Francesca Strigiloddo e Filippo Maria Disperati
Intervista a Francesca Strigiloddo, designer e consulente esperta in calzature e borse, che condivide la sua esperienza trentennale nel settore. Si discute di sostenibilità nel mondo della moda, dell'importanza della durabilità delle scarpe rispetto al fast fashion, e del valore degli archivi storici come fonte di ispirazione e conoscenza tecnica. Un viaggio tra tradizione artigianale, innovazione e ricambio generazionale nel distretto calzaturiero toscano.
Capitoli
- 00:00Introduzione a Mita is a Virus
- 01:07Francesca Strigiloddo e la progettazione calzature
- 02:14Sostenibilità e durabilità delle scarpe
- 04:48Il ricambio generazionale nelle aziende familiari
- 06:58La formazione e le nuove professionalità
- 09:33La filiera produttiva e la trasparenza
- 11:42Il problema della sneakers e del fast fashion
- 15:00Le tendenze future e l'importanza degli archivi
- 18:00Gli archivi come fonte di ispirazione creativa
Trascrizione 35 passaggi
Mita is a virus, culture, storie e innovazioni nella moda a cura di Mita Academy in collaborazione con l 'Università degli Studi di Firenze. Ben ritrovato e ben ritrovato a questa nuova puntata di Mita is a virus. Mita is a virus ricorderete il nostro programma cross mediale a cura di Mita Academy in collaborazione con l'Università degli Studi di Firenze. ricorderete anche che Meet Academy è l 'Its l 'istituto tecnologico superiore che forma tecnici altamente qualificati per il comparto moda ed è per questo che noi oggi ci
avviciniamo con una certa curiosità ai nostri ospiti abbiamo Francesca Strigi Loddo, salve e Filippo Maria Disperati io non ti presento più perché sei la nostra guida e la prima cosa che voglio chiedere è quando stavamo affruttando alcun... problematiche relative a creare puntate che potessero attirare l 'interesse di chi ci vede di chi ci ascolta tu mi hai detto su questa cosa sentiamo francesca perché ho pensato di invitare francesca perché occupandosi lei da anni di progettazione nell 'ambito della calzatura mi
sembrava un ospite perfetto pensando a tutto l 'aspetto proprio tecnologico del mita anche legato al territorio toscano e suoi distretti. Allora Francesca Strigilotto designer di moda esperta e consulente nell 'ambito delle calzature e delle borse noi pensiamo che questi siano beni di lusso ma normalmente li utilizziamo per forza tutti i giorni voi avete un 'esperienza che vi ha messo a confronto con tantissime aziende cosa sta cambiando se sta cambiando qualcosa se il prodotto ha veramente un'evoluzione anche nella direzione della sostenibilità o se invece come al solito
stiamo parlando di desideri e non di realtà io penso che nella calzatura sicuramente ci sono state tantissime evoluzioni nel senso proprio tecnologico appunto tra materiali comfort ci sono le scarpe che ti metti tutto il giorno insomma ci sono state c 'è stata tantissima evoluzione sicuramente a livello di sostenibilità io penso che nella scarpa soprattutto la cosa che abbia più rilevanza sia la durabilità ovvero quanto una scarpa dura nel tempo perché siccome
essendo poi la scarpa l 'unica parte della moda dell 'abbigliamento moda in cui ci devi veramente far qualcosa ovvero camminare si consuma e consumandosi per forza a un certo punto va buttata e ricomprata un 'altra quindi forse la domanda che ci dobbiamo fare sulla scarpa è quanto dura perché purtroppo siamo abituati, siamo abituati purtroppo i giovani spesso o anche persone di un 'altra età con questo arrivo del fast fashion comprano una scarpa che dura tre mesi, la scarpa che dura tre mesi sicuramente non è sostenibile, un mocassino che puoi risuolare, che
ha una cucitura a mano, che se parte un punto lo puoi riprendere, ha un'altra tipologia di durabilità, quindi secondo me la sostenibilità sta poi anche in questo, di cui se ne parla molto poco. Qui verrebbe da dire ma non c 'è più nessuno che aggiusta le scarpe, però questo è vero, vero, verissimo. Allora a proposito, a questo proposito io ho visto nelle sue note che voi come studio lavorate, avete un 'esperienza di 50 anni ma lei è molto giovane, nell 'ambito della moda sembra che l 'azienda familiare non esista più, forse nell 'agroalimentare sì ma se parliamo di moda parliamo di grandi brand o di creature nate veramente.
potrebbe dire in laboratorio la vostra esperienza familiare invece cosa vi dice anche sull'evoluzione appunto del prodotto? Allora io arrivo da... sono la terza generazione che fa scarpe della mia famiglia la mia famiglia è di Vigevano che storicamente è la dove nasce dove nasce poi tutto il polo calzatureo dove tuttora i macchinari per le calzature vengono fatti solo lì e in tutta l'Italia ma anche in tutto il mondo chi fa le scarpe è ma... macchinari che arrivano da quel posto lì. I miei si sono trasferiti qua in Toscana quando stava nascendo il polo calzaturiero toscano e quindi poi io sono nata in Toscana e il mio studio in
Toscana per questo. Sicuramente da quando il mio bisnonno faceva le scarpe c 'è stata una grandissima evoluzione. Per quanto riguarda la tradizione familiare è vero ma perché non c 'è il ricambio generale. Cioè io penso che tantissime aziende sarebbero sopravvissute se i figli avessero poi preso in mano le aziende della famiglia. Credo che ci sia stato un po' di errori in questa cosa, nel senso che se io non fossi andata a studiare fuori,
non avessi lavorato per altri, avessi imparato da mio padre il lavoro che fa, lavorerei come mio padre. Invece lavoro come mi ha insegnato mio padre con dei twist, diciamo, che ho imparato all 'estero, fuori, a scuola. Quindi io penso più che ci sia bisogno di un ricambio generazionale che abbia studiato, che abbia fatto le proprie esperienze, che poi torni nell 'azienda di famiglia a portare poi un livello, un livello, un level up, un livello successivo alla questione. Io credo per quanto mi riguarda averlo fatto, ecco, questo è un po', credo che sia questo motivo perché noi
siamo sopravvissuti a questa poi... Ai vari tsunami che hanno, come si dice... ciclicamente travolgono il mondo della moda quindi Filippo quando parliamo per esempio nella nostra trasmissione in altre anche di stabilità dell 'occupazione di nuova occupazione necessità di ricambio generazionale nella tua esperienza anche di docente cosa stai trovando veramente c 'è un ritorno a formarsi per restare sul territorio oppure si inseguono ancora tanti miti uno parla di moda e chissà cosa si immagina mi verrebbe da dire il feedback che ho
potuto osservare nelle mie esperienze presso l 'università ma anche grazie al Mita è sicuramente c 'è il sogno di diventare designer della figura del direttore creativo però vedo anche tantissimo interesse da parte degli studenti legato alla pratica, il mettere le mani in pasta e dall 'altra parte le aziende richiedono questo tipo di figure che spesso e volentieri sono fra l 'altro anche come dire da un punto di vista di sviluppo della carriera molto interessanti
e anche economicamente come dire valide per quello che è poi uno sviluppo di una carriera e anche riuscire ad arrivare a un certo livello professionale. Ecco Francesca torniamo all'argomento scarpa. È un oggetto difficile, è un oggetto fatto di tanti pezzi, è un oggetto prezioso perché si usano materiali preziosi, a meno che non si parli di fast fashion, mi verrebbe da dire prodotti che ne ascono già per finire nella spazzatura, è qualcosa di complesso. Però, parlavamo in un 'altra puntata del nostro programma con un docente, ci diceva
che c 'è anche grandissima soddisfazione non solo nello stilismo, ma anche nel fare. Assolutamente. ma questo io penso sia poi non solo nella calzatura ma in tutti gli ambiti quando poi un prodotto viene realizzato non è sicuramente merito scusatemi solo del designer anzi c 'è tutta una parte di tecnici sotto in cui c 'è chi fa ricerca materiali noi facciamo per esempio ricerca materiali e per la stessa scarpa i materiali diversi hanno poi un apporto diverso alla scarpa stessa quindi se si sceglie una
un materiale più rigido, la scarpa sarà in un modo, se si sceglie un materiale più morbido sarà in un altro, se si sceglie una pelle elasticizzata sarà ancora in un altro modo, quindi io penso che poi appunto c 'è tantissima soddisfazione senza ombra di dubbio, perché questa cosa porta poi a un po' ogni volta che si realizza un progetto si realizza tutti insieme ed è un po' un figlio di tutti, quindi questo mito. dice Filippo del designer è sicuramente vero, ma quello è perché ora c 'è questa figura del direttore creativo
che è una celebrity, ma di base dei direttori creativi quelli veramente bravi hanno avuto le mani in pasta per tanto tanto tempo e i direttori creativi bravi solitamente quando vanno da un brand a un altro si portano il suo team di cui si fidano dietro, ma come noi quando prendo un nuovo brand e magari mi propongono loro dove andare a realizzare alcune cose gli dico no no si va dove io sono sicura che quella cosa viene fatta bene perché magari con il tempo ho avuto la riprova di questo quindi c 'è fabbriche operai ci sono operai che hanno una manualità che altri
non hanno perché magari fanno un 'altra tipologia di prodotto la cucitura a mano del mocassino non la sanno fare tutti ci sono aggiunterie specializzate in questo quindi c 'è c 'è proprio una differenza abissale secondo me in questo in questo quindi una grande professionalità è sempre necessaria mi sembra di capire ma cosa succede noi abbiamo parlato prima una scarpa ha un elemento fondamentale deve durare questo sembra andare contro le esigenze di un mercato che vuole che il consumatore compri
compri compri compri e basta nella sua esperienza lei cosa ha trovato nelle aziende su questo in questo ambito su questo argomento sicuramente tutti cercano prendere ordini su grandi numeri però questo è proprio perché c 'è il fast fashion se non si chiamerebbe fast come ha detto lei prima sono prodotti nati per essere buttati nella spazzatura quindi quei grandi numeri esistono perché vengono buttati nella spazzatura se invece si riuscisse a comprare cose che durano di più quindi che costano un po' di più e quindi meno sicuramente ci sarebbe un po' più lavoro per tutti secondo me. Quindi c 'è chi non insegue il trend
Ora mi esprimo un po' duramente, però viene anche un po' voglia di farlo. C 'è chi non segue il trend a spazzatura tra le aziende? In Italia sicuramente quando parli di medio lusso, lusso sicuramente no, anche perché è impossibile. Ci sono dei prezzi folli su tutto e quando anche dicono che c 'è un ricarico enorme non è del tutto vero. Sì, sicuramente i brand, soprattutto i big brand, mettono dei ricarichi. sopra gli oggetti importanti ma di base la partenza cioè se una décolleté esce fuori dalla fabbrica
che costa meno di 90 100 euro o 110 a seconda sto parlando di cose molto semplici vuol dire che qualcuno non è stato pagato anche di soldi vuol dire qualcuno nella filiera non è stato pagato non è stato pagato bene ci sono aziende che non hanno tutti gli operai a norma ci sono Cioè, secondo me, una cosa importante è proprio la filiera, che sia veramente chiara. E io, per esempio, quando vengono i brand da me, io li porto ovunque noi facciamo le cose e sono tutti molto...
Cioè, si rendono anche conto dei prezzi, no? Perché conoscono le persone, si rendono conto di quanto lavoro c'è dietro. Cioè, dietro le scene è molto più ampio di quello che si pensa. Quindi abbiamo bisogno di trasparenza nella filiera produttiva. Quando prendo in mano... un oggetto che mi piace e che desidero, devo anche pormi questo problema. Chi c 'è dietro, se tutti quelli che ci hanno lavorato sono stati correttamente retribuiti, se lo studio che è stato fatto è stato fatto nel rispetto di tutta una serie di... Esatto. Esatto, e quindi io però vorrei su questo
sentire Filippo. Non so se sia vero, perché non sono esperta del settore, ma ho il sospetto che lo sia. La sneakers, la buona vecchia scarpa da ginnastica che tutti desiderano. è l 'oggetto più, anzi meno sostenibile e più possibile spazzatura che possiamo conoscere, è così? Allora la sneakers è un oggetto molto complicato perché è estremamente, cioè nella nostra epoca contemporanea
tutto lo sportswear è al centro della moda, anzi è il protagonista. Per cui ce n 'è un consumo pazzesco e chiaramente un po' come diceva Francesca prima più si consuma più si compra e meno la scarpa dura più quello che noi possiamo individuare come un concetto di sostenibilità nell 'ambito della calzatura va a morire e quindi grandissimi brand che hanno produzioni di calzature gigantesche fatte nel sud est asiatico per esempio
sono uno degli elementi che se parliamo di inquinamento e di non rispetto della sostenibilità a livello globale evidentemente emerge insomma. Francesca lei ci parlava di cuciture a mano pelli ma il mondo delle sneakers è così separato? Lei ha avuto esperienza in questo senso? Il vero problema di questa cosa qua di cui parlava Filippo è che i brand di cui parlo io c 'è un vero brand istituzionali fan le sneakers ma non ne vendono molte cioè di base i grandi colossi Nike e Adidas sono un po' una
lotta ad armi impari cioè tutti comprano quello esiste solo quello e la larga scala cioè io se a volte vado davanti alle scuole scuole superiori e vedo tutti i ragazzi che attraversano le strisce e hanno tutti le solite scarpe tutti e sono tutte o Nike o Adidas quindi c 'è lì c 'è un po' un tema secondo me più ampio cioè che non ci sono competitor a questi, oddio stanno nascendo ma è molto lontani sicuramente perché c 'è un modo di rendere le sneakers sostenibili, anzi ci sono persone, ci sono
dei suoi orifici in Italia bellissimi, mega tecnologici che hanno questi stampi in cui collano dentro la gomma, un determinato tipo di gomma che dura, cioè ci sono poi in realtà delle realtà molto belle è che su larga scala è veramente una lotta ad armi impari sulla sneakers secondo me, mentre sulla scarpa è elegante ma anche la scarpa da tutti i giorni, io per esempio non indosso sneakers, piuttosto mi metto un mocassino se devo avere una scarpa bassa, questa è anche abitudine, forse i giovani non sono abituati a portare la scarpa con la suola che non è in gomma,
ma esistono anche i mocassini con la suola in gomma, quindi è un po' quei... secondo me il tema da un punto di vista di futuro quindi di evoluzione su un oggetto da una parte così fondamentale dall 'altra così complesso e così ma anche basilare perché dobbiamo appunto camminare l 'abbiamo detto quali sono le tendenze attuali cosa ci aspettiamo da un futuro non tanto lontano io per esempio che ho appunto questo studio in cui la mia famiglia è tre generazioni che fa scarpe e
appunto come dicevamo prima ho anche un grandissimo archivio all 'interno del mio studio, io vedo più che altro i miei clienti che quando vengano da me mi fanno aprire l 'archivio, quindi non so quanto ci sia una tendenza al nuovo se non a riprendere cose e rielaborarle, io penso che ci sia più una tendenza che riguarda questo, ora non stiamo vivendo un periodo storico molto molto roseo, la moda ne risente, non si vende più cose molto sfarzose ma perché con l 'attualità di oggi essere felice è un po'...
Sì, diciamo che abbiamo un impatto culturale molto forte sulla moda e questo non solo è un fatto ma è anche necessario perché riflettiamo per come siamo, quello che succede intorno a noi, ma quando si apre un archivio che cosa si estrae? essere riutilizzata cosa è buono del passato quando si apre un archivio per me la cosa che dico sempre ma qualsiasi archivio di qualsiasi brand o per esempio nostro è sempre un 'emozione perché si trova sempre delle chicche incredibili di base una cosa che si può fare in un archivio
è innanzitutto capire alcune lavorazioni come sono state fatte e riuscire magari sono state fatte a mano all'epoca e quindi riuscire a illustrare realizzarle ad oggi, si può riprendere delle punte, si può capire anche quanto un materiale in realtà è durato nel tempo, quindi secondo me ci sono più elementi, ora non è detto che una scarpa che ha 60 anni tu possa ancora indossarla ed è anche normale, però sicuramente ci sono, cioè io vedo tante cose, per esempio ora sono stata al museo della calzatura di
Vigevano, che è l 'unico museo nazionale. che abbiamo di calzatura e ci sono tantissimi elementi che io sono andata là, ho fatto un 'intervista anche lì eppure quando ho fatto il giro per il museo mi sono venute miliardi di idee per cose nuove, quindi è un po' la ricerca pura quella secondo me. Ecco Filippo, la ricerca pura, tu sei immerso nell 'ambito della ricerca sia per quanto riguarda i corsi universitari sia per quanto riguarda MITA, per le persone molto giovani che si stanno... transformando, andare a mettere il naso in un archivio, cosa vuol dire, cosa si impara?
Andare a mettere il naso dentro un archivio è connettersi direttamente con una storia e quindi con una parte sentimentale se vogliamo, no? E per progettare bisogna metterci sentimento, quindi se si parte da lì, come dire, si va direttamente al cuore del processo creativo, anche io nell 'insegnamento con gli studenti porto sempre il tema dell 'archivio per incominciare una progettazione. Una cosa sicuramente interessante dell 'archivio è come lo
vedevo quando prima degli ultimi miei più di dieci anni di questo lavoro qua e come lo rivedo adesso, ho ripreso in mano la stessa scarpa che ho preso in mano dieci anni fa e l'ho ripresa adesso e avendo poi tutta una serie di nozioni. in più ad oggi li guardi molto in maniera diversa quindi secondo me gli archivi vanno visitati tante volte, più volte ogni volta con occhi diversi e poi l'archivio un'altra cosa che secondo me è molto importante è che sia continuamente aggiornato quindi ogni collezione che io faccio prendo e archivio
anche qui non si getta niente niente, per quanto ci riguarda no, poi l'archivio secondo me è una delle cose più importanti veramente grata ad avere quell'archivio lì ai miei, insomma alla mia famiglia Allora andare al cuore dei processi creativi, tecnologici industriali, produttivi è quello che noi cerchiamo di fare con piccoli passi con Meet as a Virus e speriamo di riuscirci, allora io ringrazio gli ospiti di quest'oggi grazie a Filippo, Filippo Maria Disperati dottorando di ricerca e nostra guida
in questo viaggio così da una parte complesso l 'altra anche direi piuttosto stimolante e grazie a Francesca Stregiloddi che ci ha veramente oggi introdotto in un mondo che conoscevamo, designer e consulente. Io vi ricordo che Mita is a Virus è rivedibile come tutti i nostri programmi cross mediali su tutti i nostri canali, i canali social lo potete rivedere anche sul canale Mita, il canale Mita lo trovate su controradio .it, rivedibile e riascoltabile. Al prossimo incontro! Mita Isavirus, un programma di Sara Maggi
i contenuti dell'attività di divulgazione sono stati prodotti da Elisabetta Cianfanelli Paolo Franzo e Filippo Maria Disperati dell'Università degli Studi di Firenze finanziato dall'Unione Europea Next Generation EU con i fondi PNRR