Gli studenti MITA vincono il contest Sistema Moda - ITS 4.0 al Job e amp; Orienta di Verona.

10 febbraio 2026 · 17 min

Presentazione di FitFirst, un prototipo di applicazione sviluppato da studenti di Mita Academy e Istituto Buzzi di Prato per risolvere i problemi di calzata delle scarpe. Il progetto, basato su design thinking e intelligenza artificiale, crea profili personalizzati degli utenti e recensioni comparabili per suggerire acquisti consapevoli. L'applicazione ha vinto la categoria Sistema Moda alla fiera Giobbo Orienta di Verona.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione a Giobbo Orienta e ITS 4.0
  2. 00:28Mita Academy e il progetto FitFirst
  3. 01:11Intervista a Leo Giliberti - Design thinking e formazione
  4. 02:22Intelligenza artificiale e competenze nel settore moda
  5. 03:30Il percorso degli studenti e il lavoro di gruppo
  6. 05:08L'importanza di Giobbo Orienta per i giovani
  7. 06:35Sostenibilità e ottimizzazione nel progetto
  8. 07:24Come funziona l'applicazione FitFirst
  9. 09:03Consapevolezza dei consumatori e sostenibilità
  10. 09:43Metodologia design thinking applicata
  11. 12:00I punti di forza di Mita Academy
  12. 12:24Presentazione ufficiale del progetto FitFirst
  13. 16:12Proclamazione vincitori - Mita Academy vince
Trascrizione 28 passaggi

Mita Times, moda, informazione, a cura di Mita Academy. Ci troviamo a Verona, a Giobbe Orienta, la più importante fiera italiana dedicata a scuola, formazione e mondo del lavoro. Qua sta avendo luogo anche un interessante progetto, ITS 4 .0, che mette insieme studenti, docenti e imprese per far fronte a quelle che sono le sfide proposte dal nuovo modello dell 'industria 4 .0. Ovviamente c'è anche Mita Academy. il cui team ha collaborato con due studenti dell'istituto Tullio Buzzi di Prato per mettere a punto un prototipo di un'applicazione

che punta a rivoluzionare il modo in cui le persone scelgono le scarpe Il lavoro si è basato sul metodo del design thinking applicato in tutte le sue fasi Gli studenti sono partiti dalla fase di empatia analizzando bisogni reali di utente e aziende passando alla fase di definizione del problema da risolvere proseguendo poi con la fase di ideazione con la generazione di proposte creative. Sono arrivati poi alla fase di prototipazione realizzando una prima versione concreta della soluzione ed infine hanno svolto la fase di test con utenti reali per valutarne l 'efficacia. Siamo con Leo Giliberti che ha fatto da tutor per questo

progetto e volevo fargli alcune domande su appunto questa applicazione, su come è stato il lavoro insieme ai ragazzi di Meet Academy. Dunque, settore della moda, un settore che vive degli affanni però anche delle grandi sfide, transizione economica. e via discorrendo, e soprattutto l 'innovazione. Come si insegnano questi passaggi epocali ai ragazzi e come cambia anche la formazione? Allora, ci troviamo in un momento veramente rivoluzionario e soprattutto veloce, in cui la formazione fa fatica a stare dietro alle innovazioni tecnologiche. Quindi questo lo si vede sia in ambito formativo che professionale.

Siamo tornati a uno studio d 'autodidatta, a un... un appassionarsi autonomamente a questi temi e quindi sono competenze che sì da una parte possono essere veicolate a livello di formazione ma sicuramente per essere competitivi poi in un contesto professionale è importante che ogni studente si prenda la briga di metterci del proprio, di esplorare perché veramente con l 'esplosione dell 'intelligenza artificiale c 'è tutto un altro mondo. Sì, e gli strumenti sono davvero tanti.

Più complicati, presumo? No, per certi versi no, perché subentrano delle dinamiche come il prompt, quindi la scrittura tramite testo, che per chi è abituato, noi i progettisti in ambito a moda, ma non solo, come dire, sono professioni abituate a parlare per immagini. Dunque, intelligenza artificiale, abbiamo parlato anche di design thinking, life -centered design, sono anche... I nuovi parametri, oltre a quelli che sono stati utilizzati per questa applicazione, sono anche i nuovi parametri del mondo della moda in generale?

Allora, non sono proprio nuovi, nel senso che il design thinking è una metodologia già ben attecchita, non solo nella moda. Mi permetto di dire che il design thinking per il settore moda forse dovrebbe avere delle differenze, perché quando noi parliamo di empatia il mercato moda... Il prodotto moda non si basa su questioni, come dire, la scelta di un prodotto moda non si basa su questioni funzionali, ma hanno a che fare con trend, con tutta una serie di viralità.

Parliamo dei ragazzi, perché appunto lei ha fatto da tutor durante la realizzazione di questa applicazione, ecco, come li ha visti cambiare nel percorso appunto che vi ha portati alla realizzazione di questa app? Si è creato un valore condiviso? Assolutamente sì, sono stati due mesi molto intensi, molto pieni in cui i ragazzi hanno lavorato veramente tanto e bene, io non posso solo spendere buone parole per loro. Ho visto da parte loro una grossa responsabilizzazione nei confronti del progetto, questo sicuramente è dovuto al fatto che tutti loro hanno creduto, credono in questo progetto,

credono nel servizio che noi vorremmo offrire con questa applicazione, ma soprattutto anche... dovuto al fatto che all 'inizio del progetto io ho chiesto loro di esplicitare le proprie vocazioni e quello che avrebbero voluto fare, quindi è stato un lavoro di squadra, esatto, ognuno di loro ha portato avanti delle attività con un carico e con un impegno diverso, però ognuno ci ha messo del proprio e quindi siamo riusciti, il gruppo ha funzionato benissimo perché loro sono tutti impegnati allo stesso modo ma sono tutti eterogenei.

bene a livello di competenze, quindi siamo riusciti a sviluppare un prototipo di app in breve tempo perché appunto ognuno si è occupato di una cosa diversa. Una domanda su Giobbo Orienta, una fiera molto importante, la più importante probabilmente in Italia per quel che riguarda mondo del lavoro, insieme a formazione e scuola. Pensa che qua i ragazzi riescano davvero a esprimere quelli che sono i propri talenti e insomma quelle che sono le loro aspirazioni? Io credo e spero di sì. Occasioni come il Giobbe Orienta ma tante altre fiere nazionali sono sempre un momento di confronto e questo ovviamente noi per la presentazione del progetto abbiamo uno

spazio e un momento dedicato, questo ovviamente non riguarda tutti gli studenti partecipanti al Giobbe Orienta, però io credo che anche confrontarsi con i propri coetanei che vengono da regioni diverse, che fanno percorsi diversi dal mio, già questo sia un arricchimento e un modo di confrontare. con il settore in cui poi andrò a lavorare. I miei coetanei oggi studiano come me, mi metto tra di loro, ma ho superato da tempo quel momento, ma è anche un momento di chiedermi rispetto agli altri in che momento sono, come posso continuare, quindi non c 'è solo la questione di poter dialogare con ministero,

aziende e quant 'altro, ma anche proprio il confronto tra i coetanei, tra pari, secondo me. Una peer pressure positiva. Esattamente, esattamente. Diffondere la cultura della sostenibilità, rendere ogni persona parte attiva del progetto sono anche i punti forti di Mita. Pensa che questo potrebbe essere il fattore vincente di questa challenge? Io spero di sì, diciamo che portiamo a casa già un grande risultato che è questo prototipo e questo lavoro di gruppo di cui io in prima persona sono entusiasta, ovvio vorremmo vincere, faremmo il modo.

Si capisce. Sostenibilità è un tema molto complesso e stratificato, noi per questo progetto abbiamo deciso di affrontarla in una maniera un po' diversa perché tutto ciò che è su misura, tutto ciò che ha a che fare con le misure, la personalizzazione solitamente poi viene trasformato in un prodotto su misura. Noi invece abbiamo deciso di non voler produrre nulla ma semplicemente... semplicemente cercare attraverso Fit First di abbinare ciò che già esiste con il piede

e fare questo match, questo abbinamento e quindi la sostenibilità è una sostenibilità non legata a una produzione migliore ma semplicemente a un 'ottimizzazione di quello che già esiste. Parliamo adesso di questa applicazione, ti fa di spiegarci un po' come funziona? Certo, in pratica sappiamo tutti che è difficile trovare. un paio di scarpe che alla prima ci può calzare bene, infatti abbiamo deciso di realizzare questa applicazione per facilitare gli utenti a un acquisto anche più consapevole, infatti

possiamo caricare delle recensioni dove postiamo la taglia e le misure dei nostri piedi, queste recensioni poi matchano con altri profili di altri utenti e ci possiamo consigliare delle scarpe che possono migliorare la nostra calzata e darci meno problemi. Quindi non riguarda solamente il mercato online ma riguarda anche quello fisico? Sì, sì, certamente, fisico, online, soprattutto per avere meno resi e ottimizzare i tempi anche.

Volevo chiedervi, avete collaborato con degli studenti dell'Istituto Buzzi, volevo sapere com'è stata questa collaborazione, com'è che avete unito le vostre competenze e che cosa avete appena? È stato interessante perché ci hanno supportato, aiutato in un aspetto, in un ambiente dove magari non eravamo così tanto ferrati, poi appunto siamo più sul discorso moda, loro ci hanno aiutato dal discorso tecnico e informatico. È stato stimolante e sì, ci ha aiutato molto. Per realizzare questa applicazione, questo prototipo di applicazione avete incrociato tantissimi

dati. Come pensate che potrebbe rivoluzionare le abitudini di acquisto dei consumatori? In realtà non punta a rivoluzionare totalmente ma segue quello che è secondo noi un trend in crescita perché il cliente, l 'acquirente sta diventando sempre più consapevole in un 'ottica di sostenibilità di meno sprechi, scegliere meglio per sprecare meno, quindi produrre anche meno. Ecco infatti era la domanda che vi stavo per fare. voi appunto i consumatori sono consapevoli rispetto a tutte le attenzioni che sono date alla tecnologia e alla sostenibilità che magari appunto sono un punto di forza anche

di Meet Academy? Beh secondo me al giorno d 'oggi un po' tutti buttano un occhio su questo aspetto qua e è molto importante perché comunque ormai se dobbiamo andare avanti in questo mondo dobbiamo puntare su questo. Siamo qua con Giada e Givan anche loro studenti al Meet Academy e volevo chiedervi, voi per realizzare questo prototipo di applicazione vi siete avvalsi di una metodologia di lavoro molto particolare, il design thinking, volevo chiedervi di spiegarci un po' che cos'è e se lo avevate già utilizzato prima. Allora, è stata una metodologia utile perché ci ha dato una

struttura con la quale potevamo lavorare a questo progetto e appunto la prima fase era... Esatto, ci siamo avvalsi di varie fasi. che sono quella di empatia, in cui abbiamo appunto studiato un attimino, abbiamo fatto delle ricerche di contesto e abbiamo empatizzato con gli utenti, poi c 'è stata una fase di definizione del nostro problema, poi abbiamo ideato, abbiamo fatto una serie di brainstorming e abbiamo tirato fuori alcune idee per poi scegliere quella che ci sembrava la migliore e abbiamo creato

il prototipo tramite che è appunto un sito che si chiama Figma, che ci è stato utile per fare il mockup dell 'applicazione e quindi per realizzare le varie pagine, le varie interfacce che un utente generico può vedere accedendo alla nostra applicazione e quindi ci è stato utile anche per fare tutta l'applicazione in sé. Esatto, e poi abbiamo fatto la fase di test in cui abbiamo inviato il QR code del link del mockup e abbiamo fatto un'applicazione in sé. Avete fatto testare agli utenti, certo. E appunto un vero e proprio lavoro di squadra, infatti volevo chiedervi, è sempre filato tutto liscio, ci sono stati dei momenti critici, come avete affrontato

anche il problem solving che sicuramente un lavoro del genere propone? Esatto, allora come in tutti i gruppi essendo un lavoro con persone molto eterogenee abbiamo avuto sì alcune indecisioni, alcuni diciamo bisticci, però... Ci siamo sempre venuti incontro, abbiamo sempre cercato di puntare a quello che era il meglio per tutti. Non so se vuoi aggiungere qualcosa. No, alla fine basta la comunicazione e il lavoro di squadra e poi si risolve tutto. Parliamo di Meet Academy, secondo voi qual è il punto forte di questo istituto?

Il fatto che abbiamo un 'ampia offerta formativa, il fatto che vi metta in contatto direttamente con le aziende, subito nel mondo del lavoro? formi in maniera altamente specializzata e professionalizzante? Allora, secondo me uno dei punti forti di Mita è che è altamente, cioè è anche molto incentrato sulla persona, cioè si punta a valorizzare quelli che sono gli aspetti migliori di ogni studente e è una cosa molto bella. Buon periggio a tutti, siamo Malmetto Giada

dell 'ITS Mita Academy di Scandicci. in collaborazione con l'istituto tecnico Buzzi di Prato e con Syscam SRL. In questi ultimi due mesi, grazie anche al supporto dell'intelligenza artificiale, abbiamo sviluppato FitFirst, che è un prototipo di un'applicazione che punta a rivoluzionare il modo di scegliere le scarpe. Vi è mai capitato di comprare un paio di scarpe e lasciarle poi nell'armario perché non cazzano così bene? Una calzata errata, infatti, può portare ad affaticamento precoce. voce, postura e passo alterati, costi e sprechi. Abbiamo

condotto questionari, interviste e ricerche dalle quali è emerso che stessa taglia fra diversi brand calza diversamente, che ogni mercato geografico ha delle proporzioni e delle dimensioni diverse fra loro, che ogni piede ha una dimensione unica, di conseguenza solo la lunghezza non basta per scegliere correttamente. Abbiamo deciso di cercare di cercare di cercare di cercare di cercare di cercare di aiutare luca steward on fit che ha bisogno di info precise sul fit per evitare quindi resi errore frustrazione e dolore durante la fase di brainstorming ci siamo quindi concentrati

su comparazione assistenza assistenza fra pari misurazione autone abbiamo dunque sviluppato staff fit first che è la community che parla la lingua del fit basata su profili recensioni e filtri di ricerca che suggeriscono appunto dei consigli personalizzati. Entrando all 'interno dell 'app abbiamo la creazione del Fit ID che è l 'account e è necessario quindi

inserire i propri dati e misurare lunghezza, larghezza e circonferenze dei piedi con un metro da start up. I video tutorial vi guideranno passo passo in modo da avere misure attendibili e così personalizzati più precisi. Successivamente l 'app crea un match automatico tra il vostro FitID e quello di altre persone che hanno caratteristiche similari vostre, suggerendovi le recensioni più rilevanti, che sono compilate secondo una procedura guidata che consente di avere sempre la stessa tipologia di informazioni in modo da avere le recensioni comparabili

fra di loro. Nell'area community invece ci sono forum, chat, e utenti simili che vi consentono di avere una scelta basata sulla loro esperienza per comprare il prossimo faio di scarpe. Il vero punto forte di FitFirst è quindi l 'unione tra dati leali e l 'esperienza diretta degli utenti per avere finalmente dei consigli efficaci. I prossimi passi per il futuro sono automatizzare la misurazioni, estendere l 'utilizzo della nostra app a altre categorie merceologiche

e aumentare il numero di utenti registrati. Vi lasciamo con un breve video. sistema moda vince una categoria difficilissima perché

con due progetti quindi è stata una lotta spietata ma vince e mi dicono regia stravice l 'ITS made in Italy Tuscany Academy. Complimenti ragazzi, complimenti benissimo grazie ragazzi complimenti Grazie a tutti.