Bando drammaturgico su disabilità e cura: Fondazione Macinaia cerca giovani autori under 35
La Fondazione Macinaia, in collaborazione con Atto 2 e Teatro d'Imbarco, lancia un bando per giovani drammaturghi under 35 per scrivere un atto unico inedito su disabilità e gesti di cura. Il progetto propone una visione innovativa della disabilità, non come deficit ma come espressione dell'umano. Sono previsti premi in denaro, pubblicazione e rappresentazioni teatrali. Scadenza: 15 settembre.
Capitoli
- 00:00Introduzione al progetto
- 01:32La Fondazione Macinaia e la sua missione
- 03:06Teatro e sociale: un approccio innovativo
- 05:00Perché la scrittura drammaturgica
- 07:01La dimensione conflittuale del teatro
- 08:21Lo sguardo dei giovani sulla disabilità
- 11:32Le sfide della drammaturgia contemporanea
- 14:00Il conflitto come strumento teatrale
- 16:21Riferimenti pratici: premi e scadenze
Trascrizione 35 passaggi
Grazie a tutti. contro radio, contro radio, contro radio, FM, DAB, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi, questa è Controradio. 9-8 minuti in diretta. sulle nostre frequenze analogiche e digitali e anche con la Contoradio TV sui nostri social
per raccontarvi di una storia molto bella, molto interessante atto unico, inedito sulle disabilità e i nostri gesti Di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando del fatto che la Fondazione Macinaria, in collaborazione con Atto 2 e altri d 'imbarco, ricercano under 35 interessati a scrivere, e sottolineo questa parola, scrivere un atto. unico inedito sulle disabilità ai nostri gesti di cura ci sono molte cose in palio ma è la cosa in sé che è estremamente potente e interessante
daremo tutti i riferimenti tecnici tra pochissimo però prima saluto e ringrazio Simona Enrichi di Atto Due, Nicola Zavagli il direttore artistico del Teatro delle Spiagge, Stefano De Martini il presidente e fondatore della Fondazione Macinaria. Buongiorno Stefano. Buongiorno a tutti. Buongiorno Buongiorno, ci racconti che cos 'è la Fondazione Macinaia, di che si tratta, di che stiamo parlando? Sì, la Fondazione Macinaia è un soggetto del terzo settore. Nato due anni orsono a San Casciano per sostenere realtà
del volontariato, iniziative solidali, promuovere una cultura dei diritti, delle relazioni, in particolare nell 'ambito... della disabilità e abbiamo promosso diverse iniziative in collaborazione con altri enti dell 'area fiorentina quindi non solo di san casciano ma per esempio abbiamo un relazione attiva molto produttiva anche con la comunità delle piagge e con altre situazioni. Noi abbiamo cercato in questi due anni…
di mescolare la cultura, l 'arte con il sociale, che è un po' il senso del nostro operato. insieme in questa vicenda per esempio che stiamo presentando oggi insieme al teatro d'imbarco atto 2 insieme al comune di San Casciano che ha patrocinato le iniziative al comune di Scandina con altri giovani che sono in informazione, stiamo cercando di mettere a fuoco anche una modalità operativa interessante anche
per ulteriori progetti. Stefano Di Martino lo recuperiamo tra poco però Simona Righi aiutami a capire perché questo progetto veramente rappresenta uno scatto evolutivo nei confronti dell'atteggiamento che abbiamo sul deficit, sulla questione della disabilità, le persone da curire, il problema, il costo, le cose. Qui siamo di fronte, come dire, semplicemente ad un 'espressione dell 'umano. nella sua diversità. Stiamo parlando di qualità delle relazioni sociali, non stiamo parlando
di mancanze individuali, diciamo così. La disabilità come un grande specchio che rende visibile la vulnerabilità umana. in generale è una prospettiva quella che voi proponete che è molto interessante beh sì, è la prospettiva che poi ha a che vedere con il teatro perché comunque il teatro si occupa e lo fa in maniera collettiva, cioè si va tutti a teatro insieme con persone sconosciute e guardiamo con uno specchio quello che ci riguarda, cioè sono questioni
dell 'umano sentire quelle di cui si occupa il teatro e quindi diventa una vicenda privata, una questione privata diventa una vicenda collettiva, sociale e quello che ci interessa Non è tanto parlare del deficit o del limite, ma ci interessa capire come una persona, l 'unicità dello sguardo, di quella persona viene percepita e viene in qualche modo relazionata alla nostra società
e di conseguenza non si sta parlando di uno sguardo pietistico su appunto le disabilità sui deficit e sui limiti ma uno sguardo un pochino più ampio sulla biografia sui desideri sui sogni delle persone parleremo insomma di cui i nostri drammaturghi scrive anno. È uno sguardo un pochino più contemporaneo, invece di parlare della solita questione su
sulle difficoltà di cura, sulle difficoltà di stare in mezzo ad una società. Assolutamente, però a questo punto, perché si parla di scrittura, io chiedo a Nicola Zavaglia, se fa un'emaltina, Simone Arrighi, cosa vi aspettate voi? Perché poi Simone l'ha detto, qui siamo su uno sguardo un po' molto più contemporaneo, ne abbiamo viste tante diciamo queste cose sulla materia, quindi è il caso di scrivere una parola diversa. però Nicola Zavagli a questi ragazzi under 35 e poi perché under 35 ce lo dia anche Stefano De Martini che cosa
gli stiamo chiedendo? Ma io credo che la la cosa più importante come sempre è quella di ricordare che la disabilità comunque è un 'arte, è un modo di vivere che a volte sfiora la genialità, secondo me. E noi non ci dobbiamo più... porre noi cosa possiamo fare per i disabili, ma cosa la disabilità può fare per la comunità. Credo che la scrittura sia uno strumento che permette di...
portare in scena, di mettere in scena quelle che sono le vite a volte visibili, a volte nascoste, di persone che appunto convivono con delle diversità. Il teatro si nutre. oltre di diversità da sempre, tutti quelli che vivono il teatro, vivono delle nevrosi, delle malattie, sono tutti malati di mente, per cui io credo che sempre… nuova linfa nuovo nutrimento
per tutti la cosa che io ci tenevo molto quando ne abbiamo parlato con Stefano e Simona era quello di non affidarsi soltanto al monologo. Io preferivo il concetto di atto unico, cioè comunque un dialogo a due, tre personaggi, in modo che all 'interno del simpò si recuperi. quella che è la forma conflittuale all 'origine del teatro, cioè il conflitto tra due personaggi, tra due persone, tra due sguardi sul mondo, per cui anche affrontare questo tema
in una una da diversi punti di vista che sono in conflitto in coche che in contrasto fra di loro di modo da far emergere di più la complessità del tema se no Il monologo rischia sempre di essere un po' oratoriale, di essere un pochino una presa di posizione unica. Io credo che questo abbia una sua particolarità. astruso, cioè il teatro
ne ha viste e riviste credo che in questo caso qui però il concetto di cura accanto al concetto di disabilità possa essere un nuovo sguardo. Stefano De Martin, lo sguardo dei giovani? Sì, i giovani sono la mia vecchia passione da quando mi sono messo a lavorare. e degli enti pubblici, ho sempre ritenuto che quella fosse la sfida necessaria e vincente
per il mutamento in meglio della nostra comunità. appunto ai giovani proprio perché per sottolineare l 'interesse per parole sensibilità traiettorie elaborate dalle giovani generazioni, sul tempo del cambiamento e della diversità. Mi piace tornare un attimo ad alcuni concetti che si diceva prima, per ricordare questa...
dimensione del deficit. Nel bando abbiamo messo delle frasi estremamente forti e oggetto anche di possibili critiche, ad esempio quando diciamo che abbiamo... pensato alla persona con disabilità come una persona da aiutare, accudire, proteggere, che ha un peso per la sua famiglia, che necessita di servizi dedicati e invece proprio dalle stesse persone con disabilità. dai loro familiari, dalle loro associazioni, sta arrivando una proposta diversa. Non siamo malati, siamo una delle molteplici forme dell'umano
e possiamo, col nostro contributo, e le pratiche innovative che ci interessano e i racconti che si misureranno su questo piano spostano il baricentro dalla persona al contesto, dai bisogni. e i desideri, dall 'intervento specialistico alla costruzione di condizioni di vita. La disabilità quindi non viene letta solo come mancanza individuale, ma come questione che interroga la qualità delle relazioni. sociali come si diceva prima, il lavoro educativo non si esaurisce dentro
i servizi ma si gioca nei territori, nei luoghi ordinari della vita, la disabilità funziona come uno specchio visibile la vulnerabilità umana in generale, non si tratta di aggiustare qualcuno perché si adatti al mondo così com 'è, ma del fatto che il mondo incontrando questa differenza E' costretta a ripensarsi e spesso grazie a questo incontro diventa migliore. Ecco, su queste parole noi abbiamo costruito questo progetto e siamo partiti proprio dalla dimensione...
dei giovani come portatori di una visione innovativa e pensiamo che questo incontro di teatro, arte, sociale, nuove generazioni possa davvero essere un avvio di… un processo di nuova costruzione insomma di cultura Simona Vichi mica facile quello che chiedete no Però spesso gli autori riescono a sorprendere, anche con punti di vista assolutamente nuovi.
Molto spesso succede di assistere oppure di leggere anche... pioni teatrali che puntano il dito, puntano l 'attenzione su una chiave nuova e dici ma cavolo non ci avevo pensato e soprattutto i giovani, i giovani che hanno anche dimostrato in questi ultimi anni una grande propensione all'inclusione all'emancipazione anche da certi tabù, da certe parole quindi confidiamo tantissimo nei nuovi
scrittori, nei giovanissimi drammaturghi. Sì, Simona, è interessante quello che diceva Nicola, da cui torno subito sull'avere, come dire, un aspetto di recuperare la dimensione conflittuale del teatro. I monologhi sono... Per l 'amore di Dio, c 'è tanto teatro civile, però viene una battuta sui tempi del Covid e su come il monologhista costa meno, per cui gira di più e più volentieri. L'abbiamo un po' persa con la dimensione conflittuale del teatro di cui parlava Nicola, Simone. L 'azione anche, perché la drammaturgia infatti non sono solo parole, sono
azioni, sono corpi, sono silenzi e il conflitto… che genera un gruppo di persone, almeno due persone, tre persone sulla scena, è qualche cosa che ci riguarda e noi lo vediamo perché è uno specchio. della nostra vita quello che noi vediamo sul palcoscenico quindi sì abbiamo all 'unanimità pensato che chiedevamo un atto unico che comunque una bella condensazione in 45 minuti
bella forte, bella concreta ma di almeno due personaggi e in tutto questo Nicola Zavaglia è particolarmente complessa questa vicenda in un momento storico in cui questa parola conflitto non va tanto di moda anzi e in più c'è anche un certo conformismo molto pesante molto forte nella lettura di certe questioni di certi fenomeni anche con arretramenti culturali. Voi spingete in avanti, la realtà in questo momento tira parecchio indietro, diciamo così. Questo rende il tutto molto più interessante, più stimolante, più fecondo.
Eh beh, certo. Ora si usa troppo il termine divisivo, essere divisivo, allora io credo che il conflitto almeno nell 'accezione teatrale dove ci sono due personaggi che non la pensano allo stesso modo. si confrontano, può essere uno scontro, è chiaro che la forza dell 'invettiva anche fra due personaggi ha una forza superiore, però nello stesso tempo all 'interno... di quello che è lo schema drammaturgico di base, il conflitto tra i due personaggi può
portare anche a un ascolto reciproco e quindi è un po' quello, io credo che sia giusto Restituire al teatro anche la sua capacità di mettere in scena le diversità anche tra punti di vista, lo è stato da sempre. Io scrivevo all 'inizio degli anni 2000 per 8 -9 attori, li portavamo in giro e poi adesso 2 -3.
Come sempre può essere visto come un impoverimento del teatro che c 'è senza dubbio, ma nello stesso tempo trovi soluzioni nella povertà, nel teatro povero. delle soluzioni forse più originali, quindi scrivere per due o tre personaggi può essere comunque un modo già sufficientemente... complesso e divertente che può restituire comunque bene una fotografia di queste tematiche
che a noi ci stanno sempre a cuore. hanno sempre convissuto con le disabilità ecco quindi quando quando ho studiato per metterli in scena anche le biografie dei grandi artisti da michelangelo Giacomo Puccini scopre che nel loro mondo interiore convivono con delle profonde, radicali, dolorosissime disabilità che hanno nomi e poi ci sono le disabilità.
visibilità visibili di un Ray Charles, una sordità di un Beethoven, che ne so, è tutto, credo, materia di scrittura, di fantasia. di immaginazione tutto qui ecco poi le cose sono più semplici Stefano De Martini siamo in chiusura ci aiuti ci dai un po' di riferimenti concreti pratici molto legati a quello che accadrà nel senso che noi abbiamo detto che la Fondazione Macinaia con atto 2 e teatri d'imbarco
ricercano Under 35 interessati a scrivere un atto unico inedito sulle disabilità e i nostri gesti di cura che cosa accade? C'è una rappresentazione pubblica, c'è la pubblicazione di un volume, c'è un prezzo, ci sono diverse cose, c'è una scadenza, dacci un po' di dati tecnici. Sì, allora, la prima cosa da segnalare e che abbiamo cercato, proprio parlando di giovani, di raccogliere delle risorse per poter premiare i migliori due racconti. Il primo
premio... avrà 2500 Euro e il secondo 1500, non è una cosa da poco considerando anche le esperienze in corso in varie regioni. dove noi abbiamo cercato di attingere, quindi è già un richiamo molto forte che spero possa interessare i giorni. Poi avremo la possibilità di pubblicare
i due migliori racconti, abbiamo già preso contatto con Edizioni Piagge che ha una… sezione dedicata proprio al teatro, sembra che ci sarà la possibilità di pubblicare questi racconti e distribuirli al termine. di questo percorso che stiamo facendo. Voglio segnalare che ci sarà un comitato di lettura
abbastanza prestigioso che è composto… dalle due persone che sono qui presenti che copriranno la dimensione artistica e ci saranno delle persone invece che provengono dal mondo della cura e in più ci sarà un critico teatrale. tra i più importanti in Italia che ci aiuterà un po' a districarci nella selezione. Il termine per la consegna delle proposte è fissato. per il 15 settembre, il comitato di lettura comunicherà
queste valutazioni, le sue valutazioni entro il 9 novembre e poi ci sarà la rappresentazione. Le prime due saranno una a Scandicci e una al Teatro Niccolini di San Casciano e dopo ci auguriamo di portare in giro ovunque... centri sociali, nelle biblioteche, nelle piazze, nei teatri, questi testi proprio per stimolare una riflessione più ad ampio raggio.
Grazie a Stefano De Martina, grazie a Nicola Zavagli, grazie a Simona Arrighi per averci raccontato questa storia estremamente bella e necessaria. Buona giornata a voi. Grazie. Grazie. e buona questa è Controradio Grazie a tutti.