Il Chianti contro l'emendamento della Lega

21 ottobre 2025 · 23 min

Il Comune di Greve in Chianti e altri comuni del territorio proseguono con progetti di educazione all'affettività nelle scuole medie ed elementari, nonostante l'emendamento Lega che limiterebbe queste attività solo alle superiori e con consenso delle famiglie. L'assessore Giorgio Amalfitano e la docente Marta Monnecchi illustrano l'esperienza positiva avviata, che ha coinvolto studenti, insegnanti e famiglie in un percorso di consapevolezza emotiva e relazionale. Il progetto continuerà ampliandosi a tutte le prime medie del territorio e sperimentalmente alle elementari.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:47Presentazione ospiti e tema educazione affettività
  3. 01:24Il progetto Semi Affettivi a Greve in Chianti
  4. 03:02Risultati della sperimentazione in prima media
  5. 04:21L'emendamento Lega e le limitazioni proposte
  6. 06:21Cos'è l'educazione affettiva - intervista Monnecchi
  7. 08:21Il coinvolgimento delle famiglie
  8. 10:21Il dibattito sul cellulare a scuola
  9. 14:21Educazione digitale e sessuale
  10. 16:21Come proseguiranno i progetti
  11. 19:01L'importanza della prevenzione e della comunità
Trascrizione 40 passaggi

Stai ascoltando Controradio Controradio FM Dub Streaming social web. Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio. Alle otto e trentotto minuti la linea torna negli studi di Controradio e siamo in Newsline anche su Controradio TV dunque sui nostri canali cross mediali chianti contro l'emendamento della lega educazione alla sessualità e all'affettività nelle scuole ma più che contro è per un certo tipo di sensibilizzazione e formazione ed

educazione alla sessualità le affettività e anche alla luce del percorso fatto finora. Ne parliamo subito con gli ospiti che vado a introdurre, l'assessore Giorgio Amalfitano alle politiche educative del comune di Grevenchianti, ben trovato. Giacomo Amalfitano, buongiorno. Eccoci, sì, lo sapevo che cadevo su questo errore. Un saluto agli ascoltatori di Controradio, grazie per l'invito. E Marta Monnecchi, la professionista del progetto di educazione all'affettività che è stato portato avanti sul territorio di greve. docente della scuola Città Pestalozzi, ma da anni si occupa di questi temi all'interno

dei contesti scolastici e cercheremo con lei di capire anche cosa significa tutto questo. Ben trovata. Grazie, buongiorno a tutti e a tutte. Ora partiamo dalla mobilitazione istituzionale perché Amalfitano è qui anche a nome di altri suoi due colleghi, stiamo parlando dell 'assessore di San Casciano Beccattini e dell 'assessora di Barberino Tavarnelle Borri. Sul territorio del Chianti effettivamente è stato portato avanti un lavoro bello corposo all 'interno del contesto scolastico proprio su queste tematiche. Sì, noi siamo partiti l 'anno scorso a greve con un progetto sull 'educazione all 'affettività.

in un contesto di valorizzazione e formazione degli educatori e degli insegnanti del nostro territorio perché abbiamo fatto prima un ciclo di incontri formativi chiamato semi educativi in cui parlavamo appunto di questioni pedagogiche, educative più in generale e poi focalizzando... sull 'educazione affettiva con un ciclo di incontri sempre di formazione per insegnanti educatori che si chiamava semi affettivi condotto da Marta Monnecchi e dal suo team di esperte. Perché l 'abbiamo fatto? Perché pensiamo che lavorare sull 'affettività alla scuola lasciando proprio dei semi che poi mettano delle radici sul territorio e quindi con gli insegnanti sia

fondamentale perché è uno dei temi. a mio avviso, da punto di vista pedagogico, più importanti che la scuola deve affrontare e cioè quello di creare un ambiente protetto, non giudicante, dove i ragazzi possano esprimersi liberamente. Dalla formazione per insegnanti abbiamo fatto una sperimentazione in una prima media che è durata per dieci incontri di un 'ora, sempre condotti da Marta e dal suo staff, dalle sue collaboratrici, che ha dato dei risultati per me sorprendenti. perché io ovviamente non ho partecipato a questi incontri,

che appunto sono incontri in qualche modo protetti. Ho potuto assistere a dieci minuti di incontro e devo dire che sono rimasto molto, molto colpito, molto toccato. emozionato da questi incontri perché tirano fuori qualche cosa dei ragazzi che raramente a scuola si riesce a tirare fuori e quindi su questo su questa scommessa dell'anno scorso quest'anno abbiamo deciso di rilanciare e di estendere poi il progetto a tutte le quattro prime medie del nostro territorio e poi fare anche una sperimentazione magari di cui parliamo più avanti. Parliamo più avanti così come parleremo appunto del rischio di attivazione di queste progettuali.

rispetto a tutto ciò che l 'emendamento prevede, emendamento firmato dal leghista latini, approvato in Commissione Cultura alla Camera, modificherebbe il disegno di legge Valditara introducendo un divieto che impone il re legge la possibilità di parlare in classe di affettività e sessualità esclusivamente agli studenti e alle studentesse delle scuole secondarie di secondo grado e solo con l 'autorizzazione delle famiglie. Qui c'è un duplice aspetto. La fascia di età e l 'autorizzazione e il consenso su cui si sono espresse in maniera negativa anche l 'ordine degli psicologi, per esempio. Poi ci torneremo anche con Monnecchi.

Nel caso vostro sareste completamente... esclusi perché sul territorio del Chianti non ci sono scuole secondarie superiori. Non ci sono scuole secondarie superiori, ci sono però appunto scuole elementari e scuole medie su cui noi come detto abbiamo lavorato e vogliamo continuare a lavorare e devo dire che questo Emendamento della Lega è l 'ultimo atto di un attacco, a mio avviso, alla libertà educativa, alla libertà pedagogica, all 'autonomia della scuola che è un valore fra l 'altro tutelato dalla Costituzione e tutelato dalla norma. e che fa parte appunto di un quadro complessivo di attacco alla scuola perché se pensiamo

alle indicazioni nazionali non so se vi ricordate le indicazioni nazionali prevedono il ritorno del latino alle scuole medie, le poesie imparate a memoria visione della geografia e della storia sovranista, cioè basata sulla cultura italiana occidentale. Noi parlavamo proprio ieri con Rossi dell'FLCCGL rispetto alla mobilitazione che metteranno in campo anche qui in dialogo e con Speria. Le famiglie perché non è una cosa avulsa dal contesto e dal nucleo familiare, la scuola fa parte, anzi dovrebbe essere il principale strumento di dialogo nel mondo degli adulti

con i propri figli. figli e le proprie figlie ma cerchiamo di davvero ringraziando per la disponibilità la professoressa Marta Monnecchi di sfruttarla al massimo perché non è facile trovare il tempo, il modo anche di poter parlare di che cos'è l'educazione all'affettività monnecche cosa significa? Perché da un lato spaventa, da un lato non la si conosce, da un lato si pensa anche a cose totalmente fuorvianti che cos'è? Io dico sempre che l 'educazione affettiva è uno strumento che serve assolutamente all 'apprendimento,

quindi vai insieme, senza una relazione d 'amore tra chi insegna e chi impara, difficilmente poi appunto i ragazzi. si possono apprendere davvero, quindi è uno strumento che si utilizza, che viene utilizzato appunto perché i ragazzi possano conoscersi, l 'identità come dice Galimberti, a me questa cosa piace tantissimo. è un dono, acquisire l 'identità, sapere chi sei, è un lavoro complesso che non si può iniziare già a 16 -17 anni, è un po' tardi, quindi l 'idea è che si possa iniziare

proprio dai primi anni di vita con… un 'attenzione all 'ascolto e alla consapevolezza di quelle che sono le proprie emozioni, quindi è un viaggio nelle emozioni e poterne parlare liberamente perché non ci sono emozioni cattive o buone. I ragazzi imparano che le emozioni sono qualcosa che attraversano tutti e ci danno proprio la sensazione di essere lì tutti uguali. Lei non si occupa da oggi di tutto questo, a prescindere da preoccupazioni sul quadro legislativo?

Che riscontro ha avuto sia per quanto riguarda i giovani che anche le famiglie? Questa è una domanda molto importante, il lavoro si fa insieme, non è che è qualcosa che fa il professionista, professionista che va in una scuola e lavora, infatti anche a Grevi abbiamo fatto questo, abbiamo coinvolto i genitori, è importantissimo che gli adulti sappiano che cosa andiamo a fare, l'importanza di questo, che si sia insieme. e che quindi ci sia uno stesso linguaggio e che quando i ragazzi tornano a casa e possano raccontare quello che hanno sentito, i genitori siano consapevoli che è un percorso

che facciamo insieme, non separato e questo è fondamentale. Voglio anche dire che l 'educazione affettiva è qualcosa che viene prima anche dell 'educazione sessuale, chiaramente prima si deve sapere chi siamo, poi si possono affrontare tutti quelli che sono. cose che arrivano dopo. All'inizio noi si lavora proprio su questo, con i bambini, con i ragazzi delle scuole medie, anche a Grebio abbiamo lavorato su questo, cioè ma chi sei, cosa senti? mi confermerà o correggerà

se sbaglio contro stereotipi che noi mondo degli adulti anche inconsciamente o socialmente però induciamo. Sì, questo è interessante come si possa lavorare senza bisogno di andare a fare la lezione frontale sullo stereotipo di genere è proprio perché i ragazzi lavorando insieme riconoscono le proprie differenze le apprezzano e le rispettano quando facciamo il lavoro quando abbiamo fatto il lavoro anche a greve la prima cosa è il cerchio intanto

e in questo cerchio ci sono due regole la prima è quella che ognuno può esprimere ciò che vuole senza essere giudicato e questa secondo me è una cosa che per loro è già una novità incredibile, cioè poter parlare e sentire che l 'altro non ti giudica e la seconda è che quelle cose che noi ci raccontiamo sono riservate, vuol dire che le teniamo come una cosa preziosa. Non andiamo a raccontare che diventano poi il pettegolezzo della scuola. Quindi queste due cose i ragazzi l 'hanno imparato benissimo, sono state forse quelle che ci hanno riconosciuto subito e che ci hanno detto che gli hanno fatto bene.

Lei ritrova oggi ragazzi delle medie di allora che magari adesso sono più che adolescenti e che la ringraziano per questo imprinting alle relazioni? Intanto si costruiscono relazioni. Quindi già quello ti viene naturale e poi appunto ho avuto diversi ragazzi anche che venivano proprio da greve perché ho iniziato proprio a greve a lavorare così che ancora ho... Oggi noi ci sentiamo, tornano alla scuola, ci sentiamo e siamo amici perché sono persone che ora sono giovani adulti e che mi dicono che questo pezzettino di strada per loro è stato

quello che ricordano come crescita profonda. Analfitano, siamo un po' in un cortocircuito però nel sistema scolastico perché da un lato è sempre sottoconsiderato, sottovalutato, non prioritario né in campagna elettorale né fuori dalla campagna. elettorale. Dall 'altro c 'è un 'attenzione quasi spasmodica al controllo e adesso per esempio sono passati circa 20 minuti di trasmissione o poco meno, ancora non abbiamo parlato di sessualità, stiamo parlando di… importanza del riconoscimento del sé

dell'identità, delle relazioni eppure c'è questa attenzione a mettere mano a un qualcosa che potrebbe per cos'è che fa tanta paura rispetto a inserire l'affettività conoscenza dei sentimenti, delle emozioni all'interno del contesto scolastico. È quello che ci chiediamo tutti, noi che in qualche modo lavoriamo intorno alla scuola appunto, per chi ha il privilegio di poter fare un, dare un piccolino Nel nostro contesto contributo alla crescita dei ragazzi, quello che ci chiediamo come amministratori, ma immagino soprattutto come insegnanti e come genitori, è di che cosa

si ha paura. A scuola in realtà è il modo migliore per prevenire tutta una serie di comportamenti sbagliati, di fake news, che poi ragazzi è come se si volesse chiudere la scuola sotto una campana di vetro, isolarla. Le porte, le finestre chiuse e lasciare tutto ciò che i ragazzi poi vivono nel mondo fuori dalla scuola appunto distante. Faccio un altro esempio, il divieto dei telefoni a scuola. Io sono personalmente contrario al divieto dei telefoni a scuola. quale miglior luogo possibile dove studiare, dove educare al digitale se non

la scuola e invece si lascia fuori perché evidentemente si vuole imporre o forse si ha paura che qualcuno imponga. dentro la scuola una visione libera, diversa da quella che il governo e le forze di maggioranza hanno in testa, ma tutto questo è pericoloso perché è anche una forma di intimidazione nei confronti degli insegnanti i quali si sentono In che modo in pericolo se parlano di qualche tema che è sotto i riflettori? Un altro piccolo esempio, a Greve è successo il giorno delle elezioni che le forze di centrodestra del nostro territorio hanno denunciato il fatto.

Il fatto che in una scuola di strada inchianti era fissa ai vetri una barchetta della Global Sumod Flottiglia e questo è stato un pretesto per un attacco alla scuola che non doveva parlare di Palestina, del conflitto in corso, del genere. e anche questa evidentemente è una paura che si ha da parte della classe politica nei confronti di un luogo che invece deve restare assolutamente libero e autonomo e chi ci sta dentro deve essere appunto... deve sentirsi libero di poter parlare e esprimere le proprie opinioni

ne parleremo di questo peraltro fra poco alle nove perché affronteremo dal territorio di Monterupo Fiorentino il caso di una lettera di molti insegnanti di denuncia del genocidio palestinese che è stata mangiata nei social accusandoli di politicizzare la scuola e questo è un esempio ci scrivono fare scuola digitale senza il cellulare. Allora si può fare scuola digitale senza cellulare però è anche vero che il

cellulare eh non è è una protesi ormai di ciascuno di noi è un qualche cosa che appartiene alla nostra vita e al nostro linguaggio. I ragazzi usano il cellulare per qualsiasi attività, i ragazzi ma anche noi, anzi forse soprattutto noi adulti e quindi io penso che ci sono progetti, ora io posso parlare del patentino digitale che è un progetto che... come regione toscana porta avanti da tempo, in cui il cellulare viene utilizzato per educare ad un consumo consapevole e responsabile della rete e dei social.

Nessuno ce l 'ha mai insegnato come si fa a stare in rete, come ci si racconta, come ci si relaziona con gli altri in rete. Ebbene, perché non deve essere la scuola a farlo? Il discorso sul cellulare, che noi approfondiamo anche in altre trasmissioni, e lo abbiamo fatto in maniera costante per cercare poi di affrontare tutte le varie tematiche che ci sollecitate anche attraverso il numero WhatsApp, è indicativo anche rispetto all 'educazione all'affettività e alla sessualità, perché abbiamo visto… che volendo o no i giovani si affacciano al mondo del cellulare e del digitale con la

prima comunione o comunque con le medie e quindi anche a tutto quel mondo di… relazioni digitali e sessuali che avviene tramite questi strumenti, ecco perché è importante fare questo tipo di educazione in quella fascia di età Sì, assolutamente quando dico che è l'educazione sessuale Qual è la prevenzione a queste cose? Partire in un lavoro di alfabetizzazione della diversità, del valore della diversità e non della paura della diversità, questo è il gap, la differenza.

la paura che crea, e la paura è ignoranza, perché chiaramente se tu sai, conosci una persona, poi hai attenzione, hai delicatezza, l 'altra cosa quando si lavora all 'educazione affettiva è quella della gentilezza, la comunità. È importante sentire quando io verbalizzo qualcosa che è offensivo e sentire invece quando io dico una cosa e la posso dire perché in quel momento posso essere anche arrabbiato ma te la dico senza bisogno di offenderti. altra cosa importante, quindi io posso comunicare tutto quello che sento, ma come lo comunico, lo imparo?

Dovremmo andare anche noi, un'educazione di affettività, perché in è un patrimonio enorme che però adesso davvero scricchiola su un terreno della politica veramente inquietante, voi come vi mobiliterete? Cosa state pensando di fare? poste da dare ai cittadini, ai ragazzi, agli insegnanti, alle famiglie rispetto a progetti che appunto abbiamo detto hanno valorizzato un certo tipo di percorso e rischiano di essere interrotti. Noi pensiamo di rispondere andando avanti con le nostre azioni.

e con il nostro lavoro insieme alle istituzioni educative, quindi insieme all 'Istituto Comprensivo di Greve, nel mio caso, insieme agli insegnanti, abbiamo progettato questo intervento che segue la sperimentazione. dell'anno scorso a greve e quindi quest'anno noi faremo educazione affettiva in tutte le quattro prime medie di greve con dieci ore per ciascuna classe con il team di Marta e poi proseguiamo la formazione insegnanti, sia con una nuova edizione di semi affettivi, sia con un monitoraggio

e un affiancamento che Marta farà con gli insegnanti che hanno fatto formazione l 'anno scorso e lanciamo con una sperimentazione. sulla primaria, sulle alimentari, perché dal basso, dai genitori di Panzano è venuta la richiesta di fare educazione affettiva nelle classi di quel plesso e quindi partiremo sempre con Marta con questa sperimentazione. su tutte e cinque le classi della scuola elementare di Panzano, dieci ore anche lì e vedremo… Andate avanti voi. Andiamo avanti, andiamo avanti assolutamente, perché è necessario e perché pensiamo sia giusto, non ci facciamo intimidire diciamo.

da queste iniziative che appunto hanno proprio l'obiettivo a mio avviso di far paura e di limitare la libertà Proponetevi alle scuole superiori di Firenze ci scrive Nicoletta di San Cascio quindi insomma del vostro territorio anche a lei chiedo Monnet che rispetto insomma al coinvolgimento e alla grande disponibilità che dà nel partecipare a queste progettualità come vivete

anche rispetto al corpo docente perché anche gli insegnanti hanno tratto beneficio da questo percorso diciamo che io trovato fino adesso che sono tutti semi che lentamente fanno il suo percorso, questa è una cosa importante, sicuramente c'è una preoccupazione. che io vivo personalmente e sento forte, ma sento anche che è qualcosa di propulsivo questa esperienza che facciamo, Greve in particolar modo perché sento

anche che c 'è da parte del comune e quindi anche della scuola l 'idea di continuare, quindi non mi sento sola e quindi siamo un gruppo. Ecco l 'altra cosa importante che voglio dire è quando lavoriamo l'educazione affettiva. formiamo comunità, i ragazzi non si sentono soli nella classe ma diventano legati da qualcosa e diventano un gruppo, quando abbiamo lavorato a greve i ragazzi hanno finito il percorso di prima media, la cosa che è venuta fuori più fuori. Si sono accorti di essere diventati un gruppo e quindi io vorrei pensare

che in questo momento questa sperimentazione va avanti perché siamo un gruppo e quindi ce la facciamo. Anche voi con gli altri due assessori del territorio del Chianti parlate di danno alla collettività, che poi è un danno che coinvolge tutti, il nucleo sociale non solo del territorio ma nel complesso. In prospettiva, lasciamoci quindi con una mobilitazione che rimane, ma rimane in ambito proprio di progettualità resistenti sul territorio amalfitano. Assolutamente, perché come diceva Marta...

Questo lavoro è un lavoro di prevenzione e di cura della comunità, perché pensiamo che l 'educazione all 'affettività serve anche a prevenire tutta una serie di fenomeni che sono in continuamento, dal bullismo alla violenza di genere, alla discriminazione. E quindi lavorare sull 'affettività vuol dire investire proprio sulla prevenzione e sul futuro della nostra comunità e quindi noi vogliamo proteggerla dalla nostra comunità e su questi temi continuiamo a lavorare. Su questi temi, lavorando d 'anticipo, si possono creare degli anticorpi per cui i giovani riescono a riconoscere dei campanelli d 'allarme senza

bisogno di stereotipizzare. o narrazioni distorte, ma sono loro che capiscono, qui sto mancando di rispetto, qui sto imponendo la mia volontà, qui si autoriconoscono, il famoso discorso dell 'identità che ci faceva va all'inizio? Assolutamente, guardi io ci posso mettere la mano sul fuoco c'è da formare tanto gli insegnanti, questo è importante che i docenti sappiano come fare perché è un campo delicato ecco non è che questo si può fare perché è una cosa che bisogna

saper fare, quindi bisogna sapersi formare ma assolutamente glielo posso confermare che questa è la strada e allora ci fanno i complimenti vi fanno i complimenti rispetto al lavoro che state portando avanti chiedono un ampliamento, ci chiedono se siete presenti su Pontassievi, insomma, dovreste fare gli assessori in maniera trasversale e condividere con Marta Monnechi questa esperienza sui più territori possibili. In conclusione diciamo anche che rispetto al consultorio di prossima apertura all 'Istituto Marco Polo il Preside Arte ci scrive che se ginecologhe,

andrologi, ostetriche fossero interessati allo sportello possono scrivere a scuola. e candidarsi, staff di presidenza chiocciola ittmarcopolo.edu.it e allora insomma abbiamo voluto valorizzare esperienze che non sono annunciate, sono già praticate. con effetti, ci diceva appunto la professionista qui con noi già sperimentate, quindi cerchiamo insomma di dare un microfono anche per in qualche modo sperare che tutto questo possa far

parte di una politica che faccia un passo indietro invece anzi faccia un passo indietro politicamente nel cercare di non farlo a livello sociale perché qui si tende ad arretrare insomma Non solo dal punto di vista storico, ma educativo, si torna indietro. Non possiamo permettercelo, soprattutto nella società di oggi che raccontiamo quotidianamente con tutte le sue difficoltà e incapacità anche di ascoltarli, renderli partecipi questi giovani. gli protagonisti nostro malgrado perché siamo sempre pronti a

criticare ma sono le nove continueremo a parlare di scuola subito dopo con Raffaele Palungo e con i suoi ospiti dal territorio di Montelupo rimanete con noi Stai ascoltando Contro Radio, FM, DAB, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi, questa è Contro Radio. Grazie a tutti.