Artigianato in crisi: CNA Firenze chiede nuove regole e sostegno alle imprese
L'Assemblea annuale di CNA Firenze Metropolitana evidenzia le difficoltà del settore artigiano, fermo a normative del 1985. Il Presidente Amerighi e il Direttore Cei denunciano burocrazia eccessiva, calo delle imprese e chiedono una riforma della legge quadro. Necessario valorizzare i mestieri artigiani e facilitare l'accesso ai giovani.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 00:28Assemblea CNA Firenze: artigiani evoluti, regole obsolete
- 02:24La legge quadro del 1985: un ostacolo per le imprese
- 04:42Burocrazia: 38 giorni all'anno dedicati agli adempimenti
- 07:25Polizze catastrofali e nuovi oneri per le PMI
- 09:47Riforme necessarie: SRL nell'artigianato e limiti dimensionali
- 12:51Formazione e passaggio generazionale
- 16:32Tutela del marchio artigianale
- 18:14Comunicare l'artigianato alle nuove generazioni
Trascrizione 35 passaggi
Stai ascoltando Controradio, FM, DAB, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi, questa è Controradio. Alle 8 e 44 minuti ci siamo spostati negli studi di Controradio TV per come anticipato occuparci. Lo facciamo alla luce dell 'Assemblea annuale di CNA Firenze Metropolitana, un focus sull 'artigianato oggi, su come cambia il mondo artigiano e i protagonisti di questo settore, ma come le regole rimangono ferme e perché.
Vogliamo riflettere insieme ai nostri ospiti in studio, saluto il Presidente CNA Firenze Metropolitana Francesco Amerighi, bentrovato, buongiorno. Buongiorno a tutti, buongiorno a tutti i radioascoltatori. E il Direttore Generale Lorenzo Cei, benvenuto. Buongiorno, buongiorno agli amici di Controradio. Parole sintetiche ma forti hanno aperto con la sua relazione l 'Assemblea nei giorni scorsi a Merighi, gli artigiani si sono evoluti, le regole molto meno. Cercheremo di capire i due aspetti, intanto diamo una fotografia di un settore che sicuramente è in sofferenza, ma diciamo non tutte le responsabilità sono del mondo artigiano.
Sì, assolutamente non sono mai responsabili. di chi lavora, solitamente le responsabilità sono di coloro che seguono i mestieri artigiani, che dovrebbero adeguarsi ai tempi, con nuove leggi, con nuovi passaggi economici, con nuove possibilità per le imprese. Queste ancora risalgono a 41 anni fa, nel 1985, come ricordo a tutti che non avevamo nemmeno telefono. Per cui il primo telefono pesava 5 kg e pochissimi lo avevano, questo
era l 'anno in cui veniva emanata la legge quadro sull 'artigianato. Ecco, noi siamo ancora fermi a quelle regole con i mercati di allora, con la situazione politica di allora e tutto questo naturalmente porta oggi a delle grandi difficoltà per le nostre imprese. Dicevamo... di un calo che adesso articoleremo nei numeri, però è davvero evidente che la cornice, la casa che dovrebbe regolamentare e supportare il settore è totalmente scollata, non solo temporalmente.
Assolutamente, se facciamo un po' i conti degli ultimi dieci anni abbiamo visto che il 43 % delle imprese che hanno chiuso nella città metropolitana sono imprese artigiane, superano le 4 .000 imprese. di lavoro vuol dire perdere identità, vuol dire perdere una parte della nostra storia e in questo contesto intervengono anche nuove forme societarie che di fatto tutti quei mestieri, quelle imprese
che si possono ricondurre all 'artigianato di fatto asseguono delle specifiche. diverse, entrambando altre forme societarie tipo le SRL che non vengono contemplate nel nostro mondo o almeno non sono facilitate a entrare nell 'albo degli artigiani. Questo è un altro punto che determina un passaggio di perdita numerica all 'interno della nostra città
metropolitana. Questo è un elemento molto interessante. perché dicevamo appunto questo calo non è determinato da una mancanza di vitalità dell 'artigianato ma da un contesto anche da strumenti che non sono aderenti a quelle che sono le esigenze e la conseguenza è anche non riconoscersi in questo mondo e dunque cercare strade alternative e da lì le imprese artigiane finiscono per non iscriversi all 'albo, come diceva. Sì esatto, noi abbiamo un contesto normativo e quello richiamava... prima il presidente, assolutamente antiquato, assolutamente non al
passo con i tempi, vetusto sia da un punto di vista normativo ma poi che produce anche delle conseguenze rispetto al mercato perché abbiamo non solo un problema evidente rispetto ai comparti manifatturieri in termini di competitività sui mercati che nel frattempo sono diventati anche mercati globali quindi di difficile accesso per una piccola media impresa abituata a lavorare sul territorio, abbiamo anche un problema su come le contiamo queste imprese artigiane, è quello che diceva prima il Presidente per l 'appunto, perché questi nuovi mercati molto
più competitivi, le regole del mercato attuale portano ovviamente alla definizione di forme societarie, all'adozione di forme societarie diverse, quindi se tu fai un SRL non puoi iscriverti all'albo degli artigiani della Camera di Commercio e quindi di fatto non risulti tra le imprese artigianali. Siamo che con la nuova legge quadro che adesso il Parlamento ha delegato il governo possa rimettere mano ad alcuni aspetti essenziali per tutelare le imprese manufatturierie e artigianali. La burocrazia, si parla tanto di burocrazia ma in concreto vogliamo declinare quanto
è difficile andare al passo di quelle che sono anche richieste anacronistiche? Non solo quanto è difficile ma quanto costa un'impresa. Adesso è leggermente diminuita, qualche cosa è stato limato, ma nella sostanza un 'impresa impiega 38 giorni dei suoi lavorativi esclusivamente dedicati a quello che è la burocrazia, da 38 a 41 giorni. E questo naturalmente riduce una marginalità di guadagno che già è
ridotta al minimo. Se pensate che un dato indicativo sulla nostra città metropolitana, nel Comune di Firenze, iniziamo a guadagnare dopo il 28 di agosto o i primi di settembre, immaginate tutto il tempo che noi lavoriamo precedentemente dedicato a pagare la burocrazia, le imposte e tutto quello che ricade su un imprendimento. come anche la vostra. E ne sappiamo qualcosa, insomma, è anche i nostri
ascoltatori, il nostro pubblico, ma direttore Cè, vogliamo calare ancora di più in concreto con altri esempi di quotidianità, di difficoltà che affronta un artigiano? Certo, guardate io parlo spessissimo con le imprese scritte alla nostra associazione e specialmente i più giovani, quindi coloro che si trovano oggi a aprire l 'impresa o comunque a costituirla. in fase di start -up, diciamo così, di fatto mi dicono che percepiscono un rischio di impresa veramente troppo elevato. Probabilmente questo rischio di impresa 20, 30, 40 anni fa sarebbe stato molto
molto inferiore, almeno la percezione sarebbe stata sicuramente molto inferiore e quindi oggi tantissimi probabilmente rinunciano ancora prima a fare il tentativo di diventare un 'impresa artigiana, proprio perché c 'è questa barriera all 'accesso fortissima. Data da che cosa? Sicuramente dalle norme, come dicevamo prima che non sono al passo con i tempi. In questo paese abbiamo purtroppo questa abitudine di tagliare normative sui settori produttivi sulla grande impresa. In Italia ci sono 4 milioni di piccole e medie imprese e
200 mila grandi imprese. Ecco le norme le facciamo sulle 200 mila ed è molto complicato. chiedere per esempio a settori tradizionali come i ceramisti, come gli orafi, quanto è complicato stare dentro un segmento normativo pensato e tarato sulla grande impresa. Di esempi ce ne potrebbero essere molteplici, uno degli ultimi in ordine cronologico che veramente dal nostro punto di vista grida vendetta al cielo, sono le cosiddette polizze catastrofali, che hanno fatto un 'applicazione in modo indiscriminato, obbligatorio.
anche per quelle imprese che evidentemente non ne hanno bisogno, non ne hanno necessità quello è un ulteriore balsello che pesa sulla vita economica delle piccole imprese sicuramente servono strumenti di tutela perché eventi spiacevoli e alluvionali ne abbiamo contati veramente troppi negli ultimi anni ma certamente la risposta non può essere una norma indiscriminata che alla fine obbliga tantissimi a dotarsi di uno strumento costoso e sostanzialmente inutile E allora cosa fare perché non è che è solo una fotografia quella che ha reso CNA con la sua assemblea annuale, elementi di difficoltà che
però non devono portare a un declino inevitabile, anzi cosa chiedere rispetto a una legge quadro che davvero adesso è un 'occasione per poter riavvicinarsi ai bisogni del settore e rispetto anche al contesto geopolitico, quanto è importante non sentirsi solo? Allora intanto parliamo di casa nostra perché quando si parla di un aspetto geopolitico tutti i giorni cambiano, questo è sotto gli occhi di tutti. Certo è che dal Covid a oggi io penso ci manca soltanto un meteorite che casca
sulla terra, dopodiché si è completato quello che può succedere a noi cittadini di questo mondo. perché oramai il mondo è tutto uno, non ci sono più confini, fin da Chernobyl nell '86, non nell '85, ci siamo resi conto che il mondo è piccolo. Detto questo, le difficoltà anche date dal lato economico dell 'energia, sommandolo a quello che dicevamo prima, la burocrazia e altri aspetti, qualcosa si può fare.
Intanto... Ci rammarichiamo come diceva Lorenzo, il mio direttore, che le imprese sono piccole, dovete sempre, il politico ti risponde e quando non vuoi rispondere in maniera molto astratta, ti dice sempre, dovete ingrandirvi, non si può avere più piccole imprese, eccetera, in realtà quelle che hanno retto il mercato in un periodo difficile come il Covid sono state proprio le micro imprese. il quadro rimanendo alla nostra città ci sono 100 grandi imprese, il resto sono piccole,
medie e micro imprese, per cui questo è il quadro generale, l 'economia nostra della Toscana è tenuta insieme paradossalmente sottato da un settore che riguarda noi ma riguarda molto di più la globalizzazione, l 'Europa, il mondo che è il farmaceutico, se noi abbiamo un segno leggero C 'era più è dato dal farmaceutico e in questo contesto non si può trascurare certo quelle imprese o imprese di vicinanza che di fatto danno una risposta sociale alla nostra regione, alla nostra
città. In questo contesto si deve ricollocare una legge quadro, pertanto deve far sì che intanto anche le società a responsabilità limitate possano entrare nel... artigianato, deve togliere i limiti numerici dell 'impresa artigiana che variano dagli 8 ai 40 massimo, dopo si esce dall 'artigianato, alcuni mestieri non possono avere più di 8 addetti, altri mestieri tipo, correggimi se sbaglio, il settore dell 'artistico eccetera, si può
arrivare a 30 e con un bonus di apprendisti. interno fino a un massimo di 40, abbiamo nel conteggio anche la parte amministrativa, abbiamo nel conteggio anche i soci, per cui sicuramente dal lavorare c 'è, c 'è le possibilità con poco sforzo senza andare a pestare piedi a nessuno, è una questione di volontà. Facciamo un attimo una riflessione sulla formazione, perché nel corso di nostri numerosi approfondimenti
che non tutti, i giovani non sanno che alcuni mestieri possono essere considerati artigiani e c'è comunque una riflessione al tornare, al voler fare e ad acquisire competenze. Va accolta però questa opportunità e gli vanno forniti strumenti. Assolutamente sì, per esempio sulla nuova legge quadro, oltre a una riforma dei limiti dimensionali dell'impresa che citava prima il Presidente, noi vorremmo che ci fosse un lavoro molto più certosino rispetto al passaggio generazionale. delle competenze perché oggi un 'impresa artigiana fa molta fatica a trovare manodopera a trovare
persone che vogliono che vogliono lavorare in questi settori un po è sicuramente frutto come dicevi su di una narrazione complessiva quindi nell 'immaginario collettivo non si sa per esempio che tutti gli acconciatori tutti gli estetici sono attività artigianali quindi Molto spesso si ha anche una dispercezione rispetto a ciò che la parola comporta. Quindi noi vorremmo sicuramente che ci fosse una difesa maggiore del settore, un racconto anche diverso, anche sullo stile di alcuni altri settori economici
che nel tempo avevano visto un impoverimento e che poi in realtà sono tornati a emergere con la forza vera che portano per l 'economia nostra. come per esempio l 'agricoltura, quindi una rivalutazione delle professionalità che lavorano in quel settore e tutto questo si fa però anche togliendo un po' di vincoli sulle assunzioni che le imprese artigianali fanno, perché è impossibile, lo dicevo prima, pensare che un 'impresa artigianale di piccole dimensioni, con pochi collaboratori, con pochi addetti, rispetti le stesse norme di una grande azienda, questo è assolutamente
impossibile, tutte le volte che un artigiano... assume un dipendente si trova esattamente nello stesso groviglio della grande industria e questo non è possibile se noi vogliamo mantenere le nostre maestranze. Firenze e questo territorio ha formato gran parte dell 'artigianalità che noi consideriamo artistica tradizionale con l 'ecosistema della bottega. Oggi l 'ecosistema della bottega non è più possibile perché le norme lo impediscono, quindi dobbiamo lavorare sull 'ingresso nell 'attività artigianale. Questa lente va assolutamente sollecitata dal punto di vista istituzionale perché
questa sia la direzione e se vogliamo anche in conclusione Presidente Amerighi una nota politica se dobbiamo valorizzare la parola identità che così tanto è strumentalizzata diciamo sul territorio è proprio nella valorizzazione di quelle che sono le peculiarità che emergono dalle artigianalità come diceva anche il direttore Cele Certo, allora in questo momento siamo in fase di passaggio, per cui abbiamo questi sei mesi perché entro il mese di gennaio deve essere emanata la nuova legge quadra. Intanto è entrata una norma ben precisa, mi sembra, correggimi se
sbaglio, il 7 di aprile, dove va a dare una garanzia del termine artigianale prodotto da un artigiano e tutto quello che... Va intorno a questi sostantivi e a questi aggettivi. Cosa vuol dire? Vuol dire che una gelateria che è un bar comune, espone il cartello gelato artigianale, non lo può più fare perché incorre in una multa elevata in questo momento, che è un minimo di 25 mila euro fino all '1 % del proprio fatturato.
Allora è una tutela, introduce questo. una figura che non è soltanto la figura del gelato ma tutte le figure sono ben 39 i mestieri che noi rappresentiamo come c 'è a Firenze che si riconducano all 'artigianato che comunque anche all 'interno della Camera di Commercio non tutti a causa della legge di adesso sono annoverati nell 'artigianato per cui bisogna far sì che questa legge sia una garanzia ma non è una garanzia che può far comodo a noi come il CNA, è
una garanzia per gli artigiani, cioè deve valorizzare questo lavoro. Tornando alle scuole, già il ministro Valditara insieme al nostro presidente nazionale c 'è un accordo ben stretto dove dalla disponibilità alle scuole, in particolar modo, Io vorrei lavorare sulle scuole medie, come peraltro già facciamo in molti plessi scolastici, dà la possibilità di far conoscere quello che è l 'artigiano,
ma non nella narrazione. L 'artigiano può entrare come docente di un percorso specifico, perché un po' la gioventù di oggi si vede in maniera straordinaria. distratta come tutti i lavori manuali, tutti i lavori attribuibili al nostro settore, la vede come un qualche cosa di strano, è come se oggi a un bambino tu gli mettessi il classico telefono con la ruzzola, no? E non saprebbe fare una telefonata. Siamo noi che stiamo tradendo questo percorso e li stiamo allontanando, invece attraverso questi strumenti
davvero si può risollecitare una educazione. all 'artigianato a partire dalle giovani generazioni e con questo vorrei concludere anche col direttore Cia in termini di come comunicarlo all 'artigianato oggi, sì la narrazione non è tutto però è importante per intercettare non solo un nuovo pubblico ma anche nuove professionalità. Assolutamente sì, io credo che il primo messaggio che dovremmo riuscire a dare con maggiore forza e anche con maggiore chiarezza è che attraverso i misteri dell 'artigianato si possono costruire anche percorsi di vita di piena realizzazione perché questo è il motivo principale
per cui tanti anni fa chi ha iniziato una professione artigiana ha deciso di cominciare questa avventura quindi questo è possibile ancora oggi, i mestieri artigianali sono mestieri che in alcuni settori hanno anche una forte attrattiva, penso per esempio a tutto il comparto impiantista, oggi tutto ciò che ha a che fare con gli impianti a dei mercati floridi e quindi Perché no? Perché necessariamente ci si deve orientare verso attività lavorative professionalizzanti. Per questo noi, anche con le agenzie formative che ruotano attorno al mondo della
CNA, diciamo, oltre ai percorsi formativi classici, quindi dopo le scuole medie e le scuole superiori, con gli istituti professionali, gli istituti tecnici e i licei, esistono anche i percorsi professionalizzanti. che in questo paese purtroppo vengono considerati come dei percorsi di serie B e invece aprono la strada a tante posizioni lavorative che possono dare soddisfazione ai ragazzi che si affacciano a questi lavori e a questi mestieri.
E allora alle 9 e 4 minuti andiamo a concludere questo momento di approfondimento speriamo di aver dato un ulteriore contributo non solo a una fotografia ma anche a quello che si potrà fare per restituire. anche dal punto di vista legislativo, come dicevamo, vitalità a questo settore e sostegno e semplificazione, trasmissione riascoltabile sui nostri canali cross mediali, tra poco sarà in onda Gen Z l 'ultima puntata della nostra rubrica dedicata alle giovani generazioni, io ringrazio il Presidente rispettivamente Francesco Amerighi e il Direttore Generale Lorenzo Cei di CNA Firenze Metropolitana, grazie per essere stati con
noi. Grazie a voi, grazie a Controrado per questa opportunità. Grazie a tutti.