Make News. La verita\' sotto le macerie

10 luglio 2025 · 18 min

Daniela Morozzi presenta la quarta edizione del festival Make News, dedicato al giornalismo investigativo. Il tema di quest'anno è 'La verità sotto le macerie - giornalismo e diritti da Gaza a Khartoum'. L'evento si terrà il 15 e 16 luglio alla Certosa di Pontignano (Siena) con giornalisti internazionali, reportage, mostre e dibattiti sulla situazione in Palestina, Sudan e altri conflitti dimenticati.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:22Presentazione Daniela Morozzi
  3. 00:41Make News: il festival del giornalismo investigativo
  4. 01:24Origini del festival e censura RAI
  5. 02:06Quarta edizione: la verità sotto le macerie
  6. 03:22Giornalisti palestinesi e situazione Gaza
  7. 05:22Sudan: la crisi dimenticata
  8. 08:22Giornalismo come atto civile
  9. 10:22Raffaele Ciriaco e la denuncia
  10. 12:22I protagonisti del festival
  11. 14:22America Latina e deportazioni
  12. 16:22Informazioni pratiche e conclusioni
Trascrizione 33 passaggi

Grazie a tutti. FM, DAV, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio. È venuta Daniela Brozzi a trovarci nei nostri studi. Siamo anche in Controradio TV. in video sui nostri social Daniela buongiorno, ben trovata buongiorno, sono emozionatissima

faccio un po' chiaro a brilli? no, no, non fai Daniela Morozzi se no si sovrappongono i voli va bene, allora faccio Daniela Morozzi parliamo di Make News quarta edizione del festival del giornalismo investigativo che si chiama quest'anno titolo drammatico ma inevitabile la verità sotto le macerie giornalismo e diritti da Gaza a Khartoum questo accade la prossima settimana quindici e il sedici di luglio in posto meraviglioso che è la Certosa di Pontignano, siamo nel comune di Grazennuo, per la Denga, siamo vicinissimo Siena,

se non sbaglio. Nuova edizione, nuova edizione proprio con le mani in pasta data la situazione dermatica insomma avevate vista la situazione già quattro edizioni fa sì insomma Make News nasce nel 2018 da un incontro Per me, che è stato fondamentale con Valerio Cataldi, che adesso è corrispondente per la RAI per tutta l 'Africa subsahariana, in un momento in cui lui aveva girato un reportage sull 'Esbo, si chiamava Pregionieri sull 'isola. e fu censurato

dalla RAI e quindi su quel tentativo di censura perché visto la censura un problema arriva da lontano e ideiamo questa prima edizione e in realtà doveva essere un incontro insomma su quel tema lì che poi è diventato un festival questa quest 'anno è la quarta edizione e quest 'anno non potevamo non stare dentro quello che sta accadendo intorno a noi, insomma le macerie continue quotidiane, Gaza

in testa, ma tutto il resto se tu pensi che appunto in Sudan… Consumo uno dei disastri umanitari più grandi al mondo, sono oltre 15 milioni di sfollati, una carestia in corso e non una riga, sono guardie invisibili, poche righe. ogni tanto da qualche illuminato e Valerio Cataldi è lì sul posto, è uno dei primi ad essere entrato a Khartoum e quindi ci racconterà questo e insieme a lui, insieme a Cospice, Esvot,

e lo stanzione delle apparizioni Carta di Roma abbiamo per la quarta volta messo su un programma secondo me di tutto rispetto con pochissimo denaro come sempre ma con una passione E anche un desiderio di mantenere uno spazio libero, quindi anche i giornalisti, i reporter che poi le giornaliste che abbiamo invitato secondo me stanno componendo il programma che avremmo voluto. Ci sono veramente tanti ospiti di grandissima importanza, penso ad esempio ci sono tanti giornalisti palestinesi per fortuna che ci

raccontano quello che sta accadendo anche oggi. Ci sono decine di morti a Gaza, per intenderci. Stamattina ho sentito alla radio, su Radio 3, che parlavano di questi bulldozer. che stanno entrando in Cisigirdania che stanno spianando ed è stato detto proprio spianando con questi 40 bulldozer per preparare il campo di internamento dei palestinesi io ho avuto un tracollo ma ora faranno il rewind e diranno ma si sono accorti di cosa stanno dicendo

o noi ci stiamo accorgendo di cosa stanno dicendo. La situazione è drammatica, i giornalisti palestinesi, Faten Elwan, Fahad... e anche poi Aya Ashir, che è questa reporter palestinese che l 'Università per Stranieri di Siena e il rettore Sommaso Montanari non riusciti a far uscire da Gaza, dandole un posto, un luogo dove poter studiare e abitare, sarà con noi in questo dialogo con Tommaso Montanari e Paola Caridi.

Quindi ascolteremo su... sul posto la sua voce a una 23enne ricercatrice che è riuscita ad uscire da quell 'inferno tramite veramente la tenacia e la forza della comunità accademica dell 'Università. per stranieri, quindi la Palestina è al centro, ma appunto anche il Sudan, ma anche con Valerio Cataldi e con tutti gli altri giornalisti che saranno lì. Presenza di Abdelrahman Mohamed, giornalista del team del premio Pulitzer

del New York Times, per intenderci. Ci sono veramente grandi inviati, grandi corrispondenti, ci saranno anche giornalisti. che parleranno ad esempio dalla Siria in diretta per raccontare quello che sta accadendo perché poi nell 'epoca dell 'iperinformazione, dell 'infodemia, delle fake news, del tutti sanno tutto, del collegamento. dell'accesso globale totale in realtà abbiamo quella sensazione di fondo di sapere poco e niente di quello che accade abbiamo la sensazione di fondo

di perdere quella verità che noi abbiamo messo la verità sotto le macerie e quindi abbiamo bisogno di ascoltare, di approfondire, di ragionare con gli occhi, le penne, i cuori delle persone, dei grandi professionisti. che ancora oggi stanno sul campo e in questo con quelle giornaliste, quei giornalisti e quei reporter che in qualche modo veramente in questo momento stanno facendo la differenza

sulle informazioni. che mai più di questo momento è occultata, distorta, insomma dov 'è la verità? Io ci sono delle mattine e mi chiedo qual è, cioè è uno smarrimento tale. A volte mi chiedono, ma perché te? Io non sono una giornalista, come tu sai, faccio tutt 'altro nella vita. Io penso che ognuno debba fare la propria parte, questo è un tempo di rivolta pacifica, è un tempo in cui dobbiamo fare la nostra parte. e per farlo abbiamo bisogno

di farlo con chi ha qualcosa da dire a questo tempo Matto è una grandissima occasione per cercare di acquisire informazioni e di capirci qualcosa con parole molto poveri insieme a tanti altri linguaggi a tanti altri strumenti come la proiezione del reportage Cartoon a ferro a fuoco di Valerio Cataldi così come altre esperienze ed altri strumenti la mostra di Michalizzi per intenderci

la mostra di un grande fotoreporter Michalizzi, quindi sarà una mostra multimediale e poi c'è un evento diciamo c'è un progetto molto importante quest 'anno è entrato in collaborazione con noi il gabinetto VSE e quindi insieme al suo presidente e a tutta la squadra del VSE abbiamo pensato, insomma ci è stato proposto di aprire un 'altra alla dell 'archivio, insomma Riccardo Nencini, un 'ala dell 'archivio al giornalismo di inchiesta e quindi due grandi giornalisti entreranno

diciamo in quello che è e il tempio della letteratura, dell 'immortalità mondiale e ci sembrava importante, perché ha senso anche che una grande istituzione come il gabinetto VSS si apre. alla contemporaneità in un modo così generoso, aperto e che forse possa permettere a quel rapporto stretto, perché poi tutti i giornalisti e le giornaliste che ci saranno. sono anche grandissimi scrittori

il rapporto fra letteratura e giornalismo è fortissimo però come si intitola un incontro al centro c'è veramente il giornalismo come atto civile non come un mestiere o un altro perché tutte le persone che ci saranno hanno fatto di questo la loro vita e la loro scelta se ci pensi ci sarà Raffaele Oriani che insomma tutti noi conosciamo perché è stato uno dei primi giornalisti che con una lettera a Repubblica, una lettera pubblica si è licenziato proprio

come una denuncia vissuta sulla propria pelle rispetto a ogni... informazione carente rispetto a quello che stava già accadendo poco dopo il 7 ottobre a Gaza, quindi per me Raffaele Oriani per esempio, Aya, Shur, Sono un po' il simbolo di questo festival quest 'anno, nel senso che è un festival che vuole prendere posizione e quindi senza le premesse necessarie.

il tempo della premessa dobbiamo sempre fare una premessa prima di dire quello che pensiamo e allora la premessa ma c'è stato io sono d'accordo c'è stato il 7 ottobre ma poi dobbiamo sempre fare una premessa io credo che sia arrivato momento in cui non ho più voglia e non abbiamo più voglia che sia la storia a giudicarci siccome io sono viva e voglio essere io a giudicare la storia, non ho voglia che fra decenni la storia giudicherà l'incontro. coscienza e la violenza che stiamo subendo, se pensi a quello che è accaduto stamani o ieri per Rubio insieme su il report fatto

da Benedetti. da Francesca Albanese, io sono veramente fuori della grazia di Dio, non riesco più la mattina a capire in che mondo sto vivendo. Ci stanno lavorando a questo, è il fatto che... un giorno dica una cosa, il giorno dopo mi dica un'altra, ma proprio nella direzione di farti dire non ci sto capendo più niente non me ne frega più niente e invece continuo a fregarcene ci sarà anche tra gli altri Safuat Kalut alcuni hanno conosciuto a Gaza per intenderci

ed era quello che ci portava in giro e che era in qualche modo fonte ora che lui è diventato fonte primaria non è stato più interessante Questo è un atto di razzismo straordinario, perché quando lo usavamo noi, vabbè, firmavamo noi le cose, per cui andava tutto bene. Ora invece che le cose le firmano loro, eh no, vabbè, sai, boh. No, è che poi, capito, la cosa complessa è che ospitiamo giornalisti di questo calibro quando ne abbiamo

persi oltre 200, qui c 'è un… insomma io non lo so, stiamo assistendo a qualcosa che non è nemmeno più decibile quanti giornalisti sono morti? oltre 230 soltanto un numero abbastanza inedito anche di scenari più impegnativi Esatto, quindi per esempio il tentativo di una piccola comunità accademica, piccola e grande come l 'Università Pressione di Siena, di prendersi in carico di una giovanissima giornalista. per farla uscire da casa

e poterle dare una casa dà la dimensione dell'importanza però passa sempre in seconda fila sembra che tu hai fatto qui sono mesi da dicembre che c'è questo tentativo e tu dici capisci Raffaele è come se tutto passa come se vabbè è accaduto è una vita, una vita vale tutte le vite e quindi è come se non ci stupissimo più di niente, per cui hai bisogno di un sensazionalismo, piangi 5 secondi e il giorno dopo continui

la tua vita come se niente fosse accaduto. Raffaele Oriani dice sempre io ho dovuto fare scelta perché davanti a questa ehm tragedia io ho pensato solo non il mio nome. Ci sono tantissimi persone, tantissimi professionisti, Paola Carini abbiamo detto Tommaso Montanari Giulia Bosetti che arriva direttamente da Tel Aviv il 16 ci sarà, lei è già stata

con noi La mattina c 'è un workshop che dà tra l 'altro 5 crediti, lo dico se ci sono giornalisti e giornalisti all 'ascolto, che dà 5 crediti ideontologici e poi ci sarà Riccardo Nuri, il portavolto. poi c 'è Amnesty International, Fabio Tonacci, poi ci sarà Raffaele Falumbo anche, volevo dirlo. Ci sarà Fatene Luan, che è un giornalista palestinese di Algeasia, molto bravo. Fatene è una giornalista

non so se l'hai visto il suo ultimo reportage ha fatto un reportage incredibile, recente lei viene da Marsiglia poi ci sarà Federico Campelpegna ecco, questa è una cosa molto interessante e qui parliamo di città del Messico parliamo di città del Messico perché Valerio Cataldi sai che si è occupato di una grande docu-serie e di un grande reportage che ha avuto un successo strepitoso proprio premiato, si chiamava narcotica che è stato anche un libro che lo trovate tra l'altro su Rayplay

se avete voglia di andarlo a vedere e ha voluto fare questo incontro di Rico Campelpegna, perché lui si occupa della situazione in America, intanto è messicano, quindi si occupa del muro del Messico, ma sta portando avanti una battaglia enorme contro le deportazioni che in questo momento ci sono. negli Stati Uniti e lo sta facendo veramente a rischio della propria vita e della propria professione e quindi ci sarà un collegamento con lui e ci sembrava importante perché tutto si tiene

non è che c'è qualcosa di parcellizzato non è che noi possiamo stare su un piccolo punto e dimenticarci un altro punto l'aggravarsi dei disastri globali è totale quindi il tentativo con Make News è quello di unire il più possibile le voci e quindi di unire il più possibile i puntini per riuscire a dare un quadro e tentare a capirci veramente qualcosa l'appuntamento è per il prossimo settimana

15 e il 16 luglio vorrei dire solo questo allora so che è la Certosa di Pantignano a parte è un posto, forse uno dei posti più belli io non credo soltanto dell'Italia ma del mondo è un posto E' a pochissimi chilometri da Siena, cioè si esce a Siena Nord e dopo 10 minuti siamo lì, quindi insomma è veramente un 'ora da Firenze, ma lì c 'è la possibilità veramente, in uno spazio bellissimo, di poter incontrare... queste persone di poterci parlare di poter mangiare

lì ci sarà il concerto dell'orchestra multietnica la sera prima abbiamo creato due giorni che fossero uno spazio libero dove veramente relazione fra le persone che verranno, quindi il pubblico, le persone interessate e i giornalisti sia completamente abbattuto e dove possiamo stare insieme, mangiare insieme, incontrarci. E davvero fare anche domande, perché noi abbiamo bisogno delle risposte e abbiamo bisogno anche di capire quali sono le domande che dobbiamo fare, perché abbiamo perso il senso della domanda.

a un genocidio in corso a cui non riusciamo a fermarlo e quindi con una politica inerme e colpevole come quella a cui stiamo vivendo noi abbiamo veramente bisogno di consapevolezza e l 'informazione è questa. visto e anche però di unione, abbiamo bisogno di riappropriarci di un sentimento, non può passare tutto sempre in secondo piano, non ti stufisci più nemmeno dei bambini morti a casa, di ospedali bombardati del popolo ucraino non ti stupisci quasi più di niente

in Cesi Giordana sta per accadere qualcosa di sconvolgente questo è il prossimo capitolo infatti di cui ci occuperemo La quarta edizione, la verità sotto le macerie, giornalismo e diritti da casa Cartumi, il 15 e il 16 di luglio alla Certosa di Pontignano, siamo nel comune di Castelnuovo, Beverdenga, pochi passi da Siena. lo sanzione delle apparizioni COSPE, associazione Carta di Roma in collaborazione con il gabinetto Viesella Certosa di Pontignano, Valerio Cataldi con

Daniela Morozzi sono i direttori artistici di questa edizione. Come delle altre, grazie Daniela, molti complimenti anche sul nostro numero Whatsapp, Annecchiara scrivono, no Annecchiara, un ascoltatore che scrive grande... Daniel, sono vari complimenti che ti leggerei con calma adesso me li sto leggendo non prima di aver salutato io vi aspetto, vi prego prendete ferie aspettativa, venite da noi saranno due giorni importantissimi

Daniel Amorozzi, grazie, tra 5 minuti arriva il giornale radio di Popolare Network, buon ascolto. Stai ascoltando Controradio. FM, DAV, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio.