Agroalimentare e Terzo settore

28 aprile 2025 · 20 min

Sara Guidelli, direttrice generale Lega Coop Agroalimentare e neo accademica ordinaria dei Georgofili, parla del ruolo della cooperazione nel settore agroalimentare toscano. Si discute di cultura del cibo, sostenibilità, partecipazione giovanile e dell'importanza dell'aggregazione tra piccoli produttori per affrontare i mercati internazionali.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:49Riconoscimento Accademia dei Georgofili
  3. 03:00Cultura e valore del cibo
  4. 06:00Povertà alimentare e tradizione culinaria
  5. 10:00Il modello cooperativo nell'agroalimentare
  6. 14:00Giovani e innovazione in agricoltura
  7. 18:00Crescita dimensionale delle cooperative
  8. 20:00Conclusioni
Trascrizione 35 passaggi

Grazie a tutti. Condividila con chi vuoi, questa è Controradio. Alle 9 passate da 7 minuti, siamo in ascolto su Controradio ma anche visibili sui nostri canali crossmediali, dunque su Controradio TV. Come anticipato anche da Raffaele Palumbo ci occupiamo adesso di agroalimentare e terzo settore.

Ben trovato Racco. Ben trovati di nuovo, lo facciamo con un ospite che chi ci segue in video può già vedere. Eh sì, siamo con Sara Guidelli, direttrice generale Lega Coppa Agroalimentare. Ben trovata, Guidelli. Un appuntamento che abbiamo voluto approfondire rispetto all 'agroalimentare sul nostro territorio. ma non solo, anche alla luce di un riconoscimento importante che ne viene proprio dall 'Accademia dei Giorgofili, è stata insegnita del ruolo di accademica ordinaria. Guidelli, cosa rappresenta in un percorso in cui vi è...

Ne è portato avanti il ruolo della cooperazione in questo ambito? Beh, allora, intanto essere insegnata accademica è sicuramente davvero un grandissimo riconoscimento. Stiamo parlando dell'accademia più antica. più autorevole in termini di studi e ricerche sul mondo agricolo ed agroalimentare, insomma e quindi aver avuto questo riconoscimento è sicuramente stato davvero un motivo di grandissimo orgoglio. Chiaramente questo è un riconoscimento che è l 'inizio di un qualcosa, perché è un grande risultato, però è l 'inizio di un lavoro, perché il

fatto di adesso far parte a tutti gli effetti dell 'Accademia. chiaramente porta con sé tantissime responsabilità in termini non soltanto quindi del lavoro che faccio tutti i giorni ma nel cercare di coniugare quindi il lavoro che faccio con tutti gli studi e tutta la L 'autorevolezza, insomma, che in termini di innovazione, in termini di pensiero, appunto in termini di studi, l 'Accademia è in grado di esprimere. Questo chiaramente rappresenta un'opportunità enorme anche per il lavoro che faccio. Perché è uno scambio reciproco, quindi da una parte sicuramente io sono portatrice comunque

di un racconto che fa parte del lavoro che faccio tutti i giorni, delle imprese che seguo e come giustamente diceva lei della cooperazione. Dall'altra però... Appunto una contaminazione bidirezionale perché allo stesso tempo porto a casa anch 'io tutti i giorni un grande bagaglio da diffondere nel lavoro quotidiano. Lavoro importante anche per il settore agro. è il settore diciamo così che che se ne dica nel senso che senza di quello non andiamo da nessuna parte però da lì transitano le grandi questioni le grandi contraddizioni

grandi pericoli Le infiltrazioni, le ingiustizie versus giustizie invece, cioè il tema agroalimentare è così grande e pervasivo che in qualche modo ci interroga continuamente. nella nostra contemporaneità. Beh, intanto le sue parole con cui ha iniziato la frase sono per me molto importanti, perché forse per troppi anni abbiamo dato il cibo scontato. andavamo al supermercato, trovavamo sempre tutto, tutto a portata di mano, tutto in grandissima quantità

e forse l 'abbiamo un po' sottovalutato, invece il fatto che oggi ritorniamo un po' alle origini Secondo me è prima di tutto un grande messaggio culturale, cioè il cibo è il risultato di sapere, di tradizione, di grande lavoro, di grande sforzo dei nostri agricoltori e non è assolutamente scontato. Anzi, ritrovare la cultura del cibo, la stagionalità del cibo, saper riconoscere anche un cibo quando si va a un supermercato, si va a un banco di un mercato a scegliere quello che portiamo a casa.

Ma anche il valore del cibo. Anche il valore del cibo. Noi vogliamo pagarlo sempre poco questo cibo, perché dobbiamo comprare lo smartphone, dobbiamo cambiare la macchina, dobbiamo far comprare questo e quell 'altro. disponibili a mettere un olio costosissimo nel motore della macchina se si accende la spia ma vogliamo pagare l'olio extravergine d'oliva un terzo, un quarto, un quinto di quello che dovrebbe essere pagato, non va bene è un problema culturale enorme Tra le norme chiaramente nelle varie contraddizioni dobbiamo anche metterci dalla parte del consumatore

che comunque ha a che fare con un borsello che a volte appunto non è che gli consenta di fare sempre la scelta del... miglior prodotto premium, migliore disponibile. È chiaro che bisogna trovare una sintesi fra la nostra capacità di scegliere, la capacità della filiera però di comunicare, che è una altro aspetto fondamentale, allo stesso tempo sapendo che la nostra ricerca deve essere il giusto prezzo. Ecco, su questo ci siamo interrogati spesso anche su cosa mettere nel carriere.

con ospiti, docenti e studiosi rispetto a un fenomeno che è quello della povertà alimentare che non possiamo non prendere in considerazione. C 'è una diseducazione anche sulle città. da una necessità economica che porta appunto a una mancanza qualitativa ma anche di sostenibilità per tutto il sistema. Assolutamente sì, come dicevo è davvero difficile. Scegliere, cercando di fare sintesi fra le proprie disponibilità e il fatto che dobbiamo però mettere a tavola quella giusta proporzione di alimenti

che da una parte ci dà quel sostegno che è il nostro corpo. un po' necessita, ma allo stesso tempo ci dà anche soddisfazione di palato. Io su questo voglio ricordare, insomma io anche io avevo una nonna contadina, nonno contadino, Abbiamo una grandissima capacità di interpretare i piatti che derivano dalla nostra cultura, soprattutto dalla nostra cultura toscana, che in epoche dove davvero si tirava la cinghia riuscivano comunque a portare delle grandissime ricette. nelle nostre tavole. Questo fa parte del nostro saper fare, di una tradizione

che non dobbiamo assolutamente disperdere, perché quando si parla di cultura alimentare non c'è soltanto la cultura del prodotto agroalimentare. alimentare o del prodotto ortofrutticolo, ma c 'è anche tutto quel sapere che ci deriva dal non buttare via niente e rendere tutto un 'opera d 'arte, perché secondo me la cucina italiana è un po' Campanillista, fatemelo dire, anche la cucina toscana da questo punto di vista ha tantissimo da dire. Pensate alla pappa al pomodoro, alla ribollita, piatti straordinari che fanno grande la nostra cucina.

nati davvero in un'epoca in cui non si buttava via niente. In un 'epoca di grande povertà, un pezzo di pane duro con una mestolata di fagioli cotti con dei pomodori e un po' di sale. per un filo d 'olio e un piatto da re, per non metterci anche un po' di pancetta se posso permettermi, però veramente diventa un piatto da re da un punto di vista da l 'altro nutrizionale assolutamente completo, con la scoperta della proteina. vegetale è stata la salvezza della cultura contadina toscana in qualche modo però che

cosa significa fare agroalimentare da un punto di vista non della grande corporation internazionale general food eccetera o del grande brand nazionale privato ma da tutto il vista cooperativo che diceva una bella differenza assolutamente sì qui viene fuori racconto e con orgoglio faccio del mio lavoro La cooperazione nel mondo agroalimentare ha due forme, la più conosciuta è la forma dell 'aggregazione di piccoli imprenditori agricoli, quindi tanti imprenditori agricoli che da soli...

fanno tanta difficoltà, si mettono insieme per provare ad affrontare il mercato in forma comune. Non solo il mercato, ma anche i problemi, i problemi quotidiani, il problema della coltivazione, il problema della tornazione delle culture. Il problema della stagionalità, il problema adesso di tantissime fitopatie che purtroppo stiamo vivendo nel mondo agroalimentare. Allora mettersi insieme, affrontare insieme le problematiche è chiaro che è un punto di forza. Il modello cooperativo è un modello assolutamente funzionante verso i piccoli e i medi agricoltori,

tanto che ci sono tantissime bellissime esperienze anche in questo tema. Voi pensate, prima si parlava all 'olio, si parlava di olio che è proprio un prodotto tipico della nostra cucina, provate a pensare... tanti piccoli agricoltori che ad esempio devono frangere le proprie olive e devono vendere il proprio prodotto. In un mercato dove, come si diceva, molto spesso si dà più priorità a un

olio per la macchina piuttosto che... ...e mettiamo nel nostro meccanismo, che è il nostro corpo. Ecco, allora, pensate alla differenza fra tanti piccoli che devono fare e replicare gli investimenti, devono fare il loro piccolo frantoio, devono fare... la loro piccola linea di imbottigliamento rispetto invece a mettersi insieme, anche noi tre fossimo tre agricoltori, e dicendo intanto il piccolo frantoio lo dividiamo in tre, intanto il nostro prodotto mettiamo insieme facciamo una piccola linea una piccola linea di marketing una

pubblicità comune e questa la capacità della cooperazione di appunto mettere insieme e aiutare il più piccolo più debole aiutare le mangi in questo caso dell'imprenditore agricolo. Questo è anche il futuro dell'agroalimentare in Europa, non solo in termini appunto di sostenibilità per i produttori, ma proprio anche per richieste, anche da un punto di vista meramente burocratico, voglio dire. C 'è una necessità di semplificazione anche in questo ambito? Forse mettendosi insieme tutto ciò può essere più sostenibile anche da questo punto di vista? Allora, assolutamente sì, devo dire a livello europeo c 'è stato un grandissimo passo avanti.

Von der Leyen qualche mese fa ha presentato la sua visione appena insediata, ha presentato nei suoi primi 100 giorni la visione dell 'agricoltura di questo mandato europeo ed è stata una visione davvero innovativa. Tra gli elementi di innovazione che sicuramente voglio sottolineare c 'è stato proprio quello di riconoscere la forma cooperativa come volano d 'aggregazione per il più debole. Per la prima volta noi lo troviamo scritto. in un documento ufficiale europeo e vi assicuro che è un elemento straordinario. Così come per la prima volta abbiamo ottenuto il riconoscimento

dell 'agricoltore come custode del territorio. E anche questo è stato un elemento di grandissima innovazione, perché noi veniamo da un 'epoca in cui l 'agricoltore molto spesso era visto come una minaccia dell 'ambiente. viene visto come custode dell 'ambiente e anche come uno dei soggetti che pagano le conseguenze di questo ambiente. Dei cambiamenti climatici chiaramente sto parlando. Cosa significa? Chiaramente non significa che noi dobbiamo arretrare in termini di sostenibilità,

questo mai, questo non ci è concesso, perché questo mondo è ferito e ognuno deve fare la propria. L 'agricoltura rappresenta l '8 % delle emissioni e deve continuare a fare la sua parte, però sapendo che per fare la sua parte dobbiamo aiutarlo ad investire, aiutarlo ad avere... Una catena, una filiera agroalimentare pulita, trasparente, dove può comunicare quello che si diceva prima, il giusto riconoscimento del lavoro, allo stesso tempo abbiamo bisogno anche di tanta ricerca, di tanta ricerca, di tanta innovazione.

che però non può essere solo esclusivamente a carico dell 'agricoltore serve ma anche perché noi abbiamo un enorme problema di redditività di generare una sostenibilità anche economica L 'agricoltore ha l 'esigenza di avere un prodotto sano, di qualità, equo, che non passi da sfruttamenti, che sia accessibile economicamente ed altre cose del genere, ma l'agricoltore ci deve campare. Questa è una cosa che noi dimentiamo, ma è un insieme. viene venduta a pochi centesimi ma quante insalate devo vendere per generare un minimo di reddito familiare non di quanto costa un trattore 80 90 mila euro cioè è

chiaro che il sistema cooperativo è la soluzione in questa direzione, per cercare anche di attrarre i giovani poi verso un qualcosa che può essere fattibile, vivibile e non utopistico, o fatto da chi già ha i soldi di famiglia e fa gli... il grande marchio di vini. Anche perché Guidelli, lo abbiamo visto, la risposta dei giovani, c'è l'interesse dalla Toscana, è sintomatico, per questo settore di rinnovamento anche generazionale, non solo passaggi di testimoni, ma sperimentazioni. nascite e rigenerazione sul territorio diamogli un'opportunità assolutamente

sì i giovani portano davvero una ventata di innovazione in questo settore lo portano sia nella nella riscoperta di culture autoctone, ci sono delle esperienze meravigliose di ragazzi che recuperano culture dimenticate, perché come dicevo prima, come dire, figli un po' di un 'epoca. di omologazione, invece oggi siamo per fortuna alla riscoperta e loro sono una testimonianza straordinaria e sono una testimonianza straordinaria anche in termini di innovazione tecnologica, tanto che ci tengo a precisare.

L'innovazione tecnologica ha portato anche dei grandi passi in avanti per il mondo femminile. L 'innovazione è il braccio destro delle donne, mi permetto di sottolinearlo perché... Chiaramente è un qualcosa che aiuta ciò che è stato un po' un limite negli anni passati, come ad esempio magari la forza fisica. Oggi grazie invece a tante innovazioni che si può portare in agricoltura vediamo anche... proprio l'approcciarsi di tante, tante donne in questo settore. In più, appunto, i giovani portano con sé questa grandissima capacità

data dal fatto che guardano al futuro e non guardano. alla sussistenza o alla conservazione, ma guardano alla crescita e sono sicuramente un elemento molto prezioso, non soltanto per l 'agricoltura. ma direi per tutta la società italiana, perché sono portatori di valori e portatori di idee. Se dovesse però chiedere un elemento davvero di sostegno per la loro... motivazione da un punto di vista istituzionale sia territoriale locale ma

anche nazionale ed europeo quale sarebbe l'emergenza adesso allora innanzitutto non vanno lasciati soli perché molto spesso questi ragazzi si indebitano molto partecipano a dei bandi e poi si sentono lasciati soli, servono chiaramente degli strumenti di accompagnamento concreti, meno burocrazia perché da questo punto di vista ad esempio si partecipa a un bando civile. Non è neanche colpa all 'amministrazione pubblica, ma ci sono talmente tanti controlli, talmente tante carte da produrre che dal momento in cui si vince, dal momento in cui si fa l 'investimento, dal

momento in cui si rientra finanziariamente... Davvero un tempo a volte che non è sostenibile, magari questi ragazzi si sono indebitati proprio perché non hanno una discendenza familiare ma si sono messi in gioco. Dobbiamo assolutamente fare uno sforzo adesso a livello europeo per non disperdere la PAC. Noi sempre di più abbiamo bisogno di una politica agricola comune che non vada a premiare la sussistenza ma vada a premiare la sussistenza. premiare il vero agricoltore che si impegna, quindi facendo anche delle scelte difficili

perché rompere degli ecosistemi un po' consolidati non è sempre facile. A questo tempo dobbiamo anche mettergli a disposizione, noi questo lo facciamo, la possibilità quando lo desiderano chiaramente, perché è una libera scelta di metterci. però dentro dei sistemi come i nostri che possono aiutarli appunto a sentirsi meno soli. Ci sono però dei segnali positivi di risposta cioè la cooperazione Lega Coop sta crescendo

da un punto di vista di... strumento di riferimento anche per non sentirsi soli? Allora, sicuramente sì, siamo di fronte a una stagione di grande promozione cooperativa, anche se non nego che siamo anche assistendo a un altro fenomeno. ovvero la crescita della dimensione media dell'esistente. Quindi sempre di più vediamo cooperative che fanno sistema fra loro e crescono. Se io guardo i miei dati... Negli ultimi quattro anni è cresciuta la mia dimensione aziendale, sia

perché sono cresciute ma anche perché ci sono delle imprese che hanno fatto sistema fra di loro. Toscana è successo, insomma, anche quest 'anno, sono stati fatti due progetti molto importanti. Ci sono state delle collaborazioni arrivate a sintesi sia sul mondo dell 'olio, sia del mondo del... Vino, con Montalbano che è diventato un perno per quanto riguarda il rapporto ontario dell'Etruria, sono due imprese molto importanti che ci sono in queste regioni.

poi consolidamento anche del mondo del vino andandosi sostanzialmente a costruire la più grande cooperativa di Chianti di questa regione e quindi Come dicevo, si va verso questi fenomeni. Perché si va verso questi fenomeni? Perché più che si cresce, più che abbiamo bisogno di guardare ai mercati esteri e per andare all'estero vi assicuro che non ci si può imparare. Per andare all 'estero serve la dimensione, servono investimenti che a volte hanno ritorni lontani del tempo, serve tanto marketing, serve

tanta promozione, serve... davvero avere le spalle larghe, quindi sempre di più su quei prodotti dove si cerca di una marginalità per andare a remunerare il reddito dell 'agricoltore, sempre di più siamo di fronte. Quindi a fenomeni in cui la dimensione fa la differenza. Soprattutto in un momento in cui andare sui mercati internazionali significa anche andare a trovarsi, a scoprire, a coltivare nuovi mercati viste le questioni che riguardano... i Dazi, gli Stati Uniti e appunto l 'esigenza di diversificare

da questo punto di vista rispetto a questa forma anche di legame troppo stretto in questo momento difficile con gli Stati Uniti. Dunque, a Saru Ridelli il titolo di Accademica Ordinaria dei Giorgofili, la direttrice generale di Lega Coppa Agriolimentari ci ha voluto a trovare questa mattina. Eh sì, è stato un approfondimento importante che speriamo anche di concretizzare in storia. Da raccontare perché poi sono il segnale di quello che stavamo dicendo in tutti i vari ambiti, dalla partecipazione giovanile agli agricoltori custodi del territorio e sappiamo quanto è importante soprattutto anche nelle aree di montagna.

periferiche ripopolamenti che poi servono anche dal punto di vista della protezione della sicurezza ambientale tutto questo sulle nostre frequenze ma anche sui nostri canali cross mediali tra poco la linea al gr di popolare network E poi l 'appuntamento, la rubrica con gli eventi della settimana del Vestier tra le righe.