Intelligenza Artificiale: istruzioni per l’uso (consapevole)
Un approfondimento sull'intelligenza artificiale e il suo impatto sul mondo dell'educazione e del lavoro. Gli esperti Stefano Cecere e Gregorio Ceccone discutono di come insegnanti, studenti e genitori possano approcciarsi consapevolmente alle AI, trasformandole da minaccia in opportunità. Si analizzano rischi e potenzialità, dalla personalizzazione dell'apprendimento alla necessità di sviluppare pensiero critico, sottolineando l'importanza di una rivoluzione pedagogica che integri le nuove tecnologie.
Capitoli
- 00:00Introduzione e presentazione ospiti
- 01:38L'intelligenza artificiale: tornare indietro o andare avanti?
- 06:02Rischi per il futuro lavorativo e cognitivo
- 10:02La pluralità delle intelligenze artificiali
- 13:38Come approcciarsi in maniera sostenibile
- 19:30Il ruolo della scuola e dei docenti
- 21:00Il gioco come strumento educativo
- 23:00Comunità di pratica e patti digitali
Trascrizione 42 passaggi
Stai ascoltando Controradio FM Dub Streaming social web. Condividila con chi vuoi. Questa è Contro Radio. Nove passate da quattro minuti dopo lo speciale dedicato a Montessori in diretta da Greve e Inchianti con il nostro Raffaele Palumbo. Continuiamo in qualche modo a parlare di educazione ma soprattutto di conoscenza. Oggi vogliamo fare un'ulteriore tappa del nostro viaggio all'interno del digitale, lo facciamo approfondendo l 'intelligenza artificiale, istruzioni per l 'uso consapevole.
Questo è un titolo forse un po' pretenzioso, ma io entro subito con le mani nel piatto salutando i miei ospiti. In studio ci ha raggiunto Stefano Cecere, ha iniziato a giocare con il digitale negli anni Ottanta. e poi è diventato educatore a fini socialmente utili delle varie tecnologie. Poi ce ne occuperemo. Buongiorno a tutti e a tutti. In collegamento da remoto, Gregorio Ceccone, pedagogista del digitale formatore per l'associazione MEC per i progetti custodi e digitali. Buongiorno e bentrovato.
Buongiorno, buongiorno a tutti. Allora, sono molto curiosa e anche un po' preoccupata perché spesso parliamo di intelligenza artificiale con... Innanzitutto una non conoscenza adeguata e questo porta anche magari a narrazioni di tipo prudenziale ma forse al contrario rispetto a quelle che possono essere potenzialità che comunque vanno condivise. di più, grazie ai nostri ospiti, chiedendovi innanzitutto se allo stato attuale sarebbe meglio che l 'intelligenza artificiale non ci fosse mai stata, dovremmo tornare
indietro all'era pre-intelligenza. artificiale secondo voi stante insomma la piega che sta prendendo nei vari ambiti oppure c'è qualche ambito da salvare altri invece dovrebbero essere tra virgolette intoccabili partiamo da Ceccone grazie no eh E' sicuramente una bella domanda, perché anche parlare di era pre -intelligenza artificiale vorrebbe dire tornare prima degli anni 50, che non era proprio un bellissimo periodo. Probabilmente quello che ci spaventa un po' di più è l 'evoluzione con C .A .G .P .T. e diciamo tutto il... dell 'intelligenza artificiale generativa la vostra bellissima domanda se devo essere sincero io
come professionista come pedagogista direi vi prego no perché uno strumento utilissimo che utilizzo quotidianamente che secondo me ha un sacco di potenzialità Per quanto riguarda invece il tema dell 'educazione, della pedagogia, della didattica, mi sento di dire prepariamoci perché sta per arrivare, anzi forse è già arrivato, uno tsunami e noi non abbiamo ben calcolato le possibilità. potenzialità di questo strumento e per quanto riguarda perciò anche il mondo della scuola dell'educazione bisogna come si può dire attrezzarsi perciò è una domanda che non riesco a rispondere in maniera precisa cioè in parte dico dobbiamo imparare a conoscerla
a gestirla ma in parte parte anche a dover cambiare anche un po' il mondo della scuola e dell'apprendimento. Cecone ci sta dicendo che sostanzialmente l'intelligenza artificiale non arriva oggi, non è un'ondata improvvisa ma è un percorso che comunque è stato... fatto perché emerge con tanta evidenza adesso? Emerge ora con la generativa che è uno tsunami qualcuno l 'ha paragonata oltre la bomba atomica. Io oggettivamente sono un ottimista. delle nuove tecnologie, ho vissuto le varie fasi, l'arrivo del primo computer, l'arrivo
di internet, l 'arrivo del mobile. Questa è davvero drastica, è arrivata perché adesso abbiamo il big data, abbiamo i social, abbiamo le grandi potenze. di calcolo, ti dico ci sono scienziati egregi ricercatori tecnologici che stanno domandandosi forse se potessimo mandare tutta questa tecnologia nel sole e distruggerla e tornare a un'era pre Lo faremmo? Questa è una domanda che ho posto anche io a tutti i miei amici, tra cui gente che lavora in Google, lavora davvero nel sistema, ed è una preoccupazione che dobbiamo porci, per diversi motivi, non tanto perché è velocissima,
cambiando tutto il mondo del lavoro, poi magari ne entriamo su quello che prenderemo. La preoccupazione principale è che può togliere la nostra capacità di sviluppare una coscienza e una capacità di ragionamento. Nel momento in cui noi diventiamo dipendenti da un 'entità che sa tutto e ci fa tutto e quindi noi anche a scuola non impariamo più a ragionare, non impariamo più a imparare, ma semplicemente diventiamo quasi degli utili. utilizzatori che interrogano la grande conoscenza. Ecco a questo proposito dunque
le nuove tecnologie, le nuove intelligenze artificiali, perché poi vedremo che sono una pluralità, secondo voi stanno mettendo a rinforzare rischio il futuro lavorativo ma direi anche cognitivo dei giovani e forse non solo dei giovani anche questa domandona mi rendo conto ceccone ma cerchiamo di dare qualche qualche input certo Allora, secondo me sicuramente il mondo lavorativo sta subendo e subirà sempre degli importanti cambiamenti e delle importanti modificazioni. Una cosa che preoccupa effettivamente quanto per esempio anche le aziende...
Alcune tipologie di attività lavorative stanno sostituendo, per esempio, i giovani lavoratori che si occupano di apprendistato, gli stagisti, che possono essere sostituiti per questi entry level dove devono anche imparare a svolgere tre. funzioni da questi chat bot dal gpt da questi strumenti diciamo tre virgolette costa intelligenza artificiali questo secondo me è sicuramente un rischio per il futuro del show lavorativo soprattutto perché queste persone non vengono reinvestiti cioè ci fa vedere quanto questi strumenti vengano utilizzati in maniera come si può dire poco
consapevole forse anche da chi si occupa di lavoro stesso e perciò sicuramente il mondo lavoro avrà un cambiamento non tutte le mansioni non tutto i lavori ma la troveremo sempre più all 'interno della nostra quotidianità sia personale che lavorativa e anche dal punto di vista cognitivo ecco su questo io come dicevo anche prima ho delle preoccupazioni perché perché se la utilizzo io come dire adulto tra virgolette di 46 anni e che perciò è in grado di comprendere quali sono le potenzialità e rischi devo essere sincero su me è un grandissimo strumento temo anche per
quello appunto che diceva anche prima stefano cioè sul fatto del rischio che se viene utilizzata in realtà anche molto precoce cominciamo a essere dei bravi degli utenti che sanno relazionarsi con l'intelligenza artificiale per avere dei risultati ma non siamo in grado di noi di arrivare a quei risultati un rischio sia di impoverimento delle nostre capacità cognitive delle nostre capacità anche di sviluppo di un pensiero critico ma soprattutto anche un tema su è molto importante capire queste intelligenze artificiali sono programmate da delle aziende le aziende Le aziende possono anche sviluppare delle linee guida su degli input che vengono dati.
Queste sia se sono delle aziende occidentali, sia se sono delle aziende orientali o anche delle aziende italiane. Sono anche degli progetti interessanti anche in Italia. In questo tema dobbiamo stare molto attenti. Aspetto molto interessante, speriamo di avere il tempo di tornarci. Cecere mi ha incuriosito nella sua presentazione il fatto che lei insegna a docenti e giovani a usare videogiochi, creatività, tecnologie, appunto come ci diceva, per imparare. Nel contempo mi preoccupa molto sentire che ci sono per esempio bambini anche degli elementari che per sviluppare temi o ricerche già usano l 'intelligenza artificiale, mi chiedo il perché e mi chiedo il come soprattutto.
Come fanno a farlo? Come nel senso se lo fanno in un modo consapevole o sostenibile per loro stessi. Oggi dai un bambino un android, ti apre subito Gemini, inizia a parlarci, questo è interessantissimo a livello di interazione. che hanno e hanno un 'entità con cui possono interagire e chiedere qualsiasi cosa, questo è l 'aspetto positivo, l 'aspetto negativo è che creiamo un 'enorme dipendenza, è vero? il 50 % dei ragazzi oggi a scuola usano GPT, il 30 % per risolvere i problemi e fare i compiti,
qualcuno invece lo usa anche per attività creative e questo è l'aspetto che noi dovremmo valorizzare. può essere un grande compagno di studio, tipo io posso chiedere all'intelligenza artificiale fammi una pre-interrogazione dell'esame che lo faremo la settimana prossima e l'intelligenza può farti delle domande coerenti e aiutarti aiutarti a personalizzare il dialogo in modo che ti aiuta a ripassare le cose che non sai. La cosa negativa qual è? Che la scuola a oggi, se non andiamo a fuori,
delle coscienze attive. Se noi imparassimo a utilizzare la scuola come contesto dove i ragazzi imparano a usare gli strumenti, ma soprattutto diventano dei... di agenti, ovvero delle persone capaci di fare delle cose e usare gli strumenti per ottenere quegli obiettivi, allora potremmo parare alcuni errori che stanno arrivando. la pluralità delle intelligenze artificiali, chat, GPT, DeepSeek, Meta, Gemini, Grock,
nomi per molti sconosciuti, altri invece forse di uso comune, ma sono tutti... uguali ceccone allora no non sono tutti uguali come dicevo prima la gran differenza sta nelle potenzialità di questi strumenti anche serata molti si coprano gli altri super nelle funzioni e poi secondo me soprattutto nell'azienda che ci sta dietro alcune aziende hanno un approccio probabilmente un po più etico per quanto riguarda per esempio anche l'assimiliazione dati dove prendiamo i vari data set
altre aziende invece per esempio un po' meno perciò ecco penso che anche questo sia un tema molto importante anche informarci come si può dire di quale tra virgolette intelligenza artificiale stiamo utilizzando perché penso Anche il futuro di questi strumenti si è dato molto dalla nostra consapevolezza anche di consumatori, che in base anche alle nostre scelte più o meno consapevoli come consumatori di questi strumenti possiamo influenzare lo sviluppo di... di questi strumenti come si può dire preferire un determinato strumento
che ha un apprezzamento più etico verso gli esseri umani e verso modelli di business sicuramente cambierà un po' il modo di sviluppo delle intelligenze artificiali ecco su questo è una bella domanda questo questo non saprei dirvi cosa cosa preferire cosa utilizzare però un tema su questo che non stare attenti perché oltre allo sviluppo ovviamente di contenuti testuali c'è anche tutto il tema dello sviluppo di immagini di video sempre e che possono anche mettere in difficoltà non solo il giovane ma anche l 'adulto e questa è una cosa che io vedo nei corsi di formazione tantissimo, mi chiedo appunto anche l 'università delle terze età giustamente di fare dei corsi di formazione su questo tema perché si rendono conto come...
Questo può essere un'opportunità, ma anche una minaccia a livello intergenerazionale. Volevo aggiungere qualcosa. Sì, tornando agli studenti che fanno i compiti con GGBT, il problema dei docenti oggi è riconoscere quando sono stati utilizzati. È un problema oggettivamente difficilissimo da risolvere, non abbiamo l 'Europa che mette delle leggi per cercare che questi strumenti non siano utilizzati o che sia chiaro quando un output è stato fatto con un AI. sono sveglissimi e quindi questa cosa anche con la contraffazione dei video fra poco sarà impossibile anche per noi professionisti a riconoscere se un video, una musica o un testo è
stato fatto con l 'intelligenza artificiale. Qui arriviamo al tema dell 'educazione, degli insegnanti, dei genitori per quanto riguarda come utilizzare al meglio le AI a scuola o in casa. A questo dedicheremo la seconda parte. della trasmissione in cui stiamo entrando, però arrivano dei messaggi. Un Walter dice, è un informatico, purtroppo dietro c 'è sempre chi vuole far business, come si fa a dare questo mezzo in mano a dei giovani e pensare che lo usino in modo costo? costruttivo non ci riescono
nemmeno più gli adulti. Ma io persone in crisi di panico il mese scorso quando Whatsapp ha introdotto il pulsante meta su tante persone voglio toglierlo non lo voglio e non si può togliere, cioè Whatsapp anche con gli adulti è una realtà commerciale, quindi ricordiamoci sempre quando un servizio è gratis il prodotto siamo noi, noi siamo la risorsa monetaria Proprio oggi parlavo stamattina con Sabrina che Benjo, un grande ricercatore dell 'EI, ha creato una società per creare un agente che sia totalmente etico, che
non dica falsità, che non risponda a alcune domande. di un certo tipo, però i player che sono nel mondo sono tantissimi non possiamo sperare che i grandi colossi ritirino i loro prodotti Ceccona, arriva un messaggio di un nostro L 'ascoltatore che dice l 'intelligenza artificiale se gli stacchi la spina della corrente non pensa più, ma in realtà bisognerebbe staccare la spina al mondo per capire di che scale stiamo parlando. il messaggio
lancia un tema interessante che una delle nostre competenze sarà quella di spegnere dispositivi ma questo possiamo farlo in casa nelle nostre famiglie e secondo me creare dei momenti detox, completamente disconnessi, e perciò anche disconnessi dall'intelligenza artificiale, questo ci permette di creare dei momenti, come si può dire, all'interno di una quotidianità fatta di 365 giorni, fatta di tantissime ore. Ecco, non so... Si tornano dietro, non si stacca la spina, non c'è uno staccare la spina, non c'è questa cosa. E questo è il presente, non è il futuro, è oggi quello che sta succedendo.
E un po' come, come mi ricordo, anche io faccio un po' di formazione sul tema... Che internet da molti anni, mi ricordo che quando avevo visto a suo tempo arrivare internet e diffondersi sempre di più, questo più ricordi forse di gioventù, c 'era chi diceva io internet non lo utilizzerò, una tecnologia sbagliata porterà... rovina del mondo. Ecco, è un po' come cercare di fermare un 'ondata con un indice, cioè dobbiamo cercare un po' di riconoscere, saper stare a galla, oppure saperci nuotare, oppure fare questa questa rivoluzione è sicuramente un tema complesso ma non si stacca non si torna
dietro mettiamoci ora da non professionisti quali siamo come pubblico chiediamo a voi comunque in qualche modo esperti anche poi nel setacciare quelli che possono essere le varie conseguenze, come approcciarsi in maniera sostenibile perlomeno insomma avendo degli strumenti basilari che poi devono essere modulati a seconda generazione, della competenza, delle funzioni per le quali ci si rivolge all 'intelligenza artificiale. Quali sono i fondamentali da cui partire a livello educativo?
Io partirei dai fondamentali perché uno studente si appassiona allo studio. studio, quando uno è coinvolto con la materia, se noi gli diamo una certa agency, ovvero la capacità di agire e di prendere decisioni e che poi… abbia un senso a quello che sta facendo qui dovremmo cambiare la pedagogia quindi non più cercare di ottenere dei risultati numerici di voto, conosci bene questa materia ma ti faccio fare delle cose per cui tu
e servirebbe relazionarsi con le AI per risolvere questo problema. Quindi la pedagogia dovrebbe essere più team work, cioè lavorare insieme per costruire dei progetti molto multidisciplinari. Dovresti arrivare all 'EI per un tuo bisogno di cui però sei consapevole. Assolutamente, e questo è il perfetto compegno, il perfetto aiutante all 'EI per generare anche i testi. Il compito non è creare un tema su Leopardi, che oggi lo fa benissimo.
Il tema è che nella mia ricerca devo creare un videogioco ambientato a Recanati in quell 'epoca, allora lì mi serve. studiare Leopardi, mi serve creare un album, mi serve creare audio, mi serve creare musica, mi serve relazionarmi con gli altri compagni di scuola per creare questo progetto e imparo, e aggiungo l'altra cosa che dovremmo sviluppare. la capacità dei ragazzi di comunicare, parlando non sta tanto leggere e scrivere, ma proprio di parlare e ascoltare. Questa è una cosa che perdiamo e che le AI ci possono aiutare
ad allenarci, che però è una chiave per… utile per affrontare il futuro che stiamo avviando Ceccone chiedo una valutazione anche a lei, introducendo anche un altro aspetto, in questi giorni si riflette su quanto gli umanisti servano alle AI per progredire e perfezionarsi, una cosa che forse era considerata paradossale qualche tempo fa. Grazie, non sembra molto interessante, servono, servono tantissimo. Infatti vediamo come anche filosofi come Luciano Florodi oppure
anche esperti in etica e teoretica come anche Paolo Benanti sono delle persone molto di spicco sul tema intelligenza artificiale, persone che hanno sicuramente anche competenze e molte competenze tecniche e molte competenze umane. Questo perché l'intelligenza artificiale è uno specchio di tutto, cioè fondamentalmente l'intelligenza artificiale restituisce dati e informazioni prodotti da noi esseri umani, perciò quello che ci sta restituendo è quello che noi siamo come umani. ed è una riflessione molto interessante come anche nell 'ambito didattico e pedagogico se come ci sono già delle discipline che e delle metodologie che possono essere utilizzate bisogna cambiare forse il metro di questo dire diva
valutazione cioè se noi a un ragazzo gli diamo che l'unica cosa che interessa a lui non è quanto ha imparato in un compito ma il voto che si porta a casa il numero che trova scritto sul foglio farà di tutto per raggiungere quel numero perciò qui il cambiamento è proprio a livello di scelta pedagogico-didattica, dobbiamo cambiare e puntare perciò sulla competenza, sul lavoro umano, sulle soft skills, sulle life skills, ci sono la classe capovolta, una disciplina che c'è da vent'anni, una metodologia didattica che c'è da vent'anni perché non è mai stata utilizzata? che non siamo mai stati messi alle strette come scuola italiana. Forse adesso saremmo messi alle strette.
Sta a noi scegliere, cioè quale sta da scegliere, se scegliere quella dell'evoluzione o quella della stasi, ma stare fermi in questo caso... dannoso. Cristiano ci scrive per non perdere il primato istruttivo ed educativo la scuola deve integrare l'intelligenza artificiale al suo interno in tempi brevi. Sicuramente l'educazione agli insegnanti e ai ragazzi di come usarlo al meglio gli insegnanti possono avere un grande aiuto dalle AI nel preparare i materiali poi qui aggiungo
uno dei grandi problemi della scuola attuale È un insegnante con davanti 25 ragazzi, tutti diversi, con velocità diverse. Un AI può davvero permettere di personalizzare e adattare singolarmente il contenuto che tu sperimenti? lavori, che studi, sul singola persona. Questa è una delle potenzialità che dobbiamo, e stiamo seriamente costruendo e valutando come utilizzarla al meglio. Quindi potrebbe essere davvero il volano, la bomba atomica la fusione
la bomba atomica ci ha portato alla fusione ci porterà nuove forme di energia per questo non diciamo no alla bomba atomica perché ci abbiamo distrutto Hiroshima usiamo le AI per dare un volano per evolvere i processi educativi. Questo però ci vuole una media education, e qua Gregorio è un espertissimo, di questa cosa che se ne parlino quotidianamente di questi temi, e anche di metodologia. Andiamo verso l 'ultima fase di questa trasmissione, mi preoccupa un po' quanto i docenti possano e debbano essere sostenuti in questo percorso, soprattutto a livello
istituzionale in un contesto scolastico. che sembra sempre essere il fanalino di coda delle priorità nelle agende della politica e questo non ci rincuora e non ci fa vedere scenari di prospettiva favorevoli. Però questo non ci può far arrestare nella riflessione che stiamo facendo e tornando però con lei Cecere su un aspetto, quello del gioco, del videogioco, l 'aspetto ludico, anche qui può sembrare strano ma... C 'è un forte legame, anzi attraverso l 'approccio ludico, come lei diceva, forse
possiamo avvicinarci in maniera più positiva all 'intelligenza artificiale. Assolutamente, il gioco è proprio il simbolo. di una persona che fa qualcosa, che pensa, vede, ragiono e faccio azioni. Per questo è interessante come dinamica mentale. Quindi se noi mettiamo l'attività didattica all'interno del gioco, quindi il gioco è chi appassiona, lo vuoi, finire perché mi piace e in questo caso il giocatore è un agente che fa decisioni e poi dall'altro lato l'intelligenza artificiale è nata nell'ambito
dei videogiochi ma adesso non è questo il momento di parlarne io mi occupo di game based learning, ovvero studiare, sperimentare, ricercare come le dinamiche di gioco, che vanno dei giochi da tavolo, i party game o i videogiochi soprattutto oggi, possono essere usati come veicoli dei contenitori per attività e aggiungo di più mettersi in un 'ottica di creativa, cioè creiamo insieme un gioco che tratta questo argomento, quindi fare un metagioco, che è un argomento che appassiona ormai tutti i nostri adolescenti.
È un approccio che vede forse la generazione adulta davvero fare uno sforzo enorme, un impegno proprio anche da un punto di vista comunicativo, di linguaggio e di approccio. approccio eh al al sistema però come spesso diciamo in queste trasmissioni di conoscenza del digitale in funzione anche di un dialogo e di un ascolto rispetto e con i giovani eh non possiamo esimersi. Dobbiamo starci in questo terreno. Non so se è d 'accordo Cecone, ma era un po' quello che sostanzialmente diceva anche nelle sue riflessioni precedenti.
Certo, certo. Mi trovo assolutamente d'accordo. è importante anche parlare con i giovani, cioè proprio interrogarli anche loro su questa cosa. Penso, quest'anno ho incontrato molti insegnanti parlando di questo tema, penso che una delle esperienze più interessanti sia stata nella scuola dove abbiamo sviluppato una comunità di pratica rivolgendo studenti, insegnanti e genitori, parlando di tutto il tema dell'educazione digitale, ma anche dell'intelligenza artificiale, e chiedendo anche ai ragazzi stessi quali erano le loro preoccupazioni, i loro pensieri, quali potevano essere delle modalità efficaci. stiamo cercando di sviluppare delle linee guida per i prossimi anni
perché questa è la strada, la strada sta sia sicuramente sui piani alti questo è fondamentale, ma anche sulla comunità cioè creare delle piccole bolle di resistenza anche di pensiero critico rispetto a questo tema una comunità di pratica e si è estremamente interessante questa riflessione che facevamo e ci rimanda anche ai patti digitali in qualche modo di Spesso parliamo che approfondiamo e che approfondiremo anche nella nostra prossima puntata, anzi quella conclusiva di questa stagione, di questo viaggio nel digitale che faremo il 12
giugno, già ve lo anticipo, fatti digitali. di comunità, una ricchezza per il tessuto sociale, uno strumento di welfare e salute ed anche una buona notizia dal punto di vista istituzionale e politico perché il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a fine maggio la mozione per promuovere la diffusione dei patti digitali. Di tutto questo ne parleremo il 12 giugno io ringrazio i nostri ospiti per essere stati con noi grazie al Cecere e Cecone, grazie davvero buona giornata. Grazie a voi Questa è Controradio