Educare all'uguaglianza di genere: il corso pionieristico della Fondazione Cecchettin con l'Università di Firenze

27 febbraio 2026 · 27 min

La professoressa Irene Biemmi presenta il corso di formazione per insegnanti di scuola dell'infanzia e primaria sull'educazione all'uguaglianza di genere, promosso dalla Fondazione Giulia Cecchettin. Gino Cecchettin spiega come l'educazione affettiva e la prevenzione della violenza partano dalla decostruzione degli stereotipi fin dall'infanzia. Un progetto pilota che coinvolge Toscana, Veneto e Puglia per formare docenti capaci di riconoscere e smantellare i retaggi culturali patriarcali.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione alla puntata
  2. 00:42Presentazione del tema: educazione e prevenzione
  3. 01:10Intervento di Alessia Dulbecco sugli stereotipi di genere
  4. 03:44Intervista alla prof.ssa Irene Biemmi sul progetto formativo
  5. 08:21Collegamento con Gino Cecchettin
  6. 14:21Informazioni pratiche sul corso e iscrizioni
  7. 18:21Segregazione formativa e scelte scolastiche
  8. 22:21Dettagli organizzativi e convegno inaugurale
  9. 24:44Pillola conclusiva dell'avvocata Rina Cappone
Trascrizione 47 passaggi

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sui nostri canali cross mediali, nuova puntata eh di un venticinque novembre al mese. Buongiorno anche a Giorgio Bernardini. Buongiorno, buongiorno a tutti. Ben trovato. Giorgio, oggi ci occupiamo di educazione, di prevenzione, lo faremo con eh vari ospiti, abbiamo anticipato che avremo Gino Cecchettin tra poco, ma salutiamo, qui con noi ci ha raggiunto la professoressa Rene Biemie, ben trovata. Grazie, buongiorno. Professoressa, poi daremo la parola anche a lei, ma come da tradizione la nostra Alessia Dulbecco, pedagogista e scrittrice, ci introduce al

tema di oggi. attivo e sociale, si imbatte con facilità in una frase, che torna ostinatamente anche nei contesti che sembrano più attenti. Qui non ci sono stereotipi, trattiamo bambini e bambine, ragazzi e ragazzi nello stesso modo. È un'affermazione sicuramente molto rassicurante. E' proprio per questo pericolosa, perché confonde l 'uguaglianza con la neutralità e la neutralità con l 'assenza di potere. Questa cecità è il primo muro di gomma contro cui si infrange l 'educazione affettiva, che in Italia continua a essere accolta con diffidenza istituzionale. e ridotta, quando va bene, a iniziative episodiche.

Eppure il punto è semplice, non si contrasta la violenza di genere occupandosi soltanto dell 'atto finale, quando la violenza è già esplosa. Nelle relazioni affettive, d'altronde, la violenza non è mai un fulmine a ciel sera. Al contrario, cresce e si sviluppa dentro un terreno che è fatto di stereotipi, linguaggi, aspettative e gerarchie che impariamo presto e che normalizziamo proprio perché alla fine sembrano piccole cose. Dire che basta trattare tutti da uguali significa... ignorare che il dato di genere determina il posto che ciascuno occupa nello spazio sociale e lo sguardo con cui impara a vedersi e a farsi vedere. Sbantellare gli stereotipi pertanto è difficile perché ci obbliga a lavorare contro bias e scorciatoie

cognitive. che agiscono sotto la soglia nell'automatismo di una battuta di un consiglio, di un si è sempre fatto così che sostiene che l'educazione affettiva e la prevenzione della violenza non abbiano legami oggi deve fare i conti con una letteratura che è sempre Le revisioni sistematiche indicano che interventi scolastici ben progettati, centrati sulle competenze relazionali, le norme trapari, il riconoscimento dei segnali di controllo e la gestione dei conflitti, possono ridurre... tempo sia la violenza subita sia quella agita tra persone

più giovani soprattutto quando non si parla di iniziative occasionali ma di percorsi continuativi. È da qui oggi che vogliamo partire dal lavoro educativo che precede la soglia emergenza, anche dal coraggio di mettersi in discussione e dall'idea che l'educazione all'affettività sia una forma di prevenzione. In questa puntata di un 25 novembre al mese siamo iete e lieti di avere ospiti Irene Viemmi e Gino Cecchettin. 8 e 44 minuti, un 25 novembre al mese, grazie alla nostra Alessia Dulbecco, Giorgio, sono i fondamentali questi, spesso lo ribadiamo nei nostri trasmissioni, ma in generale

quando parliamo di una corretta narrazione. costruzione degli stereotipi di genere. Sì, sono le basi e ovviamente è di questo che ci occupiamo sempre quando parliamo di cultura. La cultura passa per l'educazione e spesso mi chiedo anche Chiara se anche insomma le educazione nella sua accezione latina, educo, tirar fuori, sia calzante in questo caso. Perché poi in realtà dentro molte delle culture patriarcali anche che ci sono... che sono diffuse

si verifica poi l'effetto opposto cioè tirar fuori qualcosa che non c'è è molto complicato quindi è una pedagogia è un'educazione che si deve vestire di qualcosa di ancora più difficile secondo me Vedevo che annoiva la professoressa Irene Biemmi, professoressa associata di pedagogia generale e sociale presso il dipartimento Forlipsi, proprio per questo Biemmi è fondamentale un 'offerta che si va a introdurre quasi in maniera... pionieristica nel panorama nazionale speriamo insomma si diffonda quale appunto il

progetto formativo educare all'uguaglianza di genere fin dall'infanzia. Sì abbiamo deciso di investire innanzitutto non direttamente Nel fare attività, laboratori con i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, ma di andare ancora più a monte, cioè a formare le maestre di scuola di infanzia e di scuola primaria che si occuperanno. hanno di questi bambini e di queste bambine nel corso degli anni, quindi investire sulla formazione degli insegnanti in realtà ha un qualcosa di ancora più radicale perché

significa cambiare la forma mente. o come direbbe Moren creare delle teste ben fatte nelle maestre affinché queste poi arrivate in classe non tendano a reiterare quei maledetti stereotipi di cui loro stesse si fanno portazione. Io credo che quando si parla dell 'esigenza di creare la scuola come laboratorio di parità si dia in qualche modo per scontato che gli insegnanti e le insegnanti siano di per sé pronti, competenti, possibili. portati a fare questo lavoro decostruttivo, no? Sugli stereotipi. Gli insegnanti sono

cittadini e cittadine comuni, che come tutti noi, me compresa ovviamente, ha assorbito fin dall'infanzia tutta una serie di retaggi, no? Sessisti. si dice o patriarcali che dir si voglia in famiglia, in ambito educativo nei mass media, non c'è ragione di pensare che di per sé un insegnante sia pronto al tema delle pari opportunità e competente va formato per questo Poiché attualmente non esiste una formazione iniziale delle maestre, questo è un grosso problema, cioè la laurea che forma le maestre che scienze della formazione primaria non prevede un corso ad oggi di pedagogia.

di genere bisogna come dire mettere toppe, buone toppe, negli insegnanti già in servizio e una cosa che ci ha colpito nelle iscrizioni che stiamo prendendo a questo corso è che la maggior parte delle richieste ci stanno arrivando. dalle insegnanti che lavorano ormai da più di vent 'anni, quindi non le giovanissime, le quarantenni, le cinquantenni che a metà della loro carriera hanno comunque voglia di spendersi, di durare fatica perché fa riformazione per sé. è confortante perché ci dice da un lato che risponde a un bisogno

e anche a un'acquisizione di consapevolezza professionale e umana assolutamente, infatti la mia curiosità era proprio questa e mi rifaccio proprio al discorso iniziale perché cambiare persone è molto più difficile che voglio dire formarle da zero quindi è questo il vero punto ecco mi chiedo se nonostante la volontà di queste persone come abbiamo sentito anche insomma che hanno più di 20 anni di insegnamento si riesce però veramente dopo questo corso ad avere dei risultati secondo voi? Cioè si misura questo? Allora, noi lo misureremo in qualche modo perché dentro

questo corso di formazione è inserito anche un progetto di ricerca, un'indagine cioè le maestre faranno il corso saranno anche campione di uno studio per vedere che tipo di variazione c 'è stata tra le loro consapevolezze iniziali chiamiamoli così sul tema e quelle che avranno alla fine del percorso il ragionamento che tu facevi per però è giustissimo sradicare stereotipi, immaginari così rigidi che si sono già incamerati ovviamente in persone di 30, 40, 50 anni, è molto difficile che cominciare da zero.

Il progetto ha come fine ultimo formare bimbi e bimbe già da 3, 4, 5 anni per evitare che quegli stessi stereotipi non abbiano ragione di sedimentare, quindi agire ancora più alla base del problema. Entriamo un po' nella profondità anche dell 'articolazione dell 'offerta formativa, come si articolerà questo percorso? Allora innanzitutto i docenti del corso saranno tutti i componenti, tutti e tutte le componenti del Comitato Scientifico della Fondazione Cecchettin. Questi docenti coprono tre aree tematiche, l 'ambito pedagogico, sociologico e

psicologico. Quindi sarà una formazione interdisciplinare che si basa su queste tre discipline. Si struttura in quattro moduli di cui il primo, uno dice forse non ci sarebbe bisogno di chiarire, ma invece il primo modulo è dedicato alle parole, a costruire un vocabolario specialistico e attento sul tema. pone al centro una prima parola che sappiamo essere poi stata fraintesa, boicottata, che è il concetto di genere, no? Gender nella lingua inglese. Quindi si parte col disambiguare

questo fatto che in Italia... sempre dei mal di pancia, no? Che cos 'è questo gender, questo genere? Genere è semplicemente l 'equivalente sociale del sesso biologico, cioè noi nasciamo maschi e femmine e questo è il nostro sesso biologico. I ruoli, le caratteristiche, l 'abbigliamento, il modo di parlare, i ruoli politici, sociali che abbiamo nella società non dipendono da quel cromosoma XX o XY, ma dipendono da tutta una situazione. alimentazione educativa,

culturale che porta maschi e femmine ad assolvere ruoli e competenze diverse a livello della società. Il genere non è altro che questo. Ci dice che la differenza uomo-donna non ha niente di naturale come in Spesso si sente dire che non ci sono attitudini innate che differenziano i bambini dalle bambine, i maschi dalle femmine, ma c 'è un preciso disegno politico, anche sociale, che fa sì che maschi e femmine non... Una volta tutti devono rivestire i ruoli che la società da sempre ha previsto per loro. I maschi economicamente mantengono la famiglia, hanno il potere sociale e economico,

le donne si dedicano genericamente alla cura del mondo. Capite quanto tutti vorremmo, perlomeno io e Giorgio sicuramente vorremmo far parte degli iscritti e poi ci torneremo ma alle 8 .51 minuti siamo riusciti a attivare il collegamento con Gino Cecchettin ringraziamo e salutiamo, ben trovato, buongiorno. Buongiorno, buongiorno a tutti gli ascoltatori. C'è Chettine, siamo già entrati un po' nel vivo di come si articolerà e a chi è indirizzato il corso, ma vogliamo ricordare le motivazioni

l 'impegno, il percorso che ha portato la Fondazione Giulia Cecchettin a sostenere questa offerta formativa? Sì, perché quando abbiamo creato la Fondazione il primo motivo di... di lavoro che abbiamo pensato era proprio quello della formazione. Pensando anche alla mia vicenda personale ho pensato che Filippo in quel momento lì non aveva gli strumenti per poter gestire la frustrazione. che ha avuto e ha dato sfogo poi a delle azioni terribili

e quindi noi siamo fermamente convinti che dare agli studenti e un po' anche a tutta la comunità gli strumenti giusti per poter le emozioni, possa in qualche modo anche permettergli di gestire anche i momenti più bui della nostra vita. Cecchettino, non so se è d'accordo, ma lei diceva appunto, Filippo non aveva gli strumenti, ma soprattutto Tutto anche se gli educatori, il contesto anche scolastico intorno non è riuscito a riconoscere poi quei segnali per poter in qualche modo prendere in carico quelli che erano degli elementi che avrebbero...

potuto sostenere un percorso di consapevolezza? Molto probabilmente sì, riconoscere i segnali è fondamentale per qualsiasi tipo di questione, però anche lì serve cultura, serve la conoscenza, quindi cosa non meglio di un corso che ci permetta di conoscere tutte le… le emozioni, le condizioni che l'essere umano si trova a vivere

nel quotidiano e gestirle nel modo migliore dal nostro punto di vista è la cosa fondamentale Cecchettini, io ho una curiosità volevo chiederle se nella sua esperienza personale pregressa, quindi molto prima di questa tragedia lei come concepiva proprio come uomo tutto questo diciamo anche Insomma, questo contesto culturale, se si è mai sentito una persona guardandosi indietro che ha avuto lei stessa delle tossicità rispetto a tutto questo argomento, mi interessava molto saperlo perché il suo afflato...

nell'affrontare questa vicenda insomma terribile anche nel voler cambiare le coscienze mi fa pensare che forse lei in passato non si sia accorto di alcune cose anche su se stesso e glielo chiedo con curiosità Il senno di poi, nel momento in cui ho iniziato a vivere con una donna, ho capito che io stesso ero nato in un humus culturale che vedeva l'uomo come qualcosa che deve... dominare deve in qualche modo sempre aver ragione e molto spesso nelle discussioni familiari

il fatto di avere ragione mi ha purtroppo fatto rimpiangere momenti di vita persi perché siamo legati a questo concetto di maschio che in qualche modo deve dominare, deve sopraffare. La convivenza con una donna mi ha fatto capire che invece si può vivere molto meglio. guardando nell 'altro come un complementare, come un uguale che magari ha altre espressioni e che ci può dare di più e ci fa vivere meglio. Questo sì, però a me è servita una grande donna.

cambiare il mio punto di vista e poi ovviamente le figlie femmine che mi hanno addirittura illuminato anche su altri percorsi di una vita più di relazione che di prevalitazione. Un 'ultima davvero considerazione, poi la lasciamo questo corso che si apre, che porterà anche un patrimonio di ricerca, monitoraggio, conoscenza, davvero quando la Fondazione Cecchettino continuerà a confrontarsi con i giovani e le giovani e i docenti. avrà uno strumento in più da poter mettere a disposizione. Questo è un percorso importante socialmente, è una responsabilità grande ma è anche un moto

di speranza rispetto a un cambiamento culturale. Noi siamo fermamente convinti, poi abbiamo un comitato scientifico che studia la materia da tantissimo tempo e siamo fermamente convinti. che la conoscenza scientifica sia la base per la risoluzione di ogni problema e quindi questo corso dovrà dare risultati ma siamo sicuri che tra degli ottimi risultati e che utilizzeremo portarlo un po' in tutte le regioni d 'Italia, questa è la nostra ambizione fino ad arrivare addirittura a

rendere qualcosa di sistematico, è il nostro desiderio. noi con le nostre forze abbiamo dato vita a questo corso per il quale stiamo aspettando veramente tanto ma la risposta anche da parte degli insegnanti mi sembra che sia molto positiva è vero, è vero, ce lo stava dicendo la professoressa BM un inizio che vogliamo assolutamente sostenere. Grazie a Gino Cecchettin per essere stato con noi. Grazie a voi. Professoressa Biemmi eh ci scrivono buongiorno vorrei sapere

se questo corso ha perso tutti i cittadini o solo i docenti e potersi scrivere capisce bene che insomma il bisogno è palpabile assolutamente ci stanno arrivando diverse email eh in segreteria insomma di questo corso da genitori che dicono innanzitutto lo consiglierò alle maestre dei miei figli, ma posso partecipare anch'io, perché credo che i genitori di figli, soprattutto piccoli, sentano proprio l'esigenza e abbiano una grande consapevolezza ormai di non sapere

Di non sapere anche cosa fare per disinnescare tutti quei movimenti che vanno avanti per inerzia. Quando nelle mie lezioni inizio col fiocco rosa e fiocco azzurro c 'è un sussulto. Come? Ho sbagliato anche. nel fiocco, non è che uno sbaglia se si seguono poi sono le leggi del mercato fondamentalmente che ci dicono fiocco rosa fiocco azzurro, abbigliamento da maschio e da femmina, giochi da maschio e da femmina, sport da maschio e da femmina Se si va per inerzia seguiamo gli stereotipi in maniera bonaria perché dico sempre nessun genitore vuole il peggio per i propri figli, vuole il meglio, però

di questo aspetto qui non si parla e quindi involontariamente... Si tendono a creare delle gabbie che poi portano a una sofferenza individuale, per esempio questa cosa che nella scuola elementare conta moltissimo, lo sport. Molto spesso lo sport non è scelto. In base alla passione del bambino o della bambina, i maschi in Italia giocano a calcio, punto, e ho sentito tanti racconti di bambini una volta diventati ragazzini, a me non è mai piaciuto, io avrei voluto fare... altro, però mi sembrava normale far

quello. È un esempio sciocco, però è una gabbia, no? È un implicito che tu da maschio devi far quello. Tra l'altro si sta creando anche una strana cosa. Io ora ho molto lo sguardo sul maschile perché credo che stereotipi di genere siano quasi più penalizzanti per i maschi che per le femmine, per esempio questa cosa di andare bene a calcio, di essere un campione nello sport, prende quasi il sopravvento per esempio sul rendimento Per un ragazzino delle elementari e delle medie in maniera incredibile, a livello sociale è molto più importante farsi vedere forte, campione, in una cosa che la società,

in un ambito sportivo, che la società ha deciso per tutti. che non andare bene a scuola. Quindi si creano anche dei disvalori perché effettivamente poi le statistiche ci dicono che le femmine ormai superano i maschi abbondantemente nei risultati scolastici, i ragazzi abbandono. hanno boccia, non amano la scuola ecco quindi io credo a proposito del maschile che anziché pensare che il maschile debba abbandonare dei privilegi e questo non piace a nessuno la metterei più sul discorso faceva Gino Cecchettin

aprirsi a nuove opportunità che magari ti fanno vivere meglio e godere meglio la vita. E arricchiscono tutti e tutte. Illuminante, bellissimo quello che dice veramente insomma mi colpisce dritto al cuore, sono d'accordissimo non è una questione anche di eliminare i privilegi tra l'altro vivo personalmente la questione che diceva con amici, parenti, vedo questi ragazzi che sono molto più impegnati a fare bene nel calcio e anche lì è interessante la dinamica fare bene è uguale campione diceva, questo è un po' insomma difficile da focalizzare, ma mi chiedevo anche, ci sono

anche scuole per maschi e scuole per femmine, visto che si parla di educazione, o sbaglio, c'è ancora questa divisione? Certamente in termini tecnici si chiama segregazione formativa, con etichetta anche molto forte. Ci dice che già nella scelta che dalle medie porta alle scuole secondarie e superiori e poi dalle superiori, all 'università, i maschi e le femmine in Italia si spaccano in due letteralmente, siamo la scuola in Europa che ha il più alto divario di genere nelle scelte scolastiche, questo

è un dato, per cui le ragazze dopo la terza mese… Si spingono diligentemente dove? Verso gli ambiti che la società ha stabilito da millenni per loro, che sono l 'educazione, infatti le scienze della formazione sono tutte ragazze, i ragazzi sono il 3 -4%, la cura, tutto l 'ambito. infermieristico i maschi vanno verso quelle discipline che con l'acronimo inglese sono le STEM che sarebbero scienze, tecnologia, ingegneria e matematica anche questo fatto qui mi viene sempre da dire alle medie durante tutto il percorso scolastico. Non credo che ormai ci siano insegnanti, almeno lo spero, che dicono

tu ragazzo vai a un tecnico, a uno scientifico perché è adatto a te. Tu ragazza vai al liceo delle scienze umane e al linguistico. Non viene detto esplicemente. complicitamente, passa sotto traccia, c 'è una sorta in pedagogia si chiama curriculum nascosto, curriculum implicito, che si sente nell 'aria, che non ha bisogno neanche di essere palesato, ci sono delle cose più adatte. maschi e ad altre più adatte le femmine tutto ciò non tiene conto di passioni desideri individuali ovviamente per cui e anche attitudini

certamente le materie in cui si è più portato non è detto che ricalchino quelle che la società ha stabilito per te evidentemente e rispetto a questo un'altra cosa interessante è che mentre ci sono molte politiche anche dispendiose borse di studio per le ragazze che si scrivono a ingegneria, alle materie scientifico, quindi c 'è una volontà forte politica di smontare le gabbie ragazze STEM, non c'è l'equivalente sul maschile, non ho mai sentito dire di una borsa di studio per fare.

il maestro. Questo è un elemento interessante che accentua la riflessione che lei faceva sul maschile rispetto al tenere meno in considerazione quelle che possono essere le fragilità che poi non gestite si trasformano e non vengono colte e non si risponde con gli strumenti adeguati ma siamo in conclusione una conclusione che in realtà è temporanea perché noi professoressa vorremmo seguire questo corso i risultati monitorati l 'esito, diamo però dei parametri di riferimento. C 'è ancora tempo per iscriversi? Sì, allora le iscrizioni vanno avanti fino all 'otto marzo, ho scelto questa data simbolica

così rimane in mente. Si svolgerà interamente online, in asincrono, salvo un grande evento iniziale alla presenza dello stesso Gino Cecchettin e di tutti i docenti del comitato scientifico che si svolgerà in via Laura, qui a Firenze, a Scienze della Università. la formazione il 21 marzo, sabato 21 marzo, la mattina c'è il convegno inaugurale. Un convegno pubblico al quale possono partecipare cittadini? Allora, stiamo capendo un po' per la capienza, se c 'è spazio sicuramente...

Le persone che si sono iscritte potranno venire da tutta Italia perché il corso coinvolge Veneto, Toscana e Puglia, quindi potranno evidentemente venire a Firenze anche le maestre venete e pugliesi se vorranno. sulla apertura al pubblico la vedo un po' difficile per motivi di capienza, molto semplice. Possiamo dire però che la Fondazione Cecchettina in qualche modo ha scelto Firenze o ha trovato in Firenze nella sua anche professionalità un'apertura. un terreno per poter avviare questa esperienza che davvero

auspichiamo venga estesa il più possibile assolutamente, questo progetto pilota ha visto le maestre toscani veramente in prima linea perché sono state le prime a iscriversi e vedo tante energie, anche per quel fatto che dicevo che non sono solo le maestre giovani, ma anche maestre che hanno una pluralità di anni di insegnamento e che non si sono ancora messe le pantofole, come dico io hanno voglia di fare. e di cambiare il mondo Giorgio, come sempre in questa trasmissione noi si conduciamo, facciamo domande ma abbiamo anche noi tanto da imparare come operatori e operatrici dell'informazione

Sì, insomma, come dire, non vorrei essere insomma, come dire, autocelevativo Veramente a quest'ora di lezione mi fa molto bene, sono sincero, anche le parole delle persone che partecipano a queste trasmissioni introducono ragionamenti che magari noi cominciamo a fare e non abbiamo. come riferimento preciso. Oppure rimaniamo in quella griglia, in quella gabbia anche non accorgendo, ce n'è anche dal punto di vista appunto narrativo e proprio questo un 25 novembre al mese vuol scardinare grazie alla professoressa Rene Biemia

grazie a voi. Puntata riascoltabile sulla nostra pagina un 25 novembre al mese su controradio.it come sempre ci lasciamo con la pillola conclusiva sul tema curata dall'avvocata del foro di Firenze scrittrice. Rina Cappone. Secondo un proverbio africano, per educare un bambino ci vuole un intero villaggio. Nel nostro villaggio globale così caotico abbiamo necessità assoluta di ripartire dai bambini e dalla loro educazione. E se vogliamo sviluppare nelle persone la consapevolezza delle persone... proprie emozioni e l 'accrescimento delle abilità affettive per favorire sane relazioni interpersonali dobbiamo intervenire molto precocemente e perché l'educazione all'affettività sia davvero

un'efficace forma di prevenzione della violenza di genere è necessario che sia pronti molto presto la relazione tra identità di genere e stereotipi culturali, quindi indispensabile che le principali agenzie formative, famiglie e scuola, coordinino le loro funzioni in un meccanismo di reciproco scambio e collaborazione. di progetti e protocolli virtuosi in materia di pedagogia di genere, come le esperienze della Fondazione Cecchettin, si sente l 'assoluta esigenza di un intervento sistematico ed istituzionale che per ora non intravediamo. nazionale in materia, a partire dalla Convenzione di Istanbul che con l 'articolo 14 prevede

l 'inclusione nei programmi scolastici di materiali didattici su parità di genere, ruoli non stereotipati, reciproco rispetto, soluzione non violenta. dei conflitti interpersonali. Intanto continua il suo iter la riforma sull 'educazione affettiva di questo governo. Dopo l 'approvazione alla Camera a fine 2025, il disegno di legge sul consenso informato è giunto in Senato. Se fosse approvato nel testo attuale... I genitori di ragazzi e ragazze della scuola secondaria potrebbero escluderli dagli insegnamenti di educazione sessoaffettiva e nelle scuole dell 'infanzia e primarie si vieterebbero iniziative sull 'affettività e la sessualità in netto contrasto con la scuola secondaria.

indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che invece sostiene nei programmi scolastici educazione sessuale complessiva che inglobi gli aspetti cognitivi, psicologici, emotivi e sociali a partire dai cinque anni. il pieno sviluppo della persona umana, sancito dall 'articolo 3 della Costituzione e come insegnava Don Milani, tutti hanno pari diritto all'educazione e la scuola serve proprio a livellare le differenze di partenza che la famiglia non sempre riesce a fare. col mare