Dario Nardella, vini e politica

10 marzo 2025 · 20 min

Dario Nardella, coordinatore dei socialisti europei nella Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo, discute con Tommaso Ciuffoletti le sfide del vino italiano tra dazi americani, calo dei consumi e cambiamento climatico. Dall'azienda agricola Marchionni a Vigliano, un viaggio tra territorio, qualità e politiche europee per il rilancio del settore agricolo e delle aree rurali.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione da Controradio
  2. 00:28Presentazione ospiti: Nardella e Ciuffoletti
  3. 01:19L'azienda Marchionni a Vigliano
  4. 02:10La discussione sul Merlot
  5. 04:22Le radici vitivinicole di Nardella
  6. 05:20Scenario del vino: crisi e sfide
  7. 08:22Innovazione e tradizione nel vino
  8. 10:20La risposta dell'Europa al settore
  9. 14:00Crisi politica internazionale e dazi
  10. 16:00Difesa europea e agricoltura
  11. 18:00Il ruolo delle aree rurali
  12. 19:00Conclusioni con Paolo Marchionni
Trascrizione 35 passaggi

Stai ascoltando Controradio, FM, DAB, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi, questa. E' Controradio. frequenze di Controradio che sui nostri canali cross mediali. Vino e politica, quanto il territorio esprime e quanto l'Europa risponde. Questa è una sintesi del viaggio che faremo. Introduco subito Dario Nardella, ex sindaco di Firenze.

coordinatore dei socialisti europei nella Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo. Ben trovato. Grazie, buongiorno, ben trovati voi. E Tommaso Ciuffoletti, oltre ad essere responsabile marketing e comunicazione, docente e opinionista su Controradio in Butte... Siamo là in politica e nel tempo e nel paese che non esiste e questo è un riferimento che gli intenditori sapranno cogliere, è produttore non solitario di vini della Cantina del Rospodi, San Giovanni delle Conte, lo salutiamo, ben trovato Tommaso. Chiara, grazie mille. Raccontiamo innanzitutto dove siamo Tommaso, perché tu conosci bene questo posto, ci hai portato qui e poi da qui partirà appunto un viaggio che vogliamo fare con Nardella.

Sì, è un posto meraviglioso, siamo a Vigliano, nelle colline sopra Scandicci. È la tenuta dove fa vino e olio un carissimo amico che è Paolo Marchionni insieme a suo fratello Lorenzo. È una storia familiare che a un certo punto ha deciso di trasferirsi in campagna proprio per proseguire. Un 'abitudine che era quella di famiglia dell 'avere un luogo riparato rispetto invece al trambusto della città e che poi soprattutto grazie al lavoro di Paolo è diventata un 'azienda, un nome nel mondo del vino che è...

conosciuto soprattutto per la grande qualità dei suoi vini, dove c 'è tanta sostanza e poca fuffa. E questa sarà un po' la chiave di lettura anche di questa trasmissione che parte dal vino perché Galeotto fu... Merlot. Raccontiamo questa singolar tensione che c'è stata tra Ciuffoletti e Nardella. Esatto, è nata una simpatica discussione tra me e Tommaso a proposito del Merlot. Merlot che è forse l'uvo. diciamo il vitigno francese più internazionale e tra l 'altro non tutti sanno che il nome nasce

proprio dal merlo che il merlo è ghiotto di questi acini molto scuri tipici del merlo insomma Io vado a visitare un 'azienda agricola, vitivinicola, e mi metto a fare la vendemmia con la mia famiglia, anche con gli operai del posto. racconto di questo merlot molto buono a quel punto tommaso mi riprende dicendo ma come tu sei stato sindaco di firenze toscano invece di parlarci di un bel vitigno toscano ci viene a parlare del merlot

È nata una discussione perché ormai il Merlot è toscanizzato, se pensiamo al Masseto che forse è il più buon Merlot in purezza che si faccia in Italia. E qui c'è da discuterci, ci si potrebbe stare delle ore. Non so se Chiara... Tanto Chiara lo sai che Dario viene da una famiglia di buona parte vesicoltori. No, questo giornalisticamente mi mancava. Da parte di mio padre, hanno un'azienda agricola in Puglia, nel Gargano. Infatti hanno dei vini che sono un po' tipici dei vitigni, il Nero di Troia, il Bombino, il Monte Vulciano d 'Abruzzo, vicino San Severo, che un tempo era

una grande, diciamo, fucina. per il vino da taglio, e ora invece, come tutta la Puglia, sta facendo grandi passi in avanti. Tommaso, quindi noi proponemmo a questo punto di parlarne in una trasmissione, anzi... Fu molto disponibile Dario Nardella per trovarsi in un contesto che ci desse lo spunto, dunque siamo qui a Vignano ma siamo anche a San Giovanni delle Conte perché anche la tua è una storia molto particolare. La storia mia è ovviamente non paragonabile, insomma anche per noi prendiamo molto spunto da

Paolo Marchionni, per noi è il nostro benchmark di riferimento in termini di qualità, però siamo in una situazione completamente diversa, siamo in un paesino di 140 abitanti dove il vino... per noi è lo strumento per far conoscere quel luogo. Avendoci lavorato tanto a lungo nel mondo del vino, una cosa per certo ho imparato, che è un grandissimo biglietto da visita per un luogo. Siamo in Toscana, dove già il brand toscano... Quando parli di vino è riconosciuto nel mondo, con poi no, Chianti Classico, Montalcino. Ognuno di questi posti ha, nella chiave del proprio successo, avuto il vino.

E io ho pensato che fosse un buon momento quello per... Cercare di dare un futuro a questo paese, proprio mettermi a fare vino in maniera un po' rocambolesca, in maniera inizialmente quasi clandestina, ma che poi effettivamente ha avuto successo e oggi sono molto contento del fatto che questo vino viaggi per tutta Italia. Viaggio anche all 'estero. Anche io devo dire. Non commento però c 'è uno scenario nell 'insieme locale e globale che pone tutta una serie di interrogativi. Tra qualità e sostenibilità veniamo dall 'incognita Dazzi, siamo nel pieno di tutto questo,

il calo dei prezzi, la flessione sui consumi dovuta anche all 'inesprimento delle normative, che scenario c 'è per i produttori e per i consumatori. Scenario molto complesso, sfidante, visto che si parla di vino e politica, non so se sia più in crisi la politica o il vino, ecco diciamo. Bella domanda, bella sfida. Ci dobbiamo tirare su e cercare sempre i lati positivi, ma con la consapevolezza della... situazione che viviamo. Allora intanto c 'è un problema strutturale del consumo di vino, vino rosso in particolare, che sta calando un po' in tutto il mondo, anche tra i giovani, quando invece il vino è un...

Un racconto, una storia, una magia e forse dobbiamo tornare a raccontarlo con la passione con cui lo facevano i nostri nonni, i nostri genitori. Dall'altro lato ci sono problemi più congiunturali legati. al nuovo presidente Trump che ha deciso di lanciare la crociata contro tutto il mondo. Ora se l 'è preso con il Canada e il Messico, con Dazi al 20 -25%, ma comincerà anche con l 'Europa. E' verosimilmente come è già successo in passato, i dazi americani colpiranno i prodotti made in Italy

anche perché l 'Italia è tra i leader dell 'esportazione mondiale di tanti prodotti tra cui appunto il vino. Si calcola un danno che può arrivare anche su un miliardo di euro, non solo vino ma anche i spirits, e un danno che in una situazione già complessa, difficile, potrebbe davvero... portare a chiudere tante aziende, quindi dobbiamo trovare una soluzione che non può essere soltanto rispondere con altri dazi ai prodotti americani, che la guerra dei dazi danneggia tutti, anche chi parte per primo.

americani. Dobbiamo aprire a mercati nuovi. Io trovo interessante quello che si sta facendo sul Mercosur, l 'accordo tra Unione Europea e paesi sudamericani che stanno crescendo nei consumi e anche perché no. L 'Asia, l 'India, insomma, è vero che ci sono alcuni paesi che sono tradizionalmente consumatori di vino e alcolici, altri no, ma insomma c 'è da fare molto. Il mondo del vino, secondo me, Tommaso deve, come dire, innovare. e cambiare radicalmente, ci siamo sempre illusi che il vino ci sarà sempre, come vestirsi,

berremo sempre vino, questo psicologicamente non ti porta ad avere un atteggiamento anche di innovazione. rispetto allo status quo e dobbiamo cambiare mentalità perché niente è scontato, neanche bere il vino. Da questo mi fa chiedere a Tommaso quanto l 'innovazione può essere coniugata al recupero di una storia. Il vino aiuta e facilita rispetto alla riscoperta e valorizzazione e anche rinascita di un territorio. Allora, questa è una bella domanda, una bella sfida. Tieni presente che noi viviamo in un momento in cui il vino viene spesso...

e sempre più associato a questioni di carattere sanitario, cosa che prima non era. Anche nei tempi addietro in cui il vino veniva bandito, abbiamo avuto esperienze di periodi del proibizionismo in paesi come gli Stati Uniti, paesi del nord Europa, ma era sempre legato al riflesso sociale che il consumo di vino comportava, perché sappiamo anche che altera in certo modo il comportamento. Oggi invece il livello si è spostato sul proprio livello sanitario e tenete presente che questa cosa è un cazzo. di scenario incredibile per la grandissima parte della storia dell'umanità bere vino bere bevande alcoliche era più sicuro che bere l 'acqua bere l 'acqua è più sicuro la battuta

del ministro no no no no no no anzi io l'ho anche Storicamente perché teniamo presente che in questa parte di mondo in cui ci troviamo ora, da 80 anni a questa parte, bere l 'acqua che te apri il rubinetto e bevi è sicuro ma ribadisco, da 80 anni in questa parte di mondo. molto piccola. Nella grandissima parte restante del mondo ancora viso la regola per cui l 'alcolico è più sicuro perché è meno al rischio di essere popolato di batteri i più disparati. Stabilito questo è una sfida completamente...

di fronte alla quale è difficile appunto da un lato opporre argomenti puerili come negare l 'evidenza che il vino ha degli impatti sulla salute dall 'altro tuttavia va rafforzato il punto che Non è tanto il bere alcol per un consumo di tipo veramente donistico che appunto poi non trova riscontro in una vicenda salutare, però è una vicenda culturale che quella sì secondo me. può tranquillamente continuare ad affondare le proprie radici in un percorso storico che ha camminato a fianco con l'essere umano per migliaia di anni

e dall'altro accettare potenzialmente anche delle innovazioni, delle riduzioni presi. per esempio nei tenori alcolici, che poi in realtà non serve chissà quale tecnologia, anche se viviamo in un periodo in cui invece il riscaldamento globale tende a innalzare. Cioè ci sono mille complessità. L'Europa deve tenere conto di tutto questo. Come risponde? Beh, allora, intanto la Commissione Europea ha lanciato già nello scorso mandato un gruppo di lavoro di alto livello con tutti i grandi stakeholders del vino, associazioni... i produttori e i risultati di questo gruppo

di lavoro sono già arrivati, ci consegnano un quadro non semplice, parlavamo prima di riduzione dei consumi, soprattutto Vino rosso, alta gradazione, parlavamo del fatto che tra i giovani il vino non è più così popolare come invece gli spirits e i drinks che tra l 'altro hanno proprietà, diciamo, nutrizionali. tradizionali che sono anche più inferiori rispetto al vino. Anche perché c 'è una questione di educazione al gusto e invece c 'è una logica di prestazione, velocità nel consumo. Di appiattimento,

omologazione del gusto, no? Voglio dire... Anche i spirits più noti, più famosi, hanno queste ricette, sono sempre quelle standard da quando esistono. Si è parlato molto del tema dei vigneti, del rinnovamento anche dei vigneti. In Francia c'è una situazione difficilissima. In grande crisi il governo francese ha deciso di dare 4 .000 euro a ettaro per espiantare vitigni e ripiantarne di nuovi. Si parla molto del problema della promozione, sono calati molto i fondi, gli strumenti

di promozione del vino nel mercato internazionale e infine, come diceva anche Tommaso, c'è il tema dell'etichettatura salutistica. Il Sare Europeo Hansen, così diamo anche una notizia, ha annunciato che per i primi di aprile presenterà un pacchetto di misure per il mondo del vino. che riguarderanno sostegno ai produttori ma anche iniziative sul fronte dei consumi, le filiere, il mercato internazionale e non escludo che proprio Alvin Italy, lunedì 7 aprile, quando è

annunciata. la sua presenza possa presentare questo pacchetto se non qualche giorno prima. Quindi c 'è da lavorare molto su diversi fronti perché il vino è un mondo estremamente complesso, come sappiamo, riguarda piccoli produttori. ma anche grandi aziende, riguarda anche, non dimentichiamolo, il tema delle aree rurali, dell 'abbandono delle aree interne, dell 'innovazione, perché c 'è anche una... La questione di innovazione tecnologica, l 'uso dei droni, il tema dell 'acqua, si sta parlando molto a Bruxelles del problema della risorsa idrica,

l'inalzamento delle temperature, ovviamente risente molto. Fino a qualche anno fa piantare un vigneto a 800 -900 metri, ora lo si fa, nel Mugello si fa il Pino Nero, fino a 10 -15 anni fa era impensabile. Quindi c'è anche il tema della relazione col cambiamento climatico. Credo che sia una delle sfide più grandi nell 'ambito agricolo che sia la Commissione che il Parlamento europeo si trovano di fronte. Vedremo la proposta del Commissario europeo dell'Agricoltura.

E poi su quello, perché no, potremo fare anche un 'ulteriore discussione. Il nostro viaggio con Dario Nardella su Contro Radio e Contro Radio TV, ma anche con Tommaso Ciuffoletti. Tommaso, ci rimettiamo le vesti di conduttori di Buttiamola in politica. Non possiamo sfruttare in conclusione l 'occasione, vino e politica l 'abbiamo intitolato, giustamente Nardella l 'assist ce l 'ha dato, la crisi del vino ne abbiamo parlato e anche delle soluzioni, adesso parliamo un attimo della crisi politica e delle possibilità. soluzioni degli scenari. Dici quella internazionale che questa vicenda dei

tazzi è dolorosa, è doloroso dover ammettere che buona parte della destrutturazione di quello che era l'organismo, che era l'organizzazione mondiale. L 'idea del commercio, il WTO, World Trade Organization, ha avuto il suo periodo di massima crisi sotto la presidenza USA di Obama. Tante volte appunto a me dispiace far presente agli amici che hanno a cuore l 'esperienza di Obama, ma l 'esperienza di Obama... Su quel fronte è stata disastrosa perché nel togliere legittimità di un organismo eppure cercava con tutte le difficoltà del caso governare un mondo fatto di stati sovrani

e molto difficile per gli organismi sovranazionali, ma cercava di dare un set di... regole minime condivise da tutti in tema di commercio e prevedeva delle sanzioni a chi contravveniva, perché poi il punto è sempre che se io faccio la legge devo anche prevedere una sanzione che la faccia rispettare. Ecco, purtroppo Obama lì che aveva da badare a degli interessi anche... e proprie elettorali di ricevere voti dagli stati agricoli, che pure gli hanno permesso quindi di governare, ha contribuito allo smantellamento di un organismo che oggi è impotente di fronte alle iniziative di Trump, perché poi la questione è proprio quella. Se io mi alzo la mattina e decido di dichiarare una guerra commerciale, un tempo c 'era chi

con voce autorità mi diceva se tu lo fai incorrerà in sanzioni da parte di tutti gli altri, se viene meno il consenso di tutti gli altri io mi alzo. scatreno la mia guerra e l 'unica conseguenza che pagherò, perché la pagherà, sarà quella indotta dal mercato. Possiamo traslare tutto questo anche oltre l 'ambito commerciale, perché ci vuole un 'Europa unita di sostanza, che dia un messaggio di... autorevolezza. Non c 'è alcun dubbio, proprio in queste settimane stiamo discutendo sulla strada che deve imboccare l 'Europa. Il tema di uno scudo nucleare garantito dai francesi è un 'opzione

importante così come il piano. presentato da Ursula von der Leyen, che ha un nome, devo dire, mi spaventa, mi piace, Rearm Europe, mi piace più parlare di protezione, di difesa, Defend Europe, ma ti pone... di fronte al tema di come rafforzare la difesa europea. Io credo che si debba investire su un esercito comune europeo, su una difesa europea, che è cosa differente dall 'idea di lasciare i governi nazionali liberi di investire invece sugli esteri. Eserciti nazionali, perché noi abbiamo un problema serio di coordinamento tra diverse piattaforme

logistiche militari. Noi dobbiamo costruire una vera difesa comune europea, quindi dobbiamo cambiare i modelli di produzione. inaugurare una nuova fase di produzione industriale perché gli europei comprano gran parte delle armi all 'estero e però non possiamo neanche sottrarre risorse l 'agricoltura o la coesione per finanziare la difesa. Attenzione, è sempre un tema delicato. Io credo che i cittadini abbiano a cuore il tema della difesa e della loro sicurezza in Europa,

ma dall'altro lato non dobbiamo perdere di... di vista le risorse che servono per la sanità, per la competitività delle nostre aziende e ovviamente in campo agricolo le risorse che servono a rilanciare il mondo dell'agricoltura. Quest'anno a Bruxelles Discuteremo le nuove linee guida della PAC, la politica agricola comune, che assorbe la parte più rilevante del bilancio europeo, un terzo. Tommaso Ciuffoletti, davvero in conclusione. Abbiamo parlato di vino, abbiamo parlato... di agricoltura, ma come sottolineava adesso Nardella, in realtà sono tematiche che

coinvolgono tutte le prospettive sociali. Sì, io lo vedo ancora di più proprio in relazione rispetto a quel mondo periferico. Rispetto ai centri urbani che invece è stata tanta parte dell 'ossatura sociale, culturale di questo paese. Oggi la gran parte degli italiani vivono in città, ma fino a 80 anni fa la grandissima parte viveva in quelli che... Oggi sono paesi che si vanno spopolando e vanno morendo e non è solo un fatto demografico, un fatto sociale, un fatto culturale. Ecco, l'agricoltura ha questa grande forza di poter ridare una chance a quei posti, ma quella chance passa attraverso l'impegno che deve partire.

...dall 'Europa perché di fatto è la prima e principale voce che prende parola su questo campo e quindi a me, dall'ipotesi di potersi rivedere con Dario per dare un nuovo corso a questa voce mi farebbe molto piacere. E quindi rilanciate insomma, rilanciate. Contro Radio risponderà, nel frattempo noi non possiamo non ringraziare l 'azienda agricola di Paolo Lorenzo Marchioni a Vigliano che ci ha ospitato, ringrazio i miei ospiti Dario Nardella e Tommaso Ciuffoletti e dunque a presto. Paolo Marchionni, gioco facile fare una trasmissione in un contesto così, meraviglioso,

bucolico, però si sa che la terra vuole l'uomo morto. Questo è frutto di tanta fatica ma anche di tanta ostinazione e passione. Ma sì, forse è proprio la bellezza del posto e il fatto di lavorare in contesti del genere che talvolta ti danno la spinta a insistere e a mantenere comunque con determinazione. questi luoghi dal punto di vista anche paesaggistico. Il nostro compito di agricoltori prevalentemente è quello di conservare e cercare di fare in modo che certi spazi, certe culture siano ancora conservate. Chiaro che poi a ciascuno aspetta anche il compito a volte di diversificare, di fare

anche altri tipi di prodotti che non siano solo e per forza il vino, per esempio noi investiamo molto sull 'olivicoltura, è un tema che ci sta a cuore. sono piante bellissime che rappresentano il nostro territorio, il nostro paesaggio e poi per passione, ma forse diventerà qualcosa di più, abbiamo le api e poi abbiamo ovviamente anche le pecore d 'ustanne che adesso... Sono a Pascolare e a Noliveta per tenere le ocche, le galline. Quindi il compito di noi piccoli agricoltori, ma perché no, speriamo anche dei grandi, è quello di avere anche questo compito e questa missione.

che va oltre il prodotto.