Il pacifismo ai tempi di Trump
Approfondimento sui movimenti pacifisti contemporanei di fronte alle sfide geopolitiche attuali, dal Venezuela all'Iran. Simone Siliani, storico esponente del movimento pacifista, e Giulia Torrini, presidente di Un Ponte Per, discutono di autodeterminazione dei popoli, diritto internazionale e repressione del dissenso. Focus sul ruolo della finanza etica e sul rapporto Zero Armi come strumento di consapevolezza per i risparmiatori.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 01:24Identità e sfide dei movimenti per la pace
- 02:21Il difficile ruolo del pacifismo oggi
- 04:21Repressione del dissenso e decreto sicurezza
- 07:00Multilateralismo contro interessi nazionali
- 09:44Eterogeneità come ricchezza del movimento
- 13:18Il fallimento della diplomazia preventiva
- 15:21Conseguenze economiche e ambientali delle guerre
- 19:21Tagli ai fondi umanitari e USAID
- 23:21Zero Armi: il potere dei risparmiatori
Trascrizione 43 passaggi
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Le otto e quaranta, il nostro approfondimento in onda sulle nostre frequenze digitali analogiche. che è anche in video con la Contoradio TV sui nostri social quest'oggi parliamo dei movimenti per la pace alla prova del decennio trampiano il banco di prova venezuelano tra le altre cose con tutte le sue enormi di contraddizioni, pone una serie di questioni che investono l 'autodeterminazione dei popoli, il diritto internazionale, la sovranità, l 'intromissione, il sovvertimento di regimi.
Quale identità, quali sfide? i movimenti per la pace si ritrovano in questi momenti così anche di difficile lettura ne parliamo quest'oggi con Simone Siliani buongiorno Siliani bentrovato grazie per essere con noi buongiorno Non so se Simone sei d 'accordo, esponente storico del movimento pacifista, animatore degli anni Ottanta, dagli anni Ottanta, per cui anche con una memoria storica rispetto a questo. quello che stiamo approvando
a raccontare questa mattina ed è con noi anche Giulia Torrini la Presidente di Un Ponte Per buongiorno anche a Giulia Torrini e bentornata Giulia Torrini quanto è complicato Oggi animare dei movimenti che vogliono cercare di contribuire ad una pacificazione delle situazioni nel mondo. Buongiorno ancora, non è tanto difficile animarli. Quanto far valere le proprie ragioni, è sempre stato così, i movimenti pacifisti nascono proprio per contrastare le guerre che purtroppo sono qualcosa a cui il mondo è abituato
da decenni, l 'organizzazione... che presiedo oggi ha una storia di quasi 35 anni, siamo nati nel 1991, anno della Prima Guerra del Golfo e quindi sappiamo molto bene cosa significa stare accanto ai popoli, in nostro caso iniziando dal popolo iracheno. quando quel popolo non vuole la guerra e quindi il nostro era è stato un meccanismo solidale. Poi in questi 35 anni purtroppo di guerra ne abbiamo viste moltissime, abbiamo partecipato alla richiesta. di democrazia e di autodeterminazione,
è la parola che appunto hai usato e che è alla base della giustizia sociale, che oggi è anche una giustizia climatica, che oggi è affermare che il diritto internazionale è nato per proprio legiferare contro altre possibili guerre oggi invece ci troviamo completamente immersi in un mondo che gestisce le proprie basi economiche attraverso le armi Siamo nel pieno della riorganizzazione economica a discato delle spese sociali, educative, climatiche e culturali per comprare armi che servono appunto a fare le guerre.
Quindi il movimento pacifista che non si è mai spento. che anzi si è dovuto rafforzare, ha creato legami che sono veramente incredibili, per cui lo scorso anno, insomma il 22 settembre 2025, si sono viste finalmente di nuovo nelle piazze centinaia di migliaia di persone nel nostro paese. Paese in Italia come nel 2003, quel 15 febbraio 2003 c 'erano stati milioni di persone contro la guerra in Iraq, ecco questi movimenti sono presenti ma sono assolutamente in pericolo per una deriva degli stati occidentali. anche dello Stato italiano ovviamente, che reprime fortemente il dissenso anche
quello dei pacifisti e delle pacifiste che hanno ben chiaro l 'idea di mondo che vorrebbero. come anche il governo italiano ha cercato di legiferare sul tema del dissenso e della piazza. È uno degli elementi che complica il nostro discorso questa mattina. Beh sì, certamente lo complica. Perché il decreto sicurezza e tutte le varie normative che il governo di destra, come in molte altre parti del mondo, sta implementando.
non aiutano la manifestazione libera del pensiero e del dissenso, che è un valore nella democrazia, non un impedimento, non una difficoltà quindi questo certamente è una delle che vediamo anche all'interno dell'Unione Europea. Questo mi sembra particolarmente preoccupante perché l 'Unione Europea, pur con tutti i suoi limiti e le sue inconcludenze, però nasce su questo valore, quello di consentire e di permettere,
di favorire addirittura la libera espressione del pensiero e del dissenso anche rispettivamente. ai governi e quindi una contraddizione rispetto a questo progetto dall 'altra parte sembra che sostanzialmente diciamo l'inconcludenza L 'Unione Europea manifesta un 'altra deriva preoccupante, e cioè la fine del multilateralismo. Sono gli stati nazionali gli interessi veri o supposti degli interessi.
degli stati nazionali interpretati di volta in volta da diversi governi che prevalgono rispetto ad un progetto più complessivo. Ecco, mi sembra di poter dire che i movimenti Il movimento per la pace è oggi uno dei pochi attori che sembrano effettivamente credere nel multilateralismo, cioè nel fatto che i conflitti... e la via verso la pace si costruisce non uno contro l 'altro,
non favorendo un interesse di una parte, ma attraverso un dialogo. E' un confronto fra varie parti, d 'altra parte Trump rappresenta esattamente questo, per lui le paci vere o supposte nel mondo si fanno tutelando i soli interessi degli stati. Stati Uniti non è l 'unico, naturalmente, Putin fa altrettanto e altri fanno più o meno le stesse cose. Ecco, il movimento pacifista si differenzia in questo. Sembra, insieme alla Chiesa per molti aspetti, ai sindacati, uno
dei pochissimi attori che crede ancora nel multilateralismo. Stephen Miller ha detto che il mondo è governato da potere e forza, che per alcuni avesse sembra una verità tautologica, per altri avesse la negazione di tutto quello che abbiamo provato a costruire negli ultimi secoli, in quanto soprattutto a diritto. internazionale, ma Giulia Torini il Movimento per la Pace non soffre in questo momento di essere anche molto eterogeneo pensiamo, dicevo, alle contraddizioni
che pone la questione venezuelana o questa eterogeneità L 'eterogenità è sempre una ricchezza, anche perché diversi punti di vista danno anche diverse soluzioni. Quello che non ho mai sperimentato... in questi anni di attivismo è certamente una divisione che può essere una difficoltà ma quando poi c 'è un bene comune un fine comune è quello poi della pace ecco davanti alla pace non ci sono non ci sono grosse decisioni da prendere Certo, e lo abbiamo visto anche, ora citavate
la causa venezuelana, ma a me viene in mente di questi anni, di questi mesi, la questione palestinese, anche all 'interno della questione palestinese ci sono delle eterogeneità che hanno portato... a delle discussioni che sono la parte poi più interessante dell'attivismo e più intelligente del fare politica e dell'evolversi come società, che è qualcosa che la politica autoritaria anche occidentale spesso non riesce a capire, quindi c 'è un tentativo di revancismo e di nostalgia più che un tentativo di abituarsi ai cambiamenti. I cambiamenti significa anche accogliere delle posizioni.
leggermente differenti e farne tesoro comune per avere ripeso un obiettivo finale che è quello della pace, che è quello del diritto e del diritto internazionale. Mi vengono in mente diverse reti delle quali come un ponte per facciamo parte. in cui ogni qualvolta si è chiesto di essere compatti lo si è stati e lo si è stati riprati perché l 'autodeterminazione dei popoli è poi la decisione principe che dobbiamo prendere, quindi mettendo da parte quello che è un atteggiamento anche... coloniale spesso di alcune società, anche come la nostra, che tende a vedere in quello
che si è sempre fatto la cosa migliore da fare e aprendo con una umiltà intelligente dire la visione anche a qualcosa che è leggermente diverso da quello che si è sempre fatto che si arriva poi ad ottenere un effetto che secondo me è arricchente per la società e che ci consente anche di aprirci a tutte le società. del mondo a cui oggi non dobbiamo insegnare niente non dobbiamo certo insegnare né al popolo palestinese né a quello venezuelano né a quello iraniano come si fanno le rivoluzioni sono loro che ci insegnano attraverso i loro bisogni e oggi anche il nostro
compito di fare la nostra rivoluzione sociale, culturale, climatica e quindi politica e lo dobbiamo fare con gli strumenti che abbiamo. Se c'è eterogeneità troveremo il modo intelligente per mettere insieme queste differenze senza farci schiacciare. dalla deriva di destra che poi su queste differenze coglie i punti principali per affermare un metodo che è quello militare, autoritario, che noi vogliamo solitamente combattere. Simone Silani, questo è un po' il ragionamento che si contrappone a chi dice ma come voi manifestate contro Trump mentre in Venezuela manifestano perché
si sentono liberati oppure non vi sta... State occupando di quello che sta accadendo a Teheran e in altre città dell'Iran? Lo riassumevano, lo riacheggiavo un pochettino Giulia Torini, mi sembra la risposta a questo. Beh sì, sono d'accordo con Giulia sul fatto... che i movimenti per la pace o il movimento per la pace trova la sua forza nell'eterogeneità, nel pluralismo. D'altra parte, tu hai citato prima quelli degli anni Ottieni, e poi Giulia quelli dei primi anni 2000
in entrambi questi casi quando il movimento è stato forte aveva due caratteristiche uno appunto il fatto che era un movimento composito, fatto di comitati di base partiti, sindacati, chiese, comuni e regioni, ecco oggi, vedo anche nelle manifestazioni per la Palestina, pochi partiti, zero comuni o pochi comuni. molto sindacato, chiese, scuole, persone, giovani, pochi comitati di base.
L'altro caratteristico era il focalizzarsi su un obiettivo, gli euromissili nucleari negli anni. Negli anni 80, l 'Iraq all 'inizio degli anni 2000. Ecco qui forse sono queste un po' le difficoltà. Non tanto il fatto che ci si concentra su... piuttosto che la palestina ma non abbastanza sull 'iran questo è un tema che abbiamo sentito tante volte il problema è che non è tanto il fatto che eventualmente il movimento pacifista si occupa meno dell 'Iran di quanto dovrebbe occuparsi
e invece si occupa del Venezuela. Il problema è che non lo fanno gli stati, non lo fanno le diplomazie, questo è il problema, perché tutti questi... conflitti deflagrano, scoppiano, si inaspriscono perché manca la diplomazia preventiva e manca la diplomazia preventiva di nuovo torno al tempo. tema perché è stato delegittimato l 'ONU continuamente, è stata invece esaltata l 'interesse unilaterale dei singoli paesi.
vuoi per le terre rare, vuoi per zone di influenza, questo è il punto di fondo. Perché puntare il dito verso il Movimento per la Pace che magari dovrebbe occuparsi più di più di più di più di più di più di più di più di più di più di più di più di più di più di più di più. una cosa e meno di un 'altra il problema è che chi lo dovrebbe fare gli stati la diplomazia non lo fa questo è il punto vero su cui credo dobbiamo soffermarci e e naturalmente questo elimina le responsabilità dei movimenti per la pace,
che per l 'appunto, come diceva Giulia, discutono spesso animatamente, da posizioni anche diverse. Questo non mi preoccupo, questo è il sale del... la democrazia è il sale dei movimenti per la pace, che nonostante tutte le difficoltà e le situazioni avverse, comunque come un fiume carsico nella storia attraversano gli ultimi decenni del Novecento e questi primi decenni del ventunesimo secolo emergendo tutte le volte che davvero vi sono limiti, rischi per la pace e per la democrazia.
ecco Giulia Torini a questo proposito sempre cercando di definire e di raccontare cosa sono i movimenti per la pace nell'accezione poi più ampia di questa definizione possibile c'è la questione della pluralità Ci sono i missili, gli euromissili degli anni 80 o l 'Iraq degli anni 90 e degli anni 2000, ma c 'è una vastità, c 'è un 'ampietà di temi che va dalle questioni naturalmente ambientali. e climatiche, in primis fino alle questioni di casa nostra, una perdita del potere d 'acquisto
devastante, un massacro della classe media, spereguazioni sempre più vistose. Tutto questo ancora una volta definisce un movimento molto più complesso. È vero, diciamo che oggi noi viviamo le conseguenze di quelle che sono state le scelte degli ultimi decenni. dall 'acquisto di armi e dall 'inquinamento del suolo e dallo sfruttamento delle risorse portano oggi un impoverimento delle terre, uno sfruttamento dei popoli e quindi un impoverimento dell 'economia
classi più disagiate addirittura oggi per la classe media. Il fatto che si pensi che oggi la classe media è impoverita fa capire quanto poi il capitalismo si sia spostato verso una perdita dei diritti che sono anche il diritto del potere. da questo che poi regola, lo sappiamo l'economia del mondo l'Iraq è proprio l'esempio emblematico di come per esempio una guerra abbia poi portato allo sfruttamento del petrolio che è qualcosa di cui ancora oggi le conseguenze. Il sud dell 'Iraq è completamente devastato dall 'estrazione violenta di questa
risorsa di cui il mondo ha estremamente bisogno e ne sentiamo parlare proprio anche in questi giorni in riferimento al Venezuela che poi di ricchezza. vera ha purtroppo questo, quest 'oro nero che poi viene ricercato dagli Stati Uniti proprio perché le multinazionali ne hanno bisogno per le proprie economie. Nel sud dell 'Iraq l 'inquinamento ha portato a livelli... malattie altissime c 'è un altissimo sumore tasso di sumore nei bambini ovviamente la popolazione giovane e queste sono popolazioni giovanissime quelle di cui stiamo parlando e c'è una conseguente migrazione di massa per gli sfollati
Tutte queste conseguenze unite ovviamente al cambiamento climatico che è sempre un fattore voluso dall 'essere umano che porta l 'economia in questa direzione e quindi crea dei disastri globali. di cui poi soffre appunto la popolazione media, noi vediamo ogni giorno le conseguenze e quindi anche le decisioni e le scelte non tanto del mondo pacifista ma delle associazioni umanitarie, delle associazioni che si occupano. occupano di diritti ai più alti livelli devono occuparsi del clima come primissima causa e se
la politica come diceva giustamente Simone non si occupa delle persone e quindi del loro benessere non è solo un benessere economico. ma anche un benessere legato alla salute e quindi all'ambiente in cui vivono, ecco che lo devono fare i cittadini, lo deve fare l 'attivismo per quanto possibile e l'attivismo si può esplicitare soltanto in una società che consente. di esprimere le proprie idee e quando necessario, sempre più necessario, il proprio dissenso. Quindi ecco, questo è un cortocircuito per cui se io, cittadina italiana, chiedo di poter vivere in un ambiente sano e che possano fare...
anche tutte le persone che soffrono dello sfruttamento delle risorse che il mio paese fa anche nelle zone e nelle terre che ho citato, come in tutto il Nord Africa, devo poter avere il diritto di sognare di vivere in una società migliore. E devo poterlo fare sulle leve economiche. Se però queste leve economiche, sulle leve economiche, sulle scelte delle risorse pubbliche, io non ho nessun potere perché delego governi che pensano che invece... Che riparare ai danni del cambiamento climatico spendono per riarmare il paese pensando che ci sia bisogno di difenderci da chissà quali
guerre e che quindi la spesa economica vada solo nel settore. ecco che io perdo completamente il mio potere decisionale e allora a quel punto l 'unico modo che ho di reagire è attivarmi e contestare quanto più possibile quello che i governi, i governi occidentali soprattutto, fanno a discapito ovviamente. delle popolazioni che da decenni subiscono le decisioni ed ecco che devo avere per forza una parte attiva in questa organizzazione. Io ho scelto di farlo attraverso le organizzazioni che come un ponte per si occupano di cooperazione internazionale. C 'è chi decide di farlo nei sindacati, nei partiti, nei movimenti sociali, nelle associazioni
giovanili che crescono, crescono perché c 'è una deriva e a questa deriva si fa forza solo se ci si unisce nei nostri bisogni. nostre lotte. Giulia Torrini, Giulia Torrini, siamo in chiusura, trenta secondi su un aspetto gravissimo che vorrei però non dimenticare in questa nostra trasmissione, cioè il mondo della pace, il mondo umanitario. Siamo forse creando una categoria troppo vasta, ma ce lo permettiamo questa mattina, non è solo sotto un attacco culturale e politico, ma anche economico, cioè in questo momento fare delle cose…
diventato quasi impossibile dal punto di vista proprio del reperimento dei fondi. 30 secondi su questo se sei d'accordo ovviamente Esattamente un anno fa io mi trovavo ad Amuda Siria dove lavoriamo di dieci anni e facciamo proprio umanitario, cioè ricostruiamo gli ospedali e aiutiamo la popolazione siriana, per esempio, a partorire. Tutto questo accadeva un anno fa quando l 'amministrazione Trump ha deciso di fare un'amministrazione. di tagliare l 'agenzia USAID, quindi troncando di netto i fondi in tutto il mondo per il
settore umanitario. È chiaro che questa è stata una decisione imposta dall'altro che poi ha ricaduce economiche fortissime e umanitarie e sociali sulla. popolazione, in questo caso la Siria, ma ne ha colpito tutto il mondo, anche gran parte dell'Africa. È chiaro che questo è qualcosa a cui le associazioni come la nostra devono far fronte e quindi è necessario, lo diciamo da sempre, ma ora più che mai, un cambiamento anche da parte degli stati, delle risorse destinate a questo settore che è necessario per la vita, non è solo una scelta politica, è un settore umanitario, si parla della vita delle persone.
a questo dovranno rispondere tutti i leader mondiali un giorno probabilmente e poi Simone Siliani in chiusura c'è chi vuole risolvere il problema, la radice esterminandovi diciamo così, questo è il termine esatto usato dall'è a questo punto coordinatore di Empoli, di Fratelli d 'Italia, che ha detto che i comunisti, cito testualmente, virgolettato, che appunto hanno manifestato per la questione venezuelana contro Trump andrebbero primo po... saranno finalmente sterminati anche loro. Ma dove siamo arrivati, Siliani? No, siamo arrivati molto in basso nell'umanità, questo è il problema,
e nell'intelligenza politica. D'altra parte anche il coordinatore di Empoli, di Fratelli d 'Italia, è lo specchio della classe politica che ci dirige o che pretende di dirigerci. Ma rispetto a questa caduta di intelligenza e di umanità, Noi possiamo rispondere. Noi abbiamo un grande potere, oltre a quello di dire la nostra, manifestare la nostra idea. E il nostro potere, oltre a quello di cittadini che votano, è quello dei... risparmiatori, su questo vorrei soffermarmi pochi secondi, perché
tutto questo grande processo di riarmo si fonda su un grande meccanismo e è quello che è il risparmiato. di utilizzare non solo la finanza pubblica, quindi i finanziamenti degli Stati o dell 'Unione Europea, ma anche quella privata. E di quella privata noi abbiamo... Noi risparmiatori, alla fine del mese di gennaio noi pubblicheremo la seconda, noi fondazione finanza etica, pubblicheremo la seconda edizione del rapporto Zero Armi che analizza...
Sulla base di dati, numeri, elementi quindi oggettivi, il coinvolgimento delle banche italiane, delle maggiori banche italiane, saranno 24 quelle analizzate. Il settore degli armamenti, cioè quanto sono esposti verso imprese che fanno armi. Questo è un elemento importante di conoscenza che forniamo ai... risparmiatori, a ciascuno di noi perché? Perché possano fare
delle scelte consapevoli non scegliamo soltanto votando, scegliamo anche mettendo i nostri soldi in banche, investimenti piuttosto che in altri. Ecco, qui ci sarà la possibilità di, attraverso questo strumento Zero Armi, la cui prima edizione è già sul nostro sito, è quella dello scorso anno, vedere se... La nostra banca è coinvolta in questo ambito, perché nessuno ce lo dice, questo è il problema.
Il settore degli armamenti è oscuro, perché per tanti motivi, perché non fa piacere comunque... essere denominati come impresa che costruisce armi o banca che sostiene la produzione degli armamenti. Ecco, noi abbiamo degli elementi oggettivi di consapevolezza e di valutazione. Poi aspetterà al risparmiatore decidere se continuare eventualmente a mettere i propri soldi in un canale che finanzia gli armamenti.
attraverso la propria banca o invece cambiarla e questa è una cosa per fortuna molto facile oggi che noi possiamo attivare, è un grande potere che quando decidiamo di attivarlo come per esempio è successo nel Sudafrica eh con il boicottaggio negli anni eh primi anni duemila eh ottiene dei risultati importanti. Simone Siliani grazie davvero per essere stato con noi questa mattina grazie Davvero a Giulia Tosini, presidente di Un Ponte Perra, per aver partecipato alla nostra trasmissione.
Buona giornata e risentirci. Contro Radio FM, DAB, streaming, social, web Condividila con chi vuoi Questa è Contro Radio