Gen Z: giovani, protezione civile e resilienza
Puntata di Gen Z dedicata al tema della bellezza e degli stereotipi in vista dell'8 marzo. Anna Pasquini, 21 anni, studentessa di Biologia, insegnante di danza e fotomodella, racconta la sua esperienza personale tra canoni estetici, autodeterminazione e le sfide di conciliare passioni diverse. Un confronto sulla pressione sociale, i social media e l'importanza dell'autoaccettazione.
Capitoli
- 00:00Introduzione e presentazione tema bellezza
- 01:07L'approccio personale alla bellezza e agli stereotipi
- 03:00Bellezza come competizione e pressione sociale
- 04:22Il percorso di studi in Biologia
- 06:00La passione per la danza
- 07:22L'esperienza nel mondo della moda
- 09:34Servizio TIF su bellezza e intelligenza artificiale
- 13:22Autoaccettazione e noia generazionale
- 16:22Studio e bellezza: conciliare passioni diverse
- 18:22Relazioni sociali e determinazione
- 22:22Estetica nelle relazioni tra giovani
- 24:22Conclusioni e saluti
Trascrizione 44 passaggi
Genzi, voce ai ventenni di oggi sul futuro di tutti. Le nove passate da quattro minuti siamo sempre negli studi di Controradio che si animano di giovani in Gen Z. Buongiorno Leonardo Margarito. Buongiorno buongiorno a tutti e a tutte. e ringraziamo per essere qui con noi per la sua disponibilità ospite di oggi Anna Pasquini buongiorno Anna parliamo di bellezza oggi Leonardo abbiamo scelto di declinare questo percorso stiamo facendo a livello informativo
verso l'otto marzo, giornata internazionale della donna, abbiamo sentito anche con quali contenuti diversificati nel podcast l'anticipazione di Raffaele Palumbo dicevamo giovani e Belli o belle, ma come e per chi? Questa bellezza oggi, come viene interpretata, usata, aiuta, non aiuta? Una riflessione che vogliamo fare in maniera non banale. Ci proveremo. Assolutamente sì. Per la nostra generazione il tema della bellezza è un tema che affaccia tantissime realtà e opinioni, sicuramente ascoltare anche la voce di Anna, che
è una ragazza, una studentessa, un 'insegnante di danza. ma allo stesso tempo è anche una modella, quindi vive in maniera trasversale queste tre realtà, sicuramente avrà da darci dei bei contenuti e dei bei contributi. E allora Anna, parlavamo in apertura di Newsline di questa mattina in trasmissione con un attivista di... non una di meno in vista delle mobilitazioni su questo fatto dell 'incorporazione degli stereotipi, non solo a livello sociale, ma immagino non risparmi nessuno neanche la vostra generazione, tu hai 21 anni, come ti approcci? alla bellezza in generale e a livello personale.
Ok, per quanto riguarda gli stereotipi io ho sempre pensato che sono qualcosa di estremamente mutabile nel tempo. anche se oggi c 'è un certo stereotipo penso però 20 30 anni fa non era così quindi perché adesso io devo essere in questo modo non è un vero senso quindi diciamo che il mio approccio La bellezza è molto soggettiva, nel senso che se io mi vedo bene sono contenta, basta questo di base. Anche se è vero che le critiche e la pressione
dello stereotipo... c'è e si fa sentire riflettevamo preparando la trasmissione anche con la redazione giovane di TIF, il nostro canale Video Disease Florence sulle aspettative consensi e il concetto di prestazione, Leonardo, che ruotano e alimentano poi tutte quelle che sono le distorsioni in termini di bellezza. Sì, perché purtroppo c'è questa idea che la bellezza viene vissuta un po' come una competizione, un po' come una gara, si scende in campo e si cerca di essere migliori
degli altri, purtroppo questo è il lato oscuro, è la parte cattiva dell 'esteriorità, dell 'estetica perché l'estetica… è un qualcosa di bello se viene vissuto come un plus, un qualcosa in più per ciascuno di noi perché ognuno si deve sentire bene, c'è chi gli piace vestirsi bene, c'è chi gli piace truccarsi ognuno ha le sue caratteristiche, questo però non deve essere una discriminazione per mettersi in competizione con gli altri perché diceva bene Anna la prima cosa importante è essere belli per se stessi questo concetto è importante
lo senz'altro sottoscriviamo però è difficile anche realizzazione soprattutto insomma in una fragilità sociale che non risparmia anche la vostra la vostra generazione la tendenza all'omologazione insomma è dietro dietro l'angolo. Anna raccontiamo un po' la tua storia devo dire che quando c'è dato la presentazione per condividere un po' di informazioni che riguardavano la tua vita, mi ha colpito molto l 'onestà che tu hai messo nel descriverti. Partiamo dagli studi. Allora sì, io sono attualmente una studentessa, di Biologia alla Facoltà di Firenze, quindi sono una studentessa.
E tra l'altro una studentessa di quel famoso mondo STEM di cui si parla tanto, l'ambito scientifico, tecnologico, a cui si stanno sempre più affacciando le donne. Sì, io sono una studentessa di biologia, quindi… E allora, perché la scelta di biologia? Allora, ho scelto biologia perché in realtà io, fin da piccola, io volevo fare la scienziata, quindi ho detto, alla fine poi mi sono resa conto… Ho scelto il liceo scientifico e ho continuato il percorso di studio delle scienze e mi piaceva tantissimo, mi interessava, mi intrigava e quindi poi è stata questa la mia scelta definitiva.
Qualcuno ti ha scoraggiato? Comunque hai visto, percepito delle resistenze o un moto di stupore rispetto al tuo percorso? Allora, devo dire che al liceo io ero nell 'opzione scienze applicate e eravamo tre femmine. su una classe di 23 persone circa, quindi comunque c 'era un dislivello notevole, però in realtà personalmente io non l 'ho mai percepito. Come se qualcuno stesse cercando di dirmi guarda che forse dovresti fare
qualcos 'altro, forse non sei portata per, anche quando a matematica andavo malissimo perché c 'è stato un periodo in cui io a matematica... quattro su quattro quindi no ho detto io voglio far questo quindi non mi fermerete. Si torna un po' all'impostazione che Anna, nel senso mi piace fare una cosa, la faccio, mi piace vestirmi in un certo modo, mi ci verso ma Anche un'insegnante di danza, quindi passione per la danza, vari generi. Sì, sì, quella è proprio la mia passione, anche quella è sempre stata da quando sono piccola, ho studiato tanto danza moderna.
Mi sono approcciata dopo alla danza classica, alla danza contemporanea, quest 'anno ho iniziato anche a ballare sui tacchi, quindi un sacco di cose diverse e ormai è già più di un anno che faccio anche l 'insegnante e sono contentissima. che è stata una delle soddisfazioni più grandi che ho avuto per ora. E ti sei affacciata anche al mondo della moda, facendo la fotomodella. Sì, quello è successo un po' più per caso, devo dire, perché… praticamente io fui molto colpita da un fotografo qui di Firenze perché mi piaceva appunto le foto che scattava e dicevo no, bello, voglio farlo anche io, voglio anche io delle foto così,
quindi poi mi sono approcciata alla fotografia sono creata tutto un giro di fotografi con cui scattavo e così finché poi avevo secondo me 16 -17 anni e poi vabbè ho provato ad andare nelle agenzie di moda per vedere se qualcuno mi prendeva e la risposta era sempre la stessa sei troppo bassa. Questo metro e sessanta che tu descrivi nella tua appunto presentazione che non è nei canoni richiesti
dall'agenzia è sempre stato un po' il fardello che mi sono portata dietro perché tutte le volte sono sempre stata penalizzata dall'altezza Ad ora nella moda si prendono modelli di tutti i tipi, curvi, più magre, con la vitiligine, ma non ci sono ancora modelle basse. Questo è un aspetto Leonardo che affrontavamo anche con la redazione di TIF perché bellezza oggi vuol dire anche molto spesso particolarità, quello che è diverso e che
attrae anche in ambito. social ma anche insomma in vari contest si cerca sempre la persona con la peculiarità no e però appunto ci dice anna lei è sempre stata penalizzata per la sua di peculiarità diciamo che purtroppo in questi ambiti ci sono sempre stati dei canoni standard che probabilmente appartengono a un modo di pensare alla bellezza antico vecchio, certo è che oggi forse grazie ai social forse grazie a tutto quello che sta
penso all 'intelligenza artificiale, su cui appunto anche TIF ha fatto un bellissimo servizio, penso che ci sia un cambiamento anche nella ricerca di quello che noi consideriamo bello, La bellezza, secondo me, e questa non è una frase fatta, ma secondo me è una verità, è un qualcosa di soggettivo. Cioè, io posso essere bello per te, chiara, ma per Anna no. Nel senso, non è che c'è un'esteticità unica. Poi ci sono delle caratteristiche, faccio un esempio, no? occhi chiari, ci sono delle cose classiche. Veniamo a questo
proprio da qui parte il servizio fatto dalla nostra Lucia Gemignani per TIF con tanto di interviste perché se diceva l'incorporazione di stereotipi non solo a livello sociale ma anche a livello di intelligenza artificiale perché se tu chiedi una ragazza bella descritta tramite l'intelligenza e creata tramite l'intelligenza artificiale Di stereotipi ce ne sono a bizzeffe, sentiamo e vediamo su Contro Radio TV questo prodotto realizzato dalla nostra Lucia Gemignani e poi lo commentiamo insieme. occhi grandi naso piccolo e labbra carnose molto standardizzata evidente che ci piaccia o no la
bellezza un impatto in molti ambiti della nostra vita e spesso laddove la natura non ci ha dato quelle caratteristiche ci affidiamo alla chirurgia per ottenerle ma questo cosa comporta non è libero di fare ciò che vuoi ciò che preferisce però l'ho sempre trovato un po come un modo per sfuggire dalla realtà cioè se proprio è necessario ricorrere va bene però secondo me è diventata proprio un 'ondata che sta portando tutte le persone ad omologarsi abbiamo tutte lo stesso naso abbiamo tutto Le stesse labbra, cioè non ci sono più quei caratteri distintivi, non è proprio più socialmente accettato e di conseguenza se magari hai un naso diverso, le labbra un po' più sottili, automaticamente sei portato a non piacerti.
Anche questo filler che sta spopolando molto. o più delle volte non lo trovo proprio necessario, magari vedo una ragazza che ha una bellissima bocca e magari si va a fare il filler, ma stava benissimo anche prima. Sei spinto ovviamente a non accettare più delle parti di te che sono parti di te, ma secondo me il problema è la... base non è un fattore estetico è un fattore proprio sì effettivamente di lavoro interiore che devi fare con te stessa per accettarti a prescindere lavorare sull 'autostima sull 'auto accettazione tutto è ovvio che sia molto più difficile molto più lungo rispetto a Adesso è forse un intervento chirurgico
Che è un cane che si morde la coda Cioè oggi ti vuoi rifare il naso, domani le labbra Poi domani ti vuoi rifare lo giro Crea un po' una dipendenza in questo senso I social sono un riflesso di quello che vogliamo mostrare Spesso la versione migliore di noi Ma questa cosa ci rispecchia Mi capita Mari spesso di vedere video dove stai male e vai in palestra, ti senti triste e vai in palestra, hai fame e vai in palestra. Per quanto magari alcuni possano essere ironici, mandano un po' un messaggio sbagliato, nascondere le emozioni magari facendo altre cose. Quell 'aspetto del vado in palestra perché posso piacere di più, posso essere più socialmente accettato.
A volte l 'onda social che ti fa vedere che magari quello è lo stile di vita giusto ti influenza e quindi dici no vabbè mi devo scrivere in palestra. Mari, non hai voglia di andarci, non è la tua passione, non ti piace, potresti trovare anche altre mille alternative magari che ti aiutano a sentirti meglio sia psicologicamente che magari migliorare fisicamente se quello è il tuo obiettivo. Qualcosa per noi stessi potrebbe essere anche uscire, fare un aperitivo, prendere un caffè con un amico. parlare semplicemente ormai la nostra vita si divide tra il reale e il virtuale e questo vuol dire che siamo doppiamente influenzati da quello che vediamo vero o falso che sia se non siano gli strumenti anche per il trare quello che vedi cioè poi veramente condiziona
Parti dall'aspetto delle persone che vedi online. Io il lavoro che provo a fare è quello sempre di arrivare alla sostanza, no? Cioè, siamo solamente l '1 % come superficie corporea, poi in realtà c 'è molto altro, ecco. È molto carino l'ultima... dell'intervistato, siamo solo l'un per cento di corporeo, quindi e poi soprattutto da questo servizio di Lucia Gemignani appare questa necessità di tornare ad ascoltarsi che prescinde dalla generazione Z, Leonardo. Assolutamente sì, le voci che abbiamo sentito sono sicuramente lo specchio anche del pensiero dei giovani su questo, perché c 'è chi dice che i giovani siano sempre così intenti
a paventare il loro lato estetico, invece abbiamo sentito tante voci. voci di persone che sono un po' dissenzienti rispetto a questo. Certo è che a me è fatto molto speciale il concetto della palestra che mi faceva ridere perché è vero, lo rivedo anche tra i miei amici, tra le mie conoscenze. dice bisogna essere più belli la palicea di tutti i disagi si capito se tu va in palestra diventi il numero uno ma non è così nel senso la palestra è una cosa importante perché la salute fa bene anche alla salute fare sport in generale però uno può fare sport non fa
Facendo necessariamente palestre. Che mi dici Anna di questo servizio e delle riflessioni che sono venute? Allora, la parte in cui dicono dell 'autoaccettazione, secondo me è proprio lì il punto, perché se uno si accettasse... Esattamente così com 'è, non ci faremo tutte queste pare, ok? Ecco, è molto difficile perché secondo me i ragazzi di oggi sono molto annoiati e quindi è come se si concentrasse... su cose un po' inutili, un po' come dire, siamo bombardati continuamente da delle immagini
ci siete nati dentro, esatto, iniziamo a pensare che quella sia la normalità, ecco no, cioè Se noi vediamo qualcosa su Instagram per dire, non dobbiamo credere che è una cosa, cioè è fatto così, ok? Finché non vediamo una cosa di persona con i nostri occhi nella vita reale, non ci dobbiamo fidare perché dietro c 'è tutto. una serie di cose che noi non conosciamo per quanto riguarda la societazione noi siamo annoiati secondo me di base quindi ci concentriamo su rimaniamo su questo concetto della noia che è importante perché in una società che
è volta verso la produzione e comunque c'è questo modello sistemico di prestazione velocizzazione dei tempi produzione, conferma il fare In realtà come si concilia con questa noia che tu dici? Perché secondo te c 'è questa noia che pervade? Perché se noi non fossimo così annoiati, non ci focalizzeremmo su queste cose. qua, piuttosto ci concentreremmo sul viverci la nostra vita reale, quindi anche imparando
a apprezzare tutta una serie di cose a cui magari adesso non facciamo caso, cioè semplicemente anche dire… Mi viene l 'esempio proprio, non mi piacciono le mie gambe, ok va bene le mie gambe non sono un granché, però le mie gambe mi servono per correre, cioè il funzionale è come oltre all 'esterno. L 'andare oltre la funzione, la funzione però rispetto alla società, al riconoscimento, facciamo un altro esempio, riflettevo con Viola Giacalone, anche lei è una giovane generazione, comunque 27 anni siamo in Gen Z.
a borderline e riflettevamo su un influencer che non giudichiamo né bene né male che però ha buttato là sul piatto dei social un piatto molto ricco anche ma qualitativamente scarso a volte non importa se siete belle non importa studiare in realtà così è decontestualizzato il fatto di essere belle può portare a dire lo studio non è la condizione sine qua non perché ho altre skill
dal punto di vista estetico in realtà lei mi diceva approfitto di questa sua riflessione ma dovremmo dire non è che studiare deve servire qualcosa per forza, è bello studiare la qualità anche della vita e di quello che facciamo da un punto di vista di sanità non solo di aspirazioni ma proprio di la bellezza rispetto appunto a fare una cosa perché ci piace fare questa cosa, non perché è finalizzata a trovare un lavoro, guadagnare, avere molti soldi o avere molti like.
Sì, diciamo che lo studio è qualcosa proprio che ti apre la... Quindi uno sì, lo deve fare perché poi ti dà una serie di possibilità, ma anche proprio per una questione personale secondo me, cioè chi studia è molto più avvantaggiato nel capire dei concetti anche proprio della vita. vita quotidiana rispetto a qualcuno che al paraocchi non è mai uscito da la sua bolla appunto. Tu dici vorrò fare la biologa appunto sto studiando per questo
però non mi dispiacerebbe anche continuare a fare la fotomodella, non è solo una questione di mi mantengo agli studi, ma proprio è un piacere che vorresti coniugare rispetto al compenio. Sì, è una cosa che a me piace molto personalmente, quindi io continuerei, il fatto è che non so per quanto posso continuare, uno perché comunque io adesso sono giovane ma più in lassi va e più anch'io invecchierò quindi la mia bellezza andrà col passare del tempo che anche questo è un concetto relativo
sì, è un concetto relativo però comunque perderò delle qualità diciamo così e poi perché non so poi nella mia vita futura se sarà una cosa conciliabile con quello che farò però mi piacerebbe ma a me sarebbe piaciuto anche entrare in un'agenzia per dire adesso è che non ho avuto il modo proprio perché tra chi non mi ha preso tra quelle agenzie che erano interessate ma sono molto lontane perciò scomode per me perché io comunque voglio non sei disposta a tutto
esatto non sono disposta a tutto cioè finché lo faccio per passione per diletto che trovo da fare, trovo lavoro, bene, se no me ne farò una ragione. Leonardo, le chiediamo invece un 'ultima considerazione sul contesto amicale, coetanei. Hanno accompagnato in questo tuo percorso che è molto differenziato, puoi aver scatenato delle invidie, invece sei stata un punto di riferimento, ci sono stati dei momenti di crisi da parte tua, allora chi ti sei rivolta?
Sì, dipende. Perché allora la maggior parte, ora parlerò di amiche perché io per lo più ho amiche donne, quindi la maggior parte delle amiche mi ha sempre sostenuta, anzi mi chiedevano un sacco di consigli ma banalmente su. qualsiasi cosa riguardo al mondo beauty perché comunque io sono appassionata poi anche di makeup o comunque di acconciature quindi sono una con molta manualità mi piace queste cose, mi piacciono queste cose
quindi sì, mi chiedevano molti consigli. Qualcun altro diciamo che velatamente si vedeva che c'era. Aveva un giudizio sì, aveva un giudizio o un po' di oppure un giudizio negativo dovuto al fatto che di base era invidioso traduco diciamo sminuiva il tuo percorso anche di formazione perché tu Perché tu eri in grado anche di stare in un mondo in cui l'esteriorità... Sì, oppure mi diceva, ma cosa fai? Ma dove vai? Ma te? Ma ti pagano? Ma non ti
pagano? Ma intanto sono affari miei. Uno, due, al di là di questo... Adesso c 'era sempre quella domanda che non era proprio curiosità, era un po' anche per dire, vediamo questa che combina. Eh vabbè, ci sta, mi sembra Anna sia molto determinata. Sì, sì, io lascio stare tutto quello che mi dicono perché tanto ormai… Hai avuto però anche le tue crisi. Sì, no, da adolescente, è stato terribile.
perché a parte che ero in scuola, in una scuola prettamente maschile, quindi immaginatevi qualsiasi commento che poteva essere fatto da… sì, ma poi in generale me ne sono state dette di tutti coloro. Non solo per questa cosa qui del fatto di fare la modella, ma anche proprio per il mio modo di comportarmi, perché quando vedi una donna molto determinata sei un attimo intimorito, anche se appunto io sono una ragazza. Cioè sono giovane, che posso intimorire? Però sei un po' intimorito perché vedi appunto il carattere, esce fuori e dici ma guarda questa... e quindi cerchi di,
come dire, tenertela un po' sotto controllo. però comunque di non farti scavalcare. Questo anche nelle relazioni rispetto a compagni, fidanzati? Sì, sì, compagni, fidanzati, amici, qualsiasi tipo di relazione. Queste testimonianze sono ossigeni? perché è un momento di spazio e di confronto su tematiche difficilissime, estremamente complicate, a rischio banalità enorme, che però affrontate in Gen Z danno la possibilità a noi di ascoltarvi e a voi di
parlare. Ma sai come si dice sempre quando si ascolta le voci e le testimonianze di persone che vivono esperienze dirette eh non si sbaglia mai no? E questo Chiara noi lo facciamo tutti i venerdì eh cercando. di portare dei racconti, dei racconti di ragazzi che vivono le loro esperienze nei loro campi culturali, sociali, di vita in generale. Il tema della bellezza è un tema che rischia, come dici bene, di essere banale e allo stesso tempo di cadere in quello... che noi definiamo il politically correct cioè questo modo di parlare velato senza mai dire ciò che si pensa
invece questo è sbagliato perché comunque io vedo in Anna una ragazza universitaria, appassionata di tantissimi cose che vive la sua esteriorità e la sua estetica in maniera tranquilla come un punto in più nella sua vita, non come un qualcosa di ossessivo e sicuramente questo fa parte di un percorso, perché non tutti, io ci tengo a dire questa cosa, perché tanti ragazzi e ragazze, perché ci sono anche i maschi in questa cosa, non ci sono soltanto le ragazze, faremo infatti una puntata anche su questo. Vivono la loro estetica, e te lo dico perché ho amici...
che vivono il fatto per dire di non avere l'addominale scolpito il pettorale scolpito come un qualcosa di meno rispetto agli altri guarda considera che questo è un aspetto che nelle relazioni sociali alla nostra età è fondamentale perché quando due ragazzi ragazzi e ragazze si conoscono, comunque si incontrano, la prima cosa che te guardi è l 'estetica e c 'è gente che la vive... Ti d'accordo Anna? Allora no, il primo approccio è quello visivo. Vedi l 'estetica però poi l 'idea che ti fai sulla persona è nel momento in cui apri la bocca e parla.
Esatto, è lì che stavo arrivando, cioè quando te guardi la prima persona a impatto noi siamo abituati a giudicare l 'estetica. Poi però è un po' quello che diceva un professore all 'università, mi è andato a ridere, diceva ragazzi voi quando vi vedete vi sembrare belli o brutti, poi lo sentite parlare anche se è bello biologico. vi diventa brutto subito perché perdete quel senso di diciamo ammirazione estetica inizialmente avete avuto questo è vero perché poi alla fine quello che conta è la persona no perché poi ripeto la bellezza diventa
Io mi fermo qui perché questa è una grande certezza ma con enormi difficoltà e anche sovrastrutture che in qualche modo entrano poi nella quotidianità reale e virtuale. Quindi non dobbiamo smettere di interrogarci su questo. In qualche modo abbiamo un po' risposto anche ad un messaggio che arrivava al 342 81 04 111, la bellezza e le sue implicazioni, che argomenti... lo scrivo senza malizia, lo sappiamo anche perché poi diciamo che anche politicamente la questione della bellezza, soprattutto a sinistra, non è stata poi così,
questo è uno dei temi. considerati un po' tabù perché sembra superficiale in realtà insomma c'è una superficie che però deve essere analizzata guardandola in prospettiva guardandola dall'alto e anche dall'interno con voi qui Dunque, io ringrazio Anna, lo diciamo, poi diamo la linea popolare, tremava per tutta la trasmissione, ma è stata talmente determinata che è riuscita a portare a casa davvero un contributo importante, per noi sicuramente. Leonardo, grazie. Grazie, noi ci rivediamo tra quindici giorni con un'altra tematica.
Grazie a voi. Gen Z, riascoltabile sulle nostre frequenze, rimanete su Controradio, tra poco il GR di Popolare Network. Gen Z, voce ai ventenni di oggi sul futuro di tutti Grazie a tutti.