Controradio per il 25 novembre
Speciale per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne con la sindaca Funaro, l'assessora Albanese e la presidente di Artemisia Baragli. Si discute di prevenzione, autonomia economica, educazione affettiva e iniziative territoriali. Presentate campagne come Anomalia Temporale e progetti teatrali per sensibilizzare contro la violenza di genere.
Capitoli
- 00:00Introduzione speciale 25 novembre
- 00:42Intervento Sindaca Sara Funaro
- 05:13Violenza online e denuncia pubblica
- 06:52Elena Baragli e la violenza economica
- 10:10Assessora Albanese - Casa delle Donne
- 21:27Isabella Mancini - Casa delle Donne e servizi
- 30:02Cristina Arba - Sportello Donna chiama Donna
- 33:00Catiuscia Favilli - Spazio Fosca e arte
- 42:34Giovanni Micoli - Antologia delle sedie vuote
- 48:31Nadia e Susanna - Campagna Anomalia Temporale
- 54:34Salvina Di Gangi - Associazione Donne Ganze
Trascrizione 113 passaggi
venticinque novembre giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne voci contro la violenza lo speciale di Controradio in collaborazione con il comune di Firenze nell'ambito del festival dei diritti le otto e quaranta minuti dagli studi di Controradio e anche su Controradio TV come annunciato inizia il nostro speciale voci contro la violenza in collaborazione con il comune di Firenze saluto subito le ospiti che eh iniziano con me questo primo collegamento di
uno speciale che andrà in onda sulle nostre frequenze sui nostri canali cross mediali fino alle ore dieci la sindaca di Firenze Sara Funaro in collegamento telefonico buongiorno buongiorno a voi la l'assessora le pari opportunità del comune di Firenze che ci ha raggiunto in studio Benedetta Albanese bentrovata bentrovata e bentrovati e ci colleghiamo in video streaming anche con Elena Baragli, presidente di Artemisia. Buongiorno Elena. Buongiorno Chiara, buongiorno alla sindaca e buongiorno all'assessore albanese. Grazie. E allora
in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, questo speciale fa parte davvero di una pluralità di iniziative messe in campo dall'amministrazione comunale la città di Firenze torna a dire no alla violenza contro le donne e lo fa con una serie di appuntamenti che sono stati anche di avvicinamento Sindaca Funaro le iniziative sul territorio non valgono solo una giornata ma sono una presenza costante di ascolto, di servizio di rete, è importante
certo il 25 novembre lo faremo anche raccontando le varie iniziative che dopo questa maratona avranno vita come il flash move e la partecipazione in piazza della signoria ma quanto lavoro c'è di tutto questo. Ma allora intanto permettetemi di ringraziare sia la Presidente di Artemisia, Elena, che l 'Assessora Benedetta che si stanno impegnando tantissimo, non solo come dicevi giustamente per il 25 aprile, ma tutto l 'anno per tenere alta l 'attenzione, per
fare in modo che prima di tutto le donne non si sentano sole e soprattutto per dare tutti quei servizi che sono necessari per sensibilizzare, prevenire e soprattutto accompagnare le donne quando sono vittime di violenza. E ahimè, purtroppo, come lo vediamo, questo accade sempre più spesso. Lo abbiamo visto recentemente nel centro della nostra città, con un fatto che è stato gravissimo di una donna violentata in pieno centro. Lo vediamo nelle cronache italiane tutti i giorni, sia all 'interno di violenze domestiche. che al di fuori per le strade. Purtroppo questo è un fenomeno che non diminuisce
e ci tengo anche a alzare l'attenzione su quello che è il tema non solo della violenza fisica ma anche della violenza verbale, della violenza virtuale che sta aumentando in maniera vertiginosa e anche lì c 'è la necessità di fare tutta una serie di azioni. Il lavoro che viene portato avanti dall'amministrazione comunale è un lavoro che… arriva come data simbolica il 25 aprile, ma è un lavoro che dura tutto l 'anno e che dura ogni giorno dell 'anno in collaborazione con tutte le realtà del territorio, dalle forze dell 'ordine,
dalle associazioni, dalle aziende, le tante aziende che sono sensibili su questo tema e danno il loro segnale, è un lavoro vero che deve essere fatto prima di tutto di cambiamento culturale e poi di attenzione. delle donne. Ecco io penso che che questo sia un lavoro che deve durare trecentosessantacinque giorni l'anno. Sindaca Funaro, una sua invece considerazione proprio intima, personale, lei lo sappiamo è stata vittima di violenza online, verbale e e anche eh video rispetto alla i siti
sessisti che sono oggetto di inchiesta e che eh sono stati scoperti quest'estate ma vengono eh da lontano. Come si è sentito? in quel momento in cui non era solamente l 'istituzione che parlava e metteva in campo strumenti, ma era anche un soggetto vulnerabile. Ma guardatelo, voglio dire chiaramente, ahimè, quella volta non è stata la prima volta. Basta guardare le nostre pagine dei social, basta vedere le pagine fake che vengono inventate. Purtroppo succede a chi rappresenta l'istituzione, alle donne che rappresentano le istituzioni.
Questo succede spesso e per cui c 'è una sorta di assolfazione che è pericolosissima perché non bisogna stare assolutamente nell 'assolfazione. Quando mi furono segnalate, ho visto le mie immagini, devo dire al di là dello sdegno che uno prova in quel momento, il mio primo pensiero è andato a tutte le altre donne perché la domanda che mi sono fatta in quel momento… è denuncio e tengo la cosa sotto un profilo basso, denuncio e ne faccio una battaglia
pubblica. La mia decisione è stata quella di farne una battaglia pubblica per un semplice motivo. Quando rappresenti le istituzioni non rappresenti solo te stessa ma rappresenti tutte le donne e se te denunci pubblicamente te ti fai il portavoce di tutte le donne e soprattutto il messaggio che gli mandi è che non sono sole, che la loro voce è la nostra voce e che noi terremo sempre. prealta l'attenzione per combattere eliminare tutti i fenomeni di violenza che purtroppo ci sono per cui quello che mi è venuto da fare immediatamente è stata una
denuncia pubblica per fare in modo che anche le donne più fragili e purtroppo spesso ce ne sono tante non solo si sentano accompagnate ma che prendano anche loro sempre comunque coraggio di denunciare. Sindaca Funaro sappiamo dei molti impegni e li immaginiamo in questa giornata piena di iniziative promosse anche dall'amministrazione comunale la lasciamo tanto la seguiremo in tutto questo grazie per essere stata con noi grazie a voi e presidente Baragli presidente di Artemisia nei
giorni scorsi Artemisia ha promosso un appuntamento una giornata di studio riuscire dalla violenza economica all'autonomia mh leggo il titolo perché veramente è una sintesi eh fondamentale rispetto a quello che è un tema e uno strumento importantissimo per l 'uscita dalla violenza, cioè l 'autodeterminazione economica. Quanto conta a partire dalla forza per la denuncia e poi anche per tutto il resto? Sì, è stata una giornata di studio particolarmente intensa e particolarmente foriera di tante
riflessioni, a partire da un dato strutturale, cioè la violenza economica è un fenomeno poco conosciuto, poco indagato, ancora meno trattato negli ultimi anni anche grazie al lavoro della commissione di inchiesta bicamerale sul femminicidio e le altre forme di violenza se ne comincia a parlare sempre di più, ne parlano le istituzioni bancarie, le fondazioni, cominciano anche le aziende a interessarsi a questo tema. Noi eravamo insieme a tanti
ordini professionali anche, quindi dall'ordine dei dottori. commercialisti a quello degli avvocati perché come artemisia noi vediamo gli effetti tutti insieme della violenza economica che è una forma che non si presenta mai da sola cioè la violenza economica si intreccia alla violenza di genere quindi noi vediamo l 'impatto che questa violenza nelle persone nelle donne ma anche nei minorenni nelle ragazze nelle neomaggiorenni che accompagniamo effetti che sono intrecciuti
Quindi quando c 'è violenza fisica c 'è anche violenza psicologica e molto spesso c 'è anche violenza economica, solo che non siamo abituati a rilevarla in quanto tale, non siamo abituati a trattarla. È un fatto culturale il dato che nel nostro paese molte donne non hanno ancora un conto corrente intestato a se stessa, perché si pensa che a gestire le finanze debba essere il proprio marito. al proprio compagno. C 'è il tema del sovraindebitamento che molte donne si trovano a subire perché
hanno contratto casomai un mutuo a nome del compagno, dell 'ex marito, magari autore di maltrattamento, oppure classica azienda di famiglia intestata al marito in cui la donna lavora non percependo uno stipendio e neanche contributi pensionistici, quindi l 'autonomia, come dire, la violenza è... ha poi un impatto e delle sfaccettature lungo tutto l 'arco della vita e lavorare per l 'autonomia ovviamente è un lavoro di lunga lena. L 'ospite che avevamo al convegno venerdì da Banca Italia
ci diceva che per eradicare completamente nel nostro paese la violenza economica gli studi dicono che ci vorranno 120 anni. Quindi stiamo parlando di un... come dire, impegno di lungo respiro, di lungo periodo, ma che comincia ad esempio per noi nel lavoro congiunto tra istituzioni, aziende sempre più sensibili al tema e anche sempre più ingaggiate nel mettere la propria parte, nel fare la propria parte nel contrasto alla violenza sulle donne
e quindi mettere a disposizione strumenti. Ci siamo interrogate su questo. Perché la presa in carico delle vittime ha anche questo fondamentale aspetto, come lei spiegava, di cui spesso si parla troppo poco e soprattutto si forniscono scarsi strumenti ed è una riflessione che abbiamo condiviso spesso su queste frequenze. Assessora Albanese, l 'abbiamo sentita in questi giorni di avvicinamento alla giornata del 25 novembre con la pluralità di iniziative messe in campo?
che sono fisiche proprio di presenza e anche numericamente importanti, ormai le panchine rosse a Firenze sono tante, sono dei segnali dei presidi, un po' come le pietre d'inciampo, non possono far distogliere la nostra attenzione in questo caso a partire da un rispetto della persona in quanto tale, perché c'è proprio un recupero dei fondamentali lei come assessora alle pari opportunità una sensibilizzazione che si deve innestare in tutto questo
sì assolutamente le panchine rosse sono un simbolo certamente tutti devo dire adesso le conoscono anche i bambini e bambine molto piccoli sanno che cosa significa una panchina rossa poi nella stragrande maggioranza dei casi abbiamo il 1522 una targhetta dove si ricorda qual è il numero nazionale E' importante perché sono oggetti pubblici di arredo urbano, sulle panchine si siede l 'anziano, il giovane, il bambino, il gruppo di ragazzi adolescenti a chiacchierare
e stare su una panchina rossa è come se accendesse sempre un pensiero laterale che ti racconta e ti ricorda che cosa significa, quindi è testimonianza purtroppo di ciò che è accaduto a tante donne, troppe donne e monito. per il futuro, di quello che non deve accadere e su cui ciascuno può avere una azione, perché la violenza non è un destino e non è una questione privata, quindi c'è un'azione concreta che ciascuno può mettere in campo, sicuramente nell 'intercettare la violenza,
lo dico sempre, la vicinanza umana, l'abbraccio di un amico o di un'amica, di una sorella, però anche immediatamente il consiglio di rivolgersi al centro antiviolenza, dove si possono incrociare le professionalità eh da quelle psicologiche a quelle legali che ti possono aiutare a uscire da un percorso e per questo la collaborazione con Artemisia da trent'anni, trentuno anzi è essenziale. È importantissimo questo percorso di lungo periodo perché come sappiamo Baragli e come sa benissimo Artemisia no? Interventi spot o risorse spot
mettono in seria difficoltà una programmazione di sensibilizzazione di presa in carico di attività di sostegno eh delle vittime. Baragli voglia. vogliamo salutarci con una considerazione, cosa vorrebbe portare lei a casa da una giornata come questa in cui sappiamo è importantissimo parlarne, è importantissimo mettere in campo eventi, ma poi appunto come ribadiamo è la quotidianità degli interventi e della presenza che fa la differenza. Sì, noi ci siamo interrogati e abbiamo lanciato anche un po' un interrogativo comune anche venerdì scorso,
cioè se possiamo davvero... davvero insieme, ognuno dalla propria postazione, ognuno con il proprio impegno, costruire un welfare di comunità. E mi spiego meglio, per combattere un fenomeno così radicato, così strutturato e così pervicace, che purtroppo non accenna a retrocedere, abbiamo bisogno dell'impegno di tutti, di tutta la comunità. Quindi ciascuno dalla propria postazione, ripeto, le istituzioni, le aziende, club, le associazioni, i sindacati, i
singoli cittadini, abbiamo bisogno di mettere in sinergia, di provare a immaginare ognuno dalla propria postazione come insieme possiamo immaginare delle strategie. Come giustamente dicevi Chiara, purtroppo patiamo una carenza strutturale di programmi anche da un punto di vista finanziario che sostengano la degli interventi come centri antiviolenza, però crediamo che nell 'integrazione sia possibile
trovare le risorse. La sfida è anche questa, quindi è un invito anche alla nostra sindaca Funaro, alla nostra assessora albanese, che sono molto sensibili su questo, a inventare delle nuove strade. Ne abbiamo lanciate alcune venerdì, tavoli con le istituzioni e le aziende, casomai per l'inclusione lavorativa delle vittime. violenza, alloggi dedicati alle vittime di violenza, casomai all'interno del patrimonio edilizio disponibile nella riforma ERP che è in atto anche nella nostra città, possono esserci tante
strategie da percorrere insieme, quindi la speranza va fondata negli interventi comuni. Grazie alla Presidente di Artemisia Elena Baragli per aver preso parte a questo speciale in onda e su Contro Radio TV, grazie per essere stata con noi. Grazie, grazie a voi, grazie Chiara di questo impegno, della vostra solidarietà sempre attiva come emittente radio. Grazie di cuore. 8 .55, abbiamo ancora qualche minuto, Assessora Albanese, le vorrei fare una domanda da un punto di vista personale, intimo, come madre, anche di figli maschi se non sbaglio.
Quali sono gli interrogativi e soprattutto gli approcci, come porsi da donna, da madre per una corretta educazione affettiva di cui? purtroppo siamo carenti in termini di sostegno a livello governativo e su questo la domanda politica, cioè vi trovate comunque in un terreno di interlocuzione interrotta un po' perché se da un lato c'è una comunione di intenti sulla dinamica che arriverà alla Camera oggi sul consenso rispetto alla violenza dall'altro però insomma poi il dietro le quinte forse quello meno
popolare porta a dire che si remi un po' contro una formazione concreta dei giovani rispetto all'affettività alla sessualità rispetto. Grazie Chiara della domanda ci tengo tantissimo a fare una riflessione insieme su questo. Allora da madre non ho nessuna ricetta come tutte le madri provo a fare del mio meglio peraltro con figli che sono diversissimi almeno i miei l'uno dall'altro quindi provo a fare del mio meglio educandoli al rispetto questo sicuramente eh alla costruzione di valori comuni che non discriminano né nel genere
né ovviamente per nessun 'altra ragione e quindi il primo valore è che la differenza arricchisce qualunque essa sia però diciamo che lì ognuno di noi, almeno io vivo di improvvisazione, da madre invece da amministratrice voglio fare una considerazione molto più legata a quello che tu dicevi. È vero, sul consenso siamo arrivati partiti lontanissimi a una condivisione tardiva, mi viene da dire, perché la Convenzione di Istanbul lo diceva
da pericchi anni, anche la Cassazione, altri paesi europei da 20 anni, noi ci siamo arrivati oggi, certo, meglio tardi che mai, ci siamo arrivati e di questo sono contenta, ma dire al contempo che l 'educazione affettiva e sessuale nulla ha a che vedere con i temi dei femminici. Quindi secondo me vuol dire non conoscere la realtà, non credo che sia così, io sono convinta che parlare di questo e farlo a scuola sia il modo migliore per educare alle relazioni sane, per far conoscere il rispetto, per crescere in una cultura che sia orientata alla lotta
allo stereotipo, che non vuol dire influenzare un genere come spesso purtroppo mistificando viene raccontato. vuol dire educare alle differenze e al rispetto, quindi io trovo che ci sia una enorme contraddizione fra raccontare e giustamente votare che se non c 'è consenso è violenza e quindi è stupro, ma al contempo evitare assolutamente, anzi vietare che si parli di questo a scuola, cioè a mio modo di vedere nel luogo migliore, deputato all'educazione e alla crescita di comunità, perché le famiglie sono diverse.
Le famiglie sono diverse e il fenomeno della violenza lo vediamo, è trasversale, non conosce cultura, non conosce status, non conosce differenze di sorta, la violenza se deve colpire colpisce dall 'alto al basso, da destra a sinistra in tutte le direzioni e quindi non basta, è chiaro che la famiglia è il presidio principale e da qui parte tutto, ma la scuola. è paritaria, democratica ed equa, proprio perché mette a disposizione di tutti e tutte
gli stessi strumenti per avere quella cultura solida di base che se una famiglia raccoglie e raddoppia, triplica, meglio. Viceversa c'è. E questo è fondamentale nel percorso culturale di cambiamento per sviluppare anticorpi sociali condivisi a partire dalle giovani generazioni con il coinvolgimento di tutte e tutti. Quindi su questo punto... Io ringrazio l 'assessora albanese, assessora alle pari opportunità, ospite con la sindaca Fonaro e la presidente di Artemisia Elena Baragli per essere state protagoniste di questa prima parte di speciale che va in onda fino alle 10 su Controradio, Voci contro la violenza.
Adesso una breve pausa e poi arriverà in studio Raffaele Palumbo con altri ospiti. Parleremo nell 'ottica di condividere strumenti concreti, servizi importanti, sportelli. capelli donna messi in campo, la casa delle donne, Assessore Albanese, un accenno perché sappiamo il suo lavoro in questa legislatura e in quella passata di forte determinazione per creare uno spazio condiviso che sta ottenendo un grande successo. La casa delle donne, un luogo che prima non c 'era e che adesso c 'è dal 21 marzo dello scorso anno, abbiamo un luogo fisico nel quale tutte le donne possono trovare un punto
di riferimento culturale, un luogo di aggregazione. come posso dire sensibilizzazione nel quale tantissime associazioni che formano la nostra rete fiorentina della quale siamo orgogliosissimi senza la quale tante cose che facciamo e il ricco programma che abbiamo per tutto l'anno non solo a novembre non esisterebbe perché per gran parte è portato avanti da volontari e volontari che ringrazio che animano quelle associazioni e la casa delle donne che oggi è sempre di più crescerà io mi auguro come un punto di riferimento non solo per le donne
per i fiorentini e le fiorentine perché poi la violenza si combatte tutti insieme, uno scatto di civiltà comune non appartiene a un genere Voci contro la violenza su Controradio e Controradio TV nell'ambito, anzi in apertura proprio della giornata del 25 novembre all'interno delle iniziative del Festival dei Diritti con il Comune di Firenze, rimanete con noi Le 9-8 minuti ben trovati, la seconda parte di questa giornata veramente speciale Voci contro la violenza di Contro Radio dedicato a questo 25 novembre che si inserisce in un percorso molto ampio
che dura veramente tutto l 'anno ma oggi è una giornata veramente speciale, particolare per raccontarvi anche delle tante iniziative e dei servizi come faremo durante questa parte della trasmissione, siamo partiti da una parte più istituzionale, subito dopo ci sarà una parte dedicata agli eventi, noi in questa parte parleremo dei servizi servizi in qualche modo con Isabella Mancini che saluto e ringrazio buongiorno Isabella ben trovata grazie per esserci venuto a trovare grazie a Cristina Arba buongiorno ben trovata grazie a
Catiuscia Favilli per essere con noi questa mattina potete seguirci anche in video sui nostri social con la Contro Radio TV Isabella Mancini è presidente di Nosotras e capofila dell'ATS Domo per Casa delle Donne Ci siamo detti che qui parliamo delle questioni che riguardano i servizi ad esposizione. Da dove partiamo Isabella? Partiamo intanto dalla Casa delle Donne che non è propriamente un servizio ma è sicuramente uno spazio ritrovato e rinnovato e riportato all 'uso della comunità.
Da un anno e mezzo, ormai si è dal marzo dello scorso anno, all 'interno di questo spazio alle murate è possibile... incontrarsi, parlare delle tematiche che riguardano sicuramente il genere, il contrasto agli stereotipi, il contrasto alla violenza, riproponiamo appunto rassegna, incontri, laboratori, attività, ecco questo è il servizio che viene fatto alla cittadinanza, mi è capitato spesso di partecipare anche ad incontri pubblici, penso a non ultimo il consiglio di quartiere aperto, tra l 'altro oggi si ripeterà l 'incontro questa sera del quartiere 1 in modo specifico
dove insiste la casa. delle donne dove si richiede spesso e volentieri spazi alla città dove poter fare attività, fare incontro, fare comunità, fare presenza sul territorio. Abbiamo un privilegio come casa delle donne, cioè quello di essere all 'interno di un complesso che ha numerose realtà al proprio interno che sono anche quelle con collegamento istituzionale, pensa all'Informadonna, lo Europe Direct a parti culturali come il MAD e il MIP. la Robert K Foundation e sicuramente poi tutta la parte anche che è di residenza pubblica all 'interno di quello spazio, ci si ricollega anche con quello che veniva detto nel precedente
slot di informazione di questa mattina, quindi la possibilità di avere in uno stesso ambiente la connessione tra diverse tipologie di servizi, incontri ed offerte. Sicuramente fare rete tra questi elementi è la cosa più complessa perché la rete prevede… sostanzialmente un impegno costante, continuato nel tempo e anche quello nello spazio e con impegni differenti da parte di ognuno e di ognuna nei livelli che si possono ottenere, quindi una rete che è fatta di associazioni come quella della Casa delle Donne, che ha un confronto per nulla semplice perché pare banale, dice vabbè più o meno tutti siete d 'accordo sulle cose, certo però poi il come
si è d 'accordo nel farle quelle cose cambia e quindi come si sta sugli spigole e sulle sfaccettature porta è la complessità della vita e della relazione e della comunità, perché la comunità si fa non tra soltanto coloro che la pensano come noi, ma si fa con tutti e con tutte quelle che vivono quello spazio e insistono su quello spazio. Quindi in questo senso Casa delle Donne è un servizio per la comunità che ci vede attive e operative in tre associazioni dell 'ATS e poi 17 altre realtà associative che concorrono alla realizzazione.
di quello che è un progetto del tutto sperimentale ci abbiamo voluto insistiamo nel dirlo la presenza del comune di Firenze non solo perché volevamo uno spazio pubblico che fosse comunque a testimone di tutte magari noi come singole realtà associative lasceremo il tempo che lasceremo passeremo oltre magari tra un po' non serviremo più neanche non parleremo più di violenza sulle donne e quindi non servirà neanche la nostra presenza come associazione e ne saremo ben liete quando arriverà quel giorno Detto questo, fino a quel momento vorremmo che fosse uno spazio della città nel vero senso della parola e quindi con tutta la complessità che ciò implica.
Per qualcuno quel momento è già arrivato, perché gli uomini sono fatti così, perché l 'educazione non serve a niente, perché queste case delle donne non si sa a che servono. L 'unica cosa che è utile, lo dice anche la Presidente del Consiglio dei Ministri in un post sui social, è l 'unica cosa che serve. l'inasperimento delle famose pene diciamo così quindi tutto questo lavoro che fate che dura da decenni che è un lavoro quotidiano, durissimo, faticosissimo non è così dato per scopo
di solito quando cambiano le amministrazioni la prima a essere colpita è la casa delle donne normalmente ma di questo ne parleremo anche con le nostre altre ospite magari in un secondo giro perché volevo parlare adesso con Cristina Arba del coordinamento donne della Camera del Lavoro Metropolitano di Firenze anche perché voi dopo domani avete un appuntamento importante a partire dalle 10 proprio alla Casa delle Donne sui temi che riguardano violenza di genere e lavoro. Sì, praticamente sarà una iniziativa che facciamo all 'interno della Casa delle Donne
che si inserisce nell 'ambito di un programma, di un festival che facciamo contro la violenza di genere nel mese di novembre e in questo slot. che è per lo sportello Donna chiama Donna, cercheremo di spiegare, informare, formare su cosa sono le discriminazioni di genere, cos 'è la violenza di genere, le moleste di genere all'interno dei luoghi di lavoro. Lo faremo tramite lo sportello Donna chiama Donna, che è lo sportello del coordinamento Donna della CGL di Firenze, che nasce a metà degli anni Ottanta, proprio
per… La natura che si vedeva già ai tempi di difficoltà che le donne subivano nei posti di lavoro ma anche fuori, quindi lo sportello delle donne serve proprio per aiutare e informare tutte quelle donne che si rivolgono a noi su temi più disparati perché andiamo dall 'adozione a divorzio e separazione ma anche tematiche come discriminazioni, vessazioni. soprattutto al ritorno dalla maternità, molestie nei luoghi di
lavoro. Per fare questo, dopo un primo colloquio, noi ci avvaliamo della collaborazione di professioniste, quali appunto un avvocata penalista, un avvocata civilista e anche una psicologa psicoterapeuta, perché abbiamo visto che molte donne purtroppo poi hanno bisogno comunque di un aiuto, di uno sfogo, di un riuscire a rimettere insieme i pezzi di quello che è la loro vita, quindi diamo anche questo servizio e cerchiamo in questo modo di dare appunto un'informazione in più, perché purtroppo molte volte non si riesce neanche a capire
di essere discriminati o vessati, diamo per ordinario, per normale un comportamento che normale non è, quindi questo genere di iniziative serve anche a far capire qual è la nostra condizione, cos'è che stiamo vivendo e che forse non è poi così normale. Noi facciamo anche dei corsi di formazione all 'interno delle aziende, è successo che in una dell 'ultima azienda in cui siamo andati, dopo il corso due donne sono riuscite a denunciare all 'azienda un collega che le aveva più volte molestate.
Quindi al momento che hanno trovato una rete, al momento che hanno capito quali sono i loro diritti e al momento che hanno smesso di accettare, anche grazie alla formazione che abbiamo fatto, questo tipo di comportamento loro hanno trovato il coraggio di farlo. di denunciare. Questo genere di iniziative, come quella appunto che faremo giovedì alla Casa delle Donne, serve proprio a questa, a far prendere, a fare rete, perché è importante fare rete, è importante non lasciarle sole e far sentire alle donne che non sono sole, ma anche dargli una infarinatura di informazioni e diritti alle quali loro naturalmente eh devono essere devono essere ben informati per
poi riuscire a proteggersi in qualche modo. Attraverso i temi del lavoro passa veramente tanto cartina di Tornasole straordinaria. Marina Capponi, l'avvocata di Sportello Donna, che ci ricorda che, per esempio, una società dove durante un processo, perché l'avvocata deve allattare, il processo si ferma. Punto. Naturalmente. Perché fa parte della dinamica dove dentro c'è la donna con le sue esigenze. Non è una cosa da discutere, una cosa strana o una concessione. Purtroppo accade il contrario,
diciamo così. i temi del lavoro che vediamo accadere o non accadere purtroppo più spesso delle cose che sarebbero estremamente importanti. Cacciuscia Cavilli, CAT e poi parliamo anche del dello spazio Fosca perché parliamo anche di un momento che riguarda eh prego. CAT che è la cooperativa sociale per cui insomma per cui sono operatrice e Fosca è un'associazione culturale che fa arte contemporanea in città che collaborano sull'iniziativa di oggi pomeriggio. Raccontiamo proprio di questo, se sei d 'accordo, perché voi oggi avete un appuntamento importante per questo martedì 25 novembre, dalle 16 .30 alle
18 .30 per la giornata internazionale per l 'eliminazione della violenza contro le donne. Che cosa succede? Allora, faccio una piccola premessa. Sia come Fosca che come Cat, quello che noi facciamo è essere un po' dei presidi capillari all 'interno della città. che vuol dire in qualche modo dal punto di vista sia culturale che proprio di immaginario quello che le cooperative sociali e chi fa arte nei luoghi non deputati, quindi non nei luoghi centralizzati, è affacciarsi al mondo in quello che
diceva anche Isabella prima, su quelle contraddizioni che sono feroci, lì non c 'è nessun pensiero condiviso, immaginate Sala Gialla, è un centro giovane dove c 'è uno spazio di registrazione, Uno degli immaginari principali in questo momento è legato a un certo tipo di musica, la trap e il rap, immaginate quando parliamo di stigmatizzazione, di oggettificazione, di sessualità all 'interno di questi contesti, che cosa vuol dire? Quindi quello che poi succede in questi presidi che a mio avviso sono fondamentali all 'interno della città, cioè essere presente territorialmente e avere la capacità di confrontarsi con quelle che sono le nuove generazioni, con quelle persone giovani o in formazione, diventano un 'attività.
fondamentale proprio per iniziare a avere un, come dire, non lavorare solo da un punto di vista istituzionale, come presenza su un territorio, se no in qualche modo seguiamo anche quello che dice la Presidenta del Consiglio, del fatto che bisogna inasprire le punizioni. Quello che secondo me a mio avviso va a fare, bisogna riaprire un dibattito serio, per esempio tu ora stavi dicendo, io da mia operatrice sociale sono assolutamente noiosissima. con i miei ragazzi e le ragazze, ma anche da artista, quando tu dicevi bisogna interrompere
il processo perché la donna deve allattare e io dico bisogna interrompere il processo perché c 'è un bambino che deve rirsi, quindi è una questione che riguarda il padre e la madre, non riguarda solo la madre come presenza in quello spazio lì, riguarda tutti proprio infatti, esatto, quindi da un punto di vista strettamente culturale, quello che noi possiamo fare, l'arte apre immaginare di altro tipo. quindi pone delle questioni anche scomode, che è quello che faremo oggi pomeriggio. Oggi pomeriggio Angela Antonini, che è un 'attrice performer, e il collettivo Plutonica, che
è un collettivo di persone donne e giovani, alle 16 .30 faranno una performance di lettura di slam poetry, quindi daranno, ridaranno voce a quelle che sono state delle poetesse dal Sud Africa fino agli Stati Uniti d'America. che grazie alla voce poetica sono riuscita in qualche modo a relazionarsi con il muro di una società ancora oggi diciamo violenta e patriarcale e questo, quindi in qualche
modo presidiare il centro giovani oggi con questa iniziativa, con queste parole di queste poetesse riporta anche a un senso di collettività generale, di comunità generale internazionale, i temi sono gli stesi, si sente uno spazio della Cigella. negli anni 80 sarebbe così bello poter dire meno male abbiamo lavorato tanto ah non c'è più bisogno e invece purtroppo ormai sono non so quanto tempo mancherà ancora sicuramente abbiamo un passato alle spalle importante da questo punto di vista ma la necessità di esserci
in maniera determinata mi sembra evidente quando la storia fa due passi avanti poi a un certo punto le fa almeno uno indietro noi probabilmente siamo in quella fase dove poi da un punto di vista naturalmente della comunicazione sono tutti contro la violenza non è che c'è un politico che va in tv dicendo io sono a favore anche se c'è tanti modi di declinare anche questa semplice enunciazione è nei fatti che si vede una profonda differenza nell'approccio alla questione
no Isabella? Sì, ma anche nelle scelte politiche cioè scegliere la punizione invece che la prevenzione è una linea di intervento importante, cioè vuol dire che preferisco far sì che ci sia qualcuno da punire piuttosto che evitare che ci sia qualcuno da dover accompagnare in percorsi psicologici o in lunghe e travagliate vicende che riguardano poi anche i drammatici femminicidi. Ieri c'è stato un evento importante che non è da sottovalutare, ovvero la presentazione del diciassettesimo rapporto della regione toscana che è fatto dall'osservatorio che da diciassette
7 anni, non sono pochi proprio per la questione del tempo che dicevamo, sono 17 anni che l 'istituzione regione toscana censisce i numeri della violenza di genere nella nostra regione e li mette anche in confronto con quelle che sono le altre realtà, sapere che nell'ultimo anno ci sono state 9 donne nella nostra regione che sono state assassinate, che lasciano dietro dei 6 -4 bambini orfani, ti fa capire quanto è importante la prevenzione. La punizione non riporterà in vita quelle donne, quei bambini rimarranno senza padre e senza madre e quindi tutto quello che rimane dopo è da ricostruire con una fatica immensa e con
la necessità poi di continuare tutto questo lavoro importante di ricerca di un linguaggio corretto che permetta di aprire quelle porte che ancora sembrano essere così serrate. Perché come dicevi tu, ma chi è che può essere a favore della violenza? Eppure stamattina mi sono svegliata con la lettura di una serie di... commenti che sono sulla pagina Facebook dell'associazione Nosotras perché abbiamo osato fare questa cosa incredibile ovvero informare su quelle che saranno le prossime iniziative che facciamo in questi giorni ed evidentemente essendo un post
che ha avuto una diffusione un po' più larga rispetto a quella che di solito è la nostra bolla evidentemente all'interno di Facebook ha raccolto anche tante testimonianze di haters che hanno così tanto tempo a disposizione da non poterlo dedicare alla propria alla propria crescita individuale e personale, quella che si chiama empowerment, ma lo dedicano a insultare, quindi ad agire in modo violento e mappato su quelle che sono i social. Questo è soltanto un piccolo esempio. Scegliere tra prevenzione e punizione vuol dire questo, vuol dire che preferisco incanalare le mie forze, le mie energie, le mie risorse
economiche per far sì che non ci sia più una donna che possa dirsi vittima di violenza. su questa terra. Cristina Erba che pensi le cose che ci stiamo dicendo se vuoi aggiungere qualcosa perché sono venuti poi diversi temi che transitano da diversi ambiti perché qui abbiamo veramente parlato di tante cose dall'arte alla formazione alla comunicazione al lavoro ad altre cose del genere. Mi ricollego al discorso che è venuto fuori anche ultimamente sul
Grazie a tutti. sull'affettività nelle scuole penso che quello sia la base una delle basi per fare cultura, per far cambiare paradigma e soprattutto per aiutare i ragazzi che semmai in fase di crescita che quindi devono affrontare già i cambiamenti del loro corpo, devono affrontare i cambiamenti ormonali, psicologici che quindi hanno bisogno semmai di un aiuto proprio a incanalare anche questa rabbia queste frustrazioni che gli possono Quindi è importantissimo fare affettività nelle
scuole, qualsiasi decreto, qualsiasi cosa che possa venire fuori appunto come è già successo, che possa stoppare o comunque incanalare in una richiesta di firmare un qualcosa, a parte i genitori è sicuramente un qualcosa di inutile, soprattutto dannoso. perché naturalmente fare un 'affettività è quello che poi ti aiuta a costruire gli uomini di domani, gli uomini e le donne naturalmente, perché ricordiamoci bene che è vero che la violenza è soprattutto
verso gli uomini, verso le donne, ma abbiamo problemi di violenza psicologica, discriminazione, eccetera, anche agiti dalle donne verso le donne, quindi rientra tutto in un sistema patriarcal che riguarda appunto sia il genere maschile sia il genere femminile. Quindi rimettere dentro in un sistema tutto ciò che può aiutare a mitigare, a eliminare anzi la violenza sulle donne è un qualcosa che naturalmente ci deve trovare in prima linea.
Il problema è culturale ma poi nessuno si occupa di cultura molto spesso, no Catrice? Questo è un tasto estremamente dolente. sì anche perché a volte si pensa io mi trovo appunto questo dalla parte come operatrice culturale come artista a pensare che l'arte contemporanea le arte sono ormai una questione di elite che riguarda solo una classe intellettuale elevata e quindi certi discorsi non si possono fare questa è anche una scusa spesso che viene portata per l'educazione sesso affettiva i bambini e le bambine non capiscono
c'era una comica che adoro molto e diceva sia Balbassini che Bavassori allora è più semplice cioè nel senso di cosa stiamo parlando, è come fai le cose e perché le fai, ma anche questo fa parte di una narrazione, il concetto di avere all 'interno della città degli spazi che siano spazi di riflessione filosofica, spazi di riflessione concettuale, mondi che si aprono, squarci che si aprono nel portare un immaginario o altro, è quello che poi genera veramente un dibattito concreto, perché quando io sono di fronte a uno spettacolo, Isabella prima parlava di qualcosa che ha visto ieri per esempio, quando io mi trovo di fronte con un corpo in scena come succederà oggi pomeriggio in sala gialla o dentro una sala
proprio a parlare con un altro musicista, lì la questione è io scelgo dove stare, come stare, vedo un corpo, vedo una persona che mi sta parlando e lì qualcosa si sposta, poi posso confermare o non confermare, ma c'è effettivamente una contraddizione che è molto molto più difficile da gestire che fare letters online, perché lì ci metti la faccia, perché lì ci metti a cui ripeto il corpo, corpo che è a scuola purtroppo. e anche per questo secondo me c'è una questione, non viene assolutamente considerato, no? Assolutamente, infatti grazie per queste tue
riflessioni, ci dai anche modo di lanciare il prossimo passaggio di questo speciale dopo il giornale radio di Popolare Network che arriva tra un minuto, continua sulle nostre frequenze il 25 novembre la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e le voci contro la violenza, il nostro speciale in collaborazione con il comune di Firenze nell'ambito del festival dei diritti per cui gli appuntamenti gli eventi di quest'oggi che per fortuna sono numerosissimi quindi tra poco con Chiara Brilli
ci addentriamo in questo aspetto nel frattempo Catrice Favilli grazie davvero per essere stata con noi grazie a Cristina Arba grazie a voi buona giornata anche a Isabella Mancini buona giornata e state con noi il giornale radio di Popolare Network che poi continua il nostro speciale su Controradio e su Controradio TV questo speciale, questa maratona se ci vedete sui nostri canali crossmediali e vi accorgerete che sono cambiate le ospiti qui in studio che ci hanno raggiunto, è diventata una sorta di casa anche questa dei diritti, delle voci, delle iniziative
e degli strumenti della lotta contro la violenza sulle donne nell'ambito di questa giornata ma non solo, veramente l'impegno e le testimonianze che vi stiamo raccontando finiscono un calendario praticamente H24 di propositività che dal nostro territorio parte in difesa delle donne e allora io saluto subito le nostre ospiti per questa prima ultima slot di trasmissione che poi sarà anche riascoltabile scaricabile da Controradio.it Susanna Pietra e Nadia Bamushmush non so se
l'ho pronunciato bene. Ben trovate. Grazie per piacere grazie dell'invito. Sono esponenti a TV di Italia Ello e fanno parte e protagoniste della campagna anomalia temporale di cui vi abbiamo dato un accenno anche nella nostra trasmissione Gen Z questo è uno spazio all'interno di Voci Contro la Violenza dedicato alla comunicazione alla creatività anche per fornire strumenti contro la violenza e dunque voglio salutare anche il regista in collegamento con noi Giovanni
Micoli per la stanza dell'attore buongiorno Micoli buongiorno, buongiorno, grazie partiamo da lei, la sappiamo in movimento e è un movimento che la porterà sicuramente anche questo pomeriggio alle 15.30 nella sala storica Dino Campana alla biblioteca delle Oblate di Firenze dove andrà in scena il suo spettacolo antologia delle sedie vuote, sono racconti di vite spezzate, racconti, testimonianze interpretate da giovanissimi attori attrici ci vuoi raccontare la storia il senso di questo testo sì
esatto in realtà lo spettacolo non è mio ma dei ragazzi io ho una scuola di teatro sia rivolta alle medie ragazzi delle superiori e gli adulti ma con i ragazzi delle superiori è sempre stato il momento più potente per me abbiamo inventato questo spettacolo che è quasi un 'installazione teatrale, cioè i ragazzi e le ragazze hanno scritto, purtroppo informandosi su fatti veri accaduti di cronaca, dei monologhi in prima persone di donne che sono
state uccise dal compagno, dal marito o quant 'altro. Lo spettacolo avviene in questo modo, ci sono due sedie, varie coppie di sedie dove c 'è l 'attrice o l 'attore fermo e una... serie a vuota davanti. Quando solo uno del pubblico, quindi è uno spettacolo one to one, si siede sulla serie a vuota, l 'attrice o l 'attore si anima e rivolge a quella persona il suo pezzo, involgendosi come se fosse il perpetratore della violenza. Quindi è un 'esperienza,
non so se riesco a renderlo, perché poi va vissuto questo spettacolo perché si capisca a fondo. È uno spettacolo veramente molto potente che lascia sgomenti perché… dopo aver sentito questo pezzo quello del pubblico si alza e va in un'altra serie e ascolta un altro pezzo è veramente suggestivo e anche insomma rende bene l'idea di quella che può essere un'esperienza attraverso lo strumento del teatro allora le chiedo in conclusione rispetto ad anottologia delle sedie vuote alle messe in scena che sono state portate avanti
ma anche al percorso fatto appunto dai giovani attori che contribuiscono poi alla realizzazione, come diceva, quanto la cultura davvero può incidere in una percezione che poi porta a una consapevolezza e a un 'acquisizione di strumenti contro la violenza? Allora, guardi, la cultura è il teatro in particolare che permette di vivere in prima persona determinate situazioni, senza il pericolo di viverle davvero.
questa è la funzione catartica del teatro sia per il pubblico che per gli attori, serve tanto, però io devo dire anche una cosa, i miei ragazzi gli hanno insegnato molto di più, io ho 54 anni di quanto credessi, nel senso magari io ho una fetta privilegiata ai ragazzi che vengono a teatro, io insegno da tanti anni, ma sono veramente molto sensibilizzati, molto pronti, sia i maschi che le femmine, io devo dire che… Faccio un esempio, io faccio teatro a Michelangelo da tanti anni, due anni fa, tre anni fa i ragazzi di Michelangelo mi fanno un powerpoint di un 'ora
a me per spiegarmi tutte le varie divisioni che io ancora non avevo capito tra genere, sesso e quant 'altro. Questo lo faccio proprio per spiegare che secondo me le nuove generazioni forse sono più sensibili di noi. Concludo, guardi, dicendo una cosa, scusa se... Prego. Rubo tempo. Questo spestacolo l'abbiamo fatto anche sabato alla Fondazione Kennedy, l'India Ghibellina, e c'erano molti più ragazzi, perché il sabato sono più libri, oggi saranno soltanto 6 o 7, perché i ragazzi poi devono studiare il pomeriggio.
E c'era tantissima gente sabato. I donne, ragazze, mamme, nonne, si sono ascoltati tutti, tutti i monologhi, gli uomini. i nonni e i padri sono rimasti dopo due o tre pezzi hanno detto io non ce la faccio e sono rimasti giù sul divano a parlare quante davvero tematiche aspetti ha aperto interessantissimi anche a conferma di una riflessione sui giovani che stiamo portando avanti in questa mattinata di sensibilizzazione di grande fiducia rispetto alla loro
consapevolezza nonostante insomma che dal punto di vista governativo si faccia per allontanarli da un'affettività anche nel contesto scolastico di comprensione ma insomma grazie davvero al nostro ospite, grazie a Giovanni Micoli la stanza dell'attore, l'appuntamento Biblioteca delle Oblate stasera alle 15.30 oggi pomeriggio lo spettacolo antologia delle sedie vuote andrà in scena grazie ancora per essere stato con noi grazie a voi per l'opportunità buona giornata 9.45 minuti
Susanna e Nadia di Italia Ello, è un altro aspetto cardine del Festival dei Diritti, è un altro aspetto cardine della Casa della Donna, perché ci sarà una presentazione proprio oggi, lo diremo, di questa campagna, anomalia temporale, ma Nadia, come nasce, con quali attività Italia Ello? Sì, allora Italia Ello è un 'organizzazione direi relativamente giovane, perché siamo nate nel 2018, che si occupa di, in generale, integrazione. e supporto delle persone migranti o con background migratorio nel contesto italiano. Noi lavoriamo principalmente su una nostra piattaforma
che fornisce attraverso una serie di articoli, comunque attraverso servizi digitali, informazioni importanti per i migranti, da le leggi alla scuola, che è accessibile, gratuito e inoltre noi ci concentriamo anche su tutta una serie di situazioni. servizi digitali, tra cui abbiamo anche una piattaforma di ricerca lavoro e uno di questi servizi che noi abbiamo promosso è all 'interno del progetto di tutto rispetto che si occupa
di supporto, di un percorso educazionale, mi verrebbe da dire, dei giovani tra i 16 e 20 anni circa su temi legati alla violenza di genere, ai rapporti intersentimentali e che sta culminando con una campagna digitale chiamata anomalia temporale sul contrasto alla violenza di genere. Di cui vi abbiamo dato qualche anticipazione nella scorsa puntata di Gen Z, adesso ci torneremo, ma ci racconti la tua esperienza in sintesi, quanti anni hai? Sei giovanissima, non potrei
sbagliare. 26. 26, e da quanto ti occupi di queste tematiche e che contributo dai e ricerca vi dà questa realtà? Io mi occupo di queste tematiche da quando mi ricordo, essendo anche io una persona con un background migratorio, poi di rifo di raffa ci si entra a lavorare nel mondo dell 'attivismo e in quanto donna poi queste due anime del mio essere hanno davvero influenzato poi il mio attivismo, sono dentro Italia e Loda relativamente poco, ma ho portato avanti da sempre tutta una serie di attività a livello di volontariato e a livello di lavoro.
a tutela dei diritti delle donne anche con dei tagli diversi rispetto a quello che la società generale italiana potrebbe pensare e ragionare ed è quello che ho cercato anche io in primis di portare all 'interno della campagna, posizione e percezione diverse sempre con l 'obiettivo di promuovere i diritti dei migranti in quanto Italia è l 'uomo, in questo caso la tutela delle donne delle prospettive anche diverse ecco questa campagna di sensibilizzazione
multilingue che verrà presentata lo ricordiamo alle 18 oggi insieme a Italia e Lo alla casa delle donne di Firenze via delle vecchie carceri come abbiamo raccontato questo spazio fondamentale ha un approccio ottimista o comunque proiettato con una forte proiezione di visualizzazione di una società senza patriarcato mi confesso mi Susanna. Esatto, esatto, vuole essere un spazio positivo e di speranza per il futuro e nasce proprio da una riflessione che i ragazzi che
hanno partecipato al progetto appunto di cui parlava Nadia di tutto rispetto hanno sviscerato attraverso una serie di laboratori e la campagna si è costruita con questa tecnica del future design, cioè immaginare un futuro in questo caso senza violenza contro le donne e quindi rivolgersi invece alle persone che vivono la società attuale dicendogli appunto un altro futuro è possibile, un mondo senza violenza è impossibile e il cambiamento parte proprio da qui, da ora e l 'abbiamo intitolata
anomalia temporale perché sugli schermi delle torrette digitali del comune o nelle vetrinette l'immagine che insomma per noi è stabilita, è un'immagine che è un'immagine che è pensata proprio per catturare l'attenzione è quella di un'anomalia, di un guasto tecnico come se fosse di un computer o di un social, quindi fermi attenzione, c 'è un qualcosa che non funziona e abbiamo un po' giocato su questa idea, utilizzando un approccio per noi molto importante che è quello della comunicazione multilingue, quindi per parlare non soltanto
a chi conosce e comprende la lingua italiana, ma anche a chi vive nel nostro mondo. nostro paese ma ha un 'interazione con la lingua italiana un po' più complicata e quindi utilizzando appunto anche lingue veicolari o lingue di altri paesi. Che contributo hai dato tu a questa campagna ma anche a Italia Ello nel suo complesso? Con quali motivazioni anche? Allora per me questa campagna ha un duplice valore rispetto al tema e rispetto all 'approccio di comunicazione perché il mio contributo e il mio e il
Il valore aggiunto che più che altro Italia è lo è dato a me è quello che informare le persone, comunicare con le persone nella maniera corretta è il primo passo per renderle autonome ed indipendenti e in questo caso anche consapevoli. È il primo passo per affrontare un problema, non è l 'unico chiaramente, ma è fondamentale. Se non riesco ad interagire con te in maniera chiara e diretta è poi molto difficile mettere in piedi delle azioni che mi permettano di superare un problema. per quanto riguarda l'approccio di Italia e L'O per quanto riguarda la tematica
mi sento chiaramente coinvolta a 360 gradi da donna che si è sempre in qualche modo occupata di sociale, che ha vissuto anche in tanti altri paesi, in tante altre culture e quindi si rende anche conto che parlare di violenza contro le donne è un tema molto delicato che vale sempre comunque in ogni cultura ma che va affrontato con le giuste diversità in quanto madre figlia piccola e devo dire la sua nascita mi ha reso ancora più consapevole di quello che è il futuro, il mondo che a lei e a
tutti i bambini e le bambine vogliamo dare e che vogliamo contribuire in qualche modo a plasmare e costruire. Poi torneremo sul messaggio di anomalia temporale e lo faremo in conclusione di questa maratona ma voglio salutare un'altra ospite in collegamento in questo davvero avvicendamento di voci, esperienze e con divisione, allora saluto in collegamento telefonico Salvina Di Gangi, presidente dell'Associazione Donne Ganze, ben trovata Salvina. Salve, buongiorno a tutti e a tutti. Abbiamo aperto questa
ultima parte con un appuntamento teatrale e vogliamo anche raccontare dell'altro appuntamento, il monologo tragicomico per far ridere ma anche riflettere, promosso dall'Associazione Donne Ganze, si terrà alle diciotto e trenta al Dipartimento di Matematica e Informatica dell'Università di Firenze al campus Morgagni, in Viale Morgagni si arriva a questo spettacolo una donna sola di Franca Rame e Dario Fo con quale intento Salvina? Allora, anche noi come associazioni da poco sul panorama
fiorentino abbiamo apporto con entusiasmo l'organizzazione e l'invito di essere presenti in città in questa giornata e abbiamo pensato che il modo più e immediato potesse essere appunto uno spettacolo teatrale, proponiamo questo monologo scritto da Franca Rame e Dario Fo, scritto negli anni 70 in pieno femminismo, ma così simbolico ed emblematico che è attuale anche oggi. Quindi pensiamo che il teatro e le arti possono
essere il mezzo più semplice e immediato per far arrivare un messaggio potente che è quello che si tratta. della violenza maschile sulle donne. Vogliamo raccontare anche in questa scelta però la carta d'identità anche del percorso di donne ganze che davvero è una comunità che ha attivato tutta una serie di strumenti per fare comunità Sì, siamo nate da poco nel 2024 siamo un gruppo di donne di varietà abitiamo
praticamente in tutta la città di Firenze e siamo nati sull 'idea di una community, una community che può essere di aiuto per tutti coloro che affrontavano la maternità, ma non solo, che dopo un periodo di fermo dovuto appunto al fatto di essere diventate mamme, ci si voleva ricollegare nel mondo del lavoro, siamo quindi una rete di donne che... insieme degli interventi anche piccoli ma di supporto e d 'aiuto
per le donne del quartiere o della zona della città. Come poter aderire perché c 'è una grande apertura? Allora per aderire all 'associazione è molto semplice basta seguirci sui social e fare richiesta sulla nostra casella postale di poter aderire eh con l'adesione si entra nella e dalla community si spera poi in una partecipazione attiva nelle tante attività e proposte che stiamo pensando e portando avanti sia in direzione di supporto e d 'aiuto della donna e della famiglia e sia
anche in direzione della crescita dei bambini, quindi con attività per bambini piccoli, bambini più grandi e così via. Grazie Salvina Di Gangi per la presentazione. spettacolo e dell'associazione, buona giornata. Grazie, arrivederci. Abbiamo ancora cinque minuti e li vogliamo sfruttare tutti. Con Susanna e Nadia di Italia Hello, allora dicevamo la campagna che verrà presentata oggi Anomalia Temporale alla Casa delle Donne è una campagna che si proietta
verso il futuro, come sarebbe il mondo se la violenza non esistesse più? Che forme, parole, volti avrebbe il rispetto? mai fondamentale, un 25 novembre che si ripete ogni anno purtroppo in un 365 giorni in cui si ripetono anche i femminicidi, le violenze, gli abusi, le mancanze di rispetto nei confronti dell 'autodeterminazione, delle potenzialità delle donne e quindi con quale contributo vi sentite di partecipare a questo 25 novembre per far sì che,
non dico non ci siano più momenti di ricordo e potenzialità anche degli strumenti messi in campo, ma perché si possa parlare anche con una narrazione diversa che si rivolga alla positività di un futuro senza violenza. Sì, certo. Allora, diciamo che il nostro contributo sta nel fatto che questo progetto è stato fatto dai giovani, per i giovani e per il futuro. Questa fantomatica Gen Z, diciamo, di cui anche io orgogliosamente ne faccio parte ed è stato molto interessante. interessante vedere che durante tutta la fase di attività laboratoriali eh c'era una sorta di disillusione da parte
dei giovani e al contempo però di speranza eh che non vuole demordere eh si insomma per ridere si raccontava che eh l'anno in cui noi abbiamo deciso che non ci sarà più la violenza contro le donne sarà il duemila e cinquanta e qualcuno diceva dei giovani troppo presto e quindi eh il Noi comunque non demordiamo, siamo qui e durante tutto il percorso abbiamo sempre chiarito che il 25 novembre è un giorno ma ce ne sono altri 364 in cui comunque dobbiamo continuare a lavorare senza dimenticarci che
la violenza contro le donne è un problema che persiste sempre e speriamo che poi la gen alfa, la gen beta, quello che è poi non dovrà più fare queste attività laboratoriali. solamente ricordarle come un ricordo del passato. In questo percorso di potenzialità in positivo Italia Hello non si ferma nella sua campagna, anzi verrà lanciato un altro step del progetto. Sì esatto, questo progetto prevede una terza fase che è questa fase di reclutamento, formazione e attività
di quelli che noi abbiamo voluto chiamare ambassador, un po' i testimoni che si usavano in passato, ma visto che parliamo al futuro, siamo delle parole più moderne e giovani, quindi vorremmo creare un team di ragazzi e ragazze che possano diventare ambassador non tanto di questo progetto, ma di questa tematica. Chi deciderà di partecipare a quest 'ultima fase potrà beneficiare, potrà partecipare ad una formazione su quello che
è l'essere attivisti. utilizzando sia i social, quindi ci sarà una parte dedicata all'attivismo digitale, perché questi social cerchiamo di farli funzionare anche in maniera costruttiva, però si ragionerà soprattutto su che cosa significa farsi promotori e portatori nella propria vita quotidiana, nella propria comunità, nella propria collettività di un messaggio, in questo caso il messaggio per l'eliminazione della violenza contro le donne. Quindi offriremo questo percorso di formazione. e al termine di questo percorso selezioneremo alcuni ragazzi
e ragazze che appunto diventeranno ambassador di progetto e che magari ci presenteranno delle idee per diffondere appunto questo messaggio tra i loro coetanei o tra gruppi di persone all 'interno dei quali avranno piacere di lavorare. Riferimento su social, Instagram per poter avere informazioni oppure aderire a questa call? Esatto, allora ci nei nostri social, quindi sia la pagina Instagram che la pagina Facebook di Italia e Lo, i nostri siti, ma anche quello di Nosatras che è il nostro partner di progetto. Ci tengo se ho
un minuto soltanto a ringraziare anche il Comune di Firenze, perché devo dire non è assolutamente scontata una partecipazione anche così non solo formale ma sostanziale delle autorità comunali che nel nostro caso per il secondo anno consecutivo hanno deciso di credere nella nostra campagna di comunicazione in occasione del 25 novembre e anche di valorizzarla, offrendoci gli spazi messi a disposizione dal Comune. E allora, 9 .59 minuti, alziamo le mani, siamo in conclusione, è stata davvero una maratona
positiva di contributi, riflessioni, testimonianze, voci, voci contro la violenza che abbiamo mandato in onda dalle 8.30 sulle nostre frequenze. canali cross mediali ci chiedete informazioni sulle tante attività il programma del festival dei diritti duemilaventicinque anche nella giornata del venticinque novembre consultabile sul portale giovani del comune ma trovate indicazioni anche su controradio.it ricordiamo che queste attività queste esperienze che vi abbiamo raccontato sono inserite
nell'ambito della non edizione del festival dei diritti promossa dal comune di Firenze che si svolgerà fino a dicembre novembre duemila venticinque davvero tante le occasioni gli eventi workshop tematici le proiezioni le campagne di sensibilizzazione e allora andando oltre il venticinque novembre ma non dimenticando mai quanto è importante fare comunità rete attivare strumenti ed esserci eh partecipando eh contro la violenza sulle donne abbiamo cercato di dare anche nel nostro piccolo eh un contributo grazie per averci
seguito ringrazio tutte e tutte le nostre ospiti Raffaele Coppa Lumbo che con me ha condotto questo speciale dalla redazione di Controradio l'augurio di un buon proseguimento d'ascolto 25 novembre giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne voci contro la violenza lo speciale di Controradio in collaborazione con il Comune di Firenze nell'ambito del Festival dei Diritti Grazie a tutti