Body Shaming: dati, effetti psicologici e prevenzione - Intervista alle autrici Pinzuti, Occhini e Mancaniello
Approfondimento sul body shaming in occasione della Giornata Nazionale del 16 maggio e dell'uscita del libro 'Body Shaming: linguaggi, effetti psicologici ed interventi psicoeducativi'. Le autrici presentano i dati della ricerca su oltre 1000 persone, gli effetti devastanti sull'identità, soprattutto adolescenziale, e l'importanza di interventi educativi partendo dal linguaggio e dalla consapevolezza degli adulti.
Capitoli
- 00:00Introduzione al tema del body shaming
- 01:40Presentazione delle autrici e del libro
- 03:02Dati della ricerca: vittime e percentuali
- 05:00Definizione di body shaming
- 07:00Ambiti del fenomeno: scuola, sport, famiglia
- 09:23Il processo di autodenigrazione
- 11:00Il corpo nell'adolescenza
- 14:00Linguaggio e normalizzazione della violenza
- 16:00Consapevolezza e responsabilità degli adulti
- 18:00Priorità: effetti clinici e cambiamento culturale
Trascrizione 37 passaggi
stai ascoltando contro radio fm dub streaming social web Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio. Le nove passate da nove minuti. Torniamo nella nostra newsline. Lo facciamo anche visibili sui nostri canali cross-mediali, su Controradio TV. su body shaming, dati e ricerche su un fenomeno quotidiano. Lo facciamo in occasione di una data, quella del sedici maggio, ufficialmente
dichiarata giornata nazionale contro il body shaming, istituita in Italia con la legge 150 2025 lo facciamo in occasione dell'uscita di un libro che abbiamo qui fresco fresco body shaming linguaggi effetti psicologici ed interventi psicoeducativi ma soprattutto abbiamo loro autrice. Allora saluto subito la professoressa Eleonora Pinsuti qui con me, buongiorno. Buongiorno a tutte, buongiorno a tutti. E le professoresse Laura Occhini e Maria Rita Mancaniello in collegamento video, buongiorno, ben trovate.
chiediamo di attivare il microfono immaginiamo buongiorno a tutti allora Leonora Pinsuti studiosa, formatrice esperta di questi temi presidente del l'Associazione Formatori della Toscana, Laura Ochini, psicologa clinica e docente dell'Università di Siena, Maria Rita Mancaniello, professoressa associata di pedagogia sociale. Un contributo di ricerca di analisi e parto dalla professoressa Occhini che abbina, mi confermerà o correggerà se sbaglio, l'ambito
divulgativo con quello della ricerca scientifica. È stato un po' il vostro intento? per poter arrivare a un pubblico più ampio possibile su un fenomeno che purtroppo è sempre più generalizzato, anche non solo per fasce d 'età, professoressa. Sì, assolutamente. L'intento è proprio quello di tentare... di divulgare non solo quali sono le percentuali o comunque i numeri che coinvolgono le vittime. Noi stiamo parlando di quasi il 60%.
Rispetto ai dati che sono venuti fuori dalla ricerca, circa il 60 % di persone colpite, in particolare sono colpite quasi sempre le persone non cisgender. E le donne, in percentuali piuttosto importanti, il 100 % delle persone non cisgender è colpito, le donne sono colpite spesso con una percentuale. del 60% contro il 40% delle vittime maschili. Il corpo della donna è estremamente normato rispetto
a quello maschile che è normato più sull'aspetto... ...della performatività, anche sessuale, e questo fenomeno molto spesso è misconosciuto perché è normalizzato e passa attraverso un meccanismo... comunicativo che è quello del gioco, dello scherzo e della presa in giro. In realtà la vittima… Per quanto riguarda la normalizzazione e i suoi effetti, torniamo un attimo indietro.
I parametri di questa ricerca, il campione che avete utilizzato, ci restituisce anche questa fotografia, la cornice rispetto alle analisi, ai dati che ci anticipava? Allora sì, dunque la ricerca... è stata divulgata attraverso un questionario online e ha coinvolto 1014 persone, per lo più femmine, l'80% sono di genere, si dichiara di genere femmine. femminile. Ovviamente in queste ricerche è sempre così, il genere femminile è molto
più coinvolto e particolarmente sensibile a questo. La maggioranza del campione sta tra i 16 e i 25 anni, più del 30 % del campione, l 'altro si diluisce in tutte l'età e abbiamo una signora diluizione al di sopra dei 40 anni infatti è nostra intenzione poi approfondire la ricerca a partire dai 40 anni per analizzare
anche eventualmente problemi di body shaming legati all 'ageismo, quindi al pregiudizio rispetto all 'età. Molto interessante, davvero un percorso che seguiremo nei suoi sviluppi. Ma ci riportano, professoressa Pensuti, ai fondamentali, al nostro numero whatsapp 342 810411, ci chiedono di definire body shaming. Cosa significa? Il termine è un termine inglese. sostanzialmente diffuso nella colloquialità e nel parlato a partire dalla fine del
secolo scorso e significa letteralmente far provare vergogna del proprio corpo. Il corpo del resto è un 'estensione del sé e di conseguenza listigare, listillare, vergogna su come si è e consentimi, anche su come non si è, produce. dei danni emotivi relazionali, sociali assolutamente evidenti la professoressa Occhini parlava giustamente dell'effetto della
normalizzazione che le norme producono nostro corpo, fino anche alla pubblicità se ci pensi, siamo tutte e tutti ormai consci che avvicinandosi l 'estate avremo sostanzialmente delle pubblicità sulla prova costume. che è una forma di modellizzamento sul nostro corpo, quindi il corpo è l 'estensione della soggettività tanto più in un 'epoca post -post -moderna e di conseguenza il controllo sul corpo Come avviene oggi? Avviene di fatto nella forma della
verbalità che può esercitarsi nel dialogo diretto, ma pensiamo ai canali social, pensiamo al... online e di conseguenza il body shaming è un fenomeno soprattutto verbale, quindi che si esplica, si radica e di conseguenza a mio avviso si eradica. anche attraverso la verbalità quindi il linguaggio è al centro di questa riflessione dai dati vediamo che la maggioranza
degli eventi avviene in ambito scolastico quindi è lì che bisogna In ambito scolastico, assolutamente, di questo la professoressa Mancaniello ci diletterà rispetto agli suoi studi e alle sue proposte, ma pensa anche in ambito sportivo. per i corpi, pensa anche appunto a quello che le donne speriscono dopo i 50 anni. C 'è un libro che appena pubblicato, Vecchie bastonate, donne, corpi e poteri dopo i 50 anni. Quindi sì, nei luoghi che dovrebbero più vigilare nella costruzione
del sé, ma sostanzialmente, se ci pensiamo bene, in tutte le relazioni, dalla famiglia all 'amicalità. ultimo non ultimo sul luogo di lavoro Chiara. E allora tanti aspetti eh alcuni dei quali eh saranno ancora oggetto di approfondimento in questo speciale che stiamo ehm dedicando alla Body shaming, dicevamo, professoressa Mancaniello, l 'importanza della prevenzione e del cambiamento, naturalmente a partire anche dal linguaggio, poi torneremo con la professoressa Pinsuti, quali sono i problemi?
gli strumenti di queste cassette degli attrezzi di cui ci dovremmo fornire anche per quanto riguarda un fenomeno che ha enormi ripercussioni dal punto di vista del disagio anche identitario e psicologico sicuramente un momento che dovremmo attivare che dovremmo agire sicuramente a partire dagli adulti e dalle adulte perché i nostri ragazzi sono il mirror di quello che noi li riferiamo, trasmettiamo li chiediamo di essere
quindi intanto la grande attenzione è a come nella storia culturale anche poi sociale delle agenzie generazione adulta che oggi educa, siamo stati o non siamo stati attenti alle soggettività. C 'è un passaggio storico fondamentale che è quello di poter essere come desideriamo essere, appunto il momento in cui il diritto diventa soggettivo. Io ho il diritto ad esistere e ad essere come tutte quelle spinte interne, quelle esperienze esterne mi portano a desiderare.
Su questo piano noi, adulti e adulti, abbiamo invece una fatica molto forte perché è legata probabilmente a dei costrutti proprio di relazione, organizzati su una base di norma. e non riusciamo a uscire sul piano più importante che è quello della valorizzazione della differenza, ma anche dell 'accoglienza di tutte quelle nuove modalità di esperienza. che le giovani generazioni si portano con sé. Questo comporta che poi nell 'ambito soprattutto dell 'età adolescenziale, ma prima infantile, poi adolescenziale, poi giovane
adulta, il modo di relazionare... con le altre e gli altri è un modo che tende a voler organizzare, omologare tutti in una modellizzazione come dicevano prima anche le colleghe. Quindi la questione educativa diventa una questione centrale su l 'accoglienza delle specificità delle soggettività delle differenze come un valore questo è un cambiamento paradigmatico complicato nella storia direi anche in tutte le società anche diverse nel tempo però il
tentativo di rendere tutti più o meno simili fa parte anche di un paradigma proprio di controllo sociale Quindi lavorare in senso educativo non è soltanto avere degli strumenti e dei metodi che sono fondamentali, le metodologie partecipative per rendere soggetti attivi nei propri processi di comprensione. La propria autoanalisi di quelle che sono le modalità comunicative, relazionali, come io guardo, come il mio pensiero si organizza, quindi c 'è tutto un lavoro attraverso le metodologie partecipative e poi ci sono anche tanti strumenti.
che oggi nella scuola appunto dipende poi dall 'età alla quale guardiamo ma in particolare nell 'età dell 'adolescenza dove il corpo chiaramente si comprende la collega stava proprio facendo presente come noi siamo il nostro corpo e durante l 'adolescenza l 'espressione, la trasformazione corporea diventa la trasformazione dell 'identità ma diventa anche La comprensione di quello che so e saremo, di come diventeremo da adulte è una trasformazione su cui si può mettere poco mano.
Per cui qualsiasi giudizio, qualsiasi valutazione sul corpo... l 'adolescenza è una incide sulla propria identità sul proprio modo di leggersi finirla appunto si è il corpo nella fase adolescenziale è un punto di battaglia dove noi stessi siamo la popolazione civile che si autoinfligge giudizie che poi è esposta invece a quelli esterni ma arriva un messaggio io solleciterei la professoressa Occhini ma se poi vogliono intervenire anche le altre autrici assolutamente allora Isabella ci scrive perché la violenza
diffusa come quella della denigrazione dei corpi è accettata e accettabile e quale confine tra un parere sulla salute e il body shaming? Professoressa Occhini questo è un problema abbastanza comune il fatto che la persona che subisce body shaming molto spesso ritiene di essere sbagliata Il meccanismo attraverso il quale io traduco la denigrazione esterna in autodenigrazione
è il percorso che bisogna fare verso... consapevolezza, cioè tu non puoi denigrarmi, non io sono sbagliata e quindi tu sei autorizzato a denigrarmi, è un processo inverso. Il problema della violenza verbale è proprio questo, che poi io alla fine credo. Che tutto ciò che mi viene dall 'esterno è normale, tra virgolette, perché io sono sbagliata e a quel punto non ha neppure la forza.
psicologica chiaramente, di reagire all 'attacco. Questo chiaramente è un processo psicologico molto comune attraverso il quale chi viene colpito da qualsiasi tipo di violenza La violenza finisce per non avere più la forza di reagire perché è incistato nel meccanismo di demigrazione, quindi automaticamente mi si abbassa l 'autostimità. sono le 9.23 abbiamo pochi minuti
cerchiamo di sfruttarli al massimo anche con l'interazione con il nostro pubblico la questione educativa al punto di partenza ci scrivono oggi l'omologazione di atteggiamenti usi e costumi comincia dalla tenera età per mano di genitori che a loro volta ne sono vittime. Non so cosa ne pensa la professoressa Pinsuti e se vuole aggiungere qualcosa in merito alla riflessione che condividevamo. Sì, credo che sia interessante domandarsi perché io credo alla sanzione verbale, cioè perché io sostanzialmente credo alla critica che viene
fatta al mio corpo, perché il body shaming si instilla e si installa su un elemento di che ci insegna a valutare, come dice Butler, i corpi che contano da quelli che non contano e questo inquinamento verbale e anche cognitivo ovviamente… viene trasmesso alle agenzie formative tutte incluse la famiglia e di conseguenza è molto difficile distinguere, ma ci sono degli stilemi verbali e nel libro ne parliamo, ci sono degli
elementi verbali dai quali riconosce. Un 'aggressione verbale, da un consiglio improprio, da una vera e propria violenza, da un processo di normalizzazione discorsiva. Tengo veramente a ribadire come il body shaming… sia un elemento discorsivo che si installa nel discorso della maggioranza a documento e a detrimento di tutti i soggetti e le soggette che si assoggettano. a questi criteri di descrizione
noi dobbiamo lavorare su questo noi siamo il nostro corpo state veicolando un contenuto che è causa dei danni che vorreste combattere, cosa mi dice professoressa Mancaniello? che ci è arrivato adesso. Stiamo cercando intanto di mettere al centro un fenomeno che appunto non viene letto nemmeno come un problema. Pensate nella vita quotidiana. Diana quanti commenti noi facciamo su quella persona che passa su e non ce ne rendiamo, intanto la consapevolezza che ogni nostra, lo diceva anche la collega
Pinsuti, la consapevolezza che le parole... hanno un peso profondo anche quando magari non le sentiamo ma noi siamo anche dentro delle risonanze quindi se lo sguardo dell 'altro che parla anche se nel silenzio ci orienta già immediatamente ci fa sentire sbagliate se non ci fa sentire adeguati e questo lo facciamo continuamente pensate cosa succede di quante volte gli insegnanti parlano tra di loro, dei loro allievi facendo riferimento ai cori alle deformazioni alle modalità di anche proprio di espressione
quanto gli adulti uno venire fuori dalla ricerca che in famiglia ci sono molte modalità di diciamo di vessare i corpi da parte dei genitori, che forse anche con un buon obiettivo, quello di ridurre il peso, ma dobbiamo anche conoscere come funziona lo sviluppo. Nell 'età adolescenziale lo sviluppo corporeo è legato a un 'infinità di ormoni che si stanno attivando e non sempre il sovrappeso è legato ad una mancanza di attenzione.
nei contesti familiari anche nei contesti pediatrici posso avere conferma di questo rispetto insomma a poi a un a un cane che si morde la coda abbiamo pochissimi minuti allora professoressa Pinsuti rispetto al messaggio che arriva Vato voleva aggiungere qualcosa. Sì, volevo chiarire al gentile interlocutore che noi siamo il nostro corpo intendendo con questa espressione che noi siamo il nostro corpo. nostro corpo come viene letto dall'esterno. Noi non possiamo sottrarci alla lettura del corpo
normato. Questo è il senso del sintagma. minuti partendo dalla professoressa Occhini e poi Mancaniello concludendo compensuti in 20 secondi eh da cosa partire? La priorità? Professoressa Occhini. La priorità è assolutamente prendere qual è il meccanismo di attacco al corpo che va ad influire anche clinicamente nell'identità. La ricerca rileva che il body shaming in età
adolescenziale produce disturbi d'ansia, disturbi depressivi e disturbi alimentari. Professoressa Mancaniello. L'attenzione continua a quello... che noi esprimiamo. Io sono molto in questo periodo centrata a far riflettere gli adulti su come agiscono verso le nuove generazioni, perché le nuove generazioni sono il mirror della realtà adulta. Quindi un lavoro profondo di autoformazione, di autoanalisi, di comprendere i propri processi comunicativi degli adulti e delle adulte e forse allora qualche cosa comincia
a cambiare anche per gli adolescenti e gli adolescenti. Pinsuti. Sono d 'accordo con quello che hanno detto. Ogni relazione e ogni descrizione del sé e degli altri avviene attraverso il linguaggio. Vigilare sui linguaggi, sui raccogli. e sulle relazioni linguistiche e comunicative significa salvare delle vite e, come diceva la Jursenar, amare il proprio corpo. lo faremo intanto però vogliamo darvi uno strumento uscito in questi giorni
body shaming, linguaggi, effetti psicologici, interventi psicoeducativi edito Mondadori Università con lana saggi oltre di occhini pinsuti e Mancaniello io ringrazio davvero le autrici per essere state con noi condividendo anche numerosi spunti del nostro pubblico e rimando a un evento che si terrà proprio in occasione della giornata mondiale contro il body shaming il sedici di maggio presso il centro didattico Morgagni di Firenze in aula centodue, gli stereotipi corporei, il body shaming con
la rettrice Petrucci, la direttrice generale dell'azienda di Careggi. l'assessora alla sanità Monni e con Vilma Pinchi, direttrice del Dipartimento di Scienze della Salute e aprirai i lavori la professoressa Martina Focardi con l'intervento della stessa professoressa Pinsuti. davvero le nostre ospiti, nove e ventinove minuti, la linea passa al GR di Popolare Network dalla redazione e l'augurio di un buon proseguimento d'ascolto. Controradio, Controradio, Controradio, Controradio, FM, DAB, streaming, social,
web. Condividila con chi vuoi, questa è Controradio. Grazie a tutti.