torno anch'io' sulla deportazione di cinque operai delle Cartiere Cini.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 00:22Anniversario deportazioni 8 marzo 1944
- 02:21Intitolazione giardino a Mario Piccioli
- 03:49Il libro E poi torno anch'io
- 06:21La furia nazifascista in Toscana
- 09:22L'odissea di Mario Piccioli
- 13:00Parallelismi con l'oggi e diritti delle donne
- 15:24Il coraggio della pace
Trascrizione 29 passaggi
Stai ascoltando Controradio FM, DAB, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio. Le nove e sette minuti. Bentrovati. Quest'oggi parliamo dell'anniversario delle deportazioni. dell 'otto marzo del 44 da Firenze da dove partirono molte persone, molti operai, gli scioperi di Firenze, di Prato, di Empoli, le vetrerie, le deportazioni verso Mautama. Pausen, Ebense, Gusen, pochissimi tornarono, deportazioni che
arrivano in un momento storico molto delicato, molto particolare, ne parliamo nei nostri studi, è venuta a trovarci Laura Piccioli, buongiorno Laura, ben trovata e grazie per essere con noi. Laura Piccioli è consigliera dell 'ANE dell 'Associazione Nazionale degli Ex Deportati, nonché nipote di Mario Piccioli. Storia che abbiamo spesso raccontato negli ultimi anni sulle nostre frequenze, la storia di un deportato fiorentino. a Mauthausen ed è collegata con noi, siamo anche in video sui nostri social, saluto e ringrazio la nostra ospite che quest 'oggi ci racconta una parte di questa storia molto importante con un libro, Vera Paggi.
Buongiorno Vera, bentrovata. Buongiorno a voi. Vera Paggi con Lorenza Fleruteri ha scritto E poi torno anch'io, la storia di cinque operai dei portati Mauthausen, edito da Mimesis, anniversario importante. Tantissimo in giorni dove peraltro ci sono iniziative, mi riferisco a sabato e a Prato per la deportazione di immigrati, la reimmigrazione davanti al castello dell 'imperatore che fu un luogo. di deportazione anche il castello dell'imperatore un anniversario molto importante
anche per questo Laura Sì, questo è l'ottantaduesimo anniversario della partenza del treno verso Mauthausen da cui appunto furono circa 600 uomini provenienti da tutta la provincia di Firenze e lo ricorderemo ancora una volta domenica 8 marzo in piazza Santa Maria Novella e però appunto Durante questo anniversario il Comune di Firenze ha deciso di intitolare, lo faremo sabato 7, alle ore 11, un giardino a
mio zio Mario Piccioli. si trova vicino nella zona di Ponte a Greve, accanto alla COP e lo inaugureremo appunto questo sabato per ricordarlo e la cosa particolare che abbiamo voluto inserire come familiari è stata nella dicitura di appunto non parlare semplicemente di Mario come un ex deportato politico ma di aggiungere che è stato un testimone di pace e questo perché appunto quando
poi è tornato gli ultimi anni della sua vita nel 2004 ha voluto fortemente creare un gemellaggio insieme alla città di Città che lo ha reso che lo rese un numero e quindi il fatto che lui abbia voluto ricreare questo patto insieme a questa città è un segno importante. Una decisione, fu un percorso dolorosissimo, difficilissimo, si trattava veramente di confrontarsi con luoghi che avevano determinato cose per noi neanche immaginabili.
così, per cui veramente uomo di pace nella concretezza della pratica vera pagina, raccontiamo del libro a cui accennavo all'inizio e poi torno anch'io alla storia dei cinque perere deportati a Mauthausen che è una storia che ricolleghiamo all'anniversario di questi giorni? Allora, non solo la ricolleghiamo all'anniversario, ma Laura Piccioli, che è appunto nipote di Mari, Io nella storia, nella vicenda che noi abbiamo ricostruito di queste donne e di questi uomini
delle Cartiere Cini, che era un luogo industriale importante, una fabbrica importante, oggi Non c 'è più in via Arnolfo al 4, sono rimaste quattro pietre d 'inciampo dedicate che ricordano i cinque operai che furono deportati, la quinta invece si trova in via di Ripoli davanti alla casa. Cesare Mori venne, abitava e dove non tornò mai più, ecco inviarono il foquattro, scusate vedete un gatto che si avvicinava incuriosito, perché? Perché il Mario
era il figlio di una delle 72 donne della cartiera Cini che vennero prese la sera del 7 marzo del 1944 da un funzionario di polizia, quindi non da un uomo della Guardia Nazionale Repubblicana ma da un funzionario, un uomo che doveva, avrebbe potuto essere come tanti altri furono in quell 'epoca un uomo diciamo di... comunque un servitore dello Stato, vennero arrestate, portate alle Leopoldine. La mamma di Mario insieme alle altre 72
passò la notte lì, tant 'è che appunto Mario la mattina... Dopo, come racconta lui stesso, andò a cercarla e fu preso. Le donne e gli uomini di questa cartiera subirono quello che in quei mesi... e in quegli anni avevano deciso che non volevano invece più subire, fecero uno sciopero, incrociavano le braccia. Eppure non erano degli antifascisti intesi nel senso del classico della...
memorialistica resistenziale erano donne e uomini che volevano resistere alla guerra, alla fame e volevano immaginare un futuro migliore Il messaggio è importante Verapaggi perché ci racconta che la furia nazifascista in quei due anni, diciamo dall '8 settembre del 43 al 5 maggio del 45, potremmo dire, quando diceva Mauthausen, fu una furia cieca, fu una furia che prendeva quelli che prendeva,
Mario Piccioli era un quindicenne, un sedicenne, un ragazzino, diciamo così, era una furia che veramente non... conosceva più amici nemici non distingueva l'importante era lo sterminio in qualche modo poi l'abbiamo visto nella linea gotica nella risalita verso il nord ma è questo aspetto che viene fuori anche dal tuo racconto se non sbaglio allora diciamo che tra l 'altro il fascismo toscano ora io non voglio fare la storica perché faccio la giornalista quindi mio è un altro mestiere però diciamo leggendo
bibliografia raccontando e ascoltando tante memorie negli anni che hanno poi caratterizzato un po anche il mio lavoro di ricerca il fascismo toscano è stato un fascismo particolarmente feroce quindi Sì, per rispondere alla tua domanda, però è stato anche un fascismo che si è insinuato così tanto nelle vite e nelle istituzioni. Che molto è stato visto poi dopo di quello che non si riuscì e cioè l 'Italia libera non riuscì poi a cambiare.
Certo questo avviene un po' in tutto. tutta l 'Italia, però studiando e leggendo e vedendo quello che accadde lì, nel libro si raccontano sostanzialmente due personaggi, uno è il commissario Franco Barone, che appunto era un polizioso. e non era un fascista nel senso diciamo storico del termine era un uomo che sceglieva nel momento in cui vedeva un'opportunità di fare si offriva al potente è peggio
non lo sappiamo ma sicuramente è stato molto peggio poi per l 'italia repubblicana perché lui venne accusato dalle donne di avere deportati arrestato e fatto deportare questi cinque compagni che vennero arrestati come loro ricordiamo tra l 'altro che queste 72 donne che erano quelle che vennero prese la notte del 7 di marzo vennero poi via via rilasciate la mattina dell '8 marzo, tranne venti che furono caricate nei carri bestiame al binario 1 della stazione di Santa Maria Novella e all'ultimo minuto prima che il treno partisse,
vennero fatte scendere. Noi abbiamo ricostruito senza documentazione, quindi è un 'ipotesi diciamo giornalistica, che in realtà fosse stato il presidente della cartiera e cioè... Farinacini che era un nazionalista, non era un fascista e nemmeno un badogliano che parlando bene tedesco e essendo un industriale importante aveva rapporti con i nazisti e con i nazisti. tedeschi e probabilmente fu lui che riuscì a farle liberare e loro non
partirono. Quest'uomo dicevo, questo poliziotto fece una carriera straordinaria. Poi nel secondo dopoguerra, cioè lui è diventato questore, è andato in pensione con la qualifica di questore. Certo, certo, ed è una storia, come dire, del nostro paese. diciamo così non singolare ecco non unica però andava assolutamente raccontata la storia di Mario Piccioli e la storia di un'odissea di un ragazzino che vive veramente un'odissea sì lui appunto come ha detto
Vera Paolo oggi andò a cercare sua madre la mattina dell '8 marzo e la trovò, la salutò e poi appunto fu rilasciata lei e fu preso lui. Partirono l '8 appunto dalla stazione di San Maria Novella e arrivò a Mauthausen l '11 marzo e fu un viaggio difficilissimo perché tanto subito alla partenza le SS presenti uccisero un uomo che si trovava nel vagone con mio zio quindi loro fecero tutto
questo il viaggio intero insieme a questo cadavere e una volta arrivato a Mauthausen appunto lo fecero arrivare al campo a piedi attraverso una strada che passa dal paese per circa 5 chilometri dopodiché lui rimase per una quindicina di giorni per poi essere spostato nel sottocampo di Ebensee, dove poi rimarrà gran parte del tempo. Viene poi rispostato su Mauthausen all 'interno dell 'infermeria perché...
insomma aveva preso dei pidocchi e quindi fu curato e poi fu spostato in un altro sottocampo di Mauthausen all'Inz, sottocampo che non è mai stato ritrovato dove poi appunto fu liberato dagli americani il 5 maggio del 45 c'è un libro che uscirà a te a poco che ti racconta tutta la storia si, si chiama da Sanfrediano Mauthausen è un libro che scrisse tantissimi anni fa Bruno Confortini lo abbiamo ripreso insieme a Aned e insieme al
Presidente del Consiglio Comunale Guccione e appunto ora a breve riuscirà la ristampa Questa volta abbiamo voluto inserire anche dei testi scritti dal presidente nazionale di ANED Dario Venegoni e anche del sindaco di Mauthausen che è lo stesso. che è in carica tuttora, che è lo stesso che appunto ha firmato il patto di fratellanza ormai 22 anni fa una cosa importantissima, non perdete questo libro
su Mario Piccioli, torneremo a parlarne quando esce non perdete e poi torno anch'io Vera Paggio e Lorenza Plaguteri. Vera naturalmente sappiamo, anche se facciamo i giornalisti, che il fatto storico va rispettato in quanto unico e ripetibile, che tanti parallelismi e paragoni sono sempre estremamente fallaci. la incredibile specificità di ogni fatto storico però vedere domani a Prato davanti al castello dell'imperatore dove venivano stipate le persone per essere avviate ai campi di sterminio la manifestazione di re-immigration
che immagina di risolvere le questioni prendendo le persone, mettendole su un vagone, piombato o no, non importa, e spedendole da un 'altra parte, magari un 'altra parte estremamente pericolosa per le loro vite, un po' fa impressione. Ma io credo che appunto tutto quello che sta accadendo in queste ore, peraltro, dove si è spezzato un patto dalla fine della... Seconda guerra mondiale, insomma noi siamo tornati nella guerra nel mondo, abbiamo la guerra in Europa già da quando c 'è stata l 'invasione di Putin dell 'Ucraina,
oggi assistiamo. in modo drammatico e anche con grande impotenza perché sono saltati dei paradigmi rispetto ai quali anche quelli della mia generazione, io sono una boomer, sono una degli anni nata negli anni 60. Quindi diciamo le ho viste delle guerre altrove però, il Vietnam, insomma ci sono state tante battaglie su cui ci siamo mobilitati per la pace. Oggi sono saltati i paradigmi e allora pensare e ricordare… e fare memoria come questi libri, il racconto di Mario Piccioli
e poi torno anch 'io, tra l 'altro domani pomeriggio vi invitiamo alle Oblate, sappiamo che c 'è la manifestazione a Prato, ma insomma alle Oblate alle 4 e mezzo anche con il sindaco. di Mauthausen, parleremo di questa vicenda, quindi di questa storia. Ecco, secondo me oggi fare memoria vuol dire anche fare la battaglia per non dimenticare i diritti di oggi. Guardate, in questa vicenda... ci sono le donne e le donne oggi sono sotto attacco, lo sono in Iran, lo sono in tutti i paesi anche democratici come l 'Italia dove si fa fatica a difendere i nostri diritti.
sono la metà di questo mondo. Quando si attaccano le donne si distrugge la possibilità di fare libertà e democrazia. La memoria serve anche a questo, a recuperare i nostri diritti di tutti. e poi torno anch'io la storia dei cinque operai deportati a Mauthausen edito da Mimesis grazie davvero per essere stata con noi oggi grazie a voi e buon lavoro Laura Piccioli un'ultima battuta prima di salutarci La storia di tuo zio di Mario Piccioli ci racconta tra le tante una cosa importantissima, cioè che per essere persone di pace, per fare la pace ci vuole un coraggio a leoni.
Sì, ci vuole coraggio e la cosa che più mi ha sorpreso in tutta la sua storia è che non ha mai avuto una parola d 'odio e il fatto che si è riuscito a costruirsi un futuro e si è riuscito a ricollegare, a riprendere le sue cose. sue radici e a costruire appunto questo patto di fratellanza sicuramente è un messaggio importante, è stato un buon esempio per tutti e direi che in questi giorni abbiamo deciso
bisogno di buoni esempi appuntamento domani alle 11 a Pontagreve per l'inaugurazione del giardino a Mario Piccioli alle 16 alle Oblate con il libro di Verapaggi insomma ci sono molti appuntamenti legati a questo 8 marzo? Sì, anche domenica alle 10 in piazza Santa Maria Novella si ricorderà appunto l'ottantaduesimo anniversario della partenza del treno per Mauthausen. Questo è un appuntamento ufficiale col sindaco di Mauthausen rappresentanti dell 'ANI, di rappresentanti della sinera di Firenze, del comune di Firenze e degli altri comuni purtroppo interessati da questa drammatica vicenda che ricordiamo nella vividezza
della memoria che deve essere fatto concreto. grazie a voi restate con noi perché da poco parliamo del libro della vita fm dub streaming social web condividila con chi vuoi questa è Controradio Grazie a tutti.