Fondazione Michelucci: rilancio e visione per l'architettura contemporanea in Toscana

23 giugno 2026 · 16 min

La sindaca di Fiesole Cristina Scaletti e la presidente della Fondazione Michelucci Maria Oliva Scaramuzzi presentano il rilancio della storica istituzione e il progetto Toscana Architetture 2000-2025. Un dialogo sulla necessità di ripensare le città contemporanee partendo dalla fragilità come risorsa, dal diritto all'orizzonte e dalla dimensione sociale dell'urbanistica. La Fondazione si candida a diventare punto di riferimento internazionale per gli stati generali dell'urbanistica.

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Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:56Il rilancio della Fondazione Michelucci
  3. 02:20Il pensiero visionario di Michelucci
  4. 04:54La Fondazione come laboratorio contemporaneo
  5. 07:01Fragilità come opportunità
  6. 09:21Diritto all'orizzonte e città educante
  7. 11:37La Fondazione come faro per l'urbanistica
  8. 14:04Cementificazione e dimensione verticale
  9. 16:14Conclusioni e apertura alla comunità
Trascrizione 29 passaggi

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2000 -2025 nei nostri studi quest 'oggi alla radio e anche con la Contro Radio TV, la sindaca di Fiesole Cristina Scaletti. Buongiorno, ben trovata, ben trovata Maria Oliva Scaramuzzi che è la presidente della Fondazione Michelucci. Michelucci che vive una stagione di grande rilancio, siamo nel comune di Fiesole e stiamo parlando di un 'istituzione che è un grande punto di riferimento nazionale sulle vicende che riguardano l 'architettura, le architetture e il ripensare le nostre città in un momento molto complicato ma anche molto stimolante, però si parte da questo,

da un grande rilancio Cristina Scaletti. Sì, quando ho avuto il privilegio insomma. della custodia del comune di Fiesole che i cittadini mi hanno consegnato, ho subito pensato che le nostre istituzioni e le nostre fondazioni non avessero solo una missione specifica, ma avessero una missione molto più ampia che poi era quella che i loro padri fondatori avevano voluto e quindi la scuola di musica di Fiesole che con il maestro Farulli

non voleva essere solo una scuola di formazione musicale. proprio una scuola di civiltà, di vita, che la musica fosse per tutti, anche per chi non aveva la possibilità di accedervi. E così la Fondazione Michelucci, con il maestro Michelucci, che dall 'alto della villa dove aveva pensato di essere e di stare a Fiesolo, doveva lanciare una nuova idea di urbanistica, di visione della città, di città aperta. Ed ho avuto la grande fortuna di incontrare... due grandi donne, Anna Maria Meo per la Scuola di Musica di Fiesole e Oliva Scaramuzzi per

quanto riguarda la Fondazione Michelucci, che tutte insieme siamo riusciti insomma piano piano a pensare, prevedere e mettere in pratica un rilancio non solo strutturale delle fondazioni ma anche profondamente valoriale. Prima accennavo a questo progetto importante che vi porta ad una riflessione sugli ultimi 25 anni. 25 anni in cui è accaduto di tutto, in cui veramente abbiamo affrontato dei profondi cambiamenti nel pensare gli spazi del nostro abitare, del nostro vivere. È cambiato completamente il modo di vivere, è cambiata la società, è cambiata la comunità e

quindi bisogna riprogettare il modo di vivere, ma non solo da quelle che sono i fabbisogni delle case, dell 'habitat, ma anche dei luoghi comuni. Una società che ha bisogno di confronto, una società che ha bisogno di luoghi dove poter incontrarsi, parlare, riflettere, educare i ragazzi, educarli con riflessione e anche col parlare fra di loro. Un luogo dove si deve pensare come l 'architetto Michelucci aveva scritto perché lui è stato un visionario.

Praticamente quello che ha detto tra il 1980 e il 1990, ha lasciato come testamento, è quello proprio... proprio di pensare anche a una urbanizzazione che sia socialmente etica, il che significa per i più fragili. Guardi bene cosa sta succedendo adesso e abbiamo capito anche come proprio cittadini che dobbiamo dare delle risposte agli studenti, alle persone anziane, ai luoghi pubblici, all 'ambiente. E la Fondazione Amiche Luci rappresenta un po' e racchiude...

quello che è il pensiero odierno, quindi deve essere un punto di riferimento internazionale. Io la sento una grossa responsabilità e lo sento molto un lavoro contemporaneo. Ringrazio la sindaca che ha pensato a me e in effetti abbiamo una sinergia molto forte del fare. Quando siamo delle donne resolving e quando ci danno un incarico, noi cerchiamo di apportare quello che è un po' il nostro pensiero del fare, ma soprattutto del dare valore. come ha detto Cristina, cioè valorizzare quello che possiamo fare con le armi che ci danno e che abbiamo l 'onore di rappresentare.

Non un luogo conservativo, ma un motore, un laboratorio, una cosa che sia assolutamente nella contemporaneità, che agisca, che metta... Deve essere una casa aperta, quella era la casa e lo studio, quindi a prescindere che è anche un museo, ovviamente contemporaneo, ma deve essere un luogo di incontro scientifico, cioè che vengano... architetti da tutto il mondo perché poi guardi se lei si affaccia da là ha proprio l'area metropolitana quindi un 'idea nuova non è solo né Fiesole né Firenze ma si sviluppa veramente da

scandici e vediamo tutto quindi avere proprio degli incontri delle tavole rotonde dei seminari quotidiani e poi l 'apertura alle scuole ovviamente l 'apertura a luoghi di incontro mai come ora la fondazione Michelucci può essere Deve essere un faro, tanto che io l 'ho detto pubblicamente, non importa creare qualcosa di nuovo, c 'è già la Fondazione Michelucci che è aperta, spalanca le porte perché deve essere un luogo di incontro, di visione per il futuro e per tutti gli studiosi, dagli psicologi a chi si occupa di urbanizzazione, agli ingegneri, agli architetti, a

chiunque abbia a cuore l 'urbanizzazione del nostro territorio. Il pensiero che sia un pensiero scientifico, non... La polemica che facciamo spesso in merito a queste vicende, una cosa molto più approfondita, tra l 'altro Michelucci, Cristina Scaletti veramente aveva avuto uno sguardo molto ampio, purtroppo ragioniamo in questi giorni di sollicciano, Michelucci aveva gettato il suo sguardo dai luoghi di culto al carcere, un po' in tutto, è una visione che è il grande assente di questi nostri tempi. Aveva una visione?

Sì, Michelucci aveva anticipato quella che sarebbe stata poi l'attualità. Le nostre città toscane, il nostro paese, ha città fragili, non abituate a quei flussi, a quei veicoli, a quella velocità, a quella fretta. E ha generato individui soli, ma di una solitudine orizzontale, anche se siamo ammassati siamo soli. Gli antichi invece pensavano a una solitudine... verticale, il teatro di Fiesole guarda le colline e quella solitudine e quella fragilità permette

di essere feconda e di avere un rapporto diretto con i valori, la spiritualità, lo stare insieme e così come Siracusa per dire con il mare. E però ripartendo proprio da questa fragilità forse la possiamo cogliere come un'opportunità che era proprio il senso Michelucciano, anche noi quando sperimentiamo momenti di fragilità. nostra vita scopriamo di non essere autosufficienti, scopriamo di non essere così potenti, così ogni potenti e allora ci accorgiamo dell 'altro, ci accorgiamo che abbiamo intorno una società che

ci può aiutare, ci accorgiamo che c'è il cielo, che ci sono le stelle, che c'è il mare, che le dobbiamo preservare. Allora credo che in linea con quanto Michelucci avrebbe pensato e voluto, noi siamo obbligati in questo momento storico a partire dalla fragilità a restituire il Il diritto all 'orizzonte agli uomini in qualsiasi situazione si trovano e torno alle carceri, le carceri dovrebbero essere un esempio del nostro grado di civiltà e purtroppo quello che leggiamo oggi acquisce solo la deriva di una dimensione punitiva che non può essere quella ricercata.

Le carceri devono essere un luogo dove le persone ritrovano il modo per reintegrarsi all 'interno della società. e quindi forse proprio questa fragilità ci deve servire per ripensare ogni nostra infrastruttura e ogni nostro intervento strutturale pensato per la destinazione che deve avere e per le persone che dovrà accogliere, quindi incentrato sulle persone e sul meglio che possiamo tirar fuori da quelle persone. Cito che a Borgunto noi stiamo cercando di fare proprio un processo partecipativo sulla scuola perché anche la scuola fa parte di questo ragione.

La città educante vuole essere una dimensione partecipativa dove i bambini, i docenti, la città si raccontano insieme quello che desiderano e perché non partire proprio da un ripensamento complessivo da parte dei cittadini e renderli parte di un meccanismo e ritrovare quella virtuosità della comunità che purtroppo oggi si è persa. Quindi credo che il diritto all'orizzonte debba essere il primo. guida in questi momenti difficili dove appunto abbiamo tanta solitudine orizzontale pur essendo

tutti molto vicini. Infatti quando parliamo di architettura, di questa centralità della Fondazione Michelucci parliamo proprio della capacità di costruire, di pensare, di progettare, di vivere gli spazi. In un momento qui non si parla d 'altro, transita tutto dall 'architettura, cioè se parliamo di sicurezza sociale passiamo di lì, da come si immaginano ad esempio periferie se parliamo di over tourism parliamo se parliamo di emergenza abitativa di equità sociale si parla dagli spazi che abitiamo voi in questo senso vi candidate

ad essere veramente un punto di equilibrio si parla di stati generali dell 'urbanistica e come dite noi ci siamo ci siamo ci siamo faremo un calendario proprio l'ho già messo all'ordine del giorno nel prossimo io per me che è solo un mese quindi in questo momento sto veramente facendo un grosso lavoro di capire dove siamo e cosa possiamo fare ma guardi lo dicevo prima Cristina con tanto entusiasmo perché secondo me ci sono moltissime cose che la fondazione Michelucci può fare ma una di queste è per esempio

degli incontri continui abbiamo degli architetti di eccellenza a Firenze ma chiamarli che proprio a livello internazionale possano venire a fare proprio dei tavoli di lavoro, ma quello che ci teniamo è vero, ha ragione, sono tutti i punti, perché in questo momento la Fondazione Michelucci è veramente un faro dove si può andare costruttivo, di esame, dove le critiche, lei prima ha parlato di critiche, a me le critiche piacciono quando sono costruttive e se anche le persone che, i comitati, vogliono venire a dire un loro pensiero, deve essere un pochino.

un luogo dove il pensiero viene ascoltato, magari lì si spiega il perché non viene fatto quello ma soprattutto gli studiosi e chi lavora nel campo deve trovare un confronto diretto anche per velocizzare le cose perché poi le cose si possono fare si possono fare in un contesto difficile perché naturalmente c'è un elemento speculativo legato al mondo del costruire dell'immaginare le nostre città è molto forte la salvaguardia ultimi che prima Cristina Scaletti citava, una visione di città, una visione degli spazi, in questo momento è dentro delle grandi frizioni che sono frizioni globali, cioè abbiamo il

fondo speculativo di Singapore come interlocutore, non abbiamo il costruttore della zona, diciamo così, la questione si è molto internazionalizzata, è entusiasmante e complicatissimo allo stesso tempo. Noi dobbiamo tutelare la nostra comunità, che va benissimo anche quello. ma dobbiamo tutelare la nostra comunità, a iniziare dai bambini e quindi dalle scuole, dagli asili e dai giardini dove devono stare. Gli anziani, altro grosso problema, che abbiano delle housing giuste, che siano servizievoli perché l 'anziano di oggi non è l 'anziano di un tempo,

è un anziano che ha ancora voglia di scoprire il mondo e di fare, quindi bisogna dargli un sacco di servizi, che sia il cinema o il gioco a carte o la lettura. E poi chiaramente le persone più frate. persone che non possano accedere per ragioni anche economiche, bisogna costruire delle housing apposta sia per gli studenti, parliamo anche degli studenti, sia per le persone anziane sia per le persone giovani che si vogliono sposare e non riescono ad avere soldi con le cifre che come dice lei l 'internalizzazione chiaramente ci sconvolge. Appunto pensiamo alla sanità, pensiamo al nuovo pronto soccorso di Torre Galli, il primo esempio

mi viene in mente. Pensiamo agli alberi, pensiamo al grande tema del disastro climatico, per cui abitare i nostri spazi, però questa centralità la si può ritrovare in un territorio come quello di Fiesole, che sia una scalettica, ha un grande potere di convocazione. Prima le citava la Scuola di Musica, penso alla Fondazione Primo Conti, penso appunto alla Fondazione Michelucci, quel territorio ha tutta l 'autorevolezza per convocare il più grande architetto del paese, leader nel territorio. settore per intenderci, non ci manca niente da questo punto di vista. Sì, appunto la fa la primo conto, oltre al Michelucci alla Scuola di Musica, ma anche

l 'Università Europea, anche la Fondazione Balducci, cioè tutte fondazioni e tutte istituzioni che hanno sempre pensato, una densità di divisione, di pensiero. Io credo che grazie a Oliva riusciremo a riposizionare un pochino il pensiero. Penso che la cementificazione sia figlia di questa percezione dell 'ognipotenza dell 'uomo e invece la cementificazione costruisce barriere.

Quando intendevo il diritto all 'orizzonte mi riferivo a un orizzonte geografico, visivo, percettivo e quindi la nostra fragilità come risorsa. Noi viviamo ormai appunto in quella dimensione che non è più verticale. c 'è l 'inquinamento che ci impedisce, ci sono di vedere il cielo, ci sono i rumori che ci impediscono di ascoltare la natura, ma non lo dico in maniera romantica, lo dico perché l 'essere umano ne ha bisogno. Per questo gli antichi pensavano di collegare direttamente i centri urbani, i teatri, i luoghi di culto

alla natura, perché l 'essere umano ne ha bisogno. Allora forse ritrovare attraverso scienziati, studiosi, la nostra comunità. Un modo diverso e che passa attraverso la fragilità come risorse io su questo insisto molto perché le persone gli ultimi fragili hanno davvero la capacità di farci percepire tutta la potenzialità che noi abbiamo di poter essere una comunità non solo inclusiva ma una comunità dove la differenza acquisisce un valore straordinario e purtroppo questo l 'abbiamo un po' dimenticato siamo massificati anche nel modo

di pensare siamo terrorizzati all 'idea di essere individui che con il proprio pensiero possono essere in grado di condividerlo con altri anche con le critiche come dicevo lì va accettiamo le critiche ma pensiamo confrontiamoci non ci isoliamo e forse anche il grande messaggio da lanciare in una rivisitazione del pensiero che riguarda complessivamente tutte le nostre città è proprio di ricominciare a trovarsi gli stati generali della dell 'urbanistica sono straordinario banco di prova per mettere a fattore comune questa dimensione bellissima

non si fa niente da soli si fa tutto se si è insieme e si mette ognuno di noi a servizio la propria coscienza conoscenza la propria visione la propria professionalità grazie davvero per esserci venuti a trovare buon lavoro alla fondazione Michelucci aspettiamo tutti la fondazione va bene apriamo le finestre apriamo le porte della fondazione è la cosa bella il respiro capace di donarci una visione su un tema così strategico racconteremo naturalmente di toscana architetture 2000 2025 crisina scaletti la sindaca di fiesole grazie per esserci voluto a trovare

grazie a mario oliva scaramuzzi la presidente della fondazione michelucci buon lavoro a lei e grazie a voi per averci seguito