Identities. Leggere contemporaneo
Presentazione del libro Patrilineare di Enrico Fink, una storia di fantasmi edito da Lindau, nell'ambito della rassegna La Nottola di Minerva Identity. Il libro, che ha ricevuto menzione speciale al Premio Calvino, racconta un viaggio nella memoria familiare dalla Gorizia della Prima Guerra Mondiale ai giorni nostri, esplorando il tema dell'identità e della trasmissione della memoria attraverso le generazioni. All'evento partecipano Giorgio Van Straten e Ottavia Piccolo con letture dal libro.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 00:28Presentazione rassegna Nottola di Minerva Identity
- 01:50Enrico Fink e il libro Patrilineare
- 03:43Dal disco al libro: genesi dell'opera
- 05:08Temi e struttura del romanzo
- 09:00Intervento di Ottavia Piccolo
- 11:03Le famiglie Bassani e Fink nella Shoah
- 14:22Memoria e identità nel presente
- 18:00Costruire identità nella diversità
Trascrizione 35 passaggi
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nostri social per guardare questa anteprima di un appuntamento. Un appuntamento imperdibile e molto atteso, stiamo parlando della rassegna della nottola di Minerva Identity, ma soprattutto stiamo parlando di un appuntamento che si tratta quest'oggi alle 18 e 30, siamo alla biblioteca delle Oblate. A Firenze siamo nella sala storica Dino Campana per parlare e raccontare di Patrilineare, una storia di fantasmi. L'autore di questo libro, che è tanto di più di un...
Un libro è Enrico Fink, saluto e ringrazio, buongiorno Enrico, naturalmente è con noi Stefania Costa della Nortola di Minerva, tra poco vedremo anche Ottavia Piccolo che sarà per delle letture. che è dentro questo progetto, che è un libro che ha ricevuto una menzione speciale al premio Calvino. Prima Enrico di entrare però in questa storia, Enrico Fincher è un grande musicista, narratore. Presidente della comunità ibraica fiorentina e molte altre cose ancora molto noto ai nostri ascoltatori
come Stefania Costa, la notte di Minerva, Identity, si arriva all 'ottava edizione se non sbaglio. Partiamo con due parole sulla realtà. rassegna se raccolto. Innanzitutto buongiorno, sono felicissima di essere qui a parlare di questa bella rassegna che incomincia oggi, oggi con... Un libro molto speciale che ha molto significato per noi e si parlerà di memoria. Abbiamo il piacere appunto di incominciare con questo libro straordinario.
Un percorso che è interdisciplinare, quindi cerchiamo di viaggiare attorno al tema dell 'identità per ricreare, per costruire un percorso a... a tappe. E quindi partiamo dalla memoria, sicuramente partiamo dalla memoria per poi andare verso la scienza, la salute, le relazioni, la spiritualità e la pace. Concludere con appuntamenti al femminile è un percorso verso i grandi maestri, un percorso
appunto sull 'identità, identità nel contemporaneo. leggere il contemporaneo. Partiamo appunto dalla memoria. Patrilineare, una storia di fantasma alle 18 .30 alle Oblate questo pomeriggio con Giorgio Manstraten, con le letture di Ottavia Piccolo. la sonorizzazione di Massimo Ferri, naturalmente insieme all'autore Enrico Fink. Per chi ti conosce, caro Enrico, si ricorda di un disco di molti anni fa che si chiamava e che si chiama Patrilli. un disco di straordinaria bellezza questo è un libro non c 'entra niente
perché è un libro che ha avuto peraltro una gestazione lunghissima ci racconti di questo il disco a cui fai riferimento che uscì per materiali sonori Nel 98, quindi appunto un 'era geologica fa, era il disco che raccoglieva lo spettacolo, la narrazione, il racconto in musica con cui ho cominciato in realtà a lavorare. a fare questo mestiere e l 'esigenza era la stessa, raccontare in qualche modo la mia relazione con una storia, la storia familiare su cui non ho mai smesso di lavorare in questi anni.
Il libro ovviamente è tutt 'altro, nasce da quella stessa esigenza, però è cominciato a pensarlo all 'epoca e piano piano ci sono valuti, come si vede, quasi 30 anni per arrivare in fondo, ma perché è un percorso complesso anche pieno di ricerca. Si va dalla Gorizia, prima della Prima Guerra Mondiale fino ai giorni nostri, una ricerca patrilineare appunto nelle vicende di mio padre, Guido, nelle vicende di suo padre e del padre di lui. suo padre, ma in realtà è un romanzo che parla dell 'oggi e parla del rapporto che abbiamo
con la memoria, ma non solo con la memoria in generale, con le ferite, il bagaglio di eredità che ci arriva. dalle nostre identità, appunto, cosa sono, e quanto le storie, la cultura, la storia, la memoria anche di ciò che è accaduto, le memorie spesso dolorose, spesso faticose, spesso di... di traumi che ci vengono trasmesse di generazione in generazione, contribuiscono a comporre la nostra identità. E cosa portare verso il futuro, cosa portare verso l'oggi? Il protagonista del libro è un ragazzo che assomiglia a me quando pubblicai...
Quel disco è un musicista che suona nelle discotecacce peggiori delle immaginabili. C 'è anche un libro abbastanza sorprendente da questo punto di vista, non è solo di memorie storiche, ma parla appunto delle discoteche, oddio, quasi una memoria storica. storica anche quella, le discoteche della Toscana degli anni 90, ma è un libro in cui c'è dentro sangue, viscere, fantasmi, spero anche un libro piuttosto divertente. E appunto, vado avanti. Io no perché mi guardi così, sarò a presentarlo con due amici che appunto l'hanno seguito, perché da una parte c 'è Giorgio Van Straten che all 'epoca presentò il disco
patrineare con me quando uscite. Non poteva mancare. e io presentai il suo libro, si chiamava Il mio nome è a memoria, bellissimo, fu uno scambio di presentazioni. E c 'è appunto Ottavia che ha letto questo libro, siccome io Ottavia ho la fortuna e l 'onore di essere con Ottavia in tournée da... tanti anni e quindi le tocca sopportarmi dietro le quinte giorno dopo giorno praticamente conviviamo e quindi a un certo punto si è vista recapitare questo plico pesante in camerino e quindi molto prima che il
Lei l 'ha letto, l 'ha apprezzato e quindi a questo punto le ho detto vieni a parlare con me e anche magari a leggerne qualche pagina. Infatti Ottavia Piccolo, buongiorno anche a lei e grazie per essere qui. con noi questa mattina. Buongiorno a tutti, ciao Enrico. Come è entrata in questo libro e cosa ci ha trovato dentro? Allora, come ha detto Enrico, me lo sono trovato in camerino. Con grande piacere l 'ho letto, grande piacere perché è scritto bene, posso dire, con un bellissimo italiano.
Io sono diventata un po' maniaca. Quando sento una lingua, leggo una lingua bella, piena di parole, piena di punti e virgole giusti. anche quello conta mi emoziono e naturalmente la storia la storia che racconta enrico le storie perché come diceva appunto si parte dalle storie della memoria per arrivare
a quelle un po' più vicine. Ma a proposito, come mai io non c 'ero quasi 30 anni fa perché ci ritroviamo sempre, ci eravamo persi, anzi non ci eravamo ancora incontrati. Comunque davvero è un libro che mi ha riempito perché c 'è appunto la memoria, ci sono le storie. però c 'è anche c 'è anche dentro c 'è anche dentro enrico e siccome adesso enrico non
facciamo finta che non mi sente enrico è una grande persona e gli voglio veramente bene e lo considero un po' un figlio di teatro, sono veramente contenta di essere in mezzo anche io a questa storia. Vi aspetto tutti alle sei e mezza alle Oblate, perché così ci saremo di persona e penso si sentirà la mia partecipazione.
il mio amore per questo bellissimo libro. Ottavio Ancolo, insomma parole molto belle ma molto vere, molto sentite e molto sincere. Una strepitosa attrice che ci accompagna comunque nella memoria, nelle sue varie declinazioni, anche in questioni nazionali. Abbiamo avuto modo di parlare in altre occasioni di altre cose che l 'hanno riguardata, dove la memoria è sempre stata centrale.
Beh sì, in questo momento proprio con Enrico e con gli altri musicisti. dell 'orchestra multietichina di arezzo siamo siamo in giro a fare uno spettacolo che si chiama matteotti anatomia di un fascismo di stefano massini quindi anche qui la memoria la storia Ci rientra e saremo tra l 'altro domani a Certaldo, poi in giro ancora a Milano e poi in giro per altre piazze. Mi sono dedicata a un tipo di teatro dove
la memoria è fondamentale, dove raccontare storie non è soltanto far passare il tempo, ma insomma aprire un... un po' la testa e farci delle domande. Insieme ai musicisti dell 'orchestra multietnica di Arezzo siamo in giro e quindi veniteci a vedere appena possibile. Ottavia Piccolo, Stefano Massini, Enrico Finch, l 'Orchestra Multiettica di Arezzo, domani a Certaldo è un altro appuntamento che non si può perdere, è stato un onore e un piacere Ottavia Piccolo averla con noi quest 'oggi, grazie per il momento.
Grazie Ottavia. Enrico, tu hai presentato questo libro come discoteche, giovani, sangue, qui ci sono le famiglie Bassani e Fink, c 'è la memoria della Shoah. E c 'è quel parallelismo che io trovai molto singolare, però allo stesso tempo anche emozionante, anche di ispirazione, perché mentre usciva questa tua riflessione alla ricerca... di ogni cosa illuminata dalla luce del passato strafranfore usciva con ogni cosa è illuminata
come se vi foste messi d 'accordo in qualche modo anche qui c 'è questa ricerca che che va a vedere, che cosa va a vedere? Alla fine il passato è passato. Il problema è proprio questo. Io credo che oggi sia una riflessione urgente, lo è a livello individuale, lo è personalmente, per me era un'esigenza molto... personale, al di là di una riflessione politica, è qualcosa con cui io sono cresciuto, la famiglia di mio padre è stata colpita in maniera devastante dalle persecuzioni della Shoah, mio padre ha
perso 14 parenti stretti tra cugini e zii. suo padre, eccetera, ha visto sparire un mondo che era fatto fra l'altro, come accennavi, a due grandi mondi molto diversi fra di loro, una famiglia, quella Bassani, un'antica famiglia ferrarese, ebraica ferrarese, storica, sempre... Il Presidente Eifink, che erano invece sostanzialmente dei profughi, degli immigrati recentissimi, due grandi famiglie però con tantissime persone sparite e cancellate. Lui le ha viste sparire tutte e io ho vissuto ovviamente per procura questo tipo di ferita. crescendo con mio padre, l 'ho sentita, e come il protagonista del libro a un certo punto non
posso fare a meno, non ho potuto fare a meno di farci i conti. Per me era fondamentale, ovviamente, guardare dentro alcune... Alcune di quelle ferite si erano trasmesse, erano i dolori che vedevo in mio padre, i racconti che sentivo a pezzi, avevo bisogno di affrontarli. Ma credo che in generale, per quello che dicevo, per quello che ho messo l 'accento sul protagonista giovane e non sulle storie che pure compongo. Perché poi il libro è diviso in quattro parti e c 'è una lunga ricerca e lunghe parti che raccontano le storie di queste famiglie. Però poi alla fine quello che era l 'esigenza, l 'urgenza di raccontare, non era solo raccontare le loro storie.
Le storie sono, credo, molto interessanti di per sé, però di storie anche di persecuzioni, di vite, ce ne sono tante, ne abbiamo lette tante. Io credo che l'importante sia proprio interrogarsi su... dove andiamo noi oggi. È scritto dalla prospettiva di qualcuno che nasce molto dopo e credo che oggi sia una questione che vada al di là anche della prospettiva individuale. Credo che in generale le ferite, i dolori, i traumi... Le aspirazioni e le sofferenze del passato, in tutti noi indipendentemente che abbiamo famiglie che abbiano vissuto certi traumi o meno, ma le abbiamo e sono ferite che ci portiamo dietro e
oggi in un momento in cui dobbiamo costruire... una condivisione in una collettività che è fatta di tante storie diverse, di persone che vengono da luoghi diversi, parlano lingue diverse, hanno culture diverse. Questo è il tema con cui con l 'orchestra multietnica, con tante cose che ci parliamo, affrontiamo continuamente. Capire cosa di quelle ferite, di quelle sofferenze, di quelle aspirazioni, di quel mondo abbiamo dentro, cosa ci serve per costruire un dialogo con l 'altro, per costruire un futuro. una prospettiva importante, quindi quello è un po' l'obiettivo.
Soprattutto in un momento storico, per questo nel segno medentris, è molto importante in cui stratificare memoria. Sembra veramente impossibile, no? L 'immagine, la foto di Che Guevara è una foto che è nelle classifiche forse la foto più riprodotta che ritroviamo sulle maglielle. che ritroviamo da tutte le parti. Oggi che maglietta faremo? Di chi? Non lo sappiamo nemmeno, faremo la maglietta di qualcuno che tra una settimana è già passato ad altro. La memoria non riesce più a stratificarsi in nessun modo come se fosse...
un orpello totalmente inutile allo sviluppo di un nulla, perché poi viviamo in questo eterno presente dove pensiamo comunque di aver fatto tutto e di aver risolto tutto. Per cui Stefania Costa, questo... Tenere insieme l 'identità ancorata alla memoria e agli altri temi di questa ottava edizione di Identities è importantissima più che mai. Sì, ci sembra... di crescere attraverso questo progetto perché sono otto anni e sono progetti triennali del Comune
con il sostegno della Fondazione, con il sostegno di tante realtà, associazioni. fondazioni e biblioteche. Si fa rete per costruire un 'identità insieme, si fa rete per provare a costruire qualcosa che abbia un senso. I libri perché rimangono, noi cerchiamo di fare qualcosa attraverso questo progetto, attraverso queste presentazioni che devono rimanere perché se no non ha senso tutto questo lavoro, perché è un lavoro enorme.
attraverso anche delle istituzioni che non sono abituate. Per esempio facciamo questo progetto con Mancuso in ospedale, che si chiamerà Letture in Natura. Perché? Perché proviamo a mettere... insieme il circuito biblioteche, attraverso la tramvia andiamo a Careggi, a Careggi facciamo le letture in ospedale per il reparto maternità, partiremo da lì e poi i reparti di lunga E quindi siamo nell 'idea che l 'identità si costruisce insieme,
ricordando, ma insieme. È molto importante questo aspetto che ci rimanda il fatto Enrico che la memoria oggi è fondamentale perché è il tempo dell 'intelligenza artificiale, il tempo... delle teste che non sono più le nostre ma nello stesso tempo la memoria ci dice una cosa importante cioè che stiamo insieme nella diversità, questo è fondamentale io credo che la sfida, questo è un discorso che facciamo spesso Tutte le cose che faccio, è un tema che ripercorro spesso, ma la sfida che abbiamo
di fronte è costruire un identità, come dice giustamente Stefania, la costruzione dell 'identità vuol dire anche creare un modo di... di convivere, di vivere insieme, che rispetti la diversità dell 'altro. È una scelta costruirsi in base alle differenze. Abbiamo visto nel corso, io mi occupo nello specifico poi di cultura ebraica, come si sa, ma ritengo che il... Uno dei valori dello studio di quella cultura, al di là della cultura ebraica in sé, sia il fatto che l 'ebraismo ha rappresentato l 'altro, l 'alterità per secoli in Europa, e ha attraversato tutto lo spettro possibile di interazioni tra maggiori.
tra gruppi, per cui gli ebrei sono stati ghettizzati, ma sono stati anche assimilati, c 'è stato anche, abbiamo visto l 'estremo opposto, c 'è la costruzione di qualcosa che fino a qualche tempo fa, fino all'inizio del Novecento, Vedevamo come un grande miraggio positivo il melting pot, il calderone in cui tutte le differenze si annullano e si crea una, si crea in quel caso, si sceglie di creare un 'identità nuova uguale per tutti quelli che entrano. caso specifico nel mondo ebraico è stato molto forte dopo il risorgimento, ma oggi lo vediamo anche spesso in come si affronta il fenomeno dell'immigrazione,
cioè l'idea a volte che ti accetto, entri a far parte, se diventi completamente uguale al luogo dove arrivi. Invece credo che la nostra sfida sia quella di riuscire a costruire un dialogo e una vita insieme che non sia basata sui muri, sui etti, sulle distanze, non sia basata sull 'appianamento delle differenze, ma sia basata sul rispetto delle differenze e sulla scelta. La costruzione di un 'identità che non è qualcosa che ci arriva passivamente da dietro, ma che scegliamo di costruirci, di fare in una prospettiva di vita insieme, di dialogo e di costruzione di un futuro.
Le 18 .30 alla sala storica di Norampana, alla biblioteca delle Oblate, ci sarà Enrico Finco con Patrilineare, una storia di fantasmi edito da Lindau nell 'ambito della ottava edizione dell'area 6. Identities con la nottola di Minerva e con Stefania Costa, ci sarà Giorgio Vastraten, ci sarà Ottavia Piccolo come abbiamo detto, ci sembrava un appuntamento particolarmente importante da raccontare. Non solo perché questi sono poi i giorni della memoria, intorno al 27 di gennaio, ma per cercare sempre di più di rendere questa memoria viva, vivace, vitale intorno
alle nostre vite e al nostro futuro. Enrico Fink, grazie davvero per esserci venuto a trovare, grazie a Stefania Costa, grazie a Ottavia Piccolo per essere stata con noi e che ci aiuta a chiudere con una sua lettura questa trasmissione. Grazie. Grazie a
tutti Grazie a tutti.