Assessora Manetti: bilancio 6 mesi su cultura, università, parità di genere e felicità in Toscana
L'assessora regionale Cristina Manetti traccia un bilancio dei primi sei mesi di mandato, illustrando le iniziative su cultura, diritto allo studio universitario, contrasto alla violenza di genere e benessere sociale. Dalla valorizzazione delle residenze artistiche all'Art Bonus regionale, dai progetti per Villa Medici di Careggi al supporto ai centri antiviolenza, fino alla delega alla felicità come orientamento delle politiche regionali.
Capitoli
- 00:00Introduzione e presentazione
- 00:56Bilancio primi sei mesi di mandato
- 01:56Residenze artistiche e teatri sui territori
- 03:04Sistema museale e teatri di tradizione
- 05:17Valorizzazione della danza
- 06:33Villa Medici di Careggi e arte contemporanea
- 08:49Art Bonus regionale
- 11:44Centri antiviolenza e supporto alle donne
- 14:34Diritto allo studio e studentati
- 19:00La delega alla felicità e welfare
Trascrizione 37 passaggi
Ben trovati, ben trovate su Controradio e sui nostri canali crossmediali, siamo su Controradio TV, saluto subito l 'assessora regionale Cristina Manetti qui nei nostri studi, buongiorno. a tutti voi assessora con delega cultura università parità di genere e felicità e vogliamo assessora manetti tracciare in qualche modo un primo bilancio di circa sei mesi poco più di sei mesi dalla sua delega appunto a novembre quando è stata nominata in giunta cercando di affrontare quelli che sono
i percorsi le progettualità che lei ha già annunciato ma anche messo in pratica proprio andando sui territori riversanti. Parliamo innanzitutto della cultura perché davvero sta conoscendo e approfondendo quelle che sono le varie realtà da valorizzare ma anche recependo i bisogni che arrivano dai comuni. Sì, il fatto di girare sui territori mi aiuta anche a capire le necessità, le specificità delle varie realtà culturali che sono tante perché la Toscana è veramente ricca da questo punto di vista, non solo di patrimonio da conservare
ma... proprio ricca di questa cultura vivace e generativa che ancora fa vivere tantissimi territori e li rende davvero, come dire, pieni di iniziative anche a livello locale. Questo aiuta quindi rendersi conto, ultimamente fra le varie cose ho avuto modo anche di visitare tantissime residenze artistiche, delle arti sceniche, vedere arrivare in piccoli borghi come nel borgo di Buccine. che è in provincia, insomma, nell 'Aretino, e trovare appunto il piccolo teatro dove vive una residenza artistica
di quelle finanziate da noi, dal Fondo Sociale Europeo, quindi questo ancora, diciamo, dà maggiore soddisfazione vedere tanti ragazzi che lì ci stanno, ci stanno volentieri, abitano e soprattutto questo teatro, come spiega bene il sindaco Nannini, ti dice, questo è un centro che diventa un punto di riferimento, da una parte le residenze artistiche lo fanno... vivere dall 'altra per tutti gli abitanti di quel luogo perché qualunque necessità ha bisogno lo vivano lo spettacolo vanno a vederle diventa proprio il cuore pulsante veramente di quella
che è la realtà di Bucine intorno a Bucine quindi questo per fare tanto un esempio tanto perché poi di queste cose ce ne sono veramente tante in Toscana però ecco qui ti rendi conto che queste realtà sono realtà importanti e vive Il fatto di girare ti fa, intanto ti convince che aver investito nelle residenze artistiche come quelle nelle artisceni, come quelle della musica, aver utilizzato quindi il Fondo Sociale Europeo anche per queste finalità ha sicuramente arricchito quella che è la politica culturale della regione toscana.
Poi ovviamente facciamo tanto su tutto il resto, chiaramente musei, c 'è tanta richiesta di nuovi musei di accreditamento. nel sistema museale toscana, in tante realtà che nascono, faccio un esempio, il cappello di paglia, di signa, anche lì diciamo c 'è la volontà di inserirlo in un contesto museale, ma come quelli del cappello di paglia mi sono venuti a pescia, mi è arrivata questa richiesta e tante altre, quindi è importante anche arrivare sul territorio perché così ti richiedono una cosa che per noi significa un aiuto, un 'agevolazione nella burocrazia regionale perché ovviamente servono dei criteri.
ma che spesso queste realtà possono tranquillamente raggiungere o avere e quindi significa però per loro aiutarli a raggiungere un obiettivo importante perché significa comunque un piccolo accreditamento, cioè intanto un riconoscimento e poi anche un accreditamento in quelli che sono diciamo il nostro sistema regionale di contribuzione che per piccole realtà comunque è sicuramente un aiuto perché i comuni più piccoli ovviamente hanno anche quello che a noi sembra un aiuto di qualche migliaio d 'euro. però può fare la differenza in alcune attività, quindi anche questo è una cosa importante. Poi c 'è tutto l 'aspetto di dare un segnale, ho voluto dare un segnale ai
teatri di tradizione cercando di aumentare un po' il contributo, i teatri di tradizione sono sostanzialmente Lucca, Pisa e Livorno perché comunque sono un sistema teatrale importante, sono teatri grandi che fanno cose di un livello che va oltre il livello cittadino, quindi è anche importante. è importante riconoscere questa funzione, spesso anche di aggregazione per altre realtà culturali e finalmente sono tre teatri che per la prima volta sono riusciti ora a unirsi e a collaborare in una programmazione scambiandosi alcune cose, quindi anche questo spirito di collaborazione mi piace poter dire che va premiato perché
dà un segnale importante e poi c 'è la danza che io ho un pensiero sulla danza. penso che la danza vada aiutata a volte quando intanto va aiutata perché ci sono migliaia di persone che fanno danza e la danza è un aspetto della nostra tradizione culturale molto importante è forse quella un pochino più in crisi perché non riesce a fare i numeri che fa il teatro normale perché probabilmente come spesso mi ha detto ma la danza non mi riempie il teatro ecco allora forse probabilmente ha maggior ragione perché non riempie il teatro
ma in realtà dietro a un mondo, un popolo di persone che pratica la danza fin da ragazzini, forse va aiutata in questo senso, va dato. E quindi sto cercando di fare un lavoro per riportare la danza nella programmazione dei teatri, perché spesso appunto non è competitiva a livello economico, ma comunque è importante. Quindi insomma sono al lavoro anche per questo, con dei soggetti che lavorano, ora si sta cercando di chiudere. Quindi quando spero, sono fiduciosa che riusciremo a fare anche un buon lavoro per dare una spinta a questo, ma così come anche altre cose, insomma sono
tante le cose che dobbiamo fare una sintesi, però sono prospettive però importanti dal punto di vista della strategia. In questa diffusione le chiedo anche rispetto invece a quella progettualità di uffizi diffusi di cui si parlava rispetto alla Villa Medici. che non avverrà però sulla villa medicia già c 'è un 'interlocuzione forte con il ministero all 'insegna di quale valorizzazione sono stata qualche giorno fa dal ministro giuli a roma e lui si è dimostrato poi dopo ha avuto modo anche di parlare col presidente perché si sono
trovate all 'inaugurazione del museo di mitorai ha avuto modo di parlare anche della valorizzazione della villa di careggi che è un progetto che la regione sta a cuore il presidente Gianni ci si è molto speso anche perché è l'unica villa medicia di proprietà della regione toscana si trovano un luogo particolare in un luogo della cura se vogliamo perché avvicino careggi davanti il mayor l 'ispro eccetera quindi anche in un luogo che può essere strategico in una visione come dire in un contesto in cui si ha bisogno anche
di luoghi di spazio un po di recupero per rigenerarsi essendo appunto un luogo di cura come dicevo Magari si può creare, è sempre stata anche la visione di quel parco, di renderla a servizio anche di questo contesto, così come ovviamente aprirlo ai fiorentini, alle persone, non solo ai toscani che vogliono andare a vedere una villa medicia straordinaria. E allora in questo contesto anche il ministro Giulia ha confermato la volontà di contribuire alla valorizzazione e ha proposto un 'idea che io trovo...
veramente bella perché poi io amo il contemporaneo quindi mi piace anche l 'idea di proiettare questo anima contemporanea che la regione ha molto più spiccata di quello che a volte diciamo si riesce a raccontare e portare lì la sua proposta è portare l 'installazione che nel padiglione Italia ha la Biennale di Venezia che finirà a ottobre mi pare all 'incirca che quest 'anno è stato affidato un'artista fra l'altro che si è formato all 'Accademia delle Belle Arti di Carrara, quindi diciamo c 'è anche questo aspetto della toscanità e quindi portare, perché loro come Ministero già da qualche anno queste
installazioni le recuperano e le rendono stabili in altri luoghi, così insomma riportare queste installazioni all 'interno della Villa di Careggi, che non è diciamo esaustivo, cioè non è solo questo, però come dire per dare l 'inizio di una visione anche un pochino più proiettata della contemporaneità. e una prospettiva anche artistica di quel luogo, quello è sicuramente un buon inizio. Poi ovviamente il presidente Gianni vorrà anche, come aveva sempre detto, stimolare un progetto più uniforme che comprenda tutta la villa,
quindi non solo l 'arte contemporanea ma anche una progettualità legata magari all 'umanesimo, legata al rinascimento. Un dialogo che... Senz 'altro partirà a breve. Questo è molto bello da raccontare anche perché c 'è una forte attesa rispetto appunto a un luogo che è strategico come dicevamo e dal punto di vista delle strategie noi c 'eravamo lasciati a gennaio con una sua forte intenzione, stiamo parlando dell 'Art Bonus regionale e vogliamo sapere insomma com 'è questo percorso, a che punto è. Sta procedendo mentre siamo qui ad esempio a Livorno.
andando avanti un convegno dedicato all 'Art Bonus, alla Camera di Commercio, organizzato e diciamo promosso anche dal Comune, così come sono state a Scandicci, come sono state in altri comuni, dove vedo, diciamo, nascere e diffondersi tanti momenti di confronto sull 'Art Bonus. Evidentemente aumenta la consapevolezza. Aumenta la consapevolezza, anche il fatto di, come dire, di spingerla a livello regionale, aiuta da uno stimolo ai comuni a organizzare convegni e quindi a portare sul tema. questo dibattito, soprattutto questo racconto di uno strumento di sostegno alla cultura fondamentale, raccontare che la regione ha anche degli elenchi dove ci sono i soggetti che possono ricevere
l 'art bonus e si possono iscrivere, dove ci sono i soggetti che possono dare art bonus e si possono iscrivere, potersi confrontare, cercare tipo un match tra richiesta, la domanda e l 'offerta, spiegare quali sono tutti gli strumenti e anche il fatto che c 'è un art bonus regionale come utilizzare l 'art bonus regionale eccetera, portarlo sui comuni grazie anche a una collaborazione dei sindaci e di ANCI, nelle camere di commercio dove ci sono tutti i soggetti poi interessati, le partite IVA ad esempio che possono fare art bonus regionale, cosa che non avviene per il nazionale, del resto rimaniamo comunque non
più l 'unica ma quasi diciamo fra le regioni italiane a avere anche un art bonus regionale, quindi vedo che questo percorso di consapevolezza, di racconto e di diffusione di questo strumento, sta andando avanti e siamo molto contenta. Naturalmente dobbiamo andare per capitoli ma cerchiamo di aggiornarci sui vari contenuti delle sue deleghe, ci interessa molto naturalmente quella che è la sensibilizzazione rispetto agli strumenti contro la violenza di genere. Anche in questo caso lei sta andando sui territori, c 'è un audit con i centri antiviolenza, un percorso.
che all 'interno di una progettualità più ampia, fortemente anche culturale della Toscana delle Donne, sta portando avanti. Sì, ieri sono stata all 'inaugurazione di un centro antiviolenza a Montecatini, ad esempio, un luogo che ho visto praticamente era ancora pieno di calcinacci e grazie lì anche alla Caripit è stato recuperato, insomma messo a disposizione di questa associazione, quindi questo centro antiviolenza bellissimo, grande. luminoso e ho visto veramente una comunità felice di avere questo punto di riferimento e anche un
po' un punto di ascolto fondamentale per le tematiche ovviamente qui è un centro antiviolenza quindi i lavori del centro antiviolenza li conosciamo per dire sono stata lì come ne ho visitati altri è importante anche qui fare come dire un giro d 'ascolto perché intanto per la vicinanza a questo questo mondo e centri di violenza spesso mandato avanti da volontari e comunque anche quando non sono volontari si tratta di lavori diversi dagli altri a una scelta perché spesso il lavoro che porti
lì insomma te lo carichi anche un po sulle spalle c 'è tanto da fare ad esempio il raccolto alcune necessità che sembrano cose banali ma se uno poi ci va si rende conto che possano fare la differenza spesso viene stato fatto presente che c'è una necessità di agire su quella che Diciamo definiamo la residenza sanitaria per le donne non tanto i centri antivolenza ma delle case rifugio perché spesso le case rifugio non sono il comune di residenza e che vuol dire portare una madre con dei figli fuori dal suo comune dove deve avere e trovare nuovamente un medico, un pediatra, tutte cose che magari sono molto organizzative, molto pratiche
ma che non sono, cioè sono problemi che diventano scoglie ancora più, come dire, in sormontà. Invece noi lo abbiamo per i profughi ad esempio e quindi possiamo muoverci per cercare di attivare, io voglio studiare anche questa cosa se mi riesce perché mi rendo conto che per loro sarebbe grande aiuto ma come il tema delle minori che non possono accedere ai centri antiviolenza se non autorizzate dai genitori però è ovvio come mi rappresentano che spesso sono minori che vanno lì a denunciare anche violenza assistente.
E allora se io assisto a violenza della madre non posso chiedere al padre l 'autorizzazione, però anche lasciar fuori tutte queste, perché c 'è sempre più richiesta, anche le tasse abbassano, c 'è più consapevolezza, quindi anche lì c 'è da agire, queste cose le capisci se vai nei luoghi, parli con gli operatori, le operatrici che ti spiegano queste cose e quindi insomma diciamo anche quello un po' come la cultura è importante andare, capire. Perché a volte con un gesto che non è che risolve i problemi del mondo, una piccola gocciolina, ma si sa che il mare è fatto di gocce e ognuno, insomma, si può dare un supporto.
Lei va nei luoghi tanto da scendere, diciamo, dal palazzo, diciamo, e in maniera anche un po' inconsueta nella narrazione che siamo abituati a raccontare, si è incontrata con gli studenti, le studentesse che hanno portato avanti il corteo dalla residenza universitaria Calamandrei, abbiamo raccontato. dei disagi del servizio idrico veramente impattanti anche sul diritto allo studio. Raccontiamo in queste ore del caso dello studentato forno, così definito Salvemini, insomma condizionatori fermi da anni. Si è confrontata con gli studenti, dicevamo, è stato attivato pressoché quasi
immediatamente un tavolo che adesso avrà sicuramente come priorità anche una riflessione sulle risorse. da implementare alla luce poi di richieste ben precise che fanno gli studenti e il monitoraggio che lei sta facendo. Cosa ci dice rispetto a questo in quanto alla sua delega all 'università tema insomma importantissimo perché sappiamo che il diritto allo studio ha come precondizione il diritto alla fruizione anche degli spazi che consentono lo studio. Sì anche lì a volte i
problemi non si risolvono tutti così dall'oggi al domani. però se ritorna lì anche l 'ascolto a volte può quantomeno stemperare le situazioni più di scontro oppure più... Io i ragazzi li capisco perché quello studentato, il calamandrea in particolare, è uno studentato più vecchio, quindi ha più anni e quindi ha più difficoltà. Non è facile far capire che queste cose costano, costano vuol dire che non si può pretendere, intanto non è l'unico studentato ovviamente che abbiamo. però ha svariate centinaia di posti, più di 400, e
non si può, quello che cerco di far capire, pretendere che lo dovete pagare, perché per pagarlo ci vuole 20 milioni, e 20 milioni la regione non è che li trova sotto, perché non sono 20 milioni solo per quello, allora ce ne vorrebbe probabilmente altri 15 per quest 'altro, 20 in più tutti i milioni che noi, come forse l 'unica che scorre tutte le graduatorie degli aventi, diritto alla borsa di studio in italia l 'unica avere questa situazione comunque seppur diciamo a una battone vendadì ogni tanto fa acqua però cioè seppur essendo così però
è una situazione che onestamente onestamente è una situazione migliore di tante altre quindi si deve anche capire che bisogna cercare andare per step certo aver attivato un tavolo di confronto che loro penso mai visto perché si sono trovati non tanto la sottoscritta però anche c 'era il comune con me è partecipato l 'università anche diciamo l 'afam quindi perché tutti usufruiscono poi di quello studentato a trovare lì più ovviamente il dso a spiegare tutti i loro problemi intanto cioè come
dire non è che si scappa cerchiamo di instaurare un dialogo migliore che forse quello è mancato prima è di cercare di intercettare grandi problemi prima che diventino problemi grandissimi e cerca di intervenire ora per quanto riguarda questo studentato forno diciamo il problema è l 'aria condizionata io mi sono fatta spiegare perché poi nel tecnico ovviamente ci sono i tecnici c 'è un direttore il Carpitelli che appunto lì c 'è questa problematica ci stanno lavorando devono fare ora una sorta di bando penso per rifare tutti i condizionatori
Quindi li rifaremo, certo questa non è una cosa che può avvenire ora, sicuramente sarà per l 'estate prossima e ora io lunedì andrò lì a cercare di capintanto a farmi vedere perché se c 'è un problema vediamolo anche, ci porterò il proprio loro e vediamo se come diciamo accompagnare la modifica di tutto quell 'impianto di condizionamento per renderlo diciamo accettabile da qui a che non ci saranno. C'è la presa in carico però anche. In presenza da parte sua aggiorneremo su questo senz 'altro anche nei nostri ulteriori spazi di approfondimento. Siamo davvero in chiusura. La delega alla felicità
su cui qualcuno può ironizzare ma c 'è davvero bisogno di pensare anche in positivo. Lo abbiamo visto e confermato anche in un evento come in un ciclo di eventi come l 'elogio dell 'umano con il CESVOT cercare di rendersi ancora più comunità. davvero raggiungere un diritto che è quello alla felicità che spesso viene sottovalutato è un diritto più che altro penso sia uno il nostro obiettivo primario di tutti e non da ora c 'è quello di essere felici tutte le filosofie le grandi religioni hanno sempre puntato a questo
grande obiettivo che detto così sembra cioè metterlo in dentro a delle deleghe formali sembra quasi una provocazione però tutte le cose più innovative no creano di In realtà la felicità se noi la vogliamo intendere davvero all 'interno di deleghe che sono di un 'amministrazione è perché l 'obiettivo ultimo deve essere quello ma ora noi abbiamo degli strumenti che ci permettono di capire cosa significhi poi la felicità tradotta in welfare, tradotta in benessere. Abbiamo assegnato all 'IRPET uno studio su queste tematiche cioè di come certi comportamenti, certe politiche poi producono.
un effetto positivo nei rapporti sociali nel benessere delle persone quindi la ricaduta anche su aspetti sanitari su aspetti appunto di inclusione e quanto magari certe cose possono essere indirizzate attraverso le politiche regionali cioè ora si sa che se una persona entra vede una bella mostra esce e ha una condizione di benessere migliore di quando è entrata ci sa perché lo abbiamo in termini proprio proprio scientifici questa dimostrazione quindi dico questo per fare un esempio si può lavorare anche su questo aspetto si sa che tanti ambiti del sociale
parlavamo del cesvot ci sono ambiti in cui appunto le persone fanno volontariato il volontariato è un conduttore di felicità perché ti dimostrano studi che stanno insieme alle persone che hanno bisogno sono più no è più il beneficio di chi aiuta di quella comunità che comunque si riunisce aiutare magari anziani, persone non autosufficienti, quasi di chi riceve quell 'aiuto, ma non perché lo dico, perché ci sono proprio studi scientifici che te lo dimostrano, allora se noi sappiamo tutto questo dobbiamo mettere insieme queste informazioni e cercare di andare a agevolare certe politiche, quindi a sostenere un sistema di volontariato,
a sostenere un sistema di welfare, a sostenere un sistema di magari attività che... Quindi tutto questo secondo me può essere orientato davvero, ci vuole un po' di tempo, ci vogliono dei dati, dati regionali per l 'IRPET, sei mesi per un 'indagine sono necessari, ci vuole anche di mettere insieme tutti questi pezzi e di fare poi, diciamo da questo, fare un output che poi possa essere un indirizzo davvero orientato per la felicità. E con questo vogliamo chiudere risentendoci e sicuramente seguendo gli sviluppi.
Grazie a tutti i gruppi delle varie tematiche che abbiamo affrontato con l 'assessora regionale Cristina Manetti che ringraziamo per essere stata con noi. Grazie a voi.