Jakkai Siributr. Cultura (im)materiale al MAD
Presentazione della prima personale europea dell'artista thailandese Giaccai Siributra al Murate Art District di Firenze. La mostra Cultura Immateriale esplora l'arte tessile attraverso laboratori con comunità di donne migranti e ricamatrici di Tavarnelle, creando un dialogo tra Oriente e Occidente. L'assessore Bettarini e la curatrice Valentina Gensini illustrano il progetto e annunciano le prossime mostre di Joan Kwan e De Lille-Piermartiri.
Capitoli
- 00:00Introduzione e ospiti
- 00:56Il MAD come spazio di libertà e confronto
- 02:20Prima personale europea di Giaccai Siributra
- 03:16Il tessuto come arte di comunità
- 04:12Laboratori con donne migranti e ricamatrici
- 05:08Memoria e dialogo tra culture
- 05:36Il legame con Galileo Chini e Bangkok
- 07:25Cultura materiale e immateriale
- 08:25Date e prossime mostre al MAD
- 11:26Saluti e conclusioni
Trascrizione 22 passaggi
Stai ascoltando Controradio. Non perdere niente di ciò che accade. Controradio è cross mediale. Alle nove passate da nove minuti riprendiamo la linea dagli studi di Controradio stiamo anche in diretta su Controradio TV per un nuovo speciale speciale Giaccai Siributra cultura immateriale al Mad saluto i nostri ospiti Valentina Gensini curatrice insieme a Veronica Cacioli della mostra che non è solo una mostra ben trovata buongiorno buongiorno e l'assessore alla cultura del comune di Firenze Giovanni
Bettarini ben trovato assessore buongiorno a voi grazie allora prima di entrare nel merito dell'offerta del MAD per questa occasione specifica in collaborazione col museo di antropologia e tecnologia al sistema museale di Ateneo eh assessore facciamo un po' una riflessione su quanto è importante uno spazio un'attività come quella portata avanti eh su più piani da alla Murate Art District per le politiche culturali fiorentine. Sì, certo, è veramente un distretto, come dice il nome. È un luogo nel quale si fondono esperienze, nel quale c'è uno spazio molto permeabile,
aperto alla cittadinanza, è uno spazio anche ovviamente molto simbolico, perché è bello questo ex carcere che diventa uno spazio di libertà. E grazie anche ovviamente al grande lavoro che sta facendo Valentina. Gensini in questi anni, con Muse, è diventato un luogo dove si possono trovare davvero delle proposte di carattere culturale, artistico, ovviamente molta arte contemporanea, che parlano di attualità, che parlano alle persone, che suggeriscono delle
strade, che suggeriscono dei confronti ed è diventato davvero, credo sia la cosa più bella, un vero luogo di confronto delle persone tramite le proposte. tramite molti laboratori che vengono fatti, anche con il coinvolgimento di giovani artisti. Eh sì, un luogo di arte, ma di comunità intorno all'arte e molto altro. Anche questo in qualche modo si inserisce nel percorso che porta alla prima personale in Italia dell 'artista tailandese Jakai Siributr. Esatto, ci siamo accorti che non solo è la prima personale in Italia, ma è la prima personale in Europa.
Quindi siamo molto fieri, noi facciamo scavo... da anni, ricordo che nel 2019 abbiamo avuto Chiara Camoni e Cecilia Canziani con il progetto Innucia, diciamo, che poi oggi diventa il Padiglione Italia del 2026 alla Biennale di Venezia quindi così come allora, e questo naturalmente ci inorgoglisce molto oggi portiamo artisti di calibre internazionali Giaccai Siributtre viene per esempio stato invitato a fare una grande installazione alla London Design Week nello scorso mese
al V&A South Kensington quindi artisti di grande caratura che scelgono di venire a Firenze per fare nuove produzioni quindi non solo per mostrare ciò che già hanno realizzato ma per lavorare sul nostro territorio e con il nostro territorio quindi la visione è molto chiara quindi una creazione che poi è in dialogo anche con il territorio con la città il tessuto è protagonista di questa esperienza l'arte tessile è per definizione un'arte di comunità e condivisione. È vero, l'arte testile è una
visione come dice Giaccai stesso molto al femminile, ci sono entere comunità che lavorano su questo e che vivono due aspetti molto forti, da un lato quello relazionale, quindi del lavoro di comunità come dicevi giustamente, dal lato un aspetto fortemente meditativo e introspettivo che porta la tessitura e anche il ricamo, quindi Giaccai fa esperire questa meravigliosa arte alle comunità e con noi ha lavorato sia con i giovani artisti perché
chiediamo sempre ai grandi artisti internazionali di non atterrare come meteore sul nostro territorio portando cose magari fatte vedere altrove ma piuttosto di spendere qui del tempo e generare nuove visioni. Quindi ha lavorato con i giovani artisti ma ha lavorato anche con due comunità di donne molto molto differenti. Da un lato abbiamo coinvolto la Casa delle Donne e l 'associazione nosotra. che è riuscita a coinvolgere molte giovani donne con trascorso migratorio, quindi con un passato di migrazione, di sradicamento, che però hanno scelto il nostro territorio
per una nuova esperienza di vita e così hanno partecipato al laboratorio, alcune anche con bambini, con i loro figli, dall 'altro generando un nuovo grande arazzo. Dall 'altro invece c'è la comunità intergenerazionale di Tavarnelle. dove è stato recuperato recentemente il punto Tavarnelle con un grosso lavoro, un grosso investimento da parte del comune e quindi hanno lavorato le ricamatrici più giovani e più anziane insieme all 'artista per creare appunto un pezzo unico che è esposto nella seconda cella al primo piano di MAD.
Questo per raccontarvi dei tasselli di questo percorso artistico che l 'assessore unisce... arte, comunità e anche memoria. Sì, assolutamente. Io penso sia molto interessante anche il rapporto con Galileo Chini di Giaccai Siributtre. È un rapporto che è molto forte. Ricordiamoci che la sala del trono del Palazzo Reale Bangkok, la Lora Siam, ospitò Galileo Chini che fece questo importante affresco. Galileo
Chini è stato scenografo di Puccini, è stato uno del delle figure più eminenti del Liberty Nazionale, ha lasciato una traccia a Firenze importante, fondò le fornaci Chini a Borgo San Lorenzo e da lì una produzione molto importante che è partita ancora veramente molto significativa e si sviluppa anche questo dialogo perciò tra Bangkok e Firenze tramite il dialogo tra Giaccai Siributra e Galileo Chini che omaggia... Chini che davvero nell 'arte thailandese ha
una posizione di grande rilievo perché ha ispirato tanti artisti e tanti studiosi. Questo è un altro elemento che percorre una delle trame, siamo in tema di tessuti, che percorre questa mostra molto interessante perché parla di giovani, parla di storia, parla di disagio, parla di migranti e di marginalità. e lo fa tramite una tecnica come quella del tessuto, del ricamo, dell 'intreccio che si ributta, indaga e tra l 'altro pratica, una cosa tradizionalmente
considerata femminile in realtà la pratica come una tecnica che davvero ci può raccontare qualcosa di nuovo in dei percorsi che legano la nostra città con Bangkok e lui a noi in una cosa che Valentina, devo dire, ci ha messo a disposizione in maniera molto efficace. Gensini, anche in dialogo tra Occidente e Oriente, tra spiritualità e memoria, insomma, immaterialità, anche tanti spunti di riflessione individuali, personali, intimi, è un po'
un ulteriore tassello che MAD offre. Sì, come ricordavamo anche con la curatrice Veronica Cacioli, il tema della... cultura materiale e immateriale, cosa c'è di più materiale di un tessuto, di un araccio anche lungo 20 metri, che si viene voglia di toccarli in effetti e dall 'altro lato cosa c 'è di più forte di una cultura immateriale che è quella delle relazioni, dell 'accoglienza. Ricordiamo che presentiamo enormi pannelli ricamati con i rifugiati del Myanmar, quindi lui ha lavorato a lungo con giovani comunità anche dei rifugiati.
rifugiati e quindi c 'è questa forte cultura immateriale come diceva l 'assessore proprio che è fatta di relazioni, di accoglienza, di dialogo e anche di restituzione di dignità delle comunità che in questo modo riacquisiscono voce sulle loro storie. Avete capito bene che quindi non stiamo parlando solo di una mostra o di un 'occasione, però vi ricordiamo le date perché c 'è l 'opportunità di vivere tutto questo fino al 18 gennaio MAD, ma quali sono le prospettive, perché il MAD lo sappiamo è sempre
in movimento, su più piani, in dialogo con tanti soggetti fisici, artistici e non solo. Qualche anticipazione? Allora, con l'assessore Bettarini quest'anno abbiamo previsto una programmazione molto molto intensa per questo turno. Quindi inaugureremo il 20 novembre Che è l'artista cinese. In questo caso noi facciamo una proposta di esclusivi video. si intitolerà Il Tempo Fluido in Sala d'Arme di Palazzo Vecchio e anche questa è la prima personale in Italia di un artista che è stato protagonista del Padeglione Cina
alla scorsa Biennale di Venezia. E poi questo inaugura il 20 novembre, il 4 dicembre inauguriamo Atlas of the New World al MAD De Lille e Piermartiri, due fotografi che hanno vinto il premio Ponchielli che è il più importante premio naturalmente riconoscente. Nazionale per la Fotografia e che presentano per la prima volta per intero il loro lavoro che è stato dipanato, un lavoro a tema ambientale che hanno realizzato in lunghissimi anni di fotografie, reportage eccetera in tutto il mondo su sei continenti.
Io posso aggiungere due cose, sono due mostri davvero molto interessanti, c'è Joan Kwan con delle installazioni video che sarà in sala d'armi. veramente di grande effetto e questo Atlante del Nuovo Mondo è fatto combinando immagini reali con immagini elaborate, lavorando molto sul tema dell 'ecologia, della sostenibilità e devo dire sono due mostre tutte sia molto interessanti e di grande qualità anche artistica. In conclusione Assessore, la modalità con cui il Comune
dialogo... e sostiene MAD, è un po' laboratoriale, ha anche un metro di misura per dare il segno di come il pubblico possa sostenere, anche intercettando poi risorse internazionali, ma insomma trovi in un 'area, in un contesto, in una propositività come il MAD il sostegno sul locale, però per parlare a un pubblico internazionale e offrire anche a Firenze un'opportunità internazionale. di dialogo, confronto e scambio, non solo artistico. No, no, non c 'è dubbio, questo è un tema, tra l 'altro anche con le residenze che vengono
curate, anche questo è uno strumento che ci porta ad avere dialogo con giovani di tutto il mondo e che li porta a dialogare con la città. Credo sia molto interessante gli sguardi che possiamo avere sulla nostra realtà e sulla nostra città e nel MAD c'è sempre uno sguardo diverso. Abbiamo fatto l 'esempio di queste mostre, ma altre ci sono state negli anni scorsi e ci saranno nei prossimi. L 'occasione con l 'arte di avere uno sguardo laterale divergente. Ce n'è grandissimo bisogno, abbiamo bisogno anche di sviluppare la tolleranza.
Io credo molto che nelle città questo si possa fare, che ci sia un linguaggio delle città, che si può sviluppare dei codici che possiamo percorrere attraverso queste occasioni. e il MAD penso sia una di queste tra le più preziose e allora non vi resta che andare a visitare Giaccai Siributra Cultura Immateriale e se non conoscete ancora lo spazio del MAD Murate Art District davvero ne vale la pena, buon lavoro e grazie per essere stati con noi all'assessore Bettarini e a Valentina Gensini grazie a voi
sono le 9.21 minuti, terminiamo qui la nostra news line, ulteriori informazioni anche sui nostri canali cross mediali, ci risentiamo 45 dalla redazione l'augurio di un buon proseguimento d'ascolto