Iran, Libano, Palestina: guerra e crisi dell'impero d'Occidente con Rivetti e Revelli

11 maggio 2026 · 20 min

Presentazione dell'incontro al Cinema Alfieri di Firenze su Iran, Libano e Palestina. Paola Rivetti, autrice di una storia dell'Iran dal 1979 al 2025, analizza le negoziazioni sul nucleare e la stabilità della Repubblica Islamica. Marco Revelli descrive il declino dell'impero occidentale, segnato da oligarchie, debito pubblico e guerre di disperazione.

iran paola rivetti marco revelli medio oriente firenze repubblica islamica

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:14Presentazione incontro su Iran, Libano e Palestina
  3. 01:24Intervista a Paola Rivetti: negoziazioni Iran-USA
  4. 03:38Storia e stabilità della Repubblica Islamica
  5. 08:23Marco Revelli: declino dell'impero d'Occidente
  6. 14:00Crisi economica e debito USA
  7. 16:21Pahlavi e opposizione iraniana
  8. 20:00Conclusioni e informazioni evento
Trascrizione 35 passaggi

e da streaming social web condividila con chi vuoi questa è Controradio le otto e quaranta seguitici anche in video sui nostri social perché la seconda parte della newsline di questa mattina è dedicata all 'incontro che si svolgerà questa sera a Firenze al Cinema Alfieri in Via dell 'Ulivo intitolato Iran, Libano, Palestina, guerra e crisi dell 'impero di Occidente. con ospiti estremamente importanti dal professor Marco Rebelli che in qualche modo racconterà di questa crisi dell 'Occidente,

un focus sul Medio Oriente, la Cisjordania, il Libano con Francesca Annetti del Cospela. cultura della guerra con Sergio Labate, la Global Smooth Flottiglia con un partecipante alla flottiglia che sarà in qualche modo raccontata in questo incontro ma ci sarà ed è veramente questo prende l'incontro veramente imperdibile Paola Rivetti che è l'autrice di una straordinaria storia dell'Iran una storia dell'Iran che attraversa la rivoluzione la guerra la resistenza e va dal 79 al 2025 uscita

Per la terza docente di relazioni internazionali alla Dublin City University, Paola Rivetti, buongiorno a lei e grazie davvero per essere con noi. Buongiorno, grazie per avermi invitata, bentrovati e bentrovati. Non posso non chiederle un suo commento, una sua valutazione sulle ultimissime notizie che riguardano quanto sta accadendo nell 'interlocuzione intorno allo setto di Ormuz, ma evidentemente... non solo. A cosa stiamo assistendo secondo lei? Allora, secondo me stiamo assistendo a dei tentativi, sappiamo che appunto

soprattutto da parte statunitense La comunicazione non è sempre coerente, non è sempre chiara, gli iraniani conoscono bene Trump, Trump non dimentichiamoci è l 'uomo che ha fossato il cosiddetto accordo sul nucleare del 2015 nel 2018. Gli Stati Uniti uscirono unilateralmente da questo accordo che è stato di fatto in preparazione per quasi due decenni, gli iraniani si fidano poco, di fatto sanno bene. che appunto la comunicazione poco coerente dell 'amministrazione statunitense

riflette in realtà non soltanto lotte di potere interne all 'amministrazione USA ma anche riflette appunto una certa insomma il fatto che non ci si può fidare fino in fondo di Trump quindi questo appunto è un ulteriore capitolo diciamo l'ultima puntata di una storia di tentazione che vanno avanti. Certamente sembra che dei passi avanti siano stati fatti, sembra che questi termini di quello che potrebbe diventare un accordo perlomeno...

una base per discutere poi un accordo, sembrano essere più accettabili e più vicini a un qualcosa di accettabile sia da parte statunitense che da parte iraniana, ma vedremo. attenzione ed è veramente particolare, importante tutta quella parte di queste discussioni, di queste negoziazioni che riguarda il destino del programma nucleare. In particolare, come sappiamo, la possibilità di rimuovere dal suolo iraniano parte sia delle infrastrutture ma anche di quello che è oggi l 'uranio

arricchito e la possibilità o meno. Per l 'Iran di continuare ad arricchirlo per i prossimi anni, anche qui la durata è in discussione, vedremo come andrà a finire. Una battuta velocissima su quello che veramente penso. di questi accordi e che io trovo veramente molto negativo, il fatto che i contenuti di questi accordi e di queste negoziazioni riguardino esclusivamente questioni di tipo economico.

questioni che riguardano gli armamenti, non esiste nessun tipo di volontà io credo politica né da parte statunitense né da parte europea di ingaggiare l 'Iran su un discorso che invece sia anche politico. Perché non possiamo pensare a negoziazioni che hanno ad esempio in cambio di un alleviamento delle sanzioni, che sappiamo essere un enorme problema per l 'Iran, anche un alleviamento della repressione politica. appunto un impegno da parte iraniana di migliorare ad esempio

il proprio record di rispetto dei diritti umani, questo non sembra essere di interesse. Senta, si è detto che osservando come dire le rivoluzioni del secolo breve, del novecento, si è osservato, a parte ovviamente il caso Russia, che è un caso evidentemente a parte, che le rivoluzioni non sopravvivono alla generazione che le ha generate. Siamo a Cuba, pensiamo ad altre circostanze del genere. Secondo lei la parabola è iniziata nel 79, è alla sua

conclusione? No, io non penso, sicuramente la Repubblica Islamica ha dei problemi di legittimità. Questo è innegabile e negli ultimi 15 anni questi problemi di legittimità sono diventati molto più profondi, molto più seri. Infatti abbiamo visto quello che gli attivisti e le attiviste ci dicono dall'Iran. Nel corso degli anni 2010 fino ad oggi le proteste sono anche qualitativamente cambiate, diventando più diffuse, diventando più radicali anche proprio nelle proprie richieste, passando da una richiesta di riforma del sistema.

ha una richiesta invece di profondissima trasformazione proprio del sistema, quindi sappiamo che c 'è questo processo, questa dinamica in atto, però la Repubblica Islamica è sicuramente un sistema che… ha ancora una legittimità per quanto precaria nella popolazione, è sicuramente un sistema che è stato in grado anche di rinnovarsi dal punto di vista anche proprio ideologico. Molti si stupiscono dei famosi video di propaganda con i Lego, della loro capacità comunicativa, della loro efficacia comunicativa.

Questo è lo specchio di un... Un sistema e uno Stato che è assolutamente in grado di rinnovare anche il proprio armamentario tecnico e ideologico, mantenendo al centro un discorso ideologico che se vogliamo... Quello retorico lo stesso, ovviamente questa è propaganda, però è in grado di articolarla con un linguaggio nuovo, con un linguaggio moderno. E' anche uno Stato che è assolutamente in grado di avere, insomma l 'abbiamo

visto, una certa forza, una certa rutilizzazione e consolidamento delle istituzioni, l 'idea stessa che è appunto uccidendo alcuni. figure apicali lo stato si sarebbe magicamente dissolto o sarebbe crollato e spia proprio di una certa ignoranza del non aver capito appunto che cos'è la repubblica islamica che è di fatto insomma è uno stato assolutamente brutinizzato, consolidato, con istituzioni forti, quindi credo che sia un unicum probabilmente come esempio

rivoluzionario. rivoluzionario, rutinizzazione e consolidamento dello Stato anche aiutato dalla presente guerra, come sappiamo la guerra ha un effetto di polarizzazione, sicuramente questa aiuta la Repubblica Islamica. che sono uno Stato nello Stato, che in qualche modo rutilizzano, strutturano, complicano ancora di più ogni nostro ragionamento, anche da un punto di vista economico naturalmente. Marco Rebelli è protagonista insieme alla professoressa Paola. Paolo Rivetti della serata di di questa sera che vi stiamo

raccontando questa mattina, serata veramente densa, molto interessante su Iran, Libano, Palestina, la guerra e la crisi dell'impero dell'Occidente. Professor Revelli, buongiorno. anche lei ben trovato. Buongiorno buongiorno. Professore quando gli imperi stanno per morire danno il peggio di sé e e da questo che leggiamo questo tramonto dalla crisi delle risorse su cui questo impero si basa? È davvero la fine di un tempo? Sì, io questa sera aprirò con una citazione di un autore competitivo

che americano non non sospettabile di simpatie anti occidentaliste e così via che si chiama ken il quale in una recente conversazione ad alto livello ha affermato che gli imperi in ascesa tendono a fare relativamente... delle concessioni a coloro che incorporano e inglobano nella propria sfera di influenza

pensiamo per quanto riguarda la nostra storia del novecento al piano pensiamo all 'autonomia molto condizionata tuttavia e compensata con... finanziamenti, ma lasciata agli stati europei, alleati, un relativo rispetto degli alleati. Quando declinano gli imperi, dice Kean, quando gli imperi sono...

sono in declino, sono cattivi perdenti, crescono paranoici, meschini, avari e bellicosi. Di fronte, esattamente. Direi anche autolesionisti. Mi è venuto in mente e vale la pena. la pena ricordarlo, un aforisma, un passaggio di Bertolt Brecht tratto dai suoi scritti

dall'esilio che dice Segavano i rami sui quali erano seduti e si scambiavano a gran voce le loro esperienze di come segare più in fretta e precipitarono con uno schianto. scossero la testa segando e continuarono a segare. Però mi scusi se la interrompo, ma non siamo di fronte a una grande trasformazione dove a governare

Sono delle nostrane forme di oligarchie, cioè dei monopoli privati, che in qualche modo, prima anche con la professoressa Paola Rivetti, a proposito dell 'economicismo legato a questi accordi con... quanto sta accadendo nel nel Middle East ce lo dice non siamo nell'epoca dei monopoli privati e questa è la nuova linfa vitale anche di questo occidente non è d'accordo su questo ma sicuramente se noi riflettiamo sull 'ultimo rapporto Oxfam che ogni anno in occasione

del grande incontro di Davos Fai il punto. Siamo in una situazione in cui 12 persone, 12 individui, tutti maschi, in questa grande... prevalenza bianchi, possiedono la ricchezza equivalente a quella di un 50% della popolazione mondiale. hanno la stessa richiesta di 4 miliardi di abitanti

della terra. È chiaro che costoro, i quali hanno il controllo di buona... Una parte del sistema mediatico occidentale, oltre a controllare il capitale borsistico, i risparmi di mezzo, I fondi pensioni e così via. È chiaro che costoro sono degli onnipotenti, sono in grado di determinare qualsiasi scelta politica.

La crisi dell 'Occidente è segnata da un intreccio formidabile tra ricchezza privata e strati. E' quello che resta degli stati e in particolare di quegli stati che hanno dimensioni imperiali. L 'impero d 'Occidente da questo punto di vista è in declino. Nel confronto globale. L 'impero d 'Occidente che è un intresso molto stretto tra queste oligarchie apparentemente onnipotenti

e gli apparati che appartenevano. gli stati nazionali, gli eserciti, le macchine economiche, i meccanismi della regolazione e così via, che sono surdeterminati dalle grandi ricchezze, ma che… restano indispensabili. E questo conglomerato è in declino, il declino dell 'impero d 'Occidente o il declino dell'impero americano con le sue aree. di influenza è sotto gli occhi di tutti e le guerre non

sono guerre di espansione, sono guerre di disperazione a mio avviso. Nessuno ha immaginato il futuro in tutto questo, se noi vediamo quello che sta accadendo intorno a noi non abbiamo un 'idea precisa di dove vogliamo andare in alternativa a dove siamo andati finora. Ma sì, perché diciamo che tutto questo avviene all 'insegna del motto, io speriamo che me la cavo, questa è la politica americana. Il trumpismo, che però nella

sua sostanza non è così diverso dall 'amministrazione Biden, noi abbiamo assistito. Stiamo assistendo a due amministrazioni americane in mano a figure che non hanno il controllo di se stessi e delle cose che gli stanno intorno. che quindi si muovono con azioni irrazionali. L 'ultima guerra israelo -americana contro l 'Iran è un esempio, ma la guerra...

la guerra in Ucraina, la permessa e la favorita nel suo scopio, senza niente togliere le responsabilità della Russia. favorita l'amministrazione democratica da questo punto di vista e gli Stati Uniti sono in una situazione davvero estremamente grave Non solo il loro debito pubblico, in cui la spesa militare gioca un ruolo enorme, ma la loro bilancia commerciale,

l 'interscambio tra gli Stati Uniti. Il resto del mondo è in deficit da decenni, da almeno due decenni e mezzo e ha raggiunto un livello spaventoso, circa 35 trilioni. di dollari, 35 mila miliardi di dollari di deficit. Gli Stati Uniti sono il più grande debitore al mondo, esattamente come la Cina è il più grande creditore al mondo. E questo ci racconta in qualche modo di possibili scenari futuri. Paolo Rivetti, un 'ultima

domanda anche per lei. Normalmente ci siamo detti che il nemico del mio nemico è mio amico. un sentimento di speranza nei confronti dell 'erede Pak Lavin in Iran, nella popolazione degli scontenti per usare un eufemismo del regime attuale, del Shineshire. sono stati i grandi nemici degli aiatollai in qualche modo no? C'è questa illusione, forse un'illusione o forse chi lo sa, però mi sembra uno schema un po' vecchiotto quello

del del paclavì sostenuto da Lei che pensa? Allora sicuramente la popolazione iraniana ma anche la diaspora iraniana sono in questo momento estremamente divise, popolazioni divise, nel senso che appunto la guerra fa anche questo. Io penso, insomma, è difficile dare una risposta definitiva perché ovviamente non abbiamo, in questo momento è difficile fare sondaggi, è difficile capire qual è il mood all 'interno del Paese, ma io credo che all 'interno dell 'Iran Pahlavi rimanga una figura estremamente

controversa. Sappiamo che nelle proteste di gennaio e dicembre ci sono stati degli slogan che inneggiavano al ritorno di Pahlavi. Io li comprendo come anche un riflesso dell 'enorme disperazione che esiste in Iran, perché c 'è enorme disperazione, la situazione economica, la situazione politica. cose che affliggono e influenzano la vita degli iraniani in maniera molto importante. Nella diaspora sappiamo che esiste una minoranza monarchica, è sempre esistita tra l'altro ovviamente da 79 in poi,

e particolarmente... visibile e particolarmente rumorosa, tuttavia rimane una minoranza, sappiamo anche che appunto Washington, Trump non sembra particolarmente affezionale. in sostegno dell 'idea di un ritorno di Pahlavi, non l 'ha neanche mai ricevuto formalmente, quelli che invece lo promuovono tantissimo come alternativa sono gli israeliani e lo fanno da qualche anno. Però ecco, pare più una figura, un 'opposizione quasi creata ad hoc fino a 6 -7 anni fa,

appunto la figura di Pahlavi certamente non era proprio un tema, ecco, né all 'interno dell 'Iran né nella... diaspora, quindi questo è il contesto secondo me. I tempi radiofonici ci impongono di fermarci qui ma parlare con Marco Revelli e con Paolo Rivetti potremmo andare avanti veramente per l'intero palinzesto odierno. C 'è la possibilità di ascoltarli questa sera in un incontro organizzato da Firenze Città Aperta. Le 21.15 siamo al Cinema Alfieri di Via dell'Ulivo a Firenze, un incontro su Iran, Libano, Palestina, guerra e crisi dell'impero di Ottore.

occidente ci sarà Paolo Rivetti ci sarà appunto Marco Rebelli e altri ospiti altri ospiti per una serata veramente veramente imperdibile Paolo Rivetti leggete il libro di Paolo Rivetti la storia dell'Iran se volete capire quello che sta accadendo grazie davvero per essere stata con noi grazie, buona giornata stasera. Marco Rebelli grazie davvero, l'aspettiamo a Firenze allora, buona giornata a lei grazie, buona giornata a voi Le nove in punto, restate con noi, torna Chiara Abrile per l 'ultima parte della Newsline di quest 'oggi. FM, DAB, screening, social, web.

Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio.