Gen Z_ Puntata del 21 novembre 2025

21 novembre 2025 · 21 min

Presentazione della campagna Anomalia Temporale contro la violenza maschile sulle donne, promossa da Nosotras e Casa delle Donne di Firenze. Isabella Mancini e il giovane attivista Omar Bartolini discutono di come coinvolgere le nuove generazioni nella prevenzione della violenza di genere attraverso strumenti comunicativi innovativi e un dialogo intergenerazionale non giudicante.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione a Gen Z
  2. 01:12Nascita della campagna Anomalia Temporale
  3. 03:23Il percorso formativo di Omar
  4. 05:45Immaginare un futuro senza violenza
  5. 08:11La violenza nella quotidianità giovanile
  6. 11:43Dati sulla percezione della violenza
  7. 14:38Partecipazione e impegno civico
  8. 16:24Superare la società performante
  9. 18:02Responsabilità maschile nel cambiamento
  10. 19:01Presentazione evento del 25 novembre
Trascrizione 37 passaggi

Gen Z, voce ai ventenni di oggi sul futuro di tutti. Da otto minuti siamo Gen Z, sì, nella puntata di oggi, 21 novembre, e siamo proprio con un ventennio. che ora vi presenteremo, saluto infatti i nostri ospiti di oggi, Isabella Mancini, presidente di Nosotras, capofila per la Casa delle Buone di Firenze, ben trovata, buongiorno. Buongiorno a tutti e a tutte. E' venuta con Omar Bartolini, ventenne appunto, giovane attivista, ciao Omar. Buongiorno.

E' uno dei corsisti che ha inaugurato la campagna anomalia temporale contro la violenza maschile sulle donne e il tema di questa puntata è proprio la vigilia del 20. novembre delle iniziative di avvicinamento alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la progettualità, le attività, gli spazi dove si fa cultura della prevenzione, anche la comunicazione, insomma, giovane rispetto. Isabella, com 'è nata questa campagna? È nata da una sensazione di forte disagio di non essere in grado di comunicare con le nuove generazioni, di avere messaggi contenuti, di avere sicuramente

anche tanta storia. esperienza da poter condividere ma di non avere le parole giuste, di non avere anche forse gli strumenti giusti per poter stare in una relazione che consenta poi anche un passaggio di testimone che non sia semplicemente dall 'alto verso il basso oppure da chi è portatore, portatrice, chi sa quale verità, verso chi invece deve ricevere quella verità ma anzi una costruzione insieme, una condivisione, quindi la domanda che ci siamo fatte è vera ma su questo tema della violenza sulle donne, è un tema che ovviamente riguarda tutti e tutte, riguarda sicuramente le nuove generazioni, come possono parlare loro, come ne vogliono parlare loro, quale linguaggio,

quali strumenti si possono mettere a disposizione, ovviamente ci sono dei limiti strutturali dati dalle reciproche età, da chi ha i capelli bianchi, da chi invece ce l 'ha ancora tutti e neri, ma la difficoltà sta proprio nel mettersi insieme e provare ad assumere queste sfida è guardare avanti e quindi come la costruiamo questa risposta per far sì che siano sempre più persone più coinvolte l'obiettivo rimane sempre quello cioè rimane quello della prevenzione rimane quello di

mandare un messaggio per cui no la violenza non è accettabile sì dobbiamo impegnarci tutti e tutte con gli strumenti e con le modalità differenti ma proprio una domanda che ci ponevamo anche prima rispetto all'ingagement cioè come ci si sente coinvolti all 'interno delle battaglie che la comunità di oggi ci pone davanti, com 'è che si partecipa, com 'è che ci si muove, com 'è che ci si mobilita. Gli strumenti sono indiscutibilmente diversi, non possono essere gli stessi di 30 anni fa. Poi racconteremo come anomalia temporale si manifesterà al pubblico e verrà diffusa

e presentata, ma le domande che ci anticipava Isabella ve le siete poste, come si è diventato in qualche modo protagonista della campagna nella formulazione anche dei suoi contenuti? Allora, io avevo visto la Summer School che avevo organizzato quest'estate ma purtroppo per una questione di tempo non sono riuscito a partecipare e quando ho visto che la riproponevano a settembre-ottobre ho deciso di partecipare perché sento il tema molto vicino e sento anche un obbligo mio nel formarmi

gli strumenti per affrontare il tema della violenza di genere e della violenza in generale. Per me è stato uno step in più nel mio percorso, un po' di astrazione da questa struttura in cui vivo da quando sono piccolo. È un percorso che è lungo, è ovviamente molto lungo, però dobbiamo dotarci degli strumenti dati da persone esperte come quelle che abbiamo entrato appunto nell'incontro che era tutto. rispetto e anche visualizzare un futuro in cui tutto ciò non esista perché solo visualizzandolo

per bene concretamente riusciamo ad avere qualcosa verso quello tale. Quel famoso un altro mondo è possibile Isabella lo dobbiamo mettere in pratica anche nella visione e nel dare agli possibili protagonisti di quel mondo strumenti ma soprattutto farli creare a loro. Sì assolutamente. ma poi proprio quello che stavi dicendo tu se non siamo in grado di immaginarci qualcosa non siamo in grado neanche di immaginare come poterlo costruire soltanto da quell'immaginazione da quella scintilla che parte

poi la voglia di dire bene questa strada la possiamo percorrere quest'altra invece lasciamo andare perché non è così buona proviamo a trovarne un'altra che possa essere più utile però intanto immaginiamo questo mondo dove non c'è più la violenza dove non c'è più questa violenza che non è soltanto, lo ricordiamo, anche lì vediamo sempre una punta dell'iceberg drammatica e assolutamente devastante che è quella dei femminicini in modo specifico sul tema della violenza di genere, ma c 'è tutto ciò che precede quell 'evento drammatico e drammatico, c'è la violenza psicologica, la violenza economica, abbiamo imparato a

nominarle queste forme di violenza, ma non abbiamo imparato a immaginarci come se ci concretizzassero sull'oggi, ma non ci permettessero di guardare effettivamente a un'altra un futuro in cui queste cose qui non accadranno più. Nella percezione del fenomeno in presenza, però in qualche modo in contemporanea ci scivola anche addosso, perché è una normalizzazione di un contesto che è come se non ci facesse visualizzare delle vie di uscita. Ma tutto questo nel tuo contesto, tu sei uno studente, ne parlate, come vivete il tema?

a seconda anche delle magari casi specifici, relazioni che possono essere disfunzionali oppure fenomeni di mancanza di rispetto che possono degenerare in bullismo. Cioè è un mondo che tu nella tua quotidianità hai avuto modo di intercettare? Sì, sì, ho avuto modo di intercettarlo perché è un po' in tutte le cose. Come dicevo, prima è strutturale, però almeno io frequento ambienti in cui se ne parla, ci si interessa appunto ci si vuole dotare degli strumenti per combattere questa struttura mentale che purtroppo

abbiamo anche noi al nostro interno. Penso che in confronto alle scorse generazioni secondo me la sensibilizzazione generale è più diffusa, però appunto non basta parlarne, basta bisogna anche studiare appunto l'argomento. come dicevo prima a trovare gli strumenti perché parlarne basta secondo me alla fine è un po' fine a se stesso Ecco, allora anomalia temporale che strumenti

mette in campo? Anomalia temporale mette in campo lo strumento dicevo prima, ovvero quello di riuscire a immaginarcelo un futuro in cui non esiste più la violenza di genere e magari sembra un po' utopico perché posso capire chi la può pensare così però appunto come si diceva prima se non lo facciamo ora non riusciamo a tendere verso niente e poi secondo me anche la strutturazione del progetto è stata una strutturazione molto orizzontale in cui è nata da un dialogo

collettivo tra appunto come dicevi prima varie generazioni e questo è stato molto importante perché era un po' di tutti questo futuro ma nell'ottica una prospettiva fattibile e positiva di cambiamento, ci sono delle cose che in questo percorso di tutto rispetto, questi incontri che sono stati fatti e di cui abbiamo anche parlato nella presentazione proprio del calendario, ti sono risultati nuovi, davvero ti hanno arricchito anche nella percezione rispetto al fenomeno? Sì, mi ha arricchito molto l 'incontro sull 'intelligenza emotiva, la

risumo un po' così. perché effettivamente è un qualcosa che manca molto, l'educazione appunto anche affettiva è stato un incontro in cui ti spiegava proprio a livello psicologico come fare determinati ragionamenti e come elaborare appunto certe strutture che poi interiorizzi e quello secondo me è stato molto importante e mi ha colpito molto e dovrebbe essere più diffuso Ci siete arrivati alla campagna fornendo ai ragazzi, dai 16 ai giovani dai 16 ai 20 anni

delle chiavi di lettura che andassero un po' fuori da quella che è la narrazione tradizionale Sì, soprattutto ci siamo avvarsi di tanto di esperti importanti come Alessia Dolbeco che so essere voce conosciuta qui a Controradio quindi è anche apprezzata per la sua capacità anche divulgativa e quindi avere persone che possono darti allo stesso tempo quella che ha una visione di analisi dei fenomeni e mettere una lettura contemporanea, anche proprio gli strumenti di comunicazione sono estremamente

importanti perché abbiamo fatto un piccolo post proprio per segnalare sul profilo Facebook dell'associazione quelle che sono le prossime attività che andremo a fare in queste giornate di contrasto alla violenza sulle donne e sotto si sono subito accodati i soliti haters che mischiano sempre. capri e cavoli nello stesso ambiente e quindi vuol dire che c 'è comunque uno spazio di misunderstanding, oltre a esserci ovviamente persone brutte e cattive e questo è un dato di fatto, ma ci sono anche sicuramente dei frantendimenti, perché per me rimane ancora

un mistero capire come non sia condivisibile un concetto abbastanza banale, non si picchia nessuno e tantomeno si picchia una donna, un bambino, ci sono delle persone che non le leggi, si fanno rispettare le leggi che ci sono e si chiede la massima tutela e protezione laddove appunto vengano infrante queste leggi e dove ci siano dei sistemi importanti, la questione della violenza di genere proprio perché è un fenomeno strutturale, ha delle dinamiche che possono essere decostruite attraverso una

spinta di riflessione collettiva la cultura la facciamo noi la creano gli esseri umani, quindi è modificabile se si può modificare modificata nel senso che ci permetta di vivere tutti e tutti meglio. Ecco, la violenza economica è considerata accettabile da un uomo su tre e lo è per quasi la metà dei maschi millennials e quelli della Gen Z appunto. Per uno su quattro la violenza verbale e quella psicologica sono ampiamente motivate e la maggioranza, oltre il 55 % dei millennials, ritiene legittimo il controllo sulla partner. Anche la violenza

fisica è giustificabile per quasi due maschi adulti su dieci. stiamo cercando di incidere infatti sulla Gen Z e dalla Gen Z arrivare poi a quello che è il contesto invece più adulto questi dati arrivano dalla ricerca di Action Aid con l'osservatorio di Pavia sul fenomeno sul tema della percezione ma io mi rendo conto di quando c'è un contesto di violenza fisica, psicologico, economica ci siete posti questo interrogativo o appunto il contesto strutturale

fa sì che a volte non individuiamo proprio il problema che sia tua mamma che sia tua sorella che sia una tua amica una compagna una conoscente noi le viviamo in continuazione violenze di ogni tipo però è quello che dicevo prima dobbiamo un po' allenare l'occhio a riconoscerle a vederle e a comprendere che non è normale non è normale nessun tipo di violenza che sia appunto economica, fisica, psicologica e

quindi appunto allenandoci a vederle e a riconoscerle come qualcosa di sbagliato poi appunto le riusciremo a contrastare. Secondo me fa parte tutto di un percorso, non si nasce imparati però appunto dobbiamo avere la volontà appunto di apprendere e di conoscere sempre di più riguardo a questi temi. Un percorso che rispetto alle persone più adulte, boomers o millennials che siano, Isabella Mancini, fa sì che siano queste appunto le fasce maggiormente diciamo

normalizzanti perché sono vissute e cresciute in un contesto patriarcale quindi come effettuare questo snodo di acquisizione per poi lasciare davvero a loro la voce e gli strumenti per portare avanti una nuova visione positiva rispetto alla violenza contro le donne. Credo che ci sia la necessità di fare questo in senso anche molto ampio, un processo di responsabilizzazione alla cittadinanza di tutti e di tutte e che richiede il nostro impegno quotidiano, che nessuno ci può assolvere da questa cosa.

Abbiamo un impegno civico da dover portare avanti, che riguarda il caso specifico della violenza sulle donne, ma riguarda anche il nostro impegno rispetto a quello che accade nel mondo. Penso ai cittadini. contesti di conflitto, ma penso anche a tutto quello che riguarda le condizioni del lavoro, tutto è connesso, se si comincia a mettere insieme i fili di questa trama che è quella della nostra vita, se non abbiamo la possibilità di accedere a un'istruzione qualificata, è chiaro che non possiamo poi avere gli strumenti per poter entrare in un mercato del lavoro dove non siamo soltanto sfruttati, ma possiamo avere anche un benessere che ci permette di

vivere la nostra vita in modo non stressante e poter accedere alla casa, poter accedere alla formazione continua nel corso della vita ecco, questo benessere qui fa parte di un ciclo e fa parte anche di diritti e di doveri che come cittadini e cittadine non ci possiamo sottrarre e in tante persone mi hanno contattato nel corso delle ultime settimane quando ci sono stati alcuni dei femminicidi purtroppo drammatici e recenti, drammatizzate dal fatto ma che cosa possiamo fare noi? Partecipate! state dentro ai fenomeni, state dentro agli eventi, contribuite, venite alle manifestazioni,

venite agli incontri, ascoltate e allo stesso tempo anche informatevi, ma fatelo anche attivamente, essere presenti a una manifestazione come può essere quella di domani mattina che verrà fatta dai quartieri con la camminata, è un segnale importante, chi vede da fuori riceve un segnale importante, non ci posso essere perché stamattina è il turno di lavoro, ma ci sarà la mia amica, la mia zia, la mia cugina, il mio nuoro, la mia nuora, la mia il mio cognato, ecco quella presenza lì è una presenza che manifesta, che si fa vedere che dice alla collettività non siamo indifferenti, tutto questo

non ci scivola addosso ma ci siamo vediamo, possiamo fare alcuni pezzetti e quei pezzetti che possiamo fare li facciamo, non siamo assenti Ecco Omara, come invogliare a partecipare i giovani, i giovani che in realtà insomma sono stati ben presenti nelle mobilitazioni che i vari scenari sia di guerra che di militarizzazione, disumanizzazione, sia sul fronte anche dei diritti non solo allo studio ma alla casa, hanno fatto sentire la loro presenza e la loro indignazione. Sul tema della violenza di genere come stanarli? Parlo

della mia esperienza, nel mio caso è avvenuto attraverso la comunicazione e l 'ascolto non giudicante magari delle storie di… persone che avevano subito violenze e appunto attraverso un percorso del genere poi essendo che hai un cuore sei volto a empatizzare nei confronti della persona e quindi poi cominci a interessarti, quindi secondo me sta tutto nel confronto, nello scambio, uno scambio che appunto deve essere non giudicante, uno scambio orizzontale e secondo me se questo avverrà sempre di più si

può diffondere. Ma mentre tu, quando tu partecipi a uno degli eventi, insomma hai partecipato a uno degli eventi proposti, no? In questo ambito di formazione per scelta autonoma, ti sei sentito in colpa rispetto a una mancanza di tempo che toglievi a un esame, a una questione che riguardava, insomma, è una società performante con dei tempi che vanno oltre le nostre capacità proprio, no? Quindi il darsi e il dare la propria presenza. un arricchimento interiore spesso viene considerato quasi una perdita di tempo. C'è una colpevolizzazione anche interiore che dobbiamo superare rispetto a questo?

Sì, sono pienamente d 'accordo. Infatti io per esempio l 'anno scorso non partecipavo a questo genere di eventi perché magari avevo l 'università a cui stare dietro. Penso appunto anch 'io che sia un impegno civico e secondo me delle cose le puoi lasciare un attimo indietro perché è doveroso. partecipare, esserci e formarsi su questi temi Faccio un'ultima domanda ad Omar e poi in conclusione vi diamo anche informazioni su come potrete conoscere anomalia temporale sei un ragazzo

e spesso diciamo vanno coinvolti gli uomini, vanno coinvolti i giovani maschi, vanno educati, con loro bisogna parlare, ascoltarli ti sei sentito a volte il carnefice in conoscere contesto in cui si parla di violenza di genere, perché di fatto c 'è un genere che è prevaricante nell 'abuso su un altro. Come riuscire invece a porsi in una condizione, come dici tu, non giudicante per fare in modo che sia un fenomeno da affrontare come comunità?

Penso sia una cosa che cambia in base alla tipologia di persona. Io mi sento... Mi sento in parte colpevole, parte di questo sistema, è proprio per questo sentimento che provo che voglio cambiare le cose, voglio cambiare le cose nel mondo, ma prima di cambiarle nel mondo le devi cambiare te stesso, perché appunto te sei un figlio di questa società e di questa struttura patriarcale che non funziona.

E quindi sì, penso che... cambi da persona a persona, però lei partirà da dentro di te. E allora, mentre a Roma sta per inaugurare il Museo del Patriarcato, Isabella Mancini, anomalia temporale, come si manifesterà? Si manifesterà il 25 di novembre, nel pomeriggio, alla Casa delle Donne, alle 18, sarà un'occasione per riflettere su questi temi, per condividere le motivazioni che ci hanno portato a realizzare questi messaggi che arriveranno dal futuro e che ci diranno che sì, quello facciamo oggi, ovviamente se lo facciamo

farà la differenza prima nel nostro presente in questo momento e poi la farà anche in un futuro, se le cose si possono cambiare, la trasformazione è possibile ma va anche guidata attraverso strumenti che possono essere di comunicazione e di condivisione e sicuramente rispetto alla questione della performatività va tirato un po' il freno, bisogna un po' scendere dalla macchina in corsa e lasciarla a schiantarsi contro un muro mentre noi ci mettiamo in salvo in posti dove possiamo confrontarci dove c'è il tempo per riflettere sulle cose

per agire il cambiamento in una trasformazione che è sociale che quindi parte dalle dinamiche di relazione e passa attraverso i nostri corpi lo stare insieme, lo stare vicini non è una cosa indifferente è una cosa estremamente importante quindi anche lì la partecipazione l'adesione alle manifestazioni, agli incontri fatevi attraversare dalle emozioni passano dal vostro corpo, anche quelle spiacevoli, perché sono quelle attraverso le quali puoi andare a lavorare, capire perché ci fanno stare male e quindi capire come agire un cambiamento. Continuiamo a riflettere con voi

su questi temi e li approfondiamo e seguiremo anche gli eventi promossi, alcuni li abbiamo accennati, altri continueremo a raccontarli. Io ringrazio Isabella Mancini per nosotras e Casa delle Donne. Grazie a voi. E ringrazio Omar Bartolini davvero per essere stato con noi. Grazie a voi. Appuntamento alla prossima puntata di Gen Z, tutte riascoltabili sul nostro sito controradio .it. Vi anticipo che Isabella sarà di nuovo con noi martedì, proprio il 25 novembre, per una maratona voci contro la violenza con tantissime protagoniste e protagonisti del Festival dei Diritti

dalle 8 .30 alle 10 per continuare a ragionare su strumenti possibili, presenza, partecipazione, iniziative, eventi che possano inserirsi. in maniera qualificante e soprattutto sollecitarci in questo percorso di acquisizione di anticorpi contro la violenza di genere grazie per essere stati con noi grazie ancora, buon proseguimento di ascolto Grazie a tutti.