IED - Campo Aperto con Benedetta Lenzi

31 marzo 2025 · 21 min

Benedetta Lenzi, direttrice di IED Firenze, presenta Campo Aperto, un progetto di sperimentazione transdisciplinare che coinvolge studenti di moda, design, arte e comunicazione. L'iniziativa utilizza l'ex Teatro dell'Oriolo come spazio aperto alla città, proponendo mostre, workshop e incontri per creare un dialogo tra formazione e territorio. Il programma prevede eventi da aprile a novembre, tra cui la mostra 'Vestirsi è facile' con Archizoom e collaborazioni con Pitti Uomo e istituzioni culturali fiorentine.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:42Presentazione progetto Campo Aperto
  3. 02:00Approccio transdisciplinare e complessità
  4. 03:02IED Firenze: studenti e aree disciplinari
  5. 04:22L'ex Teatro dell'Oriolo e apertura alla città
  6. 06:22Educazione situata e dialogo col territorio
  7. 08:22Hacking Traditional Manufacturing
  8. 11:02Programma mentorship e figure coinvolte
  9. 13:02Mostra Vestirsi è facile con Archizoom
  10. 16:02Collaborazione con Pitti Uomo
  11. 18:02Ruolo della scuola e sistema di relazioni
Trascrizione 36 passaggi

Grazie a tutti. Con chi vuoi, questa è Controradio. Ci siamo spostati negli studi di Controradio TV e dunque siamo anche visibili sui nostri canali cross -mediali, parliamo con gli head, parliamo con gli head. di un progetto che si chiama Campo Aperto e lo facciamo salutando la nostra ospite, la direttrice di IED Firenze, Benedetta Lenzi, ben trovata.

Buongiorno, buongiorno a tutti. Nei giorni scorsi è stato presentato questo progetto una sorta... di call, ma insomma è molto altro, uno sconfinamento, possiamo dire, che IED vuol fare in città e con la città. Di cosa si tratta? Allora, Campo Aperto può essere definito come un progetto di sperimentazione. e di ricerca che è stato appunto lanciato negli ultimi giorni da IED Firenze e vuole proporre un nuovo modello appunto come dici giustamente di sconfinamento sconfinamento sia a livello spaziale che a livello di approccio metodologico e didattico, quindi proporre un modo per intrecciare le varie discipline che

IED tratta all 'interno dei suoi corsi, quindi innestare un dialogo e delle relazioni tra... gli studenti prima di tutto che studiano moda, design, grafica, comunicazione, arte proponendo tutta una serie di percorsi didattici, extradidattici, soprattutto esperienziali. laboratori workshop che permettono agli studenti di lavorare insieme e quindi di avere esperienza di questo movimento appunto di sconfinamento all 'interno

delle loro discipline che per noi È l 'unica risposta possibile in un momento storico come il nostro, dove le questioni che dobbiamo affrontare hanno una tale complessità e sono talmente tanto interconnesse tra di loro in un ecosistema molto complesso. da non poterci più permettere di affrontarle in modo, diciamo, univoco e diretto. Quindi noi proviamo a proporre questo approccio transdisciplinare agli studenti per imparare appunto a dare delle... risposte che siano il più possibile complesse

e molti sfaccettate a delle questioni che dobbiamo affrontare in questo momento che sono altrettanto complesse. Ricordiamo la missione di ieri a Firenze e nelle sue altre sedi, è destinata a quale tipo di formazione? Formazione a livello diciamo undergraduate, quindi diplomi di primo livello, triennali e poi da lì. Crescere al biennio, quindi il diploma di secondo livello, i master e corsi più professionalizzanti, anche brevi, quindi di formazione continua e corsi estivi anche.

E le aree disciplinari sono quelle che ti dici. Dicevo, dall 'interior al product design, alla moda, tutti gli ambiti anche più business relativi alla moda, quindi fashion business, fashion marketing, arte, studi curatoriali, studi museali. Grafica, comunicazione. Quanti studenti e studentesse avete a Firenze? Abbiamo circa 700 studenti a Firenze, solo a Firenze, sì. Con una componente alta di studenti stranieri, circa il 30%. C'è già all'interno del... percorso IED una interdisciplinarità in termini di anche dialogo tra

i vari corsi, però il fatto di fornire uno spazio, adesso ci arriveremo come l 'ex teatro dell 'Oriolo, occasioni di confronto Aperto e di chiamata con operatori, soggetti, categorie, istituzioni all 'interno di uno spazio che possa vedere un dibattito, una dialettica, uno strumento importante di ossigeno anche per la formazione. Assolutamente, IED ha sempre avuto la missione della transdisciplinarietà ed è una cifra che caratterizza IED da sempre, quella di offrire agli studenti anche un territorio di scambio

e questo lo facciamo continuamente. con delle tesi anche transdisciplinari, mettendo insieme più studenti in gruppi più ampi a partecipare con progetti di extradidattica, con progetti di collaborazione con aziende o con il territorio. Questa è comunque una cosa che già viene portata avanti da IED. L 'aspetto appunto che accennavi te e che adesso ci consente anche di sistematizzare un po' tutto questo racconto è il fatto di poter avere a disposizione... Adesso è uno spazio come quello dell 'ex teatro dell 'Oriolo, all 'interno del quale poter

far succedere qualcosa che diventa non solo chiuso e autoreferenziale all 'interno delle mura della scuola, ma che ci consente anche di... di aprirlo all 'esterno e quindi di effettivamente far vedere quello che succede dentro una scuola e far partecipare chi sta fuori all 'interno, invitarlo a diventare parte di questo processo. Riolo ha vissuto tanti anni di chiusura e abbandono, è davvero un esempio di rigenerazione urbana e anche di un percorso innovativo che si innesta appunto in Vied, in questo campo.

Il campo aperto che definiamo anche come call, voi chiamate a raccolta e date disponibilità a sollecitare tanti soggetti, qual è la vostra speranza di confronto anche per la città? ci potrà essere qualcosa che viene poi declinato in progettualità sul territorio. Certo, noi ci auguriamo proprio questo, questo innesto anche di un rapporto di reciprocità, di restituzione quasi da parte della scuola che non è più un soggetto. ...neutro all 'interno di un territorio, ma è profondamente situato nel territorio, all 'interno di un contesto.

Quindi quello che secondo noi è fondamentale è che l 'educazione e l 'educazione al design sia un 'educazione situata, sia un 'educazione che... che risponde e che dialoga con il territorio, che legge il territorio in cui è contestualizzata e riesce a rispondere anche dei bisogni che il territorio può presentare, bisogni sociali, bisogni culturali. Chiedo scusa, quindi questa è una chiamata, nel senso che noi diamo questa apertura che è da entrambi i lati, quindi è una ricchezza per i nostri studenti poter subito entrare a far parte di una scuola.

Nello stesso momento entrare a far parte di un sistema relazionale che la scuola sta cercando di consolidare sul territorio, noi siamo presenti da tanti anni, dal 2009, però stiamo cercando ancora di portare fuori. Quello che è la creatività dei nostri studenti, quello che gli studenti possono offrire alle istituzioni, alle istituzioni pubbliche, alle istituzioni culturali, alle aziende, a un sistema di distretti industriali presenti sul territorio. e lo facciamo in tanti modi, lo facciamo attraverso delle partnership che abbiamo con le istituzioni culturali principali del territorio

con cui facciamo dei progetti didattici con i nostri studenti, facciamo progetti di tesi, mostre, lo facciamo anche con... costruendo dei veri e propri corsi basati su questo tipo di relazione e quello che viene anche chiamato il contextual design, il design del contesto, quindi essere profondamente calati all'interno dei bisogni della società. territorio. Partirà a settembre un nuovo corso che è un corso di interior design e il titolo è Hacking Traditional Manufacturing, un corso in inglese, che quindi ha proprio questo obiettivo di lavorare su un sistema di laboratori.

diffusi sul territorio, portare gli studenti all'interno di questi laboratori eccellenti che conosciamo, di cui la Toscana è ricchissima, di manifatture tradizionali e permettere agli studenti di, in un certo senso, lo diciamo in modo... provocatorio ovviamente di hackerare quella manifattura tradizionale cioè di innestare proprio una bella dose di contemporaneità all 'interno di questi di questi processi è il gancio che ci sta descrivendo Direttrice degli Ed Firenze che è un po' la sfida quasi amletica di riuscire a tenere insieme questi due livelli con una valorizzazione della

tradizione però coniugata con un 'ottimizzazione. e anche le nuove proposte dell'innovazione. Appunto dicevamo le tematiche dell'oggi non possono non essere affrontate, discusse e anche essere oggetto di confronto con gli ed. Facciamo altri esempi. Immagino la questione del cambiamento climatico e della sostenibilità energetica così come del riciclo, tutte le varie materie di IED devono in qualche modo dialogare con questo. Assolutamente, sono tematiche imprescindibili all 'interno della progettazione, perché la progettazione

e il design non possono essere considerati degli atti isolati, ma devono essere considerati all 'interno di un sistema di eventi. di fatti, di problematiche, di relazioni e questi sono tutti temi che noi consideriamo imprescindibili all'inte e propedeutici anche per imparare a progettare, quindi tematiche ovviamente di sostenibilità ambientale ma anche di accessibilità per esempio, di inclusività. inclusività, pluralità, così come tutte le tematiche legate alla transizione, alla trasformazione digitale, alle nuove tecnologie, alle questioni di ingiustizia sociale anche, quindi sono tutti

temi che noi cerchiamo di... Trattare, se non prettamente all 'interno della didattica, ma anche attraverso il coinvolgimento di alcune figure, di alcuni soggetti che possono portare il loro contributo e la loro esperienza a servizio dei nostri studenti. studenti attraverso tutta una serie di appuntamenti che noi organizziamo all'interno appunto del programma di campo aperto e ad esempio con un programma di mentorship che abbiamo anche attivato, quindi noi abbiamo identificato delle figure. oppure autorevoli all 'interno del panorama culturale e contemporaneo in Italia

e chiediamo loro di portare la loro esperienza e di raccontare anche quello che secondo loro è il... Il valore di questo sconfinamento disciplinare e come può essere attuato e qual è appunto la ricchezza che ne deriva. Abbiamo ad esempio coinvolto Maria Cristina Didero che è una curatrice di design, è stata direttrice curatoriale di Design Miami. Nel 2022, l'unica italiana che è stata direttrice curatoriale di Design Miami, Leonardo Bigazzi, che è un curatore d'arte, produttore di film d'artista, Stefano Cipolla, che è l 'art director dell 'Espresso e direttore responsabile di Grazie.

Fica Magazine, quindi sono tutte figure che operano un po' in questo terreno liminale tra le loro dirette e i loro diretti campi disciplinari di applicazione e poi hanno interessi però che spaziano e le loro pratiche. che poi spaziano all'intersezione di tante altre aree disciplinari. Anche per restituire questa complessità della professione del creativo, che insomma oggi non è così dritta, no? Non può essere così. così e non deve neanche, nelle prospettive appunto non solo per il territorio ma rispetto

a tutti gli interlocutori. Dicevamo campo aperto parte tra poco, siamo a ridosso, il 3 aprile in inizia il primo evento di un 'articolazione che anche per modelli non è la stessa via via che si propone ma ci sono vari ambiti, mostre, incontri, ci vuoi raccontare? Certo, sì, quello che mette un po' tutto... Questo sistema è un po' il comune denominatore questa fluidità e questa informalità anche nelle proposte culturali che avanziamo, perché sono tutti progetti che hanno una natura un pochino più sfaccettata.

Il primo progetto che inauguriamo appunto giovedì 3 aprile è quello di Vestirsi è facile, è un progetto di Dario Bartolini di Archizum ed è quindi un progetto che parte in realtà, è partito già da qua. qualche mese attraverso una organizzazione di una serie di workshop, di laboratori che hanno coinvolto Dario Bartolini che è appunto esponente di uno dei principali gruppi di architettura radicale, di design radicale fiorentino, gli Archizum, che ha tenuto questi laboratori con un gruppo anche lì transdisciplinare di studenti di IED, di una

quarantina di studenti, e li ha fatti lavorare su un concetto di nuova radicalità. Quindi cosa significa essere radicali oggi? Attraverso un progetto che era... Quello di Vestirsi è facile, Dress in Design, che era un progetto del 73, che aveva questa natura e rappresenta perfettamente quello che vogliamo raccontare noi oggi, cioè questo approccio transdisciplinare di sconfinamento. Perché Vestirsi è facile è un progetto di una collezione di abiti, ma costruiti e prodotti attraverso un tipo di approccio progettuale derivante dall 'architettura, dal design.

Già qua si racconta bene quello che è per noi questo approccio di sconfinamento. Il 3 di aprile inauguriamo la mostra di questi output di abiti che sono stati prodotti dagli studenti insieme a Dario Bartolini. in questi mesi di workshop, insieme a degli oggetti storici di Archizoma. E poi non a cadenza periodica, ma ci sono delle offerte, delle occasioni che poi da qui a luglio e non solo... si aprono alla città. Esatto, il 13 e il 14 di maggio avremo un 'altra due giorni di dialoghi,

anche qua un po' con lo stesso approccio di fluidità, quindi invitiamo delle figure del panorama culturale. italiano, selezionate anche grazie al contributo dei nostri mentori, figure di vari campi disciplinari, dall 'arte alla moda, al design, la grafica, la comunicazione e li invitiamo a dialogare insieme. non solo tra loro e tra noi, ma anche con i nostri studenti e con il pubblico, perché il Teatro dell'Oriolo, ricordo, è uno spazio aperto al pubblico. Ecco, ricordiamolo, questi sono incontri aperti al pubblico, gratuiti e aperti al pubblico, sì, assolutamente.

La partecipazione della città è una partecipazione anche attiva perché durante questi due giorni di Garden Talks a maggio, il 13 e il 14, il pubblico è assolutamente invitato a partecipare, ci sederemo tutti intorno a dei tavolini, tutti insieme. Sa che potrebbero arrivare anche delle sorprese, Firenze non è una piazza facile, soprattutto è una piazza molto delicata e molto impattata da un tema, cito l 'over tourism per tutti, che però ha tutta una serie di declinazioni. anche per quanto riguarda le materie di cui vi occupate. Aspetta delle sollecitazioni da questo oppure avete tante idee che volete portare

a confronto con la città? No, ma io spero che si crei un... Un dialogo e un confronto che poi alla fine è nel confronto che vengono fuori le idee migliori. Quindi noi non abbiamo un obiettivo chiaro e definito, noi abbiamo una traiettoria che stiamo proponendo, è una traiettoria che vuole essere... di relazione, una traiettoria che vuole essere aperta al dialogo e anzi vogliamo proprio cercare di instaurare questo dialogo e di coinvolgere i nostri studenti all'interno di un dialogo il più possibile anche cittadino su tematiche anche locali. Una zona di comfort e non stando su un terreno comodo,

ma appunto aprendo questi confini e quanto ce n 'è bisogno lo sappiamo. In tutto questo... C 'è anche un 'interazione importante con Pitti all 'insegna dell 'innovazione culturale. Certo, assolutamente. Pitti è uno degli eventi fondamentali del territorio fiorentino. Re -Ed è un momento fondamentale per far lavorare i nostri studenti e per mettere in luce anche l 'importanza del nostro network, per noi, per i nostri studenti.

Quindi Pitti è uno dei... momenti in cui IED partecipa come gruppo e tutti gli studenti da tutte le sedi IED in giro per il mondo si riuniscono, quindi non solo gli studenti di Firenze ma gli studenti di Firenze lavoreranno insieme a studenti. delle altre sedi in Italia, delle sedi che IEDA in Spagna e delle sedi che IEDA in Brasile. Quindi è un momento molto arricchente per gli studenti, assolutamente. Arriviamo all'appuntamento estivo, giugno-luglio. Cosa succede? Ci sarà Pitti dal 18 al 20 di giugno e successivamente

in collaborazione con il Y Festival una retrospettiva su Stefano Rovai che è un importante grafico fiorentino, quindi anche qua ci sarà una mostra. di manifesti di Rovai in collaborazione con un evento del territorio. Quindi ecco anche qui il nostro interesse è sempre quello di fare produzione culturale però non in modo autoreferenziale ma cercando di mettere a sistema dei soggetti che già fanno produzione culturale di altissimo livello sul territorio. Naturalmente il campo aperto deve aprirsi ancora, ma avete l 'aspirazione di portare avanti anche una stagione autunno -inverno?

Sì, sì, assolutamente. Abbiamo già l'appuntamento. di ottobre -novembre della mostra che facciamo in collaborazione con Palazzo Strozzi, abbiamo già iniziato a lavorarci e poi stiamo lavorando anche per l 'autunno -inverno. Che riscontri avete? Gli studenti e le studentesse che sanno di far parte di questa scuola ma anche di un percorso aperto. A me ha sorpreso molto perché per esempio il primo appuntamento poi alla fine è stato questo dei workshop di Vestirsi è facile, abbiamo avuto... Una bellissima risposta da parte degli studenti, sì sì, con un grande entusiasmo, quindi spero

che venga apprezzato anche da loro sicuramente il fatto di rafforzare anche il senso di community all 'interno di una scuola fondata. fondamentale per gli studenti perché poi alla fine questo un po' è anche il ruolo della scuola secondo noi non è solo più il semplicemente il trasferimento del sapere che è una prerogativa Il trasferimento della conoscenza che ormai con tutte le informazioni di cui possiamo disporre, con i device, con la tecnologia, con tutto quello che abbiamo a disposizione, ormai appunto non è più solo prerogativa di una scuola.

Il ruolo della scuola è quello di inserire gli soliti. studenti all 'interno di un sistema di relazioni, quindi all 'interno in primis di una community e poi di un network che la scuola ha in modo anche più ampio con le aziende, con il territorio, con le istituzioni. Lei ha portato la sua esperienza a me. lanese a Firenze oppure sta beneficiando o analizzando anche il contesto fiorentino per quelli che sono i suoi bisogni e le sue necessità ma anche stimoli che arrivano proprio dal territorio. Il tipo di rapporto sta avendo con la città?

No, molto buono, devo dire. La città, io trovo che ci sia un dialogo molto interessante sia da un punto di vista di istituzioni pubbliche. che da un punto di vista di istituzioni culturali, cioè una città che offre tantissimo, è una città dove vale la pena fare rete, secondo me, dove si parla anche lo stesso linguaggio, dove tanti progetti possono beneficiare. del dialogo che si può costruire, possono rafforzarsi, possono fare un po' di massa

critica, però trovo che poi su certi temi la scuola possa essere come, proprio l 'istituzione formativa possa avere. un ruolo centrale all 'interno di questo nodo di relazioni per sua natura, per una natura anche abbastanza neutra, quindi può facilitare anche un sistema di rete. Qualche modo gli adda anche dal punto di vista fisico. Il fisico rappresenta una delle poche realtà che è presenti nel centro, questo è un altro elemento di riflessione che spesso ricorre nelle nostre trasmissioni, riportare i giovani, la formazione, gli studenti e le studentesse.

vivere il tessuto del centro per renderlo non solo alla portata di turisti ma anche proprio di crescita. Certo, assolutamente. Poi il centro ha un sistema appunto come dicevamo prima anche di distretti che è... è talmente ricco e vale talmente la pena approfondire, studiare, entrarci dentro, per cui una scuola secondo me in questo territorio ha assolutamente senso e può fare tanto. E allora abbiamo voluto raccontarvi... Questo campo aperto che si apre appunto alla città con IED Firenze, tutto anche sui nostri canali crossmediali, sul sito di IED, trasmissione

poi visibile anche su controradio .it Grazie alla direttrice di IED, Benedetta Lenzi, per essere stata con noi. Tra poco, dopo il GR di Popolare Network, la linea tornerà a Raffaele Palumbo per la consueta rubrica settimanale dedicata al gabinetto vesti tra le righe. Grazie. Grazie a tutti