Guerra in Medio Oriente: rischio dimezzamento crescita Toscana e impatto su 110mila lavoratori
La guerra in Medio Oriente rischia di dimezzare la crescita economica della Toscana nel 2026, colpendo 110.000 lavoratori e il 5% delle imprese regionali. L'aumento del prezzo del petrolio comporterà una spesa aggiuntiva di 800 euro per le famiglie toscane. Gli esperti Nicola Sciclone (IRPET) e Massimo D'Antoni (Università di Siena) analizzano scenari, rischi di stagflazione e possibili strategie di lungo periodo per ridurre la dipendenza energetica.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 00:38Scenario economico: guerra e impatto sulla Toscana
- 02:21Analisi IRPET con Nicola Sciclone
- 06:21Effetti su imprese e famiglie
- 08:21Stagflazione e risposta delle autorità con Prof. D'Antoni
- 14:21Spazio fiscale e vincoli europei
- 19:07Prezzi petrolio e materie prime
- 22:21Strategie di lungo periodo e autonomia energetica
Trascrizione 40 passaggi
Stai ascoltando Controradio Controradio FM DAV streaming social web. Condividila con chi vuoi. Questa è Contro Radio. Le otto e trentotto buongiorno bentrovati approfondimento di Contro Radio questa mattina e anche in video. sui nostri social oltre che sui nostri canali analogici e digitali radiofonici parliamo del fatto che la guerra al Medio Oriente rischia di dimezzare la crescita della Toscana
durante quest'anno di interessare almeno il 10% dei lavoratori, delle lavoratrici, stiamo parlando di ben 110 persone, tra uomini e donne, il 5 % delle imprese. Una previsione evidentemente drammatica sull 'impatto del conflitto, sull 'aumento del prezzo del petrolio. Vedrà naturalmente anche un impoverimento delle famiglie toscane con una spesa annua maggiorata di quasi 800 euro, una riduzione del potere d 'acquisto, una riduzione dei consumi. ma è uno scenario globale
dove la questione, lo scenario sembra particolarmente complesso, questa mattina ne parliamo col direttore dell'istituto per la programmazione economica regionale Nicola Sciclone che saluto e ringrazio a lei, ben trovato, grazie per essere con noi. Buongiorno. E ne parliamo anche col professor Massimo D'Antoni, docente del Dipartimento di Economia, Politica e Statistica dell'Università di Siena. Professore, buongiorno anche a lei, ben trovato. buongiorno grazie a voi professor Massimo D'Antoni si occupa tra le altre cose dell'analisi dell'intervento pubblico
come risposta al fallimento del mercato per cui professore la sappiamo beata di lavoro a questo punto doppiamente per essere con noi questa mattina battuti a parte Ciclone può dettagliare quel quadro che ho tratteggiato in maniera abbastanza veloce? Sì, diciamo quel quadro si fa riferimento diciamo a uno non è proprio una previsione, nel senso che se noi ipotizziamo che l 'aumento del prezzo del petrolio e comunque dei rincari energetici che noi abbiamo osservato si attesteranno per un periodo di...
di durata annuale intorno al 50%, quindi se immaginiamo un aumento del 50 % del costo dell 'energia, in particolare petrolio e gas, intorno al 50 % di durata annuale, ecco il rischio che noi che noi abbiamo è quello appunto di registrare un aumento del complessivo diciamo dell 'inflazione, intorno all '1%, quindi un 'inflazione deve passare dall '1 ,5 % 2 ,5%, tenete conto che l 'inflazione era aumentata moltissimo nel bienio 22 -23 e oggi è ancora
diciamo 17 punti sopra il valore che osservavamo nel 2021, oltre quindi di un aumento... l 'inflazione, registreremo una riduzione, un dimezzamento, diceva bene lei, della crescita. Noi come IRPE stimavamo prima della guerra nel 26 un aumento della crescita del P dello 0 ,7. dovrebbe ridursi di almeno 0,3-0,4 punti questo aumento, e naturalmente poi tutto questo, al di là di quelli che sono gli effetti macro, si riverbera sulla...
sulle imprese, sulla redditività naturalmente dell 'attività produttiva delle imprese, stimiamo appunto 5 imprese su 100 che dovrebbero registrare un passaggio da un margine operativo lordo. positivo a un margine operativo lordo negativo per effetto naturalmente di tutta una serie di variabili legate appunto alla guerra, all 'aumento dei prezzi, quindi dei costi di produzione, della domanda, 15 .000 imprese, circa il 5 % delle imprese del tessuto produttivo,
imprese in cui lavorano circa 111.000, 110.000, 111.000 lavoratori. Il 10 % è una forza lavoro toscana, quindi sarebbe una forza lavoro, non a rischio ovviamente naturalmente di licenziamento, ma impiegata in... aziende in settori che naturalmente risentono negativamente del peggioramento delle condizioni economiche che la guerra comporta. E tutto questo naturalmente si riverbera anche sulle
famiglie perché l 'aumento del costo dell 'energia poi inevitabilmente naturalmente si trasmette anche l 'aumento. complessivo di tutti i prezzi del pannello di consumo delle famiglie e questo naturalmente determina un incremento del costo dei prezzi del pannello di consumo. dei consumi e quindi un incremento del costo, un incremento dei consumi, cioè mantenere lo stesso paniere di consumo determinerebbe un aumento di spesa intorno ai 770 euro.
è un 'incidenza intorno all '1 ,7 % del reddito disponibile però con effetti molto variabili da famiglia a famiglia perché è vero che se bisogna destinare Bisognerebbe gestire una quota maggiore di reddito, quindi per mantenere invariato il proprio consumo, le famiglie che si posizionano nella parte destra della distribuzione reddito, quindi quelle più piagiate, possono utilizzare il rispetto... quindi ridurre le proprie quote di risparmio. Le famiglie più povere potrebbero non avere quella disponibilità di reddito
e quindi potrebbero subire una contrazione nei propri consumi, che ovviamente a cascata si riflette. sull'andamento dell'economia quindi una situazione complicata e molto dipenderà dalla durata di questa guerra e della sua estensione geografica di questo le domande ho dopo è diffusa l'idea che in due settimane finisce la guerra e dopo tre settimane tutto torna come prima come se nulla fosse accaduto probabilmente, Cilone, ma glielo domanderò tra qualche minuto, le cose non sono così
semplici D 'Antonio, abbiamo imparato a sentire di nuovo la parola stagfazione in questi giorni, la crescita diverizzata e l'inflazione insieme. Quindi da una parte parliamo di possibili leve fiscali, dall'altra parte... da lì anche la mia battuta iniziale spesa pubblica per mitigare questa situazione mi viene in mente ma sì la stagionazione è una parola tecnica, fu coniata proprio negli anni 70 in occasione dell'anno Un altro grande shock energetico che portò insieme
a un aumento insieme a una situazione di stagnazione. Perché solitamente... l'inflazione è associata a periodi di forte crescita della domanda che quindi spinge, cioè l'economia è ai suoi massimi e quindi si esercita una pressione sui prezzi invece in questo caso l'incremento dei prezzi e sul lato costi e quindi aumentano i prezzi ma come spiegato molto bene il ciclone che saluto dal punto di vista dei numeri questi costi hanno un effetto
sull 'economia un effetto negativo, per cui il fenomeno in quel momento era un fenomeno nuovo ed è un fenomeno di aumento dei prezzi ma insieme di riduzione dell 'attività economica e così via. Questo è l 'aspetto preoccupante, perché qui rispetto anche all 'infrazione che aveva avuto negli anni scorsi, che in parte era dovuta a una pressione di domande. In questo caso l 'effetto è chiaro, aumentano i costi di alcuni beni, in particolare di un bene utilizzato da tutte le imprese che è l 'energia e
questo si ripercuote con gli effetti. dicevamo, minore crescita, rischio di reluzione dei margini, magari anche qualche impresa che si trova nelle condizioni di chiudere e così via. Quindi questo è l'aspetto preoccupante. Sono perfettamente d 'accordo con quello che è stato detto, dipenderà dal prolungarsi o meno del conflitto, ma non solo, è la strategia scelta dall 'Iran per... questa che viene definita di analisti una guerra simmetrica che può determinare
effetti di lungo pericolo perché la risposta immediata ai bombardamenti americani israeliani è stata quella di rispondere su tutti gli impianti dei paesi vicini paesi che spiegavano bar che comunque avevano fatto appoggio agli americani comunque la strategia è chiaro cioè in iran non spero poter vincere sul piano militare crea una pressione forte su tutto l 'occidente non solo da un punto di vista economico quindi cercando di interrompere quella che è un canale di approvvigionamento
di energia non solo centrale nell 'economia mondiale cercando di rendere difficili in generale tutti i traffici commerciali est ovest e per questa via imponendo un costo agli stati uniti a non so ma non solo agli altri paesi che per questa via potrebbero cercare di prendere per un 'interruzione del conflitto di la strategia e chiara ma questa che comporta in quest 'ultima fase anche una distruzione sistematica di impianti
raffinerie depositi può anche in presenza di una conclusione avvicinata del conflitto vero e proprio può avere effetti di lungo termine, quindi c 'è richiesto di essere preoccupati. Infatti Scilone, ripartiamo da questo, anche in Toscana… la questione non è così veloce, effime, è una questione, è una ferita profondissima e non ci sono tutti questi altri mercati che probabilmente ci stanno aspettando e che non vedono l'ora di incontrare.
è complicata la situazione è complicata il fattore tempo è un fattore importante cruciale Effettivamente se la situazione si risolvesse velocemente è chiaro che gli effetti tenderebbero a attenuarsi in modo evidente, però vi sono alcune considerazioni da fare. Quando i prezzi aumentano poi più difficilmente, aumentano molto velocemente ma poi tornano indietro con maggiore rigidità,
quello che abbiamo sperimentato anche in passato dopo la guerra. dopo l 'innesco della guerra Russia -Ucraina e quindi questo è già un primo elemento. Un secondo elemento di preoccupazione è riguarda anche il fatto che le autorità monetarie potrebbero essere indotte, speriamo di no, aumentare il costo del denaro, questo comprimerebbe ulteriormente la domanda e l 'attività economica.
Noi già viviamo una fase complicata, anche prima della guerra, la congiuntura economica poteva caratterizzarsi in tre parole, che erano quelle incertezza, cautela e moderazione. ...nei comportamenti, nelle aspettative degli operatori, ecco quindi questa cautela, questa incertezza viene ulteriormente amplificata a scala... a scala mondiale, perché non è tanto appunto il problema che si interrompono le relazioni commerciali con un 'aria, tra l 'altro appunto la Toscana si ha relazioni commerciali
appunto anche nell'export con il... per la penisola araba, che valgono circa, se ben ricordo, 3 miliardi, 5 % all 'esportazione. Però qui il conflitto ha una portata globale, quindi già... vivevano una fase critica e complicata, dopo la svolta americana, l 'insegna della politica protezionista. con l'avvio dei dazi
quindi già tutto questo era stato un elemento di decelerazione dell'economia ora probabilmente questa vicenda aggiunge un ulteriore elemento di difficoltà a un quadro in cui naturalmente si aggiunge per il nostro paese e per tutti i paesi dell 'Europa. Questo è l 'ultimo anno in cui noi teoricamente possiamo utilizzare le risorse del PNRR, quindi è una fase complessa e complicata
da monitorare. Professore, il buffer anticrisi, tagli strutturali, speranza nell 'Europa che si inventa un percorso per cercare di immaginare qualcosa di diverso. come se ne esce? Sì, ecco, il quadro di regole dentro cui ci muoviamo, lo sappiamo, è un quadro europeo, ci sono anche i soggetti che è stata già citata, la banca centrale
che ovviamente dovrà decidere quale atteggiamento prendere io penso una stretta monetaria che è la risposta che normalmente si fa in presenza di aumento dell'inflazione quando, come in questo caso, l'inflazione è chiaramente da costi, non sarebbe una mossa saggia, quindi concludo che non si vada in quella direzione. L'altro versante è il versante giustamente... riceve il versante dello spazio fiscale. Come sappiamo questo spazio è definito dalle
regole europee, le regole del patto di stabilità e crescita che è appena stato riformato. e reintrodotto, dopo, ricordate, nel periodo della pandemia per diversi anni c 'è stata applicata la cosiddetta clausola di sospensione a causa del salvaguardia rispetto alle regole. cui per alcuni anni le economie hanno potuto utilizzare, anche oltre quelli che erano esistenti, strumenti di sostegno anche piuttosto deciso. rispetto all 'attività economica. È stato fatto perché è
stato reso possibile da questa sospensione. Il ritorno delle regole ci mette di nuovo in una camicia di forza. giustificata dall 'obiettivo di riduzione del debito pubblico e che attualmente limita la nostra possibilità di aumentare la spesa oltre un vincolo che è stato introdotto. che è attivo a partire dall'anno scorso. Entro questo vincolo il governo ha pianificato un aumento della spesa militare, della spesa per la difesa.
C 'è questa richiesta da parte nato di portare in prospettiva il 100 % del PIB e questo dove nelle previsioni avrebbe dovuto erodere qualunque spazio rivisto. Questo significa che non ci sono risorse per interventi ulteriori, a meno che non sia la stessa Europa, attraverso la Commissione, a introdurre uno di questi strumenti emergenti. Quindi di nuovo clausole e salvaguardia a livello nazionale o europeo che consentano di allentare un po' il brilio.
Teniamo presente che oltre a quelli che sono... interventi espliciti di sostegno si sta parlando di sostegno alle famiglie per i costi dell 'energia il rallentamento dell 'attività economica riduce le risorse in entrata perché ovviamente tutto collegato, meno attività economica, riduzione dei margini di utile delle imprese vuol dire minori a trate fiscali, quindi da un lato la congiuntura preme nessuna riduzione delle trate dall 'alto ci sarebbe bisogno di mettere in atto delle manovre
anticicliche bisogna dire che le regole riformate sono un po meno come si determina e pro cicli tendono meno di prima ad aggravare una situazione economica introducendo la necessità di tagli fiscali questo è un po meno di quanto era prima con le nuove rigole però lo stesso Se non si interviene allargando un po' i margini che vengono lasciati, è difficile immaginare interventi energici che possano contrastare una situazione del genere.
Forse l 'Europa sta giustamente aspettando l 'evolversi della situazione, mi sembra che non sia in condizione di fare molto altro e è possibile che qualcosa si fa. nell'immediato però credo che gli interventi non possono che essere interventi di portata minore tra l'altro il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime Il W3I con consegne a maggio è scambiato a più di 100 dollari con una crescita del 2 ,49%, mentre il Brent, sempre con consegne a maggio, è scambiato a
113 ,70 dollari. un avanzamento dell '1 ,35%, continua a calare l 'oro ormai da quattro settimane, penalizzando proprio l 'impennata del petrolio, il metallo giallo è sceso sotto i 4 .300 dollari l 'oncia. e nelle settimane appena conclusa il calo è stato di oltre il 10% Cirlone ultima battuta anche per lei su come se ne esce vista dal punto di vista della nostra regione come se ne esce
Come se ne esce? Intanto bisogna dire quando se ne esce e soprattutto secondo me dobbiamo partire da questa considerazione che per uscire da questa crisi... anche dalle altre precedenti bisogna buttare una strategia di lungo di lungo di lungo periodo cioè sia tutte queste vicende in questi anni e noi abbiamo sperimentato prima il covide poi il blocco dell'interruzione catene di fornitura, l'approvvigionamento delle materie prime, la guerra in Ucraina, poi i dazi, ora questa ulteriore vicenda di conflitto con l 'Iran, ci
insegnano che noi siamo molto esposti a questi sciogli. esogeni sono molto vulnerabili e soprattutto siamo molto vulnerabili perché siamo molto dipendenti diciamo dagli altri siamo molto dipendenti agli altri soprattutto in settori strategici fra questi e questi settori strategici fra In questi settori strategici c 'è anche questo dell 'energia, quindi la prima cosa che noi dobbiamo mettere nel primo posto, nell 'agenda politica, non tanto toscana, ma neanche nazionale, ma a livello… poi certamente anche a livello nazionale e regionale, è quello di cercare di aumentare la
nostra autonomia energetica, mettere in sicurezza… qualche modo il nostro sistema produttivo nel campo del esempio dell 'energia aumentare la produzione interna diciamo di prodotti di prodotti alimentari, di prodotti sanitari, vi sono dei settori strategici in cui non sto pensando al ritorno all 'autarchia, che sarebbe in qualche modo un po' ridicolo, però...
una certa soglia in qualche modo di sicurezza che la dobbiamo imparare a dobbiamo cercare assolutamente di realizzare ci vuole ci vuole tempo però prima iniziamo da questo punto di vista meglio è e questa è la strategia naturalmente di lungo periodo in cui sarebbe opportuno che ovviamente l 'Europa ci desse una mano rilanciando un... un piano di investimenti funzionali a questo obiettivo che significa in qualche modo un po' riprisegnare la nostra posizione
nel processo di globalizzazione, la stessa Europa dovrebbe rilanciare un piano. per aumentare anche naturalmente la domanda interna europea, solo così se ne esce in un periodo. Nel breve periodo... Ovvio che dobbiamo tamponare e quindi nel caso specifico, bene anche affatto il governo in qualche modo a ridurre le accise, però è un intervento temporaneo, mi sembra preventibile.
che resti in vigore per appena 20 giorni, dovremo continuare a monitorare la situazione e procedere su questo doppio binario, per quanto possibile, tamponare i costi. che la guerra produrrà, però nel lungo periodo agire con opportuni investimenti per modificare un po' il nostro modello di sviluppo. ridurre la nostra dipendenza
dalle importazioni Nicolò Sciclone, grazie il direttore dell'istituto per la programmazione economica regionale, grazie al professor Massimo D'Antoni, docente Dipartimento di Economia, Politica e Statistica dell'Università di Siena. Grazie davvero per essere stati con noi. Buona giornata. Buongiorno, grazie a voi. e ascoltando Controradio Controradio FM, DAB, streaming, social, web Condividila con chi vuoi
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