Crisi industriale in Toscana: FIOM, IRES e Regione a confronto su deindustrializzazione e futuro
Daniele Calosi (FIOM Toscana), Maurizio Brotini (IRES Toscana) e Valerio Fabiani (Regione Toscana) analizzano la grave crisi industriale toscana. Dal 1992 a oggi la Toscana ha perso 40 punti percentuali di ore lavorate nell'industria a favore del terziario debole, con calo del PIL pro capite e dei redditi. Si discute della necessità di un piano industriale regionale e di maggiori investimenti pubblici per contrastare la deindustrializzazione.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 00:41Quadro della crisi industriale in Toscana
- 03:41Dati IRES: deindustrializzazione e impoverimento
- 05:41Appello FIOM alla Regione Toscana
- 09:00Risposta Valerio Fabiani: metodo e strategie
- 13:21Automotive e componentistica in crisi
- 15:41Proposta piano industriale regionale
- 19:41Investimenti e responsabilità delle imprese
- 21:41Conclusioni e saluti
Trascrizione 40 passaggi
stai ascoltando contro radio contro radio fm dab streaming, social, web. Condividila con chi vuoi, questa è Controradio. Le otto e quarantuno, la seconda parte della newsline di quest'oggi, seguiteci sulle nostre frequenze, seguiteci. sentiteci anche in video sui nostri social, perché quest 'oggi parliamo di crisi industriali e di rischio di stagnazione economica, parliamo di deindustrializzazione in Toscana e di terzi
e quindi di redditi trascinati verso il basso. C 'è un appello del segretario di generale della FIOM della Toscana nei confronti della regione toscana che sta cercando di mettere in campo anche dei correttivi delle... iniziative delle forme di ammortizzatori sociali come un diverso reddito di cittadinanza che abbiamo parlato insomma gli argomenti elementi sono tanti rischiano di confondersi di mescolarsi tra di loro quello che è vero è che la congiuntura, la situazione nazionale un governo che non risponde
e le questioni internazionali gravissime sembra di essere veramente nella tempesta perfetta questa mattina ne parliamo con il segretario generale della Fiume della Toscana che è Daniele Calosi che saluto e ringrazio. Buongiorno Daniele. Buongiorno a voi. Maurizio Brotini è il presidente dell'IRES della Toscana. Buongiorno Brotini. Buongiorno a voi e grazie per un invito. e buongiorno anche a Valerio Fabiani che è il consigliere speciale lavoro e crisi industriali della regione Toscana del della presidenza
della regione Toscana. Fabiani buongiorno anche a lei grazie per essere con noi. Buongiorno buongiorno. Ci aiuta molto sinteticamente, perché la radio ha bisogno della sintesi e riusciamo a dirci più cose, però ci aiuta a fare un quadro rispetto a quello che diceva all 'inizio? Sì, tre dati brutali. Nel 1992... le unità di lavoro del settore industriale erano pari a quelle del settore del terziario nel 2024 ci sono 40 punti di differenza
fra le ore lavorate nel settore industriali in Toscana e quelle che ci sono nel terziario. Se facciamo una torta fra agricoltura, costruzione, industria e servizi, solo il 18 ,3 % delle O che lavorate sono nei settori industriale, il 71 ,5 % sono nel settore terziario. Di questo settore terziario la gran parte è terziario debole. Questo ha una ricaduta su come è andato indietro il PIL della Toscana Pro Capite. rispetto alle altre regioni d 'Europa, Eurostat fa una
verifica su quanto abbiano funzionato o meno i fondi di coesione territoriale dell 'Unione Europea e la Toscana ha perso nella rilevazione dal 2000 al 2021 praticamente passa dalla 51esima alla 99esima posizione. Questa trasformazione dell 'apparato produttivo della Toscana e stagnazione e deindustrializzazione ha un impatto brutale anche sui redditi medi dichiarati. La Toscana, dati riportati anche da solo 24 ore di pochi giorni fa, è di poche
c 'è centinaia di euro superioghe alla media nazionale, ma quello che preoccupa tutte le province toscane, Tandao e Arizzo, hanno un dato di crescita della dichiarazione di redditi, dove le campate sono redditi. dal volume di repensione decisamente inferiore della media nazionale, che è essa stessa estremamente preoccupante. Quindi una grande trasformazione o meno industria e porta un impoverimento complessivo del tessuto economico. economio sociale con gravi problemi anche sul fronte politico. Daniele Calosi
diciamo così poi mi collegerai se sbaglio che inesianamente diciamo dice non lo dice più allo stato perché vede un governo che non ha fatto niente sostanzialmente al di là dei giudizi squisitamente politici allora dice alla regione qui c'è bisogno di un intervento strutturato per questo abbiamo con noi anche Valerio Fabiani che ci darà delle valutazioni importanti da questo punto di vista però Daniele Calosi l'appello andava in questa direzione beh io credo che nella situazione data o noi
proviamo a trovare come costruire nuovi modelli di sviluppo rimettendo il pubblico al centro, come centro regolatore del modello di sviluppo oppure noi non vinciamo queste sfide. Guardate, se non lo facciamo in una regione, lo dicevo appunto nell'appello che ho lanciato alla regione toscana qualche giorno fa. Non lo fa una regione come la nostra, non lo fa una comunità regionale come la nostra che è attaccata e fa dei propri valori costituzionali. un valore aggiunto, cioè i nostri valori
costituzionali legati al lavoro sono in Toscano un valore aggiunto per noi toscani perché lo dimostra la storia, la sagacia la forza I lavoratori e le lavoratrici, in malgrado la situazione data, negli anni hanno provato anche a costruire soluzioni. Ora però non ce la facciamo più, c 'è la necessità che la regione acquisisca un ruolo centrale e anche... traenante pensando direttamente anche nelle scelte di natura economica perché guardate
oggi c 'è un articolo molto interessante del mio segretario nazionale Michele De Palma è stato nei giorni di cina a visitare le fabbriche di automobili il dato della cina fa impressione ma no perché sono tanti ma no perché producano a basso costo stanno producendo prodotti ad altissimo valore aggiunto e sono disponibili a venire a investire anche nel nostro paese e noi potremmo tornare ad esempio sul settore dell'automotive a tornare a produrre veicoli che non
produciamo più da anni noi 1999 in Italia producevamo attraverso il gruppo, le varie consociate del gruppo Fiat e oggi Stellantis qualcosa come un milione, quasi un milione e nove, due milioni di auto Abbiamo chiuso il 2025 poco sotto le 300 .000 unità e oggi invece si vede che le linee produttive che sono vuote potrebbero essere riempite aiutando.
ad esempio con produzioni che vengono dalla Cina ma vengono svolte qua, la Svezza da questo punto di vista lo ha fatto, lo ha fatto la Spagna, diciamo che manca una linea di programmazione economica generale. La regione toscana che ovvio non può avere le leve al governo ma ha delle leve importanti ad esempio quella dell'attribuzione sui soldi che derivano dai fondi strutturali europei o da altri fondi devono essere messi nella disponibilità delle imprese che generano occupazione che fanno sì
che l'occupazione non sia un'occupazione debole e insomma Se qualcuno viene qua, prende dei soldi pubblici e poi dopo se ne va, deve pagare. Non è pensabile che ci sia un elemento che gli consenta di andarsi. Le notizie di ieri, noi ci siamo già passati con Toscana, con un altro grande gruppo... fondamentale del paese, Electrolux, ha dichiarato 1 .700 usubili, una chiusura di un intero stabilimento. Noi ci siamo già passati qui in Toscana. Ora, io penso che la nostra regione non possa continuare ad essere un territorio di nuova.
vista per questo capitalismo multinazionale così barbaro. Penso che invece la regione dovrebbe in primis prendere di petto questa situazione, convocando le organizzazioni sindacali. perché noi abbiamo fatto più richieste e sollecitato più volte la richiesta di incontrare i vertili regionali per trovare insieme una soluzione purtroppo da oggi siamo qui è passato un mese e noi abbiamo dell'automotive in Forte Risi parlo dei settori metallomeccanici
poi lo ricordava prima Maurizio parlo di un lavoro che anche quello industriale si sta impoverendo a seguito anche dell'assenza di politica industriale poi arrivano finalmente alla vicenda al Nosei Piombino Valerio Fabiani, c'è Piombino c'è l'automotive anche a Livorno ci sono tante partite aperte, Daniele Calosi prima ha detto, noi non ce la facciamo più. Che cosa può accadere da questo punto di vista che lo si è rivolto? Anche un appello ascoltateci, incontriamoci. Sì, intanto buongiorno e mi
scuso anche per il collegamento esterno ma l 'appunto in molti fronti che sono aperti rendono questa giornata un po' particolarmente impegnativa e non sono riuscito a fare diversamente però ci tenevo a essere presente anche per diciamo così Nel mio piccolo onorare anche il lavoro che fate e la passione e la competenza con cui seguite tanti casi di cui ci occupiamo anche noi. Ma io, diciamo, come sanno i miei interruzioni... sono uno di quelli che il sindacato lo incontra fino
ormai alla convivenza quotidiana, naturalmente insieme alle imprese e alle loro... organizzazioni e da questo punto di vista condivido diciamo anche l 'appello a lavorare insieme nel del quale io non vedo francamente niente di retorico perché appunto nell 'esperienza della gestione delle crisi industriali, così come nell 'attività di prevenzione che proviamo a fare o di reindustrializzazione,
Voi sapete che la chiave è sempre la capacità di instaurare un lavoro di squadra in cui tutti i soggetti condividono informazioni e ovviamente... condividono anche una strategia e peraltro da questo punto di vista penso di poterlo dire con una certa serenità io so che almeno nella nostra regione C 'è un sindacato, c 'è un sindacalismo che va ben oltre anche quelle che sono le funzioni legate alla rappresentanza che sono proprie
e che naturalmente svolgono egregiamente. nei casi anche quelli più difficili che vediamo c'è un sindacato che sa come dire, svolgere perfino una funzione di governo, dei processi complessi e Dio solo sa quanto sia importante tempo in cui purtroppo la tendenza è quella di rifuggire dalla complessità, ingabbiati nelle regole di una comunicazione che pretende di essere smart, che spesso si traduce anche
Purtroppo in una certa superficialità, dopodiché quando ci si allontana dalla complessità, siccome è la vita ad essere complessa, fatalmente ci si allontana anche dalla vita reale. è una condivisione attorno ad una strategia, attorno alla politica industriale che naturalmente non può da solo un ente territoriale mettere in campo da questo punto di vista. servirebbe il governo, servirebbe una strategia industriale a livello europeo, mi lasci fare una battuta, in questo momento bisognerebbe
spendersi tutti per la pace. non solo perché è giusto, ma perché forse sarebbe il primo asset di una politica industriale per un paese esportatore e per una regione esportatrice in particolare come la Toscana. commentati da Brutini prima, testimoniano la fatica e la sofferenza di stare sui mercati internazionali in un mondo che è andato letteralmente in frantumi. Dopodiché non ci si può fermare, almeno non noi che siamo
tutti i giorni impegnati a fronteggiare le emergenze, ma anche il governo delle emergenze. pretende in un grado una strategia più complessiva. Vi fermo agli esempi che sono stati menzionati, solo perché ne abbiamo già parlato, ma potremmo farne anche... Penso al tema dell 'automotive e in particolare per quanto riguarda la nostra terra della componentistica auto, che è quello che rimane di questo comparto sul territorio regionale.
in assenza di una politica industriale nazionale e lasciatemi dire anche a fronte di scelte drammatiche che sono state fatte su questo comparto, dalle aziende e purtroppo anche dalla politica. politica nel corso degli ultimi anni. Quello che abbiamo provato a fare, anche forti delle ferite che abbiamo subito, non è un caso che tra le grandi... vertenze che ci ricordiamo della Toscana ma anche nel paese citiamo spesso casi di aziende che sono per l 'appunto legate
a quel settore in particolare alla componentistica, penso alla GKN ne penso alla Beckert, ma anche con il dolore di quelle ferite abbiamo provato nell 'ottica di fare anche un lavoro preventivo insieme alle organizzazioni sindacali. Le aziende, a mettere in campo una disponibilità, abbiamo sottoscritto protocolli di intesa, accordi quadro, che in molti casi hanno al momento scongiurato il tempo. E ci hanno consentito con questo metodo di lavoro e di condivisione
anche di svolgere forse una funzione di supplenza rispetto alle mancanze di una politica industriale di rango. nazionale. Daniele Calosi Daniele non basta dici tu, c'è un loro scatto ulteriore se ho capito bene. Ma io credo che la regione toscana un po' di leve ce le potrebbe avere io capisco che però Io non sono un giurista, ma la nostra regione, come altre regioni, ma io parlo della nostra, che fa un piano poesaggistico, fa un piano urbanistico, definisce come devono essere...
per essere trattato l'ambiente possiamo fare un piano industriale che sia condiviso da tutti gli enti pubblici della nostra regione partendo dalla città metropolitana i comuni coinvolgendo le organizzazioni sindate cioè io dico come facciamo il piano paesaggistico per la nostra regione che è famosa nel mondo per la bellezza dei propri paesaggi o delle proprie città è una sorta di tendenza anche regionale per quanto concerne l'industria. Non c'è da niente
da vergognarsi da questo punto di vista. Sfidiamo anche gli imprenditori toscani, spesso un po' piagnoni, a investire in questo termine. perché gli investimenti arrivano solo ed esclusivamente se sono un dolore accompagnato dal pubblico. Faccio un esempio, noi abbiamo gli istituti tecnici superiori di formazione che prendono tantissimi soldi anche dalla regione toscana. e prendono tanti soldi formano la gente parlo di milioni di euro ad esempio il settore della moda però è attraversato da una crisi
non è pensabile da una parte c'è la leva della formazione professionale utilizzando gli ITS dove ci sono dentro anche le imprese nella gestione degli ITS e poi di là si dice che c'è gli esuberi dentro il mondo della moda capite che è arrivato anche il momento che gli imprenditori nostrali iniziano anche a far vedere quanto sono attaccati a questa regione siamo sempre lì a piangere io vorrei
io perché Valerio Fabiani è una persona che ha una capacità, non lo dico per piageria, ma l 'ufficio di Valerio Fabiani è un ufficio che noi sindacalisti frequentiamo abitualmente, ha ragione su questo, ci vediamo molto di più. con gli uffici della regione toscana che gestiscono le crisi che con gli amici per andare a prendere un aperitivo la sera ma c'è un punto mi piacerebbe ecco vederlo cioè fare più incontri
di programmazione industriale economia o la regione e non incontri che poi devo gestire le crisi se c'è una crisi la devo dire c'è una pubblicità prevenire è un meglio elettorale proviamo a prevenire volevo sentire anche Berotini di nuovo Fabiani in 30 secondi è pensabile appunto ragionare ad un piano simile al piano per il paese il piano urbanistico, il piano per l 'ambiente che abbia a che fare con la reindustrializzazione della Toscana?
Guardi, io esprimo un'opinione diciamo perché come è stato precisato un 'altra funzione per conto della regione. Io penso che dovremmo assumere la necessità di una reindustrializzazione della regione come tema fondamentale da applicare a tutte che sono le vostre competenze. Questo significa anche sfidare la società, i media, perché sappiamo bene che decide
Di stare nettamente dalla parte dell 'industria, naturalmente un 'industria che sia sostenibile socialmente, ambientalmente, significa anche compiere scelte che non sono scontate. incontrare anche contrarietà da parte della popolazione, ma assumerlo come atto fondamentale e piegare gli strumenti oltre che le competenze di un ente che è pure un ente. la regione a questo fine vale per l'urbanistica
ad esempio che è un esempio che veniva fatto perché diciamo se anche abbiamo pochi strumenti Per governare processi economici, per governare quelli finanziari, quello che possiamo fare ed è anche quello che nel nostro piccolo facciamo nell 'attività. di gestione di crisi, di prevenzione delle crisi, creare diciamo il contesto più favorevole possibile per trarre degli investimenti
non è un caso non è un caso che molte delle storie di cui ci stiamo occupando, reclamano sempre, a ragione Talosi, anche loro, anche quelle vicende, reclamano un'attività di programmazione. occuparci di alcuni licenziamenti e finiamo per costruire una linea di trasporto pubblico locale per consentire a dei lavoratori di andare agevolmente al nuovo posto di lavoro.
che è stato trovato Fabiano è che siamo in chiusura volevo sentire una valutazione di quello che ci siamo detti anche da Maurizio Mottini anche perché Maurizio come diceva sempre che è in segaleggio su questa esattività nel lungo periodo siamo tutti morti diciamo così il problema è che qui il lungo periodo si scorcia in maniera brutale ho due dati sugli investimenti in Toscana rispetto a quelli nazionali Nel 2021 sostanzialmente la crescita rispetto al 2020, siamo dopo la pandemia, sostanzialmente era equivalente a quella nazionale.
Nel 2022 è finito il rimbalzo del... atto morto, la Toscana i 4 ,7 investimenti, la media nazionale il 7 ,4. Nel 2023 la Toscana l '8 ,2, la media nazionale italiana il 10 ,1. Nel 2024 0 ,5. 5 la Toscana di crescita, 0 ,5 l 'Italia. Nel 2025 0 ,7 la Toscana, 2 ,4 l 'Italia. Cioè in Toscana il volume di investimenti è stato nettamente minore a quelli nazionali.
E riprendo, se diceva Daniele Calosi, bisogna chiamare la responsabilità anche il sistema delle imprese. Noi faremo lunedì 18 un 'iniziativa su profitti e salari nell 'industria. in tutte le industrie toscane, posso dire che è confermato il dato nelle industrie metalmeccane e la fiamma regionale aveva già dato. Nella crisi i bilanci delle imprese hanno fatto un sacco di profitti. Perché questi non sono andati né in investimenti, né in creazione di occupazione, né in aumenti significativi della massa salariale dei settori industriali.
Maurizio Brotini, grazie davvero per essere stato con noi. Grazie a Valerio Fabiano, buona giornata e grazie a voi per averci lasciato mettere insieme alcune riflessioni sul tema. Buona giornata a voi. Grazie a voi. Grazie a voi. La newsline prosegue, tra poco torna Chiara Brilli, tra poco si parla di body shaming, dati e ricerca su un fenomeno quotidiano. Controradio, Controradio, Controradio.
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