Collettivo Informa Carcere del Centro Sociale Evangelico

7 aprile 2025 · 21 min

Presentazione della giornata di studi del 12 aprile organizzata dal Collettivo Informa Carcere sul tema delle scritture dal carcere. Paolo Martinino e Luciana Bereggia illustrano il progetto che porta le scritture dei detenuti all'esterno, trasformandole in teatro, musica e percorsi educativi. Si discute della crisi del sistema carcerario italiano e dell'importanza della giustizia riparativa.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 01:01Il progetto Sprigioniamo Umanita
  3. 02:04La scrittura in carcere e la sua diffusione
  4. 06:02Dignita e diritti costituzionali
  5. 10:02Il carcere come istituzione superata
  6. 14:02Alternative al carcere e giustizia riparativa
  7. 18:02Esperienze nelle scuole e futuro
Trascrizione 37 passaggi

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sette aprile duemilaventicinque seguiteci anche in video con Radio TV sui nostri canali social e con i nostri ospiti Sono Luciana Bereggia e Paolo Martinino, che saluto e ringrazio. Buongiorno a voi, ospiti che presentiamo subito perché stiamo parlando di un appuntamento estremamente importante, su un tema estremamente importante. Seguiamo con grande apprezzione da sempre, stiamo parlando di carcere, il collettivo Informa Carcere del Centro Sociale Evangelico di Firenze organizza questa giornata il 12 di aprile, sabato.

umanità prendersi cura delle scritture dal carcere al teatro dell'affratellamento dalle 9.30 del mattino fino alle 18.00. Siamo a Firenze, siamo in via Orsini e c'è veramente una quantità e una qualità di per permetterci una riflessione su questa vicenda così drammatica, sempre più drammatica che quella che riguarda il mondo del carcere. Paolo Martinino, Collettivo Informe Carcere, partiamo proprio dalla... la densità del programma, che è di grande autorevolezza. Sì, tanti interventi diversi, insomma

mancano pochi giorni adesso e stiamo aggiustando. un po' le ultime cose per far partire tutto in modo positivo e tanti interventi che riguarderanno il carcere, la scrittura in carcere ma non solo perché Questo progetto, il progetto Spriginiamo Umanità, riguarda sia una parte sulla scrittura in carcere,

C'è tutto un tentativo che viene fatto di portare queste scritture all'esterno del carcere. Quindi noi proviamo da una parte la scrittura in carcere, ma poi questi testi che vengono pubblicati noi li portiamo all 'esterno. e cerchiamo persone gruppi, associazioni che siano interessati a leggere questi testi e a trasformarli in altro questo è un punto importante perché poi il problema è che Spesso queste scritture rimangono sempre un po' di dominio degli addetti ai lavori

o comunque delle persone che lavorano e operano nel carcere. Invece noi vogliamo che la società in qualche modo conosca, venga a conoscere. la ricchezza dell'umanità che contengono queste scritture ma infatti viene in mente il Duccio Demetrio della scrittura come cura di sé che diventa cura di sé per chi scrive nella fattispecie i detenuti ma cura di sé della società c 'è l 'età che li legge questi testi, Luciana Beggia già presidente di sezione del Tribunale di Firenze, questo deve essere un po' un rapporto dalla rimozione all 'osmosi mi verrebbe da dire.

Sì, mi sembra un 'ottima espressione. La cura di sé vuol dire anche cura degli altri, quindi cura delle relazioni. Da questo punto di vista queste scritture sono state veramente uno strumento. straordinario perché portate fuori come dire, si sono prestate a un rispecchiamento cioè non siamo poi noi così diversi abbiamo anche noi le nostre prigioni di tanti tipi diversi Possiamo benissimo trovare quei fili che ci legano, abbiamo le stesse emozioni, gli stessi annaspamenti, quindi questo ci ha permesso di pensare

a queste scritture come un veicolo di dialogo. con gli altri in un'altra realtà, con la scuola per esempio. C 'è uno sguardo anche regionale tra gli interventi che ci saranno, ma di che scritture parliamo Paolo? Allora parliamo di scritture che provengono da... Laboratori di scrittura fatti in carcere in diverse parti d 'Italia, ma anche scrittori di detenuti che hanno scritto in maniera autonoma, non all 'interno di laboratori di scrittura. Noi abbiamo individuato queste scritture, le selezioniamo di solito,

cerchiamo di trovare quelle più efficaci e poi le pubblichiamo nella nostra collana editoriale dell 'Evasione Possibile. E queste scritture poi, la cosa interessante, chi verrà al convegno potrà vederlo, c 'è chi ha realizzato uno spettacolo di teatro canzone su queste pubblicazioni, c 'è chi ha scritto un teatro canzone. testo una canzone jazz o chi ha fatto dei percorsi educativi nelle scuole, chi ha scritto delle favole e questo è il bello, l 'essere

riusciti a contattare. L 'umanità presente in queste scritture e aver avuto la capacità di lasciarla risuonare dentro di sé, questa umanità, generando a propria volta una nuova risuonanza. di umanità chi ci segue sulla Contradio TV sui nostri social può vedere il programma in questo momento pubblicato che riguarda Spigioniamo Umanità prendersi cura delle scritture dal carcere al teatro dell'affatellamento sabato tutta la giornata cura del collettivo informe carcere del centro

sociale evangelico di Firenze c'è una notizia interessante in queste settimane che riguarda un'istanza presentata dall'associazione l'altro diritto per rendere accessibile la carica istituzionale di garante dei detenuti anche ad una persona non italiana, che abbia naturalmente tutte le carte in regola per poter fare... fare domanda, però è una novità perché veniva ritenuto discriminatorio inchiudere questa figura soltanto tra persone

con il passaporto italiano per intenderci e questo è come dire una questione particolarmente importante perché Nelle nostre carceri ci sono tanti detenuti non italiani. Situazione del carcere che sembra, Luciano Beggia, particolarmente sconfortante perché ineluttabile. Cioè così non si può fare niente, non si fa niente. Si parla di abbattere i carceri, di ricostruirli, di fare, di disfare, continuiamo a parlare di autolesionismo, di suicidi, sembra di andare verso l 'ineluttabile, non può essere così.

Ma non è così, io penso che siano delle scelte. Scelte, francamente, probabilmente perché chiudere, rinserrare, rinchiudere è un po' la logica che domina un po' la nostra società. Noi parliamo di carcere, ma ci sono anche... altre forme, pensiamo alle REMS, pensiamo ai CPR, questa probabilmente risponde alla paura che circola nella nostra società, che è una paura spesso indotta, comunque una paura reale. cui dovremmo farci carico e

diffondere queste scritture vuol dire anche guardate, non bisogna aver paura scoprirsi appunto questa comune umanità, oggi si direbbe vulnerabilità che ci lega e quindi Possono fare in realtà molte cose, purtroppo non c 'è una volontà come dire progettuale, una visione d 'insieme, ci sono tante tante iniziative come questa, come altre, che però hanno questo valore di dire... Invece è possibile pensare che il carcere non elimini solo la libertà, ma elimini tutto, anche l 'affettività, lo spazio vitale,

direbbe Mauro Palma. Non solo elimina tutto, ma soprattutto stiamo parlando di legisione della dignità dell 'essere umano, che è una questione che dovrebbe essere un po' alla base. Non è soltanto una questione di... sottrazione della libertà ma della dignità dell'umanità, dell'igiene della salute esatto, sì sì e questo è il punto poi come giurista mi tocca anche in modo particolare perché la dignità è un super valore costituzionale da cui gli altri diritti poi vanno bilanciati tra di loro, ma la

dignità o c 'è o non c 'è, quindi è assolutamente inviolabile e oggi è una questione di dignità. tecnica, un super valore costituzionale, questo è molto interessante, Paolo Martinino c'è anche un medico che trae una scrittura di una fiaba da questi testi, c'è un programma molto ricco di eterogeneo. Sì sì no volevo solo aggiungere che proprio sulla degnità di cui tu parlavi noi vogliamo concentrarci perché il nostro lavoro di sensibilizzazione sulle tematiche

riguardanti il carcere parte da riconoscimento dell'umanità che c'è in carcere. Cioè noi dobbiamo in qualche modo prima riconoscerci nelle persone che sono all'interno del carcere, non vederle come qualcosa di estraneo. non è completamente diverso dalla nostra vita noi dobbiamo riconoscere queste azioni di riconoscimento noi la realizziamo attraverso la diffusione di queste scritture dal carcere importante perché vi ho una cosa forse provocatoria, mi direte la vostra, ma si

ha la sensazione che anche in un mondo che ha grande sensibilità per i temi della criminalità, del contrasto criminalità organizzate, però si ha un po' la sensazione che ci siano delle persone che non abbiano diritto al riconoscimento di umanità. Cioè Matteo Messina Denaro è un 'altra cosa, lui gli possiamo fare tutto perché Matteo Messina Denaro è così. combattiamo meglio la mafia c'è qualcosa che non va in questo ragionamento, secondo la mia personalissima opinione. Ma assolutamente sì, non va perché noi appunto, come ripeto

viviamo in un mondo con con certi valori, con certi rispetto della dignità, della libertà di tutti e quindi non siamo uguali a Matteo Messina Denaro, quindi non possiamo comportarci, no? Dobbiamo avere un altro tipo di risposta, quindi lo Stato non si può mettere sullo stesso piano perché veicola altri tipi di valori che sono appunto, ripeto, quelli della nostra Costituzione. Tra l 'altro problema grave è che ci

sono degli esseri umani, ci sono delle regole, c 'è una questione che riguarda la costituzione, la dignità, che riguarda una serie di cose. ricorda che per lo stesso ministero preposto ad occuparsi dei penitenziari i detenuti pericolosi sono un numero esiguo. Questa è una cosa con cui dovremmo fare i conti con queste strutture settecentesche, Paolo. Assolutamente sì. L 'umano non può essere ridotto al reato che ha commesso, no? E anche se fosse il più terribile, la

disumanità non può essere là. la cura per combattere i reati. E purtroppo quello a cui stiamo assistendo, anche a livello culturale internazionale e nazionale, è una... Necessità sempre più forti invece del carcere come soluzione, no? Se vuoi anche il reto sicurezza nuovo comunque va in questa direzione. Creare nuovi reati, Luciano Abbeggia. Allora, io non da ora, insomma, da molto tempo penso che sia un

errore. Premetto che io sono una giurista ma civilista, quindi credo nella giustizia civile come giustizia della città, della convivenza. probabilmente avrebbe anche una funzione preventiva rispetto ai reati, quindi credo molto in quella, giustizia civile vuol dire anche giustizia del lavoro della famiglia eccetera. creati intanto dal punto di vista proprio mio personale, ecco lo sguardo che parte della mia esperienza vuol dire appesantire inutilmente i tribunali perché le

possibilità di… di perseguire un certo tipo di rato già c'è nell'ordinamento quindi creare una superfetazione può essere addirittura assolutamente un boomerang E poi si continua a dare una risposta solo in chiave, posso dire, securitaria, come se la sicurezza fosse punire, reprimere e quindi ingabbiare un po' tutti. Poi alla fine, non soltanto il carcere è una gabbia,

quindi io penso che sia un errore. Luciano Berger ci ha detto una cosa molto importante, in merito al fatto che tutto è frutto di una scelta, di una scelta... una scelta politica, una scelta amministrativa, il tema della scrittura è importante, il tema del lavoro è importante, andrebbe ad incidere in maniera determinante sul funzionamento. veramente nel senso più ampio del termine della vita penitenziaria, Paolo. Ci sarebbero delle cose probabilmente importanti, non dei palliativi, da poter fare che si possa.

fare sì diciamo che insomma la nostra mia personale penso anche condivisa da molti la nostra posizione insomma non è molto nel rendere più umano il carcere nel senso di riuscire a trovare altre forme giustizia riparativa e quant'altro quindi non ci interessa molto quello di rendere i palliativi di cui parlavo qui Però sicuramente rendere al momento più dignitoso e più umana la permanenza in queste

strutture sicuramente sembra una cosa di buonsenso. però nessuno come dire anche perché una cosa elettoralmente non pagherebbe ma nessuno se la sentirà mai di andare in tv e di dire che il carcere è un'istituzione superata dalla storia però se ci pensiamo tasso di recidiva di chi va in carcere è molto alto è evidente il detenuto quando entra in carcere dopo un po' si sente subito vittima e non più autore del reato, quindi non favorisce

Questo non si favorisce, quel ripensamento, quella rielaborazione personale, quel riconoscimento, Paolo parlava di giustizia riparativa, che è proprio una delle parole della giustizia riparativa, quindi non funziona, questo dobbiamo assolutamente aver chiesto. coraggio di dirlo e tra le altre cose quando ci fu come dire ad esempio Tangentopoli per intenderci quando finirono in carcere delle persone che non avrebbero mai pensato nella loro vita di finire in carcere Tutte le persone uscivano poi da quell 'esperienza, dicevano tutte la stessa cosa, questo è impressionante, ci dicevano ma questa è una follia, ma veramente esiste una cosa del genere? Se pensiamo

alla nostra società del 2025 Pensiamo ad uno strumento così vetusto, così poco, eppure continuiamo a reiterare questa cosa di sorvegliare, punire e rimuovere. sembra così una cosa inestirpabile dall'essere umano sì, più che inestirpabile sembra, ti ripeto, dipende anche dal tipo di volontà su cui possiamo aggregare delle forze che possano dare un modello diverso. Per esempio noi per tornare

al 12 di aprile presenteremo questa esperienza delle cosiddette CEC che sono le comunità educanti con... carcerati, ecco un 'esperienza di comunità, ti faccio notare che c 'è il con, non per i carcerati, quindi questa anche reciprocità, riconoscerci insomma di quella umanità comune di cui parlava Paolo. Però è molto importante per me il termine educante, perché forse oggi la giustizia riparativa è un bel modo per lanciare un altro modello. Dovemmo farci una trasmissione a parte sulla giustizia riparativa.

è ancora più importante. Infatti c 'è tutta una serie di strumenti di cui si parla poco, esperienze internazionali, anche in realtà molto difficili, come ad esempio quella brasiliana, dove ci sono state delle esperienze dove c'erano... dei giorni di pena che venivano sottratti a fronte di libri letti con delle verifiche naturalmente che i libri erano stati letti per davvero però c'è stata un'esperienza in Brasilia in questo senso che ogni libro che leggevi ti toglievano due giorni per dire se ne possono inventare

tante e da questo incontro spigioniamo umanità che è aspettato dal fratellamento in via Orsini a Firenze sabato Tutto il giorno vengono fuori anche una grande pluralità di esperienze, Paolo. Sì, una pluralità di esperienze. Io voglio segnalare una a cui tengo in modo particolare perché nel pomeriggio ci saranno alcuni detenuti che... dal carcere di Prato verranno a partecipare al convegno, sono detenuti che hanno scritto in un laboratorio di scrittura che io ho curato personalmente al carcere di Prato.

a presentare i loro testi dialogando con Izzedin El -Zir, con l 'imam di Firenze, perché questi scrittori sono per la maggior parte di area magrebiana. e hanno scritto delle cose davvero straordinarie insieme a loro poi ci saranno anche altri ex detenuti che hanno scritto la nostra collana da Roma e da altre parti d 'Italia e le esperienze poi di risonanza di queste scritture sono tantissime,

sono 16 e quindi non posso... Adesso elencarte le... No, insomma, seguiteci, il video che state guardando rimane su Facebook, per cui potete anche trovare il programma su Controleradio .it da Milano. al Cilento, da Prato ad altre esperienze italiane Rimini eccetera sono tantissimi racconti Luciana Beggio anche io volevo segnalare un'esperienza che mi sta molto a cuore perché

Credo che, dirò una banalità, ma le banalità spesso sono vere, cioè bisogna ripartire davvero dalla scuola e quindi c 'è questa esperienza nelle scuole addirittura primarie con questa insegnante di Livorno, Alessa Cavaliere. che poi segue anche dei metodi particolari, abbiamo provato a lavorare su un racconto, una storia che parlava di prigionia, di libertà. Erano bambini di quarta elementare. Lei verrà a raccontarlo perché... Perché è lì che bisogna iniziare probabilmente, proprio per acquisire uno sguardo diverso e sperare

in future classi dirigenti che facciano scelte diverse grazie davvero per esserci venuti a trovare, grazie a Paolo Martini collettivo Informa Carcere del Centro Sociale Evangelico di Firenze. Grazie a Luciana Bregio per essereci venuta a trovare. Non mancate sabato, il 12 di aprile, a Sprigioniamo Umanità a prendersi cura delle dal carcere al teatro dell'affratellamento di via Orsini a Firenze dalle 9.30 alle 18 tantissimi gli interventi previsti sul contoradio.it

tutti i dettagli sui nostri social ritrovati questa trasmissione, volevate aggiungere qualcosa che ho lasciati sul più bello, no? No. Va bene, siamo a posto, ci siamo detti tutto. Sì, ci siamo detti tutto, questo volevo soltanto aggiungere questa giornata. è all'interno di un progetto più ampio che è quello prendersi cura delle scritture da carcere che il Centro Sociale Evangelico di Firenze porta avanti da alcuni anni che proseguirà anche dopo un progetto finanziato dall'otto per mila della Chiesa Valdese Grazie Paolo Mattinino, grazie Luciana Beggia, grazie a voi per averci seguito,

sono Gianobbe 25, il giornale radio di Popolare Network, noi ci risentiamo subito dopo con l 'agenda del gabinetto VS di Firenze.