Arturo Scotto presenta "Flottilla in viaggio per Gaza" - Il libro sulla spedizione umanitaria e la questione palestinese

6 luglio 2026 · 15 min

L'onorevole Arturo Scotto presenta in studio il suo libro 'Flottilla in viaggio per Gaza', testimonianza della spedizione umanitaria internazionale. Si discute della drammatica situazione nella Striscia di Gaza, dell'assedio, della crisi umanitaria e del fallimento del diritto internazionale. Scotto critica la doppia morale occidentale e l'assenza di iniziative della comunità internazionale.

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Capitoli

  1. 00:00Introduzione e presentazione del libro
  2. 02:15La situazione umanitaria a Gaza
  3. 05:01L'esperienza umana della flottiglia
  4. 07:00Il fallimento del diritto internazionale
  5. 09:00La riforma delle Nazioni Unite e il Sud del mondo
  6. 11:00I valori occidentali e la cleoptocrazia
  7. 13:00Saluti e conclusioni
Trascrizione 26 passaggi

Grazie a tutti. le nove diciassette è venuto a trovarci nei nostri studi l'onorevole Arturo Scotto che saluto i ragazzi. Buongiorno. Buongiorno, buongiorno. Grazie davvero per esserci venuto a trovare e di averci

reso partecipi di questo lunghissimo tour che lei sta facendo più di cento presentazioni in Italia del suo libro uscito quattro mesi fa Flottiglia in viaggio per Gaza che è questa potente testimonianza civile e politica sulla questione palestinese, un diario di bordo della drammatica spedizione internazionale, la flottiglia e soprattutto una grande opportunità. per stare sulla questione che queste vicende escono dalla comunicazione mainstream in un attimo

che fine ha fatto, quel gioco del che fine ha fatto potremmo farlo a lungo e scopriremo di aver pesso le questioni di cui abbiamo magari parlato in maniera intensa per giorni ma che poi sono sparite invece si continua a parlare di Gaza quel libro è veramente una testimonianza di quello che lei ha vissuto ma sì è un'occasione per tornare sul tema come dici tu per non metterlo nel dimenticatoio per non farlo scivolare nei trafiletti dei giornali cosa che sta accadendo puntualmente

nel frattempo il settanta per cento Il 90 % dei palestinesi dormono in tende di fortuna, come ha testimoniato il cardinale Pizzaballa non entra praticamente nulla. Dal Vallico di Raffa è ancora chiuso dopo due anni e mezzo, da cui passava il grosso degli aiuti umanitari, e i bambini sono divorati dai topi. Si rischia una bomba epidemiologica e l 'idea

che non ci sia nessuna iniziativa della comunità internazionale per tirare fuori i palestinesi da quella condizione... è oggettivamente uno scandalo anzi al contere la situazione sembra bloccata da quel punto di vista ma non soltanto è bloccata, rischia di riaccendersi perché chiaramente una popolazione in uno stato di difficoltà così acuto, ridotta alla fame e alla sete, da un dominio che è quello di Hamas, che perde quota dentro la striscia, ma da

un 'occupazione... vera e propria da parte di Israele può produrre una miscela esplosiva e può produrre anche l 'occasione per Netanyahu che è in debito di ossigeno per la campagna elettorale per decidere di fare una occupazione definita. che il vero progetto lo hanno detto in maniera molto cristallina, trasparente, almeno non gli manca l 'ipocrisia. Noi vogliamo costruire Israele dal fiume al mare e quindi Gaza è niente. nostra. Umanamente che esperienza è stata quella della

flottiglia? Ma intanto la consapevolezza che c'era a terra una larghissima fascia di persone soprattutto di generazioni. più giovani che attorno a un popolo che non conta nulla si sono riappropriati della parola e della dimensione della militanza politica. Se è servita qualcosa, pur non avendo raggiunto l'obiettivo per il blocco e portare gli aiuti umanitari è servita a risvegliare una coscienza dal punto di vista umano relazioni che naturalmente

si conservano che diventano relazioni di amicizia fraterna dentro una condizione di costrizione eravamo in otto in una barca omologata per sette, per venti giorni in mezzo al mare, dodici a terra ci cemento aumentano rapporti, si mettono alla prova i caratteri, ci si pone il tema di prendersi cura l 'uno dell 'altro, può sembrare una cosa da libro cuore. Ma io pensavo di saperlo prima, che nella vita bisogna

cooperare, essendo un uomo di sinistra, ma l 'ho capito fino alla fine soltanto lì. A Gaza che cosa... pensavano di quello che voi state facendo per quelle che sono state le notizie in cui siete entrati in possesso ma noi avevamo messaggi da Gaza io prima di partire ho una lunga chiacchierata con un mio amico carissimo e tra l 'altro ha insegnato qui a Fiesole, all 'Università Europea, Chiatefa Bousaif, ex ministro della cultura di Fatah, ma originario di Gaza, è stato i primi tre mesi

durante i bombardamenti lì e ha perso 138 familiari, tra cui il padre, diversi nipoti, cugini, fratelli e lui mi diceva in maniera insistente perdere la dimensione politica che era quella che mi bloccava rispetto alla scelta. Mi sembrava una cosa anomala che un parlamentare salisse su una barca a vela. Io ero stato tante volte in missione in Medio Oriente. tre volte soltanto dopo il 7 ottobre, in una veste più istituzionale, quella mi sembrava un upgrade, lui mi dice guarda vi aspettano perché chiedono

che qualcuno... uno gli vada a dare un gesto di solidarietà. E i messaggi che ci arrivavano dalla striscia, che sono arrivati anche dopo l 'ultima missione, addirittura è arrivata una barca, anche se senza pilota, senza niente. significa che c 'è una domanda di un 'attenzione che non scemmi e che non cala. Diciamo dall 'anzien regime alla caduta del muoio di Berlino. Il diritto internazionale ha fatto un cammino, difficilissimo. Ora siamo di fronte a una battuta d 'arresto epocale, se ne parlerà fra cent 'anni probabilmente.

Ma è come se in Novecento ci fosse di nuovo. ripiombato addosso tutta l'armatura che noi avevamo costruito che gli stati avevano costruito all'indomani dell'olocausto e della seconda guerra mondiale l'armatura che aveva ha portato alle Nazioni Unite, alla dichiarazione universale dei diritti dell 'uomo, alla convenzione sul rifugiato, alla convenzione sul genocidio, alla stessa Unione Europea piuttosto che...

alla Corte Penale Internazionale più tardi il multilateralismo, il diritto prima della forza sta saltando in aria. Siamo ritornati all 'uso brutale della prepotenza, della la forza e del danaro che soppianta il diritto e il diritto soprattutto all 'autodeterminazione dei popoli. Questo è il manifesto della vicenda palestinese, per questo Gaza è paradigma. perché di fronte a tutto questo non è accaduto nulla. E questa cosa fa paura perché evidentemente non riguarda poi solo quella parte di mondo,

riguarda anche altre parti. Senza dubbio, se guardiamo lo scenario, sudanese, naturalmente il conflitto in Ucraina, però abbiamo visto anche la certificazione di un doppio standard, ora la dico così, 20 pacchetti di sanzioni nei confronti della Russia di Putin. erano più che giusti e lo sono tuttora perché la guerra continua, continua a ammietere morti, continua a spargere terrore, ma che l 'Unione Europea dopo due anni e mezzo sia riuscita a cavare al buco una sanzione per tre coloni

violenti, come se esistessero i coloni gambiani, i coloni non violenti, i coloni pacifisti, quando sono le colonie di per sé un atto di violenza. come spiegano tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite significa che ci troviamo di fronte a una vera e propria resa morale ma non ci troviamo di fronte anche a una necessità di un reset in qualche modo alcune istituzioni hanno fallito se noi vediamo come dire anche se penso alla vicenda del Sahel e al ruolo delle Nazioni Unite

quella roba lì probabilmente ha chiuso una stagione andrebbero rivisti alcuni passaggi Senza dubbio c 'è un tema di riforma delle Nazioni Unite, ma questo si pone da 30 anni almeno, dalla fine della causa del muro. Il diritto di vetro del Consiglio di Sicurezza produce paralisi. E poi c'è una domanda del sud del mondo di protagonismo. Questo è il tema sul quale, dopo la scesura dell '11 settembre e le guerre preventive che furono messe in campo dagli Stati Uniti d 'America,

che squarciarono il Medio Oriente, lo destabilizzarono, paesi falliti, l 'Iraq, l 'Afghanistan, la Siria e potremmo continuare, il nodo di una nuova coesistenza paesi. pacifica con il sud del mondo, di un ordine mondiale più giusto ed equilibrato. È la priorità sulla quale però abbiamo classi dirigenti invecchiate, arretrate, che non se lo pongono, hanno... però lo sguardo coloniale, ma come facciamo a non capire che c 'è, che l 'Occidente ha

un limite? Non lo dico perché dobbiamo fare per forza l 'autocritica, noi siamo stati tante cose, siamo stati sicuramente. Sicuramente la brutalità del colonialismo e l 'abiezione del fascismo e del nazismo e dei campi di concentramento, ma siamo stati anche il movimento operaio, il movimento femminista, la libertà di stampa. dichiarata. Università dei diritti è una cosa importantissima però noi dobbiamo porci il tema che siamo sempre di più uno spiccio dentro un mondo che cambia e che è uno spiccio

dove l'età media aumenta tra 50 anni saremo più verso i 60 che verso i 40 l'Italia avrà tra i 40 e i 45 milioni di abitanti ma dove andiamo? o noi ristabiliamo un rapporto, una relazione e quindi anche rispetto ad altre sfide le migrazioni, abbiamo un atteggiamento diverso oppure saremo travolti Ricordiamo il libro di Arturo Scotto, Siamo Flottiglia Reggio per Gaza è un libro straordinario con una riflessione sui diritti umani, la pace, i

limiti della legalità internazionale, anche una riflessione anche personale, una testimonianza civile. prima ancora che politica, dicevamo qualche minuto fa, in uno scenario dove peraltro questo Occidente è devastato da una leadership, che è quella di Trump che tende a dividere, tende a sovvertire un ordine portando... a casa 2 miliardi di dollari di patrimonio personale, mentre le persone pensano che sia impazzito, potrei essere io pazzo come lui, diciamo così, e i palestinesi

rimangono nella condizione che diceva prima. nostro pensiero, chiudiamo su questo Arturo Scott ma purtroppo le democrazie si stanno trasformando in cleptocrazie se sono i valori occidentali quelli lì che trasferisce Trump io capisco l'odio che cresce nei nostri confronti Se i valori occidentali sono un progetto immobiliare nella striscia di Gaza dove i palestinesi al massimo si concederà di fare i camerieri, gli ascensori, i vecchi signori occidentali... che vanno a svernare lì al suon di dollari, è evidente che il

messaggio che viene nell 'Occidente non è quello dei valori, ma è quello dei soldi, del danaro e del potere. Vedremo che cosa succede al vertice. di Ancara della Nato io sarei curioso perché vedo che di nuovo è partita la scaramuccia tra Meloni e Trump in realtà in maniera unilaterale da parte di Trump ma se siamo davvero autonomi e indipendenti Se davvero, come dice la nostra Premier, noi non imploriamo niente a nessuno, mi aspetto che l 'Italia dica no al 5 % di spese della Nato che sono richieste da Nato.

Trump e che sono armi americane, lo ha spiegato Rutte, purtroppo i nomi sono questi, il segretario generale della Nato quando dice alla fine quelle spese serviranno a salvare 200 mila posti di lavoro. negli Stati Uniti d'America noi compriamo le armi degli americani spero che la Meloni abbia un sussulto di dignità e dica di no Onorevole Scotto grazie per essere venuto a trovare nei nostri studi di Flottiglia in viaggio per Gaza sono le 9.30

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