Gli affidi famigliari
Approfondimento sull'affido familiare a Firenze con l'assessore al welfare Nicola Paolesu, l'assistente sociale Serena Pontieri del Centro Affidi e la testimonianza della famiglia affidataria Rebecca Bonechi. Vengono spiegate le diverse modalità di affido, chi può partecipare e come il progetto rappresenti un'opportunità di crescita per tutti: minori, famiglie d'origine, famiglie affidatarie e comunità.
Capitoli
- 00:00Introduzione all'affido familiare
- 01:00Cos'è l'affido e come coinvolge la comunità
- 03:02Le diverse modalità di affido
- 04:00Testimonianza di Rebecca Bonechi, famiglia affidataria
- 07:00Come gestire il distacco e il rapporto con la famiglia d'origine
- 09:00Il supporto del Centro Affidi
- 10:00Chi può diventare famiglia affidataria
- 11:40Informazioni e prossimi incontri
Trascrizione 21 passaggi
stai ascoltando contro radio fm dub streaming social web Condividila con chi vuoi, questa è Controradio. Vogliamo dedicare adesso uno speciale agli affidi, gli affidi familiari, cosa sono, cosa servono, chi aiutano. e come partecipare, dare il nostro contributo. Saluto dunque i nostri ospiti che ci hanno raggiunto anche in studio e quindi siamo anche visibili su Controradio TV, l 'assessore al welfare del Comune di Firenze,
Nicola Paola Esu, bentrovato. E per il centro affidi di Firenze l 'assistente sociale Serena Pontieri. Buongiorno. Abbiamo anche un collegamento audio e video, ovvero Rebecca Bonechi, famiglia affidataria. Buongiorno, grazie per essere con noi. Buongiorno, grazie a voi dell'invito. Assessore Paoleso, partiamo da un concetto e da un valore. L'affido fa bene a tutti, coinvolge la società, in che modo? Noi dobbiamo pensare sempre in un'ottica di... La comunità è fatta da tante persone, alcune di queste si trovano a vivere momenti
di difficoltà ed è una responsabilità collettiva che va vissuta fino in fondo da parte di tutti quanti noi per cui il tema dell'affido coinvolge... i minori che si trovano a vivere una condizione di fragilità, le famiglie, le loro famiglie in un percorso di crescita e di maturazione, le famiglie affidatarie, la società nella sua interezza. Dottoressa Pontieri, parliamo di affido ma forse non sapendone tutte le implicazioni e cosa significa veramente, vogliamo anche dare un elemento di chiarimento rispetto a cosa significa affido?
Certo, allora Affido può voler dire tante cose, nel senso che è un istituto che si modella a seconda dei bisogni del minore e di quella famiglia. cui i servizi sociali si prendono cura. Quindi le persone che danno, le famiglie affidatarie come Rebecca che danno questa disponibilità possono a seconda della propria situazione familiare e della propria propensione, scegliere di aiutare per alcuni giorni della settimana un bambino e la sua famiglia
oppure mettere a disposizione proprio la propria casa. per un'accoglienza full time, cosiddetta. Quindi ci sono tante modalità a misura delle esigenze del minore, ma anche della famiglia che dà questa disponibilità. Sì, infatti noi... Invitiamo le persone ad avvicinarsi intanto ai nostri incontri informativi per conoscere meglio quest 'istituto che a volte non è molto conosciuto. Insomma vedere se può fare al proprio caso e se possono dare un aiuto,
che tipo di aiuto, quindi sicuramente ci vuole una disponibilità affettiva. per accogliere un minore e la propria famiglia d 'origine anche per alcuni giorni della settimana, però ecco non si cerca la famiglia ideale, inoltre è aperto a persone. persone singole, coppie, questo è importante, poi ci torneremo, ma abbiamo la possibilità di ascoltare una testimonianza in diretta per capire l 'esperienza dell 'affido in cosa
consiste anche da un punto di vista umano. di storia personale, Rebecca Bonechi, in collegamento con noi. Come ha deciso, perché e che tipo di percorso, di viaggio sta facendo rispetto a questa opportunità, che diciamo un'opportunità collettiva? Beh, intanto ringrazio ancora per questa possibilità perché il centro affidi è una realtà importante del Comune di Firenze e mi piace proprio il motto dei centro affidi, è un 'opportunità per crescere. La mia famiglia, grazie proprio all 'affido, ha fatto un percorso con questa bambina
e non solo con la famiglia della bambina, che è un aspetto che ci tengo sempre a evidenziare perché accogliere un bambino è molto semplice. ma accogliere anche la famiglia che in questo momento è in difficoltà perché se un bambino giustamente viene dato un affido c 'è una fragilità della famiglia e che è un 'accoglienza che va fatta un po' a tre cittadini. 160 gradi, è un'opportunità di crescita per tutti. Io nel nostro caso siamo stati molto fortunati perché la bambina è stata una parte preziosa
di questa educazione anche di noi adulti. tutti, cioè essere educati a capire i suoi bisogni sostanzialmente, perché nella fragilità un genitore affidatario ha l 'opportunità di concentrarsi secondo me un po' di più rispetto ai bisogni del genitore. Il bambino che viene dato un affido perché noi affidatari abbiamo come si può dire una scadenza in questa nostra missione che è il fatto di dover rendere, di dover restituire alla famiglia un bambino. che sia stato bene, sia stato curato e soprattutto amato, quindi in questa tra
virgolette scadenza del tempo in cui sta con noi siamo ovviamente più pronti a capirne le necessità. almeno per scontato forse questa necessità, perché logicamente sappiamo che è un 'opportunità che va colta, quindi cerchiamo di dargli soprattutto amore. che è la cosa principale, il bisogno essenziale e cerchiamo di far riappire, per farlo crescere bene, che l 'amore della famiglia di origine è un amore altrettanto importante, altrettanto fondamentale, quindi non c 'è un sostituirsi.
Almeno è stata la nostra esperienza, il cercare, il nostro tentativo è quello di non sostituirsi mai perché va rispettata la famiglia, va compresi le necessità e i bisogni, ma affiancarsi. Grazie a tutti. Grazie a tutti Grazie a tutti.
Sì, guardi, lei ha toccato due punti fondamentali, perché sono proprio le domande che ci fanno sempre a noi come coppie affidatari. Cerchiamo proprio di fare questa testimonianza che faccio oggi, la facciamo nel nostro quotidiano, nel nostro piccolo quotidiano. La prima è questa proprio, sì, come fate a pensare al distacco? È una domanda che ci siamo posti anche noi famiglie. affrontiamo anche con la bambina ed è molto semplice la risposta. La risposta è quella per cui un bambino fisiologicamente è destinato a lasciare i propri genitori. Io lo faccio
così con Sara, le dico che io ho lasciato i miei genitori. Tutti i bimbi hanno lasciato i loro genitori, se l 'incognita è il quando, ecco noi non siamo spaventati dal quando perché la casa dei genitori rimane sempre aperta e quindi lei addirittura nella consapevolezza ha più case. perché ha più genitori a questo punto, e quindi lei ne ha tratto fin da subito un 'opportunità. Io mi ricordo una delle prime cose quando era piccola, appunto, gli è stato chiesto, ma mi ha detto proprio perché lei mi chiama mamma, mio marito padre dice, mamma dice non sei la mia vera mamma, e lì i bambini dicono
non sei la mia vera mamma, e lì c 'è stata questa cosa importante di dirle che non era vero, che era una mamma, mi chiamavo mamma affidataria, ecologia di mamma diversa e che era una ricchezza per lei perché solo i bambini speciali avevano l 'opportunità di avere due mamme che quindi non era un meno ecco ma era un di più e lei con questa consapevolezza ha vissuto e quindi è serena. L 'altra appunto è questo grande, come diceva lei, ausilio per noi, centro affidi, questa professionalità, questo fatto appunto di rispetto a un genitore a volte che io conosco, a volte a un genitore che è invece adottivo.
che ha una dimensione, diciamo, diversa, ma che non ha questo supporto. Io sono grata a loro perché hanno riconosciuto loro e mio marito una capacità di essere famiglia affidataria e io non avrei niente. nemmeno mai lontanamente pensato da avere, quindi è veramente un 'opportunità che ci hanno dato e che continuano veramente a darci con la loro assistenza, un punto di riferimento fondamentale. Assessore Paolesu, quando abbiamo pensato questo approfondimento? ...davvero non poteva mancare una testimonianza perché rende palpabile quello che sia una possibilità ma anche scioglie tutta una serie di paure
che possono essere il limite per potersi mettere in ascolto. Perché davvero forse la parola ascolto è fondamentale quando si parla di affido. Dobbiamo ringraziare Rebecca per la sua testimonianza perché ci ha veramente descritto puntualmente cosa significa un percorso. di affido. Le parole chiave sono due, ascolto certamente, perché se non si ascolta l 'altro, se non ci mettiamo in una dimensione di sintonia nei confronti della società, dei servizi, che incontriamo lungo la nostra strada, non riusciamo certamente a esercitare
una funzione di affido vera. L'altra parola chiave è quella della crescita condivisa. Che riguarda il minore, riguarda la famiglia di origine, riguarda la famiglia affidataria e riguarda la comunità in un rapporto con i servizi che è strutturato in maniera estremamente professionale in un accompagnamento continuo che prepara. il momento dell 'affido ma prepara anche a ciò che accade dopo, durante e dopo l 'affido. E allora siamo verso la conclusione però ci sono dei tasselli importanti che vogliamo sottolineare, dicevamo
Non la famiglia stereotipata, ma una possibilità di disponibilità, di emotività e di contesti. Chi è che può partecipare a questo progetto, Pontieri? Esatto, potenzialmente tutti. Partecipare a prescindere dall 'età, insomma anche ragazzi molto giovani si sono avvicinati alla nostra realtà, insomma l 'affido per aiutare appunto come si diceva per qualche ora al giorno. dei bambini che avevano questo tipo di bisogno, quindi persone singole, coppie, conviventi, sposate, non ci sono limiti.
Si può essere anche prima genitori affidatari e poi diventare... Genitori biologici, sì, tantissime nostre famiglie hanno fatto questa esperienza, quindi veramente l 'invito è ad avvicinarsi a conoscere l 'affido per poi valutare insieme e iniziare un percorso. Tante le iniziative messe in campo dal centro, a ottobre in particolar modo un condensato di attività che ci saranno sul territorio e che racconteremo. Nel frattempo però vi rimandiamo a un appuntamento che è quello di Marco. di 8 aprile dalle 17 alle 19 in via Palazzuolo 12 a Firenze,
poi ricordiamo anche che il calendario degli incontri è visionabile sul sito a partire da sociale .comune .fi punto it slash affidamento familiare tutte informazioni che troverete anche accompagnate al podcast di questa trasmissione tante domande immaginiamo arriveranno anche dal nostro pubblico e noi continueremo a dialogare con il centro Affidi per rispondere, grazie all 'assessore Paolesu, grazie alla dottoressa Pontieri, grazie davvero a Rebecca Bonechi in collegamento con noi, buona giornata.
Stai ascoltando Controradio, FM, DAB, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi, questa è Controradio. Grazie a tutti.