Giulia Betti e Filippo Maria Disperati

10 giugno 2026 · 17 min

Giulia Betti e Filippo Maria Disperati raccontano Pharma 282, startup innovativa nata all'Università di Firenze che crea connessioni tra designer, fotografi, illustratori emergenti e piccole-medie imprese della moda. Dal blog del 2012 alla piattaforma di matchmaking, passando per la Farmazine, rivista cartacea che valorizza i talenti indipendenti. Un progetto che difende la moda indipendente come resistenza culturale.

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Capitoli

  1. 00:00Introduzione a Pharma 282
  2. 01:00Dal blog alla startup innovativa
  3. 03:51Cosa significa startup innovativa
  4. 06:00La Farmazine: rivista cartacea per creativi
  5. 09:00Il valore della carta nell'era digitale
  6. 11:37Moda indipendente: resistenza e resilienza
  7. 14:25Presentazione Farmazine numero 3 a Firenze
Trascrizione 29 passaggi

Mita Isavirus, culture, storie e innovazioni nella moda, a cura di Mita Academy, in collaborazione con l 'Università degli Studi di Firenze. Bentrovati e bentrovati a questo nuovo episodio di Mita Isavirus, culture, storie e innovazione per il mondo della moda. La nostra, come sapete, è la trasmissione cross-mediale a cura di Mita. Academy in collaborazione con l 'Università degli Studi di Firenze. Meet Academy è l 'ITS, l 'Istituto Tecnologico Superiore che forma tecnici altamente qualificati per la moda. Allora

via con gli ospiti di oggi Giulia Betti, salve. Salve. Designer e amministratrice delegata CEO di Pharma 282 e benvenuto anche a Filippo. Filippo Maria Disperati lo conoscete dall 'Università di Firenze. Allora oggi è facile, oggi è l'unico. l'ultima puntata per il nostro ciclo e oggi giochiamo in casa. Filippo, perché? Oggi giochiamo in casa perché parleremo di Pharma 282, che è una startup. Giulia, come giustamente dicevi tu, è l'amministratrice delegata, ma anche io faccio parte di questa startup e mi occupo della ricerca e lo sviluppo.

E quindi portiamo a Mita Isavirus un progetto, una startup. up nata in ambito universitario e che poi è diventata una realtà effettiva è un 'azienda allora giulia voi avete iniziato come associazione culturale quindi parliamo di contenuti e poi c 'è stata una trasformazione in start up start up innovativa normalmente sono due mondi che non si parlano noi abbiamo iniziato nel 2012 come tesi di laurea farmaduto 2 nata come diceva all'interno dell'università ed è stato

la nostra tesi eravamo un gruppo di quattro studenti io Filippo Nadia e Francesca e avevamo un archivio calcoliamo che all 'epoca cioè nel 2012 non esisteva Facebook ancora Instagram quindi tutti i social che utilizziamo ora molto erano in via di avvio e quindi noi volevamo con questo blog all'inizio dare la possibilità a dei giovani studenti neolaureati soprattutto fashion designer

illustratori e fotografi di avere visibilità abbiamo fatto questa cosa come associazione culturale per dieci anni dopodiché abbiamo deciso di fare uno step in avanti siamo entrati tramite filippo lo Uav di Venezia in un incubatore di startup innovative e da lì abbiamo vinto uno dei premi finali e ci siamo costituiti come startup. Appunto startup, Filippo,

noi usiamo questa parola spesso a sproposito, è un 'azienda che sta iniziando, è un 'azienda che però ha un percorso complesso anche da un punto di vista e burocratico e di contenuti, a parte che io voglio sapere perché si chiama Pharma 282 perché il nome non mi sembra molto vicino al mondo della moda ma questo ce lo spieghi tu. Allora beh parliamo dal nome, il nome Farma 282 viene da Firenze in particolare viene dalla zona di Brozzi nello Smannoro perché quando abbiamo diciamo come raccontava Giulia concepito la nostra tesi di

diploma accademico di primo livello a Lisia di Firenze avevamo in Questa farmacia al civico 282 di Brozzi che era una farmacia abbandonata e quindi l 'idea era anche di aprire uno spazio fisico quindi di sistemare questa farmacia e organizzare una serie di workshop utilizzarla come una vetrina proprio per i progetti dei designer illustratori e fotografi che soprattutto in Toscana e a Firenze si diplomavano nelle scuole e le accademie di moda. Il percorso di start up.

Allora la startup se ne parla molto, moltissimo in Italia, noi grazie proprio a questo percorso di startup dell 'Università Uav di Venezia abbiamo potuto costituirci e costituirci come startup innovativa. La startup innovativa ha tutta una serie di, come dire, di sgravi fiscali, questo bisogna dirlo, quindi non ci sono le stesse tasse che paga una SRL normale. noi siamo un SRL, questo perché per i primi tre anni hai un regime agevolato, potremmo dire così.

Per poter costituire una start -up innovativa ci sono, diciamo, delle caratteristiche che l 'azienda deve avere. Una di queste è che all'interno ci sia una persona che sta facendo un dottorato di ricerca e quello per esempio è il nostro caso, per cui noi abbiamo anche deciso poi di costituirci, anche perché io... iniziato un dottorato di ricerca, un dottorato di ricerca che si occupa di art direction e comunicazione per la moda che sono degli aspetti che comunque all 'interno della startup affrontiamo perché la startup si occupa di matchmaking nell 'ambito della moda

e di varie figure che ci sono in questo settore quindi non parliamo solo di designer ma parliamo anche di fotografi, art director, stylist, tutte persone che le piccole. Le medie imprese hanno difficoltà a reperire perché magari non hanno risorse umane all 'interno e noi arriviamo ad agire in quel settore lì. Quindi ecco la startup non è diciamo semplice da attivare perché come dicevo questa è una delle caratteristiche, altre possono essere quelle di avere un

brevetto per una tecnologia innovativa oppure di avere i due terzi. dei componenti diciamo del consiglio di amministrazione con una laurea magistrale. Allora Giulia, una piattaforma che fa incontrare domanda e offerta in un settore così particolare e anche così difficile perché sono domande e offerte che non sempre si incontrano ma quelle che stiamo vedendo alle nostre spalle e questo lo dico perché chi ci ascolta per radio sarà incuriosito e vorrà seguirci sono sicura anche in video.

che stiamo vedendo però sono le immagini di una rivista perché voi editate anche una fanzina la farmazina giusto sono stupita perché è cartacea nessuno fa più il cartaceo oggi che scelta è diciamo che questa è una scelta creativa da parte mia e di filippo ed è una scelta anche che ci consente di avere un oggetto da poter portare nelle aziende di moda nelle pmi italiane per far vedere che cosa fanno i creativi che abbiamo nella piattaforma

quando gli viene data una commissione di lavoro quindi noi la farmazine diciamo una volta all 'anno esce un numero tra l 'altro a giugno adesso uscirà il prossimo decidiamo un tema con fili gruppo scriviamo un manifesto e su questo tema facciamo un open call a chiunque voglia partecipare. All 'interno ci sono degli shooting, quindi dei servizi fotografici, ci sono delle

illustrazioni, ci sono dei testi, quindi anche tutta la parte copy per la moda. All 'interno degli shooting le figure che diciamo ci lavorano, sono fotografi. stylist, designer, quindi brand emergenti, make up artist, hair stylist, quindi diciamo che questo per noi è ogni anno un piccolo portfolio su commissione che racchiude tutta una serie di figure che noi abbiamo all 'interno della piattaforma e questo come dicevo prima ci aiuta per andare nelle aziende

e spiegare effettivamente che cosa sono in grado di fare queste persone, perché tante sono neolaureate. Alcune hanno anche dell 'esperienza lavorativa già effettuata all 'interno di micro piccoli brand e quindi diciamo che aiuta i titolari delle aziende o chi decide a capire visivamente che c 'è del potenziale perché appunto non perché la facciamo noi ma la rivista è molto interessante. Ma le aziende e i loro decisori come reagiscono quando si trovano tra le mani carta?

e non il consueto portfolio digitale magari lucidatissimo diciamo così sono stupiti come appunto era nel pensiero della domanda che c 'è stata posta sono stupiti perché è inusuale al momento avere della carta stampata quindi si utilizza sempre meno però noi ci crediamo molto abbiamo fatto un percorso di studi nel quale La carta stampata ci è stata presentata come un oggetto magico che serve, serve sempre, consultabile sempre, c 'è fisicamente

quindi tutte le volte che lo vuoi andare a rivedere puoi sfogliarlo, la carta è qualcosa di tangibile, di toccabile che tutte le volte ti può regalare un 'emozione diversa al di là del digitale che è un qualcosa insomma con un altro effetto anche su. la persona anche emotivo per cui noi crediamo molto nei libri li consultiamo anche nei lavori che facciamo li utilizziamo Filippo li utilizza molto anche a scuola quando insegna per cui

diciamo che è un materiale nel quale noi crediamo molto e che si sta rivelando anche diciamo piace molto anche alle persone che fanno Fanno parte della nostra piattaforma sia alle aziende che ai creativi, cioè l 'essere presente e avere un proprio capo d 'abbigliamento, una propria illustrazione, una propria fotografia all 'interno di qualcosa di stampato è talmente inusuale al momento che tante persone accettano l 'open call pur di essere stampati su un libro.

Questo devo dire che è incoraggiante per tante tante persone. Spesso in questa sede abbiamo parlato di intelligenza artificiale, ma non vogliamo, come dire, distrarci, restare su Pharma282. Filippo, allora, la piattaforma fa incontrare professionalità, la start -up si muove in un ambito che spesso invece è caratterizzato da aziende gigantesche. Noi stiamo parlando di un comparto che è quello della moda indipendente. Forse sappiamo... Abbastanza bene che cos 'è la musica indipendente, quella che è fuori dalle etichette discografiche

e dalle grandi major, ma la moda indipendente che cos 'è? La moda indipendente è una resistenza dal mio punto di vista e una resilienza anche. È tutto un comparto che in realtà è quasi invisibile ma in Italia è vasto di giovanissimi designer. ma anche non più giovanissimi che continuano a produrre le proprie collezioni in maniera autonoma, tante volte senza neanche avere come dire dei finanziatori alle spalle, ma assolutamente

anche seguendo tutta una serie di logiche produttive che sono legate alla consapevolezza, la consapevolezza di produrre. un qualcosa di prezioso, un qualcosa di unico, un qualcosa che è fuori dalle logiche diciamo dei grandi conglomerati del lusso e sempre di più noi vediamo che i giovani designer che arrivano dalle accademie o dalle università sentono la necessità di sviluppare il loro progetto personale, di essere fuori dalle logiche del mondo dell

'industria perché il mondo dell 'industria industria tante volte come dire soffoca la parte creativa no anche se c 'è da dire che nessun progetto di moda indipendente può durare all 'infinito se a un certo punto non viene in qualche modo riconosciuto questi riconoscimenti in italia stanno incominciando ad arrivare ci sono progetti della camera della moda tipo camera moda fashion trust che ogni anno indice un concorso per cercare di aiutare i talenti indipendenti

però sono sempre troppo pochi perché in Italia il problema è che la moda non è vista come un elemento culturale importante della nostra identità e quindi per questo non viene finanziata cioè viene vista come un 'altra qualsiasi diciamo attività industriale mettiamola così e questo è molto diverso dal sistema francese per esempio in cui ho avuto esperienza anche a seguito delle mie ricerche per il mio dottorato cioè in Francia la moda è considerata come un elemento fondamentale

della cultura del paese e anche dell'aspetto economico del paese per cui ci sono dei concorsi tipo l 'Adam Price o lo stesso LVMH ha un suo proprio concorso che finanzia in maniera proprio molto importanti brand indipendenti, noi facciamo a mio avviso ancora troppo poco da questo punto di vista e quindi penso che realtà come la nostra che cercano di mettere in connessione creativi indipendenti con piccole e medie imprese italiane che poi sono il cuore della nostra industria,

cioè la maggior parte delle industrie che noi abbiamo attive sul territorio italiano non sono grandi conglomerati del lusso ma sono piccole e medie imprese italiane. che hanno bisogno, come dire, di essere aiutate anche nel quello che sarà la transizione, no, sia green che digitale e attraverso nuovi creativi e nuove idee. Allora abbiamo detto che chiudevamo giocando in casa, ma chiudiamo anche in maniera incoraggiante direi, perché una volta tanto viva la moda indipendente, viva la piccola e media impresa, se ci possiamo permettere.

dirlo e viva anche le esperienze come la vostra, quella di Pharma 282 che lavora tangibilmente e non soltanto perché c 'è una bella farmazzina che è fatta di carta che si può toccare. Sì appunto esperienze tangibili attraverso la carta stampata e ne approfittiamo per dirvi che proprio a Firenze durante il PT Uomo presenteremo la Pharma Zin numero 3. intitolata Profumo in via San Gallo al numero 108 R presso la galleria Bunker attraverso diciamo un

evento di presentazione che vedrà un talk con i protagonisti coinvolti in questo numero quindi i professionisti che sono presenti sulla nostra piattaforma e ringraziamo anche moltissimo Cosimo Bonciani e Bunker Studio perché ci ospiteranno nella loro galleria. che è una bellissima realtà fiorentina che opera proprio nell 'ambito dell 'architettura, del design interni, ma anche nell 'arte. E allora oggi ci lanciamo verso una nuova stagione che lascia tutto lo spazio possibile ai giovani professionisti, ai giovani designer, ai giovani fotografi.

Io davvero ringrazio i miei due ospiti, grazie Giulia Betti, designer e CEO, amministratrice delegata di Pharma 282. Grazie a Filippo, Filippo Maria Desperati. È stato con noi per 18 puntate, ci hai accompagnato veramente in mondi che non conoscevamo e io devo anche ringraziare tutti quelli che ci hanno seguito perché io vi ricordo che anche se questo è l 'ultimo episodio per questa stagione noi siamo comunque sempre rivedibili e riascoltabili sul canale Mita su Controradio .it.

Alla prossima stagione. Un programma di Sara Maggi. I contenuti dell 'attività di divulgazione sono stati prodotti da Elisabetta Cianfanelli, Paolo Frangio e Filippo Maria Disperati dell 'Università degli Studi di Firenze. Finanziato dall'Unione Europea, Next Generation EU, con i fondi PNRR.