Monia Monni sulla sanità toscana: case di comunità, emergenze e sfide future

31 luglio 2026 · 24 min

L'assessore regionale alla sanità Monia Monni illustra le priorità della sanità toscana: dalla missione umanitaria in Ucraina alle 70 case di comunità aperte, fino alle criticità come liste d'attesa, carenza di personale e disagio giovanile. Focus sull'innovazione del modello sanitario territoriale e sul diritto universale alle cure.

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Capitoli

  1. 00:00Introduzione e missione umanitaria in Ucraina
  2. 01:00Aiuti sanitari e accordi con l'Ucraina
  3. 03:21Missioni Medevac da Gaza
  4. 05:41Il modello delle case di comunità
  5. 09:41Liste d'attesa e prescrizioni inappropriate
  6. 13:41Criticità del bilancio sanitario regionale
  7. 17:21Disagio giovanile e salute mentale
  8. 21:21Carenza di medici e infermieri
  9. 23:41Priorità e campagna informativa
Trascrizione 42 passaggi

Grazie a tutti. Radio, FM, DAB, streaming, social, web, condividila con chi vuoi, questa è Controradio. Sui nostri canali crossmediali, dunque anche su Controradio TV, ben ritrovati in Newsline. Come anticipato, nei nostri studi ci ha raggiunto l 'assessore regionale alla sanità,

le politiche sanitarie e sociali, Monia Monni. Buongiorno direttrice, buongiorno a tutti e a tutti. Assessora, è la prima volta che lei viene qui con questa delega, una delega fondamentale per la regione toscana ma soprattutto per i cittadini e le cittadine. Partiamo però dal... La recente missione in Ucraina che l 'ha vista coinvolta, missione regionale che tante associazioni ha portato con sé con il contributo di Unicop, il 14 luglio è partita, apparecchi sanitari e alimenti. Cosa ha visto e cosa la Regione ha potuto dare in termini di sostegno?

È stata la prima missione istituzionale in territorio ucraino perché essendo territorio di guerra le istituzioni si fermano al confine e fanno passare. gli aiuti con associazioni locali. Abbiamo scelto di invece partire insieme alle associazioni storiche Misericordia, Ampas e Croce Rossa, ma anche insieme ad associazioni più piccole come la Wellness. di Firenze, che raggruppa un gruppo di medici di Careggi che stanno dando un contributo importante, c'era il gruppo di medici del MEI, rappresentato da Simone Pancani.

L'idea era quella di compiere una missione che avesse... Due finalità, quella di portare aiuti umanitari e quindi generi di prima necessità, alimenti, pannolini e tutto quanto può servire nei centri di accoglienza messi a disposizione da Ipercop e consegnati direttamente nelle mani. mani degli evacuati, delle persone che vivono nei campi profughi ormai da 4 anni e mezzo e d 'altra parte invece, grazie alla presenza dei medici, provare a costruire accordi di natura sanitaria, cioè non soltanto passare ma restare. stare con un contributo che possa dare una mano al sistema sanitario ucraino a crescere.

In particolar modo abbiamo focalizzato due aree di intervento, quella di formazione infermieristica perché hanno necessità di imparare. a lavorare in equip, cosa che noi stiamo sviluppando da tempo, e ci hanno chiesto una mano per implementare la loro capacità di diagnosi oncologica. Il sistema sanitario ucraino è molto evoluto su alcuni temi, penso ovviamente alla parte... traumatologica ciò che in qualche modo discende dalla guerra che stanno subendo ormai vivendo da quattro anni e mezzo hanno però avuto problemi appunto su

altri settori l'oncologia è uno di questi e noi ci stiamo attrezzando per potergli dare una mano. Credo sia importante che un sistema sanitario pubblico forte come quello toscano possa lavorare per migliorare se stesso ma anche per portare le sue capacità e le sue competenze dove c'è più bisogno. La Toscana è terra di solidarietà e di accoglienza, ma anche di solidarietà che porta nei territori colpiti, lo vediamo sui fronti caldi, sia per quanto riguardava l 'Ucraina come ci ha raccontato, sia per quanto riguarda i bambini che vengono accogliati. della popolazione palestinese, insomma operativa

e sempre pronta a dare un segnale concreto di solidarietà sanitaria anche. Assolutamente, la regione toscana è molto presente nei medi. che sono le missioni di evacuazione sanitaria da Gaza, sono sostanzialmente ormai l 'unico corridoio umanitario piccolissimo ma prezioso aperto perché tutto il resto insomma vediamo che non è effettivamente al di là. delle dichiarazioni operativo. I Medevac sono missioni interforze, quindi nascono in seno alla comunità europea, vengono gestite dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile insieme al Ministero degli Interni, il Ministero della Difesa, le Forze Armate.

l 'aviazione e via dicendo, ma tutto il personale sanitario e volontario che sta su quei voli è personale toscano. Ed è un motivo di orgoglio enorme, abbiamo fatto 12 missioni, ho partecipato a due di queste missioni. E devo dire che è emozionante vedere i nostri medici, le nostre mediche, infermieri, infermieri che ad alta quota su voli militari che sono sostanzialmente dei grandi autobus non pressurizzati dove le vibrazioni... Sono vibrazioni importanti riuscire a infilare una cannula nel braccio di un bambino di pochi mesi ed è bellissimo vedere quelle famiglie perché la famiglia veniva evacuata intera,

oggi purtroppo le dividono, cosa che fino a qualche mese fanno. non era possibile, che piano piano capiscono di essere già al sicuro quando sono sull 'aereo, ma lo capiscono ancora di più quando vedono piccolissimi cinestrini accendersi le luci del nostro paese. missioni complesse dal punto di vista operativo, dal punto di vista sanitario, perché ovviamente vengono evocati casi più difficili. Sono circa 100 le persone che portiamo via, compresi i familiari, ma i pazienti sono di solito una ventina, quasi tutti pediatri. pensa che la lista OMS dei bambini che avrebbero urgenza di essere evacuati è

più di 10 .000, corrisponde a più di 10.000 bambini, quindi è davvero una piccola goccia, però una goccia toscana e questo ci rende davvero molto orgogliosi. Raccontare e che facciamo nei nostri spazi informativi nonostante appunto l 'attenzione tenda a diminuire poi su quelle che sono i reali bisogni soprattutto delle popolazioni civili. Torniamo sul nostro territorio in termini di visione. Rispetto alle politiche sanitarie che attraverso la declinazione delle case di comunità ho 70 certificate, ma l 'obiettivo è di alzare questa asticella, dimostrano che tipo di modello sanitario

che la Toscana vuol portare anche a livello... nazionale come esempio. È una grande rivoluzione, noi abbiamo aperto 70 case della comunità finanziate col PNRR entro la data di scadenza del 30 giugno, ne apriremo altre 10 entro la fine dell'anno, ci sono gli ospedali di comunità. però sono dei tasselli di un disegno molto grande, stiamo cambiando pelle al sistema sanitario, per questo la chiamo rivoluzione. Il sistema sanitario pubblico nel nostro paese nasce alla fine degli anni 70, soprattutto grazie a... Grazie alla forte spinta di una donna meravigliosa come Tina Anselmi, partigiana, prima ministra, donna della

Repubblica, ma nasce leggendo i bisogni di quella società lì e quindi nasce con l 'ospedale al centro, nasce rigido nel suo... meccanismo, cioè sono io paziente che devo andare a cercare la prestazione, nasce puntando molto sulla specializzazione e questo sistema nel corso degli anni ci ha consentito di curare bene le persone, sempre meglio. meglio di evolvere anche tecnologicamente e di raggiungere prestazioni altissime. Ma l'altissima specializzazione sulla quale dobbiamo continuare a investire ha frammentato le persone, non solo il sistema, anche le persone.

E oggi è il momento invece di... cioè di ricucire queste frammentazioni e quindi dobbiamo cominciare a riguardare la persona tutta intera perché quando barca alle porte del sistema porta certamente una malattia o un problema, ma non porta soltanto quella malattia e non è soltanto quella malattia. soltanto quella malattia. Continua ad essere una persona con i suoi problemi, i suoi legami familiari, le sue relazioni, le sue paure, le sue ansie, tutto quello che deriva dall 'attraversare una fase particolarmente delicata della vita e tutto questo va col... insieme. Contemporaneamente bisogna superare la

frammentazione delle varie specializzazioni e costruire equip multidisciplinari che lavorano intorno alla persona sulla base dell 'esigenza di quella persona. Questo vuol dire costruire una rete che è fatta di territorio, case della comunità, ospedali della comunità, ma anche RSA, ma anche farmacie, cioè tutti quei punti che sono porte di accesso al sistema e che dialogano con il pronto soccorso, con lo... Fino ad oggi l 'unica porta di accesso aperta H24 era quella del pronto soccorso e questo ha generato un sistema che oggi ci porta a dire che l '80 % degli accessi al pronto soccorso è improprio.

Sbagliata se ci pensi perché non è improprio dire che è improprio sposta la responsabilità dal sistema che non è organizzato alla persona che sbaglia porta. Tu sbagli ad andare lì, in realtà come dovrebbe fare un cittadino adesso con questo modello quello che va cambiando. Adesso attraverso il 116 -117, che dobbiamo imparare a chiamare per ogni bisogno, il cittadino verrà orientato verso la porta giusta e sostanzialmente tutto ciò che non è ambulante. e che quindi deve correttamente andare al pronto soccorso, può essere gestito nella casa di comunità, nel PIR o comunque nella risposta territoriale.

Peraltro le nostre case della comunità sono popolate, cioè sono già spazi vissuti. dove c'è integrazione fra sociale, fra sanitario, ci sono i medici di medicina generale. Che primi feedback state ricevendo da questa decina di strutture che sono state inaugurate capillarmente sul territorio? I feedback sono estremamente positivi, cioè chi varga quella porta... trova una presa in carico molto completa, ancora sono poco conosciute. Ora inizieremo una campagna di comunicazione importante perché un servizio funziona se è conosciuto,

ma se oggi fermo qualcuno per la strada... o al bar e chiedo che cos 'è una casa di comunità, sono in pochi quelli che sanno che cosa trovano là dentro, ma in realtà là dentro si trova tutta la risposta che non è emergenziale, si trovano gli assistenti sociali, si trovano i medici di medicina, generale, a volte pediatri di libera scelta, si trovano tutti gli specialisti della cronicità perché noi abbiamo a che fare con una società che invecchia e invecchia molto, un toscano su quattro ha più di 65 anni, nel 2030, cioè domani, Un toscano su tre avrà più di 65 anni.

Senta, questo inciderà anche nell'annosa questione dei tempi delle liste di attesa? Cioè si velocizzerà il sistema rispetto alla risposta? Sarà uno dei contributi, ma le liste di attesa... D'attesa non hanno una risposta unica perché sono un tema estremamente complesso. Noi abbiamo ottime prestazioni sulle ricette che hanno la dicitura breve o urgente. Siamo intorno al 90% delle prestazioni nei tempi. i dati. Siamo invece più lenti su quelle che sono differite o programmate e quindi non hanno

una caratteristica di urgenza. Però le liste d 'attesa dipendono da una serie di fattori. Uno sono le prescrizioni. non appropriate, perché per esempio nella dermatologia è impossibile che la prescrizione raddoppi ogni anno. Quello non è un bisogno che raddoppia ogni anno, è che spesso c 'è una gestione per la quale un medico di medicina generale, che ha 1800 assistiti, che sono tanti, si trova il paziente che dice ho bisogno di questo e fa la prescrizione anche quando non è necessaria. Su questo stiamo lavorando insieme ai medici di medicina generale, perché quando c'è una lista d'attesa lunga,

Avviene che molte di quelle persone che attendono lo fanno appunto in seguito a una prescrizione che è impropria, ma questo rischia di affogare il bisogno vero, cioè il bisogno di quella persona che ha davvero necessità di quella prestazione e che viene equiparata. a chi invece ha un bisogno minore, quindi su questo bisogna lavorare. Incide l 'assenza di personale, noi stiamo combattendo contro una vocazione che ormai non c 'è più, cioè i nostri ragazzi, le nostre ragazze non scelgono più di fare professioni mediche. né infermieristiche né mediche, perché è un mestiere faticoso, perché è un mestiere sottopagato rispetto alle responsabilità che si assumono e questo è un problema enorme

perché quando i medici e le mediche o gli infermieri sono pochi, hanno grande capacità di scelta ovviamente e spesso scelgono il grande ospedale dove c 'è più possibilità di progressione di carriera o dove si può fare l'intervento più complesso e quindi professionalmente è più interessante, scelgono la città dove si può fare l'intervento. si organizza meglio il tempo di vita, il tempo familiare e le aree interne, i piccoli ospedali, si impoveriscono e questo rischia di diventare un divario di accesso alle cure enorme, che ci preoccupa in maniera importante e sul quale... però non vediamo una reazione nazionale all 'altezza della gravità di questo fatto.

E poi ci sono le risorse. Il fondo sanitario non cresce quanto crescono i bisogni, soprattutto legati all 'invecchiamento del mondo. la popolazione. Poi torneremo sulla questione personale e medici anche di famiglia ma risorse. La Corte dei Conti nei giorni scorsi nel suo report ha parlato della sanità come punto dolente per il bilancio anche se c'è di garantire e mantenere sotto il profilo della risposta un livello di soddisfazione anche perché lo ha detto il Presidente Gianni, il bilancio sanitario non può essere mai a somma positiva perché c'è un diritto costituzionale che vogliamo

garantire e se mancano risorse in quell 'ambito facciamo in modo di dirottarle lì nella gestione poi di altri servizi su cui attuiamo politiche diverse. Ma il bilancio della sanità regionale è comunque in sofferenza. e metter mano a questo e quali saranno le sue priorità anche in collaborazione con il nuovo dirigente appena nominato? Ci stiamo già lavorando, il nuovo direttore è già all 'opera per... Conoscere, ma la conosceva già perché noi avevamo aperto un tavolo con tutti i direttori generali, sia ospedalieri che delle ASL, condividendo con loro una situazione che è una situazione critica,

perché appunto i bisogni crescono. le risorse non crescono e quindi dobbiamo ovviamente innovare il modello, dobbiamo fare in modo che le case della comunità non rappresentino una duplicazione di servizi già presenti sul territorio ma una riorganizzazione, dobbiamo ovviamente intervenire anche per provare a riorganizzare le cose in modo che si generino dei risparmi senza tagliare servizi che sono essenziali per le persone. Tutto questo è un contesto in cui... Lei lo ha detto, l'addizionale IRPEF è andata in bollette, cioè è andata nell'accedere...

L 'addizionale IRPEF sostanzialmente coprirà per quest 'anno i costi, gli aumenti delle bollette energetiche dovute anche alla situazione geopolitica internazionale, quindi per quanto... riguarda responsabilità del governo pure questa, perché poi se, come dire, sei dipendente energeticamente da paesi non democratici, poi ti prostri davanti a quei paesi non democratici perché altrimenti non ti regge il sistema economico. economico, 43 milioni in più, aumenti contrattuali sacrosanti, lo abbiamo detto, abbiamo il personale meno pagato d'Europa, però sono 100 milioni che graveranno in maniera pesante sulle casse

regionali e in più l'inflazione che pesta duro. che purtroppo darà un contributo importante. Quindi l 'addizionale IRPEF ci serve per aprire la porta la mattina nei nostri presidi. Però dobbiamo continuare a dare servizi e ne dobbiamo dare di più perché stiamo aprendo, abbiamo aperto case della comunità. Comunque hanno bisogno del personale che serve per garantire i servizi che sono previsti dentro le case della comunità e dobbiamo innovare il modello che guarda al welfare dell 'età più matura perché appunto questo è un tema. che cambia anche il sistema di cura, perché la cronicità non si può gestire dentro gli ospedali,

va gestita sul territorio, quando è possibile va gestita a casa, perché le persone anziane più si gestiscono sul territorio e a casa, più si lasciano in mezzo alle ospedali. alle loro affetti, alle loro cose, alle loro abitudini, meglio si gestiscono, meglio vivono, meglio reagiscono alle terapie. C 'è poi la popolazione giovanile e la grande fetta anche di disagio e il fronte psicologico che... ha bisogno di un sostegno. È l'altro grande tema. Io fin dall'inizio ho identificato due temi prioritari, quello degli anziani che anche numericamente rischiano di far saltare economicamente il sistema se non innoviamo il modello e gli diamo respiro.

tempo, è quello delle giovani generazioni che soprattutto dopo il Covid vedono enormemente ampliato il disagio e enormemente aumentato i problemi di salute mentale. Ormai gli accessi al mail si sono credo decuplicati, sono accessi di ragazzini e ragazzine che non hanno trovato una risposta di prevenzione o che abbia saputo intercettare il bisogno prima sul territorio. la situazione è arrivata ormai esplosa all 'interno del pronto soccorso, sono età sempre più precoci.

Gli ultimi tentativi di suicidio gestiti al mayor hanno visto ragazzini di 11 anni. alimentazione, quindi di anoressia o comunque disturbi dell 'alimentazione riguardano sempre più ragazzini, anche maschi, anzi forse più maschi e ragazzine anche bambini. nove anni e quindi c 'è un tema enorme che noi dobbiamo imparare a gestire, perché se la regione toscana è avanzata su tantissimi temi e può far scuola su tantissimi temi, su questo io credo che

non si sia stata in grado di tenere. il passo con il cambiamento e l 'aumento di questa tipologia di problemi. E oggi siamo un po' a mani nude perché abbiamo pochi posti letto dentro gli ospedali e li stiamo aumentando. Pochi posti letto, quasi nessuno per il post -ricuvero, quindi un ragazzo o una ragazza che esce dall'SPDC non può andare in una comunità perché nella comunità ci sono troppe persone di più fasce d 'età e una risposta. assistenziale non adeguata a un bisogno che non è più acuto ma ha bisogno comunque di un livello assistenziale

importante e manca tutta la parte di prevenzione, non è sufficiente perché se una ragazzina di 12 anni arriva al Meyer per tentato suicidio e nessuno ha intercettato quei segnali, nella famiglia, nella scuola, nelle associazioni sportive che frequentava, nella parrocchia, nessuno. Vuol dire che noi abbiamo un problema e quel problema non è di facile gestione, ha bisogno di una grande... di alleanza che noi stiamo provando tutto questo, lo psicologo di base la sua diffusione, abbiamo visto anche le importanti risposte, è un primo step? è un primo step ma non basta

e soprattutto non basta per questa fase di vita così preco Perché se vado dallo psicologo riconosco di avere un bisogno, ma quando si parla di ragazzini adolescenti o preadolescenti, le sentinelle devono stare a scuola piuttosto che nelle associazioni sportive, piuttosto che nelle parrocchie. negli ambienti dove vivono e dove qualcuno può individuare un problema da prendere in carico, da segnalare, da accompagnare, da comprendere. Manca in quella fascia d'età la consapevolezza di dire, è difficile anche per me, Per un adulto, per un ragazzo, una ragazza, un bambino, una bambina è ancora più difficile.

Quindi è proprio diverso il modello per intercettare il problema. Per intercettare il disagio. Siamo quasi in conclusione, torniamo sui medici di famiglia. Come affrontare questa carenza, questa ricerca in tutte le ASL sulle varie problematiche che abbiamo detto, i pensionamenti, ma anche insomma il calo motivazionale, ma anche i problemi strutturali di alcuni. Le zone. Servirebbe un governo che prenda atto e abbiamo un problema, un problema che non riguarda la Toscana ma riguarda tutto il paese perché dobbiamo far tornare la professione, una professione attraente, dobbiamo far tornare la professione attraente, dobbiamo far tornare la professione attraente.

una scuola di specialistica per i medici di medicina generale per esempio dobbiamo lavorare sulla retribuzione ma perché dovrei scegliere di fare l'infermiere che oggi ha una competenza altissima e responsabilità incredibile cioè senza gli infermieri e le infermiere Non funzionano le sale operatorie, non funzionano le case della comunità, non esiste la domiciliaria, è una figura chiave del sistema e ce ne mancano migliaia, perché è un mestiere complesso, con un 'alta professionalità, con un 'alta specialità. totalizzazione, pagato pochissimo. Serve un grande piano nazionale per far tornare attrattiva

la professione e per farla tornare attrattiva nel sistema pubblico, perché ormai non esiste più un sistema sanitario nazionale. Questa è la verità, esiscono tanti sistemi regionali e questo l 'abbiamo visto bene durante il Covid, è la fotografia di quanto è accaduto perché regioni come la nostra che hanno continuato a credere e investire nel sistema. hanno affrontato il Covid con una forza diversa, perché noi le terapie intensive ce le avevamo. Regioni come la Lombardia, dove ormai il privato è un pezzo importante del sistema, forse mi spiego a dire prevalente.

Le terapie intensive non c'erano e i medici e le mediche si sono trovati costretti a scegliere chi doveva vivere e chi doveva morire, perché la differenza fra il pubblico e il privato è che il pubblico investe dove serve, il privato dove rende e quindi le terapie intensive più intensive il privato non le comprerà mai. Dunque noi dobbiamo tornare a investire nel sistema pubblico, a crederci, perché è un fatto di democrazia, non soltanto di salute, anche di democrazia e serve un governo che torni a crederci. credere che è possibile farlo e che riporti gli investimenti, il rapporto tra sanità e PIL

a livelli minimamente dignitosi. Vedo che il ministro sta provando a portarla al 6 ,5, eravamo al 6 ,3. Dopo di noi in Europa ci sono l 'Estonia, la Lituania, la Grecia, la Bulgaria, siamo veramente il fanalino di coda, mentre vedo che gli investimenti in armamenti crescono fino al 5%. Roma come riferimento? Assolutamente, ma una priorità che è molto presente nel centro -sinistra di Roma, che la nostra segretaria Elislein ha, come dire, fissato in alto nella nostra

agenda, perché credo che sia in assoluto... la priorità, prendersi cura delle persone, garantire a tutte e a tutti, a prescindere dal peso del proprio portafoglio, la possibilità di curarsi, credo che sia forse l 'elemento più importante che un sistema democratico. Però lei andrà a Roma sempre come assessora alla sanità della regione toscana, ha già espresso la sua scelta, siamo in una campagna elettorale permanente solitamente e si è tornati già a Roma. a parlare di un post Gianni addirittura ma soprattutto della scadenza

politica del 2027 però lei lo ha già detto anche a garanzia dell 'impegno e del lavoro che vuol fare sul territorio, rimarrà qui. Io credo che... Quando si assume un impegno, quell'impegno vada portato fino in fondo. L 'ho fatto anche da consigliera regionale, ero stata eletta da due anni, mi fu chiesto di andare in Parlamento, e disse no, mi hanno votato per altro, vuol dire anche in maniera inaspettata. e quindi rispetto il mandato di chi mi ha votato. In questo caso non sono stata votata, sono stata nominata, ma ho fatto un patto con i cittadini e con il sistema sanitario pubblico. Abbiamo avviato una rivoluzione vera, un cambiamento profondo.

della sanità territoriale ma anche quello dell'umanizzazione delle cure e credo che non si possa avviare un cambiamento così radicale e poi andarsene, non sarebbe serio, quindi rimarrò per finire questo lavoro. un alleato in un governo che capisca quello che stiamo facendo e lo sostenga. E allora ci rivedremo da settembre, ma cosa dire ai cittadini e alle cittadine in termini di priorità, di servizi, questo aumento delle case di comunità? Sarà ma soprattutto vorrete farle conoscere per farle usare al meglio dall'utenza? Partirà dalla fine di settembre, una grande campagna per comunicare cosa

c 'è dentro le case della comunità, anche dentro ogni singola casa. della comunità perché stiamo lavorando alla loro implementazione e ogni casa della comunità sarà un abito sartoriale uscito su misura di quella comunità, quindi apriremo processi di partecipazione, di coinvolgimento, continueremo a investirci, ad arricchire. L 'unico messaggio semplice che voglio trasferire è chiamate il 116 -117, rispondono rapidamente e vi indirizzano verso il servizio più utile, più appropriato che può dare la risposta a me. migliore al vostro problema, non vi precipitate immediatamente in pronto soccorso perché spesso le risposte

si trovano altrove altamente qualificate, esattamente come quella del pronto soccorso, magari aspettando anche meno. importante in questa fase di caldo e di fragilità, molto molto sensibile da attenzionare. Grazie davvero all'assessore regionale Monia Moni per essere stata con noi, buon lavoro. tra poco con altre interviste e altri approfondimenti, rimanete con noi