Giovani di piazza e di governo

17 ottobre 2025 · -1 min

La rubrica Gen Z riprende analizzando il paradosso dei giovani italiani: molto presenti nelle manifestazioni di piazza, specialmente per la Palestina, ma assenti alle urne delle elezioni regionali. Attraverso interviste a studenti fiorentini emerge un quadro di sfiducia nella politica istituzionale, senso di non rappresentanza e difficoltà della classe dirigente a intercettare le istanze giovanili, nonostante un forte senso civico manifestato nelle mobilitazioni sociali.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione Gen Z
  2. 01:00Giovani di piazza e di governo
  3. 03:00Interviste agli studenti del Gramsci Keynes
  4. 06:00Analisi dell'astensionismo giovanile
  5. 09:00Regionali in Toscana e partecipazione
  6. 11:00Motivazioni del voto studentesco
  7. 14:00Sfiducia e distacco dalla politica
  8. 18:00Sensibilità sociale vs impegno politico
  9. 21:00Social media e comunicazione politica
Trascrizione 40 passaggi

Gen Z Voce ai ventenni di oggi sul futuro di tutti nove e cinque minuti mi mancava devo dire la verità mi mancava un po' questa sigla mi mancava anche Gen Z e di avere in studio con me anche i colleghi di TIF Andrea Montigiani ben trovato. Grazie cara buongiorno. ben trovata. Apriamo questa stagione, l'apriamo con voi? Sì, sì, perché no? Dobbiamo, in qualche modo, anche se io non sono della Gen Z, ma parlo tutti i giorni con loro, per cui sì. Eh, sei un buon, diciamo, collettore, eh? Un buon

incubatore delle voci dei giovani di oggi per il futuro di tutti e tutte. Sì, la nostra rubrica riprende anche in questa stagione, riprende il terzo, ora vediamo lo dico perché la calendarizzazione il venerdì, il Newsline il secondo, il primo non lo so, voi il venerdì sintonizzatevi perché potrebbe esserci Gen Z sicuramente questa è la prima puntata e non possiamo Andrea non aver scelto un tema che è nella cronaca non solo politica ma anche sociale di questi giorni,

giovani di piazza e di governo, perché ci sono questi due aspetti. Sì, è un tema che... E di questi giorni è un tema che abbiamo affrontato, sia in radio che su TIF, con tagli diversi e approfondendo soprattutto quello che è la visione dell 'agenzia, appunto, sia da una parte che sia in piazza, diciamo che all 'altra parte... voto e c 'è un grosso gap, c 'è una grande partecipazione, una grande voglia di scendere in piazza, l'abbiamo visto e lo stiamo vedendo anche con l'occupazione delle scuole, uniti su un unico fronte, cercando di coinvolgere più.

persone possibili anche fuori dalle scuole, fuori dalle istanze e poi dentro le urne c 'è una grande assenza, comunque una mancata partecipazione. che può essere dettata da tanti fattori e poi una mancata partecipazione che si inserisce in un astensionismo complessivo intragenerazionale però i giovani, questi giovani che tanto hanno risuonato nelle nell 'individuazione della loro partecipazione nelle piazze delle scorse settimane, non li

abbiamo visti arrivare, c'erano, c'erano anche prima, adesso fanno sentire di più la loro voce. Vogliamo riflettere con voi su tutti. E lo facciamo a partire dai cortei, dai presidi, dagli scioperi e anche dalle occupazioni che abbiamo seguito in queste settimane e lo facciamo con un estratto emblematico che poi commenteremo insieme. ad Andrea, ovvero dei giovani pratesi del Gramsci Keynes, parliamo di minorenni sedicenni, che sono stati intervistati dal nostro Giorgio Bernardini

nello sciopero del 3 ottobre scorso in piazza Mercatale erano insieme alle oltre 1500 persone che poi si sono radunate lì in piazza e hanno dato vita ad un corteo. Sentiamo. Anche noi giovani siamo stupi di vedere su TikTok, su Instagram, su tutti i social casi mediatici. su un vetro rotto a Milano quando in realtà si dovrebbe parlare delle persone che muoiono di fame in Palestina essenzialmente vogliamo far capire che anche noi giovani abbiamo la voce alta per dire queste frasi

la palestra. Innanzitutto noi siamo qui perché nonostante si parli tanto di disinteresse tra giovani, ai giovani non interessano queste cose, io sono qui perché penso che le emozioni più forti le troviamo proprio noi in primis, vedendo anche le notizie sui telegiornali, in tizio ovunque. Noi mostriamo disinteresse perché, presi il nostro buscio già di pensieri e problemi, non ci sentiamo anche di metterci a carico dei problemi degli altri, ma in realtà siamo qui per dimostrare che in realtà noi proviamo rabbia, noi proviamo un sero. Io in questo momento ho il brividio a vedere tutte le persone che in realtà provano interesse verso questa guerra, verso questa ingiustizia enorme, che penso sia la cosa più brutta che possa

esserci al mondo e quindi siamo qui appunto per dimostrare che noi vogliamo... sentirci potenti su questo. Allora sì, è la prima volta anche per me e l'abbiamo fatto perché abbiamo voluto prendere parte a questa cosa perché comunque voglio diciamo anche dimostrare di poter dare un contributo nel mio piccolo per quanto possibile. Sì, anche io ho abbastanza i brividi perché sia appunto la prima volta. dicono che comunque prendendo parte a questa cosa non aiutiamo, effettivamente non cambierà nulla del mondo e magari da una parte è vero, però penso che comunque nel nostro piccolo possiamo dare un contributo e solo per questo mi sento unile in realtà, quindi abbiamo un punto la possibilità di scegliere se poter andare a scuola

oppure no. Invece i bambini che stanno morendo in Palestina non hanno avuto la possibilità di poter scegliere visto che abbiamo la possibilità di scegliere, di poter avere una piccola voce capitolo per far capire alle altre persone che comunque a noi questo argomento interessa e che nel nostro piccolo riusciamo a fare un grande commento. Nel nostro piccolo, questo piccolo però si è manifestato questa volta. Sì, sì, e mi fa riflettere che poi arriveremo anche a toccare quel tasto, il voto

è un po', si riflette proprio questa idea qui, che dal piccolo si possono fare i grandi cambiamenti. Il movimento di piazza lo fa anche il voto il senso ciprico di andare a votare e di cambiare le cose dal basso uno alla volta quindi ancora di più si sente questa differenza fra la volontà da parte dei ragazzi ricordiamo che comunque Al voto questo astensionismo è stato trasversale, quindi noi non stiamo dicendo che esclusivamente i ragazzi non siano andati al voto, però parlando comunque con la generazione ci siamo resi conto che c 'è stata questa tendenza anche da parte loro.

C 'è una volontà di stare e quindi è un po' un paradosso. Io credo, una delle riflessioni potrebbe essere, che non si sentono coinvolti, non si sentono ascoltati da un punto di vista delle istituzioni. soprattutto dopo questi movimenti di piazza Sono tornati però a prendersela questa voce, a prendersela a partire dalle piazze e a motivarli, come avete sentito sentimenti nobili come indignazione il senso di ingiustizia che forse noi normalizziamo e anestetizziamo, invece loro le hanno manifestate

in tutta la volontà di volerci essere e sono stati anche tra i primi. in questi due anni di scenario medio orientale che ha visto la popolazione civile palestinese in primis vittima, ricordiamo appunto che le mobilitazioni degli studenti e delle studentesse sono state fra le più diverse. diciamo emblematiche nel mettere in evidenza tutto questo, l 'ingiustizia appunto, però andiamo adesso a capire perché se lo abbiamo fatto diciamo con i boom. rispetto alle piazze piene urne vuote

è un po' una riflessione che abbiamo sottoposto a tutti i nostri interlocutori in termini di riflessioni sull'astenzionismo proviamo a farlo anche a livello livello generazionale, anche se dobbiamo dire la verità, il trend di partecipazione al voto che ha registrato un calo costante in queste regionali, poi vedremo, si parla di regionali e forse anche questo può avere la... sua motivazione, ma questa tendenza appare più complessiva che generazionale, sicuramente

è un sintomo di un malessere che la nostra democrazia sta vivendo in maniera trasversale. diciamo che a livello temporale è chiaro fare una riflessione sul fatto che ogni generazione tendenzialmente vota meno della precedente però i dati parlano chiaro dal 2020, le ultime regionali c'è stato un calo del 15% dal voto del 2015 diciamo che l'astenzionismo più vasto dal 2015 quindi c'è una tendenza e come giustamente dicevi

non è per forza da puntare il dito verso una generazione. Fermo restando che è la generazione che dovrà continuare a votare, dovrà essere quella che prenderà decisioni nel futuro, quindi noi forse ci stiamo focalizzando su di loro perché loro sono il futuro. dato diciamo un eurobarometro condotto dalla Commissione Europea che ha mostrato come gli under 30 italiani ma anche europei sono più propensi a votare rispetto alla media in occasione di queste ultime elezioni regionali Marchi, Calabria e poi Toscana, anche i dati degli Istanbul di Utrend per Sky, TG24

non hanno segnalato un gap generazionale sul fronte della partecipazione elettorale. In effetti tu sei andato a sondare La partecipazione, certo lo hai fatto in contesti universitari sensibilizzati, però hai trovato numerosi votanti tra i giovani. Sì, anche perché, e questo devo dirlo, mi preme dirlo, non ha votato e qualcuno me l 'ha anche espresso, ha preferito non riportarlo. Me l 'ha espresso in maniera, come dire, anonima. Ti ha anche espresso la motivazione? Sfiducia. Tanta sfiducia,

non si sente. In dovere di farlo proprio perché per una mancanza di rispetto, come se ci fosse una mancanza di rispetto nei propri confronti e che quindi non dovesse nulla alla politica per andare al voto. mentre c 'è una parte di quelli che è andato a votare il famoso voto di sfiducia o comunque vado a votare almeno peggio o evito che la mia controparte che non avrei votato rischi di vincere, quindi è un voto famoso tappandosi il naso. E poi c 'è una parte di ragazzi, soprattutto quelli di cui parlavamo, più sensibilizzati,

di scienziati politici, quindi andando a novoli, e qui rispondo anche un po' qualcuno che ci ha scritto sotto i video, ma perché andate sempre a novoli? il polo, uno dei poli più grossi dal punto di vista anniversario dove puoi trovare quel target di ragazzi anche un po' più sensibili al tema e loro chiaramente sono andati a votare hanno questo forte senso civico e che cercano giustamente di, e si chiedono anche, con loro sono venute fuori tutta una serie di discussioni anche sulle regionali stesse. E fanno anche un po' le bucce, diciamo, alle carenze che la politica e i politici

politici manifestano e che appunto non riescono a intercettare la loro attenzione ma insomma quanto le regionali in Toscana la politica eh hanno attratto le neo elettrici e neo elettori sentiamolo in questo tratto delle interviste che Andrea Montigiani ha realizzato per TIF e che vi proponiamo anche su Contro Radio. Sono andata a votare secondo me questo discorso a livello toscano dell'assenteismo dovuto al fatto che a livello cittadino sento sempre più una polarizzazione o da un lato o dall'altro e questo secondo me è riflettuto a livello

politico almeno a questa mandata e penso sia evidente un'affluenza, quanto è? 10% meno rispetto a quindi questo ormai il tuo senso da riguardo quindi penso sia questo allora io vedo i giovani più coinvolti però forse vivono un contesto anche diciamo privilegiato faccio scienze politiche insieme a loro chiaramente viviamo una realtà Quotidiano dove siamo tutti un po' più immersi in questo ambito, però forse il ricambio generazionale si sta un po' muovendo da questo punto di vista, forse le generazioni un po'

più vecchie magari vedono già più un distacco, ma questa è soltanto la mia opinione. Sì, sono andato a votare. Allora, secondo me, in questi ultimi tempi c 'è stato, diciamo, un disinteresse, cioè anche da parte un po' dei ragazzi in generale, perché secondo me c 'è quasi... impressione che non importa chi voti fondamentalmente non cambia mai la minestra e diciamo è un pochino così oppure una disillusione di portare sempre gli stessi candidati allo stesso partito perché tipo

miglia votano da una vita quel partito sono rimasti corrente sempre a quello e quindi anche voto quello, quindi quasi tipo un movimento di zombie anche lì quindi è un pochino più complicato e poi soprattutto mi è capitato anche di parlare con persone che proprio magari gli parlavi questi giorni, ma te che ne pensi o come sei schierato poi lì, sono fatti personali, c'è il voto è segreto per carità di Dio comunque vedi di gente che non sarà informata minimamente e dice no no ma io voglio vedo un pochino il che mi ispira di più o addirittura io non sono appunto nemmeno andato perché non mi interessava, comunque io sono del fatto che anche se non ti interessa,

non ti ha convinto nessun... partito, candidato specifico, comunque vai lì, fai scheda nulla, però almeno nel senso fai il gesto di esprimere la tua opinione, secondo me, io la penso così, secondo me non è tanto il fattore generazione. perché per me puoi avere anche 50 anni, 60 anni, basta che comunque ti interessi di certi temi che comunque possano riguardare, a parte anche i miei ragazzi, i giovani, i channel fans, io lo vedo come una cosa fondamentale. Forza un ragazzo di vent 'anni perché se no non mi sento rappresentato, no, non me ne frega nulla, può

essere chiunque, basta che comunque ci abbia delle idee che io condivido. E si vede tanta politica, ma politica fatta. per impressionare per attirare al voto e poche decisioni concrete di fare effettivamente qualcosa per migliorare la situazione io la vivo un pochino così magari è la mia idea Io ho diversi gruppi di amici, ho diversi amici che ha più interesse che meno, che è più attivo che meno e noti che c 'è delle discrete differenze e anche se tanti giovani si interessano e si buttano, ce n 'è un 'altra.

Tanta maggioranza invece proprio li vedi e non sono minimamente interessati a esprimere qualsivoglia sia la loro idea. Io sono andato a votare, comunque sono andato a votare per impedire alla lista opposta alla mia di pensiero. prendere il posto in regione sostanzialmente per questo motivo sono andato anche non motivatissimo perché comunque in questi anni la classe dirigente mi ha deluso molto esempolarmente non ha mai rispettato dato le proprie promesse elettorali, ha fatto tutt 'altro e poi anche un altro motivo che

comunque non mi ha reso molto convinto del partecipare è stato che comunque la lista la lista era formata da vari partiti un partito ad esempio non ce l'avrei più voluto perché c'era proprio fuori diametramento opposto alla lista che ho votato come ideologia insomma se tanti la pensano come te e non vanno a votare proprio con sfiducia sì esatto c'è comunque moltissima sfiducia perché tutti dicono sì ma tanto vado a votare poi ci mettono sempre gli stessi non cambia niente i discorsi sono sempre i soliti c'è molta sfiducia

sono andato a votare perché come ha detto Filippo facciamo scienze politiche e noi siamo molto vicini al tema delle elezioni così però io secondo me questa poca partecipazione alle elezioni è andata anche dal fatto che i giovani soprattutto ma le persone in generale tendono a sentire lontane le regioni, non sanno quanto importanti siano le elezioni regionali, quante sono le decisioni vere e proprie che la regione prende, che sono veramente molto vicine alla vita dei cittadini. cittadini, come per esempio la sanità, la scuola,

sono l 'ambito di competenza delle regioni, le persone molto spesso non lo sanno, l 'importanza, quindi secondo me bisogna informare di quanto siano importanti le regioni, soprattutto i giovani, il distaccamento dalla politica, molte persone non si interessano, lo vedo anche con persone più anziane che non interessa, proprio non voglio fare, non voglio votare. Non si interessano, secondo me è una cosa brutta, secondo me è andato da questo fatto, da sentire lontano la regione e anche non sapere che cosa fa la regione.

più vicine magari alle elezioni comunali e le politiche e sono un po' elezioni di seconda categoria come quelle europee diciamo le regionali. Sì sono andato a votare e io credo che appunto non Ci stiamo molto a fiducia in quelli che possono essere candidati, soprattutto vedo che sono pochi ragazzi che sono interessati alla politica. Potrebbe essere che la vediamo come una situazione parecchio lontana dalla nostra realtà. Quindi magari altre persone non si siano sentite soccase dalla causa. Secondo me chi ha partecipato alle votazioni ha ritenuto

che potesse in qualche modo cambiare il... dire la propria. Chi non ha partecipato è per chi non si è sentito rappresentato. Sì, sono andata a votare. Penso un po' come diceva lei che sia dovuto al fatto che una mancata rappresentanza comporti anche disinteresse. Quindi secondo me soprattutto la componente giovanile si divide in una porzione che è molto interessata ai fatti di politica e invece un 'altra parte che è totalmente astratta da questi temi e quindi un po' di disinteresse. Forse figrizia, forse anche appunto il fatto di non trovare qualcuno che possa

rappresentarci, che possa esplicare le nostre report, poi a effettivamente non andare a votare. E poi anche al fatto che dicevate con... con lei delle regionali che magari sono ritenute secondarie rispetto ad altre elezioni organi un po' visti come più lontani eccetera, quindi poi portano a dire no vabbè non mi interessa non vado a votare Allora, per quello che ho visto io, dal punto di vista comunque dei più giovani, dei miei amici, votare è percepito da tutti come un po' un sintomo di cittadinanza per rispondere a cose che magari non sentiamo troppo vicine.

pensiamo che sia comunque utile e quindi c'è magari più attenzione verso il voto, verso anche magari tematiche più grandi abbiamo visto chiaramente con il conflitto israelo-palestinese però c'è tanta più sensibilità secondo me dal tuo punto di vista sociale più che politico, in senso stretto. Quindi penso che magari le regionali siano viste in maniera un po' più blanda perché si sente più lontano. Tra i giovani io ho riscontrato questo. vanno. Almeno i miei amici sono andati a votare. Interessante spaccato che focalizza cinque o sei tematiche. Interessante. Hai fatto

fatica a intercettarli questi ragazzi, queste ragazze? Allora ho fatto Fatica dal momento in cui a Novoli ci sono facoltà diverse, i licenziati politici, come dicevamo prima, sono quelli che comunque si sono quasi prestati, quasi hanno voluto raccontare il motivo del voto. Uno ha anche spiegato la sensibilità che si ha sul tipo di elezioni, abbiamo sentito regionali di seconda categoria rispetto, loro hanno dato anche motivazioni di questo tipo. Poi ci sono stati dei ragazzi che invece paradossalmente più... più ampi sono i gruppi che vengono intercettati e più tendenzialmente la statistica ci

dice che sarà più probabile che qualcuno ci parli e invece c 'è del silenzio. Qualcuno appunto come ci dicevo prima mi ha manifestato la volontà di... non riportarlo, ma che non ha votato per sfiducia o per mancanza proprio di risposta da parte della politica. Ma non un soggetto apatico, diciamo, socialmente. Assolutamente no, tant'è che poi lo stesso gruppo dopo aver detto, non aver voluto contribuire, dare il proprio contributo, ha tirato fuori una bandiera della Palestina, quindi vuol dire che da un punto di vista civico, sociale c'è una partecipazione, c'è una volontà di esprimersi in qualche modo.

azione manifesta e nelle manifestazioni che però non sente di essere rappresentata o comunque di trovare uno strumento adeguato dal punto di vista politico, però appunto come motivazioni di fiducia e la mancanza di interesse. Sono un po' in tandem in questa valutazione che fanno i ragazzi che ha intervistato. Sì, sfiducia, interesse, anche perché un ragazzo in particolare Non è neanche una questione di generazione, non è che io non mi sento rappresentato perché non c 'è una persona della mia età, è proprio una questione di tematiche forse, c 'è un distacco

anche da un punto di vista di contenuto. Poterei, o comunque mi piacerebbe votare, poi vado a votare lo stesso, il senso era quello, qualcuno che mi rappresentasse anche da un punto di vista di mie volontà, di quello che voglio io per il mondo, ma evidentemente questo qualcosa non c 'è, non arriva. E poi abbiamo riflettuto in conclusione, vogliamo darvi uno spunto anche su questo, sugli strumenti, le nuove modalità e l 'uso dei social, da un lato dal punto di vista delle mobilitazioni. Andrea, riflettevamo sul fatto che non solo è il primo genocidio raccontato

in mondo visione, soprattutto i social sono stati il primo elemento di condivisione, dall 'altro… questo strumento digitale però non sembra tenere il passo da un punto di vista della comunicazione politica, ci sono politici e politiche, candidati e candidati che mirano a una chiappa like ma che in realtà rimbagano. di fronte all'utenza della Gen Z. Sì, perché si fa fatica a raccontare la politica sui social e perché il social viene preso sempre come qualcosa di divertente, qualcosa di

fumoso. qualcosa che non ha, non merita forse l'attenzione sufficiente e ci sono, mi viene da ridere perché ci sono alcuni politici o comunque la politica in generale punta quasi più sul divertire ci sono tante pagine di politici che puntano sulla satira, puntano sull'umorismo puntano su quasi screditare abbattuta i candidati quando invece in realtà c'è da raccontare un programma, c'è da raccontare alle persone che frequentano poi quelle piattaforme il motivo per cui dovrebbero andare a votare, ecco un po' quello manca.

Dall 'altra parte, come dicevamo ora, i ragazzi sono sentiti proprio presi per la collottola perché il genocidio è in corso. come dire, se lo sono trovati sul telefono era impossibile voltarsi dall'altra parte quello è un po' il sentimento che ha portato alle manifestazioni e alle occupazioni dei licei e delle università ed è quello che li porta in piazza e che ridà questo senso civico sociale che però non si ritrova nella politica questo è il gancio di riflessione che abbiamo voluto tenere insieme in questa

prima puntata di Gen Z giovani di piazza e di governo riascoltabili anche in podcast su Controradio.it prossima puntata di Gen Z in collaborazione con TIF il 7 di novembre grazie Andrea Montigiani per essere stato con noi. Grazie a voi, grazie Chiara termina qui anche la nostra newsline prossimo appuntamento con l'informazione regionale alle 12.45 dalla redazione l'augurio di una buona giornata Grazie a tutti.