Art bonus regionale, Manetti: \"Convocheremo un tavolo con tutti i soggetti interessati\"
L'assessora regionale alla cultura Cristina Manetti illustra la sua strategia di ascolto dei territori toscani e le iniziative per valorizzare il patrimonio culturale. Tra i progetti: una Tuscany Culture Card, il potenziamento dell'Art Bonus regionale, la collaborazione tra Teatro Metastasio e Pergola. Spazio anche alle pari opportunità, all'educazione all'affettività e al diritto alla felicità come obiettivo delle politiche pubbliche.
Capitoli
- 00:00Introduzione e presentazione
- 00:28Campagna d'ascolto nei territori toscani
- 01:02La Toscana diffusa e il patrimonio culturale
- 03:32Art Bonus e finanziamenti per la cultura
- 06:25La Tuscany Culture Card: il progetto
- 09:16Collaborazione Teatro Metastasio-Pergola
- 14:32Pari opportunità ed educazione all'affettività
- 18:08Il diritto alla felicità nelle politiche regionali
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Stai ascoltando Controradio, FM, DAB, streaming, social, web, condividila con chi vuoi, questa è Controradio. Ben ritrovati, ci siamo spostati nello studio di Controradio TV, dunque visibili anche sui Quest 'oggi l 'assessora alla cultura, le pari opportunità all 'Università della Regione Toscana, Cristina Manetti, ben trovata. Grazie, un saluto a tutti voi. È la prima volta dalla sua delega, dalle sue deleghe, un 'attività molto
importante che sta portando avanti in maniera operativa sui territori. Lei l 'ha annunciato sin dall 'inizio, una campagna d 'ascolto di soggetti culturali, ma non solo, tutti coloro che possono dare l 'opportunità di mettersi a disposizione per un 'offerta. culturale che poi è sinonimo di salute, non solo per la Toscana. Sta proseguendo questo percorso, Pieve Santo Stefano, Empoli si muoverà in continuazione, ci dà un po' intanto il polso della situazione e la finalità di questo ITER? Io penso che la cultura abbia bisogno anche di
ascolto, sia una cosa molto importante e come sia importante presidiare, essere presenti nel territorio, farsi percepire come presenti e vicini a tutti. Tutta quella che è la meravigliosa Toscana diffusa, peraltro che ha delle ricchezze straordinarie anche in ambito culturale ed artistico e quindi quando devi insomma avere una visione e cercare di governare anche quello che è l 'ambito culturale è bene anche rendersi conto di persone, di quelli che sono tanti progetti che abbiamo in ponte, tanti progetti che devono partire, che devono concludersi, quindi essere presenti e mostrare
vicinanza ai territori penso sia una cosa. davvero importante anche e soprattutto un ambito culturale proprio per i motivi che ho appena detto, cioè proprio per la straordinaria ricchezza del nostro territorio, non solo nei capoluoghi ovviamente, noi siamo a Firenze e Firenze insomma sappiamo benissimo cosa significa un ambito culturale artistico nel mondo, ma la stessa cosa vale per la nostra Tasca, nella nostra Toscana, che è una meta straordinaria, cercata, ambita da tanti Toscani. prima di tutto che amano girarla ma anche da tanti cittadini nel mondo e quindi
insomma questo perché perché è straordinariamente ricca ovviamente in ogni singolo territorio non c 'è un posto che non abbia qualcosa di bello da raccontarci e da far vedere. La delega alla cultura è una delega che il presidente Gianni aveva mantenuto a sé nella legislatura precedente adesso una figura di riferimento naturalmente insomma certo che la cultura non si è mai fermata. nella nostra regione, però lei adesso come indirizzerà questo percorso di confronto non solo in ambito territoriale ma ha dato già un 'accelerazione rispetto per esempio al confronto con le imprese, una strategia
economica di sviluppo? Allora, in premessa dico che comunque in questi cinque anni la cultura ha avuto una guida straordinaria proprio per le sensibilità che sappiamo essere nelle corde del Presidente nei confronti della cultura e devo dire che ci sono stati anche dei cambi significativi, penso a tutti i bandi, soprattutto diciamo al modo di finanziare i bandi a inizio anno e non come era stato prima del presente Gianni, spesso a metà o a fine anno e quindi rendendo difficile anche la programmazione di tante realtà culturali ma anche tante altre cose.
Proprio parlando, visto che rispondo anche alla domanda, parlando del tema dell 'equilibrio economico che la cultura deve ambire ad avere, Ho iniziato, diciamo, subito con la volontà di confrontarmi con tante realtà che sono degli stakeholder sul territorio, a partire dalle fondazioni bancarie, ma anche le nostre categorie, no? Ho già parlato, ma ancora spero e dovrò parlarne tante altre volte, del tema che mi sta a cuore, ad esempio, in questo ambito, ovvero dell 'Art Bonus. L'Art Bonus per me è un volano straordinario per trovare risorse per il territorio.
territorio risorse per la cultura che sicuramente fino ad ora avranno ancora molto bisogno delle risorse pubbliche di quelle che sono risorse regionali anche comunali laddove ci sono sappiamo che abbiamo più difficoltà a livello comunale sicuramente statali però noi abbiamo appunto un patrimonio straordinario e degli strumenti che possiamo utilizzare proprio per trovare dei finanziamenti l 'art bonus è il primo ma lo dico perché a livello italiano sicuramente è un volano Tante si parla di sgravi fino al 65 % di sconti sull 'IRPEF, ma noi abbiamo l 'IRAP e la regione toscana ha una legge, è stata la prima in
Italia e adesso siamo solamente noi, il Friuli Venezia Giulia e la provincia autonoma di Trento, che diciamo ci sono venute dietro, abbiamo anche l 'art bonus regionale, vuol dire investire in mancate entrate su sgravi IRAP per il 500 mila euro. euro ma anche 500 mila euro di art bonus vero e proprio rivolto anche alle partite IVA, cosa che il nazionale non fa. Ora non voglio entrare nei tecnicismi. Non è un unicum ma insomma è un 'unicità che ancora può essere laboratoriale dalla Toscana. Se noi riusciamo anche a spingerlo
c 'è anche la disponibilità di investirci anche di più sull 'art bonus. Ci sono altri meccanismi come il decreto unico sull'empo. che è un ulteriore, diciamo, sgravio se unito al nostro art bonus regionale, peraltro non vincolato a una finalità, ma a una fondazione, a un ente che fa cultura in maniera più liberale. Quindi ci sono degli strumenti che fino adesso sono conosciuti non da tutti, qualcuno, ad esempio, io faccio l 'esempio di Ponte d 'Era, il Teatro Era, che invece, diciamo, forse anche per un territorio, un tessuto imprenditoriale che risponde, ne fa molto uso.
e i risultati effettivamente si vedono, ci sono altre realtà ma bisogna ancora raccontarlo, secondo me spingerlo in maniera più importante perché sono convinta che può dare veramente delle risorse anche per il mondo della cultura, ecco perché mi piacerebbe confrontarmi prima di tutto con le Camere di Commercio, perché le Camere di Commercio dentro hanno tutto, hanno dalle partite IVA, dagli ordini fino alle categorie, Confindustria compresa e poi anche ad esempio con le fondazioni bancarie. che già usano l 'art bonus nazionale, magari cerchiamo loro anche di spingerli su quello regionale
e comunque serve fare un tavolo dove confrontarsi su quelli che sono magari dei grandi progetti, al di là dei progetti che loro hanno individuato, ma trovarne alcuni magari da fare tutti insieme per dare un senso anche di... Parlavamo anche con il presidente della Camera di Commercio di Firenze, proprio di questa importanza di una pluralità che si mette a un... tavolo coinvolgendosi per i vari ambiti però con strumenti che in qualche modo fanno fare anche un salto di qualità anche un cambio di mentalità rispetto a come la cultura può essere sostenuta. Certo c 'è sempre stato un po' di diffidenza no anche ma io penso che in realtà
la regione può essere proprio questo può essere una cabina di regia che dà anche degli indirizzi e che nel confronto ripeto al di là dell 'autonomia totale che le fondazioni hanno e che quindi riversano sul territorio. tanti dei loro utili, soprattutto fondazioni ricche come la fondazione Cassa di Risparmi Firenze ma anche quella di Lucca ed altre, però ci può essere comunque alcune cose di interesse generale che possono essere come dire indicate dalla regione oppure suggerite alla regione e intorno al quale ci ritroviamo con un comune interesse, allora lì è veramente
una sinergia e un ritorno importante per tutto il territorio. In termini di tempi ci sarà una convocazione? di questo tavolo corale indirizzato a questo. Sì, voglio fare proprio questo, voglio convocarlo, non penso, ancora non ho una data, ma penso di farlo comunque a stretto giro, è una delle prime cose che voglio fare, al di là appunto dell'ascolto ai territori e di un tour che ho già iniziato, però come, sì, a breve insomma. Nell'ambito di questa operatività che poi si traduce appunto in visioni, ma anche in percorsi di stimolo anche per il pubblico, ha
parlato già di... una card unica, ci dice in cosa consisterà e soprattutto a che punto è, quando la potranno usare anche i toscani? Sì, una visit card, cioè una culture toscani card, in realtà è un po' quello che in tante esperienze europee noi vediamo, se andiamo a Parigi, andiamo a Berlino, ma anche se rimaniamo in Italia, io penso, io che amo la montagna, penso al Trentino dove c 'è già una card, cioè quando si arriva viene fornita questa card che mette un po' pochino in rete una serie di servizi e allo stesso tempo suggerisce anche una serie di
percorsi perché indirettamente fa anche questo. La stessa cosa vorrei fare in Toscana intanto perché partendo dal traino, il traino è la cultura perché in percentuale non dico il 100 % ma io penso intorno al 70 % le motivazioni per cui si sceglie di venire in Toscana hanno una finalità prima di tutto culturale, noi abbiamo una ricchezza del patrimonio un po' come le Dolomiti ti spingono. andare in Trentino Alto Adige o comunque anche in Veneto, laddove Friuli eccetera, laddove abbiamo le Dolomiti, qui in Toscana noi vediamo per il patrimonio culturale, questo è innegabile, fa parte
della nostra identità ed è quello che ci rende anche famosi nel mondo, non solamente i capoluoghi ricordiamocelo sempre, questo è il senso anche un po' della card, ma tutta la Toscana diffusa come dicevo, quindi una card che metta subito in rete quelli che sono i nostri musei di interesse regionale ma tutti gli altri ambiti museali, le gallerie d 'arte, tutti quelli che sono diciamo ambiti culturali, luoghi che possono essere visitati. Metterli in rete significa sfruttare anche il nostro sito Visit Tuscany che è già un sito molto cliccato diciamo da chiunque venga a visitare la Toscana.
Ovviamente non si parla di una card materiale ma dematerializzato ormai basta un QR code quindi diciamo la cosa importante sarà fare la tecnologia. come ormai succede nell 'epoca in cui viviamo, una volta studiata la tecnologia sarà tutto più semplice perché con un semplice QR code si potrà insomma avere accesso, partendo dai musei però che è la prima cosa e tutti i luoghi dicevamo della cultura, ci possiamo mettere le biblioteche, in realtà possiamo mettere tutto quello diciamo che vogliamo, soprattutto potranno essere anche singoli soggetti a proporsi di essere inseriti in questo circuito
possiamo mettere anche quindi suggerimenti tutta una serie di circuiti di interesse turistico -culturale, penso ai cammini, la via Francigena, ma anche ai cammini, ora siamo nell 'anno in San Francesco e quindi nascerà anche un cammino più specifico dedicato a San Francesco che sicuramente attraversa anche la Toscana, così come gli altri, Matilde di Canossa, insomma c 'è tantissimi questi, ma possiamo anche mettere ad esempio una volta strutturata e partendo anche da questo nessuno ci vieterà di inserire anche ad esempio il tpl o i treni questo ovviamente dopo un confronto con le varie
società tra l 'italia e quant 'altro così come inserire ad esempio gli alberghi no federalberg e quindi ci sarà cioè noi quella che penso è una card più che altro di servizi non di scontistica ovviamente non la vieta a fare delle agevolazioni perché è comunque un incentivo no a scegliere determinati percorsi a fare quindi diciamo la possiamo implementare come Ci vorrà sicuramente un paio d 'anni ci vorranno perché per costruire tutto non è semplice prima appunto diceva la tecnologia poi una concertazione fra soggetti interessati quindi però io l 'ho già messa diciamo l 'ho già prevista anche a bilancio
così almeno ci sono le risorse intanto per iniziare questo questo primo meccanismo. Che in qualche modo davvero alimenta la comunità toscana perché poi... Ci si sente non solo meno soli, ma anche consigliati con una legittimazione ulteriore, anche un 'accessibilità ulteriore, insomma tutto questo. Anche perché, come dire, se io vado su Visit Toscano, lì troverò anche tutta una serie di percorsi. C 'è chi viene la prima volta in Toscana, ma noi dobbiamo cercare di, come dire, fidelizzare, far tornare le persone, offrirgli quindi un 'alternativa a quelli che sono i percorsi più noti,
più importanti e quindi trovare anche dei percorsi più noti. le motivazioni per uscire dalle grandi città, per andare a scoprire magari i borghi, perché dai borghi anche a città magari di media dimensione, dove lì effettivamente si può trovare un 'alternativa alla calca che magari noi viviamo in città come Firenze, ma nelle città a capoluogo. Abbiamo pochi minuti, però un'ultima domanda sulla cultura. Lei viene da Prato, insomma, e a Prato ha una parte del suo cuore e immagino anche...
anche al metastasio e a quello che rappresenta, in dialogo sempre di più e in collaborazione col teatro della Pergola, un sogno che forse davvero è stato nel cassetto per troppo tempo che adesso anche con Stefano Massini trova una concretizzazione e Massimiliano Civica naturalmente. Abbiamo mille buoni motivi perché i due teatri dialogano e io me la ospico veramente da tanti anni, ormai penso di aver finito il fiato a forza di dirle, sono felice che questo avvenga ora. Intanto perché sono due teatri importanti regionali entrambi, perché... la regione è comunque dentro come socio fondatore sia nel Metastasio che nella Pergola, quindi
a maggior ragione. Ora sono due trick, almeno per ora, quindi due soggetti vicini proprio geograficamente, ma anche vicini come tipo di programmazione, anche se diversa, ma insomma la razza e la visione è un po' quella. Quindi sapere che due teatri così importanti, con due storie completamente diverse, ma entrambe diciamo... significative, perché anche il metastasio, da Ronconi, il Fabricone, perché poi metastasio significa anche Fabricone, non dimentichiamolo, da Ronconi ancora prima da Streller e tutto quello che abbiamo conosciuto così con una storia così bella come quella della Pergola
non poteva non essere, noi dobbiamo pensare una Toscana come la Toscana dei teatri, che sono veri e propri presidi culturali, ognuno in modo diverso a livelli diversi, ecco il livello del metastasio e della Pergola è un livello effettivo. che può dialogare come tanti altri poi dialogano così poi insomma si potrebbe andare avanti però diciamo mi fermo nel dire che sono molto felice e finalmente con massina una parte civica dall 'altro questi due direttori artistici si siano trovati e finalmente si faccia una
programmazione che diciamo fa delle come dire contaminazioni anche perché possono essere delle buone pratiche che poi insomma dal teatro al l 'arte contemporanea possano essere replicate ma un 'ultima domanda su una delega le pari opportunità che viene da lontano per quanto riguarda il suo impegno lei ha ideato e portato avanti la Toscana delle donne che è diventata poi nel tempo non solo una manifestazione ma un 'articolazione anche di strumenti e di occasioni di confronto in questo momento
parliamo di liste di elenchi di stupri l'ultimo caso scuola di Siena, ma parliamo di una necessità di una educazione all 'affettività e anche alla mascolinità che debba coinvolgere tutti. Anche il caso di La Spezia, dell 'accoltellamento da un punto di vista fuori dalla cronaca deve far riflettere su come i giovani si debbano interrogare sulla loro aggressività. In tutto questo che impegno sta portando avanti anche come assessora? Allora la Toscana e le donne è sicuramente un percorso che va proseguito episodi appunto citati del San Rocca a Siena come c 'era stato a Lucca ma anche più generale
quindi non leghiamolo solo a un fatto diciamo di parità di genere ma anche di educazione all 'affettività vera e propria perché le due cose sono in realtà molto correlate e quindi l 'episodio della spezia ci dice che dobbiamo andare avanti e insistere su quello che è l 'unica chiave di svolta in questa situazione che viviamo un po' di deriva. certi valori ed è quella appunto del cambio culturale cioè noi dobbiamo lavorare sul cambio di mentalità per chi ormai ha una struttura già formata ma dobbiamo lavorare tanto
sulle nuove generazioni perché sono quelle che dobbiamo plasmare ed essere liberi da questi pregiudizi da questi stereotipi che un po' purtroppo ci arrivano in eredità in me da una società dalla società che ci ha insomma dal modo da com'era costruita società che ci ha preceduto e ancora purtroppo per tanti aspetti. Facciamo anche questa bella cosa con la Fondazione Cecchettin proprio in quest 'ottica. Noi sappiamo abbiamo due grandi enti formatori, sono le famiglie e le scuole, mi verrebbe da dire anche teatri, biblioteche, tutti i luoghi culturali, ma sicuramente le prime sono le famiglie e le scuole. Allora noi dobbiamo anche dare gli strumenti
agli insegnanti di capire come parlare ai ragazzi dall'asilo. cioè in continuità dallo zero, perché ormai c 'è anche piccoli gesti, perché noi pensiamo a loro, ma noi che esempio siamo per loro, no? E allora questa bella cosa che fa la fondazione, cioè di fare formazione per i formatori, e quindi per gli insegnanti, e abbiamo deciso di sostenerlo perché effettivamente sta facendo un grande lavoro, sappiamo Gino Cecchettino, è proprio con una grande determinazione a voler portare anche lui.
il suo piccolo cambiamento, al grande cambiamento di cui abbiamo bisogno. Con Gino Cecchettina abbiamo parlato più volte anche del diritto alla felicità, di come anche in una condizione davvero in cui si è vittime di una storia tragica, come la perdita di una figlia, si debba avere il diritto di essere felici. È un tema non facile, non semplice, la felicità la si può e la si deve articolare in molti anni. In molti modi lei ha anche questa delega che è stata diciamo giudicata in maniera forse naif rispetto alla notizia ma davvero il diritto ad essere
felici è forse uno dei fondamenti della nostra Costituzione. Il diritto ad essere felici che peraltro mi viene da pensare la Costituzione americana che fa 250 anni e già aveva inserito il perseguimento e il diritto alla felicità con... E poi ci sono interrogate le più grandi filosofie del passato, anche religioni del passato, quindi non è certo un tema da banalizzare magari parafrasando una canzone che ci viene degli anni pop del passato.
No, il perseguimento e la felicità è una cosa molto importante perché deve essere il fine ultimo dell 'umanità di tutti noi, per cui deve essere quello che indirizza certe politiche e soprattutto... gli strumenti che abbiamo oggi, noi sappiamo che certe politiche di inclusione soprattutto in ambito culturale possono in qualche maniera produrre degli effetti concreti sulla nostra condizione psicofisica e quindi ci dimostra che anche l 'invecchiamento rallenta in determinate
condizioni, possiamo orientare le politiche ma anche soprattutto rivolte ai giovani, alle nuove generazioni. E parlare di perseguimento della felicità, indirizzare le politiche all 'inclusione, allo stare insieme, alla socializzazione in un momento di perdita di valori, in un momento in cui noi abbiamo tanti problemi che non sappiamo gestire dall 'intelligenza artificiale all 'utilizzo dei social per i ragazzi, pensare per loro delle politiche che in qualche maniera li riportino alla comunità, al senso di stare insieme e del rispetto reciproco io penso che non sia assolutamente una cosa banale. ma che sia e debba essere il nostro faro conduttore.
Anche perché dobbiamo dargli una prospettiva, no? E in tutto questo ha già qualcosa in mente? Sulla felicità voglio intanto fare uno studio con l'IRPET, che è il nostro istituto regionale che si occupa di questo, e voglio fare proprio uno studio dedicato per vedere gli effetti delle politiche, non solo politiche culturali, cioè diciamo delle nostre politiche, per vedere appunto che effetti effettivamente hanno a tutte le faro conduttore. questa è la prima cosa, poi il 20 marzo sarà la giornata della felicità, quindi qualcosa sicuramente faremo.
Noi vorremmo raccontare, conoscere i risultati di questo studio, IRPET fa sempre un grandissimo lavoro e in qualche modo ci fornirà dei valori aggiunti rispetto anche al tema, ringraziamo l 'assessora Cristina Manetti per essere stata con noi. Grazie a voi, grazie.