Lavorare la vita. Al via la serie di podcast
Presentazione della serie di 10 podcast 'Lavorare la Vita' realizzata da Controradio Firenze in collaborazione con FIOM CGIL Toscana. Il progetto racconta il lavoro industriale attraverso le grandi vertenze simbolo degli ultimi anni: da Piombino a GKN, Beko, Beckert, Breda. Intervengono Domenico Guarino, curatore dei podcast, e Daniele Calosi, segretario generale FIOM CGIL Toscana, per restituire dignità e voce ai lavoratori e alle lavoratrici dell'industria.
Capitoli
- 00:00Introduzione alla trasmissione
- 01:01Presentazione Lavorare la Vita
- 02:21Piombino: la città fabbrica
- 05:50Il lavoro genera ricchezza nel territorio
- 09:05Le dieci puntate del progetto
- 14:21Lavoro e Costituzione
- 18:21Dignità del lavoro e patrimonio storico
- 21:41Sicurezza sul lavoro e morti bianche
- 23:10Dove ascoltare i podcast
Trascrizione 43 passaggi
stai ascoltando contro radio FM DAV streaming social web condividila con chi vuoi questa è Controradio le nove e cinque minuti e lunedì ventidue dicembre duemila venticinque nel nostro istituto Domenico Guarino buongiorno Domenico ben trovato ciao Raffaele buongiorno e Daniele Calosi, il segretario della FIOM di Firenze e Prato, buongiorno Calosi, il segretario regionale della FIOM, e qui dobbiamo aggiornare Calosi, non ti si sta dietro, perdonami.
Buongiorno, buongiorno. Buongiorno, sono rimasto un pochettino indietro, mentre inizia un nuovo anno. anno e inizia da oggi con la nostra programmazione, con lavorare la vita. Da oggi un ciclo di dieci podcast per raccontare il lavoro dell'industria attraverso alcune delle vertenze simbolo degli ultimi anni. Ci sono... veramente tutte, Domenico partiamo da questo sì, partiamo dal, se permetti dal titolo, ok? lavorare la vita vuole essere appunto un racconto della vita dei lavoratori è un racconto
del lavoro che si fa vivendo la vita del lavoratore perché Raffaele noi naturalmente raccontiamo le vertenze raccontiamo le fasi emergenziali del lavoro ma al di fuori della cronaca c'è un valore del lavoro che peraltro è sancito dal primo articolo della nostra Costituzione che va raccontato perché nessuno lo racconta più, cioè nell'immaginario collettivo il lavoro è completamente scomparso, se noi accendiamo la televisione, piuttosto che fruiamo dei canali in streaming, quello che viene
raccontato, ci faceva notare un ascoltatore l'altro giorno, è il lavoro delle forze dell'ordine, il lavoro dei medici e il lavoro dei preti. però fuori da questo e forse anche questo è indicativo nel senso poi sai Raffaele la costruzione di un immaginario è sempre qualcosa che ha a che fare a dei risvolti politici molto importanti e quindi l'idea era quella di raccontare il lavoro fuori dalle vertenze partendo da una case history che è quella di Piombino che poi insomma con Daniele spiegherà meglio perché Piombino è proprio la città fabbrica
cioè andare a Piombino raccontare Piombino dagli albori dell'industrializzazione alla fine di due secoli fa, fino ad oggi quando ci sono delle prospettive nuove di sviluppo, significa raccontare di una città che ha respirato e vissuto insieme con la fabbrica. La mancanza di lavoro ha prosciugato letteralmente il benessere della città e ora si sta cercando di ripartire. Sempre il modello dei disoccupati di Marienthal, sembra di essere veramente a cent 'anni fa Daniele Calosi.
il segretario generale della firma CGL della Toscana, ma ci avevano detto che nel 25 anni fa che il lavoro era finito, di end of work, era finito tutto diciamo con l 'inizio del nuovo millennio, qui stiamo parlando di fare... stiamo parlando di lavoratori, di lavoratrici, è una cosa viva più che mai a proposito di vita. Beh, noi abbiamo deciso di fare questi podcast in collaborazione appunto con Contro Radio perché pensiamo... diciamo che come Fiume, sia la Fiume Toscana, la Fiume Nazionale, raccontare a partire proprio
dalla vicenda di Piumbini, è quello che tu dici, il lavoro industriale esiste e se non esiste non è per colpa dei lavoratori. Perché se ascolterete il podcast e sentite anche, pur essendo molti di quelli dell 'acciaieria che sono ancora in cassa integrazione, c 'è un attaccamento a quella fabbrica che fa vedere davvero quanto bene. le persone vogliono il luogo di lavoro e quella è una fabbrica emblematica ed è una situazione che è la punta dell'iceberg cioè la vicenda dell'acciaio in Italia
che passa dall'ilva per arrivare a Piombino per arrivare a Piombino e secondo Polo Siderurgico del nostro paese non è che parliamo di una fabbrichetta che stenta ad essere rilanciato per le scelte di politica industriale totalmente sbagliate se non addirittura non fate da parte di tutti i governi che si sono succeduti e lì chi tiene ancora in piedi quella fabbrica che non è solo l'acciaria ma anche ad esempio accanto alla Magona che è un'altra realtà molto importante il polo sidrurgico di Fionbino
sono quei lavoratori. Io sono rimasto colpito per dire quanto la fabbrica genera ricchezza in un territorio. Andava bene 30 anni fa come lo sarebbe oggi. Quando uno di questi lavoratori piccolissimo spoiler intervistato da domenico dice non si stava bene in acciaieria pensate che c 'erano due o tre negozi da sci in una zona l di mare il fatto è che i lavoratori si potevano grazie al fatto che lavoravano in quell'azienda di permettersi
anche le vacanze invernali e lo facevano perché c'era la possibilità per coloro che lavoravano in quell'azienda di costruire un futuro, cioè attraverso il lavoro c'era l'emancipazione reale dell'individuo dentro la società. Oggi raccontare quella vicenda significa raccontare una storia straordinaria di uomini e donne, non solo di uomini ma anche di donne, che hanno fatto di quella fabbrica il centro per eccellenza di una città industriale che è appunto Pionbino. Io credo ecco che
insomma è un cadeau che vogliamo lasciare anche generazioni perché questi ragazzi oggi utilizzano molti podcast sono molto seguiti e sentire la storia raccontata da chi l'ha vissuta direttamente io credo sia un bel un bel ascito e anche una bella testa testimonianza per chi non la conosce. Anche perché il tema della vita vera, della verità, è un tema enorme, diciamo, una verità giornalistica, ma un pochettino più aderente, perché da quella bibliografia di inizio dove il lavoro era finito
è finito come diceva Domenico Prima il racconto intorno al lavoro e noi non abbiamo mai prodotto così tanta ricchezza nella storia dell'umanità e a faldo sono i lavoratori e le lavoratrici cancellandoli dal racconto evidentemente si può lavorare sulla speculazione e una diseguaglianza molto molto profonda che è quello che tu hai trovato anche in quest'area da da dismissione, purtroppo Domenico, come curatore di questi podcast che vanno in onda da oggi, dieci puntate, lavorare la vita, in questo ti sei imbattuto?
Sì, storie certamente difficili. ma anche storie di rinascita, storie di successo, noi abbiamo cinque puntate dedicate a Piombino perché la storia di Piombino è emblematica per tutto quello che diceva Daniele e per tutto quello che tu dicevi cioè ci racconta davvero come la produzione di ricchezza passa attraverso il lavoro, il lavoro operaio in particolar modo in quel contesto e ci racconta come poi il depauperamento, il furto spesso del lavoro determina una crisi di tutto il... il sistema, questa è una lezione importante
perché ai noi capita anche a noi giornalisti quando chiudo una testata tutti fanno spallucce, si girano dall'altra parte ok, salvo poi capire che noi siamo all'interno di un sistema E quando levi un pezzetto, è un pezzetto sostanziale, come può essere il lavoro operaio in un 'acciaieria, piuttosto il racconto giornalistico, è tutta la struttura che cambia, non è che rimane così. i cinque podcast sul che esistono di Piombino, abbiamo le cinque grandi vertenze. Veramente un pezzo di storia del nostro paese in queste
cinque puntate, facendo i nomi di queste realtà. Sono veramente straordinariamente solo a nominarli in qualche modo abbiamo la Beko, abbiamo la Bekert abbiamo la GKN naturalmente abbiamo la l'Ansaldo Breda, quindi la storia del Lamianto e poi abbiamo anche un caso di successo quello della la storica nuova opinione quindi il lavoro operaio ecco ci sono anche questo volevo sottolineare
ci sono anche delle vicende belle delle imprese Le imprese ancora vanno bene, no? E laddove le imprese vanno male, la colpa non è mai dei lavoratori, cioè la colpa è di qualche altra logica che è sopra il lavoro, è sopra i lavoratori. che determina tutto questo più o meno è una storia molto bella in cui scopriamo delle cose faccio un altro spoiler anch'io dateci qualche piccola anticipazione nel senso che poi alla fine quando racconti Raffaele è il racconto che ti guida
Da Piombino avendo il racconto della cronaca, quello che facciamo naturalmente, le vertenze. Però poi si è aperto un mondo. Esatto, si è aperto un mondo delle persone che hai frequentato e ho scoperto ad esempio la storia di Piombino Calcio. che alla fine degli anni 50 è in serie B, batte la Roma, batte il Genova che allora erano grandi squadre e addirittura arriva quasi in serie A e quindi c 'è questa metafora e la classe operaia quasi arriva in serie A. paradiso, no? È molto bello questa vicenda che ci viene
raccontata, peraltro il collega Ceccarelli, oltre che da altri personaggi lì a Piombino. Però insomma, oltre Piombino, i dieci podcast, sì, ci restituiscono un insieme di... storia e di storie che credo sia importante conoscere ma è importante Raffaele e poi Micheto, perché come sempre noi il problema non è cominciare ma è finire, la questione del lavoro e dei lavori. del racconto è anche una questione di come posso dire di condivisione di un racconto che vale anche per i lavoratori stessi
perché io credo che ascoltando questi podcast Anche i lavoratori avranno, spero, un moto di orgoglio in quello che fanno, capire che la loro vicenda non è una vicenda singola, ma si lega ad una collettività, si lega a un percorso, si lega a una dinamica. e che la storia non è mai scritta una volta per tutte questa è la grande visione del futuro rispetto a una circostanza però che è quella che dicevamo cioè noi tutte le volte ci siamo imbattuti in una di queste vicende che abbiamo nominato
Abbiamo sempre sentito la stessa storia, cioè lavoratori che lavoravano con dedizione, con passione, con partecipazione, le cose che andavano bene dal punto di vista del lavoro concreto, non dell 'algoritmo che decide dove chiudere per o meno. profitti e dividendi diciamo così non abbiamo visto la crisi per cui ci guarda lì sono arrivate le penne a sfera la stilografica non va più il mondo cambia e naturalmente qui invece accade altro. E accade qualcosa di molto grave, Daniele Calosi. Accade il fatto che spesso, come dicevo prima,
i lavoratori sono quelli che vogliono più bene alle imprese, dove lavorano. Non fosse altro perché gli danno il reddito. poter vivere perché mi consente di emanciparsi nella società c 'è un punto però che nessuno considera quei lavoratori cioè faccio un esempio anche la politica spesso quando succede una crisi industriale All 'inizio si fanno i selfie, anzi la televisione spesso riguarda un po' anche l 'ambiente vostro, anche se non è quello televisivo, però cercano il caso disperato da intervistare.
Una volta intervistato, poi quei due minuti, due minuti saranno di intervista, quel dramma rimane tutto un carico, il lavoratore, la sua famiglia, la comunità che ospita quello stabilimento. al sindacato e deve trovare una soluzione e i lavoratori non sono mai stati chiamati in causa per provare a uscire dalle soluzioni non si fa la divertenza dove i lavoratori hanno provato a costruire anche elementi al alternativi ma non sono stati presi in considerazione. Mi ricordo una battuta
domenica questa se la ricorderà benissimo che ci fu spiegato durante la vertenza e la becchetta dei lavoratori non potevano essere imprenditori perché per fare gli imprenditori bisogna nascere imprenditori nel dna ma mi fottetto da persone che fanno di politica e è peccato che quell'agenda fu chiusa come altre da chi faceva impresa non da lavoratori stessi anzi, se prendiamo il caso della Becerte, quella fu un'azienda che fu mandata
avanti per 75 giorni producendo i nostri autodeterminazione perché il gruppo dirigente era scappato quelli nati per fare gli imprenditori quelli erano nati per fare gli imprenditori arrivano, decidono di chiudere la fabbrica e scappano e lasciano i lavoratori in mezzo a un delirio che era un girone dantesco e quei lavoratori smettono di fare sciopero si tirano sulle mani per dimostrare che sono in grado di produrre anche senza idrigente, ecc.
E poi sono riusciti i livelli di produttività Sapete, potevano essere le bellezioni, però porto questo esempio perché vale la stessa cosa per il 1953 al Pignone, cioè le fabbrie sono sempre state salvate. dai lavoratori che hanno portato poi dopo semmai la politica a interessarci e quelle non sono state salvate i lavoratori ci hanno provato e la politica si è disinteressata io per politica intendo tutto naturalmente tutti i livelli istituzionali in cui
un'azienda quando entra in crisi viene chiamata a rispondere ecco quindi io credo che ancora oggi per ritornare alla prima domanda Luca va fatto all'inizio della trasmissione, esiste il lavoro industriale, esistono gli operai, esistono gli operai, sono quelli che la mattina si svegliano e provano a portare avanti il paese, ora io non è che voglio attualizzare, ma insomma sono molti difficili. questi fanno lavori gravosi, sono al limite della sicurezza, muoiono sul lavoro, sono lavoratori
che hanno iniziato a lavorare precocemente in ambienti insalubri e cosa fa la politica attuale? c'è questi che fanno una manovra economica ad esempio che penalizza proprio i lavoratori che stanno peggio non quelli che stanno peggio e quindi si consuma un odio sociale su delle persone che invece questo odio sociale non se lo meritano perché sono quelli che mandano avanti il paese vediamo le dichiarazioni del ministro Russo perché questi sono con questi ci confrontiamo in merito alla Beco ad esempio
di Siena è chiaro che lavoratori come dire generano generano una disaffezione ma anche nei confronti delle istituzioni stesse al di là dei lavoratori cioè ne ho visto un balletto sulle cose meravigliose che dovevano accadere insomma la questione molto più complessa però come diceva Domenico Guarino prima c'è bisogno anche di un racconto che racconti quello che va, quello che funziona, quello che è interessante proprio per tornare a quello che dicevi prima cioè nulla è immutabile perché altrimenti non riusciamo più esatto
Io nel mio racconto giornalistico ho una chiave che utilizzo sempre perché se racconti solamente i dati negativi generi anche una tensione negativa, per cui le persone si credono totalmente impotenti rispetto alle dinamiche che sono al di sopra di loro. Questa è una cosa che volevo evitare e abbiamo cercato di evitare anche nella scelta delle vertenze, per cui abbiamo inserito, ad esempio la Beco è una prospettiva interessante, poi vedremo come andrà a finire, però è una prospettiva dove la lotta ai lavoratori ha... prodotto qualcosa, poi le reindustrializzazioni sono sempre difficili da portare a termine.
Riguardo a quello che diceva Daniele, ma pensiamo al caso ad esempio della Breda, dell'amianto, cioè della pericolosità dell'amianto si sa dall'inizio. del novecento eppure e sicuramente dagli anni sessanta si sa che era insomma le ferrovie stesse dicono non usatelo più eppure si continuano a usare e fino a quando le persone non continuano a morire, non cominciano a morire, non cominciano a ammalarsi, si fa finta di nulla. E quella è vita, è vita che si perde, i lavoratori che hanno perso la vita per produrre qualcosa di utile per il nostro paese. che riguarda il lavoro operaio, certamente, ma riguarda tutti i lavoratori, perché il
lavoro operaio, Raffaele, io credo sia sottotiro, anche per un altro motivo, perché è quello più strutturato e quello ancora oggi più sindacalizzato. E quindi evidentemente va abbattuto, perché quanti posti di lavoro si perdono ogni anno, anche nella regione toscana? Nel silenzio più assoluto, pensiamo alla nostra categoria di scienzi due. 3, 4, 5, quando vai a intervenire su un 'industria ancora oggi i numeri sono più grandi, i lavoratori si organizzano, si crea una coscienza, si crea un intervento, questo fa paura evidentemente.
dimostra che c'è un'alternativa ancora una volta questi podcast vogliono essere anche il racconto di un'alternativa che parla non solamente di operai ma parla dei lavoratori nel loro insieme non dimentichiamo che nel Primo articolo della Costituzione, il lavoro non è messo lì a casa, un comune amico, Silvano Sarti, il partigiano Pillo, diceva, i costituenti lo mesero lì perché c 'era da ricostruire un paese, ma se tu lo levi, il lavoro, diceva Pillo. non è che non c 'entra nulla lì e c 'entra la corruzione, il malaffare, tutto quello che abbiamo visto.
Ma proprio a proposito di quello che dicevi prima del comunque voler generare un lavoro polverizzato atomizzato, non sindacalizzato, senza una coscienza di sé e altre cose del genere, a proposito di quelli sempre nati per fare, la scelta è stata obbligata, perché qui stiamo parlando Prima Domenico li nominava, le puntate su Piombino e poi Breda, Beko, Beckerlux, Bekert, GKN. La scelta è stata obbligata per raccontare un pezzo importante della nostra storia.
ma per ridare dignità questi podcast sono un grande monito ridare dignità al lavoro e alla vita di queste persone che lavorano che sembrano sempre come dire persone di serie B sacrificabili in qualche modo chiudiamo lì li apriamo lì, facciamo qui ma sono persone esatto, io faccio sempre questo esempio mi è capitato spesso di farlo anche in alcuni dibattiti pubblici noi viviamo in una regione meravigliosa che è famosa nel mondo per le bellezze artistiche, per la natura, per il buon cibo.
E se io vado sui beni architettonici, vorrei ricordare che quelli sono stati costruiti da delle persone in carne ed ossa. e grazie al valore del lavoro che hanno messo ce l'hanno tramandato. E quindi noi oggi viviamo una sorta di luce riflessa, perché la cupola del Brunelleschi, che è meravigliosa per dire quanto è cambiato il mondo, costruita da delle persone bravissime progettata da una persona intelligentissima che aveva previsto in vent'anni di di lavori
come evitare gli infortuni sul lavoro Durante tutto il periodo di costruzione della cupola è morta solo una persona, caduta da un 'impalcatura. A 500 anni di distanza, nella stessa città, muoiono 5 lavoratori. per costruire un centro commerciale la scolarizzazione del lavoro sta lì cioè come viene oggi considerato l'essere umano che lavora è un elemento che caratterizza anche proprio questa
svalorizzazione, perché guardate, se di punto in bianco la coppola del Brunelleschi sparisse tutti si rendono conto e non c'è più la coppola del Brunelleschi, che cosa è successo quando chiude una fabbrica nessuno si chiede quei lavoratori che cosa fanno, dove sono, in quel posto che cosa ci si fa, anzi siamo all 'attesa di capire se da lì può nascere l 'ennesimo polo di logistica o un po' Oggi il lavoro è questo. Nella realtà, dicevi bene te, le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare sono persone alle quali la dignità prevista
dalla Costituzione spesso, perché chi lavora... ha una dignità e quella dignità deve essere garantita alla Costituzione tanto che la Costituzione dice se ci sono degli impedimenti è confe della Repubblica rimuoverli il punto vero è che non sono stati rimossi impedimenti, perché quando sui lavoro tu mori a vent'anni, come l'ultimo che l'è morto a settant'anni schiacciato da una ruspa la settimana scorsa, significa che noi siamo arrivati a considerare la vita umana una merce
che deve essere messa nel conto guardate quando in un paese come il nostro muoiono quasi mille persone l'anno è una strada è come se un piccolo borgo della nostra bellissima regione e nessuno però dice niente, non è che si può dire che è colpa del fato, è colpa anche di un modello di fare impresa che in questo paese ha avuto e continua a avere grandi appoggi sia da destra che da destra. Colpa del fatto quando è veramente tutto perfetto e a regola d 'arte a dei livelli che purtroppo non ci sogniamo neanche di notte.
Questa scusa è veramente penosa quando ci sono delle persone che rimangono ferite, mutilate. o che moriono, lasciano dei familiari Domenico Guarini, sono le 9 e 27 per cui ci stiamo salutando tra poco arriva il giornale di Popolare Network lavorare la vita, diamo tutti i dettagli tutti i riferimenti per chi vuole ascoltarli devi ascoltarli far di circolare. Sono dieci puntate a partire da oggi alle nove e trentacinque la prima su su Piombino poi seguiranno altre quattro su Piombino poi le altre cinque che abbiamo detto sempre le novedì alle nove e trentacinque poi saranno
fruibili sui nostri canali e le piattaforme di streaming e io spero appunto che le persone la facciano circolare perché è importante che diventi un racconto collettivo. Voglio chiudere su un concetto che diceva Daniele. Daniele diceva, no, siamo arrivati a questo. In realtà... I podcast raccontano anche che c 'è stata una fase in cui questo non accadeva, cioè in cui il lavoro e i lavoratori avevano la capacità di cambiare le cose e allora forse lì c 'è stato qualcosa. che andava bene al di là dei poteri e ci sembra di vedere
che ha voluto colpire quella roba lì perché i lavoratori stavano forse prendendo troppo potere. podcast per raccontare il lavoro nell'industria attraverso delle vertenze simbolo della Toscana degli ultimi anni si parte oggi restate con noi dopo il giornale radio di Popolare Network alle nove e quaranta sulle nostre frequenze digitali e analogiche logica in DAB e ancora in streaming su controradio.it dove trovate tutte le puntate e naturalmente i podcast le trovate sulle piattaforme come Spotify, Amazon, Controradio e speaker così per i
dieci due di grazie Domenico per questo lavoro che proponiamo ai nostri ascoltatori e le nostre ascoltatrici Daniele Calosi il segretario generale della CGL FIOM CGL della Toscana grazie a te Domenico per esserci venuto a trovare tra un minuto arriva il giornale radio di Popolare Network l'informazione stai ascoltando contro radio fm streaming social web Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio.