Lukas Krob, Elisabetta Cianfanelli e Filippo Maria Disperati
Presentazione del workshop Zero Waste organizzato dall'Università di Firenze e Mita Academy con il designer tedesco Lucas Crobb. Il progetto, nato dalla ricerca PNRR, unisce innovazione formale e tecniche di drappeggio scultoreo per eliminare gli sprechi nella produzione di abbigliamento. Gli studenti hanno sperimentato metodi di progettazione sostenibile che riducono al minimo lo scarto di tessuto.
Capitoli
- 00:00Introduzione a Mita is a Virus
- 00:38Zero Waste: collaborazione Università-Mita
- 01:24Professoressa Cianfanelli presenta il progetto PNRR
- 03:16Lucas Crobb e il pre-consumo zero waste
- 04:54L'influencer tecnico della moda
- 06:01Il laboratorio Mita e la collezione innovativa
- 07:01Cos'è il drappeggio scultoreo
- 09:19Differenze formative Italia-Germania
- 11:42Il percorso di Lucas Crobb sui social
- 14:02Learning by doing e trasferimento competenze
Trascrizione 27 passaggi
Mita is a virus, culture, storie e innovazioni nella moda, a cura di Mita Academy, in collaborazione con l 'Università degli Studi di Firenze. Benvenuti e benvenuti a Mita is a virus, culture, storie e innovazioni nella moda, la trasmissione cross mediale a cura di Mita, Made in Italy Tuscany Academy, in collaborazione con l'Università degli Studi di Firenze. Io vi ricordo che MITA è l 'istituto tecnologico superiore che forma tecnici altamente qualificati per il mondo della moda. Filippo Maria Disperati è ancora con noi oggi, salve.
Allora riparliamo, ma non se ne parla mai abbastanza, di Zero Waste, ovvero produrre senza sprechi. In questo caso una collaborazione proprio pratica tra l 'Università degli Studi di Firenze e MITA. Sì, è una collaborazione che è nata grazie alla... sinergia con un designer tedesco di Dusendorf e sul tema dello zero waste che è per l 'appunto riuscire a partire da una progettazione per quanto riguarda il cartamodello d 'abbigliamento che ha
del meno scarto possibile diciamo di tessuto. E allora a questo proposito sentiamo l 'introduzione della professoressa Elisabetta Cianfanelli un 'altra delle nostre guide dell 'università degli studi di ordinaria di design. Questa collaborazione nasce alla fine del nostro progetto di ricerca che abbiamo condotto in questi tre anni nel PNRR. Noi apparteniamo allo SPOC numero 2 e questo progetto era proprio dedicato al mondo dello scarto. Questo atto conclusivo vede l 'Università
di Firenze insieme a Meta perché l'Università ha messo in campo la ricerca e il mica ha messo in campo il sapere manuale cioè come si fanno le cose e l 'alta maestria che è un elemento fondamentale quando si parla di prodotto made in italy questo rapporto ha prodotto il fatto che noi abbiamo capito che il made in italy si può soltanto rigenerare in un ventunesimo secolo con un grande impegno nella creatività e quindi nel cercare e nel fare ricerca
nel campo dell 'innovazione formale del prodotto coniugata alle alte tecnologie e al sapere artigianale. Per rendere questo step ancora più efficace noi abbiamo chiamato a Firenze a coordinare questo workshop dedicato agli studenti unifi del Design Campus Sezione Moda e agli studenti Mita. abbiamo chiamato Lucas Crobb che come noi ha compreso che c 'è un altro modo di concepire il capo di abbigliamento e che nella fase
di sviluppo prodotto e poi quindi conseguentemente il dettaglio noi siamo in grado di ridurre lo scarto, cioè arriviamo a quello che chiamiamo zero waste pre-consumo. Quindi crediamo che con questo workshop come atto finale della nostra ricerca di aver aperto un mondo e una collaborazione e quindi una contaminazione anche tra i ragazzi dell 'università e i ragazzi del MITA. Ciò ha reso possibile anche a noi ricercatori di vedere
la nostra ricerca che era una ricerca come dire... che stava all'interno dei nostri computer e visibile sui nostri monitor, oggi un oggetto, un prodotto reale, quindi fisico. Allora Filippo, dopo sentiremo ancora la professoressa Cianfanelli, ma io mi permetto di dire che il designer di cui hai parlato prima, adesso lo introduciamo, Luca Scrobb, prima ancora di essere un designer è un influencer. Allora, io ti dico cosa pensiamo come pensiero medio degli influencer nel mondo della moda.
Sono giovani, sono belli, sono truccatissimi, passano il loro tempo a discettare più o meno in maniera competente di stile, cercano di introdurre in qualche maniera un prodotto e poi magari attaccano qualche stilista oppure qualche personaggio pubblico. Nel caso di Lucas è un 'eccezione che conferma la regola o forse un 'eccezione virtuosa, ovvero un influencer tecnico? Sì, è esattamente il caso di Lucas. successo non deriva dal fatto di pubblicizzare prodotti o come giustamente dicevi attaccare
per esempio personaggi del mondo dell 'industria dello spettacolo ma è proprio quello di produrre una serie di video che sono dei tutorial su come si può realizzare un abito su come si possono fare certe elaborazioni anche tecniche e sentiamo ancora la professoressa Elisabetta cianfanelli ok eccoci Noi siamo presso il laboratorio Mita, questo è un laboratorio che Mita ha attrezzato con macchine delle più performanti, sono macchine appunto di industria 4 .0 verso
industria 5 .0 e siamo nel laboratorio confezioni di Mita. Io vi presento Luca Scrubb che è venuto da noi a trasformare. questa settimana con noi e con i nostri ragazzi per dar vita a questa collezione zero waste e di grande innovazione formale in questa collezione si dimostra come il saper concepire un abito al di fuori degli schemi classici che ci hanno condotto
fino ad oggi allora filippo hai messo un strappare lucas scrub dalle mani degli studenti perché lucas è anche un personaggio e quindi è molto noto nel nel settore però siete entrati in alcuni dettagli tecnici che a proposito dello zero oest a partire dalla collaborazione con l'università sono particolarmente interessanti per la materia sì ho chiesto a lucas come nata diciamo la collaborazione anche come ha deciso di affrontare il tema dello
Zero Waste, grazie all 'opportunità che l 'Università degli Studi di Firenze e Mita Academy gli hanno dato di realizzare questo workshop. L 'università mi ha contattato via mail dicendo che voleva organizzare un workshop sullo Zero Waste e integrare questo processo di drappeggio scultoreo di cui avevo parlato nei miei video. Ho iniziato a chiedermi quale potesse essere il progetto più adatto. Tutti avrebbero ricevuto lo stesso tessuto, lo stesso cartello? modello? Ognuno avrebbe sviluppato un progetto diverso? Alla fine abbiamo deciso di creare un
unico cartamodello di base comune a tutti e di fornire a ciascuno lo stesso tessuto. In questo modo non succede che uno studente compri un tessuto e poi il progetto non funzioni. Tutti partono dalla stessa base e a partire da quella sviluppano progetti differenti. Allora Filippo c'è qualcosa che io non so ma forse non lo sanno nemmeno i nostri ascoltatori e chi ci vede cos 'è il drappeggio scultoreo allora il drappeggio scultoreo è diciamo è legato a quello che viene chiamato moulage in francese cosa è il moulage vuol
dire lavorare direttamente sul manichino attraverso la carta belina carta da modello o proprio il lateletta di cotone e creare diciamo il volume dell 'abito sopra il manichino dopodiché viene diciamo si può utilizzare sia un filo da imbastitura oppure anche proprio un pennarello per delineare determinate aree viene smontato il pezzo di tessuto di carta dal manichino viene messo a piatto e rilevato nuovamente per creare il vero e proprio cartamodello finale
qual è il vantaggio di usare questa tecnica? il vantaggio è quello proprio di essere perfettamente aderenti ai volumi del corpo sul quale si va a lavorare ovviamente è molto legato alla forma del manichino su cui si lavora però si può diciamo arrivare a avere un grado di definizione dei volumi di aderenza al corpo molto preciso però tu hai insistito per così dire con lucas ho chiesto a lucas per lui che cos'è lo zero waste qual è la sua concezione di zero waste
so All 'inizio del workshop ho fatto una breve presentazione sullo Zero Waste e su come tagliare in modo efficiente. È un po' come giocare a Tetris, si posizionano i cartamodelli nel modo più efficiente possibile per non sprecare troppo tessuto. Durante il processo di lavoro con gli studenti abbiamo cercato di disporre i tessuti o i cartamodelli sui tessuti in modo molto efficiente, così da ridurre al minimo gli scarti. Dunque questo workshop è stata anche una... grande occasione didattica sia per studenti di Mita che per studenti dell 'università, come
diciamo sempre, ricerca insieme a manualità, al saper fare. Questa è una caratteristica direi molto specifica della formazione sul nostro territorio, in Italia anche per certi versi. Sì esatto, infatti ho chiesto a Lucas quali sono le differenze nella formazione in ambito moda tra paesi con l 'Italia e la Francia rispetto alla Germania. Questo perché Italia e Francia sono più simili da un punto di vista formativo? Beh sì diciamo che quando noi pensiamo alla moda la prima cosa
che viene in mente è Parigi e la Francia e il secondo paese poi è l 'Italia no grazie a tutto il successo dei designer degli anni 80 e 90 pensiamo a Gianni Versace negli anni 80 o a Dolce e Gabbana negli anni 90. meno conosciuto quello che è il sistema moda in Germania, anche se abbiamo dei casi come Gilles Sander, per esempio. Quindi è molto interessante sentire da parte di Lucas com 'è e come funziona, come viene percepita l 'Italia e la Francia a livello di sistema moda
in un paese come la Germania. Bene, sentiamo Lucas Krohb. Penso che una grande differenza sia... Anche qui, la parte produttiva, soprattutto in questa scuola, lavori davvero a stretto contatto con la progettazione. Si impara quindi come sviluppare i capi e come utilizzare i macchinari. Spesso nelle scuole di moda si vive in una sorta di mondo ideale, in cui si lavora solo come designer sui propri progetti. Qui invece tutto è più integrato e si comprende anche come funzionano concretamente le aziende. Allora, torniamo sul concetto di influencer. Non è che noi oggi vogliamo...
per forza, come dire, riabilitare una figura che per certi versi è controversa. Però Crobb è veramente un personaggio particolare. Sì, Crobb è particolare perché, come dicevamo anche prima, non è quel tipo di influencer che pubblicizza dei prodotti. E parlando anche con lui ho scoperto che in questi ultimi anni in cui è andato sui social non ha nemmeno diciamo lucrato su questa attività ma quello che l 'ha spinto è
piuttosto forse proprio cercare di fare dei tutorial no e a quanto sembra le visualizzazioni nel campo dei social aumentano proprio su quei video che ti spiegano come fare delle cose no quindi learning by doing per cui ho chiesto a lucas come è iniziata questa Questa cosa è come ha deciso, diciamo, di passare dal cartamodello e dall 'atelier al social media. Il mio percorso è iniziato dieci anni fa con un apprendistato come Sarto, seguito da un ulteriore apprendistato come modellista, perché non riuscivo a trovare lavoro.
Sapevo che il mercato del lavoro era piuttosto difficile. Quando ho terminato la scuola, dove avevo studiato fashion design, mi sono reso conto che la situazione era ancora complessa. Ho visto Instagram come uno strumento per promuovere me stesso, perché sapevo cucire e creare cartamodelli. Così ho iniziato a fare qualcosa che di solito nessuno fa, mostrare i cartamodelli della mia collezione di diploma. Ho realizzato tutorial non solo per presentare ciò che avevo fatto, ma anche per spiegare come farlo. Credo che questo
abbia ispirato molte persone, offrendo un modo diverso. di pensare e di progettare. Ho sempre condiviso tutto gratuitamente, senza guadagnare nulla. Semplicemente lo mostravo. Ed è anche grazie a questo che sono arrivato all 'ITS Meet Academy. In un certo tempo ora sta dando i suoi frutti. Allora, mi verrebbe da dire, non tutti gli influencer vengono per nuocere. Anzi, tu hai citato prima il learning by doing, che è stato un po' il centro di questo. seminario? Sì esattamente per gli studenti
sia del MIT Academy che dell 'Università degli Studi di Firenze la possibilità di sperimentare con le mani un processo creativo e di costruzione del cartamodello direttamente con un professionista che viene fra l 'altro diciamo da un 'esperienza formativa diversa da quella del contesto italiano perché lui si è formato in Svizzera. e poi in Germania ha permesso diciamo di far sperimentare ai ragazzi proprio attraverso la pratica tutta una serie di aspetti e di metodi
della progettazione che poi loro potranno riportare per l 'appunto nelle loro esperienze nel mondo del lavoro quindi questo crea un bagaglio anche a livello diciamo di sistema moda e formazione nel contesto poi territoriale dove si trova il Meet Academy che è la Toscana che è importantissimo e quindi di diciamo trasferimento tecnologico delle competenze. Quindi mi verrebbe da dire non sempre lucrare è il centro del lavoro di una persona chiusa i social nel sistema moda?
No nel caso di Lucas assolutamente no penso proprio che ci sia una grande passione per questo lavoro quindi per il lavoro del designer del progettista e anche del modellista che fra l 'altro è uno dei settori nei quali in Italia diciamo siamo maestri e una di quelle professioni che è altamente ricercata e che i TS come Meet Academy come dire aiutano a formare oggi quindi abbiamo
Abbiamo parlato dello Zero Waste, di come questo diventa pratica e realtà nella formazione. Abbiamo parlato di un influencer, Luca Scrooge, del tutto atipico rispetto al mondo della moda. Ma torneremo ancora su questo argomento perché è uno dei punti centrali del nostro lavoro. Grazie Filippo. Grazie a voi. Io ringrazio tutte le persone che ci hanno seguito sia per radio che in video. Ricordo che le nostre trasmissioni sono rivedibili e riascoltabili su Contradio .it. Al prossimo episodio.