Adolescenza digitale: genitori e guide consapevoli e presenti
Approfondimento sul rapporto tra adolescenti e tecnologia digitale, con focus sui patti digitali come strumento educativo. La psicologa dell'età evolutiva Roberta Tessaro e l'educatore Tommaso Gianni discutono di come genitori e adulti possano accompagnare i giovani nell'uso consapevole degli smartphone e dei social media, bilanciando dialogo e controllo. Viene presentata l'esperienza della 'settimana offline' realizzata nella diocesi di San Miniato.
Capitoli
- 00:00Introduzione e presentazione ospiti
- 01:38Il ruolo del genitore tra dialogo e controllo
- 04:22La settimana offline: esperienza di disconnessione per adolescenti
- 08:22Reset digitale e scoperta delle alternative
- 12:22Socialità modificata e paradosso dello schermo
- 16:22Gruppi WhatsApp e cyberbullismo: il patto digitale
- 20:22Algoritmi e fragilità adolescenziali
- 21:42Conclusioni e saluti
Trascrizione 39 passaggi
Stai ascoltando Controradio, FM, DAV, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi, questa è Controradio. Radio. Alle nove passate da cinque minuti dagli studi di Controradio abbiamo concluso poco fa la trasmissione dedicata a Prato ma di riflessione con Giorgio Bernardini e Raffaele Palumbo eh sulla Genz zii, sui giovani, adesso scendiamo anagraficamente ancora di più, vogliamo parlare di adolescenti e digitale in questo viaggio che
stiamo facendo periodicamente a partire dallo spunto dei patti digitali, strumenti di condivisione. visione messa in pratica di una educazione e condivisione tra generazioni rispetto all'uso degli strumenti tecnologici saluto i nostri ospiti siamo in collegamento anche su Controradio TV dunque visibili anche i nostri canali cross-mediali. Abbiamo in collegamento la dottoressa Roberta Tessaro, psicologa dell'età evolutiva. Ben trovata, buongiorno. Buongiorno, buongiorno Chiara, buongiorno a tutti. Sei più conosciuta soprattutto su...
profilo Instagram molto seguito come la psicologa dei bambini, delle mamme e dei papà, quindi grazie davvero per la disponibilità di condividere con noi la riflessione che faremo oggi e do il ben trovato anche a Tommaso Gianni diacono della Chiesa Cattolica, diocesi di San Mignato, educatore di squadre giovanili di calcio, attivista dei diritti civili e sociali, già insegnante di diritti di religione. Buongiorno. Buongiorno a tutti. Testimonianze delle professionalità importanti, io partirei dalla dottoressa Tessaro rispetto alla domanda annosa che ci poniamo anche in queste trasmissioni, se il
ruolo dell 'adulto e del genitore deve essere davvero quello di contro loro, oppure si può stabilire un altro piano di dialogo rispetto a una tematica che per quanto riguarda noi grandi ci vede affacciarci ad una dimensione che invece per pervade sicuramente gli adolescenti che sono nati nella dimensione tecnologica, ma poi alla fine pervade un po' tutti, perché siamo in un contesto digitale permanente, potremmo Sì, allora, parto con una premessa… importante, cioè tutto quello che dirò, non voglio parlare anche per
Tommaso, però è un tema veramente vastissimo, quindi cercherò di essere sintetica, ma davvero si potrebbe parlarne per ore. giornate intere forse ecco il ruolo secondo me del genitore proprio in estrema sintesi deve essere proprio un equilibrio tra dialogo e allo stesso tempo controllo perché a volte si perde un attimino di vista il fatto che il genitore effettivamente ha il dovere di porre dei limiti però senza perdere comunque il ruolo di una figura della quale il giovane adolescente
si possa in qualche modo fidare. Il rischio al giorno d'oggi è proprio Quello di aver paura a volte a porre dei paletti e quindi perdersi magari in quello che può essere un po' un atteggiamento troppo permissivo con tutti i rischi che ne seguono. Quindi il ruolo giusto sarebbe proprio quello di... Tenere aperta la strada del dialogo e per dialogo intendo un dialogo sincero, fatto di interesse nei confronti della modalità che il giovane ha comunque di utilizzo dello smartphone o comunque di tutto quello che è il mondo social. D 'altra parte però dei paletti che sono fondamentali perché i rischi sono davvero
davvero tanti quindi non bisogna avere paura di porre dei vincoli, non bisogna avere paura comunque di essere ogni tanto davvero dei controllori non solo però l 'equilibrio tra queste due strade è il ruolo fondamentale del genitore che fa fatica perché è nel mondo digitale ma con un utilizzo a volte diverso rispetto a quello dell'adolescente tema vastissimo come dicevamo però cercheremo di analizzare alcuni degli aspetti in un percorso che comunque non si fermerà qui gli adolescenti che soffrono di ansia e depressione
passano in media 50 minuti in più al giorno sui social questo è stato un titolo rispetto a un Ieri su Repubblica, derivante da uno studio pubblicato su Nature Human Behavior, uno dei tanti che riflettono sul rapporto strumenti giovani e condizione psicologica. sperimentato una fase di disconnessione per questi adolescenti. Come è avvenuta e che risultati ha dato? Eh si tratta della settimana offline che ha ha raggiunto la sua quarta edizione eh è una mia
che faccio come diocesi di San Mignato a otto studenti e studentesse delle superiori della zona di Fucecchio, dell 'Empolese. Dura una settimana e è una settimana di comunione e di vita, non di comunione. dire spegniamo gli smartphone e poi ognuno a casa sua, ma andiamo a vivere tutti e nove all 'ostello comunale di Fucecchio e ci muoviamo con un pulmino da nove, quindi la numerosità dei partecipanti è tarata. sulla capienza del mezzo di trasporto, è la prima settimana di scuola, anche questa è una scelta voluta,
che si intersechi con l 'anno scolastico, quindi si possa fare questa esperienza insieme all 'ordinarietà dell 'anno. quindi a metà settembre come l'hanno accolta e poi dopo come sono tornati finisco di spiegare brevemente dicendo che la mattina si va a scuola ovviamente ognuno nella sua classe, non sono compagni di classe normalmente E poi invece il pomeriggio partiamo col pulmino, quindi per sette pomeriggi, sette piccole gite, anche a sfondo sociale, siamo stati un anno alla CKN a incontrare gli operai per sentire le loro ragioni, piuttosto un 'altra volta.
dai facchini di mondo convenienza che erano anche lì che stavano bloccando lo stabilimento, andiamo ragazzi a sentire perché lo stanno facendo, oppure anche esperimenti più divertenti che ne so, sulle colline di Sinalunga a cercare di vincere. pranzo a sorpresa, li mandavo a coppia per dire dovete spiegare quello che state facendo e testare un po' l 'ospitalità di questi piccoli paesi. Diciamo che la partecipazione è stata su base volontaria ovviamente. diciamo che l'obiezione che potrebbe smontare con una frase questa esperienza è che partecipano a questa settimana i ragazzi delle superiori
che hanno meno problemi nell'uso e nell'abuso degli smartphone. Perché chi ha dei problemi grossi ti dice, prof, io non partecipo a sta cosa, quindi su base volontaria. Come sono tornati? Sono tornati, io credo, più consapevoli, mi ci metto anche me. Sono un adolescente ma questa settimana di Reset è comunque un qualcosa di potente, quando io l 'ho già fatta tre volte e ora mi sto preparando alla quarta. Diciamo che poi si ricomincia a usare il messaggio di...
Questa settimana offline non è internet non service, se ne può fare anche a meno, anzi, è una specie di reset per maturare una consapevolezza maggiore. Ieri c'è stato una sorta di blackout, diciamo, del... le connessioni qui a Controradio, lavorativamente parlando, ci siamo trovati tutti nudi e in difficoltà, arrancando con i tempi, con i mezzi, alla faccia della positività, della disconnessione. siamo detti però in realtà Roberta Tessaro lei come professionista come
valuta questi reset temporanei da somministrare possono essere degli indicatori di un inizio di una nuova consapevolezza oppure una disintossicazione temporanea che poi viene colmata da una routine che si ripropone allora innanzitutto questo è un fatto reale noi siamo in un mondo digitale Io sono molto affascinata dall 'esempio e dall 'attività proposta da Tommaso. Sono molto molto interessanti e sono delle occasioni secondo me per scoprire le alternative.
perché spesso e volentieri anche su cose per le quali non è necessario lo smartphone, comunque non è necessario stare sui social, noi continuiamo effettivamente a farne un uso eccessivo. Quindi scoprire che si può sopravvivere... vivere anche senza effettivamente è una bella occasione, specie per i giovani, scoprire che ad esempio si può parlare, si può chiacchierare, si può fare un'attività anche a livello fisico, si può andare in giro e incontrare la gente. Secondo me è molto interessante dal punto di vista della scoperta delle alternative. Poi, ahimè, ho paura che a volte rischino di essere poi dei singoli episodi
se non si fa un passo in più, cioè se non si capisce che da quell'esperienza si può trarne... nel capire che su alcune cose dobbiamo forse muoverci e smetterla di delegare completamente i device su ogni cosa perché noi non pensiamo più a nulla ne siamo dipendenti non ci ricordiamo più numeri di telefono non sappiamo nemmeno dove siamo a volte perché facciamo riferimento solo alle mappe eccetera e quindi da lì capire anche che su alcune cose quindi ci sono dei pro e quindi degli utilizzi, passiamo
il termine sani o comunque. utili, ma dall'altra parte non bisogna eccedere in quella che è appunto una dipendenza e un eccesso di delegare questi dispositivi. Quindi secondo me sono esperienze utilissime per scoprire le alternative e per capire dove in effetti il digitale può essere. di aiuto e dove invece è qualcosa comunque di negativo e soprattutto rischioso. A questo proposito, tornando all 'esperienza di Sinalunga che lei citava, di contatto quindi con estranei, entrare in contatto con una comunità... comunità, non nella propria zona di
confort, né dal punto di vista generazionale, né di contesto. Lei ha riscontrato una difficoltà oggi, dei giovani o comunque del focus che analizzava. dialogare, interfacciarsi con persone che non si conoscono. Sì, è un po' dettato dalla disabitudine, perché comunque si riempiono i vuoti anche quando si è all'aperto, anche quando si è in luoghi pubblici, guardando il telefonino. Quindi ti viene meno, sei meno abituato e quando poi diciamo che ci sarebbe una bella occasione per farlo magari ti viene voglia di ma poi ti autocensuri
e dici no ma che figura ci faccio è diventato. questo del parlare in pubblico, è una mia impressione, quasi come un qualcosa di osceno, come qualcosa di fortemente maleducato di una persona che fa un rutto sul treno, che uno dice mamma mia, è uguale attaccare di... anche con un argomento superficiale se si vuole. Cioè è più facile passare attraverso lo strumento digitale per comunicare che… Sì, sì, io almeno la mia impressione, parlo da uomo della strada, non da studioso, però la…
L 'eccezione che sento è questa, quindi sono d 'accordo sul fatto che queste possibilità offline sono proprio un modo per riscoprire il bello del parlare faccia a faccia, mi diceva una studentessa a una delle ultime edizioni. e mi sono messa anche a parlare con i vecchietti al barrino perché mentre si aspettava di partire col pulmino per andare a scuola non sapevo cosa fare, mi sono messa a chiacchierare e è stato bello Ecco, dottoressa Tessaro, tutto questo vede due livelli una a fronte anche di una cloma Quotidiana in cui noi alimentiamo un 'ansia nei confronti di questi ragazzi e ragazze rispetto alla socializzazione in presenza, lo sconosciuto e tutto quello
che può succedere in presenza. qualche modo disinibito invece se si tratta di un online, un contatto che magari il ragazzo e la ragazza tende a reputare più facile e più sicuro forse addirittura. È paradossale, nel senso che davvero i ragazzi, ma un po' anche i neodulti, perché succede questo, davanti allo schermo ci sentiamo in qualche modo più coraggiosi, a volte anche nel dialogo. In effetti si preferisce il messaggio vocale piuttosto che la telefonata,
cioè non siamo più abituati all 'essere in diretta, quindi è tutto dietro lo schermo e l 'aspetto sociale ha proprio subito... Una modifica, è come se ci fosse anche una legge non scritta, proprio come diceva Tommaso, cioè è come se ci fosse un 'abitudine o comunque una regola tale per cui in giro, che sia sul treno, che sia proprio nei luoghi comuni. con l 'altra persona non vado a disturbarla però magari chatto con un estraneo a chilometri chilometri di distanza senza sapere che cosa stia facendo se magari in quel momento lo sto disturbando cioè
sia proprio se proprio modificato la percezione di come socializzare di come relazionarsi quindi il fatto di essere indifferita o comunque dietro uno schermo va a rendere le persone non solo più coraggiose ma anche un pochino più così super nella valutazione dei rischi, gli stessi genitori devono rendersi conto di quanto poi sia rischioso mettere i figli nella possibilità di aprire le porte a davvero persone di quella... Qualsiasi condizione, persone che effettivamente non conosciamo
e quindi non sappiamo l 'apporto che possono poi avere nella vita dei più giovani. Quindi si è modificato completamente il modo di... percepire la socialità e la relazione con l 'altro questo è un peccato piccola aggiunta questo è un peccato perché quei piccoli gesti di gentilezza e di considerazione positiva che ci sono anche fra estranei e rendono Secondo me il clima sociale più bello, cioè creano un humus migliore, questo ce lo stiamo perdendo. E' anche meno alienante. Lei ritiene, dottoressa Tessaro, che il genitore debba essere un po' più coraggioso?
nelle sue scelte e anche nel dialogo si coraggioso e a volte consapevole nel senso si fa tantissima informazione rispetto ai rischi del dell'utilizzo dello smartphone si parla di numeri si parla davvero di casi estremi però la consapevolezza davvero ancora non c 'è anche perché la maggior parte dei genitori che in effetti poi ascolta attentamente questi messaggi che vengono divulgati, ecco, si tratta di una fetta di genitori che già di per sé forse è attenta,
quindi già di per sé fa. Manca però ancora un pezzettino, il genitore deve essere consapevole, al di là dei rischi, di tutto quello che sta facendo perdere al giovane, di tutto quello che può succedere. L 'utilizzo passivo dei telefoni, la dipendenza comunque da questo click continuo, questo cambio continuo di immagine. È un pezzettino che il genitore effettivamente deve avere il coraggio di vedere, a volte per non voglia oppure perché è effettivamente qualcosa di faticoso da gestire, il genitore non si prende ancora.
tutta questa responsabilità e bisogna forse capire però in che modo trasmettere questo messaggio perché a volte parlo per me però mi sono confrontata anche con tante altre persone che fanno divulgazione in questo senso e ci si chiede caspita ma Ma qual è allora il modo per far capire effettivamente che è pericoloso tutto questo, che ci stiamo forse giocando una generazione, perché sennò diventa un po' come l'immagine sui pacchetti delle sigarette che sì, la vedo, però tutto sommato se poi ho voglia lo stesso no quindi il rischio è un po è un po questo manca un pezzetto di consapevolezza bisogna
capire come farla arrivare in effetti sono le 9 20 abbiamo ancora qualche minuto e vorrei con voi concentrarmi su un altro aspetto Quello anche dei gruppi Whatsapp, dei gruppi in cui lei dice da esperienza che Tommaso Gianni viaggiano i contenuti più cattivi rispetto a… Anche il cyberbullismo viaggia molto su… sui gruppi di chat, no? Ecco, e propone anche dei momenti di riflessione genitore e figli,
addirittura da patteggiare al momento dell'acquisto dello smartphone. Del primo smartphone, no? Questa è un po' la mia proposta. quella di provare a istruire i figli preadolescenti al momento del primo smartphone con una specie di scuola guida di internet, del digitale sullo smartphone. per dire, visto che è uno strumento che ha tanti pregi ma anche tanti rischi, all 'inizio proviamo un po' a andarci insieme. E dice bene, un momento nella sua proposta settimanale di analisi insieme ai genitori figlio dei gruppi WhatsApp.
a cui appunto il figlio è iscritto cioè parlarne insieme lo metterei proprio come proposta come patto al momento di comprare il primo smartphone e dire guarda non voglio entrare figlio mio non voglio entrare nella tua privacy, delle chat a tu per tu, ma nei gruppi sì, perché i gruppi almeno in parte sono già pubblici. A questo proposito ci sono delle domande che lei sollecita, dottoressa, molto interessanti. Sai cosa guarda tuo figlio e i suoi interessi? Sai essere curioso senza giudicare che è la questione controllo barra privacy e poi il dialogo viene meno se non si affronta la questione?
Sì, si ricollega perfettamente a quello che ha appena detto Tommaso, nel senso che... Innanzitutto serve proprio mettere dei paletti prima dell 'acquisto, perché a volte si pensa che ha raggiunto l 'età giusta così per la società o comunque un 'età legale tale per poter utilizzare uno... smartphone per poter essere sui social, quindi è tutto a posto. No, bisogna ovviamente fare un pezzettino prima, un pezzettino di formazione, proprio per avere una sorta di patentino e impostare proprio lì una delle regole d'oro, cioè il fatto che il genitore non può dare uno strumento o comunque dare permesso di un 'iscrizione ai social
e poi basta perché è importante proprio capire qual è il mondo quali sono gli interessi questa è una curiosità pura non un modo per controllare la presenza fisica anche del genitore dei momenti di dialogo diventano davvero la fonte una fonte importante per evitare tanti rischi perché il genitore non sa più che cosa guarda il proprio figlio sui social Quali contenuti? Sta guardando contenuti legati al calcio oppure è finito in qualche sito improbabile? Quindi è proprio fondamentale che la curiosità si abbini però anche a momenti di dialogo e di controllo.
paura di controllare i ragazzi. Io volevo aggiungere una cosa, soprattutto per insegnare i figli a rielaborare certi contenuti magari messi sui gruppi da altri ragazzini, che magari i ragazzini... Sono considerati a riderci su perché vedono tutti che reagiscono ridendo, invece è una cattiveria pesantissima per un altro ragazzino, gli occhi di un adulto sono in grado secondo me di far ragionare i ragazzini, vedi che ti accorgi che non c 'è niente da ridere. una cosa bruttissima, bisogna fermarli, no? Eh sì, questo apre anche altri scenari e
tanti approfondimenti, l'immagine, insomma, mi rimanda subito anche Adolescence, una delle tematiche all'interno di quella Potrebbe essere questa, ma mentre noi ragioniamo di tutto questo, intanto gli algoritmi crescono a dismisura e studiano come agganciare questi adolescenti, anche dalla semplice visione dello schermo riescono a capire. come alimentare quelle che sono poi le loro fragilità, le loro debolezze. Assolutamente sì, stiamo regalando la generazione dei più giovani perché sono sicuramente più...
fragili, hanno un cervello in via di formazione, poi ci metterei dentro comunque anche noi adulti perché non siamo esenti da un utilizzo a volte malsano dello smartphone, però non ci rendiamo conto che siamo completamente controllati e chiediamo i figli proprio nelle... mani di un algoritmo perché è proprio in grado di valutare il contenuto e di fare delle proposte che non hanno nulla a che vedere magari con i nostri principi educativi e con quello che vorremmo proporre. Sono le 9.25 in conclusione. Ne vuole aggiungere qualcosa Gianni? Ma non saprei cosa potremmo aggiungere.
Un bel sospiro rispetto a un 'impresa che però lei affronta quotidianamente nel dialogo con questi ragazzi. Sì certo bisogna. Lo fa col sorriso. l'entusiasmo perché è motivante questa cosa cioè ottenere un risultato in qualche modo di un tassello in più di consapevolezza vuol dire tanto nel percorso di crescita. Sì e poi bisogna ripeto è fondamentale un approccio di accompagnare stare insieme con loro stargli addosso soffiarli addosso magari sarebbe interessante anche poi intervistare questi ragazzi
questi giovani che fanno questi periodi di disconnessione in contemporanea con altre attività anche per capire quali possono essere poi i loro giudizi rispetto a questo, ma lo faremo, lo faremo noi ringraziamo i nostri ospiti e anche chi ci scrive, bella trasmissione complimenti, ci chiedono poterla riascoltare e tra pochissimo anche in podcast sui nostri canali cross mediali. Grazie davvero alla dottoressa Roberta Tessaro per essere stata con noi. Grazie a voi, è stato un piacere. Ringrazio anche Tommaso Gianni e
tutta la rete che ci sostiene in questo percorso di approfondimento rispetto al digitale, poi vi daremo anche conto nei nostri canali cross mediali di quella che sarà la prossima puntata che andrà in onda il 22 di maggio. prossimo. Ci fermiamo qui, tra poco la linea al GR di Popolare Network dalla redazione. L'augurio di una buona giornata. FM, DAV, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi.
Questa è Controradio. Grazie a tutti.