Bullismo e cyberbullismo, fenomeni arginabili o no?

23 gennaio 2025 · 19 min

Approfondimento sul bullismo e cyberbullismo con Marco Maggi, consulente educativo e formatore del metodo Gordon, e Sonia Vita, psicologa e autrice di 'Ragazzi Dentro'. Gli esperti analizzano le dinamiche di prevaricazione tra giovani, l'impatto della tecnologia che amplifica il fenomeno, e l'importanza dell'ascolto emotivo. Fondamentale lavorare sulle competenze prosociali e sulla gestione delle dinamiche di gruppo, con particolare attenzione alla scuola media dove il fenomeno è più diffuso.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione al tema cyberbullismo e bullismo
  2. 02:06Presentazione ospiti: Marco Maggi e Sonia Vita
  3. 03:42Esperienze dirette con vittime di cyberbullismo
  4. 06:22Bullismo nelle scuole: definizione e indicatori
  5. 10:02Tecnologia e amplificazione del fenomeno
  6. 11:03Ritiro sociale e corpo nell'era digitale
  7. 14:03Inversione dei ruoli: da vittima a bullo
  8. 16:06Come aiutare vittime e bulli: l'ascolto
  9. 18:02Competenze prosociali e gestione del gruppo classe
Trascrizione 34 passaggi

Stai ascoltando Controradio FM, DAB, streaming, social, web Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio. Nove passate da sei minuti, lo abbiamo anticipato, cyberbullismo e bullismo, fenomeni arginabili o meno queste le tematiche. di questo percorso di approfondimento che oggi dedichiamo a questo aspetto della digitalizzazione della nostra società che permea un po' tutti noi, non solo le giovani generazioni, anzi

Siamo proprio noi adulti diretti interessati per capire come poi rapportarci ai giovani rispetto a tutto questo, ma saluto subito i nostri ospiti in collegamento. Maggi, consulente educativo e formatore del metodo Gordon, di cui poi ci parlerà per docenti, genitori, operatori sociosanitari. Bentrovato, buongiorno. Ci sente Maggi? No, scusa la voce, ma sì, sento, sento. C 'è un po' di ritardo nella trasmissione, però sì, la sentiamo da

oltre 35 anni, realizza attività fondamentale per studenti e professionisti. Nelle scuole coordina progetti e anche varie pubblicazioni sul disagio giovanile, in particolare riguardante il bullismo, ma non solo. E con noi in studio ci ha raggiunto. Sonia Vita, psicologa, pedagogista, educatrice sentimentale, sessuale e digitale, autrice del libro Ragazzi Dentro, ritiro sociale in adolescenza e nuove tecnologie. Ben trovata. Grazie, buongiorno.

anche sui nostri canali cross mediali dunque anche sulla nostra pagina Facebook al nostro canale YouTube e eh su Controradio.it Maggi partiamo subito con lei e alla Grazie a tutti Allora, mentre Maggi cerca di ottimizzare il suo collegamento, la inviterei a

togliere l 'immagine, forse magari velocizziamo per quanto riguarda la qualità del... contributo, sogna vita, entriamo nel merito di una tematica che non affrontiamo solo in questa puntata, ma soprattutto e ahimè anche alla luce di casi di cronaca che non risparmiano il nostro territorio. siamo esposti a questa dinamica di prevaricazione in contesti scolastici, ma non solo. Lei ha esperienza diretta di ragazzi che sono stati vittime, ragazzi di cyberbullismo e di

bullismo? Allora lavorando nella scuola inevitabilmente come dire sono esperienze eh che si fanno noi operatori della scuola sia gli insegnanti che gli psicologi, gli educatori, essendo a contatto con i ragazzi sia nei lavori che facciamo in classe sia nelle consulenze individuali spesso vengono raccontate storie di questo tipo ovviamente. C'è da fare molta attenzione quando i ragazzi Si confidano perché affidano, di solito è un segreto che portano quando raccontano una storia, quando

hanno subito prevaricazione. bullismo, sia cyberbullismo, oggi è soprattutto cyberbullismo, tutto passa dai social. Volevo arrivare lì, l'uso della tecnologia affianca molto questa dinamica. Assolutamente, che siano... frasi scritte sotto a dei post che siano addirittura la pubblicazione di foto o di video del quale appunto il soggetto non è a conoscenza o comunque che non vorrebbe mai condividere con l'intera Questi sono i fenomeni più diffusi.

Mi dice quando è che solitamente scatta il campanello d 'allarme del riconoscimento di essere una vittima di questa dinamica? Ma dipende dalle situazioni perché intanto c 'è da distinguere anche l 'età dei ragazzi. Il problema più grosso oggi è nella scuola media inferiore. prevalentemente nei licei per cui raccolgo le storie di chi arriva avendo vissuto avendo vissuto con dei traumi spesso importanti e facciamo

insieme di solito tutto un lavoro di ricostruzione proprio per affidarsi di nuovo alla scuola, alla classe al gruppo degli amici perché dopo aver subito appunto dei traumi del genere è difficile poi con serenità a scuola. Quindi lei ci sta dicendo l 'esperienza vissuta nella fascia delle medie, la consapevolezza che si va acquisendo è invece nella fascia delle superiori? La scuolezza spesso arriva anche in diretta, è in contemporanea, mentre vivono certe esperienze i ragazzi ne sono consapevoli.

Però a livello forse anche neurobiologico c 'è una capacità di difendersi, di sviluppare... Non è facile appunto, soprattutto la scuola media è molto particolare come fascia di età, perché intanto dobbiamo dire che uno dei fenomeni importanti di O che riguarda l 'adolescenza... Da qualche generazione possiamo dire che è molto anticipato il periodo dell 'arrivo dell 'adolescenza, però c 'è un fatto che da un punto di vista formato…

Nella forma sembrano più grandi, vestiti già da ragazze grandi, ma la sostanza è sempre quella, nel senso che l 'io, la personalità non è ancora né definita né sviluppata. In conseguenza non hanno da soli gli strumenti per potersi difendere. Tanti davvero riflessioni già importanti messe sul piatto radiofonico di questo percorso. intervenire, non vogliamo penalizzare anche il suo contributo, se ha delle considerazioni già rispetto a quello che stavamo dicendo, ma le chiederei anche di contestualizzare

il fenomeno nella sua identificazione sociale. allora mi sentite spero che mi sentite il discorso del bullismo è un fenomeno che comunque è vero che emerge molto nelle scritture secondarie, ma un fenomeno che nelle ricerche già degli anni 90 è molto più diffuso nelle primarie che nelle secondarie. Uno dice, ma come, con i bambini più piccoli? Sì, è

maggiore nelle primarie poi nelle scuole secondarie l'intensità è più grave l'aspetto che quando parliamo di bullismo e di cyberbullismo in Italia se ne parla già degli anni 90, a livello internazionale già degli anni 70, poi è un problema che c 'è sempre stato, non è che abbiamo scoperto l 'acqua calda, il discorso è che Inter 20, quando si parla di bullismo spesso le persone non hanno chiaro che cos 'è, allora

chiarisco per definire che cos 'è il bullismo, perché molto spesso lo confondono con altre di problematiche giovanile, dalle baby gang al discorso, se volete, di devianza, oppure non sanno distinguere da un ragazzo che ha un disturbo positivo provocatorio che sono in... queste problematiche. Allora per definire il bullismo è intanto, ci devono essere degli indicatori, c 'è una asimmetria nella relazione tra i coetanei.

Vuol dire c 'è qualcuno che ha più potere sull 'altro. Poi ci sono delle reiterazioni, comportamenti di predichiarazione che vengono fatte non una volta sola, anche se poi nel cyberbullismo basta solo un evento. drammatico che va a incidere potentemente nella vita dei ragazzi e poi ci sono le persone che sono coinvolte, sono sempre dei stessi soggetti sia per chi compie l 'azione ma anche mia vittima, con anche il corollario di persone che sono gli astanti, che possono o aiutare

in certi momenti la vittima, oppure come dire potenziare l 'atto di sopravvivere. Scuso, attenzione. di sintetizzare vita, poi lei mi correggerà dice bene Maggi il bullismo c'è sempre stato dagli anni 90 ma anche prima

infatti arrivano tanti messaggi parliamo del tema, ah ma queste cose sono sempre capitate adesso invece viene enfatizzata la dinamica tossica quindi c'è un prima, c'è un dopo oppure c'è una tecnologia che poi nel mezzo ha sicuramente quelle che sono appunto le dinamiche poi negative anche del contesto sociale poi di riferimento. Certo, la tecnologia ha portato un grande cambiamento, nel senso che la tecnologia La tecnologia ha la capacità di amplificare molto il fenomeno, pensiamo

a una brutta frase detta in faccia a un ragazzo o a una ragazza e pensiamo alla stessa frase scritta sui social. È chiaro che a quel punto tutti possono leggerla e di conseguenza la persona vive un trauma molto più potente rispetto al primo caso. Quindi anche a fronte di quello che lei ha realizzato con il suo volume Ragazzi dentro, ritiro sociale in adolescenza e nuove tecnologie, c 'è anche una reazione che è andata peggiorando rispetto al…

al giudizio sociale un ritiro da quel contesto sociale più evidente oggi? Sì, io mi sono occupata di questo fenomeno del ritiro sociale, me ne sto occupando da più di dieci anni. e lavorando e cercando notizie anche appunto su internet, perché poi è anche molto utile, dobbiamo sempre dire anche questo, ho incontrato subito questo fenomeno che nasce già negli anni 80. 90 nei paesi nipponici e tutte le prime notizie arrivano appunto dal Giappone, il fenomeno

là si chiama Ikikomori, da noi ragazzi dentro, io l 'ho chiamato ragazzi dentro nel senso ritiro sociale. In Giappone, nelle varie ricerche che sono state fatte, questi ragazzi che si ritirano e si chiudono letteralmente in una stanza e non escono più, e parliamo spesso anche di anni, non di giorni, Spesso, oltre a tanti altri fattori, incide anche il bullismo, dove pare che il Giappone sia ancora più feroce rispetto a quello che conosciamo noi.

in Italia o comunque in Europa tutto questo però ha a che fare con anche una diversa concezione del proprio corpo perché si crea un isolamento anche a livello proprio corporeo Io ho messo al centro dei miei studi anche il corpo, secondo me ha un peso fondamentale in tutto questo, perché noi i limiti da sempre li sperimentiamo nel corpo, nel senso che il corpo che ci ha... Il corpo che ci fa da contenitore, il corpo che ci manda dei segnali, il pudore, la vergogna, come l 'allegria e la gioia, noi la sentiamo prevalentemente nel corpo.

Se il corpo viene meno, come di fatto sta venendo meno da molti anni, a questa parte, nel senso che lo utilizziamo sempre meno, noi passiamo molto tempo di fronte ai dispositivi e il nostro corpo è come se non ci fosse più, quindi che cosa succede? Viene meno il corpo, vengono meno i limiti. Non sento più il pudore, non sento più la vergogna, quindi mi spingo a scrivere frasi, a postare foto, a postare video, molto più in avanti rispetto.

alla presenza se ci fosse appunto il corpo io non sarei così sciolto nel dire certe cose i leoni da tastiera se ne parla appunto anche per quanto riguarda gli adulti non soltanto i ragazzi Si ritrovano a scrivere cose terribili, io vorrei vedere le stesse cose dette in faccia, se fosse uguale direi proprio di no. 9 e 19 minuti, abbiamo poco tempo ma leggo un messaggio anche in relazione a quello che che diceva Maggi vi ringrazio per il programma che state facendo, sono d'accordo con

appunto l'interlocutore che dice che il bullismo c'è sempre stato sono del 72 per andare a scuola prendevamo l'autobus e subivamo anche di tutti i tipi, poi appena sono diventato grande anche io ho fatto le stesse cose, penso addirittura che il bullismo fosse molto più marcato a quei tempi ma non aveva gli strumenti che adesso ci sono e faccio una domanda Maggi C'è un'inversione dei ruoli? Chi è stato vittima di bullismo poi tende magari a praticarlo per una sorta di ripalsa anche interiore? Allora, chiarisco.

Ci sono ruoli, ci sono persone che a volte possono cambiare e fare quello che hai detto, cioè fare una rivalza, ma nello stesso tempo ci sono anche chi dentro nell 'ambito del bullismo. agisce e subisce cioè non c 'è solo la vittima pura o il bullo puro utilizzando dei termini tecnici c 'è chi anche il doppio ruolo e attenzione anche alle persone che sostengono, ridono, mettono in impressione anche la vita perché sono corresponsabili,

tutti diventiamo anche corresponsabili di quello che succede, a volte si sottovaluta. È vero che queste trasmissioni aiutano a capire un problema, però è un problema di dinamiche di gruppo. Si fa ben poco sulla comprensione delle dinamiche di gruppo, molto spesso i docenti non hanno neanche gli strumenti. per leggere un gruppo classe, se gli chiedi qual è l 'approccio psichopedagogico nel gestire un gruppo classe non te lo sanno dire. Si parla molto di bullismo ma c 'è poche persone che lo studiano

in modo serio, si rischia che ormai tutti nel mondo dei social sono diventati esperti e si rischia magari di definire bullismo quello che invece dovrebbe essere approcciato in modo diverso. Una domanda conclusiva a entrambi, come aiutare vittima e bullo, quando poi abbiamo specificato adesso con Maggi che a volte le due cose possono andare anche insieme, quali sono i primi strumenti? da mettere in campo l'ascolto questo mi viene proprio spontaneo

è fondamentale quando succede in classe per esempio entrare in classe e mettere i ragazzi seduti in città levare i banchi, creare una situazione più adatta al linguaggio emotivo, perché poi abbiamo bisogno di ascolto emotivo, fare in modo che tutti possano dire quello che... che trovano quello che stanno vivendo e spesso dietro al bullo ci sono storie di sofferenza spesso abbiamo

l'approccio del dire la vittima è il persecutore il cattivo, tendiamo a polarizzare anche proprio nella coppia quando c 'è, però spesso c 'è e questo aiuta anche colui che viene bullizzato, cioè capire che cosa sta dietro. al bullo, cioè che cosa sta dietro a quella persona che comunque ha bisogno di prendere in giro qualcun altro per potersi sentire realizzato in qualche modo e quindi l'ascolto diventa fondamentale, cioè gli adulti

devono porsi proprio in una condizione di ascolto, far parlare loro e fare in modo che vengano fuori tutte le emozioni che ci stanno. Allora appunto dicevamo torniamo l'ascolto ma anche la formazione. e la capacità di sapere ascoltare Maggi, se non erro, in conclusione. Certo, direi oltre all 'ascolto le competenze, soprattutto per gli insegnanti della vita, gestione di un gruppo classe che non si insieme perché un gruppo di ragazzi non è cioè devi costruire e quindi negli anni devi dare degli spazi

come si diceva ma non soltanto di ascolta anche proprio di capire le dinamiche di gruppo perché il bullismo non è un qualcosa di eccezionale perché poi lo riportiamo anche queste situazioni nel mobbing nell 'ambito lavorativo e quindi questo ti fa capire che si come dire da ragazze si passa ad adulti e quindi le problematiche nell'ambito lavorativo sono le stesse che sono nelle dimensioni scolastiche il bullismo è prettamente un problema della scuola perché ha del

come dire, diverso del mobbing e del lavorativo. Direi, termino, un aspetto fondamentale è lavorare sulle skills, cioè queste abilità attraversali di competenze prosociali e emotive. e questo permette di abbassare dimensioni di aggressività, perché ti permette di avere più una capacità di empatia, di capire anche il vissuto degli altri. Allora, grazie davvero per queste riflessioni. A Marco Maggi in collegamento, alla nostra ospite in studio, Sonia Vita. Non ci fermeremo in questo approfondimento nella

digitale, anzi, come diceva Vita, affrontiamo anche gli altri. Aspetti positivi, infatti vi anticipo che nella prossima puntata, 6 febbraio, ci occuperemo del digitale, aiuta a pensare come costruire la competenza digitale fin dall 'infanzia. ricercabili, riascoltabili sui nostri canali cross -mediali, grazie per essere stati con noi, rimanete sulle nostre frequenze perché tra poco arriva Architekt. Stai ascoltando Contro Radio

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