Giovani e città: spazi, politiche e aggregazione a Firenze - Gen Z con Maddalena attivista di Mediterranea
Puntata di Gen Z dedicata al rapporto tra giovani e città, con focus su Firenze. Si parla di spazi di aggregazione, politiche giovanili, l'indice Youth Test e la necessità di luoghi fisici dove i ragazzi possano incontrarsi. Ospite Maddalena, 25 anni, studentessa di filosofia e attivista di Mediterranea Firenze, che riflette sulla necessità di un ascolto autentico dei giovani oltre gli eventi sporadici.
Capitoli
- 00:00Introduzione Gen Z
- 02:03Giovani e città: proposte e interrogativi
- 05:01Youth Test e politiche amministrative
- 07:00Eventi di massa vs spazi permanenti
- 10:00Necessità di luoghi fisici di aggregazione
- 14:00Università fuori dal centro e marginalizzazione
- 19:00Comunicazione politica con i giovani
- 21:00Mediterranea Firenze e attivismo
- 23:00Festival Mediterranea settembre 2025
Trascrizione 43 passaggi
Grazie a tutti. Gen Z voce ai ventenni di oggi sul futuro di tutti nove passate da cinque minuti venerdì 15 maggio, siamo in Gen Z nella puntata di oggi molto articolata, come tema scelto
giovani e città, proposte, indici, spazi, ma per cosa, per chi e per quanto? interrogativi insomma che ci portano a confrontarci con chi? Con Lucia Gemignani in TIF perché la redazione di TIF di This is Florence collabora con noi nella realizzazione e nei contenuti. Ciao Lucia ben trovata. Ciao Chiara. e salutiamo la nostra ospite Maddalena, buongiorno Maddalena buongiorno a tutti Maddalena ha venticinque anni studentessa universitaria fiorentina, laureanda in filosofia, attivista di Mediterranea Firenze, ho detto
bene? Sì sì, prima volta in radio? Sì sì, prima volta in È stata molto carina, Maddalena molto disponibile perché prestarsi a una riflessione così vuol dire insomma dare un contributo per noi importante perché diciamo sempre Lucia questi giovani li raccontiamo a noi. non gli diamo voce esatto e invece noi dobbiamo fare il contrario esatto e tu Maddalena non sei propriamente una giovane diciamo che vive la città in termini di divertimento più di impegno Sì, è una studiosa impegnata e ha anche
gusti affini a contro radio, proiezioni fin del sé, insomma, diciamo tutto ciò che ha a che fare con un divertimento spicciolo. te propriamente. Allora mi ci metto io per quello. Va bene, quindi siamo bilanciati. E allora perché noi arriviamo a riflettere sui giovani e le città? Che non è un tema diciamo nuovo per Gen Z, ma... necessita di approfondimenti, perché dopo il successo di Genova, di Charlotte De Vitte con migliaia di giovani in piazza, la sindaca di Firenze nelle scorse settimane ha pensato
ad un evento gratis con l'artista. l'ho annunciato come un desiderata è annunciato anche di voler aderire a questo indice lo Youth Test, uno strumento per misurare gli effetti di qualsiasi scelta amministrativa sugli under 35 che è un indice portato avanti da Parma primo caso in Europa. Da queste mosse delle amministrazioni abbiamo cercato di scegliere questo tema. Tu giornalisticamente Lucia, questo movimento dopo Genova di attenzione nei confronti del coinvolgiamo i giovani, l'hai visto come?
Beh, io penso che sia stato un po' forzato. Questo non serve essere giornalisticamente dentro le notizie per vederlo, anche perché... Credo che i ragazzi in questo momento, soprattutto a Firenze, cerchino un ascolto diverso, che non sia semplicemente dammi uno spazio per un tot di ore e vediamo se ti senti ascoltato o comunque se ti senti partecipe in questa città. E questo lo si vede anche soprattutto se si pensa a tutti gli spazi che ormai non ci sono più per i ragazzi, da spazi di aggregazione come la FLOG, che è stato un grande punto di aggregazione per tanti.
ragazzi per diversi anni che in questo momento non è che sta tornando come ci si aspettava a situazioni come ad esempio l'ex milcano tessile che non si è mai trasformato in una struttura che potesse essere una, prima di tutto, raccoglitrice di arte, perché doveva essere un museo di arte contemporanea, ma nemmeno di spazio di aggregazione. E queste cose, secondo me, i ragazzi le sentono. Perché il problema non è un giorno, il problema è tutti i giorni avere uno spazio dove stare, dove condividere e dove essenzialmente poter essere se stessi insieme
ad altri ragazzi. A questo proposito citiamo anche... Anche il contributo giornalistico di Costanza Baldini che su Intoscana .it ha fatto un vero e proprio report a Firenze, la geografia dei concerti cambia volto tra chiusure e controlli e grandi festival, chiudono club storici, i grandi festival. festival estivi diventano sempre più centrali, nel frattempo il pubblico cambia abitudini, i concerti costano di più e chi organizza eventi prova a resistere tra normative, mercati e trasformazioni culturali. Oltre agli operatori culturali, dicevamo Maddalena, come... fruitrice, ma come giovani
anzitutto, ecco come hai letto questi movimenti che di città in città vengono portati avanti tutti per dire rendiamo più attrattive le città per i giovani sì, allora quello che dice Lucia Lo condivido molto ampiamente e secondo me le questioni sono molte e il tema è anche delicato. Innanzitutto penso che un errore primo che si fa da generazione in generazione è quello di considerare I giovani come un 'entità unica, quasi inarrivabile, quindi da conquistare in qualche modo con qualche divertimento, forse solo o soltanto,
oppure qualche politica appena accennata. Invece i giovani fanno parte della collettività, del tessuto vero e proprio collettivo della società e della città stessa e fanno parte anche della complessità che riguarda poi l 'umano. Cioè non è un target... da conquistare in maniera omogenea ma è stesso complesso nelle sue esigenze nei suoi bisogni penso questo in modo estremo e assoluto e anche mi ritrovo forse Ho sempre fatto fatica verso quelle semplificazioni
a volte, per cui per conquistare i giovani bisogna fare qualcosa di divertente per forza. Il piano comunicativo che sia di un certo tipo, allora con i social, allora in una modalità, in qualche modo uso questo termine, smart, o ecco, che conquisti, che li attiri, ecco. Penso che... Io penso di condividere molto questa tua visione anche perché spesso e volentieri si cerca di comunicare con i ragazzi, con i mezzi dei ragazzi, ma non si ha l 'intenzione di comunicare veramente un contenuto.
quindi tu pensi di usare lo strumento sì, poi dopo vuoi dire quello che vuoi ma non vuoi veramente fare chiarezza ai ragazzi ecco, ma al di là del gusto tecno, non tecno, oppure mobi, non mobi Questa tipologia di eventi che richiamano tanto pubblico, perché poi la partecipazione c 'è anche nella vostra generazione, pensi che lasciano qualcosa oppure bisogna andare in una direzione diversa? Ecco, secondo me è un po' questo anche il punto di volta, il fatto che si tratta molto spesso di eventi che avvengono, magari risuonano molto, hanno una grande anche
audience e pubblico, però... Poi davvero rimane qualcosa nei termini di fondamentale, qualcosa su cui poi si può costruire e se la politica è veramente la res pubblica, la cosa pubblica. deve andare verso una direzione di costruzione, anche di fondamento e questo per quanto possa essere anche un 'occasione, un evento di un certo tipo, certo assolutamente non sono qui a denigrare in modo assoluto, però… Secondo me è importante, sarebbe importante costruire davvero dei piccoli
fondamenti su cui le nuove generazioni possono posizionarsi e stare anche, iniziare a stare con i piedi. Una domanda a entrambi, questo stare che dà molto il senso della fisicità, dello spazio, come dicevi Lucia, è proprio questo il bisogno reale, cioè una città che ci sia per i giovani, sia anche a città? perché sì, l'evento di massa è gratuito, quindi economicamente è alla portata, però poi il giorno dopo mi manca un corrispettivo
sì, sì, penso che sia proprio questo il punto, cioè creare punti aggregazione proprio fisici dove i ragazzi si possono incontrare dove possono anche non spendere perché ora la problematica è anche un'altra i soldi sono sempre meno però allo stesso tempo tutto costa dall'entrata in un locale per una tessera associativa che aumenta insomma ci devono essere dei posti che possono essere garantiti per i ragazzi perché ora neanche le piazze sono più abitate perché sono tutte appunto abitate semmai dai turisti piuttosto
Quindi bisogna trovare dei luoghi dove i ragazzi si possono incontrare fisicamente perché loro sentano tanto questa necessità visto che stanno molto online, siamo molto risucchiati da tutto quello che è online. non crei spazi fisici dove i ragazzi possono effettivamente scambiarsi le idee o comunque anche vivere una giornata semplice, è un problema. Sapere di andare lì, perché tanto poi qualcosa c'è che ti piace, o comunque c'è... cioè con le persone, ci sono le persone con cui vuoi stare, quindi non avere necessariamente una programmazione dell'offerta che ti viene data,
ma sicuramente la voglia di starci, di esserci. Sì, è esattamente questo e secondo me riprende anche un punto. un pochino l'idea passata del circolo. Anche quelli, vero? Se posso aggiungere una cosa, sembra quasi che faccia quasi paura questa occasione di ritrovarsi in comunità. un circolo proprio, in quella dimensione collettiva, sembra quasi che allora si deve creare un pretesto si deve creare un evento, così comunque è comunque anche un elemento gestibile
forse anche cioè Le persone si riuniscono per un determinato motivo organizzato dal comune, dalla sindaca e da tutti gli organi amministrativi della città. E invece dare la libertà di spazi in cui autonomamente... persone, giovani o non giovani o anche con uno scambio intergenerazionale, si possano incontrare e anche pensare e costruire qualcosa anche di non dico contrario, però anche contrapposto a quello che si potrebbe immaginare, potrebbe chiedere.
Vi faccio due esempi, la scorsa puntata avemmo la redazione di Scomodo Empoli, spazio in concessione pubblica, quindi l'istituzione che dà una mano a una redazione. realtà a scomodo appunto e autonomia però nella gestione e quindi diciamo è una via di mezzo per cui comunque c 'è un sostegno dell 'istituzione però poi insomma quello che emerge è responsabile dei soggetti giovani e però c 'è altrettanta libertà. In Santo Spirito oggi viene inaugurato
il salottino, questo spazio, questo spazio anche di decompressione in cui ci sarà una realtà di tipo più che altro teatrale. che però cercherà un incontro, un confronto con il quartiere, cercherà di creare momenti di partecipazione, anche questo in concessione, la vedete come una soluzione praticabile questa? Si deve andare in questa direzione? Sì, io penso di sì, sia per quanto riguarda realtà come queste, come ad esempio Scomodo che è più editoriale, sia in realtà che invece offrono più cose, più spunti.
tipo spazi multifunzionali dove puoi andare a giocare a scacchi, puoi andare a vedere uno spettacolo, puoi creare una tua classe per fare arte, insomma. creare dei punti dove effettivamente tu vai e sei veramente in relazione con le persone, perché ora secondo me questa è l'esigenza che i ragazzi sentono di più, stare in relazione e sentire che c'è un posto dove poter andare. che non sia appunto sempre per motivi un po' di noia, ecco.
Sì, sì, sì, penso anch'io questo, mi viene in mente rispetto. Quello che dicevamo prima, mi domando come si potrebbe portare questa collettività che si riunisce anche contro la noia a creare il futuro. tessuto amministrativo, politico che poi amministri effettivamente la città secondo me sarebbe anche interessante domandarsi cosa lasciamo cosa si costruisce da lasciare poi il concetto delle
di lasciare un'eredità significa anche poi avere l'umiltà proprio di lasciare il campo libero in termini di politiche poi torneremo sul discorso dell'indice nelle politiche amministrative a misura di giovani, però ci arriva un messaggio al nostro numero WhatsApp interessante nella sua sollecitazione, a cosa servono i luoghi di aggregazione? I giovani sono capaci di organizzarsi o hanno bisogno di qualcuno che faccia cose per loro per intrattenerli? I circoli ci sono e altri, ora ti faccio rispondere Lucia, ti vedo bella, ci sono anche altri numerosi spazi, i giovani li vedo tutti però a bere nei
locali dove si pagano un sacco di soldi. Allora, questo è perché ci sono dei luoghi di aggregazione che però ci devono essere proprio strutturalmente, perché io sto vedendo che esistano ora un sacco di… Ragazzi che creano dei gruppi e che poi si spostano, sono un po' latitanti ma non hanno proprio un luogo fisico e ora stanno uscendo fuori dei luoghi fisici che nascono come... dove poi dopo vanno a fare tutte
queste attività e sono tutte auto-organizzate quindi non è che il ragazzo non sa organizzare, non sa creare aggregazioni ha bisogno proprio di uno spazio fisico perché se no poi tu lo ritrovi potenzialmente nelle piazze dove dà fastidio oppure sotto casa e te non vuoi che ti occupi l 'entrata di casa. dei luoghi dove i ragazzi si possono ritrovare è proprio necessario affinché queste loro esigenze e queste loro idee di fare attività insieme
si possano realizzare dal fastidio al resto della società sì, penso anche che sia una conseguenza le due cose vedere i giovani che passano il loro tempo a bere nei locali come se fosse una colpa e Però ecco, anche qui cosa significa? Forse manca un senso profondo, ma non perché manca strutturalmente alla mia e alle generazioni nostre. Manca perché ci manca la fiducia, ci manca questo coltivare il senso
e che tutti dalla società alle piccole e grandi politiche, alle famiglie, a qualsiasi campo. collettivo, non si impegna e non si prende la responsabilità, secondo me, di assumersi l 'incarico di coltivare questo nuovo ardore. Ci manca forse un nuovo ardore, anzi ce l 'abbiamo, ce l'abbiamo potentemente. e molto forte e si è manifestato in certi eventi anche di cronaca politica e di esercizi di diritti ci manca la possibilità di non reprimere
con l'artore e poi c'è anche un altro fattore a Firenze ci sono tantissimi ...spazi inutilizzati o comunque che verranno utilizzati invece a scopo di lucro per aziende, per studentati di lusso. E io mi chiedo, ci sono spazi tipo le muline? che sono fermi da una decina d'anni, 15 anni non so quanto che si è andato a sciogliere proprio in questi ultimi mesi e che prospettive vorresti che avrebbe insomma come spazio secondo me dovrebbe
esserci o uno studentato pubblico, pubblico per i ragazzi che ovviamente non hanno spazi dove andare a abitare, oppure anche lì un polo multifunzionale dove i ragazzi possono stare e ben collegato con la città. Ecco, i trasporti, la mobilità, il legame spaziale, dove li metti gli studenti a studiare e dove in qualche modo li inviti a generare qualcosa? qualcosa che vada oltre lo studio in termini di socialità, però questi ragazzi, voi ragazzi,
ragazze, studenti, anche non solo fuori sede, però come facoltà siete stati tutti dirottati fuori dal centro. cosa ha comportato anche per il vostro vivere fuori dal contesto universitario? Sì, innanzitutto appunto questa tendenza a portare ai margini le classiche insomma le categorie più che altro, che in questo momento magari non portano quel lucro di cui parlava Lucia, perché si deve svuotare il campo, certo l'università ha il fiero di occhiali,
nostro paese più o meno, però si deve lasciare il campo comunque a una città fatta per l 'arte turistica, quindi al servizio innanzitutto del turista che usufruisce appunto. Questo ancora una volta ci sfiducia e ci anche reprime nella nostra possibilità di prenderla davvero questa città e di farla nostra. Perché dove i giovani studiano? dove ci sono, dove passano gran parte della giornata, poi in qualche modo l 'effetto della loro presenza si riverbera, si sente, viene declinato.
Certo che si sente, si sente e secondo me appunto dandogli degli... spazi, potrebbe anche succedere che certi luoghi vengono anche riqualificati. Questo è veramente un percorso interessante, anche di contributo potrebbe essere recepito in quelle famose politiche amministrative a misura anche di giovani che vogliono essere messe in pratica anche con uno strumento di monitoraggio come questo indice, dicevamo, che viene adottato a Parma e che vorrebbe essere replicato. La stessa ANCI, l'Associazione Nazionale dei Comuni, sta pensando di utilizzare... potrebbe essere un termometro per dire ci considerate o non ci considerate?
Sì, penso che potrebbe esserlo, anche se un inizio di termometro forse, però sì, anche perché mi sembra sembra che possa essere qualcosa che vada nella direzione di rimanere quantomeno, quindi nel momento in cui una politica amministrativa prende in considerazione una fetta di società che ha comunque un impatto notevole. voglia o meno, poi è difficile anche tornare indietro e quindi creare delle politiche che vadano contro tutto ciò che si è costruito finora e mi sembra
che possa anche andare proprio piano piano nel senso di una responsabilità e di una responsabilizzazione anche degli altri che saranno i futuri cittadini, che saranno, e anche questo penso che a volte per ritornare al discorso con cui abbiamo aperto, si tenda a recepire... giovani come qualcosa di bisogna dargli la cosa divertente bisogna dargli la cosa accessibile bisogna dargli la cosa sia anche più semplificata invece questo edulcurare insomma la narrazione e anche l'atteggiamento verso i giovani
significa secondo me intanto non dirgli la verità e senza la verità ecco che se voglia o meno non si riesce a costruire niente e la verità storica la verità presente del presente del futuro futuro, di tutte e anche le catastroficità che ci possono essere le difficoltà e poi non comprenderli appunto nella complessità di un intessere appunto una società nuova e io poi vorrei anche fare un altro lancer che riguardano spesso e volentieri, come si è detto prima
la politica cerca di parlare con i giovani attraverso i loro mezzi ma non comunicandogli con intenzione secondo me se cominciassero a comunicare con intenzione col farsi conoscere col veramente farsi comprendere dai ragazzi ci sarebbe veramente un salto di qualità io mi chiedo come mai non si fa credo che vada di pari passo la riflessione che faceva Maddalena della paura, il preferire gestire una cosa piuttosto che lasciarvela gestire ma siamo in conclusione
9 e 26 minuti e tra poco lasciamo la linea al genere di Popolare Network presentato anche come attivista di Mediterranea Firenze, quindi tu concentri anche parte della tua vita extra studentesca in un attivismo importante che si manifesta anche sul territorio. che va attraversato il territorio, va abitato e Mediterranea attraversa anche tutto il territorio italiano, oltre a quello fiorentino e cerca di posizionarsi ben chiaramente dalla parte della storia che possiamo...
Presuntosamente forse pensare che sia la giusta. Che cos'è Mediterranea? Mediterranea è un 'associazione di promozione sociale che è nata nel 2018 dopo il restringersi sempre più ferro delle politiche dei porti chiudi. Quindi partì nel 2018 con una prima nave, la Mare Ionio, per operare nel Mediterraneo con il salvataggio in mare. Poi è cresciuta negli anni con tutte le difficoltà della realtà. Io faccio parte di uno dei tanti equipaggi di terra, io faccio parte di quello fiorentino e mi permetto anche di dire due parole
vagamente promozionali. Settembre, fine settembre, l 'ultimo weekend di settembre, ci sarà proprio a Firenze il Festival Nazionale di Mediterranea, al quale speriamo che possa essere un 'occasione davvero di incontro, di spazio, di costruzione e anche attraversamento di tutti. le difficoltà e tutte le complessità ecco della storia e quello che proviamo a fare è veramente quello anche a volte remare controcorrente contro una politica mondiale prima di tutto e poi
anche sempre più piccola nazionale, poi sociale, poi statale, poi cittadina, di chiusura sempre di più, invece quello che ci libera veramente come esseri umani è la conoscenza e l 'incontro con l 'altro. Racconteremo e ci saremo anche noi al Festival Mediterranea, ve lo anticipiamo, ma qual è stato l 'input che ti ha fatto scegliere di prendere parte a questo impegno? L 'input forse di una vita, o del desiderio di una vita, quello di guardare l 'altro, soprattutto, ecco quello che dicevo, e quindi di
guardare l 'altro come forse più importante di me. E quindi l 'altro che può essere l 'altro che muore nel Mediterraneo cercando una vita migliore alla quale io ho parte, casualmente, casualmente, o l 'altro che anche dorme nel Mediterraneo. nelle nostre strade, o l 'altro in carcere, o l 'altro coetaneo, che ha poche prospettive future, o l'altro chiunque. Chiudiamo con un messaggio che ci viene presentato come una provocazione. si conclude con un abbraccio
quindi lo accogliamo allora credo che non solo la città possa dare il divertimento appropriatevi se possibile dei piccoli paesi nelle vicinanze di Firenze che tra l'altro si vive meglio Si trovano case a prezzi più vantaggiosi, ne va per voi e rifà vivere anche i paesi che stanno piano piano morendo. Ti dirò, non mi dispiace come idea e penso che già qualcuno ci stia già pensando. e torneremo su questo perché non solo la città ci interessa anche tutto il resto
grazie Maddalena per essere stata con noi grazie Lucia, grazie alla redazione di TIF Gen Z tornerà intanto potete riascoltare questa trasmissione sui nostri canali crossmediali su Controradio.it Newsline termina qui tra poco la linea al GR di Popolare Network. Gen Z, voce ai ventenni di oggi sul futuro di tutti. Grazie a tutti