Making Italy la nuova intelligenza delle mani IA e sociale
L'Istituto IADE presenta Making Italy, un nuovo paradigma educativo che unisce tre intelligenze: artificiale, artigianale e sociale. Alessandro Colombo e Giampaolo Barozzi illustrano come questo approccio innovativo, finanziato dal PNRR, coinvolge sei scuole di design in tutta Italia per formare i designer del futuro, mantenendo il Made in Italy competitivo a livello globale.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 01:10Making Italy: il nuovo paradigma
- 03:00Le tre intelligenze: mano, artificiale e sociale
- 06:00Intelligenza sociale e economia circolare
- 09:00Il ruolo del designer nel futuro
- 11:00L'Italia come laboratorio collettivo
- 13:00Il Made in Italy nella Silicon Valley
- 15:00L'importanza dell'artigianalità
- 16:30Passaggio generazionale e mixology
Trascrizione 34 passaggi
Stai ascoltando Controradio Controradio FM, DAB, streaming, social, web Condividila con chi vuoi Questa è Controradio Alle otto e quaranta riprendiamo la linea dagli studi di Controradio Siamo in acquario ma anche in direzione su Contro Radio TV, dunque anche sui nostri canali cross-mediali. Oggi vogliamo occuparci della rivoluzione, del paradigma di approccio all 'intelligenza artificiale per far dialogare artigianalità e innovazione.
È stato definito Making Italy, ci faremo raccontare dagli ideatori come e perché è un percorso intrapreso da IADE, Istituto d'Arte Applicate Design verso l'evoluzione dell'educazione del designer del futuro. io saluto subito il direttore dell'istituto che è qui con me, Alessandro Colombo ben trovato. Buongiorno Chiara, buongiorno a tutti è in collegamento il responsabile di Social Innovation Design, Giampaolo Barozzi, buongiorno buongiorno, buongiorno a tutti Allora, Making Italy un acronimo
diciamo una crasi che abbiamo voluto subito anticipare perché è al centro di un percorso e anche di un concetto di progettualità condivisa che tiene insieme artigianalità, intelligenza artificiale e sociale. Esatto, Chiara, grazie per l'opportunità. Questo è un ragionamento della costruzione di uno scenario che abbiamo fatto all'interno, contestualizzo magari per far capire meglio, all 'interno di una serie di istituti che si occupano di design, quindi oltre all 'Istituto Arte Applicate Design, anche SAI a Milano, Accademia Italiana, Poliarte,
Ad Ancona e Abadir. in Sicilia, quindi è anche bello perché mi era rappresata un po' tutta l'Italia e l'idea era quella di andare a capire qual è lo stato di salute del Made in Italy, perché Made in Italy è un'etichetta che ci siamo trovati come paese, come sistema produttivo che sicuramente possiamo legare a vari momenti dal rinascimento ma soprattutto il dopoguerra è stato il momento forse principale in cui C 'è stato un allineamento di stelle in cui produttori, designer, pensatori
sono ritrovati all 'interno dello stivale e abbiamo creato un scenario che effettivamente è diventato un punto di riferimento. È ancora un punto di riferimento nel mondo del design, nel mondo della produttività. È ancora posizionato alto nella testa dei consumatori, delle persone e tutto. Ci siamo posti queste domande e abbiamo... Ok, guardiamo in futuro cosa deve essere il Made in Italy e l 'abbiamo legato a un progetto, tra l 'altro finanziato con fondi PNRR, che si chiama La Nuova Intelligenza del Made in Italy e quindi abbiamo cercato di capire quali saranno e devono essere gli ingredienti per mantenere
il Made in Italy alto a livello di posizionamento in uno scenario futuro e di conseguenza dare l 'input a sei scuole di design, quindi 5 .000 studenti, 1 .000 docenti, insomma una comunità abbastanza... importante per poter lavorare nel futuro e fare in modo come dire che eh che che il Made in Italy rimanga eh questo il nostro piccolo contributo chiaramente però rimanga eh posizionato come deve e da qui eh abbiamo fatto questa crasi come dicevi tu da Made in Italy a Making in Italy. Ecco Barozzi come possiamo pensare in questo percorso
aperto e condiviso eh al ruolo dell'intelligenza artificiale che si avvicini il più possibile ad una funzione anche a Ma dunque l 'intelligenza artificiale deve essere vista come una nuova grammatica, no? Non è semplicemente uno strumento, è ormai parte integrante di qualunque tipo di attività che vogliamo iniziare o stiamo svolgendo. E a noi è piaciuto pensare appunto che l 'intelligenza artificiale venga unita a due intelligenze che sono grande parte della nostra cultura e della nostra storia,
che sono l 'intelligenza artificiale. sociale l 'intelligenza della mano quindi l 'intelligenza artificiale permette oggi di amplificare quello che abbiamo sempre fatto ci aiuta nel rivedere il modo di strutturare il made in italy ma ci aiuta anche a vedere come possiamo raccontarlo in modo diverso e dobbiamo vedere l 'intelligenza artificiale più come una piattaforma che uno strumento dedicato in modo semplice ad una sola applicazione Più lo vediamo in modo orizzontale, nelle attività artigianali, nelle attività del made in Italy di alto livello,
e meglio è, poi possiamo parlare anche un po' più nel dettaglio. Ecco, a proposito di entrare nel dettaglio passo passo, ci fate anche degli esempi di come, anche rispetto ai giovani designer nel loro percorso di formazione, possano già avere una griglia interpretativa e una narrazione che contempli il making Italy. Allora, se posso, appunto queste tre intelligenze sono l 'intelligenza della mano, di conseguenza un approccio anche allo studente di design, ma non sono di design, lo amplierei veramente a tante altre discipline, a fondamentalmente prototipare a mano, quindi costruire
a mano e crearsi anche un canvas a mano, cioè fare in modo che, come dire, ci sia la tridimensionalità dell 'oggetto, del prodotto, ma anche di un progetto che può essere concettuale. Tante volte aiuta molto a dare una dimensione 3D a cui siamo sempre meno abituati. Il discorso dell'intelligenza artificiale chiaramente può essere visto da vari punti di vista, però sicuramente permette di saltare alcuni step che magari potevano essere solo meccanici e di conseguenza guadagnare del tempo. L 'intelligenza sociale, che magari è quella che abbiamo spiegato meno in questo contesto, quindi prendo giusto 10 secondi per dire cos'è l'intelligenza
sociale. L'intelligenza sociale, se pensiamo a un prodotto, è l'impatto che quel prodotto ha, a prescindere dal consumo, che quel prodotto poi deve servire fondamentalmente. Qualche anno fa in questi studi parlavamo di Reco, del Festival di Prato, sull'economia circolare. Ecco, quando si rigenera un tessuto e questo tessuto è comunque esteticamente piacevole, può essere progettato, disegnato e venduto, però ha dentro anche un'anima sociale, allora lì è che parliamo di intelligenza sociale. E questa, l'intelligenza sociale, forse è quella più diversa. difficile da insegnare e cerchiamo di fare in modo che ci siano degli esempi, e
ce ne sono tanti, ce ne sono tanti in Italia, nei nostri territori, di persone, aziende, istituzioni che riescono a dare qualcosa di più al prodotto, al prodotto, al servizio. Questo è interessante, chiudo, perché delle tre intelligenze la terza è quella che in qualche modo ci sono gli stessi studenti che ci stanno insegnando perché è una necessità che arriva da queste nuove generazioni e devo dire che le ringrazio. Anche perché ci stanno sfidando anche da quel punto di vista. Ecco, rivolgo la stessa domanda un po' anche a Barozzi per entrare appunto con le mani nel piatto di questa condivisione di materia,
immagini e anche comunità, partecipazione. Ma dunque, allora, c 'è una battuta che è stata fatta, credo, già un paio di anni fa da una designer polacca che a me piace molto, che dice noi vogliamo che l 'inzeggio... artificiale ci lavi i piatti e lavi i vestiti in modo tale che noi possiamo fare design e poesia non vogliamo che faccia design e poesia così che a noi rimangono solo da lavare i piatti a lavare i nostri vestiti l 'idea fondamentale è che il modo di fare design sta cambiando sta
cambiando perché stanno nascendo degli strumenti che permettono come diceva alessandro precedentemente di svogli tutta una serie di attività più pratiche che possono essere automatizzate questo lo abbiamo sempre visto nella storia della della tecnologia quello che rimane è la capacità di usare questi strumenti in modo nuovo e quindi non solo ma anche che cosa questi strumenti ci permettono di fare di assolutamente nuovo oggi la capacità di simulare nuovi scenari
di design, la capacità di sviluppare e simulare nuovi prodotti, nuovi servizi, la capacità di vedere al di là, se si vuole, degli angoli e di quello che può essere sviluppato, sta diventando estremamente importante. Quindi i giovani designer devono passare da, se si vuole, le caratteristiche più tradizionali. della pratica del design ad un livello più alto che è come avere le idee e come
sviluppare nuovi modelli utilizzando questi strumenti quindi l 'altra cosa è certo sappiamo tutti mi giorni possiamo creare dei nuovi video possiamo creare delle nuove immagini possiamo sviluppare nuovi prodotti possiamo passare da disegni in tre dimensioni a prototipi sta direttamente in in 3d abbiamo nuove design parametrici che con i quali possiamo utilizzare nuovi algoritmi ma l 'elemento fondamentale è avere le idee giuste porsi le domande giuste e
connettere per creare qualcosa di nuovo l 'intelligenza artificiale per adesso crea sulla base di cose già esistenti combina crea scenari, crea simulazioni. La capacità del designer è creare cose assolutamente nuove e questo è l 'elemento fondamentale, quindi avere la creatività e usare questi strumenti in modo molto più trasversale rispetto a che focalizzarsi su faccio l'immagine, faccio la nuova canzoncina, faccio il video. Colombo, volevo aggiungere qualcosa?
Sì, assolutamente. È bene dire anche che comunque il design ha avuto un'evoluzione negli ultimi anni. vent'anni, pazzesca, nel senso che comunque l'abbiamo sempre legato un po' alla produzione di manufatti, manufatti comunque magari legati al lusso, legati comunque a una, peraltro spendenti invece uno è sicuramente diventato molto più popolare grazie all'arrivo di alcune aziende, anche all'arrivo di alcuni movimenti, anche le autoproduzioni e così via, però non è solo applicabile a degli oggetti che possiamo avere in cucina, in sala ma non è applicabile tantissimo perché
può essere applicato ai design, può essere legato ai servizi, può essere applicato alla gestione di un'azienda, alla gestione di un progetto e quindi è anche molto più interessante perché adesso il design ha un'applicazione che è veramente amplissima. E allora ci interessa molto come tutto questo si declini nel contesto della produzione anche l'Italia come laboratorio collettivo, come sta procedendo? Quali sono i primi semi che il Make in Italy ha innestato? Ma come al solito l'Italia è avanti avanti e avanti nelle sue cellule, nel distretto, nella piccola azienda, in
quella via si trova un imprenditore che sta facendo qualcosa e quindi quello che vorremmo fare è andare a prendere tutte queste narrazioni che già esistono, perché io ho vent 'anni che accompagno studenti a parlare con le aziende, quando aprono i cassetti le aziende hanno dentro mille progetti che potrebbero rivoluzionare i prossimi cent 'anni, però dicono ma sì l 'ho fatto, ho inventato questa cosa ma poi non sapevo come... commercializzarla e di conseguenza è rimasta qua quindi secondo me gli archivi perché poi questo è un altro tema gigante dell'Italia perché l'Italia è un paese fondato sugli archivi
e di questo ne sono convinto l'uso degli archivi, l'uso intelligente degli archivi e l'incrocio appunto di nuove tecnologie, della manualità che come dire è diffusa e dell'intelligenza sociale di cui l'Italia è già leader perché poi come dire mi fa ridere che quando si parlava di economia circolare tu impazziti per l'economia circolare a Prato da quanto è che si rigenera il tessuto, da 200 anni e la carta da quanto si rigenera a Lucca, da decenni e così via, nel senso non si butta via nulla nella cultura e nella cultura
anche del desinare quindi l'Italia è già super avanti, è sempre questione di trovare il giusto algoritmo per far accelerare tutta una serie di pratiche che sono atomizzate Invece Barozzi con lei vado nella Silicon Valley che frequenta insomma lavorativamente in maniera assidua c 'è già che come viene percepito questa questa progettualità del make in italy prima mi permetto di fare una cosa aggiuntiva in positivo nel senso che stiamo vedendo molte associazioni industriali e molte associazioni artigianali in
italia che sono sempre più interessate a porsi una domanda su cosa l 'intelligenza artificiale ci può anche in aziende molto piccole quindi diciamo che c'è humus, c'è attività ora il Made in Italy è riconosciuto in tutto il mondo e anche nel mondo dell'intelligenza artificiale il Made in Italy ha dei nomi estremamente importanti come l'amministratore delegato di Antropic ha dei ricercatori estremamente importanti che lavorano in Silicon Valley
e è un riferimento tuttora fondamentalmente su due ambiti, un ambito della codifica del design, perché diciamolo molto serenamente, il design l 'abbiamo inventato noi, come diceva Alessandro, nel Rinascimento, c 'è un bellissimo quadro nella Galleria di Urbino, in cui in 1450 c 'è la parola disegno al centro di una serie di valori culturali, ma soprattutto... l 'abbiamo sviluppato nel dopoguerra creando il design moderno e l 'altro aspetto è
un canone estetico che abbiamo innato e che ci viene riconosciuto l 'unione dell 'estetica della metodologia che abbiamo introdotto e del fatto che abbiamo una cultura che fondamentalmente è ancora legata all 'aspetto filosofico etico rende la presenza del made in it lì anche nell 'intelligenza artificiale un elemento estremamente importante e molto rispettato. In più poi, come diceva Alessandro, portiamo anche un aspetto di intelligenza
sociale collettiva e intersecata con l 'intelligenza artificiale che è particolarmente innovativo e non stiamo lavorando in modo diretto proprio in Silicon Valley. Le faccio un'ultima domanda Barozzi, siamo in... conclusione, vi ho seguito nelle vostre presentazioni dialoganti che voi fate in tandem per affrontare gli aspetti che stiamo condividendo in sintesi anche nella trasmissione di oggi c'è un'immagine che mi ha colpito l'intelligenza artificiale deve sedere
sull'artigianalità, sulla materia, è importante questo fondamento? è fondamentale come dicevamo appunto anche con anche lei un paio di settimane fa è così importante che la stessa intelligenza artificiale si sta muovendo nell 'intelligenza della mano stiamo passando dai large language model ai grandi modelli di linguaggio ai modelli di mondo ai world model perché perché la conoscenza avviene attraverso le mani noi stessi gli esseri umani si sono evoluti attraverso la conoscenza delle
mani e quindi c'è un un fondamentale legame tra questi tra questi due aspetti che è notevole da da sottolineare Colombo eh sì mh le voglio chiedere anche rispetto alle giovani generazioni al passaggio generazionale all'interno delle realtà produttive perché poi è importante no? Che in qualche modo eh tutto ciò può essere queste tre intelligenze complementari possono essere maggiormente concepite inserite poi eh anche grazie a grazie a questi passaggi generazionali
che avvengono nella manifattura italiana? Sì, noi l'abbiamo chiamato mixology, quindi chiaramente in base all'azienda, in base al mercato, in base anche alla natura, poi delle persone fondamentalmente il blend che viene costruito da queste tre strumenti fondamentalmente deve essere anche ragionato per il luogo, per il periodo e per la tipologia di azienda, quindi penso che le giovani generazioni e non direi che per forza le giovani generazioni vanno verso l'intelligenza artificiale perché
sono più vicini al mondo della tecnologia sì, sono nativi ormai, neanche più digitali sono ormai nativi di un'altra dimensione però sono anche nativi sostenibili ripeto, questa è una cosa che si ripeteva qualche anno fa, per loro il fatto che un prodotto abbia un impatto e abbia un impatto sociale è normale, cioè deve essere così sull'artigianalità è pazzesco perché invece è un qualcosa che non perderemo mai o almeno non lo perderemo nei prossimi 500 anni cioè è qualcosa che i nostri polpastrelli in qualche modo sono come le anguille che tornano nel mar dei sargassi
ce le abbiamo nascono sempre con una particolare attenzione alla materia questo è molto interessante siete confortanti imprevedibilmente in uno scenario in cui appunto attenzione protagonista anche l'intelligenza artificiale e tutto questo ci fa stare sempre un po' eh in allerto o comunque partire da una posizione di difesa invece eh questo dialogo eh insomma è produttivo anche dal punto di vista del di un ottimismo. Ci
proviamo è inevitabile chiaramente che l'intelligenza artificiale diventi e aumenterà sempre la sua la sua presenza quindi cerchiamo una cerchiamo un antidoto e cerchiamo di far modo che sia essere un altro degli strumenti tecnologici che abbiamo visto negli ultimi anni, penso che come dire, abbiamo visto l'avvento del computer degli smartphone e della connessione ci spaventerà l'intelligenza artificiale rispetto a questi grandi cambiamenti per chi volesse saperne di più di Making Italy ci trova sui siti delle nostre istituzioni accademia italiana iaad.it
e allora 8 e 58 minuti ringrazio i nostri ospiti Alessandro Colombo in studio e in collegamento Gian Paolo Barozzi per essere stati con noi grazie tutti. Grazie a voi. Rimanete sulla nostra frequenza e tra poco in collegamento all'assessore alle infrastrutture della regione toscana, Filippo Boni. Stai ascoltando Controradio. FM, DAV, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio.
Grazie a tutti.